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Testi indiani e Cinesi principali, Appunti di Antropologia

Testi indiani e cinesi per facilitare studio

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 13/06/2016

muscolo10
muscolo10 🇮🇹

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TestiIndiani
LaBhagavadgita(IIa.C-IIId.C)
LaBhagavadgitaèilVIlibrocontenutonelMahabharataedèinsiemealRamayana,loscritto
chepiùrappresental'epicaanticaindiana.IlMahabharatainiziaconunconflittoesizialetrai
Kouravaeilorocinquecugini,iPandava.NelBhagavadgita,in18letture,troviamoildiscorso
fraArjuna,guerrierodeiPandavaeKrsna(IlBhagavat),ilqualesiriveleràesserearealtà
suprema.Ilguerrierorinunciaacombattere,siccomeeglivedechegliavversarisonosuoi
parenti.Krsnaglirispondeche,eglidevecombattere,peraccompirealpropriosva-dharma,
ovveroilsuopostonelmondo,perchéinquantoguerrieroeglidevecombattere,edinoltredinon
pensareaiparentiuccisi,perchéanch'essisonodestinati,aprescinderedallabattaglia,amorire.
Inoltreun'azionechesicompieinbasealpropriodharmanonèdsaconsiderarsicomeun
peccato.
Arjunaaffermadinonvolereesserelacausadelladistruzionediunafamiglia,checausa,
conseguentementeunadistruzionedeldharmadellafamigliastessa,perchégliuominiacuisono
cadutieperdutiidharmafamigliariandrannoall'inferno.L'agireèinevitabilesecondoKrsna,eil
sacrificio,perquantopossaesserebrutale,puòpurificarsisel'azionechesiesegueè
disinteressata,cioénonsicolgonoifrutti,un'azionesenzadesiderio.Ilsapiente,eanchelo
stessoKrsna,sonodeirinuncianti,ovverononcolgonoilfruttodell'azione.
Perchéagire?
Compiereazionidisinteressateinbasealpropriodharma
LOYogadell'azione(KarmaYoga)-->disciplina,perquantotusiaindisaccordodeviseguireil
tuodharmaeanchesemieteraivittimenonavraipeccato,siccomeèiltuopropriodharmache
teloimpone
Ilbrahmanochesadistinguere,nonhabisognodell'aiutodeiVeda.(acquadatutteleparti,
pozzo)
Distinzionetragliuominirinuncianti,saggiBrahmanequellichesiattaccanosoloaglioggetti,
rovinandosil'Intellettoèperduto.
Gliuominicredonodiesserelorostessiicapidise,masisbagliano,ilrajasèinnemico
Protagonisti:ARJUNA,KRSNA(BHAGAVAT),SANJAYA,DHRTARASTRA(BHARATA)
"Inquellachepertuttigliesseriènotte,l'uomocompiutamentesignorediséèsveglio"
KathaUpanisad.(metàdelImillennioa.C.)
QuestasipresentacomeundialogotraNaciketas,unbambinomandatodalpadrenelregnodei
morti,eYama,ilDevadellamorte.LadivinitàdovràfareritornarenelregnodeiviviNaciketas,
rivelandoilsegretodelsacrificioeilsegretodelgrandeviaggio,ovverocosaaccadedopola
morte.L'immortaleresponsodiYamaè:
l'affermazionedell'identitàfrailSè(Atman)el'assoluto,l'imperituroepilastrodelmondo
(brahman)
esposizionecompletadellayoga,concepitacomedisciplinadelcontrollocheattraversostadi,
spegnel'attivitàdeicinquesensi,successivamentedellecinqueconoscenzeeinfinelamentee
l'Intelletto,chepermettediraggiungereunametapiùalta.
PrimaValli(liana)
Naciketasvanelregnodeimortiesichiedequalesiailfinechehaperlui,Yama,lavedadella
morte.IlgiovanestanellacasadiYama,senzamangiareesenzatoccareilcibodiYama.
Yama,ritornandoacasa,siaccorgecheNaciketasnonhamaimangiatonulla,propriocomeun
brahmano,edunqueladivinitàgliconcedetregrazie,ovverotrefavori,equivalentiaigiornidi
astinenzadacibo.
Naciketaschiededunque3cose:
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Anteprima parziale del testo

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Testi Indiani

La Bhagavadgita (II a.C-III d.C)

La Bhagavadgita è il VI libro contenuto nel Mahabharata ed è insieme al Ramayana, lo scritto che più rappresenta l'epica antica indiana. Il Mahabharata inizia con un conflitto esiziale tra i Kourava e i loro cinque cugini, i Pandava. Nel Bhagavadgita, in 18 letture, troviamo il discorso fra Arjuna, guerriero dei Pandava e Krsna (Il Bhagavat), il quale si rivelerà essere a realtà suprema. Il guerriero rinuncia a combattere, siccome egli vede che gli avversari sono suoi parenti. Krsna gli risponde che, egli deve combattere, per accompire al proprio sva-dharma, ovvero il suo posto nel mondo, perché in quanto guerriero egli deve combattere, ed inoltre di non pensare ai parenti uccisi, perché anch'essi sono destinati, a prescindere dalla battaglia, a morire. Inoltre un'azione che si compie in base al proprio dharma non è dsa considerarsi come un peccato. Arjuna afferma di non volere essere la causa della distruzione di una famiglia, che causa, conseguentemente una distruzione del dharma della famiglia stessa, perché gli uomini a cui sono caduti e perduti i dharma famigliari andranno all'inferno. L'agire è inevitabile secondo Krsna, e il sacrificio, per quanto possa essere brutale, può purificarsi se l'azione che si esegue è disinteressata, cioé non si colgono i frutti, un'azione senza desiderio. Il sapiente, e anche lo stesso Krsna, sono dei rinuncianti, ovvero non colgono il frutto dell'azione.

  • Perché^ agire?
  • Compiere azioni disinteressate in base al proprio dharma
  • LO Yoga dell'azione (Karma Yoga)--> disciplina, per quanto tu sia in disaccordo devi seguire il tuo dharma e anche se mieterai vittime non avrai peccato, siccome è il tuo proprio dharma che te lo impone
  • Il brahmano che sa distinguere, non ha bisogno dell'aiuto dei Veda. (acqua da tutte le parti, pozzo)
  • Distinzione tra gli uomini rinuncianti, saggi Brahman e quelli che si attaccano solo agli oggetti, rovinandosi l'Intelletto è perduto.
  • Gli uomini credono di essere loro stessi i capi di se, ma si sbagliano, il rajas^ è^ in nemico Protagonisti: ARJUNA, KRSNA (BHAGAVAT), SANJAYA, DHRTARASTRA (BHARATA) "In quella che per tutti gli esseri è notte, l'uomo compiutamente signore di sé è sveglio"

Katha Upanisad. (metà del I millennio a.C.)

Questa si presenta come un dialogo tra Naciketas, un bambino mandato dal padre nel regno dei morti, e Yama, il Deva della morte. La divinità dovrà fare ritornare nel regno dei vivi Naciketas, rivelando il segreto del sacrificio e il segreto del grande viaggio, ovvero cosa accade dopo la morte. L'immortale responso di Yama è:

  • l'affermazione dell'identità^ fra il Sè^ (Atman) e l'assoluto, l'imperituro e pilastro del mondo (brahman)
  • esposizione completa della yoga, concepita come disciplina del controllo che attraverso stadi, spegne l'attività dei cinque sensi, successivamente delle cinque conoscenze e infine la mente e l'Intelletto, che permette di raggiungere una meta più alta. Prima Valli (liana) Naciketas va nel regno dei morti e si chiede quale sia il fine che ha per lui, Yama, la veda della morte. Il giovane sta nella casa di Yama, senza mangiare e senza toccare il cibo di Yama. Yama, ritornando a casa, si accorge che Naciketas non ha mai mangiato nulla, proprio come un brahmano, e dunque la divinità gli concede tre grazie, ovvero tre favori, equivalenti ai giorni di astinenza da cibo. Naciketas chiede dunque 3 cose:

-Il padre, vedendolo ritornare dagli inferi non sia arrabbiato con lui e ben disposto

  • La conoscenza del fuoco che conduce al cielo. Yama infatti gli rivela tutto: le origini del mondo, il fuoco e come si costruisce un degno altare. Soddifatto dell'intelligenza del ragazzo, gli dona inoltre una collana variopinta, un fuoco che porterà il suo nome. Secondo la Morte, colui che conosce il triplice fuoco, chiamato Naciketa, si unisce coi tre fuochi e compie il triplice sacrificio quotidiano e costui riesce a passare nascita e morte. Chi è ruscito a capire l'essenza del fuoco, raggiunge la pace per sempre. Chi conosce il triplice fuoco Naciketa, e anche la triade degli altri, costruisce l'altare naciketa e gode del mondo celeste. Yama da il fuoco Naciketa a Naciketas, che sarà venerato da genti. -Cosa c'è dopo la morte? Yama vuole che Naciketas cambi l'altra grazia, siccome è un elemento che ha tormentato persino gli Dèi. Yama vuole che non si parli di questo e gli propone la vita eterna ricchezza e donne, ma Naciketas risponde che tutte le cose che sono terrene sono destinate a morire. (A cosa serve la ricchezza, poi, quando ti vedranno?) (A cosa servono le donne se poi domani moriranno?) Seconda Valli Yama introduce due elementi: il bene e il piacere. Il primo porta alla fortuna, il secondo fa perdere lo scopo a chi lo sceglie. Il saggio, avendo esaminato entrambi, sceglie il bene. Lo sciocco accecato dal desiderio, sceglie il piacere, allontanandosi dalla vera felicità. Il saggio riesce a ravvisare il dio che è difficile da percepire, che è penetrato nel mistero, nel arcano: abbandona gioie e dolori. Il mortale che ha compreso questo, staccandosi dai fattori dell'esistenza ha raggiunto questo sottile Atman. Naciketas vuole sapere ciò che la morte considera diverso da tutto. Yama gli rileva "OM", ovvero l'invero del Brahman, rifugio supremo. E chi conosce questo rifugio si esalta nel mondo del Brahman. Questo veggente non vive ne muore e non si uccide: l'Atman è posto nel segreto della creatura. Non è possibile raggiungere l'Atman con l'insegnamento ne con la dottrina. E` L'atman che trasceglie e rivela solo a lui la propria essenza. Non si sa dove risieda, nemmeno Yama lo sa. Terza Valli Similitudine con il carro. E ordine seguente dal più basso al più alto: gli oggetti che determinano sensazioni, mente, ragione, atman, elemento primordiale non evoluto e lo spirito, spirito supremo. Il saggio deve soggiogare ogni elemento sopraelencato, ma far rientrare nel'Atman la ragione. Naciketas, dunque, deve raccontare questo segreto dell'altissimo a tutti i brahmani e nei riti funerari. Quinta Valli Chi controlla le 11 porte, ovvero i corpo, ha il Tat--> realtà suprema. Tanti esempi dell'Atman: cigno, sacerdote figlio delle acque, figlio di una vacca primordiale.. Tutti gli dei onorano quel nano che risiede nell'intimo di ciascuno. Quando il corpo si dissolve, è lo stesso Tat a restare. Naciketas chiede come può raggiungerlo, e si chiede se questo risplende o brilla. Yama risponde che egli è causa del brillare della luna, del sole e delle stelle ma lo risplendere è derivato dalla sua luce. Sesta Valli Chi si risveglia sulla terra prima della dissoluzione del corpo, otterrà un nuovo corpo tra le creature dei mondi celesti, e parallelamente nel mondo del brahman appare l'atman-brahman. La sua forma non si presenta allo sguardo. Può essere solo concepito con la mente, con il cuore e con il pensiero. Coloro che lo riconoscono diventano così immortali. Quando i cinque sensi, la mente e l'intelletto cessano, si raggiunge la meta più alta. Questo fermo dominio dei sensi si chiama Yoga, il quale è il principio di una nuova vita e la fine dei turbamenti derivati dal mondo esterno. Le arterie che sono nel cuore, una di esse esce verso il cranio, risalendo per essa si raggiunge l'immortalità. Naciketas, dopo il dialogo, raggiunse il brahman. Fu libero da passioni e dalla morte. Esortazioni finali con "insieme".

Nagarjuna: la dottrina delle due verità-Madhyamaka-

karika (le stanze del cammino di mezzo)

Nagarjuna, in questo brano, espone la dottrina dei due livelli di verità per rispondere alle critiche che affermavano che l'insegnamento del Buddha fosse vuoto. Egli sostiene che -Se tutto il mondo è vuoto, non esistono nemmeno le 4 nobili verità -Se non esistono le 4 nobili verità, la retta conoscenza, l'eliminazione, la realizzazione e l'esperienza diretta non sono logicamente più possibili -Non esistendo questi 4 momenti, non esistono nemmeno i 4 santi frutti, e non esistendo i frutti, non esistono nemmeno i candidati -La comunità non esiste, se questi 8 personaggi non esistono. Se non esistono le 4 nobili verità, non esiste nemmeno una buona legge. Se non esistono entrambe.. come potrà esserci uno Svegliato? -Affermando la vacuità, tu rifiuti l'esistenza reale dei frutti del male del bene e l'ordine pratico delle cose. Noi ti rispondiamo: Tu non capisci la vacuità. L'insegnamento della Legge da parte degli Svegliati si basa su due verità: la verità relativa del mondo e la verità assoluta. Coloro che non sanno distinguere le due cose, non capiscono la realtà profonda. La realtà assoluta non può essere insegnata, senza appoggiarsi all'ordine pratico delle cose: senza capire la realtà assoluta, non riuscirai mai a raggiungere il Nirvana. La vacuità, mal intesa. manda in rovina l'uomo. La mente dell'Anacoreta si tirò addietro dalla insegnamento della legge....

Nagarjuna: critica dei mezzi di conoscenza.

Nagarjuna, in questo testo critica i pramana, che dovrebbero essere i mezzi che stabiliscono la validità delle conoscenze. Critica la posizione che asserisce che i mezzi di conoscenza sono stabiliti mediante le cose conoscibili e queste sono stabilite a loro volta attraverso i mezzi di conoscenza. Nagarjuna vuole mettere in luce l'illogicità di questo ragionamento: chi produce i mezzi di conoscenza? e le cose conoscibili?=a un fuoco illumina le cose. ma chi è che ha illuminato il fuoco?=se il figlio è prodotto dal padre, il padre è prodotto dal figlio, chi è il produttore? e chi è il prodotto? L'esistenza dei mezzi di conoscenza non è stabilita nè di per se stessa, nè reciprocamente tra di loro, né mediante altri mezzi di cnooscenza, né in dipendenza delle cose conoscibili né senza causa.

I Vaisesikasutra sulla cognizione dell'Irrealtà

In questo testo si dimostra attraverso la cognizione del reale con l'irreale che l'effetto non può preesistere nella causa. La cognizione irreale sorge perché non c'è più la percezione dell'entità passata, a causa del suo ricordo (e.p.), e perché c'è qualcosa che lo contraddice ovvero la sua continuità di esistenza. C'è percezione dell'esistenza in riferimento a ciò che era inesistenza. Questo spiega la negazione a-. Non c'è differenza di significato tra sogg e pred una non entità cioè ciò che non è mai presente non esiste. Vaso. Seconda luna, ciò esclude che la luna abbia un universale. Poichè R e I sono eterogenei, la R e I non possono coesistere nell'effetto prima che sia prodotto.

La relazione tra purusa e prakti nel Samkhya di

Isvarakrsna. (samkhyakarika 56-59)

Conclusione delle Strofe del Samkhya. Rapporto problematico tra purusa e prakti. L'ultimo fa avvenire tutto: legame, rinascita e liberazione e viene correlata ad una danzatrice che si esibisce al pubblico che è lo stesso purusa. La prakti cessa la sua esibizione non appena si accorge di essere stata vista dal pubblico purusa, lasciandolo nel suo isolamento. La prakti avviene per la liberazione di ogni singolo purusa, cioé a vantaggio di un altro. Latte insenziente. L'immanifesto agisce per liberare il purusa. Come la danzatrice che smette di danzare

dopo essersi mostrata al pubblico, così la prakti cessa la sua attività dopo essersi manifestata al purusa. La prakti è provvista di guna, contrariamente alla purusa. La prakti è sensibile. Perciò la purusa non è liberata, né trasmigra, è la prakti ad esserlo. La prakti si lega a sette forme, grazie ad una si libera compiendo il fine del purusa. Nasce la conoscenza: io non sono, nulla è mio... è totale, questa conoscenza è unica e pura. Ottenuta la perfetta conoscenza, la virtù e le altre forme divengono improduttive, tuttavia gli effetti karamici permangono:movimento della ruota. Avvenuta la separazione del corpo e avendo la prakti, il purusa perviene all'isolamento assoluto e definitivo. Questa segreta conoscenza intesa a compiere il fine del purusa e nella quale sono considerate nascita, durata e dissoluzione degli esseri, è stata rettamente esposta dal sommo veggente.

Sankara e la teoria della sovrapposizione (adhyasa)

Non c'è un'identificazione tra il soggetto "io" e l'oggetto "tuo" e i loro rispettivi attributi. Quindi è errato sovrapporli. Tanti esempi di differenti concezioni inerenti al concetto di sovrapposizione. Concondano solo su un punto: la sovrapposizione è il presentarsi degli attributi di una cosa su di un'altra cosa. La madreperla appare come argento. La luna appare doppia. Come mai però al se interiore, che non è considerato come un oggetto, vengano sovrapposti degli oggetti e degli attributi? La risposta è che esso non è un non-oggetto in senso assoluto. L'oggetto della nozione di Io e del Sé interiore è conosciuta in ragione del suo presentarsi immediatamente all'intuizione. Nescienza. Conoscenza. Mezzi di conoscenza non possono operare.....