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traduzione del primo articolo in inglese utile al fine dell'orale. A.A. 2017/2018
Tipologia: Dispense
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PSICOLOGIA: ARTICOLI (orale)
RUOLI PRO-SOCIALI E OSTILI E COMPRENSIONE EMOTIVA IN ETÁ PRESCOLARE
Episodi di bullismo 1. offrono l’occasione per studiare l’abilità di assumere ruoli nelle interazioni sociali
Metodi investigativi osservazione naturalistica, compagni e auto-rapporti o rapporti di docenti
Vantaggi/svantaggi sono presenti in ogni età
RUOLI DEI PARTECIPANTI
Legati a caratteristiche individuali: sesso, anni, tratti fisici e comportamentali, sviluppo socio- cognitivo, pensiero morale, risposta empatica, percezione di auto-efficienza IMPORTANTE: il contesto sociale nel bullismo altri compagni influenzano lo svolgimento della situazione (non solo bulli e vittime, altri influenzano anche in modo indiretto)
ragazzi ragazze Ruoli Ruolo del bullo: idealizzazione di aggressività, legata alla considerazione della forza fisica come un punto forte dell’identità sociale
Ruoli prosociali: comportamento prosociale fondamentale per il ruolo e l’identità sociale femminile (in linea con importanza attribuita a interazioni sociali e relazioni) Nella vittimizzazione di un compagno
inclini a usare o subire aggressioni fisiche
inclini a usare o subire aggressioni relazionali rivolte maggiormente ad altre ragazze
I risultati in letteratura che coinvolgono i correlati socio-relazionali sono il primo step verso l’analisi tra il comportamento pro-sociale/ostile e la comprensione emotiva
Studi su adolescenti rivelano che i ruoli pro-bullismo sono correlati negativamente con empatia e percezione di auto-efficacia, che hanno una correlazione positiva con il ruolo di difensore. L’esterno è un ruolo ambiguo (sembra vicino al difensore ma meno attivo)
La sua ricerca: 231 bambini delle elementari con un questionario auto-compilato, sulla cui base ricevono un punteggio per ciascun ruolo
Risultati: confermano la validità del nuovo modello
4 macro-ruoli:
Questi risultati richiedono un ulteriore analisi per il legame tra il comportamento pro-sociale/ostile e altre misure sociali e affettive !!! recentemente se ne è confermato il modello anche per gli adolescenti Il periodo prescolare è adatto, ed è fondamentale per costruire le competenze sociali Circa a 2 anni incominciamo a mostrare comportamento pro-sociale (condivisione, cooperazione, azioni di consolamento) Durante gli anni di asilo si incrementano queste capacità in diversi contesti iniziando a considerare la reciprocità i primi passi nelle interazioni sociali con differenti emozioni che richiedono l’assunzione di ruoli specifici, anche se non sono stabili o ben definiti SVILUPPO SOCIALE E COMPRENSIONE EMOTIVA Lo sviluppo sociale comprende la gestione di molte competenze che consentono di creare e mantenere relazioni soddisfacenti (capire ruoli sociali, comunicare, comprendere le intenzioni, gli stati d’animo e le emozioni delle persone per rispondervi adeguatamente) Assodata questa importanza bisogna capire quali fattori vi sono correlati nei bambini piccoli emotività, una grande area di investigazione, ci fornisce interessanti risultati EMOTIVITÁ
COMPRENSIONE EMOTIVA è parte di una generale competenza socio-cognitiva, che si riferisce all’intuizione dei bambini delle prospettive altrui (desideri, credenze, emozioni e intenzioni) importante precursore dello sviluppo della competenza sociale
ALCUNI RICERCATORI dimostrano che chi dimostra un’alta abilità di capire i segnali emotivi, sviluppa generalmente abilità sociali superiori e forma delle relazioni positive (porta a risposte adeguate), può anche portare a un controllo efficace e ad alte competenze accademiche. Chi ha una cattiva conoscenza emotiva può avere differenti problemi (cognitivi o medici), una cattiva comprensione delle emozioni è uno dei deficit associato a problemi psichiatrici TRENATACOSTA E FINE meta-analisi analizza una relazione (di piccola o media taglia) tra una discreta conoscenza emotiva e competenze sociali, interiorizzazione e esteriorizzazione dei problemi
+conoscenza+competenza sociale
I ragazzi italiani compresi nel campione del TEC (test of emotion comprehension) mostrano di essere capaci di comprendere il ruolo dei desideri come causa delle emozioni e di capire che due persone con desideri differenti possono provare differenti emozioni prima degli inglesi, ma comprendono dopo il ruolo dei ricordi.
Queste differenze possono essere spiegate dall’influenza di un differente background culturale e di altre caratteristiche personali
L’affidabilità degli auto-rapporti di aggressione vittimizzazione e difesa a questa età non sono convincenti SCOPI DELLO STUDIO Per ovviare a queste difficolta gli autori usano una metodologia differente: i resoconti delle inseganti sul comportamento dei bambini (più affidabili)
Scopi:
Valuta nove componenti della comprensione emotiva:
Le risposte dei bambini vengono segnate su un foglio a parte con un punto per ogni risposta corretta e nessuno per quelle sbagliate. A seconda del sistema di punteggio degli autori il punteggio globale minimo è 0 mentre il massimo è 9 È possibile calcolare tre possibili punteggi parziali in accordo con le tre sottodimensione del TEC, che includono tre componenti ognuna e possono essere considerati come differenti livelli di comprensione emotiva, il punteggio deriva dalla somma del punteggio ottenuto per ogni componente, da un minimo di 0 a un massimo di 3.
Modello 1 otto fattori, per i resoconti dei due insegnanti
Modello 2 4 fattori, legati ai macro-ruoli per i resoconti dei due insegnanti
Attualmente la struttura del PRQ per gli insegnanti conferma i quattro fattori ipotizzati
Con l’obbiettivo di investigare l’influenza dell’età e del genere nell’assunzione di ruoli pro-sociali o pro- bullismo è stata condotta un’analisi verificando separatamente i punteggi medi della classificazione dei quattro macro-ruoli per i tre gruppi di età e per il genere da parte del docente A e B le classifiche di entrambi i fattori sono significativi L’interazione tra anno e sesso non è significativa per entrambi i docenti.
Gli autori vogliono verificare se ci sia qualche potere di predizione della competenza emotiva sull’attribuzione di ruoli degli insegnanti quindi conducono una serie di regressioni , le dimensioni esterne, mentali e riflessive sono state inserite in un’equazione di regressione come variabili indipendenti, la variabile dipendente era ogni volta una dei 4 macro-ruoli
Nessuna dimensione emotiva ha un effetto predittivo sul macro-ruolo ostile. Però il metodo per gli altri ruoli esclude costantemente ogni variabile indipendente dall’equazione, tranne la dimensione esterna. Questo significa che gli autori possono mantenere la dimensione esterna come l’unica competenza emotiva dei bambini, che ha un effetto predittivo positivo sull’attribuzione dei ruoli prosociali degli insegnanti e un effetto predittivo negativo sul ruolo della vittima e dell’esterno DISCUSSIONE Molti studiosi concordano che il progresso nella misurazione del bullismo e il successo delle strategie di intervento possono dipendere dal ritrovamento di chiare distinzioni tra ruoli ostili o prosociali, partendo dall’approccio della scala dei ruoli dei partecipanti
Il primo scopo di questo studio era di testare la validità dei resoconti degli insegnanti sul comportamento dei prescolari i risultati confermano l’esistenza del modello di strutture ipotizzato anche usano delle descrizioni esterne e non solo delle auto-valutazioni, questa scelta metodologica conferma che anche negli anni prescolari gli otto ruoli sono articolati in 4 macro-ruoli (in linea con i 4 fattori identificati da Sutton e Smith)
In questo modo in particolare come gli autori si aspettavano, l’esterno è correlato negativamente con i ruoli pro-sociale e positivamente con i ruoli pro-bullismo, provando di essere effettivamente un ruolo aggressivo Ruoli pro-sociali e pro-bullismo sono correlati negativamente conferma che i ruoli identificati per gli anni successivi iniziano a mostrarsi in età prescolare Lo schema di correlazione simile per vittime e esterni può essere interpretato come indice di una scarsa distinzione di ruoli in età prescolare Il vantaggio di Otto PRQ consiste nel fornire una distinzione più analitica tra i differenti tipi di comportamento interpersonale, l’aggiunta di mediatore e consolatore consente di chiarire alcune funzioni relazionali prima associate al ruolo di difensore o esterno
LA SCELTA METODOLOGICA di usare i rapporti degli insegnanti, considerati una fonte affidabile, supportano la validità del modello proposto, che non è solo ben fondato tra i bambini in età scolare con la metodologia dell’auto-rapporto, ma anche con i prescolari e usando i rapporti degli insegnanti. Da un altro lato l’unico affidamento sui rapporti dei docenti può essere un limite allo studio degli autori RACCOMANDAZIONE GENERALE DELL’USO DI Più FONTI (combinazione tra rapporti dei docenti e candidature dei compagnistudi hanno rilevato una concordanza tra le due fonti per il ruolo di bullo, ma non per quello di vittima)
Gli insegnanti tendono ad attribuire più frequentemente ruoli prosociali invece di quelli ostili, questa conclusione è in linea con i risultati ottenuti dalle auto-valutazioni, e può essere visto come un indice di validità del questionario anche per i bambini (anche x gli autori), a sua volta un disaccordo parziale è comprensibile considerato che la percezione delle interazioni sociali in classe è strettamente collegato a fattori interpersonali L’accordo parziale sull’attribuzione del ruolo della vittima e dell’esterno in base al sesso può essere dovuto alla differente sensibilità personale degli insegnanti rispetto alle caratteristiche di questi ruoli, che sono i più complessi e ambigui, ma nonostante le differenze conducono verso una stessa direzione (maschi=vittime ed esterni + frequentemente)
Un recente studio di CORRIAS e colleghi compiuto su un campione di futuri inseganti rivela che l’organizzazione della personalità è strettamente connessa con la loro capacità di cogliere aspetti emotivi e cognitivi negli altri questo può essere una via propizia per controllare gli errori di distorsione dei rapporti dei docenti Per quello che riguarda l’influenza dell’età e del genere, la tendenza ad assumere ruoli aumenta con l’età, più significativamente per quelli pro-sociali, assunti anche maggiormente dalle ragazze risultati in linea con la letteratura che evidenzia la progressiva auto-attribuzione di ruoli specifici con l’età e dei ruoli pro-sociali per le ragazze e ostili per i ragazzi. Inoltre l’esterno è attribuito maggiormente ai ragazzi L’altro grande obbiettivo è quello dell’investigazione della possibile relazione tra l’attribuzione dei ruoli pro-sociali/ostili e la comprensione emotiva La comprensione emotiva aumenta con l’età ma non è influenzata dal genere e il punteggio medio è in linea con quello che ci si aspetta all’età corrispondente. Per i 4/5 anni i bambini hanno una conoscenza definitiva della dimensione esterna delle emozioni, una meno stabile e meno profonda conoscenza della dimensione mentale, ma non posseggono una dimensione riflessiva Per quanto riguarda la connessione tra comprensione emotiva e altre abilità sociali , lo studio degli autori conferma l’associazione tra l’assunzione di ruoli pro-sociali e una buona comprensione emotiva. Tutti i ruoli prosociali hanno una correlazione positiva con la dimensione esteriore (anche prescolari la sanno riconoscere). Inoltre l’unica correlazione positiva significativa riguardanti le dimensioni mentali e riflessive c’è con i ruoli prosociali
Per quanto riguarda i ruoli ostili , risultano non significativamente correlati alla comprensione emotiva per entrambi i gruppi di docenti, ma è stata identificata una significativa correlazione negativa tra la comprensione emotiva e il ruolo dell’esterno
ALTRO PUNTO CRUCIALE ruolo della vittima Comunemente considerato instabile, specialmente nei primi anni di scuola. Alcuni studi sottolineano una povera comprensione della teoria della mente, altri invece non trovano alcun deficit o ritardo né nella ToM ne nelle abilità socio-cognitive. I risultati degli autori che in bambini con un alto punteggio per il ruolo di vittime non sono hanno una minor capacità di capire le emozioni altrui, ma mostrano anche forti analogie con il ruolo dell’esterno un simile schema comportamentale risoluto povero , che favorisce la loro tendenza ad essere maltrattati o a tenersi lontani da situazioni sociali difficili, i risultati sono promettente ma servono ulteriori ricerche :