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Umanesimo e Rinascimento: Un'analisi della letteratura italiana del XV secolo, Appunti di Italiano

umanesimo e rinascimento: Matteo Maria Boiardo, Angelo Poliziano, Lorenzo il Magnifico, genere cavalleresco, Luigi Pulci, Orlando innamorato, Orlando furioso e Niccolò Machiavelli

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 27/03/2022

morrismartinelli
morrismartinelli 🇮🇹

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UMANESIMO E RINASCIMENTO
Umanesimo = interesse per le humanae litterae
Con Umanesimo molti autori ricercano e studiano opere dell'antichità, ad esempio
Poggio Bracciolini che ricerca nelle varie biblioteche i manoscritti degli autori del
passato.
Nasce la filologia, studio scientifico dei testi; un esempio è Lorenzo Valla, che dimostra
che la Donazione di Costantino è un falso.
Rinascimento = rinascita culturale dell'umanità dopo la pausa di barbarie del Medioevo
(età di mezzo tra antichità e modernità).
Il volgare diventa una lingua di uso pratico nelle corti per la redazione di
documenti, sostituendo il latino. Si diffonde il mecenatismo (da Mecenate in era
augustea), ossia l'usanza di ospitare nelle corti poeti e artisti, i quali poi ricambiano
l'aiuto economico (anche attraverso incarichi ufficiali) ricevuto, elogiando il signore nelle
loro opere.
LA POESIA NEL ‘400
La maggior parte della produzione poetica è influenzata dal petrarchismo, che si
diffonde soprattutto nelle corti del centro-nord e a Venezia.
MATTEO MARIA BOIARDO
Opera presso la corte degli Estensi di Ferrara, dove scrive gli Amorum libri tres (un
canzoniere), fortemente influenzati da Petrarca:
1. Narra una storia d'amore;
2. Inizia con un sonetto introduttivo;
3. Testi finali sono di tipo religioso legati al pentimento del poeta;
4. I testi seguono una scansione temporale che ripercorre le date importanti dell'amore
da celebrare con singole poesie.
Rinnova la lingua di Petrarca con elementi padano-veneti.
ANGELO POLIZIANO
Attivo a Firenze al tempo dei Medici.
“Stanze”, scritte per la giostra del 1475 a Firenze; la giostra celebra la pace
stipulata tra Firenze, Venezia e Milano, vince Giuliano de' Medici. Poliziano non parla
della giostra in sé, ma sfrutta l'occasione della vittoria di Iulio-Giuliano per celebrarlo e
scrivere una storia allegorico-simbolica di crescita spirituale del protagonista e dell'uomo
in generale, in cui il momento di svolta è rappresentato dall'amore. Il simbolismo è tratto
dal mondo classico. La sua poesia è di ispirazione filosofica.
Fabula di Orfeo, prima rappresentazione in scena di uno spettacolo
d'argomento profano e non religioso (nel Medioevo le uniche rappresentazioni
teatrali sono le sacre rappresentazioni), la storia è quello di Orfeo e Euridice.
LORENZO IL MAGNIFICO
Oltre ad essere politico e mecenate, scrive testi poetici.
Canzoniere: i primi testi seguono la tradizione poetica fiorentina quattrocentesca, i
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UMANESIMO E RINASCIMENTO

Umanesimo = interesse per le humanae litterae Con Umanesimo molti autori ricercano e studiano opere dell'antichità, ad esempio Poggio Bracciolini che ricerca nelle varie biblioteche i manoscritti degli autori del passato. Nasce la filologia, studio scientifico dei testi; un esempio è Lorenzo Valla, che dimostra che la Donazione di Costantino è un falso. Rinascimento = rinascita culturale dell'umanità dopo la pausa di barbarie del Medioevo (età di mezzo tra antichità e modernità). Il volgare diventa una lingua di uso pratico nelle corti per la redazione di documenti, sostituendo il latino. Si diffonde il mecenatismo (da Mecenate in era augustea), ossia l'usanza di ospitare nelle corti poeti e artisti, i quali poi ricambiano l'aiuto economico (anche attraverso incarichi ufficiali) ricevuto, elogiando il signore nelle loro opere. LA POESIA NEL ‘ La maggior parte della produzione poetica è influenzata dal petrarchismo, che si diffonde soprattutto nelle corti del centro-nord e a Venezia. MATTEO MARIA BOIARDO Opera presso la corte degli Estensi di Ferrara, dove scrive gli Amorum libri tres (un canzoniere), fortemente influenzati da Petrarca:

  1. Narra una storia d'amore;
  2. Inizia con un sonetto introduttivo;
  3. Testi finali sono di tipo religioso legati al pentimento del poeta;
  4. I testi seguono una scansione temporale che ripercorre le date importanti dell'amore da celebrare con singole poesie. Rinnova la lingua di Petrarca con elementi padano-veneti. ANGELO POLIZIANO Attivo a Firenze al tempo dei Medici. “Stanze”, scritte per la giostra del 1475 a Firenze; la giostra celebra la pace stipulata tra Firenze, Venezia e Milano, vince Giuliano de' Medici. Poliziano non parla della giostra in sé, ma sfrutta l'occasione della vittoria di Iulio-Giuliano per celebrarlo e scrivere una storia allegorico-simbolica di crescita spirituale del protagonista e dell'uomo in generale, in cui il momento di svolta è rappresentato dall'amore. Il simbolismo è tratto dal mondo classico. La sua poesia è di ispirazione filosofica. Fabula di Orfeo , prima rappresentazione in scena di uno spettacolo d'argomento profano e non religioso (nel Medioevo le uniche rappresentazioni teatrali sono le sacre rappresentazioni), la storia è quello di Orfeo e Euridice. LORENZO IL MAGNIFICO Oltre ad essere politico e mecenate, scrive testi poetici. Canzoniere : i primi testi seguono la tradizione poetica fiorentina quattrocentesca, i

componimenti di mezzo è influenzato da Petrarca, gli ultimi sono di argomento filosofico e teologico. Canti carnascialeschi : componimenti scritti in occasione del carnevale di Firenze, il più famoso è il Trionfo di Bacco e Arianna. Nencia da Barberino : parodia della poesia pastorale (tipo di poesia ispirata al mondo pastorale idillico dell'antichità, reso famoso dall'Arcadia di Jacopo Sannazaro a Napoli). Un pastore fa una lunga lode di Nencia (diminutivo di Lorenza), scritto in ottave. Esistono 4 versioni, non si può stabilire quale sia giusta, per alcuni non è scritto da Lorenzo, per altri la versione originale è di Lorenzo, poi sono intervenuti sul testo altri poeti come Pulci e Poliziano, creando le altre versioni. Accanto a poesia petrarchista e poesia pastorale sopravvive la poesia comico- realista attraverso la letteratura popolare. La letteratura popolare si sviluppa in poesia (ad esempio i sonetti del Burchiello) e in prosa (novella). GENERE CAVALLERESCO Nasce in Francia nel Medioevo con le “Chanson de Geste” in lingua d’oil; la più famosa è la “Chanson de Roland” con protagonista Rolando (Orlando). I protagonisti sono in genere i paladini di Carlo Magno, i suoi cavalieri, impegnati in battaglie e duelli. Le chansons arrivano in Italia; per renderle comprensibili vengono realizzate opere in lingua mista francese e veneta (LETTERATURA FRANCO-VENETA). Il genere arriva in Toscana, dove il volgare locale è usato come lingua per le nuove composizioni (ROMANZI in PROSA, CÁNTARI in OTTAVE , per alcuni create da Boccaccio, per altri con i CÁNTARI). Gli autori si dedicano a entrambi i tipi di opere, il più famoso è Andrea da Barberino. CÁNTARI = ottave recitate ad un pubblico da cantimpanca o canterini, in genere in piazza con accompagnamento musicale o immagini. Solitamente 40/50 ottave per un'ora. LUIGI PULCI Realizza il “Morgante”. Fiorentino in buoni rapporti con i Medici finché non si incrinano per una disputa con Marsilio Ficino (filosofo). Il Morgante è scritto in ottave e riprende la tradizione dei cantari, non solo nel metro ma anche nelle tematiche che si arricchiscono di elementi comici e avventurosi. TRAMA = Orlando lascia la corte di Carlo Magno a causa di Gano (traditore) e viaggia in Oriente, dove salva un monastero da 3 giganti, di cui due vengono uccisi, e il terzo, Morgante, diventa scudiero di Orlando e si converte (arma = batacchio di campana). Vivono molte avventure e incontrano Margutte (mezzo gigante) che muore dal ridere perché una scimmia mette i suoi stivali; Morgante muore per la puntura di un granchiolino. La lingua è il fiorentino vivo del tempo con inserimento di termini di provenienza molto varia e differente. MATTEO MARIA BOIARDO È attivo presso la corte di Ferrara di Borso ed Ercole d'Este. Forse inizia la composizione dell'Orlando Innamorato al servizio di Borso d'Este MA le prime copie manoscritte sono

I Medici sono sospettosi nei confronti di Machiavelli a causa del legame con Soderini; escludono della vita politica e lo costringono al confino. 1513 - Sospettato di aver partecipato ad una congiura contro i medici viene torturato incarcerato, poi liberato per condono per festeggiare l'elezione a papà di Giovanni De Medici. Machiavelli cerca per tutta la vita di entrare nelle grazie dei Medici, ma non gli concedono incarichi di rilievo, perciò resta escluso dalla vita politica e si dedica alla composizione di opere letterarie frequentando un gruppo di amici negli Orti Rucellai. OPERE Scritti politici: ● Il principe ● Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio ● Dell'arte e della guerra Scritti storici: ● Vita di Castruccio Castracani ● Istorie fiorentine Scritti letterari: ● 2 commedie - Clizia e Mandragola ● 1 poemetto satirico - “L'asino”, rimasto incompiuto ● 1 novella - “Belfagor arcidiavolo” o “Il demonio che prese moglie” Lettere: in volgare (non in latino come all'epoca), su di sé e la politica, non su argomenti particolari. “Il discorso intorno alla nostra lingua”: rifiuta il fiorentino letterario per il fiorentino vivo. IL PRINCIPE Machiavelli lavora all'opera dopo il ritiro forzato dalla vita politica, non riesce ad ottenere il permesso di tornare a Firenze per incarichi, così scrive un testo su come svolgere l'attività politica tenendo conto della sua esperienza sul campo. 1532 - L'opera è completa; è dedicata a Lorenzo de' Medici “il Giovane”, nipote di Giovanni De Medici, Papa Leone X. L'opera è considerata utile per i Medici perché la loro è una forma di potere MISTO, cioè non è una vera repubblica governata dal popolo, ma neanche un principato ereditario; hanno da poco riacquistato il potere con la forza. CONTENUTO : l'opera è composta da ventisei capitoli. I - XII = Vari tipi di governo. XIII - XIV = Esercito ( la milizia cittadina è la migliore) XV - XVI = Vari argomenti senza seguire un determinato ordine. L'opera si conclude con un esortazione ai medici a cacciare lo straniero e unificare l'Italia. Prima di Machiavelli, chi si occupava di politica (in genere in latino), trattava l'argomento in modo ideale ed esclusivamente teorico, senza immediati fini pratici (solo consigli morali). Machiavelli non si affida ad ideali MA diretta solo alla realtà politica che conosce per esperienza diretta. FONTI USATE: 1) testi antichi che tramandano i fatti storici;

  1. Eventi storici recenti di cui ha avuto notizia ( mai fatto prima);
  2. Esperienze personali Il principe deve governare in modo da conservare il potere a tutti i costi; non deve essere esempio di bontà MA ottenere il anche fingendo una moralità che poi non mette in pratica. Il principe deve essere un centauro , ossia metà umano (finta moralità) e metà bestia (metodi brutali); metà leone , simbolo di violenza, e metà volpe , simbolo di astuzia. Inoltre, deve possedere la virtù , ossia l'intelligenza di poter prevedere gli eventi conoscendo anche le passate vicende umane. L'opera tiene conto del periodo storico in cui vive Machiavelli, in cui l'Italia è divisa e minacciata da potenze straniere che ne occupano alcune parti. In modo realistico, solo un politico spietato pronto a tutto può cacciare gli stranieri e unificare il paese sotto il suo controllo. La forma ideale di governo (che può nascere solo dopo l'attività di un principe spietato) è quella della repubblica romana, analizzata nei “Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio”. Nel ‘700 nasce l'idea di lettura obliqua (particolare interpretazione): Machiavelli mostra la crudeltà dei politici per svelare la loro reale natura al lettore. LINGUA E STILE : Machiavelli usa il volgare e non in latino come in passato. Deve essere facilmente compreso, quindi usa uno stile scarno ed essenziale, evita le perifrasi e arriva subito al punto trattando l'argomento in modo chiaro, seguendo un ragionamento preciso in cui coinvolge il lettore rivolgendogli delle domande (apostrofe). Esamina due possibilità e mostra antitesi che poi confuta per rafforzare le sue idee ( utilizza il periodo ipotetico ). POESIA E TRATTATI NEL ‘ In poesia domina il petrarchismo , soprattutto come codificato da Pietro Bembo (Rime, Asolani): poesie della volgar lingua. A metà ‘500 si inizia a parlare di manierismo , ossia di una maniera da imitare, si tratta di modelli prestabiliti da cui non allontanarsi. TRATTATI Dopo Machiavelli molti autori si dedicano ad opere di trattatistica su vari argomenti: Francesco Guicciardini: “Ricordi” e “Storia d'Italia” Ricordi : raccolta di pensieri maturati nel corso della vita su vari argomenti. Tratta di storia, religione, politica, discrezione, ovvero la capacità di interpretare e capire il particulare (evento a cui si assiste o che si conosce). Storia d'Italia : narra eventi recenti (guerre d'Italia 1490-1534), opera storiografica molto critica nei confronti della Chiesa (4 parti censurate). Pietro Bembo: scrive le “Prose della volgar lingua”, trattato sulla lingua volgare da usare in Italia, si basa sul volgare di Petrarca (poesia) e Boccaccio (prosa), stabilisce alcune regole e scelte stilistiche usate poi da letterati contemporanei successivi. FORMA = trattato in forma di dialogo (tipico del ‘500) Baldassarre Castiglione: scrive il “Cortegiano”, trattato sul comportamento ideale di un uomo di corte o cortigiano. FORMA = dialogo Giovanni della Casa: scrive il “Galateo”, trattato sulle buone maniere, su come comportarsi in modo impeccabile.

Orlando impazzisce quando scopre che Angelica è scappata con un semplice fante Saraceno (Medoro) dopo essersi unita a lui in nozze. Orlando vaga nudo per l'Europa sradicando alberi e distruggendo tutto ciò che incontra. Nuota fino in Africa e fa stragi finché i compagni lo catturano e lo immergono nel mare con una rete per calmarlo. Astolfo vola sulla luna con l'Ippogrifo e recupera il senno di Orlando che così torna sano e libera la Francia dai Saraceni.