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Umanesimo e Rinascimento: Rivoluzione Educativa e Culturale, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

L'umanesimo, un movimento culturale del xiv secolo che ha segnato il passaggio dal medioevo all'età moderna, concentrandosi sugli ideali educativi umanistici come il recupero della cultura classica, l'affermazione della dignità umana e l'acquisizione di competenze linguistiche. Analizza figure chiave come petrarca, machiavelli e castiglione, esaminando le loro visioni sull'educazione e il ruolo del cortigiano. Inoltre, il documento approfondisce le istituzioni scolastiche umanistiche, i metodi di studio di guarino guarini e vittorino da feltre, e le innovazioni pedagogiche introdotte dalla riforma protestante e dalla controriforma, culminando con l'importanza della stampa nella diffusione del sapere. Infine, il documento esamina l'utopia educativa di tommaso campanella e il ruolo della compagnia di gesù nell'educazione durante la controriforma, offrendo una panoramica completa dell'evoluzione del pensiero educativo in questo periodo storico.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

In vendita dal 10/07/2025

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L’UMANESIMO
L’umanesimo è un movimento culturale del XIV secolo che segnò il passaggio dal Medioevo
all’età moderna. Gli ideali educativi dell’Umanesimo, sono riconducibili alle seguenti
esigenze fondamentali:
- recupero della cultura classica
- affermazione della dignità e libertà dell’essere umano
- acquisizione di raffinate competenze linguistiche.
Il recupero dei classici passa dall’approfondimento dello studio del latino e dal ritorno allo
studio della lingua greca, fondamentale per dedicarsi al compito di una conoscenza diretta
dei testi della letteratura classica.
Tale necessità era l'espressione del bisogno di rompere con la scolastica medievale.
I nuovi studia humanitatis (grammatica, letteratura, retorica, filosofia, filologia, storia, diritto)
erano finalizzati alla promozione della dignità umana in tutti i suoi aspetti.
L’ideale della conversatio
La lettura dei classici assunse un ruolo pedagogico fondamentale, basato sull’idea della
conversatio: i sapienti antichi “conversavano” con il lettore attraverso i loro scritti.
Ciò permetteva di considerarli ancora attuali, o meglio, di apprezzarne l’universalità per
scoprire i caratteri esterni del mondo e della natura umana.
Alla conversatio si riferisce Francesco Petrarca, il principale precursore dell’Umanesimo,
quando in una sua opera, riferendosi agli autori classici scrive: “essi vivono con noi,
abitano e parlano insieme a noi”.
Autodeterminazione
L’educazione umanistica offre tutti gli strumenti per rendersi culturalmente liberi.
Tale ideale è ispirato a una nuova visione dell’essere umano: l’uomo è colui che opera nel
mondo con il proprio intelletto, esaltando la sua creatività e il suo impegno civile.
Tale percorso di emancipazione permise agli umanisti di riconoscersi come soggetti liberi.
La libertà diventa un ideale educativo centrale.
Questo ideale di autoformazione e autodeterminazione si ritrova espresso nel De hominis
dignitate di Giovanni Pico della Mirandola, che considera l’essere umano assolutamente
libero e unico artefice di se stesso.
La piena libertà dell’individuo è legata al suo essere pienamente padrone di sé stesso e
arbitro del suo destino. Questa idea porta a due considerazioni:
- ciascun individuo possiede specifiche attitudini, che gli permettono di raggiungere
determinati fini.
- nessuno può limitare o condizionare la volontà di ciascun individuo.
PRINCIPE/CORTIGIANO
Niccolò Machiavelli ricoprì la carica di cancelliere della Repubblica di Firenze.
L’importanza di quest’autore è legata alla sua straordinaria capacità di analizzare con acume
e concretezza la realtà politica senza pregiudizi.
Per tutti questi meriti Machiavelli si è guadagnato il titolo di fondatore della scienza politica
moderna.
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L’UMANESIMO

L’umanesimo è un movimento culturale del XIV secolo che segnò il passaggio dal Medioevo all’età moderna. Gli ideali educativi dell’Umanesimo, sono riconducibili alle seguenti esigenze fondamentali:

  • recupero della cultura classica
  • affermazione della dignità e libertà dell’essere umano
  • acquisizione di raffinate competenze linguistiche.

Il recupero dei classici passa dall’approfondimento dello studio del latino e dal ritorno allo studio della lingua greca, fondamentale per dedicarsi al compito di una conoscenza diretta dei testi della letteratura classica. Tale necessità era l'espressione del bisogno di rompere con la scolastica medievale. I nuovi studia humanitatis (grammatica, letteratura, retorica, filosofia, filologia, storia, diritto) erano finalizzati alla promozione della dignità umana in tutti i suoi aspetti.

L’ideale della conversatio La lettura dei classici assunse un ruolo pedagogico fondamentale, basato sull’idea della conversatio : i sapienti antichi “conversavano” con il lettore attraverso i loro scritti. Ciò permetteva di considerarli ancora attuali, o meglio, di apprezzarne l’universalità per scoprire i caratteri esterni del mondo e della natura umana. Alla conversatio si riferisce Francesco Petrarca, il principale precursore dell’Umanesimo, quando in una sua opera, riferendosi agli autori classici scrive: “essi vivono con noi, abitano e parlano insieme a noi”.

Autodeterminazione L’educazione umanistica offre tutti gli strumenti per rendersi culturalmente liberi. Tale ideale è ispirato a una nuova visione dell’essere umano: l’uomo è colui che opera nel mondo con il proprio intelletto, esaltando la sua creatività e il suo impegno civile. Tale percorso di emancipazione permise agli umanisti di riconoscersi come soggetti liberi. La libertà diventa un ideale educativo centrale.

Questo ideale di autoformazione e autodeterminazione si ritrova espresso nel De hominis dignitate di Giovanni Pico della Mirandola, che considera l’essere umano assolutamente libero e unico artefice di se stesso. La piena libertà dell’individuo è legata al suo essere pienamente padrone di sé stesso e arbitro del suo destino. Questa idea porta a due considerazioni:

  • ciascun individuo possiede specifiche attitudini, che gli permettono di raggiungere determinati fini.
  • nessuno può limitare o condizionare la volontà di ciascun individuo.

PRINCIPE/CORTIGIANO

Niccolò Machiavelli ricoprì la carica di cancelliere della Repubblica di Firenze. L’importanza di quest’autore è legata alla sua straordinaria capacità di analizzare con acume e concretezza la realtà politica senza pregiudizi. Per tutti questi meriti Machiavelli si è guadagnato il titolo di fondatore della scienza politica moderna.

Con il Principe , Machiavelli realizza un vero e proprio manuale pedagogico dell’arte del governo. Per Machiavelli la virtù consiste nella capacità di risolvere i problemi relativi al suo governo. Il principe deve dimostrare valore, astuzia e forza. Il Principe rimarrà per secoli il testo di riferimento dei regnanti di tutta Europa.

Castiglione e l’arte del cortigiano

Ideale contrapposto a quello di Machiavelli è il Libro del Cortegiano di Baldassarre Castiglione. Questo trattato descrive come attraverso l’educazione si possa divenire un perfetto uomo di corte. Il cortigiano ideale è di nobili origini, dignitoso e impeccabile nel portamento, esperto nell’uso delle armi, abile danzatore. Deve conoscere più lingue, tra cui il latino e l’italiano. Tuttavia altre doti essenziali di un buon cortigiano sono: prudenza, autocontrollo e dignità.

LE ISTITUZIONI COLLEGIALI UMANISTICHE All’inizio dell’età umanistico-rinascimentale nacquero le scuole private. In questa realtà, assunse un ruolo importante il contubernium istituito da Gasperino Barzizza. Giovani di famiglia benestante venivano ospitati a pagamento nella scuola-convitto che Barzizza organizzava presso la sua abitazione privata, a Padova. Il contubernium è caratterizzato da due aspetti: la didattica aperta e l'interdisciplinarietà. Tale struttura educativa libera e sperimentale divenne esempio per le scuole di Guarino Guarini e Vittorino da Feltre.

Il metodo di Guarino Guarini Guarino Guarini si ispirò al collegio convitto di Barzizza. Aprì a Verona un contubernium, dietro pagamento di una retta annua. Il curricolo del collegio guariniano era suddiviso in tre corsi di difficoltà crescente: elementare, grammaticale, retorico. Guarini fu molto famoso per il suo metodo di studio. Questo metodo prevedeva un approccio ai testi di tipo attivo e creativo. Particolare attenzione all’eloquenza e ai tempi di attenzione accuratamente programmati. Tale metodo escludeva le punizioni corporali, consigliava elogi e rimproveri. Lo studio era alternato agli esercizi fisici, ad attività sportive, al nuoto e a passeggiate.

GIOCO Per Vittorino da Feltre, il gioco costituiva un efficace strumento didattico-educativo, un utile esercizio per il corpo e un necessario momento diversivo dagli studi. Vittorino valorizzò il gioco considerandolo un momento liberatorio. Egli non volle lasciare nessuno scritto pedagogico, con la convinzione che la pratica fosse più importante della teoria. Era un maestro austero e coerente attento all’emotività degli allievi.

Il curricolo L’articolazione del curricolo di studio di Vittorino ci viene descritta da Sassolo da Prato. Egli ci informa che la giornata era suddivisa in tempi precisi, che prevedevano momenti di studio intenso delle discipline del trivio e del quadrivio, alternati ad attività ricreative e ludiche. I giovani avevano la possibilità di approfondire determinate dinamiche in base ad inclinazioni e interessi personali.

  • la legittimità della tradizione dogmatica

Per dare ai fedeli la certezza dei valori del cattolicesimo, messi in dubbio dalla Riforma protestante, l’istituzione doveva educare all’obbedienza. Il concilio mostrò un’estrema chiusura dottrinale della chiesa nei confronti della messa in discussione dei suoi dogmi. Venne data particolare cura alla formazione del clero, in quanto il ruolo educativo svolto dai parroci nei confronti della famiglia era fondamentale. La strategia della Chiesa era quella di educare gli adolescenti alla chiesa cattolica. A questo scopo, nel 1566 venne pubblicato da papa Pio V il Catechismo romano, un testo per la formazione dei parroci e dei predicatori.

Silvio Antoniano Molte opere pedagogiche di questo periodo si rivolgevano alla famiglia. Il cardinale Silvio Antoniano, proponeva una serie di regole affinché il fanciullo acquisisse fin dalla più tenera età comportamenti adeguati a una corretta educazione cristiana. Soprattutto nel periodo adolescenziale durante il quale il giovane rischiava di acquisire comportamenti sbagliati. Teorizza ciò nella sua opera: Dell’educatione christiana dei figlioli.

La donna della controriforma Secondo Antoniano la madre doveva educare con pazienza e perseveranza. L’immagine ideale della donna nella controriforma era: pudica, riservata, silenziosa, dedita alla prole e al marito.

Nascita della compagnia di Gesù A sentire la necessità di una riforma furono soprattutto i nuovi ordini religiosi nati per rafforzare la fede cattolica: fu questa la vera e propria chiesa militante, che scese in campo con attività pedagogiche, di predicazione e di evangelizzazione. Nel 1534 Ignazio di Loyola fondò la compagnia di Gesù. I gesuiti ritenevano che la predicazione e l’istruzione fossero strumenti principali per la cristianizzazione dei non credenti. La compagnia di Gesù si considerava una “milizia” al servizio del papa, con lo scopo principale di divulgare la parola di Gesù come missionari educatori.

La ratio studiorum Già intorno al 1586 si contavano oltre 160 collegi gesuiti, dove si seguivano percorsi di studio che lo stesso Ignazio da Loyola aveva raccolto nella Ratio studiorum. Il corso di studio completo prevedeva cinque anni di grammatica latina e greca, di retorica, un triennio di filosofia e quattro anni di teologia. Si svolgevano inoltre attività extracurricolari come teatro, musica e danza. Un aspetto molto interessante dei collegi gesuitici era legato alla praelectio (lettura, analisi e spiegazione di un brano) e alla concertatio (disputa avviata da domande del docente e consistente nel confronto dialettico in vere e proprie gare argomentative)

Ratio studiorum: una giornata in collegio

  • pre lezione: introduzione fatta dal maestro. Il maestro leggeva il testo lentamente sottolineando alcune espressioni e accentuando l’essenziale.
  • ripetizione: il professore rispondeva alle domande degli studenti e li interrogava sulle lezioni precedenti.
  • discussione pubblica: disputa pro e contro su un determinato tema che si svolgeva o in forma privata tra gli alunni di una classe o in modalità pubbliche con la partecipazione di alunni e professori di altre classi.
  • composizione: esercizi di stesura di un argomento studiato, erano premiati conoscenza del tema e uso raffinato della lingua. Dovevano imitare lo stile di Cicerone. Lo studente doveva abituarsi a modulare in modi diversi la stessa frase. - accademia: riunione settimanale di studenti eccellenti che si ammaestravano all’oratoria sotto la presidenza di un professore, valorizzando il lavoro individuale e l’iniziativa personale.

Novità didattiche compagnia Gesù

  • divisione degli alunni in classi a seconda dell’età.
  • grande attenzione dedicata all gradualità dell’insegnamento e alle inclinazioni personali.
  • presenza in ogni classe di un solo docente.
  • regolamentazione di premi e punizioni.
  • obbligo uso parlato della lingua latina.
  • addestramento memoria, capacità logiche e oratorie.
  • allentamento a superare la timidezza, a padroneggiare il latino, controllare la postura grazie alla partecipazione a messe in scena teatrali pubbliche.
  • esercizio della pietà e della carità.

LA STAMPA Alla fine del medioevo alla vigilia dell'invenzione della stampa si trovano tre tipi di libri:

  • libri da banco: di grande misura da tenere sul banco o sul leggio.
  • libri da bisaccia: da tenere in tasca.
  • libri da mano: libri di varie forme di formato medio o piccolo.

Con l'invenzione della stampa del XV secolo le riproduzioni manoscritte vengono gradualmente sostituite dai testi a stampa. Il torchio da stampa venne messo a punto nella prima metà del XV da Gutenberg considerato l’inventore della stampa. La celebre Bibbia, nota con il nome di "Bibbia di 42 linee", pubblicata tra il 1455 e il 1456, è considerata il primo libro completo a stampa a caratteri mobili e costituisce un avvenimento di enorme portata per quell'epoca: fu stampata in caratteri gotici in due colonne di 42 righe ciascuna costituita da 641 carte.

Importanza stampa a caratteri mobili

  • possibilità di produrre una quantità di libri enormemente superiore
  • abbassamento costi libri
  • sviluppo lingue nazionali.