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L'evoluzione politica e culturale in italia durante l'età del rinascimento, con un focus sui principati regionali, l'umanesimo e opere chiave come 'il principe' di niccolò machiavelli e 'orlando furioso' di ludovico ariosto. Viene discusso il ruolo di intellettuali cortigiani, la mobilità tra corti e la nascita dell'editoria di mercato.
Tipologia: Appunti
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L’età umanistica e rinascimentale. Dalla fine del Duecento gli stati regionali italiani erano dominati da un individuo o da una singola famiglia (Signorie), tra il 300 e il 400 le Signorie diventano Principati. Funzionari, intellettuali e artisti formavano una corte attorno al Signore, di conseguenza diminuiva l’impegno civile dell’età comunale e i cittadini diventano sudditi e cortigiani. Solo a Firenze continua ad essere presente la figura di intellettuale cittadino, l’intellettuale cortigiano, era spesso aristocratico, viveva alle dipendenze del principe o del papa, dal quale riceveva in cambio uno stipendio, favori e protezione. Da un lato tutto ciò aveva una visione positiva, in quanto l’intellettuale cortigiano otteneva prestigio sociale ed economico, ma aveva anche una visione negativa perché nel frattempo perdeva la sua indipendenza, e quindi anche la possibilità di critica o parere. Una caratteristica degli intellettuali del 400 è la loro mobilità da una corte all’altra. L’Umanesimo e il Rinascimento si affermano in Italia tra la fine del 300 e la metà del 500. Con il termine “ Umanesimo ” si indica la cultura degli umanisti, la quale era basata sulla riscoperta dei classici greci e latini e affermava i valori terreni dell’individuo che i classici avevano esaltato. La parola “ Rinascimento ” indica la rinascita della civiltà e l’inizio di una nuova epoca dopo il Medioevo. All’interno di questo periodo si possono distinguere due fasi:
quale realizzò un disegno a penna e inchiostro su carta: l’Uomo vitruviano. Con quest’opera d’arte rappresentava le proporzioni ideali del corpo umano, dimostrando come quest’ultimo poteva essere inscritto nella figura perfetta del cerchio, simbolo del Cielo e della perfezione divina, e del quadrato, che simboleggiava la Terra. Un’altra caratteristica di questo periodo è la classicità della letteratura volgare, infatti, i modelli di Petrarca e Boccaccio vennero riconosciuti come i classici più prestigiosi della lingua volgare da imitare. Le opere avevano un pubblico ristretto, costituito quasi sempre da aristocrazia e ricca borghesia. Il letterato iniziò a scrivere con l’obiettivo di guadagnare soldi e avere successo, nasce così l’editoria di mercato. Niccolò Macchiavelli (1469-1527) Nasce a Firenze nel 1469 da una famiglia borghese e fin da piccolo gli viene dato un tipo di educazione umanistica. Nel 1513, mentre era in esilio a causa di un sospetto di congiura antimedicea, scrisse “Il Principe”. Torna a Firenze e muore il 21 giugno 1527. Il Principe (1513) È un trattato politico, la trattatica politica era già diffusa nel Medioevo, ma la differenza sta nel fatto che Macchiavelli propone al Principe i mezzi che possono consentirgli la conquista e il mantenimento dello Stato, mentre precedentemente si proponevano al principe le virtù morali. È divisa in 26 capitoli, con la materia divisa in sezioni :
campioni dei suoi eserciti: Orlando, Brandimarte e Oliviero per i cristiani; Agramante, Gradasso e Sobrino per i saraceni.
È l’improvviso mutamento della prospettiva per impedire l’immedesimazione emotiva e stimolare un atteggiamento critico. Consiste in giudizi e commenti soprattutto maliziosi da parte del narratore. L’abbassamento. Nei personaggi si attenua la loro dignità eroica ed epica, raggiungendo un livello più familiare. Si realizza con il montaggio della scena o con gli interventi del narratore. L’ironia. Si sviluppa grazie allo straniamento e all’abbassamento ed è lo strumento con cui Ariosto rappresenta il suo atteggiamento critico verso il mondo e gli uomini.