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Viene trattato il periodo dell'umanesimo e de rinascimento in ambito filosofico. Si trattano autori come Cusano, Bruno, Bacone, Galilei, Cartesio e Pascal
Tipologia: Appunti
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E’ un nuovo modo di concepire sia l’uomo che la cultura che si diffonde intorno al 300. Il contesto di nascita sono i comuni (autonomie locali) e nello stesso momento si affermano le corti principesche italiane che diventano dei poli di cultura per artisti e intellettuali > si occupano di svolgere incarichi pubblici, partecipano attivamente alla vita politica. Il termine deriva da “ humanae litterae ” (cultura classica greca e latina). L’umanista è colui che si occupa delle humanae litterae. L’umanesimo mostra interesse verso ciò che è antico e, infatti, durante l’età umanistica nasce la filologia : scienza che studia tutti i testi letterari per ricostruirli nella loro forma originaria. Ciò serve ad evidenziare la correttezza dei testi denunciandone gli errori e le contraffazioni. L’obiettivo dell’umanesimo è quello di delineare il valore della dignità dell’uomo e costruire un ordine mettendo in evidenza ciò che è bene e ciò che è male e, inoltre, si pone particolare attenzione verso ciò che è bello. Avviene l’esaltazione dell’ homo faber e questa è considerata una prospettiva nuova rispetto a quella teocentrica in cui vi è la subordinazione dell’uomo alla divinità. L’uomo comincia a mostrare le sue capacità. RINASCIMENTO: All’umanesimo si accosta il Rinascimento: si assiste a un nuovo modo di dimostrare le capacità dell’uomo di dominare lo spazio e la natura. L’uomo sta scoprendo se stesso per “rinascere” in maniera nuova e ha la percezione di poter conoscere e dominare la natura attraverso l’ OSSERVAZIONE diretta dei fenomeni. Arte e filosofia si svincolano dalla concezione aristotelica del sapere. L’uomo rendendosi conto di saper fare, si rende artefice del proprio destino, diventa infatti padrone della propria volontà. Inoltre non è giusto ciò che dice Dio ma quello che è bene per l’uomo. Il pensiero rinascimentale valorizzerà la natura e la bellezza sensibile e queste serviranno come strumento per permettere all’uomo di elevarsi alla perfezione divina. Durante il rinascimento l’uomo si concilia con Dio, diventa tutt’uno con il creato: rispetto al Medioevo in cui l’uomo aveva svalutato l’esperienza terrena, adesso, nel rinascimento, impara a dare un’impronta di se stesso alla natura. Ad esempio, nell’ambito dell’architettura, con la nascita dei giardini, l’uomo cerca di dominare la natura creandola secondo il suo gusto. Figura importante: Coluccio Salutati: rinnega la contemplazione ascetica (pratica fondata sulla preghiera, sulla meditazione) perché era vista come un allontanamento da ciò che è umano e terreno, ma piuttosto consiglia di partecipare maggiormente alla vita politica, perché in questo modo si contribuisce alla crescita morale e culturale della città. Nel Rinascimento si afferma il naturalismo rinascimentale : l’uomo plasma secondo il suo piacere. Vi è la convinzione degli autori che si possa conoscere la natura attraverso la ricerca dei principi che sono nella natura stessa.
Nasce a Vinci nel 1452, figlio di un notaio, vive i primi anni di vita con la madre e successivamente con il padre che lo mette in bottega con il maestro fiorentino Verrocchio; mentre i suoi fratelli ebbero la possibilità di studiare, lui dovette, invece, imparare un mestiere, per questo si definisce Omo senza lettere. Attraverso i suoi dipinti mette in evidenza il ruolo dell’uomo nella natura: nei suoi quadri, infatti, troviamo sempre un paesaggio naturale. E’ considerato il pittore padrone della natura e, inoltre, è un grande osservatore: riesce, infatti, ad unire tutti gli aspetti del paesaggio con valori diversi tramite l’osservazione. E’ l’inventore della prospettiva aerea: una tecnica di rappresentazione del paesaggio e dello spazio secondo l’occhio umano tenendo conto dei colori e delle sfumature. Secondo Leonardo, l’uomo agisce in modo simile a Dio tanto che poi venne condannato come eretico perché l’artista si sostituisce a Dio. Leonardo è in grado di reinventare il mondo e lo fa grazie allo studio e grazie al controllo razionale degli elementi che ha. Il metodo di Leonardo si basa sull’osservazione dei fenomeni naturali e quindi sull’ esperienza. Si ha quindi una contrapposizione con la scolastica. Durante l’umanesimo e il rinascimento si riscopre Platone. Sarà Petrarca a riprendere il platonismo. Dalla sua filosofia viene ripresa la metafisica, quella parte che lascia spazio alla creatività dell’uomo. Ad occuparsi, invece, della traduzione di Platone fu Leonardo Bruni > con lui ha inizio il neoplatonismo rinascimentale. Un altro esponente importante fu Nicolò Cusano.
Nasce agli inizi del 1400 e fu un teologo. Egli riprende Socrate con la <
Figura di riferimento > Paracelso: egli è convinto che l’uomo sia un microcosmo e che vi sia corrispondenza tra i corpi celesti e parti del corpo umano. Egli sostiene inoltre che salute e malattia dipendano dalla relazione degli elementi chimici presenti nell’universo (sale, mercurio, zolfo) Un’altra figura fondamentale è, nuovamente, Leonardo da Vinci: secondo lui nessuna invenzione si può attuare se non passa per le leggi matematiche dimostrative e il criterio della certezza è l’evidenza dei sensi.
Nasce a Nola nel 1548. Entrerà nel convento dei domenicano e farà molti viaggi. Verrà denunciato al tribunale dell’inquisizione e messo al rogo il 17 febbraio del 1600. L’obiettivo di Giordano era quello di creare l’unità del tutto e l’infinità dell’universo > cerca di attuare un rinnovamento spirituale che andasse oltre il cattolicesimo e il protestantesimo. In lui vi è il bisogno di intendere Dio in maniera diversa e nuova. Si rifà molto alla cosmologia copernicana ma quella di Bruno è molto più vasta. Bruno considerava l’universo un corpo unico e ordinato. Il fondamento di quest’ordine è Dio, ovvero l’idea eterna, mentre le nostre idee sono solo ombre di essa. Le idee secondo Bruno sono principi eterni e immutabili che costituiscono l’ordine del mondo. Nella sua opera <
come l'uno di Plotino di cui non si poteva dare una determinazione proprio perché era al di là dell'essere. Secondo Bruno nell’uomo non può avvenire la conoscenza di Dio perché l'uomo può conoscere solo ciò che in grado di comparare alla propria conoscenza che è costituita da realtà finite, e Dio è infinito. DIO COME CAUSA: causa perchè quando crea rimane diverso dalle cose che crea (mens insita omnibus) DIO COME PRINCIPIO: Dio è contenuto nelle cose che crea (Mens super omnia) ETICA EROICA: Dio è immanente nell’universo, cioè egli discende nelle cose e le cose ascendono verso di lui. é un processo governato dal meccanicismo. Nel momento in cui l’uomo ascende a Dio il processo da meccanico diventa morale in quanto l’uomo deve prima di tutto liberarsi dalle passioni che lo imprigionano nelle necessità della natura. Questi concetti li troviamo in due opere: ● “lo spaccio della bestia trionfante” : l’uomo è come una bestia che deve trionfare sulle passioni e sui vizi. L’uomo dunque deve essere capace di respingere tutto ciò che è volgare, così da potersi innalzare a Dio. ● “degli eroici furori” : in quest’opera Bruno ci vuole far capire che, chi va alla ricerca della natura e la trova, diventa anch'esso natura. Perciò per Bruno il filosofo è quel furioso, assetato di infinito che va alla ricerca di ogni limite. Cioè l'eroico furore è la tradizione naturalistica dell'amore platonico.
Tra 500 e 600 si affermano due movimenti: ● movimento realista: concentra l’attenzione sulla verità effettuale: esperienza diretta delle conoscenze. ● movimento utopistico: più irrealistico, propone una forma perfetta di stato e tenta di delineare uno stato ideale in cui vi era tolleranza religiosa e non vi erano né proprietà private né denaro poiché questi stavano alla base delle ingiustizie e della povertà. Questo ideale di riforma politica lo troviamo in Campanella che scrive la “città del sole” basata sulla costruzione di una comunità che vive in pace, fatta da leggi giuste dove domina un comunismo del bene. In questo ritroviamo Machiavelli > definisce la politica autonoma e indipendente e non deve riguardare né il bene e nè il male, ma l’utile ed occuparsi degli interessi dello stato. Un’altra figura importante è Bodin : secondo lui esiste un principio in grado di dare coesione allo Stato: la sovranità: forza coesiva che garantisce il rapporto di comando e obbedienza essenziali alla vita sociale. Per salvaguardare la sovranità bisogna fare uso della MONARCHIA, non tirannia, in quanto al di sopra delle leggi del sovrano vi sono le leggi di natura.
Nasce dopo la metà del 1500 e morirà intorno al 1625/1626, figlio di un consigliere della Regina Elisabetta, quindi vive in un ambiente di grande rispetto. Diede origine al nuovo metodo scientifico che si fonda sulla tecnologia e sulla concezione enciclopedica del sapere e, egli, aveva l’esigenza di dover dare a questa nuova scienza una finalità pratica. Scrisse un saggio intitolato “sull'interpretazione della natura” dove appunto ci mostra un nuovo modo di interpretare la natura e conoscere la realtà. L’uomo, in quanto essere razionale, può essere artefice del proprio destino, può conoscere dominare e controllare la natura. (consapevole del suo fine e della sua destinazione). Con Bacone assistiamo alla nascita di un nuovo metodo induttivo ; inoltre è uno dei fondatori della ricerca scientifica che si basa sull’esperienza, ossia sull’osservazione, e sulla tecnologia. La ricerca di cui parla Bacone è di tipo comune : l’uomo prende coscienza di sé e del suo lavoro. Vi è fiducia in lui e nelle sue capacità di poter conoscere il mondo è poterlo dominare. Gli uomini, mettendo insieme il loro lavoro, possono contribuire alla ricerca e alla crescita intellettuale. Bacone dedica gran parte della sua vita alla composizione dell’I NSTAURATIO MAGNA in cui, nella copertina, è raffigurata una barca: attraverso questa barca lui vuole percorrere il sapere navigando nel mare aperto. Secondo Bacone per navigare nel sapere l'uomo ha bisogno della ragione e dell’esperienza. Per spiegare l'importanza del rapporto tra esperienza e ragione Bacone fa l'esempio di ragni , formiche e api paragonando il lavoro di questi insetti ai filosofi. -formiche: empirici, ossia coloro che si basano solo sulle esperienza, perché sono quegli insetti che accumulano in un certo senso i dati. -ragni: razionalisti, in quanto questi insetti producono da sé il filo della tela e dunque i razionalisti sono che coloro che elaborano le teorie da sé. -api: scienziati, poiché sono quegli insetti che traggono il nettare e lo rielaborano proprio come gli scienziati. IDOLA PARS DESTRUENS: l’obiettivo di Bacone è quello di rendere coscienti gli uomini di quelle false nozioni e dei pregiudizi che ingombrano la loro mente e li allontanano dalla realtà. Esistono 4 generi di idoli : ● Idoli della tribù ( idola tribus ) riguardano la natura umana e il fatto che l’intelletto umano mescola sempre la propria natura con quella delle cose, deformandola e trasfigurandola. ● Idoli della spelonca ( idola specus ) riguardano la natura del singolo individuo che può influenzare la ricerca. ● Idoli del foro o del mercato ( idola fori ) riguardano la vita sociale e le convenzioni legate ad essa. qui vi sono gli equivoci che nascono dal modo scorretto di utilizzare il linguaggio. ● Idoli del teatro ( idola theatri ) che penetrano nell’animo umano per opera delle diverse dottrine filosofiche e delle pessime regole di dimostrazione. TAVOLE PARS COSTRUENS: Bacone consiglia di purificarsi dagli idola, eliminarli del tutto. Una volta che l’uomo elimina gli idola può arrivare alla conoscenza attraverso il metodo induttivo. Il metodo induttivo di Bacone si basa
sull’osservazione ma non si ferma a questo infatti si serve anche della sperimentazione. Lo scienziato osserva, fa delle ipotesi e poi dall’ipotesi inizia la sperimentazione per confermarle. Per sperimentare si serve dei cataloghi: tavole: sono gli strumenti che raccolgono i dati e costituiscono la pars costruens. ● tavole delle presenze : servono a catalogare le volte in cui un fenomeno si manifesta. ● tavole delle assenze : quando il fenomeno non si presenta ● tavole dei gradi : serve a catalogare le volte in cui un fenomeno si manifesta con più o meno intensità. Dopo che l’uomo cataloga tutte queste idee e ipotesi, si comincia a sperimentare: lo scienziato sperimenta per arrivare alla conoscenza. Bacone critica, infatti, Aristotele perchè lui si fermava all’evidenza: osservava un fenomeno e realizzava la tesi. Molto importante è il ruolo delle accademie : casa del nuovo sapere. La più importante è l'accademia dei Lincei di Roma che prende il posto di quella platonica. Si afferma l' enciclopedia del sapere: un programma di ricerca a cui ognuno deve dare il proprio contributo inserendo i propri dati. Il compito della scienza è, dunque, quello di trasformare i corpi concreti l’uno nell'altro. La forma essendo struttura del corpo può essere modificata per via sperimentale. Per individuare la forma serve il processo latente (modalità del cambiamento) e lo schematismo latente (struttura dei corpi in quiete) > sono processi nascosti che devono essere individuati mediante la ricerca. La nuova Atlantide: La Nuova Atlantide di Bacone propone un modello di comunità umana ordinata secondo ragione. è un’isola immaginaria del Pacifico – l’isola di Bensalem – abitata da un popolo cristiano che vive in pace, che vi si è rifugiato per dedicarsi all’approfondimento della conoscenza della natura e all’utilizzazione pratica del sapere acquisito.
Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 Febbraio 1564, 21 anni dopo la morte di Copernico, e muore nel
Fece diversi studi di astronomia col cannocchiale e scoprì che in realtà gli astri non sono delle entità perfette e ultraterrene come prevedeva il sistema aristotelico-tolemaico ma in realtà sono della stessa sostanza della terra. Anche il sole non era perfetto e aveva delle macchie. Ma ció di cui si occupó maggiormente fu cercare di separare l'ambito religioso da quello scientifico: lui sostiene il valore morale dei testi sacri, ma non accetta che essi abbiano un valore scientifico. Fa una distinzione tra fede e ragione. Alla prima associa come testo di riferimento la bibbia, alla seconda testi scientifici. Galilei fu sostenitore della teoria copernicana secondo cui la terra si muove intorno al sole e al proprio asse. sostiene che i movimenti non sono percepibili e ridefinisce il concetto di moto: -motore in atto, non autonomo (Aristotele) -si conserva se non intervengono cause contrarie (Galilei)
Nasce in Francia nel 1596, è figlio di un avvocato e frequenta la compagnia di Gesù, e di conseguenza viene a contatto con la scolastica che lui poi criticherà perchè dice che il metodo della scolastica è soltanto la conferma di un qualcosa che già sappiamo. Successivamente va a Francoforte e si arruola nell’esercito e partecipa alla guerra dei 30 anni. Durante la sosta dell’esercito si dice che egli abbia avuto un’illuminazione: cioè lui era riuscito ad intuire che ci fosse una scienza che racchiuda tutte le altre: mathesis universalis. Abbandona l’esercito e si trasferisce a Parigi dove viene a contatto con la vita frenetica perugina. Espone la sua “ bella regola ”: metodo che invita gli uomini a interessarsi alla filosofia. Si trasferisce in Olanda, paese in cui vi è tolleranza religiosa e libero arbitrio. Si occupa di teologia ed esprime un trattato chiamato “ il mondo ” che non venne pubblicato subito perchè in quel periodo si era diffusa la notizia del processo a Galilei che aveva sostenuto la teoria copernicana. Dato che in questo trattato vi erano anche riferimenti alla teoria copernicana lui decise di voler bruciare i suoi scritti, ma non lo fece. Successivamente pubblica i “ discorsi sul metodo ” e poi si occupa dell’opera di “meditazione de prima philosophia” Va a stoccolma al seguito di un richiamo a corte della regina Cristina di Svezia e lì muore di polmonite. Cartesio è il fondatore della filosofia moderna, afferma la visione del mondo e sminuisce la figura aristotelica, anche lui, infatti, va contro il suo principio di autorità (ipse dixit). Per Cartesio la ragione è lo strumento fondamentale tramite cui l’uomo può arrivare alla verità. METODO: Cartesio è un razionalista: auspica all’unificazione del sapere. Non vi è più una concezione enciclopedica, ma l’unità del sapere. Nella sua opera “le regole per dirigere l’ingegno” egli pone una tesi secondo cui l’uomo almeno una volta nella vita deve mettere in dubbio tutto perché la conoscenza dell’uomo non si deve basare su conoscenze probabili, ma si deve arrivare a conoscere il fondamento. Il metodo di Cartesio si fonda su due procedimenti: ● intuizione: conoscenza immediata; è un atto mentale con cui si coglie un concetto in modo evidente. Otto intellettuale grazie al quale giungiamo all’evidenza ● deduzione: è la conclusione del ragionamento che parte dall’intuizione La matematica secondo Cartesio è l’unica scienza certa e indubitabile in quanto essa sia per il suo rigore quella scienza che si basa su dimostrazioni certe. LE 4 REGOLE: Secondo Cartesio ci sono 4 regole fondamentali per giungere al concetto di mathesis universalis: ● Regola dell’evidenza: bisogna accettare come vere solo le idee che ci appaiono evidenti, cioè chiare e immediate. ● Regola dell’analisi: bisogna dividere i problemi in modo da risolverli individualmente. ● Regola della sintesi: passaggio dalle conoscenza più semplici a quelle più complicate. Questo passaggio deve avvenire con ordine.
● Regola dell’enumerazione: fare delle enumerazioni in modo che non si dimentichi nulla. Tecnica di memorizzazione. Tuttavia queste regole non possono essere applicati a tutto in quanto alcuni concetti possono risultare falsi, dunque l’uomo per arrivare alla verità certa e distinta deve mettere almeno una volta in dubbio tutto; si passa così alla teoria del dubbio che comprende ● dubbio metodico: indica alla ragione il percorso per giungere alla verità, alla certezza > queste certezze vengono messe in crisi dal genio maligno > Cartesio immagina che sia questo Genio che ci fa credere vero ciò che è falso. Così dal dubbio metodico si passa a quello iperbolico. ● dubbio iperbolico: sospende ogni giudizio di verità. Certezza secondo la quale posso eliminare ogni dubbio. TEORIA DEL COGITO: Il dubbio metodico si concilia con la teoria del cogito ergo sum: per scampare dal dubbio metodico bisogna ricercare un’unica verità, e l’unica certezza a cui arriva Cartesio si trova dentro di noi e consiste nel fatto che sto pensando. Il Cogito è quindi la sostanza pensante che dà la certezza dell’io. Penso dunque sono vivo. è indubitabile perché è dentro di noi Con il cogito lui fa la base della sua filosofia che si basa sulla ricerca di una verità indubitata e definisce: ● res cogitans: anima, sostanza pensante ● res extensa: corpo DAL COGITO AL MONDO ESTERNO; GENIO MALIGNO: Cartesio sostiene che non possiamo essere certi dell’esistenza del mondo che ci circonda in quanto secondo Cartesio esiste un Genio Maligno che ci fa credere vero ciò che è falso. Cartesio cerca di risolvere il problema dicendo che si è sicuri del mondo che ci circonda solo se si postula l’esistenza di un Dio fuori di me, e veritiero e immune al dubbio. IDEE: Per arrivare alle prove dell’esistenza di Dio elabora 3 idee: ● Avventizie: prodotte al di fuori di me. ● Fattizie: prodotte dentro di me ● Innate: prodotte né al di fuori di me e né dentro di me. Sono quelle idee con cui noi nasciamo. Dio è un’idea innata PROVE ESISTENZA DIO: DIO: è l’esempio di perfezione, lui è più perfetto di me e del mondo che mi circonda. -innato: Dio ha posto in me l’idea di Dio (1 prova) -essendo io imperfetto, deve esistere per forza un essere perfetto dal quale dipendo. Dio è causa dell’io (2 prova) -Argomento a priori, Dio esiste a priori: dato che è un’idea innata deve esistere per forza anche se noi non esistiamo. (3 prova) La dimostrazione dell’esistenza di Dio perfetto gli permette di superare l’ipotesi del Dio ingannatore che, a sua volta, fa superare l’ipotesi che si possa essere ingannati.
grandi domande della sua esistenza tende a fuggire e a nascondersi nel divertimento , nel divertissement , che considera la peggiore delle miserie dell’uomo.
Questo periodo si apre con una crisi: la crisi dell'uomo europeo , in quanto egli viene pervaso da un senso di inquietudine perché con la rivoluzione scientifica si era capovolto quell’ordine che fino ad allora aveva dato sicurezza all’uomo. (((Si viene a scoprire che l’universo non è più finito, come pensava Aristotele, ma bensì infinito. In questo periodo si abolisce il limite del mondo greco che aveva rappresentato il limite come perfezione e l’infinito come il male: vince l’infinito. Le nuove esplorazioni contribuirono a creare nell’uomo questo senso di smarrimento, infatti si era notata una differenza tra popoli selvaggi e conquistatori: i selvaggi erano felici perché vivevano immersi nella natura. I conquistatori invece si identificavano in questa inquietudine che stava caratterizzando gli uomini di quel tempo. L’uomo si chiede se la sua morale possa garantirgli di raggiungere la felicità dei selvaggi. Poiché l’uomo va alla ricerca della felicità, cerca di staccare la morale dalla religione, in quanto questa può sfociare delle falsità e può condurre al peccato. ATEO > prototipo di uomo felice. In Francia nel corso del 1600 si assiste ad un periodo di profonda crisi. Si affermano due movimenti, fazioni.
I giansenisti si pongono in maniera diversa dai Libertini. Il fondatore di questo movimento è Giansenio, egli scrisse un'opera l’ “augustinus” in cui presuppone una riforma teologica che si rifà ai padri della Chiesa in particolar modo ad Agostino. Giansenio sottolinea la necessità della GRAZIA poichè affinché l'uomo possa salvarsi è necessaria la grazia. l'uomo a causa del Peccato Originale è per natura incline al male e dunque ha la paura di essere corrotto al peccato. Giansenio si oppone alla tesi dei Gesuiti: si scontra con Luis de Molina che scrive il “ de Concordia libera arbitrii cum Divina Grazie Doni ” in cui sostiene che l'agire è opera di Dio e che quindi L'uomo è libero. Secondo Molina l'uomo ha una grazia sufficiente che è sorretta dalla buona volontà e dall’agire dell'uomo. Dunque Molina crede nell'infallibilità della Grazia e nella libertà dell'uomo. La gratuità della Grazia è un dono concesso da Dio senza nulla in cambio Dunque si mette in evidenza la benevolenza di Dio e il fatto che la Grazia è necessaria in quanto L'uomo senza essa non può salvarsi poiché la grazia dipende totalmente da Dio e non dall'uomo e dunque l'uomo non è obbligato a salvare un comportamento morale per ottenere la grazia di Dio.