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L'Inghilterra nel XVI Secolo: Umanesimo, Riforma e la Nascita di un'Identità Nazionale, Sintesi del corso di Letteratura Inglese

parte storica, Utopia e More, Tyndale

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 05/07/2020

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TRA UMANESIMO E RIFORMA: LA FUCINA DELLA GRANDEZZA
Il XVI secolo fu per l`Inghilterra il secolo più sconvolgente dopo la conquista normanna. Fu il secolo ricco di
eventi cruciali, sia dal punto di vista politico, quello religioso, sociale, economico e letterario. Il
Cinquecento fu linizio esplosivo di tutto: della sua identità nazionale, linguistica, della letteratura, politica,
economia e della sua espansione mondiale.
A partire dal 1558 I sovrani Tudor con la propria corte trasformarono gli svantaggi e vari rischi nella loro
maggiore fortuna. Si trattava di raggiungere una indipendenza, di unificare isola attraverso il Galles, la
Scozia e lIrlanda. Fu così che Enrico VIII dichiarò lIndipendenza della Corona inglese dalla Santa Sede e si
proclamò il Capo Supremo della chiesa dInghilterra con un atto di Supremazia del 1534. Egli fece luso
delle idee riformiste di Martin Lutero per appropriarsi delle ricchezze ecclesiastiche e per affermare il
potere assoluto del suo regno. La Riforma in Inghilterra distrusse tradizioni e fece decollare un nuova
cultura politica e letteraria.
UTOPIA
‘Utopia” 1516 è una parola coniata sul suolo inglese da Thomas More. È il titolo della sua opera più nota,
che vuol significare “non-luogo” o “luogo del bene”: “ou”=senza, “eù”=bene, “tòpos”=luogo: è il nome
dell’isola visitata da Raphael Hythlodoeus in una località indefinita del Nuovo Mondo. Un’isola che
contiene 54 città-stato, tutte magnifiche, identiche nella lingua, tradizioni, costumi e leggi. More qui
stabilisce la sede di una Stato ideale dove non esistono proprietà privata, né denaro, dove la guerra è
sconosciuta e tutti lavorano 6 ore al giorno, dove la famiglia condivide beni e figli con la comunità e non
c’è posto per l’ambizione personale o il conflitto politico, ma le principali caratteristiche di Utopia sono
uniformità, la giustizia, sane relazioni sociali e abbassamento dell’aggressività dell’io. Utopia serve a
stanare i vizi del reale e rappresenta per lo stesso More quello che la società ideale dovrebbe essere. Nel
primo dei 2 libri, il dialogo fra il troppo integro Raphael Hythlodoeus (dotto in nonsenso) e un raffinato
Morus (matto), mette in luce i dubbi sul pericolo che l’abolizione della proprietà privata costituisce per il
possesso interiore dell’individuo. Tale dialogo mette in scena il dilemma cruciale dell’umanesimo europeo:
“può il sapere agire sulla prassi civile?” “può il sapiente avere un ruolo nella vita politica del suo paese?”,
un dilemma che assume una forma concreta nel 1516 quando Enrico VIII offrì a More l’incarico di Lord
Chancellor = la carica più importante del governo. Furono infatti proprio questi anni che segnarono il
passaggio dal More umanista a More teologo e polemista.
L’umanesimo che fu importato in Inghilterra dall’Italia, fu soprattutto grazie a William Grocyn e Thomas
Linacre, grazie ai quali nell’università di Oxford furono inseriti lo studio della letteratura greca, della
filosofia e delle scienze. Inoltre, c’è da precisare che, More fu il promotore del cristianesimo che avrebbe
costituito un riferimento fondamentale per il futuro sviluppo della cultura laica e religiosa di tutta l’Europa.
Quando Martin Lutero fu scomunicato, il programma di rivitalizzazione del cristianesimo da suo interno si
era trasformato in un attacco dall’esterno.
Lutero non rimase passivo e pubblicò “La prigionia di Babilonia”, un trattato in latino indirizzato a un clero
colto in cui proponeva liberazione della spiritualità della Chiesa cattolica e respingeva la validità di tutti i
sacramenti, tranne battesimo e l’eucarestia. Per Lutero, la grazia, salvezza nell’aldilà è concessa da Dio solo
a un certo numero di eletti, indipendentemente dai meriti, la teoria, definita da Calvino, predestinazione.
Quest’ultima prevedeva una distribuzione uguale a tutti gli individui della salvezza e toccava al singolo
individuo farne buon uso. Per i cattolici invece, questa si guadagnava attraverso le opere buone.
Le tesi che maggiormente interessavano More erano quelle di domandarsi se la volontà umana era libera e
se l’uomo poteva scrivere il proprio destino. Egli, pur condividendo con Lutero la necessità di una riforma,
temeva la disobbedienza civile e la frammentazione dell’Europa cristiana, poiché per egli l’unità del
cristianesimo e il sistema giuridico garantiti dalla Chiesa cattolica andavano difesi a tutti i costi.
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TRA UMANESIMO E RIFORMA: LA FUCINA DELLA GRANDEZZA

Il XVI secolo fu per l`Inghilterra il secolo più sconvolgente dopo la conquista normanna. Fu il secolo ricco di eventi cruciali , sia dal punto di vista politico, quello religioso, sociale, economico e letterario. Il Cinquecento fu l’inizio esplosivo di tutto: della sua identità nazionale, linguistica, della letteratura, politica, economia e della sua espansione mondiale. A partire dal 1558 I sovrani Tudor con la propria corte trasformarono gli svantaggi e vari rischi nella loro maggiore fortuna. Si trattava di raggiungere una indipendenza , di unificare isola attraverso il Galles, la Scozia e l’Irlanda. Fu così che Enrico VIII dichiarò l’Indipendenza della Corona inglese dalla Santa Sede e si proclamò il Capo Supremo della chiesa d’Inghilterra con un atto di Supremazia del 1534. Egli fece l’uso delle idee riformiste di Martin Lutero per appropriarsi delle ricchezze ecclesiastiche e per affermare il potere assoluto del suo regno. La Riforma in Inghilterra distrusse tradizioni e fece decollare un nuova cultura politica e letteraria. UTOPIA ‘Utopia” 1516 è una parola coniata sul suolo inglese da Thomas More. È il titolo della sua opera più nota, che vuol significare “non-luogo” o “ luogo del bene”: “ou”=senza, “eù”=bene, “tòpos”=luogo: è il nome dell’isola visitata da Raphael Hythlodoeus in una località indefinita del Nuovo Mondo. Un’isola che contiene 54 città-stato, tutte magnifiche, identiche nella lingua, tradizioni, costumi e leggi. More qui stabilisce la sede di una Stato ideale dove non esistono proprietà privata, né denaro, dove la guerra è sconosciuta e tutti lavorano 6 ore al giorno, dove la famiglia condivide beni e figli con la comunità e non c’è posto per l’ambizione personale o il conflitto politico, ma le principali caratteristiche di Utopia sono uniformità, la giustizia, sane relazioni sociali e abbassamento dell’aggressività dell’io. Utopia serve a stanare i vizi del reale e rappresenta per lo stesso More quello che la società ideale dovrebbe essere. Nel primo dei 2 libri, il dialogo fra il troppo integro Raphael Hythlodoeus (dotto in nonsenso) e un raffinato Morus (matto), mette in luce i dubbi sul pericolo che l’abolizione della proprietà privata costituisce per il possesso interiore dell’individuo. Tale dialogo mette in scena il dilemma cruciale dell’umanesimo europeo: “può il sapere agire sulla prassi civile?” “può il sapiente avere un ruolo nella vita politica del suo paese?” , un dilemma che assume una forma concreta nel 1516 quando Enrico VIII offrì a More l’incarico di Lord Chancellor = la carica più importante del governo. Furono infatti proprio questi anni che segnarono il passaggio dal More umanista a More teologo e polemista. L’umanesimo che fu importato in Inghilterra dall’Italia, fu soprattutto grazie a William Grocyn e Thomas Linacre , grazie ai quali nell’università di Oxford furono inseriti lo studio della letteratura greca, della filosofia e delle scienze. Inoltre, c’è da precisare che , More fu il promotore del cristianesimo che avrebbe costituito un riferimento fondamentale per il futuro sviluppo della cultura laica e religiosa di tutta l’Europa. Quando Martin Lutero fu scomunicato, il programma di rivitalizzazione del cristianesimo da suo interno si era trasformato in un attacco dall’esterno. Lutero non rimase passivo e pubblicò “ La prigionia di Babilonia”, un trattato in latino indirizzato a un clero colto in cui proponeva liberazione della spiritualità della Chiesa cattolica e respingeva la validità di tutti i sacramenti, tranne battesimo e l’eucarestia. Per Lutero, la grazia, salvezza nell’aldilà è concessa da Dio solo a un certo numero di eletti, indipendentemente dai meriti, la teoria, definita da Calvino , predestinazione. Quest’ultima prevedeva una distribuzione uguale a tutti gli individui della salvezza e toccava al singolo individuo farne buon uso. Per i cattolici invece, questa si guadagnava attraverso le opere buone. Le tesi che maggiormente interessavano More erano quelle di domandarsi se la volontà umana era libera e se l’uomo poteva scrivere il proprio destino. Egli, pur condividendo con Lutero la necessità di una riforma, temeva la disobbedienza civile e la frammentazione dell’Europa cristiana, poiché per egli l’unità del cristianesimo e il sistema giuridico garantiti dalla Chiesa cattolica andavano difesi a tutti i costi.

L’avversario di More non fu però Lutero, bensì l’inglese William Tyndale. Tyndale si laureò a Oxford e arrivò a Londra con la speranza di produrre una Bibbia inglese che “anche un aratore potesse capire”. La traduzione dei testi sacri di Tyndale incominciò ad essere identificata con la causa luterana, per cui la richiesta di Tyndale fu respinta. Tyndale quindi si recò all’università di Wittenberg dove conobbe Lutero e inizia ad essere un suo fedele. Nel 1526 completa la prima traduzione del Nuovo Testamento in inglese, ma Enrico, che rimaneva fedele alla Chiesa cattolica, annuncia le pene severe che i seguaci delle falsa e corrotta traduzione di Tyndale. Tali misure si rivelano però impotenti di fronte alla forza di un nuovo strumento di diffusione delle idee e della cultura, per cui il Nuovo Testamento continua a essere stampato a Aversa e distribuito clandestinamente in Inghilterra. Il Nuovo Testamento fu tradotto direttamente dall’originale greco e fu scritto da Tyndale in un inglese semplice e diretto. Fu proprio Tyndale a lanciare nuovi neologismi come passover- passaggio e la traduzione di ekklesia come congregation piuttosto che con church. In queste innovazioni More vedeva una chiara marca luterana. Il dibattito di More e Tyndale è stato definito la classica controversia della Riforma, vista come una guerra linguistica che si trasformerà in una vera e propria guerra civile. Tyndale fu giustiziato per l’eresia nel 1536 , ma il suo Nuovo Testamento continuò ad essere letto e la traduzione della Bibbia venne autorizzata dallo stesso Enrico nel 1537. A dividere More e Tyndale fu proprio l’interpretazione del potere del sovrano. Infatti però quando Tyndale pubblicò “The Obedience of a Christen Man” 1528 egli non era sostenitore della supremazia del sovrano, ma la difese al scopo di affermare la massima supremazia: la sua interpretazione della parola scritta di Dio, poiché affermava che disobbedire alle leggi del clero non significava disobbedire alla legge di Dio. Enrico fu attratto da teoria che lo liberava dalla sottomissione alla regola ecclesiastica però Tyndale non assecondò mai il divorzio del re e per tale rifiuto pose il sigillo sulla sua vita. Infatti, Enrico voleva a tutti i costi divorziare da Caterina d’Aragona poiché quest’ultima non aveva dato alla luce un erede maschio, e voleva sposare Anna Bolena. Il papa Clemente VII non accettò infatti tale divorzio, poiché era un alleato della figlia di Ferdinando e Isabella. La corte di Enrico quindi si divise: la un lato era una fazione filocattolica di Caterina e, dall’altro una filoluterana di Bolena. Vediamo che quindi l’Inghilterra divenne una nazione protestante per motivi dinastici. Enrico, grazie all’aiuto di arcivescovo Cranmer , privò il clero di tutti i diritti acquisiti dei secoli e fece perdere al clero ogni autorità spirituale e giuridica. Inoltre, con Atto di supremazia del 1534 Enrico con il quale si proclama il capo della Chiesa d’Inghilterra. Nacque così la Chiesa inglese e Enrico divorzia con Caterina per sposarsi con Anna, la quale verrà proclamata regina nel 1533. In questi anni i beni di monaci, suore furono confiscati e venduti, le tradizionali comunità religiose furono estinte e fu imposta una nuova liturgia. Stesso in questo periodo, More si dimette e viene rinchiuso nella Torre di Londra , per essersi rifiutato di prestare al giuramento all’Atto di supremazia. Lì scriverà i suoi ultimi testi, i quali “ Dialogue of Comfort upon Tribulation” e “Treatise upon Passion”. Infatti “Utopia” e “Dialogue of Comfort upon Tribulation ” rimangono due opere supreme in campo politico e religioso e rappresentano le punte più alte della carriera letteraria di More come umanista e teologo. More fu decapitato nel 1535 per alto tradimento.