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Un riassunto del libro 'dabar: conversazioni su dio e dintorni' di marco ronconi. Il riassunto esplora temi chiave della teologia cristiana, come la parola di dio, la misericordia, il peccato, la preghiera e il ruolo della chiesa. Una panoramica delle idee di ronconi e delle sue riflessioni sulla teologia contemporanea.
Tipologia: Sintesi del corso
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RIASSUNTO TEOLOGIA DA BAR libere conversazioni su Dio e dintorni Marco Ronconi
“ DABAR ”: parola ebraica da una grossa gamma di significati, normalmente tradotta come “ PAROLA ”
Libro diviso in sezioni che rimandano alla tradizione teologica. L’impostazione del libro si trova nel mezzo tra il tremendum del dabar e la condivisione di conversazioni da bar.
La Bibbia nella vita credente è un patrimonio inestimabile ma il cristianesimo non è una religione del libro. I libri della Bibbia sono uno strumento per partecipare alla comunione trinitaria. Dobbiamo però fare attenzione perché le parole scritte nella Bibbia non sono Dio in sé , ma bensì, parole ispirata da Dio : sono parole che richiedono umiltà per ereditare il passato e riconoscere il futuro, annunciano una presenza ma allo stesso tempo un’assenza. La Bibbia è il simbolo del dialogo umile tra Dio e l’uomo.
MESSA : non si va a messa per dovere o per abitudine perché l’’ eucarestia è un gesto di libertà. È inutile condannare e giustificare chi non ne prende parte. BENEDIRE : il benedire ha, per Rondoni, 3 cose meravigliose: A. La potenza del gesto che non vuole nulla di cambio, dona e basta B. Benedire ha misure “smisurate”
C. Esistono benedizioni già fatte e altre che vengono assemblate con frasi estrapolate dalla Bibbia, da tradizioni, da bauli… LA PREGHIERA DEI FEDELI : È una preghiera che ha come soggetto il popolo come “soggetto esercitatante di una funzione sacerdotale” per tutti gli uomini e donne di questo pianeta. IL SEGNO DI PACE : ricorda delle celebrazioni eucaristiche tenute in diverse chiese nel 2016 e osserva che in nessuna di esse si teneva lo scambio di pace. Ancora, durante il Covid-19 il segno di pace è stato una delle principali mancanze liturgiche, ciò generò in lui grande tristezza. Il segno di pace ha avuto forme differenti nei secoli ma l’idea di porgere la mano nasce dalla tradizione medievale germanica: mostrare la mano dx vuota all’altro era simbolo di rinuncia ad impugnare la spada, era un gesto di pace, un “per ora non ti uccido”. La storia sul segno di pace durante la pandemia arriva a fine gennaio 2021 quando l’assemblea della CEI ha dedicato la prima “comunicazione” al rito della pace nella Messa: si dice che volgere gli occhi per intercettare quelli del vicino può esperire un modo eloquente per scambiare il dono della pace. CONFESSIONE : il rituale del sacramento della Penitenza, in vigore dal 1974, stabilisce che il confessore è invitato a leggere o ripetere a memoria un testo della Bibbia. Il rituale non suggerisce la lettura dei Dieci Comandamenti; il Rituale privilegia i testi delle grandi azioni compiute da Dio e testi che invitano alla bellezza della promessa da Lui portata sulla terra. I peccati sono, ancora prima di reati o colpe, mancanze di rispetto alla verità: sono trasgressioni d’amore dell’intera umanità. Per analogia, si dice che il confessore dovrebbe comportarsi come un terapista di coppia : dovrebbe iniziare a fare memoria sul peccato compiuto invitando il pentinente a ricordare il giorno in cui Dio ci ha rivestito della sua grazia. “Siete scegli da Dio, santi e amanti” COMPITO DEL PRETE : le tappe della formazione dei preti rimandano alla lettura “il dono della vocazione presbiterale” che la Congregazione del Clero ha pubblicato nel 2016. Secondo Rondini, questo modello proposto non è più adatto alla formazione dei preti delle nostre società, non esistono nemmeno più idee chiare su quali siano le funzioni dei preti ad oggi. Si pensa al prete come ad un esemplare da plasmare in laboratorio, così facendo lo si stacca da una vera comunità concreta e la formazione coincide con la sola applicazione di una teoria astratta. La soluzione proposta da Rondini riguarda l’abolizione del celibato ecclesiastico a sostegno delle prassi per i preti orientali che consente loro, ad esempio, di sposarsi prima dell’ordinazione. DIACONATO AL FEMMINILE E CARDINALI: parlare di diaconato al femminile è ancora un problema: giungere all’equiparazione dell’Ordine appare ancora difficile. Il cardinalato è, invece, un potere svincolato dall’Ordine ma è un servizio che richiede un potere reale. MATRIMONIO E FAMIGLIA : per la tradizione della chiesa io sacramento del matrimonio fonda sempre una famiglia. Il matrimonio è indissolubile per la chiesa, chi lo infrange non può più ricevere la pienezza dei sacramenti.
Tradire la verità divina = tradire la misericordia. Non ci può essere misericordia senza verità. Nessun cattolico può dissentire da ciò, il problema è cosa s’intenda per verità, essa può essere:
Come avere fede : non possiamo identificare la fede nel sapere o in un oggetto da possedere. La “ pressione di fede ” non è la fede ma un suo derivato, possiamo professare tuti i contenuti di fede ma non essere fedeli. La fede va pensata come nome della storia in cui ogni fedele di Cristo si trova
A cosa serve la teologia? È nata per occuparsi di anima senza essere psicologia; non è sociologia ma non può non prescindere da una riflessione sulle strutture umane e sulle culture; insegue il bene comune ma non è politica; vive di parole ma non é letteratura. La teologia sfida le domande degli uomini con regole e pratiche differenti dalla filosofia. È incistata alla vita.
Il principio primo del Cristianesimo è la compassione di Dio. I cristiani riconoscono questo amore fino a desiderare di esservi conformati. La teologia è il tentativo di esprimere questo desiderio per cercare di restargli fedeli. I dieci comandamenti sono le conseguenze del patto che Dio ha stipulato con il popolo. Nella morale cristiana la coscienza non serve per sbiancare il giudizio sulle nostre azioni ma per darci la possibilità di migliorarle. La coscienza si sporca solo se la si usa. La dottrina cristiana è chiara su ciò: pace e giustizia non saranno mai perfettamente realizzabili: anche la più buona e giusta azione avrà sempre un lato oscuro. È umano mancare al bene ma è disumano mettersi al centro e “vomitare” su chi prova a fare del bene. È difficile scegliere sempre di fare il bene. Ognuno di noi pecca nella vita : tra peccare e saperlo fare c’è molta differenza. Un buon allenatore insegna anche a saper perdere: chi pensa che non peccare sia il massimo criterio dell’esistenza umana sbaglia, bisogna preoccuparsi del suo funzionamento. Papa Francesco spiega che il peccatore tende a trovare un modo per giustificare la propria colpa ma accettare di essere peccatori è differente: tutti i peccatori vengono comunque accolti dalla grazia di Dio perché peccare è inevitabile. La differenza la fa il “ come si pecca ”:
I peccati mortali sono quelli che distruggono la carità nel cuore dell’uomo e violano una legge di Dio, questi portano l’esclusione dell’uomo dal regno di Dio e la morte. I peccati veniali non rompono l’alleanza con Dio e possono essere risanati da soli.
La morale dice che siamo ricchi. La ricchezza è un pericolo su cui vigilare. È una benedizione, non un diritto. La vita è valutata sul denaro, il metro della felicità é il denaro. I soldi rendono l’uomo libero quando contribuiscono all’unica felicità possibile: amare. Nel 2017 Papa Francesco ha tradotto i capisaldi della dottrina cattolica sul rapporto tra denaro e lavoro: “ A volte si pensa che un lavoratore lavori bene solo perché è pagato, questa è una grande disistima per il lavoro e per il lavoratore perché nega l’onore al lavoro e la dignità al lavoratore ”. Francesco parla di due figure:
La questione di genere : nella tradizione cristiana la vita delle persone concrete ha talvolta impedito alla dottrina di diventare ideologia. Le dottrine del Vangelo sono in tensione con la vita: spesso può capitare che le dottrine del Vangelo vengono soppresse dalla vita reale, può capitare che identità estranee alla chiesa inizino ad aprire alla strada a nuovi temi e nuove condizioni. Ad esempio la chiesa sta cercando di aprirsi sempre di più all’omosessualità e alla presenza di fedeli cattolici e omosessuali.
La preghiera non è superare un esame ma mostrarsi per quel che si è, con le parole che si hanno in quel momento e lasciar fare a Dio. La preghiera appartiene a tutti , nasce nel cuore di ognuno di noi in cerca del “ Tu ”. Bisogna imparare a vedere ciò che non c’è ancora ma sta per arrivare. Questo modo di guardare le cose è quello che i greci chiamavano “makrothymia” = “animo grande” in tutte le dimensioni possibili.
Ognuno di noi deve imparare e combattere i propri demoni , il primo da questi è quello dell’accidia o tristezza : chi è ferito da questo fa fatica a descrivere la geografia della propria sofferenza. Questi faticano a gioire e poco alla volta si corrodono. Quando la tristezza ha il sopravvento gli occhi fanno fatica a sollevarsi da terra, vedono la morte come realizzazione della vita. Questi demoni vanno combattuti: Gregorio Magno prescriveva che bisogna procurare ai tristi le gioie che doni promesse con il Regno.
che fa tutto da solo, che non chiede mai, per lui la salvezza coincide con la soddisfazione dei propri bisogni. Per l’individualista il popolo di Dio è la somma dei singoli cristiani che hanno stessi obiettivi e valori. L’individualista si accontenta di un Dio solitario. Il cristiano è invece battezzato in nome delle tre persone della Trinità.