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Lezione 1 di Tipologia Linguistica
Tipologia: Appunti
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Quello che la tipologia linguistica fa è contrastare (mettere a confronto) le lingue e la linguistica e la tipologia linguistica cerca proprio da quel confronto (contrasto) di astrarre dei principi universali sul linguaggio umano. In linguistica si parte dall’osservazione di alcuni dati linguistici. Prendiamo degli esempi da alcune lingue: Tutte queste lingue hanno strutture sintattiche diverse La tipologia linguistica è lo studio e la comparazione sistematica delle lingue e delle strutture del linguaggio. Il primo linguista a coniare il termine “Tipologia” fu Von der Gabelentz , il quale argomentò che la classificazione delle lingue su base genealogica non doveva essere equiparata alla classificazione delle lingue sulla base dei tipi linguistici. La classificazione delle lingue veniva fatta su base di rapporti di parentela e quindi in questo tipo di classificazione genealogica: si osservavano solo cose simili perché avendo un origine comune ovviamente le lingue che discendevano avevano mantenuto dei tratti comuni (tutte le lingue romanze che derivano dal latino hanno un ordine sintattico SVO). Un linguista però argomentò dicendo che non andava bene perché non esistono solo famiglie di lingue ma soprattutto ci sono caratteristiche comuni a lingue che appartengono a famiglie molto diversi. CLASSIFICAZIONE GENEALOGICA= riguarda questi legami di parentela fra le lingue CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA= non importa del livello di parentela tra una lingua ed un'altra. In realtà è incuriosita sul fatto che due lingue molto distanti, condividano alcune caratteristiche perché questo ci dice qualcosa sull’universalità del linguaggio umano. La Tipologia linguistica prende slancio definitivo nella sua forma moderna con l’innovativa ricerca di Joseph Greenberg (Universals of Language) che nel 1963 pubblica un’opera seminale per questo nuovo settore della linguistica. Greenberg dice che l’importanza del cambiamento linguistico, di cui è messa in rilievo la portata universale del linguaggio. La lingua cambia: questo è un processo naturale. Oltre al cambiamento sincronico(attuale,corrente), la lingua cambia anche nella dimensione temporale→ diacronica(Nel tempo → Diacronia ). Quello che inizialmente i linguisti fanno è l’analisi della classificazione della lingua nel tempo( diacronia ). L’italiano e le sue lingue sorelle “italo-romanze” arrivano da molto lontano, nello spazio e nel tempo. Questo è il risultato di lunghi e ampi processi migratori di un antica popolazione euroasiatica ovvero i cosiddetti Indoeuropei (perdono stanzialità e si diffondono sul grande territorio tra l’Europa e L’Asia). Es. Dal proto-indoeuropeo arriva l’Italico, dopodichè il Latino Falisco, muore il Falisco e si sviluppa il Latino per poi svilupparsi le lingue romanze
Dall’Indoeuropeo c’è tutto un rapporto geneaologico di parentela con tutte le altre famiglie ma nel nostro caso si sviluppa: INDOEUROPEO → Italico → Falisco → Latino → Lingue Romanze. Le lingue romanze si sviluppano dal latino volgare (no classico) , fino al romanzo continentale, poi il romanzo italo occidentale, proto italiano, i cosiddetti dialetti italiani. Sul toscano ad un certo punto abbiamo standardizzato l’italiano che è la lingua ufficiale dell’italia. Al contrario, la tipologia linguistica è lo studio e la comparazione sistematica delle lingue e delle strutture del linguaggio. Consente lo studio delle differenze e delle somiglianze strutturali tra le lingue. La tipologia linguistica è lo studio e l’interpretazione dei tipi(linguistici) ovvero lo studio e l’interpretazione dei tipi di sistemi linguistici (quali sono in astratto le possibilità sistematiche del linguaggio umano nella sua espressione). La tipologia linguistica può essere sia sincronica (studia la comparazione dei sistemi linguistici contemporanei) e sia diacronica ( valuta la comparazione di questi tipi di sistemi nel tempo e nei vari stadi del loro sviluppo storico) NESSUN RAPPORTO DI PARENTELA. La comparazione tipologica può partire da uno o più livelli di analisi linguistica: Fonologico= dice da un ponto di vista fonologico quali sono i tipi di sistemi fonetici Morfologico= Sintattico= quali sono tutti i possibili tipi di sistemi degli ordini sintattici Semantico= Pragmatico= La tipologia può fare lo studio individuale di tipi a tutti questi livelli ma può anche cercare di metterli insieme. C’è una correlazione di tipi. Es. nelle lingue che hanno un sistema SVO , la predizione tipologica è che tutte le lingue che sono SVO sono lingue che hanno le preposizioni (Il libro di Maria). Tutte le lingue che hanno il sistema VSO , queste lingue hanno le post post-posizioni ovvero lingue che direbbero (il libro Maria di). Possiamo vedere questi tipi fonologici morfologici e sintattici siano coerenti quindi se c’è “x” ci sara “y”, se c’è “a” in fonetica, ci sarà “b” in morfologia. Questo è il tentativo cioè di trovare delle generalizzazioni sistematiche di tipi di sistemi linguistici. Se vogliamo formulare delle ipotesi sull’unità(universalità), diversità, potenzialità e limiti del linguaggio umano dobbiamo capire di cosa è capace il linguaggio umano. Questa è la domanda tipologica, dobbiamo individuare dei tipi generali del linguaggio, cioè di tutte le sue possibilità strutturali ed espressive. Solo questo ci permette di capire cosa sia il linguaggio stesso. Non ci interessa di conoscere lo spagnolo, francese ecc ma ci interessa capire cosa, tutte queste lingue, ci dicono complessivamente sulla capacità umana di parlare cioè di esprimersi attraverso il linguaggio. Per rispondere a cosa sia il linguaggio umano non è sufficiente studiare una sola lingua ma dobbiamo prendere in considerazione tutte le lingue (maggior numero di lingue) e, una volta messe a confronto, estrarne i principi generali ed universali che caratterizzano il linguaggio