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Analisi di "Novantasette" di Giorgio Manganelli: Un Viaggio nell'Inferno Surreale - Prof. , Schemi e mappe concettuali di Letteratura Contemporanea

Testi di gesualdo bufalino e giorgio manganelli

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

In vendita dal 13/07/2024

just.col.23
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Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese il nuovo LA SCRITTURA E L’INTERPRETAZIONE - EDIZIONE ROSSA [G. B. PALUMBO EDITORE]
da G. Manganelli,
Centuria, Rizzoli,
Milano 1979.
Signori, siete pregati di seguire attentamente la guida; il luogo è ancora inattivo, tuttavia
possono esservi pericoli; l’ingresso è basso, attenti alle ali. Ecco, fermiamoci per ora qui; potete
appoggiarvi alla ringhiera. Notate la vastità di questo, che non è se non il primo scomparto.
Un uomo impiegherebbe anni a percorrerlo. Non basterebbe una vita. Lassù, a sinistra, vedete
quelle serie di celle; sono chiuse da cancelli di ferro inconsumabile, perché la sofferenza di
chi vi soggiorna deve essere seguita dai guardiani. È previsto che le celle possano essere roventi
o ghiacce, a seconda dei casi. I cancelli sono murati, non hanno serrature. Più in basso vedete
quei rettangoli, simili a lapidi; di lì si scende in una cella in forma di tomba, ma il cui fondo
è fuoco purissimo. Agevoli da aprire dall’esterno, una volta sola, impossibili dall’interno; una
feritoia consente di seguire quel che vi avviene. Seguitemi, verso sinistra. Vedete sulla parete
di fronte quegli enormi sfiatatoi: emettono tenebre. Per quanto sembri impossibile, le tenebre
sono aumentabili indefinitamente; chi sarà coinvolto nelle tenebre le vedrà crescere, ininter-
rottamente, eternamente. Vi preghiamo di seguirci. Entriamo in un corridoio: notate i torchi
chiodati, le catene da arroventare. Sentite, se batto le mani, quanto è fondo l’eco; le dimensioni
sono enormi. Da qui fin dove potete vedere sono punte mobili che possono attraversare da
parte a parte. Qui verranno messi gli occhi di ricambio, da riapplicare a coloro che dovranno
essere continuamente accecati. Attenzione, indietro; qui si apre una voragine dai lati perfet-
tamente lisci e verticali, e che tuttavia dovrà esser percorsa a piedi, sempre cadendo e mai ca-
dendo; praticamente non ha fondo. Questa è la sala dei coltelli; naturalmente i coltelli si muo-
vono da soli. Questo arpione viene usato per il rovesciamento; le viscere prendono il posto
della pelle, della testa, delle membra; questi guanti sono fatti di vermi che mangiano qualunque
cosa, e la restituiscono in modo che ciò che è stato divorato venga ricomposto. Attualmente i
vermi sono inattivi. Questo è il luogo del sangue e dell’orina. Signori, vedo che si è fatto tardi,
e d’altra parte il luogo è infinito. Richiederà del tempo imparare a percorrerlo e soprattutto
ad usarlo. Vorrei pregarvi di essere pronti, domani, un’ora prima del consueto. Domani è il
giorno della Creazione del Mondo.
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È il novantasettesimo dei «cento piccoli romanzi fiume, ma così
lavorati in modo anamorfici, da apparire al lettore frettoloso testi di
poche e scarne righe» che compongono Centura. Nella silloge meticolosamente incongrua di Manganelli, tra
signori che incontrano se stessi ad una fermata d’autobus (Cinquantanove), o si accorgono – uscendo da un
negozio dove hanno acquistato un dopobarba – che gli hanno rubato l’universo (Sessantadue), tra donne
che partoriscono sfere (Settantacinque) e specialisti di «Cose che non esistono» che si imbattono in unicorni,
basilischi, meduse ecc. (Novantacinque), il testo che abbiamo scelto può ben prestarsi a fungere da
exemplum della geometrica e surreale (ma non innocua) fantasia catalogatoria e combinatoria di Manganelli.
Se con Se una notte d’inverno un viaggiatore Calvino si è cimentato con l’impresa di costruire un
metaromanzo con gli incipit di dieci romanzi, ben più difficile è la scommessa vinta da Manganelli: stipare in
un unico libro una intera biblioteca.
Giorgio Manganelli
Novantasette
[Centuria, 97]
T102
visita guidata all’inferno
Esercizi
Qual è il luogo decritto in Novantasette? Chi sono i suoi
visitatori? Chi è la loro guida?
1
COMPRENDERE Se il luogo «ancora inattivo» oggetto della “visita
guidata” di Novantasette preesiste alla creazione del
mondo, allora significa che…
2

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Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese il nuovo LA SCRITTURA E L’INTERPRETAZIONE - EDIZIONE ROSSA [G. B. PALUMBO EDITORE]

da G. Manganelli, Centuria , Rizzoli, Milano 1979.

Signori, siete pregati di seguire attentamente la guida; il luogo è ancora inattivo, tuttavia

possono esservi pericoli; l’ingresso è basso, attenti alle ali. Ecco, fermiamoci per ora qui; potete

appoggiarvi alla ringhiera. Notate la vastità di questo, che non è se non il primo scomparto.

Un uomo impiegherebbe anni a percorrerlo. Non basterebbe una vita. Lassù, a sinistra, vedete

quelle serie di celle; sono chiuse da cancelli di ferro inconsumabile, perché la sofferenza di

chi vi soggiorna deve essere seguita dai guardiani. È previsto che le celle possano essere roventi

o ghiacce, a seconda dei casi. I cancelli sono murati, non hanno serrature. Più in basso vedete

quei rettangoli, simili a lapidi; di lì si scende in una cella in forma di tomba, ma il cui fondo

è fuoco purissimo. Agevoli da aprire dall’esterno, una volta sola, impossibili dall’interno; una

feritoia consente di seguire quel che vi avviene. Seguitemi, verso sinistra. Vedete sulla parete

di fronte quegli enormi sfiatatoi: emettono tenebre. Per quanto sembri impossibile, le tenebre

sono aumentabili indefinitamente; chi sarà coinvolto nelle tenebre le vedrà crescere, ininter-

rottamente, eternamente. Vi preghiamo di seguirci. Entriamo in un corridoio: notate i torchi

chiodati, le catene da arroventare. Sentite, se batto le mani, quanto è fondo l’eco; le dimensioni

sono enormi. Da qui fin dove potete vedere sono punte mobili che possono attraversare da

parte a parte. Qui verranno messi gli occhi di ricambio, da riapplicare a coloro che dovranno

essere continuamente accecati. Attenzione, indietro; qui si apre una voragine dai lati perfet-

tamente lisci e verticali, e che tuttavia dovrà esser percorsa a piedi, sempre cadendo e mai ca-

dendo; praticamente non ha fondo. Questa è la sala dei coltelli; naturalmente i coltelli si muo-

vono da soli. Questo arpione viene usato per il rovesciamento; le viscere prendono il posto

della pelle, della testa, delle membra; questi guanti sono fatti di vermi che mangiano qualunque

cosa, e la restituiscono in modo che ciò che è stato divorato venga ricomposto. Attualmente i

vermi sono inattivi. Questo è il luogo del sangue e dell’orina. Signori, vedo che si è fatto tardi,

e d’altra parte il luogo è infinito. Richiederà del tempo imparare a percorrerlo e soprattutto

ad usarlo. Vorrei pregarvi di essere pronti, domani, un’ora prima del consueto. Domani è il

giorno della Creazione del Mondo.

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È il novantasettesimo dei «cento piccoli romanzi fiume, ma così lavorati in modo anamorfici, da apparire al lettore frettoloso testi di poche e scarne righe» che compongono Centura. Nella silloge meticolosamente incongrua di Manganelli, tra signori che incontrano se stessi ad una fermata d’autobus ( Cinquantanove ), o si accorgono – uscendo da un negozio dove hanno acquistato un dopobarba – che gli hanno rubato l’universo ( Sessantadue ), tra donne che partoriscono sfere ( Settantacinque ) e specialisti di «Cose che non esistono» che si imbattono in unicorni, basilischi, meduse ecc. ( Novantacinque ), il testo che abbiamo scelto può ben prestarsi a fungere da exemplum della geometrica e surreale (ma non innocua) fantasia catalogatoria e combinatoria di Manganelli. Se con Se una notte d’inverno un viaggiatore Calvino si è cimentato con l’impresa di costruire un metaromanzo con gli incipit di dieci romanzi, ben più difficile è la scommessa vinta da Manganelli: stipare in un unico libro una intera biblioteca.

Giorgio Manganelli

Novantasette

[ Centuria , 97]

T

  • visita guidata all’inferno

Esercizi

Qual è il luogo decritto in Novantasette? Chi sono i suoi visitatori? Chi è la loro guida?

1

COMPRENDERE (^) Se il luogo «ancora inattivo» oggetto della “visita guidata” di Novantasette preesiste alla creazione del mondo, allora significa che…

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