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Riassunto di 'DABAR': Conversazioni su Dio e dintorni di Marco Ronconi - Prof. De Vecchi, Sintesi del corso di Teologia II

Un riassunto del libro 'dabar: conversazioni su dio e dintorni' di marco ronconi. Il riassunto esplora temi chiave della teologia cristiana, come la parola di dio, la misericordia, il peccato, la preghiera e il ruolo della chiesa. Una panoramica delle idee di ronconi e delle sue riflessioni sulla teologia contemporanea.

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

Caricato il 07/02/2025

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RIASSUNTO TEOLOGIA DA BAR libere conversazioni su Dio e dintorni Marco Ronconi
ÒDABARÓ: parola ebraica da una grossa gamma di significati, normalmente tradotta come
ÒPAROLAÓ !
Libro diviso in sezioni che rimandano alla tradizione teologica. LÕimpostazione del libro si trova nel
mezzo tra il tremendum del dabar e la condivisione di conversazioni da bar. !
BIBBIA1.
La Bibbia nella vita credente • un patrimonio inestimabile ma il cristianesimo non • una religione
del libro. I libri della Bibbia sono uno strumento per partecipare alla comunione trinitaria. !
Dobbiamo per˜ fare attenzione perchŽ le parole scritte nella Bibbia non sono Dio in sŽ, ma bens“,
parole ispirata da Dio: sono parole che richiedono umiltˆ per ereditare il passato e riconoscere il
futuro, annunciano una presenza ma allo stesso tempo unÕassenza. La Bibbia • il simbolo del
dialogo umile tra Dio e lÕuomo. !
Nel Vangelo secondo Giovanni, al matrimonio di Cana, Ges• compie il primo miracolo: cambia
lÕacqua in vino, questo viene definito da Ronconi come ÒdeludenteÓ da parte di un salvatore e per
la non riconoscenza del vino divino da parte di tutti coloro che lÕhanno bevuto. I servi, gli unici a
sapere del miracolo, non dicono nulla. Questi servi, secondo lÕautore, possono essere paragonati
agli infermieri o insegnati che hanno operato durante la pandemia Covid-19, entrambi si sono
sentiti dire da una voce intima federe ÒserviteÓ e cos“ hanno fatto: come angeli scesi dal cielo.
Non sempre questi sono tenuti a fare baccano.
Nel Vangelo secondo Matteo viene raccontata la parabola dei talenti in cui un padrone lascia ai
servi i suoi beni distribuendoli in modo sproporzionato, quando il padrone torna loda coloro che
hanno raddoppiato le monete e condanna chi glielo restituisce solamente. La parabola dice che
nel mondo ci sono persone diverse: alcuni capaci di cogliere il senso profondo di piccoli gesti,
altri che preferiscono lÕimmobilitˆ.
Nel Vangelo secondo Luca un notabile si rivolge a Ges• chiamandolo ÒMaestro buonoÓ. La
reazione di Ges• risulta essere abbanca dura: ÒperchŽ mi chiami buono? Nessuno • buono, se
non Dio soloÓ. LÕespressione del notaio, che sembrava un apprezzamento si rivela doppiamente
violenta: da un lato isola Ges•, dallÕaltro lo giudica. Ges• ammonisce il notabile ad andare dai pi•
poveri e donargli tutto per poi ritornare a seguirlo.
Nel Vangelo secondo Samuele si parla del re Davide: lÕautore dice di amare questo personaggio;
si innamora di Betsabea nonostante lei sia sposata con Ur“a. Davide, uomo che ha infranto molte
logiche ed etiche, fece uccidere Ur“a al fronte, da eroe.
Nel Vangelo di Matteo si parla della donna cananea: donna che sfida tre volte il rifiuto di Ges• di
guarire sua figlia. Il dialogo tra Ges• e la donna sembrava un litigio tra amanti. Questo testo ci
vuole dire che la preghiera pu˜ funzionare come una conversazione dÕamore. Ci˜ che nutre
entrambi • la fedeltˆ ad un desiderio profondo, come la salute nel caso della donna. Nelle
conversazioni tra amanti e nella preghiera NON esistono regole ma una serie di criteri che
sottolineano lÕimportanza di saper correre il rischio e di non fermarsi davanti davanti agli ostacoli.
= leggere la Bibbia significa lavorare su noi stessi.
2. LITURGIA E SACRAMENTI
MESSA: non si va a messa per dovere o per abitudine perchŽ lÕÕ eucarestia • un gesto di libertˆ. é
inutile condannare e giustificare chi non ne prende parte. !
BENEDIRE: il benedire ha, per Rondoni, 3 cose meravigliose:!
La potenza del gesto che non vuole nulla di cambio, dona e basta A.
Benedire ha misure ÒsmisurateÓ B.
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RIASSUNTO TEOLOGIA DA BAR libere conversazioni su Dio e dintorni Marco Ronconi

DABAR ”: parola ebraica da una grossa gamma di significati, normalmente tradotta come “ PAROLA

Libro diviso in sezioni che rimandano alla tradizione teologica. L’impostazione del libro si trova nel mezzo tra il tremendum del dabar e la condivisione di conversazioni da bar.

1. BIBBIA

La Bibbia nella vita credente è un patrimonio inestimabile ma il cristianesimo non è una religione del libro. I libri della Bibbia sono uno strumento per partecipare alla comunione trinitaria. Dobbiamo però fare attenzione perché le parole scritte nella Bibbia non sono Dio in sé , ma bensì, parole ispirata da Dio : sono parole che richiedono umiltà per ereditare il passato e riconoscere il futuro, annunciano una presenza ma allo stesso tempo un’assenza. La Bibbia è il simbolo del dialogo umile tra Dio e l’uomo.

  • Nel Vangelo secondo Giovanni , al matrimonio di Cana, Gesù compie il primo miracolo: cambia l’acqua in vino, questo viene definito da Ronconi come “deludente” da parte di un salvatore e per la non riconoscenza del vino divino da parte di tutti coloro che l’hanno bevuto. I servi, gli unici a sapere del miracolo, non dicono nulla. Questi servi, secondo l’autore, possono essere paragonati agli infermieri o insegnati che hanno operato durante la pandemia Covid-19, entrambi si sono sentiti dire da una voce intima federe “servite” e così hanno fatto: come angeli scesi dal cielo. Non sempre questi sono tenuti a fare baccano.
  • Nel Vangelo secondo Matteo viene raccontata la parabola dei talenti in cui un padrone lascia ai servi i suoi beni distribuendoli in modo sproporzionato, quando il padrone torna loda coloro che hanno raddoppiato le monete e condanna chi glielo restituisce solamente. La parabola dice che nel mondo ci sono persone diverse: alcuni capaci di cogliere il senso profondo di piccoli gesti, altri che preferiscono l’immobilità.
  • Nel Vangelo secondo Luca un notabile si rivolge a Gesù chiamandolo “Maestro buono”. La reazione di Gesù risulta essere abbanca dura: “perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo”. L’espressione del notaio, che sembrava un apprezzamento si rivela doppiamente violenta: da un lato isola Gesù, dall’altro lo giudica. Gesù ammonisce il notabile ad andare dai più poveri e donargli tutto per poi ritornare a seguirlo.
  • Nel Vangelo secondo Samuele si parla del re Davide: l’autore dice di amare questo personaggio; si innamora di Betsabea nonostante lei sia sposata con Urìa. Davide, uomo che ha infranto molte logiche ed etiche, fece uccidere Urìa al fronte, da eroe.
  • Nel Vangelo di Matteo si parla della donna cananea: donna che sfida tre volte il rifiuto di Gesù di guarire sua figlia. Il dialogo tra Gesù e la donna sembrava un litigio tra amanti. Questo testo ci vuole dire che la preghiera può funzionare come una conversazione d’amore. Ciò che nutre entrambi è la fedeltà ad un desiderio profondo, come la salute nel caso della donna. Nelle conversazioni tra amanti e nella preghiera NON esistono regole ma una serie di criteri che sottolineano l’importanza di saper correre il rischio e di non fermarsi davanti davanti agli ostacoli. = leggere la Bibbia significa lavorare su noi stessi.

2. LITURGIA E SACRAMENTI

MESSA : non si va a messa per dovere o per abitudine perché l’’ eucarestia è un gesto di libertà. È inutile condannare e giustificare chi non ne prende parte. BENEDIRE : il benedire ha, per Rondoni, 3 cose meravigliose: A. La potenza del gesto che non vuole nulla di cambio, dona e basta B. Benedire ha misure “smisurate”

C. Esistono benedizioni già fatte e altre che vengono assemblate con frasi estrapolate dalla Bibbia, da tradizioni, da bauli… LA PREGHIERA DEI FEDELI : È una preghiera che ha come soggetto il popolo come “soggetto esercitatante di una funzione sacerdotale” per tutti gli uomini e donne di questo pianeta. IL SEGNO DI PACE : ricorda delle celebrazioni eucaristiche tenute in diverse chiese nel 2016 e osserva che in nessuna di esse si teneva lo scambio di pace. Ancora, durante il Covid-19 il segno di pace è stato una delle principali mancanze liturgiche, ciò generò in lui grande tristezza. Il segno di pace ha avuto forme differenti nei secoli ma l’idea di porgere la mano nasce dalla tradizione medievale germanica: mostrare la mano dx vuota all’altro era simbolo di rinuncia ad impugnare la spada, era un gesto di pace, un “per ora non ti uccido”. La storia sul segno di pace durante la pandemia arriva a fine gennaio 2021 quando l’assemblea della CEI ha dedicato la prima “comunicazione” al rito della pace nella Messa: si dice che volgere gli occhi per intercettare quelli del vicino può esperire un modo eloquente per scambiare il dono della pace. CONFESSIONE : il rituale del sacramento della Penitenza, in vigore dal 1974, stabilisce che il confessore è invitato a leggere o ripetere a memoria un testo della Bibbia. Il rituale non suggerisce la lettura dei Dieci Comandamenti; il Rituale privilegia i testi delle grandi azioni compiute da Dio e testi che invitano alla bellezza della promessa da Lui portata sulla terra. I peccati sono, ancora prima di reati o colpe, mancanze di rispetto alla verità: sono trasgressioni d’amore dell’intera umanità. Per analogia, si dice che il confessore dovrebbe comportarsi come un terapista di coppia : dovrebbe iniziare a fare memoria sul peccato compiuto invitando il pentinente a ricordare il giorno in cui Dio ci ha rivestito della sua grazia. “Siete scegli da Dio, santi e amanti” COMPITO DEL PRETE : le tappe della formazione dei preti rimandano alla lettura “il dono della vocazione presbiterale” che la Congregazione del Clero ha pubblicato nel 2016. Secondo Rondini, questo modello proposto non è più adatto alla formazione dei preti delle nostre società, non esistono nemmeno più idee chiare su quali siano le funzioni dei preti ad oggi. Si pensa al prete come ad un esemplare da plasmare in laboratorio, così facendo lo si stacca da una vera comunità concreta e la formazione coincide con la sola applicazione di una teoria astratta. La soluzione proposta da Rondini riguarda l’abolizione del celibato ecclesiastico a sostegno delle prassi per i preti orientali che consente loro, ad esempio, di sposarsi prima dell’ordinazione. DIACONATO AL FEMMINILE E CARDINALI: parlare di diaconato al femminile è ancora un problema: giungere all’equiparazione dell’Ordine appare ancora difficile. Il cardinalato è, invece, un potere svincolato dall’Ordine ma è un servizio che richiede un potere reale. MATRIMONIO E FAMIGLIA : per la tradizione della chiesa io sacramento del matrimonio fonda sempre una famiglia. Il matrimonio è indissolubile per la chiesa, chi lo infrange non può più ricevere la pienezza dei sacramenti.

3. DOTTRINA

Tradire la verità divina = tradire la misericordia. Non ci può essere misericordia senza verità. Nessun cattolico può dissentire da ciò, il problema è cosa s’intenda per verità, essa può essere:

  • Cristo come “via, verità e vita”
  • Misericordia delle verità Nel primo caso la misericordia è la riattualizzazione di un evento, la salvezza di Dio. Se la verità è Cristo non si dà misericordia senza il suo spirito. Nel secondo caso si rischia si ridurre la misericordia alla conseguenza di un ragionamento.

Come avere fede : non possiamo identificare la fede nel sapere o in un oggetto da possedere. La “ pressione di fede ” non è la fede ma un suo derivato, possiamo professare tuti i contenuti di fede ma non essere fedeli. La fede va pensata come nome della storia in cui ogni fedele di Cristo si trova

A cosa serve la teologia? È nata per occuparsi di anima senza essere psicologia; non è sociologia ma non può non prescindere da una riflessione sulle strutture umane e sulle culture; insegue il bene comune ma non è politica; vive di parole ma non é letteratura. La teologia sfida le domande degli uomini con regole e pratiche differenti dalla filosofia. È incistata alla vita.

5. MORALE

Il principio primo del Cristianesimo è la compassione di Dio. I cristiani riconoscono questo amore fino a desiderare di esservi conformati. La teologia è il tentativo di esprimere questo desiderio per cercare di restargli fedeli. I dieci comandamenti sono le conseguenze del patto che Dio ha stipulato con il popolo. Nella morale cristiana la coscienza non serve per sbiancare il giudizio sulle nostre azioni ma per darci la possibilità di migliorarle. La coscienza si sporca solo se la si usa. La dottrina cristiana è chiara su ciò: pace e giustizia non saranno mai perfettamente realizzabili: anche la più buona e giusta azione avrà sempre un lato oscuro. È umano mancare al bene ma è disumano mettersi al centro e “vomitare” su chi prova a fare del bene. È difficile scegliere sempre di fare il bene. Ognuno di noi pecca nella vita : tra peccare e saperlo fare c’è molta differenza. Un buon allenatore insegna anche a saper perdere: chi pensa che non peccare sia il massimo criterio dell’esistenza umana sbaglia, bisogna preoccuparsi del suo funzionamento. Papa Francesco spiega che il peccatore tende a trovare un modo per giustificare la propria colpa ma accettare di essere peccatori è differente: tutti i peccatori vengono comunque accolti dalla grazia di Dio perché peccare è inevitabile. La differenza la fa il “ come si pecca ”:

  • Ci sono mali minori di altri
  • Ci sono peccati pagati in prezzo proprio e altri scaricati sulle spalle altrui
  • Ci sono peccati mortali
  • Ci sono peccati veniali

I peccati mortali sono quelli che distruggono la carità nel cuore dell’uomo e violano una legge di Dio, questi portano l’esclusione dell’uomo dal regno di Dio e la morte. I peccati veniali non rompono l’alleanza con Dio e possono essere risanati da soli.

La morale dice che siamo ricchi. La ricchezza è un pericolo su cui vigilare. È una benedizione, non un diritto. La vita è valutata sul denaro, il metro della felicità é il denaro. I soldi rendono l’uomo libero quando contribuiscono all’unica felicità possibile: amare. Nel 2017 Papa Francesco ha tradotto i capisaldi della dottrina cattolica sul rapporto tra denaro e lavoro: “ A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato, questa è una grande disistima per il lavoro e per il lavoratore perché nega l’onore al lavoro e la dignità al lavoratore ”. Francesco parla di due figure:

  1. Imprenditore : figura fondamentale per l’economia delle persone, ha grande dedizione al lavoro e attenzione per i dipendenti. Per lui i soldi sono i volti delle persone, la bellezza delle cose.
  2. Speculatore : l’opposto dell’imprenditore. È il mercenario, che non ama la sua azienda e i lavoratori, li vede solo come mezzi per un profitto. L’economia per lui perde il contatto con il volto, diventa un’economia senza volto, un’economia spietata. I soldi servono ai soldi.

La questione di genere : nella tradizione cristiana la vita delle persone concrete ha talvolta impedito alla dottrina di diventare ideologia. Le dottrine del Vangelo sono in tensione con la vita: spesso può capitare che le dottrine del Vangelo vengono soppresse dalla vita reale, può capitare che identità estranee alla chiesa inizino ad aprire alla strada a nuovi temi e nuove condizioni. Ad esempio la chiesa sta cercando di aprirsi sempre di più all’omosessualità e alla presenza di fedeli cattolici e omosessuali.

6. ASCETICA

La preghiera non è superare un esame ma mostrarsi per quel che si è, con le parole che si hanno in quel momento e lasciar fare a Dio. La preghiera appartiene a tutti , nasce nel cuore di ognuno di noi in cerca del “ Tu ”. Bisogna imparare a vedere ciò che non c’è ancora ma sta per arrivare. Questo modo di guardare le cose è quello che i greci chiamavano “makrothymia” = “animo grande” in tutte le dimensioni possibili.

Ognuno di noi deve imparare e combattere i propri demoni , il primo da questi è quello dell’accidia o tristezza : chi è ferito da questo fa fatica a descrivere la geografia della propria sofferenza. Questi faticano a gioire e poco alla volta si corrodono. Quando la tristezza ha il sopravvento gli occhi fanno fatica a sollevarsi da terra, vedono la morte come realizzazione della vita. Questi demoni vanno combattuti: Gregorio Magno prescriveva che bisogna procurare ai tristi le gioie che doni promesse con il Regno.

7. APOLOGETICA

  1. CONTRO L’AUTOGIUSTIFICAZIONISMO : la radice dell’autogiustificazionismo è la paura. Papa Francesco combatte questa ideologia con libertà evangelica.
  2. CONTRO LA VARIANTE BORGHESE DEL CRISTIANESIMO : la borghesia si è appropriata del cristianesimo convertendolo ad una religione dell’utile. Questa dottrina sarebbe da abbattere perché non è religioso chi dice di esserlo ma chi cerca Dio e la pace con allegria creativa e ha pienezza di vita nell’amare l’altro nella sua concretezza e nelle sue povertà, offrendo le proprie. Il resto non è cristianesimo ma solo una variante borghese.
  3. CONTRO I PREDICATORI CHE INFRANGONO IL SESTO COMANDAMENTO : coloro che predicano il male. Nella regola pastorale di Gregorio c’è grande spazio dedicato alla predicazione, egli afferma che i pastori d’anime devono far in modo di non proclamare mai gli errori e di non esporre la vita in modo prolisso e disordinato. Levitico afferma che: “l’uomo che soffre di flusso di seme sarà immondo” intendendo che chi predica disperdendo le parole è come chi disperde il liquidò seminale: il nesso tra predicazione e sperma consiste nel fatto che il fine della parola del pastore d’anime è lo stesso del seme = generare vita.
  4. CONTRO IL CINISMO : il cinismo è come una droga. All’inizio da sollievo ma in realtà ti intossica. Nell’antica Grecia i cinici erano i filosofi famosi, oggi i cinici sono coloro che interagiscono con la realtà senza nessuna speranza. Il cinismo uccide ogni gesto che rischia la bontà. Essi si riconoscono da due sintomi: A. La pratica della retorica indipendentemente dall’ascesi B. Permanente stato di rabbia.
  5. CONTRO GNOSTICISMO E PELAGIANESIMO : nei racconti biblici uno dei peggiori mali è l’idolatria: scambiare un’immagine per Dio. I pelagiani credono in un Dio simile ad un Anubi, hanno sfiducia nelle organizzazioni perfette in quanto astratte. Lo gnosticismo porta a confidare nel ragionamento logico e chiaro. Per combattere queste idolatrie dobbiamo tornare a Dio, tramite un giubileo, e ristrutturare le pratiche della Chiesa per conformarla sempre meglio a Dio e non ad una sua caricatura. Il pelagianesimo è l’eresia su cui Papa Francesco torna più spesso, i pelagiani moderni sono coloro che credono nella fermezza della fede. La fede non può essere salda, vive di relazioni, l’immobilità la uccide. La fede cresce, si muove. I pelagiani credono nella fermezza delle regole della vita e odiano qualsiasi novità.
  6. (^) CONTRO L’INDIVIDUALISMO : l’individualismo porta ad accontentarsi. L’individualista è colui

che fa tutto da solo, che non chiede mai, per lui la salvezza coincide con la soddisfazione dei propri bisogni. Per l’individualista il popolo di Dio è la somma dei singoli cristiani che hanno stessi obiettivi e valori. L’individualista si accontenta di un Dio solitario. Il cristiano è invece battezzato in nome delle tre persone della Trinità.