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Testi libro studiare pedagogia, Appunti di Pedagogia

Testi del libro studiare pedagogia di Giorgio Chiosso

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 28/06/2026

giorgia-passeri-3
giorgia-passeri-3 🇮🇹

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ANTOLOGIE DEI TESTI
1. Teorie dell'istruzione e formazione
T1 -Skinner, L'insegnamento e le contingenze di rinforzo
I membri delle altre specie acquisiscono le loro conoscenze attraverso l'imitazione. Ciò ha un
effetto duraturo quando viene sostenuto da un rinforzo positivo o negativo. Il comportamento
verbale può essere insegnato nello stesso modo. È a disposizione, tuttavia, un rinforzo molto
potente che è il successo: una manipolazione coronata da successo rinforza qualsiasi cosa
facciamo.
T2 -Bruner, come insegnare qualcosa ad un bambino?
Di rilievo nell'apprendimento del bambino non è tanto la scoperta, quanto l'avere un modello. Il
problema dell'insegnamento e dell'utilizzo efficace del materiale scolastico messo a disposizione si
divide in sei sottoproblemi: l'attitudine (il riconoscere che ciò che si apprende costituisce
un'occasione per progredire), la compatibilità (la materia va inserita nel sistema di associazioni e
strutture di riferimento), l'essere attivo (sperimentare attivamente la capacità di risolvere problemi),
la pratica nella capacità strumentali (che si sviluppa grazie all'euristica intesa come
l'apprendimento di scorciatoie), il superamento del problema del nodo scorsoio (il fatto che il
bambino apprende cose di cui però non è ancora in grado di spiegarne a voce il significato), il
trattare il flusso di informazioni così da poterlo usare nella soluzione del problema.
T3 -Glasersfeld, costruttivismo e insegnamento
Nella vita dell'uomo possiamo distinguere due modalità di apprendimento: abitudinario e
concettuale. Nel primo, ci adeguiamo alle consuetudini, nel secondo elaboriamo i significati ed
organizziamo la realtà. Come attivare questo genere di sapere? L'insegnante non deve
innanzitutto presentare verità precostituite ma essere capace di suscitare interrogativi. Devono
saper tradurre la loro materia in repertori didattici multidisciplinari, evitando di esprimersi subito in
"giusto o sbagliato". Occorre poi far parlare gli alunni poiché la comprensione concettuale si basa
sulla capacità di riflessione
T4 -Meireu, il principio cardine della pedagogia differenziata
La differenziazione deve costituire ogni processo di apprendimento. Si possono distinguere diversi
livelli: differenziazione successiva (usare progressivamente strumenti differenziati di modo che
ogni allievo disponga di diverse possibilità per accrescere i suoi livelli di apprendimento),
differenziazione simultanea (distribuire ad ogni allievo un determinato lavoro da svolgere in classe
in rapporto ai suoi bisogni e alle sue possibilità). I saperi devono essere sempre inseriti in un
orizzonte di universalità, considerando però che la cultura si diversifica e si differenzia nel
particolare.
T5 -Gardner, intelligenze multiple ed educazione per tutti
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ANTOLOGIE DEI TESTI

  1. Teorie dell'istruzione e formazione T1 -Skinner, L'insegnamento e le contingenze di rinforzo I membri delle altre specie acquisiscono le loro conoscenze attraverso l'imitazione. Ciò ha un effetto duraturo quando viene sostenuto da un rinforzo positivo o negativo. Il comportamento verbale può essere insegnato nello stesso modo. È a disposizione, tuttavia, un rinforzo molto potente che è il successo: una manipolazione coronata da successo rinforza qualsiasi cosa facciamo. T2 -Bruner, come insegnare qualcosa ad un bambino? Di rilievo nell'apprendimento del bambino non è tanto la scoperta, quanto l'avere un modello. Il problema dell'insegnamento e dell'utilizzo efficace del materiale scolastico messo a disposizione si divide in sei sottoproblemi: l'attitudine (il riconoscere che ciò che si apprende costituisce un'occasione per progredire), la compatibilità (la materia va inserita nel sistema di associazioni e strutture di riferimento), l'essere attivo (sperimentare attivamente la capacità di risolvere problemi), la pratica nella capacità strumentali (che si sviluppa grazie all'euristica intesa come l'apprendimento di scorciatoie), il superamento del problema del nodo scorsoio (il fatto che il bambino apprende cose di cui però non è ancora in grado di spiegarne a voce il significato), il trattare il flusso di informazioni così da poterlo usare nella soluzione del problema. T3 -Glasersfeld, costruttivismo e insegnamento Nella vita dell'uomo possiamo distinguere due modalità di apprendimento: abitudinario e concettuale. Nel primo, ci adeguiamo alle consuetudini, nel secondo elaboriamo i significati ed organizziamo la realtà. Come attivare questo genere di sapere? L'insegnante non deve innanzitutto presentare verità precostituite ma essere capace di suscitare interrogativi. Devono saper tradurre la loro materia in repertori didattici multidisciplinari, evitando di esprimersi subito in "giusto o sbagliato". Occorre poi far parlare gli alunni poiché la comprensione concettuale si basa sulla capacità di riflessione T4 -Meireu, il principio cardine della pedagogia differenziata La differenziazione deve costituire ogni processo di apprendimento. Si possono distinguere diversi livelli: differenziazione successiva (usare progressivamente strumenti differenziati di modo che ogni allievo disponga di diverse possibilità per accrescere i suoi livelli di apprendimento), differenziazione simultanea (distribuire ad ogni allievo un determinato lavoro da svolgere in classe in rapporto ai suoi bisogni e alle sue possibilità). I saperi devono essere sempre inseriti in un orizzonte di universalità, considerando però che la cultura si diversifica e si differenzia nel particolare. T5 -Gardner, intelligenze multiple ed educazione per tutti

L'educazione deve ruotare attorno a tre componenti importanti: la verità, la bellezza e la morale. Essa mira a plasmare un certo tipo di individui ma potrà realizzarsi solo se gli studenti impareranno a comprendere il mondo così com'è stato ritratto da chi l'ha studiato e vissuto. La teoria delle intelligenze multiple può promuovere il comprendere almeno in tre modi: fornendo punti di accesso pertenenti (la prima presentazione che si è data di tema, con la quale si cerca di catturare l'attenzione, resterà impressa nella memoria), offrendo antologie adatte in linea con ciò che si è già conosciuto o compreso, fornendo molteplici rappresentazioni delle idee centrali dell'argomento (ogni argomento può essere riassunto in idee centrali e l'insegnante dovrà considerarsi riuscito nella misura in cui queste idee sono state comprese e possono essere applicate in situazioni nuove. T6 -Sidoli, I neuroni specchio e i processi educativi L’acquisizione di competenza comunicativa e linguistica e la capacità di stabilire relazioni sociali significative siano l’esito di operazioni mentali con base neurali che solo gli uomini sanno fare. I primi esperimenti sui neuroni specchio sono stati sui macachi, nella cui area premotoria esistono circuiti neuronali deputati alla programmazione, controllo, esecuzione di azioni finalizzate. Questi riguardano la mano e la bocca, e si attivano anche quando l’azione sia solo immaginata, da qui il nome neuroni specchio. La differenza tra umani e primati, quindi, è molto sottile ma il sistema dei neuroni specchio dell’uomo possiede proprietà non riscontrabili nelle scimmie: è in grado di selezionare sia il tipo di atto che la sequenza di movimenti che la compongono e non necessita un’interazione diretta con l’oggetto. T7 -Comoglio, L'interdipendenza positiva concetto chiave del cooperative learning Il cooperative learning si differenzia dall'apprendimento di gruppo grazie al fenomeno della interdipendenza positiva, che viene ad istituirsi fra i membri del gruppo, alimentandone il dinamismo cognitivo. È una modalità di relazione che si stabilisce fra le persone di un gruppo in vista di un obiettivo che intendono raggiungere. Deutsch ha sviluppato ulteriormente il concetto di interdipendenza analizzandolo in rapporto a due diverse situazioni: quando gli individui perseguono un obiettivo in modo cooperativo oppure competitivo. Si è dimostrato come la condivisione dell'esperienza sia fattore propulsivo, mentre nella competizione l'interdipendenza può dirsi negativa. In una situazione cooperativa, a fronte di azioni inadeguate di un membro del gruppo, gli altri tendono a compensarne gli effetti. L'impegno estende anche il rapporto umano producendo effetti benefici sulla salute mentale. T8 -Morin, Educare per l'era planetaria L'era planetaria comincia fra la fine del XV secolo e gli inizi del XVI secolo, sviluppandosi attraverso colonizzazione, schiavitù e moltiplicazione delle relazioni fra le differenti parti del globo. È importante conoscere il destino planetario che viviamo ed il pianeta ha sempre più bisogno di spiriti adatti a comprendere i problemi globali: i sistemi di insegnamento tendono però a frazionare conoscenze che dovrebbero essere collegate, occultandone i problemi. Ecco perché è necessario che si tenga conto, nel campo dell'educazione, della coscienza dell'incompiutezza: il pensiero complesso riconosce l'impossibilità e al tempo steso la necessità di una unificazione fra conoscenze.

La teoria sociale dell'apprendimento ha alcuni assunti di fondo: siamo esseri sociali, la conoscenza è un fatto di competenza per tutta una serie di attività apprezzate (come cantare, scoprire leggi scientifiche, scrivere poesie...), conoscere vuol dire partecipare al perseguimento di queste attività, il significato è ciò che alla fine dell'apprendimento deve generale. Sulla base di questi assunti la teoria sia basa sull'apprendimento come partecipazione sociale. Le comunità di pratica fanno parte integrante della nostra vita quotidiana, informali e pervasive. Oggi le società moderne vogliono sempre più indurre l'apprendimento, controllarlo e indirizzarlo ma si evince come risultano ben più promettenti delle soluzioni che coinvolgono gli studenti, garantendo accessibilità delle risorse, partecipazione e identificazione in percorsi di apprendimento. T13 -Schwartz, trasformare il circolo vizioso dell'esclusione in un circolo virtuoso Escludere le persone considerate come poco occupabili, per il loro basso livello di scolarità, è una pratica contraria all'interesse economico e allo sviluppo delle imprese: significa fare della contro-produttività. La nozione di deficit cognitivo è inaccettabile e bisogna comprendere come la competenza non deriva solamente dalla formazione, ma dall'impegno e dai mezzi dati a ciascuno per svilupparla. La sfida è quella di creare delle competenze e dei rapporti di lavoro tali che ogni persona trovi il proprio posto, lottando contro l'esclusione. T14 -Bottani, Come stanno cambiando le modalità di apprendimento? Due fattori sono destinati a trasformare radicalmente l'architettura dell'istituzione scolastica: la diffusione del capitale di conoscenze sul funzionamento della mente e lo sviluppo delle nuove tecnologie dell'informazione, che andranno ad includersi nelle nuove riforme scolastiche. Studi socio-etnografici svolti negli stati uniti hanno messo in luce il passaggio da un atteggiamento prevalentemente consumistico a uno partecipativo e costruttivo. Uno degli aspetti più comuni pare dunque essere l'apparizione di una cultura della partecipazione e delle conoscenze. Per Smith quel che cambia è il concetto di proprietà della conoscenza intesa come patrimonio aperto ed accessibile. Le tecnologie da sole non possono ancora risolvere i problemi della scuola ma se usaste in modo appropriato potrebbero potenziarne le opportunità educative.

  1. Liberals e comunitari T1 -Rawls, la teoria della giustizia come equità Dal punto di vista della giustizia come equità la posizione originaria di eguaglianza corrisponde allo stato di natura della teoria tradizionale del contratto sociale. Poiché in natura ognuno gode di un'identica condizione, i principi di giustizia sono il risultato di un accordo e contrattazione equa. Ma una società che soddisfi i principi della giustizia come equità si avvicina quanto più possibile all'idea di uno schema volontario, poiché soddisfa i principi che individui liberi e uguali accetterebbero in circostanze eque. Una delle caratteristiche è il considerare le parti nella situazione iniziale come razionali e disinteressate. Poiché nella situazione iniziale il benessere di ciascuno dipende da uno schema di cooperazione al di fuori del quale nessuno può condurre una vita soddisfacente, la divisione dei vantaggi deve essere tale da favorire la cooperazione volontaria di ogni partecipante. T2 -Savater, l’etica dell’amor proprio

L’ideale dell’amor proprio si può definire come il trattamento che l’io richiede verso se stesso. La parola trattamento va intesa nel senso di “cura o relazione con qualcosa” ma anche di “patto o transazione”, solo così l’amor proprio può instaurare il potere dell’umano. L’ideale dell’amor proprio seleziona, istituisce delle gerarchie e reinterpreta soggettivamente i valori vigenti, senza assimilarli passivamente. L’ideale è qualcosa che ci reclama e che reclamiamo, quindi è qualcosa che non può mai coincidere con chi siamo e deve darci la possibilità di approssimarci. L’ideale dell’amor proprio è un ideale in perenne formazione e reinterpretazione. T3 -Foucault, come gli uomini hanno sviluppato la conoscenza di sé Si possono considerare quattro tipi di tecnologia, matrice di ragion pratica: le tecnologie della produzione (trasformano gli oggetti, le tecnologie dei sistemi di segni, che ci permettono di far uso di segni/simboli), le tecnologie del potere (regolano la condotta degli individui) e le tecnologie del sé (permettono di eseguire le operazioni su se stessi come la riflessione al fine di raggiungere la felicità). Esse sono associate a una particolare forma di dominio. T4 -Dolto, la prima educazione è incancellabile È molto importante prendere un bambino fra le braccia, ma solo se se ne ha davvero desiderio. È necessario spiegare a un bambino molto piccolo quel che gli succede perché capisce tutto, e quel che non capisce nel momento in cui glielo si dice, lo capisce quando lo vede. La violenza fisica su un bambino non ha nulla a che fare con l'educazione: il bambino non ha la stessa sessualità dell'adulto e per lui qualunque sensazione forte è godimento. Umiliare un bambino significa fargli perdere sicurezza: spesso è il padre a mancare di fierezza e deve servirsi del figlio per stupire gli altri. Dire la verità è indispensabile e permette al bambino di affrontare la realtà. Si educa un bambino attraverso esempi e non attraverso discorsi. T5 -Taylor, prima di che cosa è giusto fare occorre chiedersi che cosa è bene essere Le questioni morali implicano valutazioni forti: giusto/sbagliato, meglio/peggio e sono dipendenti dai nostri desideri ed inclinazioni morali. Le nostre reazioni morali da un lato assomigliano agli istinti, dall'altro sembrano implicare certe visioni della natura e dello status degli esseri umani. -MacIntyre, tradizione e identità. Ciò che un individuo è, è una parte fondamentale di ciò che ha ereditato. Egli si ritrova inserito in una storia ed è portatore di una tradizione. La mancanza di giustizia, veridicità o coraggio corrompe le tradizioni. Riconoscere questo significa riconoscere la virtù di avere un senso adeguato delle tradizioni cui si appartiene. T6 -Maclntyre, tradizione e identità La storia della mia vita è sempre inserita nella storia delle comunità da cui traggo la mia identità. Il possesso di un’identità storica e il possesso di un’identità sociale coincidono. Le tradizioni vengono trasmesse e modificate attraverso pratiche particolari, implicano una discussione di valori il cui perseguimento fornisce alla tradizione il suo senso e scopo particolari. Quando un’istituzione è portatrice di una tradizione di pratiche la sua vita comune sarà costituita dalla discussione su che cos’è e cosa dovrebbe essere. Una tradizione vivente è una discussione che si estende nella storia e si incarna nella società. Le tradizioni si mantengono attraverso l’esercizio e le discussioni

capire chi sono e solo in questo modo possiamo pensare a risposte possibili alle domande su come vivere insieme. Ragionare sulla realtà significa imparare a distinguere, conoscendo la storia. T3 -Montessori, costruire la pace è opera dell'educazione La pace è una meta che si può raggiungere solo attraverso un accordo che può essere uno sforzo immediato senza violenza oppure uno sforzo prolungato volto a costruire stabilmente l'unione fra uomini. Se evitare i conflitti è compito della politica, costruire la pace è opera dell'educazione. Tutti noi formiamo un solo organismo, l'"umanità organismo", una super costruzione in cui viviamo. All'interno ci sentiamo dotati di super poteri (volare, guardare nei cieli...) e possiamo considerarsi cittadini dell'universo. Abbiamo oltrepassato i limiti puramente naturali ma è necessario che l'uomo venga educato a tale grandezza, venga reso degno della sua potenza. Invece egli si ritrova nelle stesse condizioni del passato: è rimasto psicologicamente immutato, non comprende le responsabilità che derivano dal destino di cui dispone. Non è progredito rispetto all'ambiente esterno. Per questo occorre tornare indietro, rifarsi al bambino e tal proposito occorre che la società stessa riconosca pienamente i diritti sociali del bambino. T4 -Brezinka, crisi di orientamento, crisi dei valori, crisi dell'educazione La crisi dei valori provoca anche una crisi nell'educazione: nessuno può educare se non riconosce dei valori. L'abilità, intesa come insieme delle caratteristiche positive, è il fine più generale dell'educazione. Chi si occupa di educazione deve far di tutto perché le nuove generazioni acquisiscano e conservino le caratteristiche di personalità che vengono giudicate positive. I buoni sentimenti devono essere richiesti e sostenuti dalla società. T5 -Pellery, dimensioni e fattori di educazione del carattere Lo sviluppo morale di un giovane viene riletto come sviluppo del carattere in tre direzioni: capacità di cogliere il bene, capacità di amare il bene e capacità di essere costante nella ricerca del bene. Tale sviluppo deriva da tre fattori:

  1. Fattore cognitivo: comporta lo sviluppo di consapevolezza delle dimensioni morali, di un orientamento generale dell’agire, di una competenza di ragionamento, di una capacità di decisione riflessa e di una autocoscienza morale
  2. Fattore affettivo: comporta lo sviluppo di sensibilità specifica per fare ciò che si ritiene giusto, di un costante rispetto per se stessi, di atteggiamenti empatici, di un amore per il bene e di un grado di umiltà (disponibilità a riconoscere le proprie debolezze morali)
  3. Fattore comportamentale: comporta lo sviluppo di competenza nel saper ascoltare, di una volontà realizzatrice e di abiti morali come disposizioni interne per rispondere alle situazioni in forma moralmente buona. T6 -Kohlber, educazione morale e moralità universale Il mio punto di vista, che sosteneva che lo studio dello sviluppo morale poteva accrescere e favorire la filosofia morale, era basato sulla filosofia di Dewey. Il primo lavoro empirico in questa direzione fu compiuto da Piaget nel 1932 che condusse a due grandi scoperte. Il bambino è un filosofo e la filosofia del bambino si sviluppa attraverso stadi. Essere filosofo significa interessarsi

dello spazio, del tempo, della casualità, dalla realtà. Passare attraverso gli stadi significa riportare trasformazioni qualitative nella propria visione del mondo e nella propria filosofia personale. Gli stati di Piaget erano: premorale, rispetto per l'autorità adulta, morale di cooperazione e rispetto fra pari. Si analizzavano bambini dai 3 agli 11 anni. I problemi che si sollevarono riguardavano il relativismo cultura e dello sviluppo morale, l'incertezza che lo stadio più alto sia di conseguenza il migliore e il ruolo dell'autorità nell'insegnamento dell'educazione morale. T7 -Heckman, l’importanza dei character skills Il ruolo dei charecter skills è universalmente riconosciuto. Le abilità cognitive e caratteriali sono soggette a miglioramento e si modificano nel corso del tempo, queste rendono gli individui più liberi di trasformare la propria vita e di far posto sempre a nuove e ulteriori competenze. La strategia più efficace per promuovere lo sviluppo umano è riconducibile a tre fatti: il ruolo centrale della famiglia, il requisito delle molteplicità delle competenze e il processo tecnologico delle competenze. La prima infanzia riveste un’importanza fondamentale per l’acquisizione delle abilità che consentono la realizzazione integrale del potenziale umano. Lo sviluppo umano si svolge come processo dinamico segnato dal binomio nature/nurture sin dal grembo materno. L’istruzione scolastica incide sulle abilità cognitive e caratteriali, che hanno la stessa importanza nello sviluppo, si fertilizzano a vicenda.

  1. L'educazione della persona T1 -Maritain, come sviluppare l'intelligenza umana Le disposizioni fondamentali da favorire nel fanciullo sono: l'amore per la verità, l'amore del bene e della giustizia e la semplicità e apertura nei riguardi dell'esistenza. Quarta disposizione riguarda poi il senso del lavoro ben fatto: un rispetto per il lavoro da fare e un senso di lealtà e responsabilità nei suoi riguardi. Quinta disposizione riguarda il senso di cooperazione. La cosa più importante resta la percezione intellettuale ma questa non si impara. La via attraverso cui si manifesta è quella della percezione dei sensi e dell'esperienza sensibile, dell'immaginazione, che deve essere tenuta aperta all'insegnante. Lo spirito che anima l'insegnamento ha qui una importanza decisiva: il maestro deve preoccuparsi di vedere ciò che è per poter aiutare il potere d'intuizione a destarsi e consolidarsi nella mente dello studente. T2 -Giussani, liberare i giovani dalla schiavitù mentale dell'omologazione Nel momento educativo dell'adolescenza, età di verifica, le linee metodologiche da tenere sono: ipotesi di senso totale della realtà, una ben precisa e reale autorità, la sollecitazione a un impegno personale di verifica e l'accettazione del crescente rischio del confronto fra ipotesi e realtà. Al termine del processo educativo l'adolescente si avvia alla fase matura della gioventù. Il grande problema della società è educare i giovani e la prima preoccupazione di un educatore dovrebbe essere quella di educare il cuore dell'uomo così come Dio l'ha fatto. Per educare occorre proporre adeguatamente il passato e la tradizione. Esso può essere proposto solo se è presentato dentro un vissuto presente che ne sottolinei la corrispondenza con le esigenze del suo cuore. La vera educazione inoltre deve essere critica ovvero occorre saper rendersi conto delle cose. T3 -Stein, l'empatia
  1. La pedagogia e il corpo insegnante possono avere la funzione perniciosa solo in virtù di una certa teoria dell’apprendimento T9 -Zambrano, la mediazione del maestro Ogni essere umano che crea e fa qualcosa è mediatore: padre e madre sono mediatori per eccellenza, attraverso di essi la vita e la cultura continuano. Il filosofo, il saggio e l’artista sono mediatori perché trasmettono verità, scienza e bellezza attraverso l’opera. La mediazione esercitata dal maestro ha un’ultima specificità che si riferisce all’essere vivente. Il maestro è mediatore rispetto all’essere mentre cresce e si integra, è mediatore tra il sapere e l’ignoranza, tra la luce della ragione e la confusione iniziale dell’uomo. Il maestro dell’essere umano, finché questi è un essere che cresce, deve fare discendere sulla ragione bene e verità, armonia e ordine e fondamenti della bellezza giustamente in funzione dell’essere.