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Dispense “Traducción y contexto”
Tipologia: Dispense
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Nella storia abbiamo avuto svariate lingue internazionali: latino, francese e inglese. Quest’ultima è
molto comoda come lingua franca in quanto molto efficace, poiché caratterizzata da una povertà delle
strutture grammaticali. Questo fattore, unito al fatto che questa sia la lingua commerciale e
informatica, la rende una lingua comoda per popoli alloglotti.
La linguistica generale studia le prerogative del linguaggio umano. Essa ha come
scopo quello di descrivere come funziona una lingua naturale. Per capire ciò è
necessario definire cosa sia una lingua.
Corso di Linguistica generale , 1916
Libro che consiste nella raccolta delle sue lezioni negli anni all’università di Parigi,
pubblicata da alcuni suoi allievi 3 anni dopo la sua morte.
Secondo Saussure la lingua è un sistema di segni “in cui tutto si tiene”. (Il suo
pensiero si è sviluppato all’interno della temperie culturale e filosofica del
positivismo, secondo cui l’ambiente in cui si è collocati ha una forte influenza verso i
nostri comportamenti. In realtà l’ambiente influisce sulla formazione dell’individuo
tanto quanto altre innumerevoli variabili.)
Cos’è un sistema? Noi usiamo questo termine in riferimento ad un complesso di
elementi che funzionano in correlazione fra loro, da cui ogni singolo dipende la resa
degli altri: ovvero, in cui se un elemento smette di funzionare, l’intero sistema
collassa di conseguenza.
Un sistema di segni è un insieme di segni in cui esiste una solidarietà tra i singoli
elementi.
Cos’è un segno linguistico? Corrisponde all’unione inscindibile di significato e
significante.
Esiste una separazione tra ciò che è linguistico e non linguistico.
Esempio:
REFERENTE, non linguistico(ciò che è reale o concettuale, che viene designato dalle
parole, gatto o libertà ). Consiste nel concetto che intendiamo esprimere, che si
sviluppa nella nostra mente sotto forma di un’immagine mentale detta
SIGNIFICATO, linguistico ( “gatto” o “libertà” ). Ad esso associamo un
SIGNIFICANTE, linguistico (forma scritta: , forma orale: [‘gatto]), che ci
permette di veicolare la nostra esperienza(il significato) con un interlocutore. forma
scritta: , .
Il segno linguistico possiede tre proprietà universali:
● arbitrarietà ( arbitraire du sign ). Saussure sostiene che non esiste un rapporto
di necessità nel vincolare un significato al suo significante. Non esiste nessuna
ragione necessaria per cui per esprimere il concetto di “gatto” si debba usare il
significante
Parziali eccezioni: (necessarie/motivate)
○ Onomatopee
● distintività. Ogni segno linguistico non deve essere ambiguo, ossia deve
distinguere significati diversi. Il segno linguistico in un sistema ottimale non
dovrebbe trasmetterne. Esistono però casi particolari: , che veicola, se
non inserito in un contesto specifico, tre significati diversi (l’oggetto, la pianta,
il plurale di vita). In questi casi il contesto però disambigua il significante che
perciò recupera la sua distintività.
● linearità. Il segno linguistico deve far corrispondere un significante al
significato, e deve essere lineare nello spazio (scrittura) nel tempo (via orale).
Esempio: [‘ra:mo] diverso da [mɔ:ra]
Saussure procede nei suoi studi per dicotomie , preso probabilmente dal sistema
hegeliano. Significato/significante non è l’unico esempio.
Lo studio del linguaggio può essere effettuato in maniera sincronica o diacronica.
Esempio: studio sincronico dell’italiano si focalizza sul funzionamento del sistema;
studio diacronico su come sia cambiata sull’asse del tempo, a partire dagli albori
della sua documentazione.
Per uno studio scientifico del linguaggio perciò, Saussure riteneva che questi due
piani di studio dovessero essere assolutamente autonomi, in quanto non è
pertinente, studiando la lingua un determinato punto della linea del tempo, ad
esempio, sapere come fosse primo o come sarebbe diventata successivamente.
Esempio: il gioco degli scacchi, in cui per muovere importa solo la situazione attuale
e non è pertinente sapere le mosse precedenti.
Lo studio in sincronia (studio in un suo momento) non deve avere commistioni con
quello in diacronia (studio dei suoi cambiamenti).
es: attraverso il processo di topicalizzazione (tramite il quale si enfatizza un
determinato costituente), la frase io ho guardato questo film, può diventare l’ho
guardato IO questo film, che grammaticalmente non segue le regole della lingua, ma
che, se usata da una buona porzione di parlanti, può arrivare a modificare la langue
stessa.
Studia i suoni emessi dai parlanti.
L'apparato fonatorio è ovviamente uguale per tutti gli esseri umani, perciò
indipendentemente dall’etnia tutti hanno pari possibilità di imparare una lingua.
L’alfabeto fonatorio internazionale è un insieme di simboli che rappresentano diversi
suoni.
<> (trascrizione grafematica)
● it. o
vs : [‘ʃar-pa] vs [skar-pa]
: [‘ʃe:mo]
● ingl.
: [‘ʃi:t]
● fr.
“presso,vicino” : [‘ʃe]
● ted.
“scuola” [‘ʃule] ( [‘ʃte:n])
● russo
“pelliccia” [‘ʃuba]
● pol.
“mormorio” [‘ʃmεr]
L’IPA ci permette di rappresentare la pronuncia delle parole senza che possano
risultare ambigue.
In questo alfabeto la differenza tra vocale a aperta o chiusa è data e sottolineata da
segni diacritici (l'uncino per l’aperta e il puntino per la chiusa)
Una lingua nasce sempre in forma orale, e il passaggio alla scrittura non è necessario
e dipende da fattori di carattere non linguistico.
Esistono nella storia dell’umanità lingue che non sono mai state scritte, le quali
provengono principalmente in alcune zone dell’Africa e dell’America settentrionale.
Questi linguaggi sono stati per la prima volta trascritte dagli europei nel tentativo di
studiarli. La nascita di una dimensione scritta è dovuta principalmente a motivi
culturali, religiosi o giuridici, fatto testimoniato dai primi documenti scritti a noi
giunti della maggior parte delle lingue naturali. Ad esempio la documentazione più
antica delle lingue europee (nello specifico del gotico e delle lingue slave) spesso è
stata una traduzione della bibbia. Nella lingua ittita, lingua indoeuropea parlata nella
penisola anatolica, ad esempio, le prime documentazioni sono di carattere giuridico.
Prima differenza: organi fissi e mobili.
L’aria arriva alla parte superiore dell’apparato fonatorio dai polmoni fino alla laringe,
passando da trachea o esofago, per poi fuoriuscire dalla bocca o dalle cavità nasali.
Quando l’aria attraversa la trachea incontra le pliche vocali (o corde vocali). Esse
sono membrano normalmente posizionate verticalmente, ma quando l’aria passa
possono accadere due cose:
questo caso si viene a produrre una vibrazione ( suoni sonori )
Una volta raggiunta la faringe l’aria può indirizzarsi verso la cavità orale oppure,
parzialmente o completamente, verso la cavità nasale.
A dividere queste due “strade” c’è l’organo chiamato velo palatino, che termina con
l’ugola.
La sua posizione di riposo è verso il basso e in questo caso l’aria percorre la cavità
nasale ( suoni nasali ). Se il velo non resta inerte e si solleva , allora l’aria percorre la
cavità orale ( suoni orali ).
Nella cavità orale l’aria può incontrare diversi ostacoli: lingua ( mobile ), palato
duro e denti (fissi).
La lingua può effettuare movimenti di tipo orizzontale o verticale, e a seconda dei
suoi movimenti verso gli altri organi si producono suoni diversi.
○ velare
[‘paŋka]
[‘fuŋgo]
○ bilabiale
○ alveolare
[‘burro]
[‘ra:na]
○ uvulare
fr. [‘mεʀ]
○ alveolare
ingl. [‘ɾεɖ]
○ bilabiali
tosc. (fiorent.) [‘lu:ɸo]
sp. [sa’βer]
sp. : [b] ( [‘bweno]) [β] (posizione intervocalica)
○ labiodentali
it. [‘ferme], [‘vεrme]
○ dentali o interdentali
ingl. [‘θɾi:]
sp. [‘θiŋko] (sp. america [‘siŋko]
ingl. [‘ðæt]
sp. [ke’riðo] vs. [do’nar]
○ alveolari
it. [‘sasso], [zden’ta:to]
(quando in italiano la è seguita da consonante sonora la sua
pronuncia è [z])
it. [‘ka:sa], ma it. sett. [‘ka:za]
○ postalveolari
it. [‘ʃarpa], [uʃ-’ʃi:-re]
fr. [‘ʒu:ʀ]
it. ( “prosciutto” [xa’mon], ted. “libro” [‘bʊ:x]
sp. “fuoco” [fweɣo]
ingl. <(to) have> [‘hæv], ted. [‘habən]
○ palatale
it. [‘jε:ri] in sillabe : [jε] DITTONGO cioè sequenza di
APPR+VOC o VOC+APPR
○ labiovelari
it. [‘wɔ:mo]
○ labiopalatale
fr. [lɥi]
○
○ alveolare
it. [‘libro]
○ palatale
it. [‘maʎ-ʎa]
[ʎ(ʎ)], semplice quando a inizio di parola, composta in mezzo.
Invece , , [glo], [glu], [gla]
it. [‘finto], ingl. [‘fi:t], ted. [‘li:t]
fr. “luna” [‘lynə], ted. <über> “sopra” [‘ybəʀ]
ingl. [‘fɪt], ted “io soffrii” [‘lɪt]
it. [‘menta]
fr. “due” [‘dø], “gioco” [‘ʒø], ted. <öl> [‘øl]
it. [‘vεrme], ingl. [bed] “letto” [bεɖ]
fr. “cuore” [‘kœʀ], ted. <öffnen> “aprire” [‘œfnən]
ingl. [‘fæt], [‘mæn]
it. [‘alto]
<Мы> “noi” [‘mɨ]
ingl. [ə’ɾaɪzə], fr. “io” [‘ʒə], napol. [ɔmmə]
ingl. [‘sofɐ]
it. [‘u:tile]
ingl. [‘fʊʟ] (vs. [‘fu:ʟ])
ted. [‘ʀʊm] (vs. [‘ʀu:m]
(quindi [ɪ] : [i] = [ʊ] : [u])
it. [‘ponte]
ingl. [‘kʌp], [‘lʌv]
○ it. [‘pɔrta]
○ ingl. [‘hɑ:t]
ingl. [‘lɒk]
[i] è un CLITICO, una parola atona che fa parola fonetica unica
generalmente insieme alla parola che precedono.
: [o], [ɔ] ([ɔ] può esistere solo in sillaba tonica )
: [e], [ε] ([ε] può esistere solo in sillaba tonica )
: [u], [w]
: [ʣ] [ʦ] ([ʦ] sempre doppia dentro parola)
: [k] [ʧ]
: [g] [ʤ]
: [ɲ]
: [n],[m] o [ŋ] (davanti a [k,g]) [ɱ] (davanti a [f,v])
muta cum liquida: se una occlusiva è seguita da [r] non può essere
separata da [r]. (es: Essa si base sul concetto di “ fonema ”, così descritto da Trubeckoj:
unità minima del linguaggio dotata di valore distintivo (il
fonema non può essere ulteriormente scomposto).
COPPIA MINIMA (costituita da due segni linguistici distinti
unicamente dalla opposizione e commutazione di due suoni nella stessa
posizione, la cui sostituzione reciproca da vita a due segni linguistici
diversi)
[‘ka:ne] vs [‘pa:ne] vs [‘ra:ne] vs [‘va:ne] vs [‘ta:ne] vs [‘sa:ne] vs
[‘na:ne] vs [‘la:ne]
in italiano, /k/ /p/ /r/ /v/ /t/ /s/ /n/ /l/ sono fonemi.
I suoni non distintivi di una lingua si chiamano allofoni o varianti :
[ʀ] variante libera di /r/, cioè:
/r/ : [r], [ʀ]
2. variante combinatoria
[m] [n] ɲ ɱ [ŋ] : /m/ /n/ /ɲ/
[‘ma:no] : [‘na:no]
[‘senno] : [‘seɲɲo]
in italiano: /m/ /n/ /ɲ/ vs [ɱ] [ŋ]
ma in inglese “peccato” [‘sɪn] vs <(to) sing> “cantare”
[‘sɪŋ]
In italiano la nasale velare [ŋ], fonologicamente, è un allofono ,
mentre in inglese è un fonema , poiché nel caso di cui sopra
abbiamo una coppia minima sostituendo [n] con [ŋ].
● Secondo Trubeckoj, quando due suoni, sostituendosi nella stessa
posizione della parola, provocano una variazione nel significato,
evidenziano la loro natura di fonemi , in quando rispondono
alla definizione di unità minima nel linguaggio.
● Quando due suoni simili dal punto di vista articolatorio si
scambiano tra di loro nella stessa posizione, ma non portano alla
formazione di due segni linguistici con significato diverso, siamo
in presenza di una variante libera.
● Quando due suoni, simili, non possono mai sostituirsi nella
stessa posizione, si tratta di una variante combinatoria.
La fonologia , a differenza della fonetica, non è universale , in quando un
suono in una lingua può essere identificato come fonema in un’altra come
variante.
Una volta identificati i fonemi di una lingua, possiamo studiare i rapporti che
intercorrono tra i singoli fonemi di una lingua (che cosa oppone un fonema
rispetto a un altro).
OPPOSIZIONE PRIVATIVA (/p/ vs /b/)
/p/ consonante occlusiva bilabiale sorda
/b/ consonante occlusiva bilabiale sonora
L’opposizione tra i due fonemi si definisce privativa in quando sono tra loro
uguali tranne che per un tratto articolatorio, la cui presenza in uno oppone lo
stesso all’altro che non lo ha.
Confrontando i due fonemi possiamo definire /b/ +sonoro (o - sordo) e /p/ -
sonoro (o +sordo), in quanto si differenziano solo per la sonorità, avendo tutti
gli altri carattere in comune.
L’elemento dell’opposizione che ha il tratto che manca all’altro si dice
MARCATO (/b/ in questo caso è l' elemento marcato ).
/t/ +consonante +occlusiva +alveolare +sorda(-sonora)
/d/ +consonante +occlusiva +alveolare +sonora
quindi /p/ : /b/ = /t/ : /d/ = /f/ : /v/ = /k/ : /g/ sono in rapporto (nel
sistema) di OPPOSIZIONE PROPORZIONALE
Marcatezza : la presenza in una coppia di un elemento con un carattere in
più.
*Come nello studio del lessico, si osserva riguardo al genere grammaticale.
MASCHILE: - (es. professor-e)
FEMMINILE: + (es. professor-essa)
(base articolatoria comune solo a due fonemi)
/p/ +CONSONANTE +OCCLUSIVA +BILABIALE +SORDA
/b/ +CONSONANTE +OCCLUSIVA +BILABIALE +SONORA
Opposizione fonologica che esiste laddove la base articolatoria comune a due
fonemi è propria solo di questi due e non è condivisa da un terzo fonema.
Ovvero, nella lingua italiana, non esiste un altro fonema che sia consonante
occlusiva bilabiale.
Viceversa esistono OPPOSIZIONI MULTILATERALI
(base articolatoria comune a più di due fonemi)
Opposizione fonologica che esiste laddove la base articolatoria comune a due
fonemi è condivisa anche da almeno un terzo fonema.
/p/ +CONSONANTE +OCCLUSIVA +BILABIALE +SORDA
/t/+CONSONANTE +OCCLUSIVA +ALVEOLARE +SORDA
/k/ +CONSONANTE +OCCLUSIVA +VELARE +SORDA
In origine opposizione tra due generi: genere animato e genere
inanimato
Poi g. animato > masch./femm., g. inanimato > g. neutro
3 GENERI, M-F-N: LATINO (es bon-us, bon-a, bon-um “buono”),
TEDESCO (es. art. det. der, die, das )
a) singolare
b) plurale
c) duale : in gr. “lupo”: sg. lúk-os , pl. lúk-oi , du. lúk-ō (in
alcune lingue naturali esiste anche il triale)
grammaticale di un nome rispetto alle altre paroel dell’enunciato
in cui tale nome è presente ( complementi )
I casi vengono suddivisi (Hjelmslev) in due gruppi: c. dinamici
(caratterizzati da movimento) vs c. statici (caratterizzati da
fissità)
a) nominativo (statico), corrisponde al soggetto di un verbo
b) accusativo (dinamico) rappresenta la direzione/punto d’arrivo
del verbo: compl. oggetto, compl. di moto a luogo, di fine, moto
per luogo, tempo continuato
Movimento secondo il vettore ➝
c) vocativo (statico) corrisponde al compl. di vocazione : lat.
Marc-us (NOM) vs marc-e (VOC); rom. creştin (NOM) vs
creştin-e. Ma in lat. Ann-a (NOM), e Ann-a (VOC) non c’è
differenza nei nomi femminili; in gr. patèr (NOM) e pàter (VOC)
Inoltre il vocativo ricorre principalmente in frasi col verbo
all’ imperativo
d) genitivo (statico) indica l’ appartenenza , quindi c. di
specificazione, partitivo, argomento
e) dativo (statico) indica la presenza al processo verbale : “faccio
lezione (ACC) agli studenti (DAT); c. di termine
f) locativo (statico) che indica un punto nello spazio e nel tempo
(un preciso momento): c. di tempo determinato, c. di stato in
luogo
g) strumentale (statico), indica l’ associaizone, l’unione con
qualcuno/qualcosa: c. di mezzo, c. di compagnia/unione, c. di
modo
h) ablativo (dinamico), l’inverso dell’ accusativo. Rappresenta la
provenienza del processo verbale.
c. di moto da luogo, agente/causa efficiente, materia,
separazione
Movimento secondo il vettore
can-i (plur)
parola : it. GEN. SING. “cane”: del (GEN) + cane (SING.) (fr. du chien ,
sp. del perro )
mentre in romeno om (NOM.) “uomo”, om-ul (NOM.) “l’uomo”,
vs. lat. GEN. SG. “lupo”: lup-ī (GEN. SING.), lup-ōrum (GEN. PL.)
anche nel verbo : it. parl-o, parl-avo, parl-ai (SINTETICHE), ho
parlato, ebbi parlato (ANALITICHE)
Attivo (SINTETICA), passivo (ANALITICA)
e, can-i
cio vs fec-i
ingl. (vs [fl. debole] I love vs I love-d, fl. esterna) (I) drink vs drank vs
drunk (fl. interna che si chiama APOFONIA )
diversa dalla
METAFONIA (o METAFONESI)
ingl. foot vs feet (fl. interna )
Anticamente esisteva un modello di flessione esterna:
sing. fōt-ŭ vs plur. fōt-ĭ (fl. esterna )
acausa della rizotonia germanica, le sillabe sosttonniche si
indeboliscono, comportando che le sillabe lunghe post toniche si
abbreviano, le sillabe brevi cadono :
Si passerebbe da sing. fōt-ŭ vs plur. fōt-ĭ a sing. fōt vs. plur. fōt
per evitare omofonia tra singolare e plurale, la - ĭ del plurale, prima di
cadere, assimila* a sé la vocale tonica (cioè la - ō- della radice)
quindi:
1 - fōt-ĭ > (assimilazione di ō a ĭ ) * fēt-ĭ > (caduta di - ĭ ) fēt : = vs.
sing. fōt
Il fenomeno si chiama GRAMMATICALIZZAZIONE ,
cioè il passaggio di un morfema lessicale a morfema
grammaticale
INDICATIVO : oggettività
CONGIUNTIVO : eventualità
valutazione del processo verbale come qualcosa che potrà
o non potrà realizzarsi ma senza che ci sia una capacità di
predicibilità
OTTATIVO : possibilità
valutazione del processo verbale che può o non può
realizzarsi in relazione ad una predicibilità
periodo ipotetico :
I [protasi] se… II [apodosi] ( allora )
a: (OGGETTIVITÀ)
“se studiate bene, superate l’esonero”
Usando l’indicativo nella reggente, si da la conseguenza
come un dato di fatto oggettivo
b: (POSSIBILITÀ)
“se studiaste bene, superereste l’esame”
c: (EVENTUALITÀ)
“qualora voi studiate bene, supererete l’esame”
IMPERATIVO : comando
INFINITO : nome verbale
es: studiare è importante
PARTICIPIO : aggettivo verbale
(morfologia e accordo come l’aggettivo)
GERUNDIO : nome verbale flesso (flessione dell’infinito)
● Attiva: S ➝ V ➝ O
● Passiva S V
● Riflessiva S ➝ V ➝ O
A. “io mi lavo”
B. falso riflessivo “io mi lavo le mani”
5. aspetto
“fare” |____|
A. ingressivo o incoativo “inizio a fare” |__
B. durativo o imperfettivo ____ “sto facendo”
C. perfettivo __| “finisco di fare”
D. aoristico ・ “faccio”, il verbo in sè per sè
Questi sono esempi di aspetto rappresentato
analiticamente : ma
lat. facio (I sg pres. ind.) AORISTICO/IMPERFETTIVO
lat. con-ficio, per-ficio PERFETTIVO
ted. sterben “morire” AORISTICO/IMPERFETTIVO
ted. aus-sterben “finire di morire” PERFETTIVO
it. lup-o: - o 2 sign. gramm: “masch. sing”
lat. mont-is “del monte”: - is 2 sign. gramm. “gen. [CASO], sing.
[NUM]” vs mont-ium “dei monti” 2 sign. “gen. [CASO], plur. [NUM]
turco, ungherese
tur. ev “casa”, plur. ev-ler “case” (“casa” + “PLUR”)
“nella casa” (LOC. SING.) ev+de ( loc.)
“nelle case” (LOC. PLUR.) ev+ler (plur.)+de (loc.)
3) LINGUE ISOLANTI (lingue prive di morfologia)
pidgin neo-malesiano ( tok pisin , a base inglese)
(le lingue di tipo pidgin o creolo possono nascere grazie all’incontro di
popoli alloglotti, i quali, piuttosto che adattarsi cominciando a parlare
la lingua dell’altro, ne creano una nuova, seppur con caratteristiche
diverse rispetto alle due lingue di partenza, in particolare nelle colonie.
Queste lingue hanno la base delle lingue europee di pertinenza private
dalla grammatica)
[ bɪfor (CLASSIFICATORE TERMPORALE) mi drim mi kil- ɪm
(CLASSIFICATORE DIREZIONALE) wən- fεlə (CLASSIFICATORE
QUANTITATIVO) snek ]