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Tesina Editoria libraria e digitale, Appunti di Linguistica

Tesina di editoria libraria e digitale valutata 30L

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 13/02/2024

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ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
Tesina di Editoria libraria e digitale
Professore Riccardo Fedriga
L’EVOLUZIONE DELL’EDITORIA TRADIZIONALE FINO ALL’INTELLIGENZA
ARTIFICIALE: UN’ANALISI DEL CASO-STUDIO ‘’1 THE ROAD’’
A.A. 2023/2024
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ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Tesina di Editoria libraria e digitale Professore Riccardo Fedriga

L’EVOLUZIONE DELL’EDITORIA TRADIZIONALE FINO ALL’INTELLIGENZA

ARTIFICIALE: UN’ANALISI DEL CASO-STUDIO ‘’1 THE ROAD’’

A.A. 2023/

    1. IL LIBRO: DAL SUPPORTO CARTACEO ALLA DIGITALIZZAZIONE
  • 1.1 Il libro come supporto cartaceo
  • 1.2 La digitalizzazione
  • 1.3 L’evoluzione dei reading devices
  • 2.L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’EDITORIA
  • 2.1 La creazione e lo sviluppo dell’IA
  • 2.2 Implicazioni dell’IA nell’editoria
  • 2.3 Caso studio: ‘’1 the Road’’ di Ross Goodwin
  • BIBLIOGRAFIA
  • SITOGRAFIA

La Dubini, inoltre, lo classifica come un ‘’prodotto chiuso’’ dal momento che l’autore, il curatore e l’editore dell’opera scelgono accuratamente i contenuti da inserire e il modo in cui veicolarli cosicché guidino il lettore e istaurino un rapporto con lui.^3 Inoltre, all’interno della filiera editoriale, il supporto cartaceo permette di contestualizzare un testo in un tempo definito, ciò comporta una chiara impossibilità nel correggere eventuali errori o aggiungere possibili modifiche fino all’edizione successiva; anche per questo il supporto cartaceo è efficiente solo per un numero esiguo di libri. Tuttavia, tra i diversi vantaggi del libro cartaceo si trovano anche alcune specificità come: l’ergonomia, il voltare le pagine usando le mani, il contrasto fra la pagina bianca e l’inchiostro nero e la rilegatura. Infatti, una delle critiche più frequenti mosse alla lettura digitale è legata proprio alla mancanza di questi aspetti sensoriali, che attirano non solo il bibliofilo ma anche colui che si avvicina per la prima volta alla lettura. Lo scrittore Umberto Eco, a proposito di tale argomento scrive: ‘’Il libro appartiene a quella generazione di strumenti che, una volta inventati, non possono più essere migliorati. Appartengono a questi strumenti la forbice, il martello, il coltello, il cucchiaio e la bicicletta: nessuna barba di designer danese, per tanto che cerchi di migliorare la forma di un cucchiaio, riuscirà a farla diversa da com’era duemila anni fa. [...] Il libro è ancora la forma più maneggevole, più comoda per trasportare l’informazione. Si può leggere a letto, si può leggere in bagno, anche in un bagno di schiuma’’^4. Tale riflessione non vuole essere una difesa a spada tratta del supporto cartaceo a discapito del digitale, ma vuole evidenziare come il libro sia un oggetto culturale presente nel mondo da secoli, nonostante le sue caratteristiche nel tempo siano in parte mutate. D’altronde se si considera il passaggio da oralità a scrittura come la prima rivoluzione nella storia dei supporti e delle forme di trasmissione della conoscenza, il passaggio dal volumen a codex come una seconda fase di questo percorso, e la rivoluzione gutemberghiana come suo terzo momento, allora la digitalizzazione sarebbe la quarta rivoluzione che interessa il mondo della testualità.^5

1.2 La digitalizzazione

Si è notato, nel paragrafo precedente, come la definizione di libro sia molto dibattuta e che la maggior parte dei tentativi di stilarne una facciano riferimento al suo supporto cartaceo. Invece, Roberto Casati, nel rispondere alla domanda ‘’Cos’è il libro?’’ riflette proprio sulla natura duale di esso, e vede in quello elettronico la possibilità di esplorare pienamente tale dualismo, (^3) Paola Dubini, Voltare pagina? Le trasformazioni del libro e dell’editoria , Pearson Italia S.p.a., Milano, 2013, cit. p. 4 (^4) Umberto Eco, Librai e millennio prossimo , in Vent’anni di Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri , a cura di Silvana Ottieri Mauri, Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri, Milano 2003, pp. 359-370. (^5) Cfr. Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro , Laterza, Bari-Roma, 2010, pp 7-

permettendo all’oggetto fisico e a quello astratto di trovare ciascuno uno spazio parzialmente autonomo.^6 L’editoria digitale segna in qualche modo il superamento del concetto di libro, ecco perché si parla di una vera e propria quarta rivoluzione. Con l’avvento di internet si è cercato di ampliare il modo di fruizione dei testi, questo avvenne tramite l’introduzione dei cosiddetti progenitori degli e-book, come ad esempio: Memex (una sorta di scrivania meccanizzata, in grado di facilitare l’organizzazione e la consultazione di informazioni conservate su microfilm) ,VERAC (basato sulle riproduzioni microfotografiche di migliaia di pagine di libri), Dynabook (un computer portatile pensato per essere insieme strumento di lettura, scrittura ed apprendimento), Kurzweil Reading Machine. Inoltre, il lavoro avviato da Michael Hart, il progetto Gutenberg, è stato pionieristico sia per l’idea di creare una biblioteca digitale che potesse essere accessibile a tutti gratuitamente sia per l’uso della rete. Attraverso la nascita e diffusione di interfacce differenti come quella lean forward o lean back , si comprende, però, come la lettura in ambiente elettronico sia molto più diffusa nel caso di testi che suggeriscano una fruizione lean forward, per cui tipica del computer da scrivania, e che nel caso di testi narrativi sia più comune la lettura lean back, tipica dei supporti cartacei.^7 A partire dagli anni ’80 e ’90 si proverà ad ideare delle interfacce elettroniche, che abbiano da una parte le peculiarità dei libri cartacei, dall’altra la possibilità di accedere, tramite un solo strumento, ad un’infinità di libri. L’espressione libro elettronico, o i termini equipollenti electonic book ed e-book , designano sia il dispositivo per leggere ( reading device ), sia il testo elettronico sia il ‘prodotto commerciale’ venduto e distribuito in rete. La sua definizione, come quella di libro cartaceo, è decisamente dibattuta; infatti, l’ambiguità fondamentale è fra e-book come oggetto testuale o come strumento fisico di lettura. Nell’affrontare tale dibattito Umberto Eco e Geoffrey Nunberg sostengono che un libro elettronico per essere riconosciuto come libro dovrebbe seguire il requisito di mimicità, cioè essere capace di imitare un prodotto cartaceo, e quello di autosufficienza. 8 Alla luce di queste considerazioni un e-book dovrebbe essere un testo che dal punto di vista formale si riallacci all’eredità della cultura del libro e dal punto di vista della fruizione possa essere usato tramite reading devices ed interfacce software che permettono una lettura agevole e senza far rimpiangere il supporto cartaceo dal punto di vista dell’ergonomia e dell’usabilità. (^6) Cfr. Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro , Laterza, Bari-Roma, 2010, pp. (^7) Ivi pp 58- (^8) Ivi pp 46-

Il Nook, distribuito invece da Barnes & Noble, si basa su una doppia interfaccia: lo schermo e- paper per la lettura, e quello a colori per le copertine, la tastiera e il controllo del dispositivo. Nello specifico permette di utilizzare schede di memoria e di leggere e-book in formato ePub, ma le prestazioni del display e-paper sono state considerate da molti analisti lievemente inferiori a quelle del Kindle. Alla terza generazione di dispositivi elettronici fanno parte quelli ideati da casa Apple, già a partire dal 2007, con il primo IPhone, due caratteristiche saltano subito all’occhio: da una parte la qualità dello schermo e la sua sensibilità al tocco; dall’altro, la funzionalità dell’interfaccia con le icone colorate dalle funzioni intuitive. In tale contesto gli smartphone sono diventati nuove piattaforme di lettura. Dal 2010, con il lancio dell’iPad si cerca di creare dispositivi che siano: multifunzionali, come uno smartphone di ultima generazione; ergonomicamente adatti alla lettura e al trasporto, ma anche alla visualizzazione di contenuti multimediali; basati su un display touch screen ad alta risoluzione e OLED. Non stupisce come l’iPad offra un programma apposta, iBooks, in collegamento con un servizio di vendita gestito dalla stessa Apple e denominato iBookstore; inoltre accetta e permette di usare il formato ePub.^10 Alla luce delle nuove tecnologie si comprende come ci sia oggigiorno una coesistenza di diverse modalità di lettura, la classica su carta; gli e-book, che mirano sempre più a raggiungere il livello del libro stampato; quella in digitale di testi in Rete. Dunque, sembra che da un lato la digitalizzazione abbia riconfigurato le modalità di leggere, fornendo anche nuove opportunità di ampliamento; dall’altro, invece, rischia di dissolvere gli elementi base della sua ontologia. In conclusione, quel che insegna l’esperienza di questi anni è che la digitalizzazione libraria è un’impresa complessa ma necessaria: portare in rete il nostro patrimonio librario vuol dire garantirne vitalità e fruizione anche nell’era del digitale, allargarne la reperibilità e renderlo pienamente integrato e ricercabile. Si tratta dunque di una scelta corretta sia dal punto di vista culturale sia da quello economico, anche se assai impegnativa su entrambi i fronti. (^10) Cfr. Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro , Laterza, Bari-Roma, 2010, pp 140-

2.L’intelligenza artificiale nell’editoria

2.1 La creazione e lo sviluppo dell’IA

Dopo aver affrontato la digitalizzazione dei libri, altri cambiamenti si sono insinuati nell’editoria, soprattutto dopo la diffusione a macchia d’olio di ChatGPT o di altri strumenti che usano l’IA. Innanzitutto, la sua creazione può essere rintracciata nel periodo immediatamente successivo la Seconda guerra mondiale a partire dal contributo di Alan Turing, che ha posto le basi teoriche sul rapporto tra intelligenza artificiale e umana, inoltre, ha iniziato a delineare il concetto di macchina universale. Successivamente John McCarthy coniò, durante una conferenza tenutasi nel 1956 presso il Dartmouth College, il termine ‘’artificial intelligence’’, ed è in questa occasione che nasce l’indirizzo della cosiddetta ‘‘intelligenza artificiale forte”.^11 Già a partire dagli anni ’50 iniziarono pionieristici studi sull’IA, ad esempio il test comportamentale di Turing^12 , che però fu presto criticato dall’ ‘’argomento della stanza cinese’’ di John Searle, un esperimento mentale che si basa sulla convinzione che un comportamento linguistico apparentemente intelligente non sia sufficiente a definire intelligente una macchina. La fase successiva vide il predominio di approcci simbolici, con l’idea di rappresentare la conoscenza tramite regole logiche. Tuttavia, a partire dagli anni ’80, l’IA simbolica ha rilevato dei limiti poiché basata solo su tecniche per il ragionamento. Alla luce di ciò, si è mostrato particolare interesse per l’apprendimento autonomo, che introduce i concetti chiave di reti neurali (ispirate ad un modello biologico) e di ragionamento ‘’intuitivo’’. In seguito attraverso le deep neural networks si riesce ad apprendere rappresentazioni sempre più complesse ed astratte dai dati, le quali formano sistemi di deep learning. Quindi, in questa fase la rete neurale impara sempre sulla base del corpus di partenza e riesce a predire il token successivo a partire da quelli precedenti; così si crea il Large Language Model (LLM), cioè un modello di correlazioni statistico-probabilistiche fra token. 13 Introdotte queste innovazioni, si sviluppa l’IA generativa, fondata su reti neurali profonde in cui l’obiettivo è produrre contenuti in risposta ad un prompt da parte dell’utente, come accade su ChatGPT, AutoGPT e AgentGPT, tutti sviluppati da OpenAI. (^11) Cfr. Max Tegmark, Vita 3.0. Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale , Cortina, Milano, 2018, pp. 52- (^12) Usato per valutare la capacità di una macchina nel mostrare comportamenti indistinguibili da quelli di un uomo, in particolar modo nel linguaggio naturale. (^13) Cfr Gino Roncaglia, L'architetto e l'oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGPT, Laterza, Bari-Roma 2023, pp.168-

oggigiorno, un bravo autore non è né un LLM né un essere umano, ma un essere umano che utilizza un LLM in modo competente e versatile.^16 I succitati sviluppi in un certo qual modo intimoriscono i giovani che si approcciano al mondo del lavoro, infatti previsioni recenti identificano varie domande che è utile porsi al momento della scelta di studi come: ‘’richiede l’interazione con persone e l’uso di intelligenza sociale?’’; ‘’richiede creatività e la capacità di trovare soluzioni brillanti?’’; ‘’richiede che si lavori in un ambiente imprevedibile?’’. Se la risposta è ‘’si’’, difficilmente questi impieghi verranno sostituiti nel prossimo futuro dalle nuove tecnologie. 17 In merito al lavoro in campo prettamente editoriale, è prevedibile una cooperazione tra professionalità umane e IA, in modo da ottimizzare la filiera editoriale e, nel frattempo, garantirne la qualità, dal momento che per adesso le IA non sono del tutto autonome. Ad ogni modo, molti sono ottimisti verso il futuro ritenendo che i lavori automatizzati dall’IA saranno sostituiti da nuovi impieghi più improntati alla ricerca, come in fin dei conti è accaduto all’epoca della rivoluzione industriale. Altri, più pessimisti, sostengono che questa volta sia differente poiché le persone non saranno solo disoccupate, ma non più ‘’occupabili’’. 18 Al momento ci sono tre scuole di pensiero in merito al modo in cui l’IA influirà nei prossimi anni sulla vita umana: utopisti digitali, tecnoscettici e membri del movimento dell’IA benefica. I primi e i secondi concordano sul non preoccuparsi della nuova tecnologia, ma per ragioni diverse. Gli utopisti sono persuasi che una intelligenza artificiale generale di livello umano (IAG) non sarà possibile nel futuro prossimo, mentre i tecnoscettici pensano che verrà creata e sarà un’innovazione positiva per l’umanità. Il movimento dell’IA benefica, invece, ritiene che sia giusto e utile preoccuparsi, perché fare ricerche sul tema della sicurezza dell’IA e discuterne ora faranno aumentare le probabilità di un esito positivo. Infine, i luddisti sono convinti che il risultato sarà di certo negativo e si oppongono all’intelligenza artificiale.

2.3 Caso studio: ‘’1 the Road’’ di Ross Goodwin

Come si è visto, il mondo editoriale è stato notevolmente toccato dall’IA; infatti, anche gli autori l’hanno iniziato ad usarla come risorsa per redigere i propri testi. Inizialmente è stata sfruttata solo per generare brevi scritti come guide da viaggio o saggi informativi, fino ad arrivare a veri e propri romanzi. (^16) Cfr. Luciano Floridi, AI as Agency Without Intelligence: On ChatGPT, Large Language Models, and Other Generative Models, 12 gennaio 2024, http://dx.doi.org/10.2139/ssrn. (^17) Cfr. Max Tegmark, Vita 3.0. Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale , Cortina, Milano, 2018, pp 141- (^18) Ibidem

Alla luce delle precedenti considerazioni si intende analizzare uno dei primi romanzi scritti con l’ausilio dell’IA. ‘’1 The Road’’, opera scritta nel 2017 da Ross Goodwin, è un esempio pionieristico di come la creazione letteraria possa essere influenzata da un algoritmo nel processo dii scrittura. Goodwin, dopo la candidatura nel 2019 al premio ‘’The Breakthroughs in storytelling’’ presentato dal Digital Storytelling Lab alla Columbia University School of the Arts, rilasciò un’intervista all’omonimo giornale in cui spiega i motivi che lo hanno spinto alla creazione della sua opera letteraria. L’autore illustra inizialmente come il progetto sia partito dalla volontà di immaginare nuovi metodi e interfacce per la scrittura, paragonando l’uso dell’IA al modo in cui l’invenzione della macchina fotografica nel XIX secolo si sia insinuata nel mondo dell’arte. Goodwin crede che questa tecnologia possa decostruire e reinventare la penna e il processo lineare di scrittura. 19 In questo contesto Goodwin ha creato e addestrato un AI Wordcar, una rete neurale artificiale che ha installato su una macchina Cadillac accompagnata da numerosi dispositivi di registrazione. Insieme hanno intrapreso un viaggio, seguendo il percorso di Jack Kerouac in ‘’On the Road’’, e ha lasciato che l’IAWordcar, in seguito chiamata Benjamin, scrivesse e descrivesse tutte le sue percezioni digitali in un lungo poema in prosa. Nel suo viaggio lo scrittore è stato accompagnato da cinque persone, inoltre l’intero itinerario è stato seguito da una troupe cinematografica che ha girato nel frattempo un documentario sull’esperienza, il tutto diretto da Lewis Rapkin. Goodwin ha dato dei prompt all’inizio del viaggio, un romanzo campione composto da tre corpora di testi: una poesia, uno con elementi di fantascienza e uno con ‘’bleak writing’’^20. Inoltre sia il GPS incorporato sia le conversazioni catturate tramite i microfoni sono state usate dall’IA nella redazione del testo. Proprio a causa del continuo imput del localizzatore geografico il romanzo menziona spesso la latitudine, la longitudine e l'ora del giorno. Il testo è stato stampato senza modifiche e quindi è "instabile", secondo Goodwin, d’altronde ci sono errori di battitura che sono stati mantenuti, poiché si voleva mostrare il testo "nella sua forma più grezza".^21 I risultati di questo romanzo evidenziano come le macchine possono comprendere e riprodurre modelli complessi sempre meglio di quanto possano fare gli esseri umani, ma non capiscono il significato di tali schemi. La rete neurale di Goodwin emette frasi lettera per lettera su una piccola (^19) Cfr https://digitaldozen.io/projects/1-the-road/ (^20) Cfr. Brian Merchant "When an AI Goes Full Jack Kerouac", The Atlantic, 13 gennaio 2024, https://www.theatlantic.com/technology/archive/2018/10/automated-on-the-road/571345/ (^21) Cfr. Thomas Hornigold "The First Novel Written by AI Is Here—and It's as Weird as You'd Expect It to Be ", Singularity Hub, 13 gennaio 2024, https://singularityhub.com/2018/10/25/ai-wrote-a-road-trip-novel-is-it-a-good-read/ #sm.00069qmis10ebdl7uan103cdtwnog

Bibliografia DUBINI Paola, Voltare pagina? Le trasformazioni del libro e dell’editoria , Milano: Pearson Italia, 2013 ECO Umberto, Librai e millennio prossimo , in Vent’anni di Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri , a cura di Silvana Ottieri Mauri, Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri, Milano 2003 RONCAGLIA Gino, La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro , Bari-Roma: Laterza, 2010. RONCAGLIA, L'architetto e l'oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGPT , Laterza, Bari- Roma 2023 TEGMARK Max, Vita 3.0. Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale, Cortina, Milano, 2018, Sitografia FLORIDI Luciano, AI as Agency Without Intelligence: On ChatGPT, Large Language Models, and Other Generative Models , 12 gennaio 2024, http://dx.doi.org/10.2139/ssrn. GOODWIN Connor, ‘ ’A.I. Storytelling: On Ross G's 1 the Road’ ’, Bomb Magazine, 13 gennaio 2024, https://bombmagazine.org/articles/2018/12/14/ross-goodwins-1-the-road/ HORNIGOLD Thomas "The First Novel Written by AI Is Here—and It's as Weird as You'd Expect It to Be" , Singularity Hub, 13 gennaio 2024, https://singularityhub.com/2018/10/25/ai-wrote-a-road- trip-novel-is-it-a-good-read/#sm.00069qmis10ebdl7uan103cdtwnog MERCHANT Brian "When an AI Goes Full Jack Kerouac" , The Atlantic, 13 gennaio 2024, https://www.theatlantic.com/technology/archive/2018/10/automated-on-the-road/571345/