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Tintoretto Veronese Palladio Carracci
Tipologia: Appunti
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Tintoretto
Jacopo Robusti detto Tintoretto, nato a Venezia. Non esclude la lezione Fiorentina, riesce a rimescolare le carte e fa delle cose nuove. Le sue diagonali sono pazzesche e gli scorci particolari. Nel Miracolo dello schiavo del 1548 San Marco salva uno schiavo condannato per essere stato in pellegrinaggio alla sua tomba spezzando gli strumenti di tortura. Tintoretto ama i toni scuri, faceva tutte tele con soggetti religiosi. Nel ritrovamento del corpo del Santo (San Marco), la scena narra del Trafugamento del corpo di San Marco da Alessandria d’Egitto da parte di due mercanti Veneziani che lo portarono nella loro città. I toni sono scuri e i contrasti di luce creano dei guizzi compositivi, l’idea scenografica è altissima e ci sono diagonali su diagonali.
Paolo Veronese
Se Tintoretto ama i toni scuri, Veronese ama i toni chiari. Veronese era un pittore della società laica Veneziana e nei suoi quadri non c’è drammaticità. Le diagonali piacciono anche a Veronese ma sono diverse da Tintoretto. È un manierismo razionato, colto e dinamico. Le donne sono molto Venete, molto morbide di aspetto aristocratico. Veronese ha un ritmo più classico le donne sono donne contadine venete e abbondanti, non sono sensuali. Veronese è molto diverso da Tintoretto anche se entrambi sono del ‘500. Fa un ciclo dedicato alle cene religiose (nozze di Cana) e fa un grande uso della luce e tutto è chiaro.
Andrea Palladio
È un cinquecentista architetto veneto, lavora nell’entroterra veneto e rivoluziona l’architettura facendo nuove strutture e architetture. Palladio riorganizza gli spazi chiusi, fa delle cose su un reticolato urbano già tracciato, uno sviluppo di un asse centrale e le facciate sono quasi sempre tripartite. Nella Villa Barbaro a Maser, Palladio completa la parte architettonica della villa e tre anni dopo Paolo Veronese ne arricchiva gli interni con un ciclo di affreschi.
Carracci (Annibale, Agostino e Ludovico)
Voliamo nel 600 ed entriamo nel Barocco con i Carracci. Nel 1582 a Bologna abbiamo Ludovico Carracci che diresse a lungo l’Accademia dei Carracci; era l’accademia del Naturale che serviva per restituire un contatto con la religiosità popolare. Lui dice si al disegno dal vero e non solo al colore. Nel 1551 fa la Sacra Famiglia con San Francesco. I punti di luce sono usati in un altro modo per collegare i gesti e gli sguardi; c’è un sentimento religioso più affettivo. Quindi si ha un inizio del Barocco e con il naturale si ha il contatto con il sentimento popolare religioso, invece il Manierismo è troppo distante dal popolo. I Carracci studiano il disegno dal vero e il colore, la composizione è tutta in avanti e la luce va sul punto centrale. Agostino Carracci fa l’Ultima comunione di San Girolamo dove tutto è naturale e descrittivo. Annibale Carracci, la Crocifissione. Nella bottega del macellaio egli mette in scena un’immagine profana (un po’ grottesca) che rappresenta il popolo che ci si riconosce. Poi va a Roma e lavora nella volta della galleria di Palazzo Farnese dove c’è un mix di natura morta e figure naturali; non c’è profondità prospettica, tutto è spinto in avanti e il punto di vista è ravvicinato. Nella volta c’è un mix tra quadrature e quadri riportati. Il quadro riportato, si fa un quadro sulla tela a cavalletto e poi si riporta al soffitto quindi la prospettiva è diversa perché non corrisponde al soffitto. (Michelangelo invece nella Cappella Sistina era a soffitto). La quadratura invece è una cosa simile al quadro riportato, ma è incorniciato. Nel Barocco c’è la totale riscoperta della classicità e nella Fuga in Egitto (1603) la natura è idealizzata e diventa emblema della bellezza. Il classicismo è qui e la natura diventa soggetto della pittura. Per la prima volta nella storia non ci sono le figure a dominare la scena, ma il paesaggio.