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Tintoretto e Analisi delle opere - Appunti Approfonditi, Appunti di Elementi di storia dell'arte ed espressioni grafiche

Tintoretto e Analisi delle opere - Appunti Approfonditi: Miracolo dello schiavo, Ultima cena e confronto con Leonardo Da Vinci, La Crocifissione.

Tipologia: Appunti

2022/2023

In vendita dal 13/06/2023

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TINTORETTO
Miracolo dello schiavo
Descrizione. A terra nudo si trova uno schiavo in
attesa del martirio. L’uomo è stato condannato per
aver venerato le reliquie del Santo. Il martirio
prevede l’accecamento e la rottura degli arti
tramite punte di metallo e pesanti mazze. San Marco
dall’alto interviene rendendo inservibili gli strumenti
del martirio. San Marco sembra lanciarsi verso la
scena mentre i personaggi in basso reagiscono con
grande sorpresa. Gli uomini assumono posizioni molto espressive e sembrano
sconvolti dal miracolo.
Lo stesso padrone dello schiavo, seduto in alto a destra, sembra spaventato infatti
apre le braccia in segno di incredulità.
La folla accorsa per assistere al martirio è composta da molti uomini che indossano
ampie vesti orientali. La scena è ambientata in uno spazio dalle architetture
classicheggianti.
Lo stile. Tintoretto è considerato il principale artista del Manierismo Veneto.
La luce. Caratterizzante è l’uso descrittivo della luce. Infatti, l’artista utilizzò i
colori chiari per disegnare le figure e staccarle dai fondi scuri. I contrasti di
luminosità sono forti e permettono di accentuare il volume delle figure.
Lo spazio. La scena viene rappresentata come se fosse una scenografia teatrale.
L’azione sembra svolgersi sul palcoscenico di un teatro: la folla è delimitata a
sinistra dalle colonne e a destra dall’alta pedana dove siede il padrone.
Composizione. Gli spettatori, stupiti e spaventati, sono disposti lungo due linee
diagonali che si incontrano al centro dove giace il corpo dello schiavo, visto di
scorcio (come in Paolo Uccello).
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TINTORETTO

Miracolo dello schiavo

Descrizione. A terra nudo si trova uno schiavo in attesa del martirio. L’uomo è stato condannato per aver venerato le reliquie del Santo. Il martirio prevede l’accecamento e la rottura degli arti tramite punte di metallo e pesanti mazze. San Marco dall’alto interviene rendendo inservibili gli strumenti del martirio. San Marco sembra lanciarsi verso la scena mentre i personaggi in basso reagiscono con grande sorpresa. Gli uomini assumono posizioni molto espressive e sembrano sconvolti dal miracolo. Lo stesso padrone dello schiavo , seduto in alto a destra, sembra spaventato infatti apre le braccia in segno di incredulità. La folla accorsa per assistere al martirio è composta da molti uomini che indossano ampie vesti orientali. La scena è ambientata in uno spazio dalle architetture classicheggianti. Lo stile. Tintoretto è considerato il principale artista del Manierismo Veneto. La luce. Caratterizzante è l’uso descrittivo della luce. Infatti, l’artista utilizzò i colori chiari per disegnare le figure e staccarle dai fondi scuri. I contrasti di luminosità sono forti e permettono di accentuare il volume delle figure. Lo spazio. La scena viene rappresentata come se fosse una scenografia teatrale. L’azione sembra svolgersi sul palcoscenico di un teatro : la folla è delimitata a sinistra dalle colonne e a destra dall’alta pedana dove siede il padrone. Composizione. Gli spettatori , stupiti e spaventati, sono disposti lungo due linee diagonali che si incontrano al centro dove giace il corpo dello schiavo , visto di scorcio (come in Paolo Uccello).

Ultima cena

Descrizione. La stanza nella quale si svolge la scena sembra essere l’interno di un’osteria. Lungo un lato della lunga tavola sono distribuiti Cristo e gli apostoli. Intorno a loro si affrettano a servire i domestici mentre sul soffitto aleggiano figure di angeli incorporei (come quello di Bellini). Lo stile. La rappresentazione dei personaggi è realizzata con zone di colore uniforme molto contrastanti tra luce e ombra. Infatti, le luci non descrivono i volumi. Le figure poi assumono posture quasi di carattere teatrale. Il colore e l’illuminazione. Le forme sono modellate con un deciso chiaroscuro. Troviamo 3 fonti di illuminazione : quella data dalla lampada che brucia in alto a cui si aggiungono anche le aureole intorno al capo di Cristo più intensa e a quelli degli apostoli meno intensa. I colori sono tendenzialmente freddi. In quest’opera si contrappone la luce artificiale , che illumina tutto l’ambiente, e la luce divina , che illumina gli angeli ma che nessuno vede (come nel Bellini). Lo spazio. L’interno della stanza è descritto a livello spaziale dal lungo tavolo. La composizione. La struttura compositiva del dipinto Ultima Cena di Tintoretto è molto diversa da quella tradizionale. Solitamente, infatti, la tavola è posta frontalmente , parallela al fronte del dipinto. Qui il tavolo è posizionato a sinistra del dipinto e obliquo. Anche la figura di Gesù , in questo caso, non si trova al centro del dipinto. Nelle interpretazioni tradizionali, poi, gli apostoli sono seduti ai lati o intorno al Messia, al contrario della rappresentazione di Tintoretto. Prospettiva. Il punto di vista inoltre pone l’osservatore più in alto rispetto alla scena. Infine, la composizione è fortemente asimmetrica.