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L'Età Umanistica e Rinascimentale: Principati, Umanesimo e Opere Chiave, Appunti di Italiano

L'evoluzione politica e culturale in italia durante l'età del rinascimento, con un focus sui principati regionali, l'umanesimo e opere chiave come 'il principe' di niccolò machiavelli e 'orlando furioso' di ludovico ariosto. Viene discusso il ruolo di intellettuali cortigiani, la mobilità tra corti e la nascita dell'editoria di mercato.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/01/2024

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L’età umanistica e rinascimentale.
Dalla fine del Duecento gli stati regionali italiani erano dominati da
un individuo o da una singola famiglia (Signorie), tra il 300 e il 400
le Signorie diventano Principati.
Funzionari, intellettuali e artisti formavano una corte attorno al
Signore, di conseguenza diminuiva l’impegno civile dell’età
comunale e i cittadini diventano sudditi e cortigiani. Solo a Firenze
continua ad essere presente la figura di intellettuale cittadino,
l’intellettuale cortigiano, era spesso aristocratico, viveva alle
dipendenze del principe o del papa, dal quale riceveva in cambio
uno stipendio, favori e protezione. Da un lato tutto ciò aveva una
visione positiva, in quanto l’intellettuale cortigiano otteneva prestigio
sociale ed economico, ma aveva anche una visione negativa
perché nel frattempo perdeva la sua indipendenza, e quindi anche
la possibilità di critica o parere.
Una caratteristica degli intellettuali del 400 è la loro mobilità da una
corte all’altra.
L’Umanesimo e il Rinascimento si affermano in Italia tra la fine del
300 e la metà del 500.
Con il termine “Umanesimo” si indica la cultura degli umanisti, la
quale era basata sulla riscoperta dei classici greci e latini e
affermava i valori terreni dell’individuo che i classici avevano
esaltato.
La parola “Rinascimento” indica la rinascita della civiltà e l’inizio di
una nuova epoca dopo il Medioevo. All’interno di questo periodo si
possono distinguere due fasi:
la prima (1380-1492), che è quella dello splendore artistico
culturale. Il centro culturale più importante è quello di Lorenzo
de’ Medici a Firenze;
la seconda (1492-1545), che è quella in cui ebbe inizio una
nuva epoca di trasformazioni economiche e sociali.
Il termine Umanesimo sottolinea gli aspetti ideologici e culturali;
Rinascimento è invece il nome che si dà a questo nuovo periodo
storico e sottolinea soprattutto le manifestazioni artistiche. È
un’epoca caratterizzata dal classicismo formale, dalla bellezza
come equilibrio spirituale e ordine intellettuale, dalla misura delle
proporzioni, caratteristica rappresentata da Leonardo da Vinci, il
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L’età umanistica e rinascimentale. Dalla fine del Duecento gli stati regionali italiani erano dominati da un individuo o da una singola famiglia (Signorie), tra il 300 e il 400 le Signorie diventano Principati. Funzionari, intellettuali e artisti formavano una corte attorno al Signore, di conseguenza diminuiva l’impegno civile dell’età comunale e i cittadini diventano sudditi e cortigiani. Solo a Firenze continua ad essere presente la figura di intellettuale cittadino, l’intellettuale cortigiano, era spesso aristocratico, viveva alle dipendenze del principe o del papa, dal quale riceveva in cambio uno stipendio, favori e protezione. Da un lato tutto ciò aveva una visione positiva, in quanto l’intellettuale cortigiano otteneva prestigio sociale ed economico, ma aveva anche una visione negativa perché nel frattempo perdeva la sua indipendenza, e quindi anche la possibilità di critica o parere. Una caratteristica degli intellettuali del 400 è la loro mobilità da una corte all’altra. L’Umanesimo e il Rinascimento si affermano in Italia tra la fine del 300 e la metà del 500. Con il termine “ Umanesimo ” si indica la cultura degli umanisti, la quale era basata sulla riscoperta dei classici greci e latini e affermava i valori terreni dell’individuo che i classici avevano esaltato. La parola “ Rinascimento ” indica la rinascita della civiltà e l’inizio di una nuova epoca dopo il Medioevo. All’interno di questo periodo si possono distinguere due fasi:

  • la prima (1380-1492), che è quella dello splendore artistico culturale. Il centro culturale più importante è quello di Lorenzo de’ Medici a Firenze;
  • la seconda (1492-1545), che è quella in cui ebbe inizio una nuva epoca di trasformazioni economiche e sociali. Il termine Umanesimo sottolinea gli aspetti ideologici e culturali; Rinascimento è invece il nome che si dà a questo nuovo periodo storico e sottolinea soprattutto le manifestazioni artistiche. È un’epoca caratterizzata dal classicismo formale, dalla bellezza come equilibrio spirituale e ordine intellettuale, dalla misura delle proporzioni, caratteristica rappresentata da Leonardo da Vinci, il

quale realizzò un disegno a penna e inchiostro su carta: l’Uomo vitruviano. Con quest’opera d’arte rappresentava le proporzioni ideali del corpo umano, dimostrando come quest’ultimo poteva essere inscritto nella figura perfetta del cerchio, simbolo del Cielo e della perfezione divina, e del quadrato, che simboleggiava la Terra. Un’altra caratteristica di questo periodo è la classicità della letteratura volgare, infatti, i modelli di Petrarca e Boccaccio vennero riconosciuti come i classici più prestigiosi della lingua volgare da imitare. Le opere avevano un pubblico ristretto, costituito quasi sempre da aristocrazia e ricca borghesia. Il letterato iniziò a scrivere con l’obiettivo di guadagnare soldi e avere successo, nasce così l’editoria di mercato. Niccolò Macchiavelli (1469-1527) Nasce a Firenze nel 1469 da una famiglia borghese e fin da piccolo gli viene dato un tipo di educazione umanistica. Nel 1513, mentre era in esilio a causa di un sospetto di congiura antimedicea, scrisse “Il Principe”. Torna a Firenze e muore il 21 giugno 1527. Il Principe (1513) È un trattato politico, la trattatica politica era già diffusa nel Medioevo, ma la differenza sta nel fatto che Macchiavelli propone al Principe i mezzi che possono consentirgli la conquista e il mantenimento dello Stato, mentre precedentemente si proponevano al principe le virtù morali. È divisa in 26 capitoli, con la materia divisa in sezioni :

  • prima sezione: sui diversi tipi di principato e sul principato di nuova acquisizione;
  • seconda sezione: sulla questione delle milizie;
  • terza sezione: sui comportamenti del principe;
  • quarta sezione: sul perché i principi italiani hanno perso i loro Stati La volpe e il leone. Tradizionalmente la fedeltà e la lealtà in un principe venivano considerate virtù lodevoli, ma concretamente ad ottenere grandi risultati sono stati i principi che non hanno mantenuto la parola data e hanno deciso di agire con astuzia. Macchiavelli distingue due diversi modi di combattere: quello dell’uomo e quello della bestia. Il primo consiste nel confronto di idee sino ad ottenere delle leggi, mentre il secondo ha come protagonista la violenza, e quando le

campioni dei suoi eserciti: Orlando, Brandimarte e Oliviero per i cristiani; Agramante, Gradasso e Sobrino per i saraceni.

  1. L’amore di Orlando per Angelica; La vicenda racconta di Angelica, una bellissima donna di cui sono innamorati i due cugini Orlando e Rinaldo, che viene promessa in sposa a chi riuscirà a sconfiggere Argalia. A riuscirci è un cavaliere pagano, a quel punto Angelica scappa e durante la fuga incontra Medoro, di cui si innamora e con il quale scappa. I due innamorati incidono i loro nomi su un albero, e quando Orlando vede l’incisione rimane sconvolto e impazzisce. Raggiunge la Spagna, la Francia e arriva persino ad attraversare lo stretto di Gibilterra a nuoto. Nel frattempo il guerriero Astolfo vola sulla luna con un cavallo alato e trova il senno di Orlando. Successivamente fa odorare ad Orlando l’ampolla in cui è contenuto il suo senno, e finalmente ritrova la regione. Angelica e Medoro fuggono in Catai.
  2. Le vicende di Ruggiero e Bradamante, che dopo vari ostacoli riescono a sposarsi. La vicenda si svolge tra Ruggero, un guerriero saracxeno, e Bradamante, sorella di Rinaldo, i due sono i capostipiti della famiglia d’Este. Il mago Atlante fa di tutto per ostacolare il loro amore perché ha scoperto che dopo il matrimonio Ruggero è destinato a morire. Allora Ruggero viene imprigionato, e quando viene liberato avviene il matrimonio tra i due. Durante la cerimonia compare Rodomonte che sfida a duello Ruggero, accusandolo di aver rinnegato la sua fede per sposare una cristiana. Ma Rodomonte viene sconfitto ed ucciso. L’inchiesta. È il motivo centrale nell’opera, indica la ricerca di un oggetto del desiderio. Il desiderio è sempre vano e la ricerca è fallimentare e inconcludente, come possiamo notare nel personaggio di Angelica. L’inchiesta è quindi un movimento circolare, perché non arriva mai a raggiungere il desiderio e ritorna sempre su se stesso, ciò comporta gli errori dei personaggi e talvolta la loro follia, come succede ad Orlando. Lo straniamento.

È l’improvviso mutamento della prospettiva per impedire l’immedesimazione emotiva e stimolare un atteggiamento critico. Consiste in giudizi e commenti soprattutto maliziosi da parte del narratore. L’abbassamento. Nei personaggi si attenua la loro dignità eroica ed epica, raggiungendo un livello più familiare. Si realizza con il montaggio della scena o con gli interventi del narratore. L’ironia. Si sviluppa grazie allo straniamento e all’abbassamento ed è lo strumento con cui Ariosto rappresenta il suo atteggiamento critico verso il mondo e gli uomini.