Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Teologia 2 Invernizzi - argomento a scelta, Guide, Progetti e Ricerche di Teologia II

File per presentazione dell'argomento a scelta x l'esame

Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche

2019/2020

Caricato il 09/06/2023

sofia-albasi
sofia-albasi 🇮🇹

4

(1)

11 documenti

1 / 3

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
ESAME TEOLOGIA
Genesi 2,21
Al momento della nascita della donna l’umano è immerso nel torpore, un sonno straordinario prodotto da
Dio. In questo modo il Signore Dio copre con un velo di non-conoscenza l’origine della donna.
L’umano non è presente all’azione divina e ignora tutto quanto sta accadendo mentre dorme.
In questo modo nessuno dei due partner ha accesso alla propria e altrui origine.
Secondo Dio, infatti, la possibilità di una relazione alla pari va di pari passo con la perdita del sapere. Questo
è il prezzo da pagare perché ci sia uguaglianza uguaglianza impossibile con gli animali conosciuti e
definiti dall’uomo.
(Dio porta gli animali all’uomo affinché lui gli affidi un nome.
L’uomo quindi viene associato da Dio alla creazione e gli affida il compito di dar loro il nome l’uomo ha
una conoscenza totale che gli permette di farlo.
Dare il nome è un’azione che viene fatta per esercitare il dominio.
L’uomo sceglie tra le bestie selvatiche degli animali che gli fossero più utili e li trasforma in bestiame)
Dopo aver realizzato la donna Dio la presenta all’adam come aveva fatto con gli animali.
------------------
Gen 2,23: Allora l’umano (’adam) disse: «Questa stavolta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si
chiamerà donna (ishshah), perché dall’uomo (ish) è stata tolta».
Vedendola l’umano sembra trovare il pieno accesso alla parola.
La prima cosa che egli sottolinea di fronte alla donna è quanto li accomuna. In questa egli si riconosce: lei è
ossa delle sue ossa, carne della sua carne quest’espressione nella Bibbia si ritrova in bocca a coloro che
affermano un legame di famiglia e fraternità.
Per di più questa parentela intima dell’uomo e della donna è segnata dai nomi. Infatti, is e issa sembrano
corrispondersi come maschile e femminile. L’umano indica così che colei che sente tanto vicino a sé è
anche differente.
Quindi l’umano trova prima il nome della donna e poi, dopo aver riconosciuto la differenza, trova anche per
sé un nome.
------------------
Passiamo a focalizzarci sulla Parola.
Nell’istante in cui nasce la donna appare anche l’uomo, che come tale non esisteva prima e in quello stesso
istante il racconto è caratterizzato dall’avvento della parola.
Può quasi sembrare quindi che le prime dimensioni del linguaggio possano rappresentare la celebrazione di
una donna da parte di un uomo. Ma, questa parola è meno edificante di come sembra.
Questa scena sembra incompiuta perché la donna non risponde all’uomo.
L’uomo dice la meraviglia che suscita in lui la vista della donna, ma è come se stesse parlando con se stesso.
Non si rivolge alla donna per invitarla ad uno scambio di parola: anzi, per ben 3 volte egli parla di lei con un
dimostrativo = questa, senza mai dirle tu e senza mai dire io.
Infatti, come già detto, l’uomo parlando si rivolge a se stesso e non alla donna il linguaggio qui non
stabilisce ancora una relazione.
pf3

Anteprima parziale del testo

Scarica Teologia 2 Invernizzi - argomento a scelta e più Guide, Progetti e Ricerche in PDF di Teologia II solo su Docsity!

ESAME TEOLOGIA

Genesi 2, Al momento della nascita della donna l’umano è immerso nel torpore, un sonno straordinario prodotto da Dio. In questo modo il Signore Dio copre con un velo di non-conoscenza l’origine della donna. L’umano non è presente all’azione divina e ignora tutto quanto sta accadendo mentre dorme. In questo modo nessuno dei due partner ha accesso alla propria e altrui origine. Secondo Dio, infatti, la possibilità di una relazione alla pari va di pari passo con la perdita del sapere. Questo è il prezzo da pagare perché ci sia uguaglianza  uguaglianza impossibile con gli animali conosciuti e definiti dall’uomo. (Dio porta gli animali all’uomo affinché lui gli affidi un nome. L’uomo quindi viene associato da Dio alla creazione e gli affida il compito di dar loro il nome  l’uomo ha una conoscenza totale che gli permette di farlo. Dare il nome è un’azione che viene fatta per esercitare il dominio. L’uomo sceglie tra le bestie selvatiche degli animali che gli fossero più utili e li trasforma in bestiame) Dopo aver realizzato la donna Dio la presenta all’adam come aveva fatto con gli animali.


Gen 2,23: Allora l’umano (’adam) disse: «Questa stavolta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna (ishshah), perché dall’uomo (ish) è stata tolta». Vedendola l’umano sembra trovare il pieno accesso alla parola. La prima cosa che egli sottolinea di fronte alla donna è quanto li accomuna. In questa egli si riconosce: lei è ossa delle sue ossa, carne della sua carne  quest’espressione nella Bibbia si ritrova in bocca a coloro che affermano un legame di famiglia e fraternità. Per di più questa parentela intima dell’uomo e della donna è segnata dai nomi. Infatti, is e issa sembrano corrispondersi come maschile e femminile. L’umano indica così che colei che sente tanto vicino a sé è anche differente. Quindi l’umano trova prima il nome della donna e poi, dopo aver riconosciuto la differenza, trova anche per sé un nome.


Passiamo a focalizzarci sulla Parola. Nell’istante in cui nasce la donna appare anche l’uomo, che come tale non esisteva prima e in quello stesso istante il racconto è caratterizzato dall’avvento della parola. Può quasi sembrare quindi che le prime dimensioni del linguaggio possano rappresentare la celebrazione di una donna da parte di un uomo. Ma, questa parola è meno edificante di come sembra. Questa scena sembra incompiuta perché la donna non risponde all’uomo. L’uomo dice la meraviglia che suscita in lui la vista della donna, ma è come se stesse parlando con se stesso. Non si rivolge alla donna per invitarla ad uno scambio di parola: anzi, per ben 3 volte egli parla di lei con un dimostrativo = questa, senza mai dirle tu e senza mai dire io. Infatti, come già detto, l’uomo parlando si rivolge a se stesso e non alla donna  il linguaggio qui non stabilisce ancora una relazione.

La donna, quindi, è semplicemente vista come un oggetto, che egli pretende gli appartenga senza più menzionare la costruzione divina.


Però fino a questo punto, si possono ancora vedere diverse somiglianze tra uomo e donna. Il tutto cambia con il secondo racconto della creazione, quando la donna tradisce Dio e l’uomo e porta il peccato nel mondo. Il peccato originale, compiuto per primo dalla donna, legittima l’asimmetria di ruolo tra i due generi. Dopo il peccato, infatti, le caratteristiche dell’uomo e della donna sono distinte: -l’uomo deve faticare per procurarsi il cibo -la donna è caratterizzata dalla condizione di madre e di sottomissione nei confronti dell’uomo Questo fatto ha portato ad una visione della donna che ha segnato per lungo tempo il suo ruolo possiamo dire “inferiorità” nei confronti dell’uomo. Tendenzialmente nel magistero ecclesiale la donna è vista all’interno del matrimonio e la sua funzione è ridotta a quella di sposa e madre. Leone XIII nell’enciclica Arcanum divinae Sapientiae (1880) affermò che il marito è il principe della famiglia e il capo della moglie; la quale, non pertanto, dato che è carne della carne di lui ed osso delle sue ossa, deve essere soggetta ed obbediente al marito. Con il tempo la visione della donna è cambiata notevolmente. Nel documento Amoris Laetitia di Papa Francesco (2016), vengono rilevati i notevoli miglioramenti nel riconoscimento dei diritti della donna e nella sua partecipazione alla vita pubblica, mentre vengono denunciate le ancora frequenti violenze. A questo punto vorrei citare un passaggio del libro “Adamo dove sei?” di Ravasi, il cui tema è quello della questione del gender. Papa Francesco tocca questo argomento nel documento Amoris Laetitia” dicendo: “un’altra sfida emerge da varie forme di un’ideologia, genericamente chiamata gender, che «nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia”. NB: non si deve ignorare che «sesso biologico ( sex ) e ruolo sociale-culturale del sesso ( gender ), si possono distinguere, ma non separare». La questione gender l’ho inserita perché è proprio legata al pensiero femminista. Difatti, si possono individuare 3 fasi dell’evoluzione della questione del gender: -parità di genere = si contesta la discriminazione delle donne ad opera di una cultura maschilista che fondava la superiorità degli uomini sulla base di una diversa natura corporea -costruzione dei generi: il sesso è dato dalla natura biologica, il gender è prodotto dalla cultura sociale e come tale può variare. La differenza tra maschio e femmina viene superata dalla molteplicità dei generi. -de-costruzione del genere: l’identità sessuale, già svincolata dal sesso biologico, viene così sottratta anche alla definizione della cultura sociale e consegnata alla libera interpretazione dell’individuo. Ravasi, infatti, riflette come queste questioni di genere si siano fatte strada nell’ambito politico, soprattutto con le quattro conferenze delle donne promosse dall’ONU e tenutesi tra 1975 e il 1995. A queste conferenze, che rivendicano l’uguaglianza tra uomo e donna, sono poi seguite diverse istanze legislative: la registrazione all’anagrafe di sesso neutro o multiplo, l’accesso al matrimonio, o meglio unione civile, in qualsiasi combinazione e così via. Tutto questo per sottolineare gli enormi passi avanti all’interno della società, che sono partiti proprio dalla relazione tra uomo e donna di cui si è iniziato a parlare nel secondo capitolo della Genesi.