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Teorema di Lagrange, Appunti di Analisi Matematica I

L'enunciato e la dimostrazione del Teorema di Lagrange, che lega la natura del punto stazionario di una funzione al segno della derivata. Viene anche fornito il significato geometrico del teorema. La dimostrazione si basa sull'elaborazione della differenza tra la funzione e la secante e sulla ricerca di un punto stazionario della funzione così ottenuta.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 08/10/2022

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TEOREMA DI LAGRANGE
ENUNCIATO
𝐒𝐢𝐚 𝐟 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐢𝐧 [𝐚,𝐛] 𝐞 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧 (𝐚,𝐛)
𝑨𝒍𝒍𝒐𝒓𝒂 ∃ 𝒄 (𝒂,𝒃)𝒇(𝒄)=𝒇(𝒃)𝒇(𝒂)
𝒃𝒂
SIGNIFICATO 1 DEL TEOREMA
La variazione della funzione f(b)f(a) determina la natura di un punto stazionario (un
punto di massimo o di minimo, che per il teorema di Fermat è a tangente orizzontale):
se il punto è di massimo la variazione è negativa
se il punto è di minimo la variazione è positiva.
La variazione della funzione è legata al segno della derivata e questo si intuisce dalla
formula inversa: 𝑓(𝑏)𝑓(𝑎)=𝑓(𝑐) (𝑏𝑎)
Ma (𝑏𝑎) è sempre una quantità positiva e quindi il segno di 𝑓(𝑏)𝑓(𝑎) dipende
esclusivamente dalla derivata 𝑓(𝑐)
Quindi il teorema di Lagrange lega la natura del punto stazionario al segno della
derivata.
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TEOREMA DI LAGRANGE

ENUNCIATO

𝐒𝐢𝐚 𝐟 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐢𝐧 [𝐚, 𝐛] 𝐞 𝐝𝐞𝐫𝐢𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐧 (𝐚, 𝐛)

SIGNIFICATO 1 DEL TEOREMA

La variazione della funzione f(b) − f(a) determina la natura di un punto stazionario (un

punto di massimo o di minimo, che per il teorema di Fermat è a tangente orizzontale):

  • se il punto è di massimo la variazione è negativa
  • se il punto è di minimo la variazione è positiva.

La variazione della funzione è legata al segno della derivata e questo si intuisce dalla

formula inversa: 𝑓

Ma (𝑏 − 𝑎) è sempre una quantità positiva e quindi il segno di 𝑓(𝑏) − 𝑓(𝑎) dipende

esclusivamente dalla derivata 𝑓

Quindi il teorema di Lagrange lega la natura del punto stazionario al segno della

derivata.

SIGNIFICATO 2 GEOMETRICO DEL TEOREMA

Ricordiamo che f′(c) è il coefficiente angolare della tangente alla funzione (nel generico

punto c), mentre

f

( b

) −f(a)

b−a

è il coefficiente angolare della secante.

Riguardando la tesi del teorema di Lagrange vediamo che eguaglia il coefficiente

angolare della tangente alla funzione al coefficiente angolare della secante.

Ciò significa che c’è almeno un punto, all’interno dell’intervallo, dove la tangente è

parallela alla secante.

DIMOSTRAZIONE

PREFAZIONE ALLA DIMOSTRAZIONE: COSA ANDIAMO A DIMOSTRARE

Pensando all’interpretazione geometrica del teorema di Lagrange…

Noi cerchiamo un punto in cui la tangente alla funzione sia parallela alla secante;

Quindi, la derivata della funzione (che è il coefficiente angolare della tangente alla

funzione) e la derivata della secante (che è il coefficiente angolare della secante e

coincide con il rapporto incrementale) devono essere uguali. Questo significa che la

differenza delle derivate della funzione e della secante deve essere zero perché le due

derivate sono due quantità uguali.

Dunque, io elaboro la differenza tra la funzione e la secante e tale differenza mi darà

un’ulteriore funzione che chiamerò g, la cui derivata deve essere zero (la derivata della

differenza è la differenza delle derivate).

Se la derivata di g deve essere 0 significa quindi che sto cercando un punto stazionario

di questa funzione g.

N.B. CONSIDERAZIONI UTILI AL PRIMO E SECONDO PASSAGGIO

Si sa che la secante è la seguente funzione: 𝑓(𝑎) +

𝑓

( 𝑏

) −𝑓

( 𝑎

)

𝑏−𝑎

Inoltre il coefficiente angolare della secante e quindi la derivata della secante è il

rapporto incrementale

𝑓

( 𝑏

) −𝑓

( 𝑎

)

𝑏−𝑎

PRIMO PASSAGGIO

Scrivo la funzione-differenza di cui abbiamo appena parlato sopra

− [𝑓

]

FUNZIONE

SECANTE

QUARTO PASSAGGIO

Allora all’interno del nostro intervallo la funzione è derivabile e quindi vale il teorema

di Fermat:

Ricordiamo che g

c

= f

c

f(b)−f(a)

b−a

Quindi se portiamo il rapporto incrementale a destra f

c

f(b)−f(a)

b−a