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Teoria Corporate Strategy, Dispense di Corporate Governance

riassunto del libro Corporate Strategy

Tipologia: Dispense

2021/2022

Caricato il 04/03/2023

serenapesola
serenapesola 🇮🇹

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IL CONCETTO DI STRATEGIA
La strategia e il successo delle organizzazioni
La strategia compete prima alle persone, poi alle aziende (composte da persone). È un insieme di scelte coerenti tra
di loro, che portano al perseguimento di un obiettivo. Si tratta di un’evoluzione coerente nel tempo che porta ad
una strategia di successo. I successi non possono essere attribuiti esclusivamente alla fortuna.
Ci sono altri fattori che determinano il successo delle organizzazioni:
l'abilità di riconoscere le opportunità,
l'avere una linea chiara da seguire,
la flessibilità, che permette di sfruttare le opportunità.
La leadership si attribuisce a chi si distingue dagli altri.
Nelle storie di successo è sempre presente una strategia, ovvero una linea di condotta coerente, basata su una chiara
comprensione delle regole del gioco e su una precisa consapevolezza di come agire per collocarsi in una posizione di
vantaggio.
Fattori comuni delle strategie di successo :
1. obiettivi semplici, coerenti e di lungo termine.
2. profonda comprensione dell’ambiente competitivo → conoscere i competitors con i quali ci si deve
confrontare.
3. valutazione obiettiva delle risorse a disposizione→ intesa come valutazione onesta, senza sopravvalutazioni
o sottovalutazioni.
4. implementazione efficace → la strategia bisogna saperla applicare.
N.B. Bisogna sempre tenere sotto controllo i target di riferimento perché evolvono continuamente.
Lo schema di base per l'analisi strategica
I limiti dell'analisi SWOT
SWOT è l'acronimo di
Strenghts (ambiente interno)
Weaknesses (ambiente interno)
Opportunities (ambiente esterno)
Threats (ambiente esterno)
La SWOT analysis costituisce il modello più diffuso per l’analisi strategica.
La classificazione arbitraria di fattori interni (S.W.) ed esterni (O.T.) è meno importante della corretta identificazione
dei fattori interni ed esterni stessi.
Da questa identificazione dovrebbe scaturire una valutazione consapevole delle loro implicazioni.
Ormai è un’analisi obsoleta e non aggiornata perché i fattori vengono valutati arbitrariamente, quindi non in maniera
corretta e consapevole.
Se si lavora su 4 variabili (facilmente scambiabili tra di loro), non si ottiene una valutazione efficace. Ciò che per me
può essere un punto di forza, potrebbe essere sotto altri aspetti anche un punto di debolezza.
La coerenza strategica
Per avere successo una strategia deve essere coerente con le caratteristiche dell'ambiente esterno e interno
all'impresa.
Spesso gli insuccessi delle imprese sono causati da mancanza di coerenza strategica (es. General Motors).
Non esiste un unico modo, migliore degli altri, per progettare, gestire e guidare un’organizzazione. Il modo migliore
dipende dalle circostanze e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui l’organizzazione opera.
Gli studi sulle strategie d'impresa
Termine di origine greca: strategia=generalato. L'arte della Guerra - Sun Tzu 500 a.C.
Impresa letta in
modo evoluto
Modello di Porter:
hanno la stessa
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IL CONCETTO DI STRATEGIA

La strategia e il successo delle organizzazioni La strategia compete prima alle persone, poi alle aziende (composte da persone). È un insieme di scelte coerenti tra di loro, che portano al perseguimento di un obiettivo. Si tratta di un’ evoluzione coerente nel tempo che porta ad una strategia di successo. I successi non possono essere attribuiti esclusivamente alla fortuna. Ci sono altri fattori che determinano il successo delle organizzazioni:

  • l'abilità di riconoscere le opportunità,
  • l'avere una linea chiara da seguire,
  • la flessibilità, che permette di sfruttare le opportunità. La leadership si attribuisce a chi si distingue dagli altri. Nelle storie di successo è sempre presente una strategia, ovvero una linea di condotta coerente, basata su una chiara comprensione delle regole del gioco e su una precisa consapevolezza di come agire per collocarsi in una posizione di vantaggio. Fattori comuni delle strategie di successo :
  1. obiettivi semplici, coerenti e di lungo termine.
  2. profonda comprensione dell’ambiente competitivo → conoscere i competitors con i quali ci si deve confrontare.
  3. valutazione obiettiva delle risorse a disposizione→ intesa come valutazione onesta, senza sopravvalutazioni o sottovalutazioni.
  4. implementazione efficace → la strategia bisogna saperla applicare. N.B. Bisogna sempre tenere sotto controllo i target di riferimento perché evolvono continuamente. Lo schema di base per l'analisi strategica I limiti dell'analisi SWOT SWOT è l'acronimo di
  • Strenghts (ambiente interno)
  • Weaknesses (ambiente interno)
  • Opportunities (ambiente esterno)
  • Threats (ambiente esterno) La SWOT analysis costituisce il modello più diffuso per l’analisi strategica. La classificazione arbitraria di fattori interni (S.W.) ed esterni (O.T.) è meno importante della corretta identificazione dei fattori interni ed esterni stessi. Da questa identificazione dovrebbe scaturire una valutazione consapevole delle loro implicazioni. Ormai è un’analisi obsoleta e non aggiornata perché i fattori vengono valutati arbitrariamente, quindi non in maniera corretta e consapevole. Se si lavora su 4 variabili (facilmente scambiabili tra di loro), non si ottiene una valutazione efficace. Ciò che per me può essere un punto di forza, potrebbe essere sotto altri aspetti anche un punto di debolezza. La coerenza strategica Per avere successo una strategia deve essere coerente con le caratteristiche dell'ambiente esterno e interno all'impresa. Spesso gli insuccessi delle imprese sono causati da mancanza di coerenza strategica (es. General Motors). Non esiste un unico modo, migliore degli altri, per progettare, gestire e guidare un’organizzazione. Il modo migliore dipende dalle circostanze e dalle caratteristiche dell’ambiente in cui l’organizzazione opera. Gli studi sulle strategie d'impresa Termine di origine greca: strategia=generalato. L'arte della Guerra - Sun Tzu 500 a.C. Impresa letta in modo evoluto Modello di Porter: hanno la stessa rilevanza per il collocamento nell’arena competitiva

Le strategie di Business sono simili alle strategie militari (strategia d’attacco). Serve infatti per avere una linea guida, uno scopo, per impiegare le risorse nella maniera più efficace e per coordinare il flusso delle decisioni prese dai membri di un’organizzazione. La strategia di Business e quella militare, condividono 2 principi :

  • Strategia : piano complessivo per lo spiegamento di risorse necessarie a conseguire una posizione di vantaggio. (Di lungo termine) Si preoccupa di vincere la guerra (fatta da diverse battaglie)
  • Tattica : progetto di azione specifica. Si preoccupa di vincere la battaglia. Dalla Pianificazione alla Direzione Strategica
  • Tra gli anni ’50 - ’60 le imprese diventano più complesse, si inizia ad investire in Borsa. Fu concepita così la pianificazione aziendale per coordinare le singole decisioni di investimento a lungo termine delle imprese. Le aziende si concentrano ad avere un piano. Si passa dal principio di Tattica-Strategia a un documento di pianificazione (generalmente quinquennale). Negli anni '60 e nei primi anni '70, con la pianificazione, le imprese programmavano iniziative di diversificazione con conseguente aumento della concorrenza.
  • Durante gli anni '70 la diversificazione fallì , la concorrenza internazionale e le crisi petrolifere del 1974 e 1979 determinarono un periodo di instabilità economica. Le famiglie si impoverirono, quindi ci fu’ una contrazione dei consumi. Si rese impossibile formulare previsioni così a lungo termine.
  • Avvenne così il passaggio alla direzione strategica , quindi al Modello di Porter che concentra il suo focus su :
  • Posizionamento della singola azienda sui mercati rispetto ai competitor;
  • Vantaggio competitivo come principale scopo della strategia d'impresa. Nel XXI secolo (oggi), di fronte a una crescente concorrenza e in un ambiente tecnologico in continuo mutamento , si è passati dalla costruzione di un vantaggio competitivo prolungato nel tempo (Modello di Porter) allo sviluppo di posizioni di forza temporanee
  • Crescente rilevanza delle fonti di profitto dell'impresa.
  • Resource-based view of the firm. La bolla tecnologica degli anni 2000-2002 ha portato successivamente a focalizzarsi su nuovi concetti :
  • Networked Economy → Economia di rete
  • Disruptive Technologies → Tecnologia dirompente
  • Knowledge-based view → Visione basata sulla conoscenza (preferisco una strategia Blue Ocean cioè un mercato tranquillo, piuttosto che una strategia Red Ocean , caratterizzata da un mercato minaccioso)
  • Winner-takes-all markets → I vincitori prendono tutto il mercato (vedi Netflix, Amazon…) Grande interesse, inoltre, per l'innovazione strategica e i nuovi modelli di business. La definizione di strategia : Esistono svariate definizioni del concetto di strategia e non si è tuttora arrivati a un ampio consenso su una definizione comune. Tra le differenti definizioni di strategia è comune l'effettuazione di 2 scelte:
  1. Dove competere? Determina l’Attrattività del Settore.
  2. Come competere? Determina il Vantaggio competitivo. Strategia di gruppo e strategia di business
  • Strategia di gruppo ( corporate strategy ): scelta dei settori e mercati nei quali competere.
  • Strategia di business ( business strategy ): volta a definire il modo di competere all'interno di un determinato settore o mercato (sono strategie operative di business, come il marketing).

OBIETTIVI, VALORI E RISULTATI

Strategia e creazione di valore L’obiettivo primario dell’impresa è la massimizzazione del profitto nel lungo termine, per remunerare le risorse investite. Il valore in azienda si crea attraverso due attività principali: Produzione e scambio. In ottica di contributo alla creazione di valore per l’impresa, il miglior indicatore per la valutazione della strategia è il: Valore aggiunto = ricavi delle vendite degli output – costo degli input materiali (= stipendi e salari + interessi + rendite + royalties e costi delle licenze + imposte + dividendi + utili non distribuiti) Il Valore Aggiunto si contrappone alla massimizzazione del profitto nel lungo termine. Chi si occupa di strategia, infatti deve valutare questi due indicatori: Valore Aggiunto e Profitto. Che cos’è il profitto? Profitto = eccedenza dei ricavi sui costi, disponibile per essere distribuita tra i proprietari dell’impresa. Da questo indicatore, possiamo capire l’approccio che l’impresa utilizza:

  • Shareholder approach = a favore degli azionisti (imprese familiari, Benetton con autostrade, Tesla…). Non sempre è un approccio di successo perché ha obiettivi di breve termine. Infatti, l’impresa viene valutata in base alle oscillazioni della Borsa che si modificano solitamente in base ad aspetti “emozionali”.
  • Stakeholder approach = a favore dei portatori di interesse. Solitamente questo approccio è molto positivo, perché da rilevanza all’aspetto sociale. Un esempio è l’azienda “Caterpillar”, molto affermata in America che produce macchine da lavoro agricolo. Nel mercato, però entra l’azienda giapponese “Komatsu”, nuova concorrente, perciò, Caterpillar è costretta a rivedere la propria strategia inviando offerte di lavoro alle migliori Università americane, senza ottenere alcun riscontro. Questo perché la sede centrale di Caterpillar era a Peoria, un paesino sperduto dell’Illinois; per cui l’impresa decise di cambiare approccio, scegliendo di orientare l’attività agli Stakeholders, cioè proprio i portatori d’interesse dell’impresa stessa. Tra questi c’erano proprio gli stessi abitanti dell’Illinois e stati vicini; perciò, Caterpillar decise di offrire lavoro ai migliori studenti laureati nei College minori di provincia. Per convincere le persone a lavorare con loro, Caterpillar decise di ristrutturare tutta Peoria costruendo cinema, scuole, palestre, supermercati, cioè offrendo tutti servizi appetibili. Così facendo, riuscì a fidelizzare i lavoratori portando a termine gli obiettivi con i propri valori, ottenendo anche un risultato. Questo approccio funzionò così bene che Caterpillar decise di aprire uno stabilimento anche in Giappone, il quale riscosse un gran successo. Moltissimi americani si trasferirono senza esitare, perché sapevano il trattamento eccellente che avrebbero ricevuto. Addirittura, l’impresa aprì degli asili nido all’interno degli stabilimenti stessi. L’ideale sarebbe mediare i due approcci e delle imprese che mettono in atto ciò sono proprio Apple e Microsoft. Il profitto contabile , quindi, incorpora 2 tipi di rendimento :
    1. Normale rendimento del capitale (= remunerazione degli investitori);
    2. Reddito economico (surplus eccedente a tutte le remunerazioni degli input). Il reddito economico viene normalmente misurato tramite l’EVA ( Economic Value Added ). EVA = reddito operativo – imposte - costo medio ponderato del capitale. È preferibile misurare il profitto tramite il reddito economico, in quanto:
    • Migliore definizione degli obiettivi di risultato & Migliore valutazione delle performance raggiunte. Il legame tra profitto e valore dell’impresa Gli azionisti sono interessati al rendimento totale (dividendi + variazione del valore di mercato delle azioni), quindi non solo al dividendo ma all’oscillazione del valore delle azioni in Borsa (se l’azienda è quotata). Il rendimento totale si calcola attraverso il VAN ( valore attuale netto dei flussi di cassa da esso generati). Si utilizza la metodologia del discounted cash flow ( DCF ). C (flusso di cassa) = R.O. netto + ammortamenti – imposte – investimenti in capitale fisso e circolante. Applicazione dell’analisi DCF Possibile difficoltà nello stimare i flussi di cassa per un periodo di tempo significativamente lungo. Infatti, questa metodologia viene utilizzata in un’ottica di breve/medio periodo. Si possono calcolare i flussi nel medio termine ( anni) e quindi ipotizzare un valore di orizzonte (H). L’analisi DCF può essere utilizzata per un’impresa nel suo complesso o per le diverse unità di business.

L’analisi di valore incorpora vari passaggi: necessari a semplificare la realtà

1. Identificare le strategie alternative che si hanno a disposizione, cioè confrontare le opzioni strategiche che si hanno a disposizione. Ad esempio, scegliere del proprio portafoglio prodotti, su quale puntare di più; 2. Stimare i flussi di cassa associati, scegliendo quelli che generano più cash flow; 3. Stimare le implicazioni di ciascuna strategia e la sua rischiosità; 4. Scegliere la strategia che genera il maggiore VAN (valore attuale netto). Strategia e opzioni reali Nasce negli anni ’90, nell’analisi dei rendimenti in flussi di cassa dell’apertura di nuovi pozzi petroliferi. La nuova strategia che si basa sull’ approccio stage-gate : si divide il progetto in fasi e si decide stadio per stadio l’eventuale proseguimento della strategia. Da qui l’idea di scegliere opzioni reali di strategia perché non sempre la strategia deliberata risulta essere quella realizzata. Il valore dell’opzione nasce dalla possibilità di correggere o abbandonare il progetto in corso d’opera in quanto, oggi, l’innovazione è così rapida da far cambiare strategia da un momento all’altro.

  • Scalabilità ”: potenzialità di far crescere o replicare un progetto o business model, qualora la versione iniziale abbia successo. Calcolo del valore dell’opzione Black-Sholes option-pricing model : il valore delle opzioni finanziarie/reali dipende da 6 variabili :
  • Prezzo dell’azione;
  • Prezzo di esercizio dell’opzione: continuare con la produzione di un determinato prodotto o meno, oppure vendere ad un determinato prezzo piuttosto che un altro;
  • Incertezza: perché non si sa cosa fanno gli altri concorrenti;
  • Tempo intercorrente fino alla scadenza dell’esercizio dell’opzione;
  • Dividendi;
  • Tassi d’interesse per impieghi privi di rischio: se pesano o agevolano il business. Il calcolo matematico delle opzioni è complesso, tuttavia il procedimento base è semplice. Metodo McKinsey & Co. (società di consulenza strategica) - 4 fasi:
    1. Analisi DCF standard;
    2. Introduzione di valori macroeconomici legati a fattori d’incertezza;
    3. Costruzione di un albero decisionale degli eventi per giungere alla miglior scelta;
    4. Calcolo del portafoglio di replica (= flussi di cassa del portafoglio di titoli). Maggiore numero di opzioni = Maggiore flessibilità dell’azienda = Maggiore valore per l’azionista Il prosperare di joint venture e alleanze strategiche sono spesso volte a massimizzare il numero di potenziali opzioni strategiche per le aziende. Quindi, per quanto detto finora si può affermare che:
  • È ragionevole considerare la massimizzazione del profitto come obiettivo strategico delle imprese ;
  • La misurazione del profitto è complessa, soprattutto a causa del fattore dell’incertezza;
  • Il metodo dei flussi di cassa scontati tende a sottostimare il valore, in presenza di opzioni di valore significativo;
  • Valutare in quale misura una strategia crea valore per l’impresa è difficile. Per formulare strategie si deve:
  1. Valutare l’attuale business performance tramite la disaggregazione della redditività del capitale investito;
  2. Analizzare il potenziale di una nuova opzione strategica;
  • Identificare le eventuali cause di inadeguatezza della performance.
  • Utilizzare strumenti di analisi qualitativa e quantitativa.
  1. Fissare obiettivi di performance per i manager responsabili della implementazione della strategia a diversi livelli. Gli obiettivi devono essere:
  • Sfidanti ma raggiungibili;
  • Appropriati;
  • Condivisi;
  • Monitorabili.

L'ANALISI DI SETTORE

Per raggiungere l’obiettivo (Vision) è necessario comprendere le componenti strategicamente rilevanti dell’ambiente esterno (settore/mercato):

  • Il Settore è l’ambiente competitivo in cui opera l’impresa;
  • Le forze che agiscono per rimodellare il settore (Punti di forza);
  • La posizione e il grado di competitività dell’impresa all’interno del settore che dipende da:
    • Risorse, competenze, punti di forza e debolezza rispetto ai concorrenti;
    • Spazio di opportunità nel quale voler entrare. Ragionare in chiave strategica sulla situazione dell’impresa e scegliere la strategia più opportuna: Ragionare in chiave strategica sull’ambiente esterno. Creare una visione strategica che fissi l’obiettivo da raggiungere. Individuare le alternative strategiche promettenti. Scegliere la strategia e il modello di Business più adeguati ed efficaci. Ragionare in chiave strategica sull’ambiente interno. Le componenti del Macroambiente : Condizioni economiche generali che possono modificare gli equilibri dell’arena competitiva (MODELLO DI PORTER): Caratteristiche del settore e dell’ambiente competitivo. Fornitori IMPRESA Leggi e regolamenti. Prodotti sostitutivi Variabili demografiche. Acquirenti Valori sociali e stili di vita. Nuovi entranti Tecnologia. Concorrenti Ragionare in chiave strategica sul settore e sull’ambiente competitivo Domande chiave:Quali sono le caratteristiche dominanti del settore?
    • Dimensione del mercato e tasso di crescita del mercato.
    • Numero di concorrenti.
    • Ampiezza della concorrenza.
    • Numero di acquirenti.
    • Grado di differenziazione del prodotto.
    • Innovazione del prodotto.
    • Rapporto domanda/offerta.
    • Ritmo del cambiamento tecnologico.
    • Integrazione verticale.
    • Economie di scala.
    • Effetti della curva di esperienza o di apprendimento: si realizzano economie di esperienza se la produzione genera una riduzione di costo, per effetto dell’incremento della produzione cumulata. Maggiore è l’effetto della curva di esperienza, maggiore sarà il vantaggio del costo. (CASO FRIOL= multinazionale olandese che compete sul mercato grazie alla diversificazione. Riesce ad introdurre l’olio per friggere nel mercato dell’olio d’oliva italiano. Oltre ad una pubblicità ben studiata, con forti aspetti emozionali, ha introdotto il prodotto dei supermercati dove la gente non cerca qualità pura, ma un ottimo rapporto qualità-prezzo.)  Quanto sono forti le forze competitive?
    • L’obiettivo è identificare le fonti del vantaggio competitivo e quando sono forti. Si individuano grazie al modello di Porter.  Quali forze guidano il cambiamento all’interno del settore?Quali posizioni di mercato occupano i concorrenti?Quali sono i fattori principali per un successo competitivo futuro?Quanto è attrattivo un settore dal punto di vista del profitto?

Il Modello di Porter si applica in 3 fasi:

  • Individuazione delle singole e specifiche pressioni competitive associate a ciascuna delle 5 forze.
  • Valutazione dell’intensità ci ciascuna delle 5 forze.
  • Stabilire se l’intensità di queste forze consente di raggiungere l’obiettivo fissato. Fino a che punto le imprese si spingono nel valutare le 5 forze di Porter per raggiungere determinati obiettivi? È importante sapere che l’arena competitiva è caratterizzata da:
  • Azioni di tipo offensivo = azioni di attacco per attirare il maggior numero di clienti.
  • Azioni di tipo difensivo = azioni di difesa per tutelare la propria quota di mercato. Necessarie per vincere la guerra! Le armi che aiutano l’impresa ad attuare le azioni offensive o difensive sono:
  • I prezzi più bassi del mercato;
  • Caratteristiche uniche del prodotto rispetto ai concorrenti affinché non esistano prodotti sostitutivi;
  • Migliorare la performance del prodotto;
  • Migliorare la qualità, facendo attenzione alla differenza tra qualità effettiva e quella percepita;
  • Brand Identity;
  • Pluralità dei modelli;
  • Miglior rete di distribuzione, soprattutto puntando sulla vendita online;
  • Finanziamenti;
  • Pubblicità;
  • Servizi di assistenza e Customers Care;
  • Personalizzazione dell’offerta (soprattutto nel settore della moda: esempio Gucci che personalizza le borse). La concorrenza è più intensa quando :  Il Tasso di Crescita della Domanda è basso.  La domanda è in Declino perché le imprese hanno il bisogno di smaltire il magazzino.  Non ci sono barriere all’entrata. L'analisi di settore è rilevante a livello di:
  • Strategia di gruppo = per decidere in che settori è profittevole operare per distribuire le varie risorse aziendali fra i vari settori.
  • Strategia di business = ricerca dei fattori critici di successo per il raggiungimento del vantaggio competitivo all'interno di un determinato settore. Si analizzano i bisogni e le preferenze dei consumatori. L'analisi ambientale L'ambiente di una impresa è composto da tutte quelle variabili ambientali che ne influenzano decisioni e risultati. Le influenze ambientali possono essere classificate in base:
  • Alla fonte = ad esempio con l’Analisi Pest (politiche, economiche, sociali, tecnologiche).
  • Al microambiente e macroambiente utile per tenere un’impresa in allerta rispetto a ciò che succede nel mondo. Per una corretta analisi ambientale è importante focalizzarsi, inoltre, sulla struttura e le relazioni che intercorrono con 3 gruppi di attori che compongono il nucleo dell’ambiente settoriale :
  1. Clienti
  2. Fornitori
  3. Concorrenti = l’impresa deve comprendere il gioco competitivo.

Il posizionamento di un'impresa Conoscere le pressioni competitive che un'impresa deve fronteggiare all'interno del proprio settore consente ai manager di collocare l'azienda nella posizione in cui queste pressioni sono più deboli. Un posizionamento efficace richiede che l'impresa anticipi i mutamenti delle pressioni concorrenziali che caratterizzano il settore, nel presente e nel futuro. Esistono vari tipi di barriere all'entrata:

  • Fabbisogni di capitale
  • Economie di scala
  • Vantaggi assoluti di costo
  • Differenziazione di prodotto
  • Accesso a canali distributivi
  • Barriere istituzionali e legali
  • Ritorsione
  • Efficacia delle barriere all'entrata Le strategie per mutare la struttura del settore (quando possibile) Esempi:
  1. Scambi bilaterali di impianti
  2. Fidelizzazione del cliente
  3. Fusioni e alleanze
  4. Creazione di barriere all'entrata I confini dei settori
  • Settore: insieme di imprese che rifornisce un mercato (insieme molto ampio).
  • Mercato: fa riferimento a uno specifico prodotto. Quindi, per definire un settore è importante individuare il mercato di riferimento. Definizione di mercato Il confine del mercato viene definito dalla sua sostituibilità (dal lato della domanda e dell'offerta). Se le differenze di prezzo per lo stesso prodotto in luoghi diversi tendono a essere erose dalla sostituzione del lato della domanda e dell'offerta, tali localizzazioni si collocano all'interno di un unico mercato. La rivalità tra concorrenti affermati La concorrenza influenza la situazione competitiva e il livello di redditività settoriale. Vi sono alcuni fattori che determinano la natura e l'intensità della concorrenza:
  • Concentrazione
  • Diversità dei concorrenti
  • Differenziazione del prodotto
  • Capacità in eccesso e barriere all'uscita
  • Condizioni di costo: economie di scala e rapporto costi fissi/costi variabili Per prevedere la futura redditività del settore:
  1. Esaminare l'influenza della redditività e della concorrenza sulla struttura del settore;
  2. Individuare le tendenze del settore;
  3. Individuare come questi cambiamenti influiscono sulle 5 forze della concorrenza. N.B. Raramente i cambiamenti strutturali hanno un impatto univoco sulla concorrenza: alcuni ne determinano un aumento, altri un'attenuazione.

I fattori critici di successo nel settore

  • Che cosa desiderano i nostri clienti?
  • Che cosa deve fare l'impresa per sopravvivere alla concorrenza? Da queste due domande si elabora un modello di generazione della redditività. P. Ghemawat evidenzia come non esiste un modello universale per una strategia di successo, e non esiste una “strategia generica” che abbracci i singoli settori. Ogni impresa è un insieme unico di risorse e competenze: pertanto ogni impresa sceglierà una propria strategia distintiva per il raggiungimento del successo nel mercato.

I prodotti complementari: la sesta forza (mancante) del modello di Porter La concorrenza dinamica (Schumpeter) la concorrenza crea caos e quindi bisogna riportare l’ordine rendendo dinamico il mercato.

  • Distruzione creatrice e ipercompetizione.
  • Critica alla visione statica del modello di Porter: non concepisce la “velocità” della concorrenza.
  • Settori Schumpeteriani (detti anche ipercompetitivi): rapida innovazione di prodotto e ripide curve di esperienza (se assimilate, rendono l’impresa più efficiente). La Teoria dei Giochi I principali vantaggi derivati dall’applicazione della teoria dei giochi: Collocazione delle decisioni strategiche in una cornice di riferimento, definita da:
    1. Giocatori = sono diversi e ci sono più opzioni di gioco;
    2. Opzioni di gioco;
    3. Esiti (payoffs) derivati dalle combinazioni delle opzioni;
    4. Sequenze decisionali.
    5. Previsione dell’esito delle situazioni competitive e delle scelte strategiche ottimali. È possibile analizzare gli effetti di reputazione dell’azienda, dissuasione, informazione e commitment in presenza di giochi ripetuti. La cooperazione e la concorrenza La teoria dei giochi definisce e semplifica due tipologie di relazioni:
  • Relazioni complementari , quando i clienti attribuiscono al prodotto di un’impresa x, un valore maggiore, qualora questo si presenti associato al prodotto di un’impresa y (La Feltrinelli con il servizio Bar).
  • Relazioni competitive , quando i clienti attribuiscono al prodotto di un’impresa un valore minore, se dispongono anche del prodotto di una seconda azienda, cioè la situazione opposta. Per sviluppare relazioni di cooperazione è necessaria la presenza di giochi ripetuti , che trasforma una transazione occasionale in una relazione di medio o lungo periodo. La dissuasione La dissuasione consiste nell’imporre agli altri attori dei costi, nel caso in cui adottino comportamenti considerati non desiderabili. Per essere efficace la dissuasione deve essere credibile. (Ad esempio: nel 2001 ci fu l’attacco alle Torri Gemelle ed il Presidente George Bush adotta un comportamento di dissuasione nei confronti dei terroristi. Questa strategia non è stata efficace perché i terroristi erano consapevoli che il Governo americano li avrebbe perseguiti, ma non avrebbe mai fatto una strage. La dissuasione non fu credibile). In caso di concorrenza è sempre meglio collaborare che dissuadere. È meno rischioso! Il Commitment (= coinvolgimento) È una strategia apparentemente irrazionale, in quanto elimina le opzioni strategiche. Hard/Soft Commitment : disponibilità a impegnarsi in una concorrenza più o meno aggressiva. La scelta di un hard o un soft commitment può avere ricadute sui profitti dell’impresa, a seconda dell’ambito in cui esso viene applicato. Cambiare la struttura del gioco Esempi di possibili opzioni: Alleanze e accordi → aumentare le dimensioni del mercato e/o creare barriere all’entrata. Creare concorrenza → diffusione di standard tecnici sotto i quali il prodotto viene percepito dai consumatori non accettabile I segnali Sono comunicazioni selettive, mirate all’ottenimento di una particolare reazione (vedi attacchi diversivi e informazioni false). Credibilità/verosimiglianza dei segnali dipendente spesso dalla reputazione dell’azienda.

Utilità della Teoria dei Giochi Punti di forza:

  • Studio delle contromosse dei competitors ;
  • Rigorosità del sistema. Punti di debolezza:
  • Limitata applicabilità a situazioni reali;
  • Migliore applicabilità nella spiegazione del passato, più che nella previsione del futuro;
  • Tratta principalmente di situazioni con giocatori simili con opzioni strategiche analoghe. Le informazioni sui concorrenti La loro raccolta è finalizzata a:
  1. Prevedere le loro strategie future;
  2. Prevedere le loro relazioni a iniziative prese da altre imprese;
  3. Determinare come può essere influenzato il loro comportamento. Si rileva spesso una difficoltà nel definire il limite legale tra raccolta lecita o illecita di informazioni. Uno schema per l’analisi dei concorrenti L’applicazione dei risultati all’analisi dei concorrenti
  • È utilizzata per prevedere le più probabili iniziative competitive del concorrente.
  • Ci dà inoltre soluzioni su come influenzare le azioni dei competitor. La segmentazione È il processo di disaggregazione dei mercati in settori specifici. Si divide in più fasi:
  1. Identificazione delle variabili chiave di segmentazione;
  2. Costruzione di una matrice di segmentazione;
  3. Analisi dell’attrattività di un segmento;
  4. Identificazione dei fattori critici di successo del segmento;
  5. Selezione del segmento obiettivo. La segmentazione può essere:
  • Orizzontale : disaggregazione per prodotti, aree geografiche e gruppi di clienti.
  • Verticale : individuazione di attività con differenti catene del valore. All’interno della segmentazione verticale, è possibile rilevare la composizione dei profitti totali di un settore (4 fasi, secondo Bain&Co.):
  1. Definizione dei confini delle attività che contribuiscono ai profitti totali;
  2. Stima dei profitti totali del settore;
  3. Stima dei profitti di ciascuna attività, che fa parte della catena del valore del settore;
  4. Controllo e quadratura dei calcoli. Analisi dei gruppi strategici Si basa sulla classificazione delle strategie adottate dalle aziende che fanno parte del settore. Gruppo strategico : gruppo di imprese in un settore, che persegue scelte strategiche uguali o simili con riferimento a determinate dimensioni, usate come basi di classificazione. È un’analisi utile all’individuazione di nicchie strategiche e dei vari posizionamenti competitivi delle varie aziende.

La suddivisione delle risorse dell’impresa Le risorse tangibili: Le risorse più semplici da identificare; principalmente le risorse finanziarie e i beni materiali indicati nei bilanci. L’analisi delle risorse prevede la comprensione dello sfruttamento del loro potenziale per creare vantaggio competitivo:

  1. Quali opportunità sussistono per realizzare economie nel loro impiego?
  2. Quali sono le possibilità per un migliore impiego delle risorse esistenti? Le risorse intangibili: Rappresentano, in generale, una quota molto più elevata del valore dei beni patrimoniali rispetto alle risorse tangibili e risultano essere poco visibili. Alcune di esse sono:
  1. I marchi;
  2. Il patrimonio di reputazione. Il loro valore si riflette nella differenza di prezzo che il consumatore è disposto a pagare rispetto a un prodotto non di marca. Le risorse umane: Sono i servizi produttivi che il personale rende all’impresa, sotto forma di competenze, conoscenze, capacità di analisi e decisione; Le aziende utilizzano molti metodi per l’individuazione e la selezione delle competenze nel proprio personale; Il modello delle competenze, ad esempio, individua un profilo ideale in termini di competenze, conoscenze, attitudini e valori per una specifica categoria professionale e valuta poi ogni singolo dipendente rispetto a quel profilo; Hanno importanza nello sviluppo dell’intelligenza emotiva e della cultura organizzativa. La competenza organizzativa: È la capacità di un’impresa di destinare risorse per raggiungere un obiettivo finale considerato.
  • Le competenze distintive (Selznick) sono le attività che l’organizzazione svolge con particolare abilità rispetto ai suoi concorrenti. Ad esempio, nei Parchi a tema viene regalata ai clienti un’esperienza unica. Il miglior parco a tema è Disneyland, infatti ce ne sono pochi al mondo.
  • Le competenze di base (Hamel & Prahalad) sono quelle che:
  1. contribuiscono maggiormente alla creazione del valore o all’efficienza del trasferimento dello stesso;
  2. rappresentano le basi per entrare in un nuovo mercato. La classificazione delle competenze viene sviluppata seguendo generalmente Due approcci :
  1. Analisi funzionale (sulla base delle aree funzionali dell’impresa);
  2. Analisi della Catena del Valore (sulla base del percorso sequenziale delle attività dell’impresa). La catena del valore di Porter si divide in:
  • Attività primarie;
  • Attività secondarie. La catena del valore di Porter Le routine organizzative: Sono modi di lavorare regolari e prevedibili, che si sostanziano in una sequenza di azioni coordinate da parte degli individui. Sono basate sulla conoscenza tacita e sulla reciproca intesa tra i membri del team. Solitamente vi è una difficoltà oggettiva da parte di tutti i membri del team a descrivere l’articolazione della routine; La stesura della routine serve a tradurre le direttive e le prassi operative in competenze. La routine aiuta a migliorare le prestazioni e quindi colmare i buchi in cui l’impresa è attaccabile.

La gerarchia delle competenze Vi è una gerarchia delle competenze, in cui le competenze più ampie sono costituite attraverso l’integrazione di competenze più specialistiche. Le competenze funzionali comprendono molte competenze specialistiche relative a singoli compiti. Le capacità di più alto livello comportano l’integrazione di capacità di livello inferiore. Le competenze funzionali possono essere integrate solo attraverso la combinazione delle competenze dei singoli specialisti. Risorse, competenze e risultati economici I profitti derivati dall’impiego di risorse e competenze derivano da:

  1. Capacità di conseguire un vantaggio competitivo;
  2. Capacità di mantenere il vantaggio competitivo;
  3. Capacità di sfruttare appieno il vantaggio competitivo. Applicazione pratica dell’analisi delle risorse e competenze :
  • Fase 1. Individuazione delle risorse e delle competenze cruciali (dal lato della domanda e dell’offerta).
  • Fase 2. Valutazione delle risorse e delle competenze (per importanza e per benchmarking con i competitor).
  • Fase 3. Sviluppo delle implicazioni strategiche (gestione dei punti di forza, di debolezza e superflui).

Fusioni e acquisizioni: vantaggi e rischi Rischi:

  • Costi molto elevati;
  • Difficile integrazione fra competenze di diverse organizzazioni. Vantaggi:
  • Internalizzazione di risorse e competenze. LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA E LA “KNOWLEDGE BASED VIEW OF THE FIRM” Le fusioni e le acquisizioni sono processi molto rischiosi, perciò si è passati alla ricerca di nuovi processi. È stato posto interesse sulla gestione della conoscenza in azienda ( knowledge management ), volta alla creazione del valore. Tematiche principali:
  • Trasferimento delle best practices ;
  • Gestione della proprietà intellettuale. Tipi di conoscenza:
  • Conoscenza tacita (abilità: know-how ) e conoscenza esplicita (teorie, descrizioni, istruzioni: knowing about ).
  • Trasferibilità e localizzazione della conoscenza esplicita.
  • Centralizzazione delle decisioni prese attraverso la conoscenza esplicita. Esplorazione e sfruttamento della conoscenza Secondo James March (1991) esiste un trade-off fra due diversi processi di apprendimento organizzativo :
  1. Sfruttamento ( exploitation ), le organizzazioni riutilizzano conoscenze già possedute;
  2. Esplorazione ( exploration ): le organizzazioni acquisiscono nuove conoscenze. Tipi di processi di conoscenza all’interno di una organizzazione La conversione della conoscenza:
  • Tra conoscenza tacita ed esplicita;
  • Tra conoscenza individuale e dell’organizzazione. Nonaka (1994) suggerisce quattro sistemi di conversione della conoscenza, lavorando sulla dimensione epistemologica (differenti tipi di conoscenza) e ontologica (differenti livelli di conoscenza):
  1. Socializzazione = attraverso l’incontro di due conoscenze tacite;
  2. Internalizzazione = attraverso l’incontro tra conoscenza tacita e conoscenza esplicita;
  3. Esternalizzazione = attraverso l’incontro tra conoscenza esplicita e conoscenza tacita;
  4. Combinazione = attraverso l’incontro tra due conoscenze esplicite.

La matrice della conversione della conoscenza di Nonaka La knowledge based view Pericolo: l’apprendimento organizzativo può indebolire le efficienze derivanti dalla specializzazione. Per integrare conoscenze, salvaguardando le efficienze della specializzazione, è necessario fare uso di:

  1. Regole;
  2. Routine;
  3. Conoscenza comune.