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Sintesi del corso "Turismo Urbano"
Tipologia: Dispense
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URBANO : Città, territorio, popolazione - Discipline diverse nel tempo ne hanno dato definizioni diverse
Questi approcci possono specificare ciò che costituisce urbano, ma non ciò che ne distingue il carattere essenziale.
Definizioni standardizzate
Possiamo definire L’ URBANO come un luogo che possiede i seguenti elementi: ➔ una forte e ampia base economica che viene servita da più nuclei per le grandi imprese, attività commerciali e professionali; ➔ una significativa rete di trasporto pubblico che funge da porta d'accesso ad altre aree; ➔ una popolazione significativa con una forza lavoro che si sposta da e verso i diversi nuclei, ➔ e uno sviluppo pianificato sul lungo termine. Il paesaggio urbano è una rete nella quale molti individui e gruppi hanno un'impronta sociale, culturale, politica e relazioni economiche.
Manca una definizione semplice per un fenomeno complesso, che sia condivisa.
Ashworth e Page
“aggiungere l’aggettivo urbano al sostantivo turismo sicuramente localizza un’attività in un contesto spaziale (che è diverso dal mare o dalla montagna) ma non definisce o delimita di per sé tale attività”
Van der Borg “un turismo che sta in uno spazio urbano indipendentemente dalle attrazioni che i turisti usano durante la vacanza e dalle motivazioni che li hanno spinti a visitare quella destinazione.”
Montanari “Il turismo urbano esamina lo studio delle complesse relazioni che si stabiliscono tra il turismo e gli insediamenti urbani, così come vanno modificandosi in relazione alla concentrazione dei fenomeni emergenti, sia a seguito dei processi di innovazione sia di globalizzazione”
“il turismo si sovrappone e si confonde, sia nella domanda sia nell’offerta, con le numerose altre attività economiche che trovano una loro collocazione nelle aree urbane”…
«il turismo è un insieme di industrie e servizi che – misurato in termini di prodotto interno lordo, di valore aggiunto, di investimenti di capitale finanziario, di flussi di denaro generati dalla tassazione e di occupazione – risulta la maggiore attività economica a livello mondiale»
Edwards et al. “il turismo è una delle tante forze sociali ed economiche dell'ambiente urbano. Comprende un'industria che gestisce e commercializza una varietà di prodotti ed esperienze a persone che hanno una vasta gamma di motivazioni, preferenze e prospettive culturali e sono coinvolti in un impegno dialettico con la comunità ospitante. Il risultato di questo impegno è un insieme di conseguenze per il turista, la comunità ospitante e l'industria”.
Ma nonostante il turismo si svolga in città, come in altri ambienti, questo di per sé non è sufficiente a chiarire le possibili relazioni e interazioni tra turismo e città.
La comprensione del turismo urbano dipende da una preventiva comprensione del contesto urbano in cui è inserito. Ossia: per comprendere il turismo urbano occorre prima comprendere la città in cui esso ha luogo.
Secondo Ashworth e Page (2010) la ricerca teorica sul turismo urbano andrebbe quindi inquadrata all’interno di quella che è l’evoluzione dell’ordine mondiale del city-based tourism. Le città infatti sono il luogo d’origine della maggior parte dei turisti ma anche la destinazione di molti di loro; inoltre spesso sono anche il punto focale degli itinerari turistici, sia come punti di accesso (gateway) sia come destinazioni. Attualmente, il 54% della popolazione mondiale (4 miliardi di persone) vive in aree urbane; nel 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane.
3 prospettive di analisi: ● prospettiva di governance urbana → turismo come uno tra i tanti player economici e sociali nella città, in competizione per lo spazio e in grado di contribuire all’attività economica. Da questa prospettiva i governi locali e regionali devono far fronte alla sfida della promozione, accoglienza e controllo del turismo accanto alle altre attività urbane; ● prospettiva industriale → turismo come un’industria con una serie di prodotti da vendere, un mercato da identificare e a cui accedere, investimenti e distribuzione di prodotti da gestire e profitti da raggiungere ● prospettiva culturale → turismo in relazione ad una cultura in cambiamento e a questioni più ampie come la globalizzazione, la postmodernizzazione e l’imperialismo culturale. Ha due focus:
Le 3 prospettive sono mutualmente inclusive. In questo quadro quindi il TURISMO URBANO è una delle varie forze sociali ed economiche attive nell’ambiente urbano. Comprende un'industria che gestisce e commercializza una varietà di prodotti ed esperienze a persone che hanno una vasta gamma di motivazioni, preferenze e prospettive culturali e che sono coinvolte in un impegno dialettico con la comunità ospitante. Il risultato di questo impegno determina una serie di conseguenze per il turista, la comunità ospitante e l'industria.
L'industria del turismo ha bisogno di varietà, di prodotti turistici vari, flessibili e accessibili forniti dalle città ma non è affatto così chiaro che le città abbiano bisogno del turismo.
Le città non sono stabili e hanno subito molti mutamenti nel corso del tempo.
La comprensione del turismo urbano passa da una preventiva comprensione del contesto urbano in cui ha luogo; pertanto l’evoluzione della società nel tempo, e della città, va tenuta in considerazione. Le città sono le principali destinazioni e i principali punti focali attorno a cui ruotano gli itinerari dei viaggiatori (e l’origine di molti di loro). Anche lo sviluppo del turismo globale si intreccia con le traiettorie di trasformazione urbana e dell’urbanizzazione.
Secondo UN la popolazione mondiale è cresciuta dal 14% del 1900 al 47% del 2000 e toccherà il 61% nel 2030. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle megalopoli con popolazioni superiori a 10 milioni (Seoul, NY, Mumbai, Sao Paulo...); assisteremo all’aumento del volume della popolazione che vive nelle città che passerà dai 3 miliardi del 2002 a 5 miliardi nel 2030, con una crescita esponenziale soprattutto nei paesi a medio e basso reddito, e particolarmente in Asia e Africa.
Il turismo urbano risulterà una componente chiave sia delle geografie e delle economie di queste città in espansione, sia nella riconfigurazione del turismo all’interno delle economie nazionali. Per URBANIZZAZIONE si intende – in sociologia – l’aumento della popolazione che vive in città, frutto dell’inurbamento (che vede la migrazione della popolazione di campagna verso le città). Urbanizzare una porzione di territorio significa renderla idonea per ospitare insediamenti abitativi/riproduttivi, ossia idonea a usi edilizi. L’idoneità insediativa non è data solo dalle opere di urbanizzazione realizzate all’interno di un’area, ma dipende dall’inserimento e dall’integrazione dell’area nel resto del sistema urbano. Il risultato finale della produzione insediativa è rappresentato dall’area urbanizzata (e non solo dall’area edificata). L’ URBANESIMO è riferito alla dimensione culturale e alla diffusione di una cultura tipica dei contesti urbani. L’aumento della popolazione ha impattato anche sulla dimensione turistica. Esiste un livello di integrazione tra le infrastrutture materiali e immateriali, i fattori umani, i movimenti locali, le volontà politiche tale per cui “dovremmo piuttosto usare la città come paradigma per guardare non solo ad essa nella sua reale fenomenologia, ma anche alla società nel suo complesso ed allo Stato”. Balducci (2018) Tanto quanto vale questa considerazione circa il legame città-società, altrettanto valida è la medesima riflessione nel legame città-turismo.
city users e businessmen).
Città tradizionale Coincidenza tra abitanti (popolazione notturna) e forza lavoro (popolazione diurna) - sia spazialmente che sociologicamente. La popolazione cittadina resta “dentro le mura”.
Città fordista (da fine seconda guerra mondiale a anni Settanta) Da industria ottocentesca a industria moderna:
L’aumento della capacità produttiva degli impianti durante la fase di sviluppo industriale ha alimentato un crescente flusso di immigrati dalla campagna, dalle aree periferiche e rurali, alla città, generando un progressivo ampliamento delle aree peri-urbane. La città continua a crescere a dismisura, sottraendo popolazione alle campagne, creando nuove periferie, spesso anonime, fatte di quartieri operai, ad alta intensità abitativa, bassa qualità ambientale, con il fenomeno del pendolarismo.
Metropoli di prima generazione Fase della città caratterizzata dalla crescente scissione territoriale tra pop notturna e pop diurna, tra coloro che abitano e coloro che lavorano soltanto in città. È l’inizio della forma metropolitana. Si sviluppa il pendolarismo [commuting] e si assiste allo sviluppo della metropoli di prima generazione (che nasce in corrispondenza della maturità industriale). Le grandi città e i loro hinterland continuano a crescere perché i fattori di concentrazione dell’economia (tecnologie produttive, trasporti ecc.) rendono la città il posto localizzativo preferito per imprese e individui.
campagna grazie ai nuovi corridoi del trasporto pubblico, in particolare le ferrovie. La città postfordista è un uovo strapazzato, senza una forma precisa, policentrico, granulare e ricco di enclave isolate.
Città globali Luoghi che dominano il business mondiale, e dove la conoscenza è alla base delle attività produttive. La globalizzazione come processo ha un impatto anche sulle città medie e piccole, e i segni visibili di questo processo si possono trovare nel settore del turismo e dell'ospitalità (ad esempio, l'evoluzione dei ristoranti etnici, degli eventi culturali non locali e lo sviluppo creativo di esperienze e prodotti).
Le forme di turismo si moltiplicano e si legano a vari interessi. Emerge il tema dell’autenticità cercata dal turista. Le città sono chiamate a specializzarsi, puntando sulle proprie unicità locali, per rispondere alle domande sempre più esigenti dei turisti.
Uno dei paradossi del turismo urbano nelle città globali è che queste sono importanti hub che generano notevoli flussi turistici ma la loro base economica NON è il turismo; le città globali possono essere relativamente disconnesse dalla loro regione e persino dall’economia nazionale. Questa situazione implica:
LA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE (Castells 1989) ➔ trasformazione profonda che muta sia il concetto di città che quello di metropoli ➔ esplosione della mobilità e lo sviluppo dei sistemi di comunicazione contribuiscono massicciamente alla dissoluzione dei confini
Essa è: ● Società caratterizzata dalla preminenza di informazione, sapere e conoscenza rispetto ai beni materiali (e alla produzione industriale); ● una società in cui cambiano le centralità sociali, politiche ed economiche: dalla fabbrica all’ufficio, dall’economia dei beni materiali a quella dei beni immateriali (informazione, conoscenza, marketing…), dall’industria al terziario, dai colletti blu (operai) ai colletti bianchi. ● Nella società dell’informazione le tecnologie informatiche sono pervasive e influenzano i processi produttivi, sociali, identitari e politici. La capacità di produrre, manipolare e distribuire informazione diventa il fattore principale di ricchezza e potere. ● il nuovo sistema economico è: 1. informazionale 2. globale 3. a rete ● Castells fa riferimento ad uno SPAZIO DEI LUOGHI - dove prende corpo l’esperienza vissuta delle persone, l’interazione sociale basata sulla contiguità fisica - & uno SPAZIO DEI FLUSSI dove circolano saperi, competenze, denaro e persone, dove si privilegiano le pratiche sociali a distanza e i confini (tra stati, organizzazioni, comunità e gruppi) sono sempre meno importanti; è lo spazio delle connessioni digitali, del credito, del business…
Meta-città > Un tipo del tutto nuovo di morfologia urbana sta creando una serie di Grandi Regioni Urbane in cui forme differenti di insediamenti umani si mescolano fino a costituire un’entità urbana nuova ma ancora indefinita, che chiamiamo meta-città”.
Le tecnologie hanno trasformato i vari ambiti del turismo, dall’esperienza dei turisti all’offerta turistica, e facilitato la riorganizzazione di molti servizi. Non c’è più solo il centro città ad attirare i turisti, ma una estensione territoriale crescente. Diffusione dei social network dà forma ad un turismo sempre più smart.
Infine: impatti della pandemia sul comparto turistico stanno trasformando nuovamente il turismo nelle aree urbane (e non solo), aprendo la strada a una più forte presenza del digitale e delle tecnologie, così come stimolando modalità più slow di turismo.
“i tre elementi del turismo urbano – il turista, l’industria turistica e le città – interagiscono producendo un sistema ecologico complesso. I gusti e i desideri dei turisti sono volatili. Con l’ingresso delle corporation multinazionali, l’industria turistica è nel bel mezzo di una rivoluzione in cui immagini, informazioni e denaro sono trasmessi a velocità della luce. Per richiamare i turisti, le città devono rimodellarsi coscientemente per creare un paesaggio fisico in cui i turisti desiderino risiedere” (Fainstein e Judd)
Modelli di sviluppo :
Gli Stati stanno portando maggiore attenzione al tema ambientale/cambiamenti climatici…
Lo “ Zebra movement ”, così come conosciuto su larga scala, ha visto la luce nel 2017 quando quattro imprenditrici impegnate a costruire la loro startup, si resero conto di non voler più competere con gli unicorni e con il modello di Venture Capital predominante. Hanno così pubblicato il manifesto del movimento delle zebre , una lettura fondamentale per chiunque voglia far crescere il proprio business in modo sostenibile. Il movimento si fonda su tre principi:
Critiche: rischio sviluppo non necessariamente sostenibile, rischio mercificazione, perdita identità locale, perdita autenticità, rischio gentrification, frammentazione, dinamiche di esclusione sociale…
CITTÀ come LEISURE & ENTERTAINMENT MACHINE 3 sotto agende: ● Arte e cultura ● Mega eventi ● Turismo Secondo Lloyd e Clark, i servizi e la cultura guidano le politiche urbane, piuttosto che il contrario. Rischi: strategie di clusterizzazione culturale deteriora il valore artistico e culturale originale dei luoghi.
● Gestione risorse idriche, promozione e creazione aree verdi, sostenibilità ambientale ● Gestione integrata infrastrutture blu e infrastrutture verdi ● Unione Europea esorta le città europee ad un approccio integrativo degli asset blu e verdi nell’ottica di contribuire al miglioramento generale dell’ambiente urbano.
Le agende urbane "vincenti" derivano principalmente dall'alleanza di due o più regimi diversi. Le coalizioni emergenti sono quindi costituite da diversi mix (che variano da città a città tra i diversi modelli elencati). Le coalizioni che generano i regimi urbani "vincenti" sono spesso portatrici di interessi legittimi e talvolta illegittimi che prevalgono su quelli delle coalizioni "perdenti" in attesa del loro turno. Il turismo è particolarmente legato al quarto modello indicato, ma non può essere separato dal quinto. La combinazione dei diversi modelli genera agende e sotto-agende diverse tra le diverse città esaminate.
Ripensare l’attrattività turistica in tempi di crisi sanitaria, economica e ambientale. Domande di partenza:
Crisi modello fordista e keynesiano, crollo muro di Berlino, avvento globalizzazione ● crescente bisogno di differenziarsi al fine di competere per attirare capitale ● necessario ripensare il proprio modello di sviluppo e rivedere le proprie agende per uscire dalla crisi economica e sociale Per richiamare i turisti, le città devono rimodellarsi coscientemente per creare un paesaggio fisico in cui i turisti desiderino risiedere (Judd e Fainstein)
Necessario per le città sviluppare strategie e iniziative di promozione per comunicare immagine di sé all’esterno ; Si distingue:
La classe egemonica è quella che possiede tutti i quattro tipi di capitale in eguale misura. Questi quattro tipi di capitale sono convertibili l’uno nell’altro, nel senso che chi ha la cultura (capitale culturale) può tradurla in denaro (capitale economico), e così via…
Estensione del concetto da individuo a città Secondo Marra le città che vivono una competizione maggiore sono quelle “ che avevano, e solo in parte hanno ancora, un forte capitale economico, che dopo la crisi del fordismo che risale ai primi anni settanta, da solo non basta più ”.
Identificazione di 10 Hallmark, elementi di distinzione urbana. Ritardo delle città nel comprendere la condizione strutturale di crisi del modello fordista; quando lo capiscono serve attivare processi di riconversione per rilanciarsi: ➔ Alcune: valorizzazione delle eccellenze locali, produttive, paesaggistiche o storiche per riqualificare i propri territori, promuovere elementi di unicità e trasmettere una nuova immagine di sé. ➔ Altre spingono su vocazione culturale , potenziando le risorse già in essere come quelle museali, o supportando la diffusione di festival, ecc. ➔ Altre ancora: rilancio immobiliare, iconicità degli edifici in chiave di fama e prestigio (e quindi capitale culturale alla Bourdieu), economia della conoscenza e le ICTs.
Città industriale portuale e statale One company town (FIAT) Mercato di produzione industriale e finanziaria
1992 COLOMBIADI Olimpiadi invernali 2006 ● EXPO MILANO 2015 ● Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026
Effetti della deindustrializzazione : spinta verso strategie di riposizionamento economico che hanno trasformato l’immagine delle città a livello nazionale ed internazionale. Le tre città hanno cercato di diversificare le loro principali attività economiche e produttive verso il settore terziario, ma promuovendo inoltre attività di marketing locale per attrarre investitori e risorse, lavorando su comunicazione e servizio, ma anche sull’arredo urbano e sulla promozione della cultura e degli eventi.
Importanza della dimensione TURISTICA come leva per diventare più attrattivi. Mega Evento + Idea di riposizionamento urbano grazie a nuovi simboli architettonici (rigenerazione della città attraverso progetti di architetti famosi, opere e grandi interventi infrastrutturali). Oggi, attori e iniziative legate ai diversi regimi e agende/sotto agende sono chiaramente mescolati nel processo di rendere la città attraente. In questo modo tre città che storicamente non sono mai state città turistiche sono riuscite ad affermarsi nel panorama turistico nazionale ed internazionale.
COVID-19 e scenario corrente Probabilmente emergerà un NUOVO REGIME Le UR non muoiono, esistono e provano ad affermarsi sugli altri, a seconda delle difficoltà del periodo.
Per ciascuno degli elementi sono stati identificati degli indicatori a livello nazionale e internazionale:
GREEN/BLUE CITY : Cluster «natura»: una serie di soluzioni nature based messe in atto dalle città rispondono a una domanda di sostenibilità ma anche di riduzione del rischio ambientale. SMART CITY : La città digitalizzata in chiave turistica (mobilità, piattaforme ecc…) è sempre più apprezzata.
Alcuni fattori chiave sono stati:
Prime ricerche: anni 80/90. Ma opinioni contrastanti:
ESEMPIO: Lo studio di Füller & Michel (2014) su Berlin Kreuzberg, un quartiere di Berlino, dimostra come il "nuovo turismo urbano", che è "orientato verso un'esperienza della città al di là delle attrazioni turistiche ufficialmente dichiarate", abbia cambiato una località interna alla città che non era stata considerata un'importante destinazione turistica. I modelli comportamentali dei turisti hanno esteso l'area della città su cui il turismo ha un impatto. Ashworth & Page (2011) sostengono anche che " l'impatto del turismo sulle città in generale è quasi certamente sovrastimato ed estrapolato da alcuni casi noti e spesso troppo pubblicizzati... ". (x loro esempi sono Londra e Parigi). Ci sono tanti lavori su casi noti, come Roma, Venezia… Tuttavia, nella letteratura sugli impatti del turismo sulle aree urbane si possono trovare diversi casi di città con diversi livelli di sviluppo turistico.
Alcuni studi riguardano gli impatti del turismo su destinazioni turistiche "tradizionali" e ben note con un alto numero di visitatori come Roma, o Madrid, o Venezia;
Van der Borg in particolare ne evidenzia gli impatti negativi : ● la capacità di carico della città è superata dal numero di turisti e visitatori, che esercitano sul centro una pressione insostenibile spostando molte funzioni urbane, incompatibili con un alto numero di visite al giorno e con costi, di immobili e di vita.
Butler nel 1980 dimostra la pericolosità di un eccesso di turismo elaborando la teoria sui livelli del ciclo di vita di una destinazione turistica
a. Flussi turistici di scarsa entità, non regolari, non stagionali, spesso viaggiatori individuali "fai da te" (Allocentrics, Explorer); b. Non sono presenti servizi specifici per turisti; c. Elevato contatto tra visitatori e popolazione locale; d. Basso livello di impatto nell'economia e nelle società locali.
a. Il numero dei visitatori aumenta regolarmente (si delinea una prima stagionalità); b. Si mantiene alto il contatto turisti-locali; c. Aumentano le strutture/servizi per i turisti offerte dai locali; d. Lievi impatti sugli schemi sociali; e. Prima definizione della destinazione e del suo mercato; f. Iniziano ad essere presenti alcuni livelli di organizzazione nei servizi; g. Prime pressioni sulle amministrazioni pubbliche al fine di migliorare servizi.
a. Il numero di visitatori aumenta e si definisce la stagionalità dell'area; b. Nella peak season il numero dei turisti supera o eguaglia quello dei residenti; c. Cresce l'offerta dei servizi per il turismo, alcuni fornitori locali spariscono a favore di quelli esteri più competitivi e preparati; d. Diminuisce il coinvolgimento dei residenti; e. La pianificazione territoriale passa a livello regionale o nazionale, a discapito del controllo locale; f. Modifiche nell'ambiente naturale e nel paesaggio.
Un indice che considera il rapporto tra turisti e comunità locale e cresce man mano che la convivenza tra turisti e residenti diventa insostenibile. Quattro fasi:
Adattamento di RUSSO (Caso di Venezia: “circolo vizioso” nello sviluppo di una destinazione) ● quando si supera la capacità di carico la destinazione è satura di turisti, ● La richiesta di “essere nella destinazione” e “consumarla”, fa lievitare i prezzi dei servizi, ● Se i costi per fruire di una destinazione aumentano, i turisti opteranno per soggiorni più brevi, magari prenotando l’alloggio fuori dai centri urbani o in zone limitrofe, o addirittura in altre città più piccole confinanti. Questo non riduce la popolarità delle attrazioni che si possono trovare nei centri storici. Non riduce nemmeno il numero di turisti in termini di affluenza, ma fa aumentare invece la presenza di visitatori giornalieri o escursionisti, alimentando il “circolo vizioso” di cui parla Russo.
NB) Gli escursionisti , o one day trip, fruiscono di un numero minore di attrazioni, sono meno interessati alla dimensione culturale, storica e artistica del contesto locale, non pernottano, la loro spesa pro-capite giornaliera è inferiore a quella di chi si ferma più notti, e in generale spendono meno.
località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti ” (WTO 1999).
Secondo Shelby e Heberlein (1986) vanno considerate almeno due parti: A) Parte descrittiva : descrive come funziona il sistema (destinazione turistica) oggetto di studio, inclusi gli aspetti fisici, ecologici, sociali, politici ed economici. 3 fattori potenzialmente limitanti: ● Vincoli ● Colli di bottiglia ● Impatti B) Parte valutativa : descrive come deve essere gestita un'area e il livello di impatti accettabili. Questa parte del processo inizia con l'identificazione della condizione desiderabile di sviluppo. Vanno definiti:
La def. del WTO pone in evidenza 3 dimensioni della capacità di carico:
Quindi la capacità di carico di una destinazione:
Nella valutazione quindi si fondono VARIABILI OGGETTIVE & VARIABILI SOGGETTIVE
Non sono tutti necessariamente negativi. Es) sovraffollamento :
Impatti economici (occupazione, costo della vita, mercato immobiliare, redditi e redistribuzione) ➢ omogeneizzazione commerciale e scomparsa dei tradizionali commercianti locali, ➢ colonizzazione da parte di marchi stranieri, ➢ aumento dell’occupazione instabile e incerta nel settore dell’ospitalità, ➢ minaccia per il tessuto sociale ed economico del quartiere a causa della crescita del settore immobiliare turistico.
Impatti sociali (possibilità di shopping, difficoltà di shopping, ospitalità o meno dei residenti, crimini e reati, congestione urbana, qualità della vita). Le nuove opportunità di lavoro nell'area ospitante incoraggiano i residenti a rimanere e ad attrarre persone (ad esempio in cerca di lavoro) dall'esterno; «nelle aree turistiche mature il turismo stimola l'urbanizzazione» Altri studi hanno risultati contrastanti.
processi di rigenerazione urbana. Come prima conseguenza i prezzi degli immobili salgono, i vecchi residenti pertanto vengono espulsi e soppiantati da un nuovo gruppo sociale con una maggiore disponibilità di reddito che possono fronteggiare i costi aumentati. Ai cambiamenti residenziali seguono quelli commerciali, in quanto anche i piccoli negozi di quartiere non possono permettersi gli alti costi.
Banalizzazione dell’ambiente urbano a fini turistici Di recente si rileva una ulteriore tendenza alla omologazione dell'offerta turistica, legata principalmente agli alloggi: il cd processo di ikeizzazione che vede gli appartamenti in affitto sempre più identici perché arredati con mobili ikea. Al centro della visione di Ikea c’è il concetto di home. Sentirsi a casa è una delle forme che assume la domanda di identità della post-modernità. La banalizzazione nelle sue sfaccettature accentua il paradosso globale-locale: si assiste infatti da un alto alla “ localizzazione del globale ” e dall’altro alla “ globalizzazione del locale ”. In altri termini le città tendono: da un lato a interiorizzare le spinte e le tendenze globali, incorporandole al loro interno e dall’altro ad autoristrutturarsi in linea con le altre città per essere vincenti nella competizione globale.
MacCannell ritiene che l’autenticità sia visibile solo se “marcata” da un segno chiaro, se ostentata, se messa in scena. Ogni città è costretta a "recitare" sé stessa: Roma deve mettere in scena la romanità, Parigi deve corrispondere all’idea che un americano si fa di Parigi. Trastevere è la caricatura del romanaccio”. « il turista americano in Giappone va alla ricerca non tanto di ciò che è giapponese quanto di ciò che è giapponesizzante, di ciò che esprime giapponesità » Eramo (2017)
● L’ autenticità → intesa nel senso di ambiente primitivo, naturale, non intaccato dalla modernità, preservato grazie a separazioni geografiche. ● Per il turista è autentico soprattutto ciò che rispecchia la cultura del luogo ospitante. Nel settore turistico il concetto di autenticità richiama, dunque, quello di tradizione e di origini e adotta simboli che fanno riferimento ad eventi, epoche o stili di vita del passato. ● Alcune risorse turistiche sono considerate “uniche” proprio perché autentiche. Per costruire e legittimare l’identità di un luogo spesso è necessario un mito, un simbolo del territorio. ● L’autenticità può esser vista anche come uno strumento per riaffermare, attraverso lo sviluppo turistico, l’integrità territoriale.
MacCannell: il turista è alla ricerca dei sight\marker , ossia di elementi simbolici che già conosce attraverso film, fotografie, racconti, e che cerca costantemente durante la sua esperienza turistica.
Diversi livelli di autenticità ricercati dal turista , legati all’alienazione dell’individuo ➔ Turisti ricreazionali e turisti diversivi → richiedono in minor misura una ricostruzione autentica del reale ➔ Turisti esperienziali e i turisti esistenziali → sono invece più esigenti ➔ Turisti esploratori e turisti vagabondi → cercano esperienze nuove in luoghi incontaminati e contatti umani spontanei con la gente del luogo.
Autenticità emergente : indica il processo graduale di autenticazione tramite cui gli eventi e le altre risorse creati e modellati di recente per il consumo turistico possono divenire nel tempo rappresentazioni delle tradizioni locali considerate autentiche.
Il sovraffollamento di turisti in una meta vacanziera, definito dalla World Tourism Organization come “ l’impatto negativo che il turismo, all’interno di una destinazione o in parte di essa, ha sulla qualità di vita percepita dei residenti e/o sull’esperienza del visitatore ”. ➢ nel rapporto redatto per la Commissione per i Trasporti e il Turismo (TRAN) del Parlamento Europeo, l’overtourism “ descrive la situazione nella quale l’impatto del turismo, in un certo momento e in una certa località, eccede la soglia della capacità fisica, ecologica, sociale, economica, psicologica e/o politica ”. ➢ È l’opposto di TURISMO RESPONSABILE che riguarda l’uso del turismo come leva per creare posti migliori in cui vivere e luoghi migliori da visitare. ➢ The Responsible Tourism Partnership lo intende come " destinazioni in cui i residenti o i visitatori sentono che ci sono troppi visitatori e che la qualità della vita in quell’area o la qualità dell'esperienza è peggiorata in modo inaccettabile ”. ➢ Lo sviluppo e la gestione sostenibile del turismo divengono ancora più necessari. ➢ Tra le strategie suggerite per allineare il turismo urbano agli SDGs, in particolare al Goal 11 – città e comunità sostenibili:
" La governance è la chiave. Dobbiamo fare in modo che le comunità locali vedano e beneficiano degli aspetti positivi del turismo ” segretario generale dell’UNWTO
Ognuna di queste capacità fa riferimento a dei limiti che, per evitare overtourism, non andrebbero superati:
Il segretario generale dell’UNWTO - Zurab Pololikashvili – ha dichiarato: " Con l'aumento del numero di turisti, il turismo deve essere sviluppato e gestito in modo sostenibile sia per i visitatori che per le comunità locali. Questo è fondamentale quando si tratta di ciò che viene etichettato come "overtourism " Infatti, quando si parla di mete turistiche naturali, come riserve, oasi, spiagge, parchi e montagne, è fondamentale che il turismo rispetti l’ambiente naturale, inclusi flora, fauna e microclima. Quando la destinazione è una città, il turismo deve principalmente rispettare: ➔ i residenti, ➔ la cultura locale ➔ i siti archeologici, piccoli microcosmi bloccati nel tempo che vanno tutelati. Se tutto ciò non accade, si parla di overtourism o di turismo insostenibile per il luogo, per la natura, per le persone che vi abitano.
4 barriere allo sviluppo sostenibile del turismo