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Terremoti: cause e conseguenze, Appunti di Scienze della Terra

Riassunto sul fenomeno dei terremoti, con cause e conseguenze sul pianeta Terra

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 16/04/2019

Cavtemplare
Cavtemplare 🇮🇹

4.5

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I terremoti
Essi sono vibrazioni naturali del suolo, provocate dalla liberazione repentina di energia meccanica
all'interno della litosfera.
Insieme ai vulcani, essi sono la prova più evidente della dinamicità della Terra.
Quando si verifica un terremoto, l'energia accumulata viene liberata repentinamente: essa viene
dissipata in parte sotto forma di calore, in parte sotto forma di onde elastiche.
L'ipocentro è il luogo in profondità in cui viene liberata l'energia, l'epicentro è il punto raggiunto per
primo dalle vibrazioni, oltre che quello in cui le scosse sono avvertite con maggiore intensità.
Le scosse sono sussultorie (cioè verticali) nell'epicentro, ondulatorie (movimento orizzontale) nelle
aree circostanti, e rotatorie quando i due tipi di scossa interferiscono.
Esse possono durare da pochi secondi a un minuto e ripetersi a intervalli irregolari.
La loro energia varia da caso a caso, perchè a volte sono deboli, altre volte sono fortissime
Le cause dei terremoti
I terremoti possono essere: da crollo, da esplosione, vulcanici e tettonici.
I primi sono deboli e sono causati dal crollo della volta di una grotta o di una miniera; i secondi si
verificano a seguito della detonazione di sostanza chimiche o nucleari nel sottosuolo; i terzi sono il
7% delle scosse sismiche terrestri registrate in un anno, e sono provocati dal movimento del magma
nel sottosuolo, e quelli più violenti si hanno durante le eruzioni esplosive; gli ultimi sono provocati
dalla frattura improvvisa di masse rocciose in zone della litosfera sottoposte a forti tensioni, e sono i
più violenti di tutti, inoltre non sono quasi mai occasionali e isolati, perchì sono legati a una
situazione di instabilità generale dell'atmosfera.
La distribuzione geografica dei terremoti
Essa non è casuale, perchè c'è una stretta relazione tra le zone più frequentemente soggette ai
terremoti e le aree geologicamente più recenti e attive. I terremoti tendono a distribuirsi in fasce
sottili e allungate, e le fasce sismiche coincidono con le fasce dove si localizza l'attività vulcanica.
La teoria del rimbalzo elastico
Secondo questa teoria, i terremoti tettonici si verificano nelle regioni della litosfera dove le rocce
sono sottoposte all'azione di pressioni orientate di notevole intensità, che agiscono per tempi
lunghissimi. Quando un blocco di rocce viene sottoposto a uno sforzo, esso inizialmente si
comporta in modo elastico, deformandosi lentamente. Le rocce accumulano energia e la
deformazione subita è proporzionale all'intensità e alla durata della forza applicata.
Se la forza continua ad agire e la tensione accumulata supera il limite dell'elasticità, si forma nel
punto più debole della roccia una faglia, ovvero una frattura lungo la quale due blocchi rocciosi si
muovono in senso opposto.
Quando si forma la faglia, le rocce slittano lungo i margini della frattura e liberano repentinamente
l'energia. Il punto di rottura diventa quindi l'ipocentro del terremoto.
Le masse rocciose riacquistano il loro volume e la loro forma, e si ristabilisce una condizione di
equilibrio. Il rimbalzo elastico delle rocce prossime all'ipocentro causa la deformazione delle rocce
circostanti e lo slittamento si propaga lungo la faglia con una velocità che può essere più di 3 km/s,
finchè l'energia dissipata e l'attrito non esauriscono il fenomeno. L'energia si libera con una forte
scossa principale, cui seguono scosse premonitrici di intensità più debole. Si possono avere anche
scosse successive nel corso dell'anno, oppure uno sciame sismico.
Le onde sismiche
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I terremoti Essi sono vibrazioni naturali del suolo, provocate dalla liberazione repentina di energia meccanica all'interno della litosfera. Insieme ai vulcani, essi sono la prova più evidente della dinamicità della Terra. Quando si verifica un terremoto, l'energia accumulata viene liberata repentinamente: essa viene dissipata in parte sotto forma di calore, in parte sotto forma di onde elastiche. L'ipocentro è il luogo in profondità in cui viene liberata l'energia, l'epicentro è il punto raggiunto per primo dalle vibrazioni, oltre che quello in cui le scosse sono avvertite con maggiore intensità. Le scosse sono sussultorie (cioè verticali) nell'epicentro, ondulatorie (movimento orizzontale) nelle aree circostanti, e rotatorie quando i due tipi di scossa interferiscono. Esse possono durare da pochi secondi a un minuto e ripetersi a intervalli irregolari. La loro energia varia da caso a caso, perchè a volte sono deboli, altre volte sono fortissime Le cause dei terremoti I terremoti possono essere: da crollo, da esplosione, vulcanici e tettonici. I primi sono deboli e sono causati dal crollo della volta di una grotta o di una miniera; i secondi si verificano a seguito della detonazione di sostanza chimiche o nucleari nel sottosuolo; i terzi sono il 7% delle scosse sismiche terrestri registrate in un anno, e sono provocati dal movimento del magma nel sottosuolo, e quelli più violenti si hanno durante le eruzioni esplosive; gli ultimi sono provocati dalla frattura improvvisa di masse rocciose in zone della litosfera sottoposte a forti tensioni, e sono i più violenti di tutti, inoltre non sono quasi mai occasionali e isolati, perchì sono legati a una situazione di instabilità generale dell'atmosfera. La distribuzione geografica dei terremoti Essa non è casuale, perchè c'è una stretta relazione tra le zone più frequentemente soggette ai terremoti e le aree geologicamente più recenti e attive. I terremoti tendono a distribuirsi in fasce sottili e allungate, e le fasce sismiche coincidono con le fasce dove si localizza l'attività vulcanica. La teoria del rimbalzo elastico Secondo questa teoria, i terremoti tettonici si verificano nelle regioni della litosfera dove le rocce sono sottoposte all'azione di pressioni orientate di notevole intensità, che agiscono per tempi lunghissimi. Quando un blocco di rocce viene sottoposto a uno sforzo, esso inizialmente si comporta in modo elastico, deformandosi lentamente. Le rocce accumulano energia e la deformazione subita è proporzionale all'intensità e alla durata della forza applicata. Se la forza continua ad agire e la tensione accumulata supera il limite dell'elasticità, si forma nel punto più debole della roccia una faglia, ovvero una frattura lungo la quale due blocchi rocciosi si muovono in senso opposto. Quando si forma la faglia, le rocce slittano lungo i margini della frattura e liberano repentinamente l'energia. Il punto di rottura diventa quindi l'ipocentro del terremoto. Le masse rocciose riacquistano il loro volume e la loro forma, e si ristabilisce una condizione di equilibrio. Il rimbalzo elastico delle rocce prossime all'ipocentro causa la deformazione delle rocce circostanti e lo slittamento si propaga lungo la faglia con una velocità che può essere più di 3 km/s, finchè l'energia dissipata e l'attrito non esauriscono il fenomeno. L'energia si libera con una forte scossa principale, cui seguono scosse premonitrici di intensità più debole. Si possono avere anche scosse successive nel corso dell'anno, oppure uno sciame sismico. Le onde sismiche

L'energia liberata dal sisma provoca due effetti: deformazioni statiche e permanenti, e determinazioni dinamiche, cioè onde elastiche che si propagano in tutte le direzioni dello spazio dall'ipocentro. Le onde elastiche generate nei terremoti sono dette onde sismiche e provocano una deformazione dinamica dei materiali dei materiali che attraversano, in quanto, dopo il passaggio, ogni singolo volume di roccia ritorna allo stato originale. Le onde sismiche non causano un vero spostamento dei materiali che attraversano, ma solo vibrazioni delle particelle, che mantengono una posizione costante. La vibrazione si propaga perchè le particelle trasmettono l'impulso ricevuto alle particelle vicine. Il comportamento elastico delle rocce non è tuttavia perfetto, perchè una parte dell'energia viene dissipata per vincere l'attrito e si trasforma in calore. Allontanandosi dall'ipocentro, dunque, l'attrito smorza l'impulso e il movimento delle particelle si attenua fino ad annullarsi. Esistono tre tipi di onde sismiche: le onde P, le onde S e le onde L. Le prime due si generano nell'ipocentro, le onde L nell'epicentro. Le onde P sono le più veloci, e vengono dunque registrate per prime dai sismografi. Esse sono anche dette onde di compressione o onde longitudinali, perchè deformano i materiali nello stesso senso della loro propagazione, causando una variazone di volume del mezzo attraversato. Esse provocano una compressione sulle rocce, seguita da una dilatazione, e le particelle si muovono nella stessa direzione di quella di propagazione. Queste onde si propagano nei solidi, nei liquidi e nei gas, ma la loro velocità varia in relazione allo stato fisico e alla natura litologica dei materiali attraversati. Nella crosta terrestre, la loro velocità può variare da 4 a 8 km/s. Le onde S sono onde trasversali perchè attraversano i materiali in senso trasversale rispetto alla direzione di propagazione, producendo in essi una variazione di forma, ma non di volume. I blocchi rocciosi si deformano per poi tornare al loro stato originale, mentre le particelle si movono perpendicolarmente alla direzione di propagazione dell'onda. Esse si propagano solo nei solidi e non nei fluidi. La velocità cambia a seconda delle caratteristiche fisiche e della composizione dei blocchi rocciosi. Nella crosta terrestre, essa varia da 2,3 a 4,6 km/s. Le onde L vengono generate quando le P e le S incontrano una superficie di discontinuità e si muovono dal punto di origine. Le onde L si generano quando le P e le S raggiungono la superficie terrestre, dove provocano oscillazioni di varia forma. La loro velocità è di circa 3,5 km/s. In poche ore possono fare il giro della Terra e ripetersi diverse volte prima di smorzarsi. Esse provocano i danni m,aggiori nei terremoti, e anche scuotimenti, frane, fratture, ecc.