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Turismo urbano Scienze del Turismo, Dispense di Turismo

Sintesi del corso "Turismo Urbano"

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 19/09/2025

noemiiunimib
noemiiunimib 🇮🇹

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TURISMO URBANO
INTRODUZIONE
URBANO: Città, territorio, popolazione - Discipline diverse nel tempo ne hanno dato definizioni diverse
ECOLOGISTI
- «urbano» è il costruito, frutto di attività umana, è l’opposto di naturale, privo di presenza umana.
- Distanza dal centro urbano
- Più nuclei che si mangiano gli spazi aperti
- Non considera la dimensione umana
SCIENZE SOCIALI distinguono tra “spazi urbani”, “aree urbanizzate”, “aree metropolitane”, “città”, anche se tutte
sono considerate dimensioni urbane.
ECONOMISTI: definiscono l’urbano sulla base della densità della popolazione che vive all’interno di una data unità
politica.
PSICOLOGI AMBIENTALI: spostano l’attenzione sulle persone e sulla loro dimensione percettiva.
McIntyre et al. sostengono che:
- gli esseri umani percepiscono e reagiscono in modo diverso agli ambienti naturali rispetto a quelli urbani. Le
scene di ambienti naturali hanno un impatto più positivo sugli stati emotivi e sui livelli di stress rispetto alle
scene urbane.
- le percezioni sono parte integrante delle motivazioni e delle azioni delle persone; pertanto l'utilizzo di una
definizione percettiva della città può fornire un collegamento tra gli aspetti culturali, politici, fisici, percettivi
ed economici che devono essere integrati nel turismo urbano.
- Se, come sostengono, definire variabili percettive urbane incorporate in un ambiente urbano diviene saliente
per la discriminazione tra ambiente urbano e naturale'', allora una tale definizione potrebbe aiutare la natura
interdisciplinare del turismo urbano.
SOCIOLOGI: urbano può suggerire relazioni sociali più ampie, ma meno personali e percettive, oltre che uno stile di
vita caratterizzato da individualismo e anonimato. Fainstein descrive le aree urbane come composte sia da persone
che dalle loro case, dagli uffici e dalle fabbriche che modellano le relazioni sociali. Questi gruppi sociali influenzano la
formazione delle comunità stesse, ma anche la competizione per il territorio e eventuali forme di segregazione.
Questi approcci possono specificare ciò che costituisce urbano, ma non ciò che ne distingue il carattere essenziale.
Definizioni standardizzate
- L’UFFICIO DEL CENSIMENTO AMERICANO definisce urbano un’area con più di 2500 persone.
- NAZIONI UNITE definiscono un’area “urbana” se ospita più di 20mila persone.
- Commissione Europea in sinergia con OCSE
la città è quella unità amministrativa locale dove la maggioranza della popolazione vive in un high density
cluster con una popolazione di almeno 50 mila abitanti;
le functional urban areas sono invece aggregati di comuni contigui, composti dalla città e dalla sua area del
pendolarismo;
infine la greater city si estende su più comuni ed è rappresentata dall’insieme di comuni su cui ricade il centro
urbano.
- STATISTICHE NEOZELANDESI (2006) utilizzano 6 criteri per identificare un confine urbano:
1. forti legami economici;
2. interazione culturale e ricreativa;
3. principali attività commerciali e professionali;
4. una rete integrata di trasporto pubblico;
5. pendolarismo da e verso il nucleo centrale;
6. sviluppo programmato con piani di lungo termine (entro i prossimi 20 anni).
aree urbane caratterizzate da un ambiente edificato occupato e interattivo, sviluppato appositamente per
soddisfare le esigenze di molti stakeholder.
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TURISMO URBANO

INTRODUZIONE

URBANO : Città, territorio, popolazione - Discipline diverse nel tempo ne hanno dato definizioni diverse

● ECOLOGISTI

  • «urbano» è il costruito, frutto di attività umana, è l’opposto di naturale, privo di presenza umana.
  • Distanza dal centro urbano
  • Più nuclei che si mangiano gli spazi aperti
  • Non considera la dimensione umana ● SCIENZE SOCIALI distinguono tra “spazi urbani”, “aree urbanizzate”, “aree metropolitane”, “città”, anche se tutte sono considerate dimensioni urbane. ● ECONOMISTI: definiscono l’urbano sulla base della densità della popolazione che vive all’interno di una data unità politica. ● PSICOLOGI AMBIENTALI: spostano l’attenzione sulle persone e sulla loro dimensione percettiva. McIntyre et al. sostengono che:
  • gli esseri umani percepiscono e reagiscono in modo diverso agli ambienti naturali rispetto a quelli urbani. Le scene di ambienti naturali hanno un impatto più positivo sugli stati emotivi e sui livelli di stress rispetto alle scene urbane.
  • le percezioni sono parte integrante delle motivazioni e delle azioni delle persone; pertanto l'utilizzo di una definizione percettiva della città può fornire un collegamento tra gli aspetti culturali, politici, fisici, percettivi ed economici che devono essere integrati nel turismo urbano.
  • Se, come sostengono, definire variabili percettive urbane incorporate in un ambiente urbano diviene saliente per la discriminazione tra ambiente urbano e naturale'', allora una tale definizione potrebbe aiutare la natura interdisciplinare del turismo urbano. ● SOCIOLOGI: urbano può suggerire relazioni sociali più ampie, ma meno personali e percettive, oltre che uno stile di vita caratterizzato da individualismo e anonimato. Fainstein descrive le aree urbane come composte sia da persone che dalle loro case, dagli uffici e dalle fabbriche che modellano le relazioni sociali. Questi gruppi sociali influenzano la formazione delle comunità stesse, ma anche la competizione per il territorio e eventuali forme di segregazione.

Questi approcci possono specificare ciò che costituisce urbano, ma non ciò che ne distingue il carattere essenziale.

Definizioni standardizzate

  • L’UFFICIO DEL CENSIMENTO AMERICANO definisce urbano un’area con più di 2500 persone.
  • NAZIONI UNITE definiscono un’area “urbana” se ospita più di 20mila persone.
  • Commissione Europea in sinergia con OCSE ● la città è quella unità amministrativa locale dove la maggioranza della popolazione vive in un high density cluster con una popolazione di almeno 50 mila abitanti; ● le functional urban areas sono invece aggregati di comuni contigui, composti dalla città e dalla sua area del pendolarismo; ● infine la greater city si estende su più comuni ed è rappresentata dall’insieme di comuni su cui ricade il centro urbano.
  • STATISTICHE NEOZELANDESI (2006) utilizzano 6 criteri per identificare un confine urbano:
    1. forti legami economici;
    2. interazione culturale e ricreativa;
    3. principali attività commerciali e professionali;
    4. una rete integrata di trasporto pubblico;
    5. pendolarismo da e verso il nucleo centrale;
    6. sviluppo programmato con piani di lungo termine (entro i prossimi 20 anni). aree urbane caratterizzate da un ambiente edificato occupato e interattivo , sviluppato appositamente per soddisfare le esigenze di molti stakeholder.

Possiamo definire L’ URBANO come un luogo che possiede i seguenti elementi: ➔ una forte e ampia base economica che viene servita da più nuclei per le grandi imprese, attività commerciali e professionali; ➔ una significativa rete di trasporto pubblico che funge da porta d'accesso ad altre aree; ➔ una popolazione significativa con una forza lavoro che si sposta da e verso i diversi nuclei, ➔ e uno sviluppo pianificato sul lungo termine. Il paesaggio urbano è una rete nella quale molti individui e gruppi hanno un'impronta sociale, culturale, politica e relazioni economiche.

COS’E’ IL TURISMO URBANO

Manca una definizione semplice per un fenomeno complesso, che sia condivisa.

Ashworth e Page

“aggiungere l’aggettivo urbano al sostantivo turismo sicuramente localizza un’attività in un contesto spaziale (che è diverso dal mare o dalla montagna) ma non definisce o delimita di per sé tale attività”

Van der Borg “un turismo che sta in uno spazio urbano indipendentemente dalle attrazioni che i turisti usano durante la vacanza e dalle motivazioni che li hanno spinti a visitare quella destinazione.”

Montanari “Il turismo urbano esamina lo studio delle complesse relazioni che si stabiliscono tra il turismo e gli insediamenti urbani, così come vanno modificandosi in relazione alla concentrazione dei fenomeni emergenti, sia a seguito dei processi di innovazione sia di globalizzazione”

“il turismo si sovrappone e si confonde, sia nella domanda sia nell’offerta, con le numerose altre attività economiche che trovano una loro collocazione nelle aree urbane”…

  • il rischio è di identificarlo solo con quelle poche attività/servizi/infrastrutture che svolgono funzioni esclusivamente turistiche…
  • il rischio è non considerare il turismo una funzione urbana (e quindi non contemplarlo nei modelli di sviluppo regionale).

«il turismo è un insieme di industrie e servizi che – misurato in termini di prodotto interno lordo, di valore aggiunto, di investimenti di capitale finanziario, di flussi di denaro generati dalla tassazione e di occupazione – risulta la maggiore attività economica a livello mondiale»

Edwards et al. “il turismo è una delle tante forze sociali ed economiche dell'ambiente urbano. Comprende un'industria che gestisce e commercializza una varietà di prodotti ed esperienze a persone che hanno una vasta gamma di motivazioni, preferenze e prospettive culturali e sono coinvolti in un impegno dialettico con la comunità ospitante. Il risultato di questo impegno è un insieme di conseguenze per il turista, la comunità ospitante e l'industria”.

Ma nonostante il turismo si svolga in città, come in altri ambienti, questo di per sé non è sufficiente a chiarire le possibili relazioni e interazioni tra turismo e città.

La comprensione del turismo urbano dipende da una preventiva comprensione del contesto urbano in cui è inserito. Ossia: per comprendere il turismo urbano occorre prima comprendere la città in cui esso ha luogo.

Secondo Ashworth e Page (2010) la ricerca teorica sul turismo urbano andrebbe quindi inquadrata all’interno di quella che è l’evoluzione dell’ordine mondiale del city-based tourism. Le città infatti sono il luogo d’origine della maggior parte dei turisti ma anche la destinazione di molti di loro; inoltre spesso sono anche il punto focale degli itinerari turistici, sia come punti di accesso (gateway) sia come destinazioni. Attualmente, il 54% della popolazione mondiale (4 miliardi di persone) vive in aree urbane; nel 2050 quasi il 70% della popolazione mondiale vivrà in aree urbane.

Gli approcci per lo studio del turismo urbano

  • Il facility approach : (approccio della struttura): considera l'analisi spaziale della localizzazione delle attrazioni turistiche, delle strutture, infrastrutture e zone, inclusi i percorsi per il trasporto, gli hotel, le zone storiche e commerciali.
  • l ’approccio ecologico : si concentra sullo studio della struttura o della morfologia delle aree urbane, che evolvono e funzionano sia in modo organico che sistematico. Una caratteristica di questo approccio è l'identificazione delle zone funzionali o distretti (ad esempio CBD, centro storico, zona dei mercati, zona industriale).
  • The user approach : si concentra sulle caratteristiche, attività, motivazioni, scopi e attitudini del turista (si lega in particolare al marketing turistico)
  • The policy approach : si sviluppa a partire dalle preoccupazioni dei governi locali di accogliere e/o promuovere il turismo concentrandosi su un range di political issues, comprese la fornitura di infrastrutture e il destination marketing.

3 prospettive di analisi: ● prospettiva di governance urbana → turismo come uno tra i tanti player economici e sociali nella città, in competizione per lo spazio e in grado di contribuire all’attività economica. Da questa prospettiva i governi locali e regionali devono far fronte alla sfida della promozione, accoglienza e controllo del turismo accanto alle altre attività urbane; ● prospettiva industriale → turismo come un’industria con una serie di prodotti da vendere, un mercato da identificare e a cui accedere, investimenti e distribuzione di prodotti da gestire e profitti da raggiungere ● prospettiva culturale → turismo in relazione ad una cultura in cambiamento e a questioni più ampie come la globalizzazione, la postmodernizzazione e l’imperialismo culturale. Ha due focus:

  1. relativo agli impatti che i turisti hanno sulle destinazioni ospitanti
  2. l’esperienza turistica in sé.

Le 3 prospettive sono mutualmente inclusive. In questo quadro quindi il TURISMO URBANO è una delle varie forze sociali ed economiche attive nell’ambiente urbano. Comprende un'industria che gestisce e commercializza una varietà di prodotti ed esperienze a persone che hanno una vasta gamma di motivazioni, preferenze e prospettive culturali e che sono coinvolte in un impegno dialettico con la comunità ospitante. Il risultato di questo impegno determina una serie di conseguenze per il turista, la comunità ospitante e l'industria.

I paradossi del turismo urbano

  1. Il TU è una forma di turismo molto importante a livello mondiale, ma ha ricevuto pochissima attenzione, è stato per molto tempo trascurato dagli accademici.
  2. I turisti visitano le città per molti scopi: le città che ospitano la maggior parte dei turisti sono grandi entità multifunzionali in cui i turisti possono essere assorbiti senza sforzo e quindi diventare in larga misura economicamente e fisicamente invisibili.
  3. I turisti fanno un uso intensivo di molti servizi e strutture urbane, ma solo una piccola parte della città è stata creata appositamente per uso turistico.
  4. Il turismo può portare benefici economici alle città ma le città la cui economia dipende maggiormente dal turismo rischiano di beneficiarne di meno. Al contrario sono le città con una base economica ampia e diversificata – e che sono meno dipendenti dal turismo – ad ottenere il massimo dei benefici.

ASIMMETRIA CRITICA NELLA RELAZIONE TRA TURISTA & CITTA’

L'industria del turismo ha bisogno di varietà, di prodotti turistici vari, flessibili e accessibili forniti dalle città ma non è affatto così chiaro che le città abbiano bisogno del turismo.

TURISMO ED EVOLUZIONE DELLA CITTA’

Le città non sono stabili e hanno subito molti mutamenti nel corso del tempo.

URBANIZZAZIONE NEL MONDO

La comprensione del turismo urbano passa da una preventiva comprensione del contesto urbano in cui ha luogo; pertanto l’evoluzione della società nel tempo, e della città, va tenuta in considerazione. Le città sono le principali destinazioni e i principali punti focali attorno a cui ruotano gli itinerari dei viaggiatori (e l’origine di molti di loro). Anche lo sviluppo del turismo globale si intreccia con le traiettorie di trasformazione urbana e dell’urbanizzazione.

Secondo UN la popolazione mondiale è cresciuta dal 14% del 1900 al 47% del 2000 e toccherà il 61% nel 2030. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle megalopoli con popolazioni superiori a 10 milioni (Seoul, NY, Mumbai, Sao Paulo...); assisteremo all’aumento del volume della popolazione che vive nelle città che passerà dai 3 miliardi del 2002 a 5 miliardi nel 2030, con una crescita esponenziale soprattutto nei paesi a medio e basso reddito, e particolarmente in Asia e Africa.

Il turismo urbano risulterà una componente chiave sia delle geografie e delle economie di queste città in espansione, sia nella riconfigurazione del turismo all’interno delle economie nazionali. Per URBANIZZAZIONE si intende – in sociologia – l’aumento della popolazione che vive in città, frutto dell’inurbamento (che vede la migrazione della popolazione di campagna verso le città). Urbanizzare una porzione di territorio significa renderla idonea per ospitare insediamenti abitativi/riproduttivi, ossia idonea a usi edilizi. L’idoneità insediativa non è data solo dalle opere di urbanizzazione realizzate all’interno di un’area, ma dipende dall’inserimento e dall’integrazione dell’area nel resto del sistema urbano. Il risultato finale della produzione insediativa è rappresentato dall’area urbanizzata (e non solo dall’area edificata). L’ URBANESIMO è riferito alla dimensione culturale e alla diffusione di una cultura tipica dei contesti urbani. L’aumento della popolazione ha impattato anche sulla dimensione turistica. Esiste un livello di integrazione tra le infrastrutture materiali e immateriali, i fattori umani, i movimenti locali, le volontà politiche tale per cui “dovremmo piuttosto usare la città come paradigma per guardare non solo ad essa nella sua reale fenomenologia, ma anche alla società nel suo complesso ed allo Stato”. Balducci (2018) Tanto quanto vale questa considerazione circa il legame città-società, altrettanto valida è la medesima riflessione nel legame città-turismo.

Ogni fase di evoluzione della città è caratterizzata da specifiche popolazioni metropolitane (abitanti, pendolari,

city users e businessmen).

Città tradizionale Coincidenza tra abitanti (popolazione notturna) e forza lavoro (popolazione diurna) - sia spazialmente che sociologicamente. La popolazione cittadina resta “dentro le mura”.

Città fordista (da fine seconda guerra mondiale a anni Settanta) Da industria ottocentesca a industria moderna:

  • Imprese di grandi dimensioni (produzione di massa)
  • Tanta manodopera non professionalizzata (catene di montaggio)
  • Organizzazione del lavoro parcellizzata
  • Le attività industriali si concentrano all’interno del tessuto urbano (company town)
  • Si richiama manodopera dalle campagne → flussi migratori, alto tasso di inurbamento e urbanesimo

L’aumento della capacità produttiva degli impianti durante la fase di sviluppo industriale ha alimentato un crescente flusso di immigrati dalla campagna, dalle aree periferiche e rurali, alla città, generando un progressivo ampliamento delle aree peri-urbane. La città continua a crescere a dismisura, sottraendo popolazione alle campagne, creando nuove periferie, spesso anonime, fatte di quartieri operai, ad alta intensità abitativa, bassa qualità ambientale, con il fenomeno del pendolarismo.

Metropoli di prima generazione Fase della città caratterizzata dalla crescente scissione territoriale tra pop notturna e pop diurna, tra coloro che abitano e coloro che lavorano soltanto in città. È l’inizio della forma metropolitana. Si sviluppa il pendolarismo [commuting] e si assiste allo sviluppo della metropoli di prima generazione (che nasce in corrispondenza della maturità industriale). Le grandi città e i loro hinterland continuano a crescere perché i fattori di concentrazione dell’economia (tecnologie produttive, trasporti ecc.) rendono la città il posto localizzativo preferito per imprese e individui.

campagna grazie ai nuovi corridoi del trasporto pubblico, in particolare le ferrovie. La città postfordista è un uovo strapazzato, senza una forma precisa, policentrico, granulare e ricco di enclave isolate.

Città globali Luoghi che dominano il business mondiale, e dove la conoscenza è alla base delle attività produttive. La globalizzazione come processo ha un impatto anche sulle città medie e piccole, e i segni visibili di questo processo si possono trovare nel settore del turismo e dell'ospitalità (ad esempio, l'evoluzione dei ristoranti etnici, degli eventi culturali non locali e lo sviluppo creativo di esperienze e prodotti).

Le forme di turismo si moltiplicano e si legano a vari interessi. Emerge il tema dell’autenticità cercata dal turista. Le città sono chiamate a specializzarsi, puntando sulle proprie unicità locali, per rispondere alle domande sempre più esigenti dei turisti.

Uno dei paradossi del turismo urbano nelle città globali è che queste sono importanti hub che generano notevoli flussi turistici ma la loro base economica NON è il turismo; le città globali possono essere relativamente disconnesse dalla loro regione e persino dall’economia nazionale. Questa situazione implica:

  • Sfide significative in termini di utilizzo del turismo come veicolo per lo sviluppo regionale (che emerge dalla distribuzione o redistribuzione spaziale dei turisti dalle città globali ad altre aree più periferiche)
  • Il dominio delle città globali nello sviluppo delle infrastrutture di trasporto solleva problemi notevoli in relazione alla connessione/disconnessione delle città e loro accessibilità.
  1. In termini politici : la globalizzazione ha accelerato flussi materiali e immateriali a livello internazionale, fatto cadere le barriere doganali e creato nuove micro-economie regionali.
  2. A livello economico : i cambiamenti legati alla globalizzazione e che hanno un effetto sulla mobilità umana sono soprattutto quelli legati alla nascita e crescita delle transnational corporations* e allo sviluppo del settore dei servizi. Da questi fenomeni deriva un’accresciuta mobilità internazionale.
  3. A livello tecnologico : la globalizzazione ha avuto un effetto positivo sulla mobilità umana per la maggiore offerta di mezzi di trasporto rapidi/efficienti e a buon mercato. La tecnologia dell’informazione e della comunicazione, sviluppatasi tra gli anni ’60 e ’70, ha poi permesso di trasformare la società in una società a RETE, basata su una rete capillare di contatti che si possono anche mantenere oltre la distanza geografica.
  4. I media , anch’essi globalizzati, svolgono un ruolo determinante sulle scelte di chi si sposta

LA SOCIETÀ DELL’INFORMAZIONE (Castells 1989) ➔ trasformazione profonda che muta sia il concetto di città che quello di metropoli ➔ esplosione della mobilità e lo sviluppo dei sistemi di comunicazione contribuiscono massicciamente alla dissoluzione dei confini

Essa è: ● Società caratterizzata dalla preminenza di informazione, sapere e conoscenza rispetto ai beni materiali (e alla produzione industriale); ● una società in cui cambiano le centralità sociali, politiche ed economiche: dalla fabbrica all’ufficio, dall’economia dei beni materiali a quella dei beni immateriali (informazione, conoscenza, marketing…), dall’industria al terziario, dai colletti blu (operai) ai colletti bianchi. ● Nella società dell’informazione le tecnologie informatiche sono pervasive e influenzano i processi produttivi, sociali, identitari e politici. La capacità di produrre, manipolare e distribuire informazione diventa il fattore principale di ricchezza e potere. ● il nuovo sistema economico è: 1. informazionale 2. globale 3. a rete ● Castells fa riferimento ad uno SPAZIO DEI LUOGHI - dove prende corpo l’esperienza vissuta delle persone, l’interazione sociale basata sulla contiguità fisica - & uno SPAZIO DEI FLUSSI dove circolano saperi, competenze, denaro e persone, dove si privilegiano le pratiche sociali a distanza e i confini (tra stati, organizzazioni, comunità e gruppi) sono sempre meno importanti; è lo spazio delle connessioni digitali, del credito, del business…

Meta-città > Un tipo del tutto nuovo di morfologia urbana sta creando una serie di Grandi Regioni Urbane in cui forme differenti di insediamenti umani si mescolano fino a costituire un’entità urbana nuova ma ancora indefinita, che chiamiamo meta-città”.

LA SOCIETA’ DIGITALIZZATA

Le tecnologie hanno trasformato i vari ambiti del turismo, dall’esperienza dei turisti all’offerta turistica, e facilitato la riorganizzazione di molti servizi. Non c’è più solo il centro città ad attirare i turisti, ma una estensione territoriale crescente. Diffusione dei social network dà forma ad un turismo sempre più smart.

QUINDI:

  1. Fino agli anni Novanta le specificità della società e la morfologia e formulazione delle città hanno dato forma ad un turismo di destinazione, incentrato sulle risorse.
  2. A partire dagli anni Duemila si diffonde un turismo di motivazione, incentrato sul prodotto, con un turista attivo, curioso che cerca proposte basate sui propri interessi.
  3. A partire dal 2010 con la massiccia penetrazione delle TIC e di Internet 2.0 (ma anche con le prime generazioni di nativi digitali) si arriva ad un turismo di relazione, incentrato sulle esperienze da vivere con i locali, e da condividere sui social networks, e dove le destinazioni non sono più tanto quello che pubblicizzano, quanto quello che i turisti di esse raccontano.

Infine: impatti della pandemia sul comparto turistico stanno trasformando nuovamente il turismo nelle aree urbane (e non solo), aprendo la strada a una più forte presenza del digitale e delle tecnologie, così come stimolando modalità più slow di turismo.

LA COMPETIZIONE TRA CITTÀ

“i tre elementi del turismo urbano – il turista, l’industria turistica e le città – interagiscono producendo un sistema ecologico complesso. I gusti e i desideri dei turisti sono volatili. Con l’ingresso delle corporation multinazionali, l’industria turistica è nel bel mezzo di una rivoluzione in cui immagini, informazioni e denaro sono trasmessi a velocità della luce. Per richiamare i turisti, le città devono rimodellarsi coscientemente per creare un paesaggio fisico in cui i turisti desiderino risiedere” (Fainstein e Judd)

Modelli di sviluppo :

  • competizione globale
  • élite politiche locali cercano nuove alleanze per stabilire coalizioni egemoniche e vincenti
  • le coalizioni possono avere due orientamenti
    1. PRO GROWTH a. orientamento alla crescita economica; efficienza, rischio e competizione per attrarre capitali e risorse; b. modello della tripla elica; c. modelli che valorizzano offerta culturale, creatività, intrattenimento.
    2. PRO WELFARE a. Orientamento alla redistribuzione della ricchezza, all’equità sociale, alla qualità della vita.

Gli Stati stanno portando maggiore attenzione al tema ambientale/cambiamenti climatici…

COS’E’ UNA ZEBRA?

Lo “ Zebra movement ”, così come conosciuto su larga scala, ha visto la luce nel 2017 quando quattro imprenditrici impegnate a costruire la loro startup, si resero conto di non voler più competere con gli unicorni e con il modello di Venture Capital predominante. Hanno così pubblicato il manifesto del movimento delle zebre , una lettura fondamentale per chiunque voglia far crescere il proprio business in modo sostenibile. Il movimento si fonda su tre principi:

  1. L'elemento distintivo di questa tipologia di aziende è il duplice scopo che perseguono: non solo cercano la redditività in termini economici, ma mirano anche ad avere un impatto positivo sulla società, senza sacrificare l'uno per l'altro. Per usare le parole di Mara Zepeda: "le zebre sono sia bianche che nere”
  2. Le zebre sono anche mutualistiche unendosi in gruppi, si proteggono e si preservano a vicenda. Il loro input individuale si traduce in un output collettivo più forte.
  3. Le zebre sono costruite con una resistenza e un'efficienza del capitale senza pari, finché le condizioni permettono loro di sopravvivere. Ciò che rende le zebre realmente diverse dagli unicorni, nonché l'elemento comune ai tre principi appena enunciati, è il metodo utilizzato nel portare avanti il loro progetto imprenditoriale: piuttosto che impiegare preziose energie nell'attrarre nuovi investitori, queste startup preferiscono utilizzare metodi alternativi per la raccolta di capitali (ad esempio, finanziamenti revenue based), potendosi così focalizzare maggiormente sulla crescita costante dei propri ricavi e sulla creazione di un impatto positivo nel territorio di riferimento.

Critiche: rischio sviluppo non necessariamente sostenibile, rischio mercificazione, perdita identità locale, perdita autenticità, rischio gentrification, frammentazione, dinamiche di esclusione sociale…

  1. Città politecnica : Valorizzazione settori scientifici e tecnologici: innovazione, tecnologia, legame con istituzioni accademiche e fondazioni bancarie

CITTÀ come LEISURE & ENTERTAINMENT MACHINE 3 sotto agende: ● Arte e cultura ● Mega eventi ● Turismo Secondo Lloyd e Clark, i servizi e la cultura guidano le politiche urbane, piuttosto che il contrario. Rischi: strategie di clusterizzazione culturale deteriora il valore artistico e culturale originale dei luoghi.

CITTÀ VERDE E BLU

● Gestione risorse idriche, promozione e creazione aree verdi, sostenibilità ambientale ● Gestione integrata infrastrutture blu e infrastrutture verdi ● Unione Europea esorta le città europee ad un approccio integrativo degli asset blu e verdi nell’ottica di contribuire al miglioramento generale dell’ambiente urbano.

Le agende urbane "vincenti" derivano principalmente dall'alleanza di due o più regimi diversi. Le coalizioni emergenti sono quindi costituite da diversi mix (che variano da città a città tra i diversi modelli elencati). Le coalizioni che generano i regimi urbani "vincenti" sono spesso portatrici di interessi legittimi e talvolta illegittimi che prevalgono su quelli delle coalizioni "perdenti" in attesa del loro turno. Il turismo è particolarmente legato al quarto modello indicato, ma non può essere separato dal quinto. La combinazione dei diversi modelli genera agende e sotto-agende diverse tra le diverse città esaminate.

DISTINZIONE URBANA

Ripensare l’attrattività turistica in tempi di crisi sanitaria, economica e ambientale. Domande di partenza:

  • Cosa rende attrattiva una città in chiave turistica?
  • Quali aspetti dei contesti urbani richiamano i visitatori e i turisti?
  • E come le città si attrezzano per provare ad attirarne sempre di più, trasformando il turismo in un veicolo di crescita e sviluppo?

Crisi modello fordista e keynesiano, crollo muro di Berlino, avvento globalizzazione ● crescente bisogno di differenziarsi al fine di competere per attirare capitale ● necessario ripensare il proprio modello di sviluppo e rivedere le proprie agende per uscire dalla crisi economica e sociale Per richiamare i turisti, le città devono rimodellarsi coscientemente per creare un paesaggio fisico in cui i turisti desiderino risiedere (Judd e Fainstein)

CONCETTO DI DISTINZIONE URBANA :

Necessario per le città sviluppare strategie e iniziative di promozione per comunicare immagine di sé all’esterno ; Si distingue:

  1. Capitale economico
  2. Capitale culturale
  3. Capitale sociale
  4. Capitale simbolico

TIPOLOGIA QUADRIPARTITA

  • alto capitale economico ed alto capitale culturale : ad esempio la grande borghesia con antiche tradizioni storiche
  • alto capitale economico e basso capitale culturale : ad esempio i parvenu e gli industriali arricchitisi di recente, che non hanno fatto in tempo a “convertire” il denaro in cultura o prestigio;
  • basso capitale economico e basso capitale culturale : la classe operaia e altri ceti popolari;
  • basso capitale economico ed alto capitale culturale : insegnanti, studenti, rappresentanti di professioni intellettuali poco pagate.

La classe egemonica è quella che possiede tutti i quattro tipi di capitale in eguale misura. Questi quattro tipi di capitale sono convertibili l’uno nell’altro, nel senso che chi ha la cultura (capitale culturale) può tradurla in denaro (capitale economico), e così via…

Estensione del concetto da individuo a città Secondo Marra le città che vivono una competizione maggiore sono quelle “ che avevano, e solo in parte hanno ancora, un forte capitale economico, che dopo la crisi del fordismo che risale ai primi anni settanta, da solo non basta più ”.

Identificazione di 10 Hallmark, elementi di distinzione urbana. Ritardo delle città nel comprendere la condizione strutturale di crisi del modello fordista; quando lo capiscono serve attivare processi di riconversione per rilanciarsi: ➔ Alcune: valorizzazione delle eccellenze locali, produttive, paesaggistiche o storiche per riqualificare i propri territori, promuovere elementi di unicità e trasmettere una nuova immagine di sé. ➔ Altre spingono su vocazione culturale , potenziando le risorse già in essere come quelle museali, o supportando la diffusione di festival, ecc. ➔ Altre ancora: rilancio immobiliare, iconicità degli edifici in chiave di fama e prestigio (e quindi capitale culturale alla Bourdieu), economia della conoscenza e le ICTs.

CITTÀ DEL TRIANGOLO INDUSTRIALE

GENOVA TORINO MILANO

Città industriale portuale e statale One company town (FIAT) Mercato di produzione industriale e finanziaria

1992 COLOMBIADI Olimpiadi invernali 2006 ● EXPO MILANO 2015 ● Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026

Effetti della deindustrializzazione : spinta verso strategie di riposizionamento economico che hanno trasformato l’immagine delle città a livello nazionale ed internazionale. Le tre città hanno cercato di diversificare le loro principali attività economiche e produttive verso il settore terziario, ma promuovendo inoltre attività di marketing locale per attrarre investitori e risorse, lavorando su comunicazione e servizio, ma anche sull’arredo urbano e sulla promozione della cultura e degli eventi.

Importanza della dimensione TURISTICA come leva per diventare più attrattivi. Mega Evento + Idea di riposizionamento urbano grazie a nuovi simboli architettonici (rigenerazione della città attraverso progetti di architetti famosi, opere e grandi interventi infrastrutturali). Oggi, attori e iniziative legate ai diversi regimi e agende/sotto agende sono chiaramente mescolati nel processo di rendere la città attraente. In questo modo tre città che storicamente non sono mai state città turistiche sono riuscite ad affermarsi nel panorama turistico nazionale ed internazionale.

COVID-19 e scenario corrente Probabilmente emergerà un NUOVO REGIME Le UR non muoiono, esistono e provano ad affermarsi sugli altri, a seconda delle difficoltà del periodo.

COSTRUIRE UN INDICE DI DISTINZIONE URBANA

Per ciascuno degli elementi sono stati identificati degli indicatori a livello nazionale e internazionale:

  1. identificare fonti adeguate
  2. ricerca di nuovi indicatori affidabili disponibili a livello locale e internazionale

GREEN/BLUE CITY : Cluster «natura»: una serie di soluzioni nature based messe in atto dalle città rispondono a una domanda di sostenibilità ma anche di riduzione del rischio ambientale. SMART CITY : La città digitalizzata in chiave turistica (mobilità, piattaforme ecc…) è sempre più apprezzata.

CONCLUSIONI :

  • Fondamentale aiutare le città a trasformare il turismo in una forza che le renda “smarter, more sustainable and safer”.
  • Costruire un indice di distinzione urbana consente di mettere a fuoco immediatamente le dimensioni di debolezza e le aree di miglioramento delle città.
  • Superare le principali problematiche (identificare fonti affidabili e ottenere dataset comprensivi).

COSA INFLUENZA IL TURISMO?

Alcuni fattori chiave sono stati:

  • Mobilità :
    1. Diffusione motorizzazione privata: traffico e vacanze negli anni ’
    2. Diffusione voli low cost
    3. Viaggi spaziali: a. Richard Branson - Virgin Galactic - 11 luglio 2021 primo volo turistico operativo; b. Jeff Bezos - Blue Origin - 20 luglio ha lanciato il suo primo volo spaziale con equipaggio. c. miliardario Jared Isaacman a bordo di una navicella spaziale SpaceX Crew Dragon (di proprietà di Elon Musk): prima missione orbitale con equipaggio senza astronauti professionisti
  • Cambiamenti demografici e urbanizzazione : previsioni delle Nazioni Unite → la popolazione mondiale aumenterà di due miliardi entro il 2050 e toccherà il picco di quasi 11 miliardi di persone entro la fine del secolo, con un aumento di popolazione urbanizzata e più ultra 65enni che bambini al di sotto dei cinque anni. Tutti fattori che determinano flussi di spostamenti che impattano anche sul turismo.
  • Digitalizzazione : Con la nascita della società dell’informazione, la massiccia diffusione di sensori, le applicazioni software e l’uso dei big data → si rivoluziona l’industria turistica. Grazie alla digitalizzazione stanno emergendo società che operano a livello internazionale e offrono prodotti di viaggio sempre più innovativi. Le tecnologie stanno aprendo possibilità di organizzazione, fruizione e comunicazione del viaggio inedite, sia in termini di domanda che di offerta.
  • Miglioramento della salute e maggiore disponibilità economica : ➔ Viaggi più frequenti e più brevi ➔ In paesi densamente popolati come cina e india si sta formando una classe media sempre più incline al viaggio ➔ Emergono mete secondarie

STUDIARE GLI IMPATTI DEL TURISMO

Prime ricerche: anni 80/90. Ma opinioni contrastanti:

  • Secondo Ashworth & Page (2011) solo una minima parte dell'estensione fisica, dei servizi, delle strutture e delle comunità ospitanti delle destinazioni è influenzata dal turismo in misura notevole.
  • García-Hernández e colleghi(2017): gli impatti positivi del turismo possono influenzare la destinazione nel suo complesso, ma gli effetti negativi tendono a concentrarsi maggiormente sulle aree circostanti.
  • van der Borg e colleghi(1996): l'intera comunità urbana è influenzata dal turismo nelle città.

ESEMPIO: Lo studio di Füller & Michel (2014) su Berlin Kreuzberg, un quartiere di Berlino, dimostra come il "nuovo turismo urbano", che è "orientato verso un'esperienza della città al di là delle attrazioni turistiche ufficialmente dichiarate", abbia cambiato una località interna alla città che non era stata considerata un'importante destinazione turistica. I modelli comportamentali dei turisti hanno esteso l'area della città su cui il turismo ha un impatto. Ashworth & Page (2011) sostengono anche che " l'impatto del turismo sulle città in generale è quasi certamente sovrastimato ed estrapolato da alcuni casi noti e spesso troppo pubblicizzati... ". (x loro esempi sono Londra e Parigi). Ci sono tanti lavori su casi noti, come Roma, Venezia… Tuttavia, nella letteratura sugli impatti del turismo sulle aree urbane si possono trovare diversi casi di città con diversi livelli di sviluppo turistico.

Alcuni studi riguardano gli impatti del turismo su destinazioni turistiche "tradizionali" e ben note con un alto numero di visitatori come Roma, o Madrid, o Venezia;

Van der Borg in particolare ne evidenzia gli impatti negativi : ● la capacità di carico della città è superata dal numero di turisti e visitatori, che esercitano sul centro una pressione insostenibile spostando molte funzioni urbane, incompatibili con un alto numero di visite al giorno e con costi, di immobili e di vita.

CICLO DI VITA DELLE LOCALITÀ TURISTICHE

Butler nel 1980 dimostra la pericolosità di un eccesso di turismo elaborando la teoria sui livelli del ciclo di vita di una destinazione turistica

1. LA SCOPERTA :

a. Flussi turistici di scarsa entità, non regolari, non stagionali, spesso viaggiatori individuali "fai da te" (Allocentrics, Explorer); b. Non sono presenti servizi specifici per turisti; c. Elevato contatto tra visitatori e popolazione locale; d. Basso livello di impatto nell'economia e nelle società locali.

2. LA NASCITA :

a. Il numero dei visitatori aumenta regolarmente (si delinea una prima stagionalità); b. Si mantiene alto il contatto turisti-locali; c. Aumentano le strutture/servizi per i turisti offerte dai locali; d. Lievi impatti sugli schemi sociali; e. Prima definizione della destinazione e del suo mercato; f. Iniziano ad essere presenti alcuni livelli di organizzazione nei servizi; g. Prime pressioni sulle amministrazioni pubbliche al fine di migliorare servizi.

3. LA CRESCITA :

a. Il numero di visitatori aumenta e si definisce la stagionalità dell'area; b. Nella peak season il numero dei turisti supera o eguaglia quello dei residenti; c. Cresce l'offerta dei servizi per il turismo, alcuni fornitori locali spariscono a favore di quelli esteri più competitivi e preparati; d. Diminuisce il coinvolgimento dei residenti; e. La pianificazione territoriale passa a livello regionale o nazionale, a discapito del controllo locale; f. Modifiche nell'ambiente naturale e nel paesaggio.

  1. ha messo in evidenza che il declino non è necessariamente una fase che segue la stagnazione, è infatti possibile intervenire con azioni di rinnovamento e favorire un ribaltamento della situazione e la ripresa dell’era turistica. (popolazione locale non è mai presa in considerazione in termini di impatto subito).

IRRITATION INDEX Doxey (1975)

Un indice che considera il rapporto tra turisti e comunità locale e cresce man mano che la convivenza tra turisti e residenti diventa insostenibile. Quattro fasi:

  1. Euforia : la popolazione accoglie positivamente i turisti intravedendo possibilità di sviluppo economico e di rivitalizzazione dei propri centri storici.
  2. Apatia : la popolazione perde interesse per le questioni di stampo turistico, convinta che riguardino solo gli operatori.
  3. Saturazione : emergono i primi attriti tra local e turisti per via del sovraffollamento, dell’aumento dei prezzi…
  4. Antagonismo : si supera la soglia di carico (quanti turisti la destinazione riesce a sopportare) e si ha un vero e proprio scontro tra residenti e comparto turistico. I disagi indotti dal turismo sono più dei benefici che esso porta, e in molti casi si arriva alla nascita di movimenti anti-turismo

Adattamento di RUSSO (Caso di Venezia: “circolo vizioso” nello sviluppo di una destinazione) ● quando si supera la capacità di carico la destinazione è satura di turisti, ● La richiesta di “essere nella destinazione” e “consumarla”, fa lievitare i prezzi dei servizi, ● Se i costi per fruire di una destinazione aumentano, i turisti opteranno per soggiorni più brevi, magari prenotando l’alloggio fuori dai centri urbani o in zone limitrofe, o addirittura in altre città più piccole confinanti. Questo non riduce la popolarità delle attrazioni che si possono trovare nei centri storici. Non riduce nemmeno il numero di turisti in termini di affluenza, ma fa aumentare invece la presenza di visitatori giornalieri o escursionisti, alimentando il “circolo vizioso” di cui parla Russo.

NB) Gli escursionisti , o one day trip, fruiscono di un numero minore di attrazioni, sono meno interessati alla dimensione culturale, storica e artistica del contesto locale, non pernottano, la loro spesa pro-capite giornaliera è inferiore a quella di chi si ferma più notti, e in generale spendono meno.

LA CAPACITA’ DI CARICO TURISTICA (CCT) “ il numero massimo di persone che visitano, nello stesso periodo, la

località senza compromettere le sue caratteristiche ambientali, fisiche, economiche e socioculturali e senza ridurre la soddisfazione dei turisti ” (WTO 1999).

3 APPROCCI:

  1. tradizione «resource-based» - «prospettiva ecologica positivista» > mira a proteggere le risorse introducendo limiti e obiettivi misurabili
  2. « activity based tradition » - limiti dinamici, modifiche legate alla capacità di adattamento della destinazione, modello di ciclo di vita della destinazione di Butler (2011), CCT incrementata dal marketing, dal miglioramento infrastrutture, dal rinnovo prodotti, «prospettiva evolutiva»
  3. tradizione « community based » - al centro la comunità e gli aspetti relazionali; i limiti sono scelti attraverso la partecipazione degli stakeholder e attraverso un processo di negoziazione sociale.

DEFINIRE LA CCT

Secondo Shelby e Heberlein (1986) vanno considerate almeno due parti: A) Parte descrittiva : descrive come funziona il sistema (destinazione turistica) oggetto di studio, inclusi gli aspetti fisici, ecologici, sociali, politici ed economici. 3 fattori potenzialmente limitanti: ● Vincoli ● Colli di bottiglia ● Impatti B) Parte valutativa : descrive come deve essere gestita un'area e il livello di impatti accettabili. Questa parte del processo inizia con l'identificazione della condizione desiderabile di sviluppo. Vanno definiti:

  • Obiettivi
  • Criteri valutativi

LE DIMENSIONI DEL TCC

La def. del WTO pone in evidenza 3 dimensioni della capacità di carico:

  1. Capacità di carico fisico-ecologica : capacità dei sistemi naturali di assorbire un certo impatto senza causare la perdita delle proprie caratteristiche essenziali o delle funzioni ecologiche. Limite fisico: livello oltre il quale la risorsa risulta degradata in modo irreversibile.
  2. Capacità di carico socioculturale : livelli di tolleranza della popolazione locale e qualità dell’esperienza dei visitatori dell’area. Limite sociale: livello oltre il quale le funzioni sociali e/o economiche dell’area risultano danneggiate e/o ostacolate (i costi sociali percepiti dai residenti superano i benefici), risultato: degrado nella qualità della vita della popolazione ospitante.
  3. Capacità di carico politico-economica : impatto del turismo sulle strutture economiche locali (inclusa competizione con altri settori). Abilità ad assorbire le varie funzioni turistiche senza compromettere le attività locali. Limite economico: livello oltre il quale la qualità della vita si riduce drasticamente al punto da determinare una contrazione della domanda.

Quindi la capacità di carico di una destinazione:

  • non è un unico numero ma un vettore di indici , determinato in funzione della tipologia di territorio analizzato, degli obiettivi di management, della resilienza dei sistemi e dei tipi di attività presenti;
  • non è necessariamente fissa nel tempo, ma può essere alterata da azioni di management, come la fornitura di strutture ricreative, e da cambiamenti ambientali o sociali;
  • può essere influenzata da tecniche e controlli di gestione ;
  • la massima capacità di carico di una destinazione turistica è poi definita dal vincolo più stringente, ovvero quello che per primo si attiva tra quello sociale, economico e fisico.

Nella valutazione quindi si fondono VARIABILI OGGETTIVE & VARIABILI SOGGETTIVE

GLI IMPATTI DEL TURISMO

Non sono tutti necessariamente negativi. Es) sovraffollamento :

  1. good crowding quando grazie ai turisti la località acquisisce vitalità, riesce ad alimentare una sorta di senso di appartenenza, i locali sono aperti, c’è musica dal vivo, artisti di strada, e una maggiore percezione di sicurezza.
  2. bad crowding quando le code per visitare le attrazioni, l’affollamento interno, l’impressione di trovarsi in un contesto posticcio, ricreato per i turisti, ma anche percezione di maggior rischio di truffe e borseggi proprio per il sovraffollamento, generano un forte senso di malessere.

IMPATTI MATERIALI E IMMATERIALI

Impatti economici (occupazione, costo della vita, mercato immobiliare, redditi e redistribuzione) ➢ omogeneizzazione commerciale e scomparsa dei tradizionali commercianti locali, ➢ colonizzazione da parte di marchi stranieri, ➢ aumento dell’occupazione instabile e incerta nel settore dell’ospitalità, ➢ minaccia per il tessuto sociale ed economico del quartiere a causa della crescita del settore immobiliare turistico.

Impatti sociali (possibilità di shopping, difficoltà di shopping, ospitalità o meno dei residenti, crimini e reati, congestione urbana, qualità della vita). Le nuove opportunità di lavoro nell'area ospitante incoraggiano i residenti a rimanere e ad attrarre persone (ad esempio in cerca di lavoro) dall'esterno; «nelle aree turistiche mature il turismo stimola l'urbanizzazione» Altri studi hanno risultati contrastanti.

  • L’aumento dei prezzi dei terreni porta all'espulsione della popolazione locale.
  • affollamento anche per i residenti.
  • casi estremi di sfollamento dei residenti (come in una città giamaicana, in cui i residenti hanno dovuto spostarsi fuori città per consentire la costruzione di un nuovo porto da crociera, ma acqua ed elettricità non erano disponibili nel loro nuovo quartiere. « l'aumento dello sviluppo urbano» può essere inteso come un fattore che riduce la qualità della vita dei residenti e cambia il carattere della zona »

processi di rigenerazione urbana. Come prima conseguenza i prezzi degli immobili salgono, i vecchi residenti pertanto vengono espulsi e soppiantati da un nuovo gruppo sociale con una maggiore disponibilità di reddito che possono fronteggiare i costi aumentati. Ai cambiamenti residenziali seguono quelli commerciali, in quanto anche i piccoli negozi di quartiere non possono permettersi gli alti costi.

Banalizzazione dell’ambiente urbano a fini turistici Di recente si rileva una ulteriore tendenza alla omologazione dell'offerta turistica, legata principalmente agli alloggi: il cd processo di ikeizzazione che vede gli appartamenti in affitto sempre più identici perché arredati con mobili ikea. Al centro della visione di Ikea c’è il concetto di home. Sentirsi a casa è una delle forme che assume la domanda di identità della post-modernità. La banalizzazione nelle sue sfaccettature accentua il paradosso globale-locale: si assiste infatti da un alto alla “ localizzazione del globale ” e dall’altro alla “ globalizzazione del locale ”. In altri termini le città tendono: da un lato a interiorizzare le spinte e le tendenze globali, incorporandole al loro interno e dall’altro ad autoristrutturarsi in linea con le altre città per essere vincenti nella competizione globale.

  1. Rischi per le città d’arte : distruggere fisicamente i beni culturali, l’atmosfera che le rende particolari, inquinamento acustico – atmosferico – odori, mistificazione della realtà, traffico e congestione, rischio che i residenti non gradiscano i turisti
  2. Rischi per le città post industriali: aumento dei prezzi dei terreni e immobili, dei beni e dei servizi anche per i residenti, perdita dei servizi e della produttività se l’economia si riversa sul turismo.
  3. Opportunità per tutte le città : generazione di posti di lavoro, forti connessioni con l’economia locale, alta capacità di generare effetti di propagazione e moltiplicazione, possibilità di attrarre investimenti in diversi settori, rigenerazione urbana, recupero quartieri e aree degradate.

TEMA DELL’AUTENTICITÀ

MacCannell ritiene che l’autenticità sia visibile solo se “marcata” da un segno chiaro, se ostentata, se messa in scena. Ogni città è costretta a "recitare" sé stessa: Roma deve mettere in scena la romanità, Parigi deve corrispondere all’idea che un americano si fa di Parigi. Trastevere è la caricatura del romanaccio”. « il turista americano in Giappone va alla ricerca non tanto di ciò che è giapponese quanto di ciò che è giapponesizzante, di ciò che esprime giapponesità » Eramo (2017)

● L’ autenticità → intesa nel senso di ambiente primitivo, naturale, non intaccato dalla modernità, preservato grazie a separazioni geografiche. ● Per il turista è autentico soprattutto ciò che rispecchia la cultura del luogo ospitante. Nel settore turistico il concetto di autenticità richiama, dunque, quello di tradizione e di origini e adotta simboli che fanno riferimento ad eventi, epoche o stili di vita del passato. ● Alcune risorse turistiche sono considerate “uniche” proprio perché autentiche. Per costruire e legittimare l’identità di un luogo spesso è necessario un mito, un simbolo del territorio. ● L’autenticità può esser vista anche come uno strumento per riaffermare, attraverso lo sviluppo turistico, l’integrità territoriale.

MacCannell: il turista è alla ricerca dei sight\marker , ossia di elementi simbolici che già conosce attraverso film, fotografie, racconti, e che cerca costantemente durante la sua esperienza turistica.

Diversi livelli di autenticità ricercati dal turista , legati all’alienazione dell’individuo ➔ Turisti ricreazionali e turisti diversivi → richiedono in minor misura una ricostruzione autentica del reale ➔ Turisti esperienziali e i turisti esistenziali → sono invece più esigenti ➔ Turisti esploratori e turisti vagabondi → cercano esperienze nuove in luoghi incontaminati e contatti umani spontanei con la gente del luogo.

Autenticità emergente : indica il processo graduale di autenticazione tramite cui gli eventi e le altre risorse creati e modellati di recente per il consumo turistico possono divenire nel tempo rappresentazioni delle tradizioni locali considerate autentiche.

OVERTOURISM

Il sovraffollamento di turisti in una meta vacanziera, definito dalla World Tourism Organization come “ l’impatto negativo che il turismo, all’interno di una destinazione o in parte di essa, ha sulla qualità di vita percepita dei residenti e/o sull’esperienza del visitatore ”. ➢ nel rapporto redatto per la Commissione per i Trasporti e il Turismo (TRAN) del Parlamento Europeo, l’overtourism “ descrive la situazione nella quale l’impatto del turismo, in un certo momento e in una certa località, eccede la soglia della capacità fisica, ecologica, sociale, economica, psicologica e/o politica ”. ➢ È l’opposto di TURISMO RESPONSABILE che riguarda l’uso del turismo come leva per creare posti migliori in cui vivere e luoghi migliori da visitare. ➢ The Responsible Tourism Partnership lo intende come " destinazioni in cui i residenti o i visitatori sentono che ci sono troppi visitatori e che la qualità della vita in quell’area o la qualità dell'esperienza è peggiorata in modo inaccettabile ”. ➢ Lo sviluppo e la gestione sostenibile del turismo divengono ancora più necessari. ➢ Tra le strategie suggerite per allineare il turismo urbano agli SDGs, in particolare al Goal 11 – città e comunità sostenibili:

  • promozione della dispersione dei visitatori nei luoghi e nel tempo,
  • sviluppo di nuovi itinerari e attrazioni per i visitatori
  • revisione e adeguamento delle infrastrutture cittadine,
  • regolamentazione del traffico,
  • creazione di zone pedonali,
  • revisione della tassazione sugli hotel e sugli alloggi.

" La governance è la chiave. Dobbiamo fare in modo che le comunità locali vedano e beneficiano degli aspetti positivi del turismo ” segretario generale dell’UNWTO

CAPACITÀ E LIMITI

Ognuna di queste capacità fa riferimento a dei limiti che, per evitare overtourism, non andrebbero superati:

  1. “Capacità fisica ”: indica la quantità di persone che uno spazio può fisicamente contenere senza provocare ripercussioni negative su chi si trova all’interno di esso.
  2. “Capacità ecologica ”: determina i flussi che una destinazione può reggere affinché non vi siano danni di tipo ambientale.
  3. “Capacità sociale ”: quantità massima di turisti tale che non si creino tensioni sociali fra loro e i residenti.
  4. “Capacità economica ”: individua la soglia di visitatori tale che gli svantaggi economici derivanti dal turismo non superino i benefici.
  5. “Capacità psicologica ”: numero massimo di turisti e/o residenti presenti in un’area per cui non si creino situazioni di disagio psicologico legate all’affollamento come stress o confusione mentale.
  6. “Capacità politica ”: riguarda il volume di visitatori che le amministrazioni sono in grado di gestire per far sì che non affiorano le conseguenze negative tipiche dell'over tourism.

Il segretario generale dell’UNWTO - Zurab Pololikashvili – ha dichiarato: " Con l'aumento del numero di turisti, il turismo deve essere sviluppato e gestito in modo sostenibile sia per i visitatori che per le comunità locali. Questo è fondamentale quando si tratta di ciò che viene etichettato come "overtourism " Infatti, quando si parla di mete turistiche naturali, come riserve, oasi, spiagge, parchi e montagne, è fondamentale che il turismo rispetti l’ambiente naturale, inclusi flora, fauna e microclima. Quando la destinazione è una città, il turismo deve principalmente rispettare: ➔ i residenti, ➔ la cultura locale ➔ i siti archeologici, piccoli microcosmi bloccati nel tempo che vanno tutelati. Se tutto ciò non accade, si parla di overtourism o di turismo insostenibile per il luogo, per la natura, per le persone che vi abitano.

CAUSE DELL’OVERTOURISM

4 barriere allo sviluppo sostenibile del turismo

  1. Prevalgono interessi economici su interessi sociale e ambientali
  2. Tragedia dei beni comuni
  3. Modalità con cui sono gestiti gli enormi flussi di visitatori che affollano le destinazioni