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Test docimologia l19, Esercizi di Docimologia - metodi e tecniche di valutazione

Test autovalutativi docimologia

Tipologia: Esercizi

2021/2022

Caricato il 11/07/2024

sabrina-orsini-1
sabrina-orsini-1 🇮🇹

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DOCIMOLOGIA
Valutazione e
selezione
- Il volume di Marzio Barbagli e di Marcello Dei ha inteso:
evidenziare il disagio dei docenti di fronte ai nuovi allievi
- La riforma del 1962 ha inteso:
rimuove le disuguaglianze di fronte all’istruzione
- Conoscere il prodotto scolastico era diventata un’esigenza molto
sentita perché:
la preparazione degli allievi era spesso molto scarsa
- Il dibattito scientifico sulla valutazione in Italia si è originato:
in seguito alla scolarizzazione di massa
- Nella scuola del passato la selezione era vista come:
indice di serietà della scuola
- Il volume “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani ha
inteso:
evidenziare il carattere selettivo dell’istituzione scolastica
- L’opinione pubblica ha iniziato a interessarsi del prodotto scolastico
quando la scuola è diventato un diritto per tutta la popolazione
- “Lettera ad una professoressa” richiede ai docenti:
di prestare attenzione a coloro che, per cause esterne alla scuola,
risultano svantaggiati
- Il motivo che richiedeva alla scuola di mutare il proprio “fare
didattico” era:
le caratteristiche eterogenee della popolazione scolastica
- Abbiamo definito la formazione dei docenti di tipo “ gentiliano” in
quanto si riteneva che:
per essere un bravo docente, bastasse una solida preparazione culturale
Tradizionalismo
didattico e valutazione
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Scarica Test docimologia l19 e più Esercizi in PDF di Docimologia - metodi e tecniche di valutazione solo su Docsity!

DOCIMOLOGIA

Valutazione e selezione

  • Il volume di Marzio Barbagli e di Marcello Dei ha inteso: evidenziare il disagio dei docenti di fronte ai nuovi allievi
  • La riforma del 1962 ha inteso: rimuove le disuguaglianze di fronte all’istruzione
  • Conoscere il prodotto scolastico era diventata un’esigenza molto sentita perché: la preparazione degli allievi era spesso molto scarsa
  • Il dibattito scientifico sulla valutazione in Italia si è originato: in seguito alla scolarizzazione di massa
  • Nella scuola del passato la selezione era vista come: indice di serietà della scuola
  • Il volume “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani ha inteso: evidenziare il carattere selettivo dell’istituzione scolastica
  • L’opinione pubblica ha iniziato a interessarsi del prodotto scolastico quando la scuola è diventato un diritto per tutta la popolazione
  • “Lettera ad una professoressa” richiede ai docenti: di prestare attenzione a coloro che, per cause esterne alla scuola, risultano svantaggiati
  • Il motivo che richiedeva alla scuola di mutare il proprio “fare didattico” era: le caratteristiche eterogenee della popolazione scolastica
  • Abbiamo definito la formazione dei docenti di tipo “ gentiliano” in quanto si riteneva che: per essere un bravo docente, bastasse una solida preparazione culturale Tradizionalismo didattico e valutazione
  • In un contesto didattico tradizionale le funzioni didattiche più diffuse sono: la comunicazione di elementi culturali e le valutazioni
  • Nella storia della scuola la cooptazione esercitata ha avuto il ruolo di: moderare la mobilità verticale della popolazione
  • Per “funzionalità dello scarto” intendiamo: un meccanismo di limitazione dell'accesso alla scuola da parte degli allievi socialmente meno favoriti
  • Avete letto che l'espressione “scuola di massa”: ha lo stesso significato di “scuola per tutti”
  • Abbiamo definito “popolazione di riserva”: la parte di potenziali allievi esclusa dalla possibilità di accedere alla scuola
  • Si può parlare di "tradizionalismo didattico" quando le caratteristiche degli allievi sono: Considerate predittive dei risultati conseguibili
  • Il condizionamento sociale si dimostra presente nelle seguenti situazioni: i risultati scolastici appaiono sostanzialmente indipendenti dalle qualità dell’esperienza scolastica
  • Le condizioni funzionali a mantenere la "fiducia" in un sistema di cooptazione sono: La garanzia di elevazione sociale e quindi il miglioramento del proprio "status"
  • La cooptazione nella scuola consentiva di entrare a far parte di un determinato gruppo se: si uniformava il proprio comportamento a quello di chi effettua la cooptazione
  • La lezione "ex cathedra" è strutturata in questo modo: il docente trasmette abilità culturali in forma logica coinvolgendo raramente gli allievi Funzioni essenziali della valutazione
  • La valutazione formativa é: un controllo delle prestazioni cui segue una ristrutturazione del piano di lavoro
  • La verifica dei prerequisiti consente all'insegnante di: stabilire quale dovrà essere il punto di partenza dell'istruzione

sono utili quando egli possiede anche una preparazione didattica adeguata

  • L'uguaglianza complessa è preferibile a quella semplice perchè: L'uguaglianza complessa garantisce il raggiungimento delle competenze di base e l'approfondimento dei propri interessi
  • Possiamo parlare di professionalità docente quando: il docente possiede una preparazione didattica costantemente aggiornata
  • La differenza tra il concetto di valutazione emerso dalla ricerca docimologica e quello più desueto è la seguente: il primo intende la valutazione come un processo di ottimizzazione, mentre il secondo come semplice giudizio
  • 'Focalizzare il problema' nell'ambito di una decisione vuol dire: possedere le informazioni necessarie sullo scenario entro il quale si vuole agire
  • Capitalizzare competenze nella scuola vuol dire: raccogliere le esperienze, ottimizzarle ed archiviarle Misurazione e valutazione
  • Chiamiamo “prove a stimolo aperto e risposta aperta”: Gli strumenti di valutazione che lasciano molto spazio all’autonomia espositiva del discente
  • Per “prova di valutazione” intendiamo: Un artificio didattico utile per ricavare informazioni sull'apprendimento degli allievi
  • la ricerca docimologia distingue la misurazione dalla valutazione in quanto: La prima serve per raccogliere informazioni mentre a seconda per esprimere giudizi
  • Servirsi del “criterio assoluto” significa: Stabilire una soglia al di sotto della quale gli apprendimenti manifestati non sono accettabili
  • Strumenti della valutazione, docimologicamente strutturati, sono utili in quanto: Garantiscono una parità di trattamento degli allievi, superando l'effetto alone
  • Definiamo attendibile una prova di valutazione quando: Fornisce gli stessi risultati se viene corretta da più docenti
  • la misurazione è composta dai seguenti momenti: Stimolazione, registrazione e lettura
  • La registrazione serve per:

Ottenere le informazioni circa l’apprendimento dell’allievo

  • Le prove di valutazione sono a stimolo chiuso e risposta aperta in quanto: lo stimolo è strutturato mentre la risposta è parzialmente aperta
  • Una prova è da ritenersi valida quando: Rileva le abilità proprie degli obiettivi di riferimento Le prove tradizionali di valutazione
  • Nel tema la “lettura” è: In genere, compiuta dal docente in modo arbitrario
  • Per effetto ‘stereotipia’ si intende: L'inalterabilità del giudizio di un docente nei confronti di un allievo
  • Nell’interrogazione, la stimolazione è: Diversa da soggetto a soggetto
  • Al fine di utilizzare al meglio l’interrogazione sarebbe opportuno: Capitalizzare le domande e creare un archivio ottimizzabile in itinere
  • l'insegnante è coinvolto dall'effetto di stereotipia quando: Continua ad assegnare allo stesso alunno il voto che gli aveva inizialmente attribuito
  • Nel tema la “registrazione” è: Fedele perché l'oggetto della valutazione è scritto e non può essere alterato
  • Nell’interrogazione, la registrazione: Avviene nella memoria dell’insegnante senza criteri fissati a priori
  • Riguardo alle prove tradizionali, quali delle seguenti affermazioni è falsa: Rientrano tra le prove semistrutturate di conoscenza
  • Per effetto 'alone' si intende: L'influenzabilità del giudizio del docente in base ad aspetti affettivi
  • L’interrogazione può essere impiegata al meglio utilizzata: In sede di valutazione diagnostico-iniziale o formativa le prove strutturate di conoscenza (Parte I)
  • una prova oggettiva di profitto consente di: Limitare l’influenza di fattori soggettivi nella correzione
  • La possibilità di rispondere in maniera casuale, in modo che gli esiti conseguiti non rispecchino le reali competenze degli allievi: E' ininfluente se la prova è strutturata da diverse tipologie e un numero adeguato di item
  • Quale delle seguenti affermazioni è falsa. Nella preparazione di una prova oggettiva è necessario: Sondare esclusivamente abilità di tipo riproduttivo enozionistico
  • Il numero di item relativo agli argomenti della prova dovrà essere scelto in base al seguente criterio: Importanza assegnata ai diversi argomenti trattati
  • Indicare quali tra le seguenti affermazioni, riguardanti le prove oggettive di profitto, è corretta: Permettono di utilizzare diversamente la struttura del tempoimpiegato per la formazione La dispersione nella scuola
  • Dagli anni Cinquanta sino ad oggi, la selezione palese: Ha subito una forte contrazione
  • La dispersione occulta si verifica quando: Vengono sanciti come positivi risultati della formazione che non lo sono
  • La dispersione avrebbe potuto essere fortemente arginata: Mediante l'adozione di un modello valutativo ''diverso''
  • Si è erroneamente ritenuto che la dispersione potesse essere superata: Con atteggiamenti a-valutativi
  • Tra le cause della ''scolarizzazione nominale'' possiamo annoverare: Un eccessivo lassismo da parte dei docenti
  • La dispersione potrà essere arginata se: Decollerà una vera e propria cultura della valutazione
  • La scuola del duemila dovrà assicurare: Qualità dell'istruzione, uguaglianza e tutela delle differenze
  • Un sistema scolastico con tassi di abbandono vicini allo zero: Può essere giudicato dopo aver riscontrato la qualità degli apprendimenti
  • Un modo per arginare la dispersione è costituito dal rinnovamento: Di strategie didattico-docimologiche obsoleteUn modo per arginare la dispersione è costituito dal rinnovamento:
  • Il tecnicismo in ambito docimologico: È utile, ma non risolve i problemi legati alla dispersione

Ricerca docimologica e professionalità docente

  • La valutazione in un'ottica di ''crescente autonomia'': assume funzioni e dimensioni sempre più rilevanti
  • Nelle Università italiane la ''cultura della valutazione'' dovrebbe essere avvertita come: Una necessità da costruire mediante centri di ricerca a sfondo empirico- sperimentale
  • Le introduzioni innovative nella prima formazione, raggiunte a partire dagli anni 90, sono: Una più completa integrazione tra dimensioni teorico-pratiche e dimensioni sperimentali
  • Il ritardo della ricerca empirica in ambito educativo: Penalizza la professionalità degli insegnanti
  • La scuola non opera conoscenza docimologica: Perché il sapere da essa prodotto spesso si disperde
  • In merito alla valutazione si parla di ''giungla terminologica'': A causa delle molteplici interpretazioni che questo termine offre
  • Affinché la scuola produca conoscenza docimologica occorre: Costruire archivi di esperienze spendibili in situazioni di studio future
  • L'aggiornamento degli insegnanti in Italia è tutt'oggi ancora carente: A causa dei limiti della ricerca docimologica e della mancata correlazione alla dimensione formativa
  • I criteri da seguire nella costruzione di archivi docimologici sono: Immagazzinare dati, percorsi e strumenti passibili di revisione e spendibili in altre situazioni
  • L'Università, nella creazione di un archivio docimologico, potrà avere il ruolo: Di coordinamento di tutta l'attività di ricerca e garante di valore scientifico Le stagioni della ricerca docimologica
  • Nella prima fase della ricerca docimologica, le prove tradizionali: Hanno mostrato i loro limiti strutturali
  • Nella seconda fase della ricerca docimologica la valutazione: Va considerata come strumento di autoregolazione del processo didattico
  • La prima fase della ricerca docimologica s'è distinta per:

Capacità di elaborazione degli input inviati dagli insegnanti

  • Individualizzare significa principalmente: Diversificare la proposta didattica
  • Il Mastery Learning consiste in: Un modello di insegnamento/apprendimento individualizzato
  • Gli apprendimenti intermedi prevedono: La comprensione e l'applicazione Gli obiettivi didattici
  • Ralph W. Tyler nel suo ''Basic Principles of Curriculum Istruction'': È polemico nei confronti di un insegnamento ''creativo'', poco razionale
  • Gli obiettivi didattici dovranno essere specificati: Per scegliere, in ambito didattico, i mezzi, i materiali più adatti allo scopo
  • È necessario specificare gli obiettivi didattici: Per consentire alla valutazione di essere efficace
  • Un obiettivo deve essere formulato: Con un linguaggio ''comportamentale''
  • La caratteristica principale di un obiettivo è: La verificabilità
  • Indicare quali, delle seguenti coppie di verbi, è adeguata per un obiettivo didattico: Identificare, tradurre
  • Il docente, mediante gli obiettivi: Precisa ciò che l'allievo dovrà saper fare dopo un itinerario apprenditivo
  • La frase da utilizzare per introdurre un obiettivo dovrà essere: ''L'alunno sarà capace di...''
  • Ralph W. Tyler ritiene che l'istruzione sia: Un processo che ''modifica'' le caratteristiche degli allievi
  • Ralph W. Tyler ritiene che gli obiettivi dovranno: Informare su cosa gli allievi sono in grado di fare Le misure di tendenza centrale
  • La mediana indica:

I valori centrali di una distribuzione ordinata di punteggi

  • Se abbiamo due mode distanti fra loro il gruppo classe è: Disomogeneo
  • Calcola la media della seguente serie di punteggi 3,4,5,7,8,9: 6
  • I quartili, decili e centili sono riconducibili a concetti vicino alla: Mediana
  • Il secondo quartile corrisponde alla: Mediana
  • La moda indica: Il punteggio che si evidenzia con maggior frequenza
  • Le misure di tendenza centrale sono: Moda, media, mediana
  • Nella serie ordinata di punteggi 3,5,7,8,9,10,11,14 indicare a quale punteggio corrisponde la mediana:
  • Nella serie ordinata di punteggi 3,5,5,5,7,8,8,8,8,9,9,10,11,11, indicare a quale punteggio corrisponde la moda: 8
  • Confrontando la media e la mediana se i due punteggi coincidono è presumibile un risultato didattico: Mediocre Le misure di dispersione
  • Il valore della deviazione standard (rispetto alla media) in caso di ''insuccesso'' didattico sarà: Alto
  • Calcolare la deviazione standard di una serie di punteggi significa: Conoscere la distanza media dei punteggi dalla media
  • Le procedure statistiche, in ambito didattico: Sono indispensabili per migliorare la prassi didattica
  • Calcola l' intervallo di variazione della seguente serie ordinata di punteggi 16,17,19,21,24,26,28,29,31,33: 17
  • La deviazione standard in ambito didattico indica: L'omogeneità o la disomogeneità dei dati ottenuti
  • Per mettere a confronto le diverse misure di dispersione (σ) di più gruppi di discenti con medie differenti utilizzeremo:
  • Se si dovesse leggere statisticamente una prova, come si potrebbero ordinare cronologicamente le seguenti procedure: Misure a tendenza centrale, misure di dispersione, punteggi standardizzati
  • I punteggi accettabili dal punto di vista didattico nella distribuzione pentenaria sono: Quelli che cadono nelle prime 3 fasce L' analisi degli item
  • Le metodologie statistiche per l'analisi degli item sono: L'indice di difficoltà e l'indice di discriminatività
  • Se sia l'indice di difficoltà che l'indice di discriminatività di un quesito sono alti possiamo presumere che tale quesito stimoli nei discenti: Capacità intellettuali complesse
  • indicare quale strumento statistico rileva se un item sia in grado di differenziare gli studenti migliori da quelli che hanno ottenuto risultati peggiori: L'indice di discriminatività
  • Il quesito numero 8 di una prova somministrata ad un gruppo classe composto da 25 studenti presenta 10 errori; calcola l'indice di difficoltà del quesito: 40%
  • per calcolare l'indice di discriminatività, le prove si suddividono in: 3 fasce
  • L'indice di difficoltà indica: La quota di errori in percentuale per ogni singolo quesito
  • Per calcolare l'indice di discriminatività le diverse prove vengono suddivise in fasce i cui estremi devono necessariamente contenere: Lo stesso numero di prove
  • Se gli studenti che hanno ottenuto i risultati più bassi rispondono correttamente a un quesito possiamo dedurre che i valori dell'indice di difficoltà e quello di discriminatività dell'item sono: Entrambi bassi
  • Si riscontra la “non discriminatività” di un item nel momento in cui l'indice di discriminatività assume un valore: Minore di 0
  • L'intervallo di valori che può assumere l'indice di discriminatività è compreso tra:
  • 1 e 1

Analisi di una ricerca sulla programmazione didattica(parte I)

  • Indicare cosa si intende per “problema” della ricerca: La domanda alla quale il ricercatore cerca di offrire una risposta pertinente
  • Formulando l'ipotesi il ricercatore: Elabora una congettura che riguarda la possibile soluzione del problema
  • Indicare cosa è mancato alla professionalità docente (rispetto alle altre professioni): La prossimità alla ricerca
  • Una ricerca empirica di tipo “descrittivo”: Osserva le variabili senza “entrare” direttamente in esse
  • La ricerca illustrata ha inteso argomentare: Sulla formazione degli insegnanti
  • L'ipotesi della ricerca da noi effettuata si origina all'interno del dibattito pedagogico-didattico: Sull'uguaglianza formativa
  • Nella ricerca presentata lo strumento utilizzato è: Il questionario
  • Uno dei limiti della ricerca educativa, oggi, è quello di: Incontrare difficoltà nel mettere a disposizione dei docenti repertori conoscitivi condivisi
  • Quando si inizia una ricerca è necessario innanzitutto: Documentarsi
  • quando si origina “un problema”: Quando il ricercatore avverte un disagio e ha intenzione di superarlo Analisi di una ricerca sulla programmazione didattica(parteII)
  • Il quesito 1 del questionario ha inteso comprendere come i docenti coinvolti intendano la prassi programmatoria. Una parte di essi, seppur minoritaria, è convinta che: Essa si possa realizzare grazie al buon senso e all'esperienza maturata
  • Un quesito intendeva indagare quanto è diffusa la prassi della valutazione formativa. Da esso è emerso che: Il 78,5% ha risposto “fornire l'informazione necessaria per migliorare il processo formativo”
  • Dalle risposte sul concetto di individualizzazione è palese che la formazione universitaria:
  • L'insegnamento individualizzato appare: Sicuramente avvertito come una necessità, anche se la sua realizzazione si dimostra parziale
  • I docenti dichiarano di sentirsi preparati nell'ambito della didattica: Tuttavia dai risultati complessivi del questionario si comprende che persistano lacune di vario tipo
  • L'aggiornamento professionale e la stessa formazione dei docenti dovranno partire sempre: Dai risultati della ricerca
  • L'insegnamento individualizzato secondo ciò che si è studiato nelle lezioni: Dovrà essere attento alle caratteristiche degli allievi
  • La pratica della valutazione formativa appare nella ricerca: Molto presente anche se occorrerebbe comprendere meglio come si svolge nella prassi Valutare la scuola
  • I punti cardine dell'EQAVET che ogni sistema scolastico nazionale è tenuto a rispettare sono: Progettazione, sviluppo, valutazione e revisione
  • Il Ministro dell'Istruzione che formulò il primo approccio alla valutazione di sistema negli anni Novanta è: Sergio Mattarella nella conferenza nazionale della scuola del 1990
  • L'intenzione di indirizzare la scuola verso percorsi di qualità mediante il confronto confluì nell'elaborazione di un: benchmark (standard di riferimento)
  • La Raccomandazione del Parlamento Europeo sulla Collaborazione europea per la valutazione della qualità dell'insegnamento scolastico del 2001 costituisce: Un suggerimento di linee guida finalizzate al miglioramento continuo
  • Dallo studio OCSE-PISA è emerso sostanzialmente che: In Italia la scuola che si frequenta determina il profitto finale degli allievi
  • L' autonomia scolastica e le prove INVALSI sono elementi, introdotti dalle nuove normative vigenti, che hanno cambiato la struttura delle istituzioni scolastiche nazionali: Sì, la legge sull'autonomia consegna una notevole libertà d'azione ai singoli istituti e le prove INVALSI costituiscono un primo sistema di riferimento per mettere a confronto il rendimento delle scuole
  • L'obiettivo della valutazione esterna è: Promuovere il miglioramento continuo
  • Con autovalutazione d'istituto si intende: Un processo di autoanalisi complessivo integrato ad una valutazione esterna finalizzato alla raccolta di dati significativi utili alla definizione di piani di miglioramento
  • L'autovalutazione delle agenzie di formazione odierne ha come scopo funzionale quello di: Creare un'istituzione scolastica pubblica di qualità
  • L'indagine OCSE-PISA pone una lente di ingrandimento su: Le competenze (sapere pratico) degli allievi I modelli per l'autovalutazione
  • Il modello CAF (Common Assessment Framework) è stato pensato per: Per gli enti amministrativi pubblici
  • La legge sull'autonomia ovviò al problema della cultura della qualità nella scuola facendo emergere: La necessità di sottoporre a monitoraggio non solo l'ambito didattico dei vari istituti, ma anche il comparto amministrativo e organizzativo
  • Il modello ISO 9000 è stato utilizzato per primo dagli istituti scolastici professionali perché: Essendo già ampiamente utilizzato nel mondo del lavoro, risulta molto vicino al contesto di tali istituti scolastici
  • Il modello EFQM (European Foundation fo Quality Management) pone l'attenzione su alcuni fattori determinanti ai fini dei risultati per definire gli indicatori e i criteri di valutazione: La leadership, le strategie, le risorse, il personale e i processi
  • Il modello ISFOL perché abbia successo e raggiunga l'obiettivo del miglioramento continuo richiede: Una politica dirigenziale trasparente e una contestualizzazione con la realtà economico e produttiva del territorio
  • Il modello ISO 9000 pone l'attenzione sul prodotto: Sì, ma presta anche attenzione alle esigenze del cliente e ai metodi operativi
  • Il modello EFQM (European Foundation fo Quality Management) risulta più consono di altri alla valutazione degli enti di formazione perché: Non adotta un approccio univoco nell'analisi dei processi e nell'identificazione delle priorità tese al miglioramento
  • I punti cardine del ciclo della qualità del CQAF (Common Quality Assurance Framework) sono: La progettazione, l'implementazione, la valutazione e la revisione

Favorisce l'innovazione del sistema scolastico fornendo percorsi di formazione, soluzioni e risorse per la definizione dei piani di miglioramento

  • È stato avviato il progetto per il “Miglioramento delle performance delle istituzioni scolastiche” sulla base del Modello “CAF” (il quale fornisce le linee guida per una buona autovalutazione tesa al miglioramento). Le scuole, fra quelle che hanno aderito al progetto, inserite nella fascia “Laboratorio CAF” sono: Le scuole necessitanti di un supporto sostanzioso in grado di accompagnarle, passo dopo passo, alla realizzazione del processo di autovalutazione
  • Uno dei problemi sorti già nei progetti Pilota dell'INVALSI” è: Il Cheating Il Sistema Nazionale di Valutazione ed il suo Regolamento
  • La formulazione di un piano di miglioramento è una delle fasi dell'autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in: La redazione di alcuni obiettivi di miglioramento
  • Durante la valutazione esterna l'INVALSI ha il preciso compito di: Indicare le situazioni (scolastiche) da sottoporre a verifica
  • Le fasi del procedimento di valutazione previste dal Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione del sistema di istruzione e formazione sono: 4 fasi: autovalutazione delle istituzioni scolastiche, valutazione esterna, ulteriore predisposizioni di azioni di miglioramento, rendicontazione pubblica dei risultati
  • L'innovazione portata dal Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione del sistema di istruzione e formazione è: L'introduzione di una valutazione esterna per evitare ogni forma di autoreferenzialità
  • L' elaborazione in formato elettronico del rapporto di autovalutazione è una delle fasi dell'autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in: Questionario fornito all'istituzione scolastica finalizzato ad analizzare vari ambiti
  • Durante la predisposizione di azioni di miglioramento è fortemente necessario prevedere: Un piano costante di monitoraggio durante la fase attuativa
  • Il dirigente scolastico assume un ruolo preminente nell'andamento dell'istituzione scolastica: Sì, infatti è stata prevista La valutazione del dirigente scolastico nel Sistema nazionale di valutazione, ma non sono ancora chiari i criteri da utilizzare
  • Il Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione del sistema di istruzione e formazione viene pubblicato nel periodo compreso tra: 2010 - 2015
  • L' analisi e verifica del proprio servizio è una delle fasi dell'autovalutazione delle istituzioni scolastiche e consiste in: Un'analisi condotta sui dati del sistema informativo del ministero e dell'ente INVALSI
  • la funzione vera e propria della rendicontazione sociale è: Una pubblicazione dell'analisi condotta che possa fornire dati utili all'utenza Integrare l'autovalutazione nel governo della scuola
  • La mansione del referente per la valutazione è: Seguire passo passo il processo di autovalutazione
  • Il collegio docenti deve essere coinvolto nel processo di autovalutazione: In tutte le fasi decisionali del processo di autovalutazione
  • Quando si parla di processi di miglioramento con l'acronimo “SMART” si intende: Definire con chiarezza e realistica previsione gli obiettivi del cambiamento
  • Il processo di autovalutazione è difficile: Per i numerosi ambiti da valutare
  • Il nucleo di valutazione interna si avvale di personale scelto da diversi organi. Essi sono: Collegio docenti, consiglio d'istituto, dirigenza
  • Il POF fa emergere: Le caratteristiche di qualità sia conseguite che perseguite, i target qualitativi e le modalità operative del fare scuola
  • Un problema riscontrato durante il processo di autovalutazione riguardante il dirigente scolastico è che: Il dirigente assume posizione di neutralità o resistenza al cambiamento
  • Rapportarsi col territorio, o meglio con gli stakeholder cioè l'insieme dei portatori di interesse nei confronti di una specifica istituzione scolastica significa: Promuovere incontri pubblici per presentare i propri obiettivi al fine di richiedere dei finanziamenti per creare una professionalità specifica all'interno dell'istituto