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Nascita e periodi dell'umanesimo e rinascimento, luoghi di diffusione della cultura, Lorenzo de Medici, Angelo Poliziano, Ariosto.
Tipologia: Appunti
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L'umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. Fra i concetti di Umanesimo e Rinascimento esiste una stretta vicinanza. Tuttavia il primo sottolinea in modo particolare il movimento ideologico- culturale, mentre il secondo si riferisce soprattutto alle manifestazioni artistiche e ai fenomeni di costume, alla civiltà nel suo complesso. La parola Umanesimo implica di per sé la coscienza di una di erenza tra humanitas e divinitas, fra mondo umano-naturale e mondo religioso, e fra humanae litterae e divinae litterae. Inoltre, il concetto di Humanitas serviva a sottolineare una proprietà tipica degli uomini, il desiderio di conoscenza che li distingue fra tutti gli esseri animati e a cui deve essere subordinata, la vita del saggio. Una tendenza di laicizzazione della cultura era emersa già nel XIII secolo, mentre in quello successivo sono evidenti quei fenomeni culturali definiti in genere "preumanesimo". Ma solo grazie all'insegnamento di Petrarca e Boccaccio, lo studio della letteratura latina e greca diviene rivendicazione dei diritti dell'uomo naturale. La riscoperta del mondo classico costituisce l'indispensabile premessa culturale del Rinascimento. La parola Rinascenza viene usata nel XVI secolo, per significare, insieme, la rinascita degli studi classici e l'inizio di un'epoca nuova, dopo i cosiddetti secoli bui del medioevo. Le generazioni dell'età umanistica e rinascimentale marcano una distanza rispetto all'età di mezzo. La culla dell'umanesimo e del Rinascimento è l'Italia, e soprattutto Firenze. Tuttavia l'Umanesimo è un fenomeno eminentemente sovranazionale: mira a costituire una comunità internazionale si dotti che usano tutti la stessa lingua, il latino. L'umanesimo non si sviluppò solo nell'Europa centrale e Occidentale ma anche nell'Europa Orientale. La prima raggiunge il momento del suo massimo splendore nella Firenze di Lorenzo De' Medici e in ambito letterario, può essere divisa in due momenti culturali:
regolarmente acquisisce nuova importanza alla ragione e viene incoraggiata un atteggiamento conoscitivo più libero e spregiudicato. Negli studi classici viene elaborato un innovativo metodo razionale e scientifico: nasce la filologia ovvero una nuova disciplina che mira alla ricerca, la trascrizione alla definizione dei testi antichi nella loro versione originaria. Questa nuova modalità di lettura, già avviata nel 300 da Petrarca e Boccaccio, nel 400 ha un nuovo sviluppo. Intellettuali umanisti come Lorenzo Valla e Poliziano, cominciano ad applicare, un nuovo procedimento volto a confrontare tra loro le diverse versioni di uno stesso testo per ristabilirne la versione più autentica. La scoperta più clamorosa fu la dimostrazione della falsità della donazione di Costantino , cioè del documento con cui la chiesa faceva risalire all'imperatore Costantino l'origine del suo potere temporale. In questo documento, infatti, l'imperatore romano cedeva a Papa Silvestro il possesso di Roma, legittimandone così dal punto di vista giuridico i possedimenti della chiesa. La di usione della filologia è il segno di un modo nuovo di intendere il mondo antico punto a di erenza del Medioevo nel 400 sia piena coscienza della discontinuità tra epoche: nasce perciò il senso della distanza storica. Nello stesso tempo la conoscenza del Greco permette di risalire direttamente alle fonti di filosofiche dell'antichità. Grazie a Boccaccio venne istituita la prima battere cattedra di filosofia in Europa. La lingua greca poi diviene facilmente accessibile dopo la caduta di Costantinopoli in mano ai turchi e la conseguente fuga in Italia di numerosi studiosi bizantini. La civiltà umanistico-rinascimentale ha il suo centro sociale nella corte del signore mecenate e nella curia pontificia, che allora era anch’essa una vera e propria corte mondana. La corte diventa il centro principale dell'elaborazione della cultura. Nasce una vera e propria civiltà di corte fondata sulla ra natezza dei costumi e su un ideale di armonia ripreso dai modelli classici. Il principale elemento di novità dell'età umanistica è la nascita dell'intellettuale cortigiano, che dipende dal mecenatismo signorile. In città come Milano Ferrara e Mantova nasce un mecenatismo cortigiano , promosso dal signore ed espressione del suo mecenatismo: gli intellettuali di corte vivono una condizione necessariamente subordinata nei confronti del potere da cui dipendono. Fanno eccezione a questo scenario Firenze-Venezia, in cui permangono a lungo istituzioni repubblicane: si parla di umanesimo civile , in cui continua a prevalere la figura dell'intellettuale cittadino che partecipa attivamente alla vita del comune. Lo stesso concetto di libertà si va via via modificando: essa cessa di essere un requisito politico e diventa invece una condizione privata, collegata alla possibilità di dedicarsi agli studi, e dunque va ricercata con continui spostamenti. L'intellettuale diventa uno specialista e acquista sempre maggiore coscienza di far parte di un ceto sociale ormai autonomo e separato. Mentre l'intellettuale tende a rivendicare per sé una libertà privata egli è costretto a svolgere mansioni sempre più specifiche e limitate e lavori subordinati per conto del principe. Si tratta di attività molto varie e diverse: deve ricoprire alcune mansioni amministrative, provvedere alla stesura di opere a carattere storico-encomiastico che elogino la casata del signore, dedicarsi alla produzione oratoria di circostanza, allestire feste e cerimonie, educare i figli del principe. Precettore: insegnante privato dei figli del padrone. Nel periodo che va dalla discesa di Carlo VIII al sacco di Roma (1527), l'intellettuale umanista cerca di assumere una dimensione più concreta di precettore sociale e di legislatore di modelli ma senza rinunciare alla superiore funzione di letterato-filosofo, La crisi politica e militare delle corti induce i letterati a cercare lavoro sempre più frequentemente presso la curia di Roma: essa è più stabile delle altre corti e ha bisogno di un apparato culturale più vasto e complesso, che esige la creazione di molti posti di lavoro per segretari e funzionari. I cenacoli nascono dunque dall'esigenza del confronto fra posizioni diverse, dello scambio di esperienze intellettuali, del dialogo aperto. La formula organizzativa del cenacolo risponde da un lato a un bisogno di identità dei nuovi gruppi intellettuali, dall'altro anche a un modo diverso di concepire la conoscenza: questa non coincide più con un apprendimento di verità già date, ma è vista come un percorso di ricerca fondato sull'interscambio, su un atteggiamento fondato sul dialogo e sul confronto delle idee.
in una bellissima fanciulla, Simonetta. Scesa la notte, Iulio torna presso i compagni e Amore nel regno di Venere. BEN VENGA MAGGIO In questa ballata l'autore descrive i riti del giorno di Calendimaggio in cui a Firenze i giovani o rono rami fioriti alle loro innamorate e prendono parte a giostre e gare per conquistarne il cuore, nel pieno della primavera vista come la stagione dell'amore per eccellenza. Il testo contiene un invito a godere dell'amore e della giovinezza, nonché un'esortazione alle ragazze a nché non siano crudeli e si concedano ai loro spasimanti. calende: il primo giorno di ciascun mese nel calendario romano ARIOSTO
L’Orlando innamorato è un poema cavalleresco nato dalla penna di Matteo Maria Boiardo. L’opera, secondo il progetto dell’autore, avrebbe dovuto svilupparsi in tre libri, ma solo i primi due sono completi e vengono pubblicati nel 1483. Trama : All’inizio del primo libro dell’Orlando innamorato ci troviamo alla corte di Carlo Magno durante i festeggiamenti di un torneo tra cavalieri. Qui giunge la bellissima principessa del Catai (antico nome della cina) Angelica, accompagnata dal fratello Argalìa. La bellezza della giovane strega immediatamente i partecipanti alla giostra, che acconsentono senza indugio alla proposta della ragazza: chi riuscirà a prevalere sul fratello Argalìa in duello la otterrà in sposa, chi perderà sarà fatto prigioniero. Argalìa è però dotato di armi magiche che gli assicurano sempre la vittoria fino a che Astolfo, riesce a rubargliele durante la notte, e quindi Argalìa perde nello scontro con il saraceno Ferraguto. Angelica però, non disposta ad onorare gli accordi presi, scappa per non finire tra le braccia del saraceno. Alcuni cavalieri, mossi dall’amore e dal desiderio per la giovane, decidono di seguirla. Tra questi troviamo anche Orlando e suo cugino Ranaldo, entrambi persi d’amore per la principessa. Dopo una serie di avventure Angelica viene catturata e portata all’accampamento di Carlo, sotto la custodia del Duca namo, il duca di Baviera, promettendo a chi dei due (Orlando e Rinaldo) avesse ucciso più Saraceni, Carlo decide quindi di metterla sotto chiave per evitare che si distraggano dalla guerra). Qua termina l'Orlando innamorato. ORLANDO FURIOSO ● Vi sono tre direttrici principali che guidano L'intreccio dell'Orlando Furioso. ● Il presupposto di tutti gli Intrecci è la fuga di Angelica. 1)FILONE EPICO : Riguarda l'impresa dei Paladini nella Guerra tra cristiani e musulmani. 2)FILONE AMORE : In particolare l'amore tra Orlando e Angelica e farà diventare Orlando Pazzo d'amore. Pane amore e rimarrà irrealizzato, infelice e non corrisposto in quanto Angelica, inseguita dai Paladini di Carlo si innamorerà di Medoro, un semplice soldato che poi sposerà. Orlando con la mente o uscata dalla gelosia, si aggira per la Francia e la Spagna, fino ad attraversare lo stretto di Gibilterra a nuoto. Nel frattempo il guerriero Astolfo, vola sulla Luna dove ritrova in un’ampolla il senno perduto di Orlando. Dopo aver attraversato l’Africa e aver compiuto mirabili imprese, Astolfo fa odorare l’ampolla a Orlando, che torna in sé e rientra in combattimento. 3)FILONE ENCOMIASTICO: elogiativo/celebrativo della famiglia Estense come aveva fatto Boiardo. Tale motivo lo si ritrova particolarmente nella storia di due personaggi: Ruggiero, guerriero saraceno, e Bradamante, sorella di Rinaldo. I due, che si amano ma che sono continuamente divisi dal susseguirsi degli eventi e delle battaglie, sono presentati come i capostipiti della famiglia d’Este, che, per via di Ruggiero, discenderebbe così addirittura dalla stirpe troiana di Ettore. Il poema cavalleresco di Boiardo è scritto in ottave, metro narrativo e tipico della tradizione cavalleresca. Mentre l'amore sta alla base della struttura del poema, la lingua dell'opera è assai originale, dato che il Boiardo opta per la contaminazione di forme toscane, forme tipiche delle parlate settentrionali ed espressioni latineggianti. Non mancano poi registri linguistici assai variabili, da quelli più popolari a quelli aulici e petrarcheschi. Proprio per tal motivo, l'Orlando innamorato fu poco apprezzato dai contemporanei.