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tesi su dipendenza da internet e relativi fattori di rischio. svolta secondo le modalità del professor Federici S.
Tipologia: Tesi di laurea
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MARIA UBALDI
Stefano Federici
Anno Accademico 2018-
Introduzione generale Primo capitolo
-Razionale -Obiettivi -Quesiti
-Criteri di eleggibilità -Fonti della ricerca -Ricerca dei prodotti -Classificazione dei prodotti
-Selezione degli studi -Caratteristiche degli studi -Tabella riassuntiva -Conclusione Secondo capitolo -Sommario -Introduzione -Analisi dell’articolo -Discussioni -Conclusioni Conclusioni generali
La popolazione maggiormente a rischio nello sviluppo di tale patologia è quella dei più giovani, ossia gli adolescenti, poiché essi trascorrono più tempo online sia per attività di svago che per motivi di studio. In aggiunta a questi fattori è stata analizzata anche una maggiore vulnerabilità a livello neurologico che favorirebbe un uso eccessivo della rete in questa fascia di età, in particolare l’area prefrontale del cervello in età adolescenziale non è ancora totalmente sviluppata, questa regione è quella deputata alla risoluzione dei problemi, alla gestione degli impulsi, nonché all’attenzione e all’organizzazione delle priorità. Dunque l’immaturità nello sviluppo neuro-fisiologico dei ragazzi fa sì che siano più suscettibili a sviluppare comportamenti di abuso e di dipendenza (Chamber et al, 2013). Questa ricerca si è focalizzata sull’analisi della letteratura riguardante gli adolescenti, in particolare sono stati analizzati quali sono i fattori di rischio nello sviluppo di dipendenza da internet, in particolare la ricerca si concentra sui fattori protettivi e quelli di vulnerabilità all’interno del nucleo familiare degli adolescenti, ossia come le caratteristiche e la qualità della relazione genitore-figlio possa influenzare l’incidenza della dipendenza da internet. Ciò può sia favorire una migliore comprensione dei comportamenti idonei, e non, nella crescita dei figli, sia fornire informazioni utili ad attuare dei progetti mirati di intervento familiare per chi opera in questo settore. Inoltre nel corso della revisione della letteratura si è notato come siano carenti gli studi che analizzano la diversa influenza rispettivamente della figura paterna o materna nello sviluppo di tale patologia, ciò può far sì che le ulteriori ricerche in questo ambito prendano in considerazione anche questo aspetto. Obiettivi Gli obiettivi del presente elaborato sono quelli di indagare quali sono i fattori protettivi e di rischio per lo sviluppo della dipendenza da internet all’interno del nucleo familiare, in modo da avere una migliore comprensione dei comportamenti genitoriali potenzialmente pericolosi e valutare su quali aree focalizzare futuri studi in questo ambito Quesiti Quali sono i fattori di rischio per lo sviluppo della dipendenza da internet all’interno della relazione genitore-figlio? Qual è l’influenza rispettivamente della figura materna? E quella paterna?
Criteri di eleggibilità I criteri che hanno guidato la selezione degli articoli sono i seguenti: -articoli in lingua inglese -articoli pubblicati a partire dal 2005, sia per restringere i risultati ottenuti che per avere delle ricerche più aggiornate. -articoli di cui fosse disponibile online il testo completo, nel portale ‘Primo’ questo risultato è stato ottenuto selezionando nella colonna dei filtri di ricerca la voce ‘Open Access’. -studi che avessero come partecipanti gli adolescenti (considerando questa fascia di età come quella compresa tra i 10 e i 18 anni) Sono stati esclusi gli studi che si concentrano solo su specifiche attività svolte online (come studi specifici sulla dipendenza da social network o da videogiochi). Fonti della ricerca La ricerca della letteratura è stata condotta utilizzando il portale ‘Primo’ messo a disposizione dai servizi bibliotecari online dell’università di Perugia, è stato scelto questo particolare portale poiché permette di fare una ricerca della letteratura completa, in quanto comprende i più comuni database di ricerca quali ad esempio PsycInfo, PubMed e ResearchGate. Ricerca dei prodotti Gli operatori booleani rendono la ricerca più efficace, in quanto permettono di restringere o espandere il campo di ricerca, gli operatori booleani più diffusi sono: ‘and’, ‘or’, ‘not’. Durante la presente revisione sistematica la stringa di testo utilizzata è ‘internet addiction’ collegata con l’operatore ‘AND’ a ‘parent-adolescent relationship’. Un ulteriore tentativo di ricerca è stato effettuato utilizzando ‘internet addiction’ AND ‘family factors’, in questo caso però i risultati non erano coerenti agli obiettivi prefissati in quanto gli studi emergenti non erano focalizzati o non trattavano la dimensione della relazione genitore-figlio. Classificazione dei prodotti I tipi di prodotti ottenuti sono articoli classificati a seconda del tipo di studio che è stato svolto, in particolare si suddividono in studi trasversali o ‘cross-sectional’, nel caso indaghino l’incidenza della dipendenza da internet sul campione di studio in una sola e unica rilevazione, e
prodotti rimanenti sono quattro articoli. Questi ultimi sono stati letti interamente, in questa fase, però, è stato ulteriormente escluso un articolo, poiché nonostante il titolo e l’abstract fossero pubblicati in lingua inglese, il testo intero era pubblicato in lingua cinese. I tre studi rimanenti sono stati analizzati e da essi sono stati estratte informazioni e dati. Infine è stato scelto un solo studio che sarà analizzato nel secondo capitolo del presente elaborato, in quanto è quello che meglio risponde ai quesiti di ricerca, essendo uno studio longitudinale che effettua rilevazioni su base annuale nel corso di tre anni di studio, quindi è quello che, oltre ad essere il più recente, meglio permette di osservare l’effettiva influenza della relazione genitore-figlio nello svilupparsi del disturbo in questione nel corso dell’adolescenza.
Il primo studio analizzato si intitola ‘Parent-adolescent interaction and risk of adolescent internet addiction: a population-based study in Shangai’, si tratta di uno studio trasversale condotto nel 2008, su un campione di 5122 adolescenti cinesi dagli 11 ai 18 anni, lo studio indaga le caratteristiche del rapporto tra genitori e figli possano influenzare lo sviluppo di dipendenza da internet ; le variabili analizzate sono alcune pratiche e norme genitoriali relative all’utilizzo di internet, la qualità della relazione con i genitori analizzata separatamente e lo stato coniugale dei genitori, infine il livello socio-economico delle famiglie di provenienza. Il secondo studio si intitola: ‘Compulsive Internet Use Among Adolescent: Bidirectional Parent- Child Relationship’ ed è una ricerca condatta nel 2009 nei Paesi Bassi, lo scopo di tale studio è quello di indagare la correlazione tra specifiche pratiche genitoriali e lo sviluppo di Internet Addiction (qui descritta con il sinonimo ‘Compulsive internet Use’) negli studenti. Sono stati condotti due studi, uno di tipo trasversale utilizzando un campione di 4.485 studenti dei 10 ai 16 anni , e uno longitudinale svolto attraverso questionari online su un campione di 510 adlescenti dai 10 ai 15 anni. In questo secondo caso sono state svolte 2 misurazioni con un intervallo di tempo di 6 mesi tra una misura e l’altra. Entrambi gli studi attraverso sia questionari cartacei sia online, che richiedevano ai ragazzi di fornire informazioni riguardo al modo in cui i genitori regolavano il loro utilizzo della rete, in particolare dovevano indicare quali fossero le regole imposte riguardo al contenuto delle ricerche online, riguardo al tempo da dedicare alla navigazione sul web e le eventuali reazioni che avrebbe suscitato nei genitori il sovrautilizzo della rete da parte dei ragazzi. In ultimo in questo studio è stata indagata la qualità percepita della propria relazione con i genitori.
Infine, il terzo studio si intitola: ‘The Influence of Parental Control and Parent-Child Relational Qualities on Adolescent Internet Addiciotn: a 3-year Longitudinal Study in Hong Kong’, ed è una ricerca longitudinale svolta in Cina da Shek DTL, Zhu X. e Ma C. nel 2018. Sono stati analizzati dati raccolti da un totale di 3.328 adolescenti frequentanti i primi tre anni delle scuole superiori (dai 13 ai 15 anni), ai quali è stato chiesto di compilare su base annua per tre anni dei questionari in classe che miravano ad analizzare l’influenza di varie caratteristiche della loro relazione con i genitori e dello stile genitoriale utilizzato da questi ultimi nei loro confronti. In particolare questo studio ha analizzato il controllo comportamentale da parte dei genitori e quello psicologico, il primo si riferisce al monitoraggio e alle strategie usate dai genitori per la supervisione dei comportamenti del ragazzo, quali ad esempio lo stabilire delle regole e dei limiti chiari ai comportamenti dei ragazzi; quello psicologico invece si basa sulla manipolazione del comportamento dei figli attraverso interventi sui loro pensieri, stati d’animo ed emozioni, un esempio di tale tipo di controllo può essere l’indurre il ragazzo a provare sentimenti di colpa o l’utilizzo di aggressività. La letteratura sul tema indica come il primo tipo di controllo è promotore di comportamenti corretti ed adeguati nel ragazzo, mentre il secondo può condurre a comportamenti disfunzionali e pericolosi, in quanto il messaggio comunicativo di tale condotta genitoriale indica che le emozioni, i pensieri e gli stati d’animo del ragazzo sono inadeguati ( Barber et al., 2005). La domanda che la ricerca si pone è quindi come, in aggiunta alla qualità della relazione tra genitori e figli, questi due aspetti dello stile genitoriale influenzano il livello iniziale di IA, le stesse variabili vengono analizzate nel corso delle successive misurazioni per esaminare la diversa influenza che questi aspetti hanno nel corso della crescita del ragazzo. Lo studio inoltre esamina entrambe le figure genitoriali in modo separato, così da analizzare quali diversi aspetti hanno più influenza a seconda che siano relativi al padre o alla madre del ragazzo.
caratterizzata da scarsa comunicazione è un fattore di rischio per lo sviluppo di IA. La figura materna ha una maggiore influenza nello sviluppo di tale disturbo. Lo status socio economico delle famiglie dei ragazzi e lo stato coniugale dei genitori non hanno una influenza significativa nello sviluppo di IA. relazione con i genitori è un fattore incisivo nello sviluppo di IA. L’imposizione di regole riguardanti il contenuto di internet e le reazioni volte a contrastare l’uso eccessivo di internet rappresentano fattori protettivi per lo svil. di IA. La presenza di regole riguardanti il tempo che il ragazzo può trascorrere online sono invece correlate ad un maggior rischio di IA. supervisione dei comportamenti dei ragazzi è un fattore protettivo, il controllo psicologico invece è un fattore di rischio. Nel corso degli anni decresce l’incisività del controllo comportamentale paterno e del controllo psicologico materno. Dal punto di vista longitudinale il controllo psicologico paterno e la relazione madre-figlio sono i fattori predittivi più significativi per lo sviluppo di IA nel corso dell’adolescenza.
il punto di vista riguardo alla relazione solo del ragazzo, che potrebbe avere una percezione della relazione che ha con i genitori dissimile dal reale. Self-report. Si conosce il punto di vista riguardo alla relazione solo del ragazzo, che potrebbe avere una percezione della relazione che ha con i genitori dissimile dal reale. Self-report. Si conosce il punto di vista riguardo alla relazione solo del ragazzo, che potrebbe avere una percezione della relazione che ha con i genitori dissimile dal reale.
Nel corso di questo capitolo è stato descritto il metodo che ha condotto la ricerca e la selezione degli articoli scientifici, inoltre è stato introdotto l’argomento e i quesiti a cui si cerca risposta
nel presente elaborato. Nel prossimo capitolo verrà analizzato il terzo degli studi descritti nella tabella riassuntiva. Tra i prodotti presenti nella ricerca bibliografica, utilizzati per svolgere il primo capitolo, verrà in seguito utilizzato solo l’articolo di Young pubblicato nel 2004, poiché verrà nuovamente definita la dipendenza da internet e in particolare dei criteri di classificazione del disturbo in questione.
Barber B. K., Stolz, H. E., Olsen, J. A., Collins, W. A., and Burchinal, M, (2005). Parental support, psychological control, and behavioural control: assessing relevance across time, culture andmethod. Monogr. Soc. Res. Chil Dev. 70, 1-137. Chamber R. A., Taylor J.R., & Potenza, M. N. (2003) Developmental neurocircuitry of motivation in adolescence: a critical period of addiction vulnerability. American journal of psychiatry, 160(6), 1041- International Telecommunication Union. (2013). ICT Facts and Figures 2013. Available online at: http://www.itu.int/en/ITU-D/Statistics/Documents/facts/ ICTFactsFigures2013.pdf Lam LT, Peng Z-W. (2010) Effect of pathological Internet on adolescent mental health_. Arch Pediatr Adolesc Med 164:901-_ Liberati A,Altman DG, Tezlaff J et al. PRISMA statement per il reporting di revisioni sistematiche e meta-analisi degli studi che valutano gli interventi sanitari: spiegazione ed elaborazione. Evidence 2015, 7 (6): e Young KS. (2004) Internet addiction: a new clinical phenomenon and its consequences. Am Behav SCI. 48:402-