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Pre-umanesimo quando abbiamo affrontato le opere di Petrarca e Boccaccio, abbiamo utilizzato il termine centralità dell’uomo anche con un sinonimo: sistema antropologico. Si passa dal sistema teocentrico di Dante e in parte di Petrarca ad un sistema antropologico che è l’elemento chiave dell’Umanesimo. Bisogna sottolineare che si parla di Umanesimo Rinascimentale, nonostante siano ben distinti in ogni manuale di testo, sono concettualmente e storicamente l’uno parte dell’altro (l’uno la spiegazione dell’altro --> concetti che non possono essere scissi). Tutto il 400 e metà del 500 parleremo dell’Umanesimo Rinascimentale, successivamente verrà una grande rivoluzione scientifica, ma anche una chiusura dell’ambito ecclesiastico. Filologia (filos=amare le parole) studia e analizza i reperti archeologici (papiri, iscrizioni, etc) per ricostruire il testo originale. I monaci amanuensi avevano trascritto tutto ciò che era arrivato e avevano via via teoagonizzato il nostro attuale patrimonio. Il patrimonio aveva subito anche delle censure da parte della chiesa e dei monaci stessi. Tutto ciò che i Greci e i Latini avevano scritto riguardo l’eros non poteva essere riscritto, ad esempio. Spesso il testo non era ricostruibile, il filologo cerca di comprendere ciò che mancava e di ricostruire. Linguaggio del filologo: § La crux (croce o obelisco) <†> il filologo non è riuscito a ricostruire il testo; § Le parentesi quadre con i punti di sospensione [...] il filologo ha tirato fuori quella parte del testo perché era stata inserita senza che ci fosse, un errore di copiatura; § Le parentesi graffe { integrazione che il filologo ha fatto, il filologo ha capito che mancava una parola e l’ha inserita. L’umanesimo riprende proprio questo desiderio di riscoprire e ricostruire l’autore, senza l’influenza della chiesa o di altro. Si assiste ad un processo di laicizzazione, trionfo della dimensione laica. Anche in Boccaccio troviamo una dimensione laica, es Frate Cipolla descrizione di un personaggio di chiesa che sfrutta la sua carica per un suo bisogno personale. Troviamo anche la laicizzazione dell’amore, l’amore viene descritto anche per le sue sfaccettature fisiche. L’uomo diventa parte integrante di una civiltà e di un contesto, coscienza civile. Elemento fondamentale dell’Umanesimo è il rinnovato interesse per gli autori dell’antichità classica , assunti come modelli di cultura, di pensiero e di vita. Concretamente, si va alla ricerca dei codici manoscritti delle opere latine, perdute per motivi politici e sociali/ culturali e religiosi. L’opera di trascrizione dei codici era stata portata avanti da alcuni scriptoria (luoghi nella quale i monaci trascrivevano le opere) di monaci, anche nei secoli dell’Alto Medioevo. Sono due i pilastri dell’Umanesimo: § la ricerca delle opere smarrite, di cui restava notizia attraverso la ‘‘tradizione indiretta’’; principale esponente di questa attività è Poggio Bracciolini ; § la capacità di accostarsi ai testi antichi con uno spirito nuovo e scientifico, ossia filologico, teso a restituire loro la fisionomia originale; uno dei massimi maestri della filologia umanistica è Lorenzo Valla.
Lorenzo Valla riesce a dimostrare che il famoso lascito che andava sotto il nome della donazione di Costantino (patrimonio economico di gioielli e denaro), su cui il potere papale aveva fatto grande insistenza, era totalmente falso e di non sua proprietà. Nel 1417 Poggio Bracciolini recupera una copia del De rerum natura, il poema con cui Lucrezio intendeva divulgare a Roma la filosofia di Epicuro. Il nuovo approccio all’epicureismo è totalmente differente: non è più un invito a dedicarsi ai piaceri carnali, ma un invito nel raggiungimento della massima serenità. Caratteristica fondamentale dell’umanesimo: la società del dialogo. L’Umanesimo si basa sul libero scambio di opinioni tra interlocutori di pari dignità. Le divergenze di vedute vengono affrontate con rispetto e attenzione. La modalità espressiva più ricercata è quindi il dialogo: Cicerone ne rappresenta il maestro, nel mondo latino. Gli argomenti dei dialoghi riguardano la morale e la vita attiva. L’approccio alla discussione è concreto, attento alla dimensione interiore dell’uomo e alla realizzazione dei suoi ideali. Prendono molto in considerazione i dialoghi di Socrate e Platone, appartenenti al mondo della filosofia. Proprio nella repubblica fiorentina, si insedia il discorso del genere del dialogo e della capacità dialogica. GRANDEZZE E FRAGILITÀ DELL’UOMO Petrarca sottolinea nel Canzoniere questo binomio grandezza e fragilità , lui nei confronti dell’amore di Laura in vita si sente grande ma successivamente alla morte si sente fragile. In Boccaccio la grandezza dell’essere umano si trova nell’intelligenza e la virtù, la fragilità possiamo trovarla nel cedimento della tentazione della donna. Con l’Umanesimo la cultura acquisisce piena consapevolezza dell’autonomia e della dignità dell’uomo, delle potenzialità del suo ingegno e della sua capacità di essere artefice del proprio destino ma, anche della fragilità e dei limiti della condizione umana e delle sue opere.
Luigi Pulci durante la sua permanenza nella corte inizia a scrivere la sua opera più celebre, nella quale mescola gli elementi del ciclo bretone e del ciclo carolingio aggiungendo elementi mai visti prima, il Morgante. Morgante è un gigante che nella sua dimensione caotica e pesante, decide di arruolarsi nell'esercito dei paladini di Carlo Magno a seguito di Orlando. [ Pulci mettendo assieme l'elemento fantastico e l’elemento storico, unisce anche i due cicli, e li unisce lavorando inizialmente sulla materia dei cantari (produzioni prettamente orali). Lo scenario più adeguato alla corte medicea è Carlo Magno ed ciclo carolingio mentre l’aspetto di leggerezza, romanzesco, fantasioso e legato all’amore (es. storia Lancillotto e Ginevra) lo prende dal ciclo bretone. All’interno del Morgante inizia ad affiorare quegli elementi di affetto e sentimento tipico del ciclo bretone, nel ciclo carolingio questo elemento non è presente proprio perché Orlando è stimato dal momento che è concentrato esclusivamente sul suo lavoro. ] Decide di arruolarsi perché i paladini sono impegnati nella lotta contro gli infedeli, i saraceni. Morgante compie azioni incredibili ed è considerato come un asso nella manica. Assomiglia alla figura di Achille, poiché la battaglia di troia senza la sua presenza non poteva proseguire. Morgante nel percorso dell'opera incontra un personaggio Margutte. Margutte è un semigigante, aveva voglia di essere gigante ma successivamente si pente e decide di bloccare la sua crescita. Margutte ha deciso autonomamente di bloccare la sua crescita e per questo è evidente la dimensione di fantasia nella quale siamo immersi. Morgante non crea una dimensione di ostilità verso Margutte, è pronto ad accogliere il semigigante senza nessun problema. Attraverso il gioco e la leggerezza, Morgante non dà molto peso al credo di religioso di Margutte non crea distensione tra nessun credente. Margutte non professa nessuna credenza religiosa, anzi, dice di credere nel cibo, nutrimento degli esseri umani. Margutte oltre alla fede del cibo, non aveva altre credenze. Era figlio di una monaca e di un papasso, qui c’è un grande contrasto. Margutte conclude il tutto dicendo che ha ucciso il padre tramite delle frecce e iniziò il suo viaggio. Emblema dell’eresia = Margutte [ L’autore decide anche di utilizzare lo stesso metro usato dai precedenti cicli, le ottave, all’interno di questi otto versi Pulci inserisce delle microstorie all’interno della macrostoria (alcune storie iniziano e finiscono in una ottava). La presenza delle rime è molto importante per fornire un senso di musicalità al brano ed è anche un riferimento alla leggerezza. Pulci inserisce anche una contaminazione linguistica , il poeta vuole mescolare volgare toscano, elementi di francesismo e crea proprio dei vocaboli utilizzati per la prima volta nei suoi poemi. Questa è una figura retorica, chiamata Hapax, il vocabolo viene usato per la prima volta dall’autore e serve per sottolineare l’aspetto di meraviglia che il poeta vuole far arrivare ad il lettore. Il poema di Luigi Pulci, è un'opera straordinaria per la sua originalità ed è un’eccezione all’interno del panorama letterario.
Questo episodio determinerà il rischio di essere dipendenti da una committenza, che doveva seguire degli obblighi. A Pulci accade che durante la revisione continua dell’opera, egli aggiunge dei canti e nell’aggiunta è presente proprio il diavolo astarotte. Proprio questo inserimento gli costerà la pubblicazione dell’opera e l’allontanamento dalla corte medicea. Inserisce una visione mentale avanguardista considerata pericolosa dagli stessi componenti della corte. Il diavolo si presenta come se fosse un retaggio del patrimonio dantesco, viene rappresentato come nell’iconografia, rosso con le corna e le ali ecc. Il diavolo carica sulle spalle il paladino Rinaldo per fare un viaggio e lo porta nell'emisfero non conosciuto della terra. Durante il viaggio il diavolo subisce una metamorfosi, non sarà una presenza negativa ma sarà un viaggiatore leggero e laico. Ancora una volta Pulci trasforma il personaggio per ottenere una meraviglia da parte del lettore. Il diavolo spiega a Rinaldo cosa c'è nella parte dell’emisfero sconosciuto. Rinaldo pone delle domande al diavolo e la questione diventa teologica, le risposte del diavolo sono straordinariamente onnipotenti che solitamente non apparterrebbero a tale figura. L'episodio viene letto e non viene accettato nella sua questione teologica e quindi Pulci verrà allontanato e avrà una grande fatica nella pubblicazione dell’opera.
È l’origine del poema epico, odisseo dopo la conclusione della guerra di Troia vaga per 10 anni spinto dalla curiosità e dalla voglia di conoscere, supera i propri limiti. Nel canto XXVI dell’Inferno Dante colloca Ulisse, per via della curiosità che non tenuta a freno supera l’umanità. L'idea generale che si aveva era che le colonne d'Ercole erano il limite stabilito del territorio conosciuto , nel mondo greco chi andava oltre le colonne d'Ercole avrebbe avuto una morte certa. Il diavolo dopo esser arrivato alle colonne d'Ercole, spiega che non era stato posto come limite perché c’era una morte naturale ma perché da questo punto in poi si scende giù dalla terra, già avevano capito che la terra era sferica. Il diavolo dice a Rinaldo che si può viaggiare anche oltre, solo che si sarebbe trovato una distesa d’acqua. Si inserisce all’interno di questo brano tutta la conoscenza scientifica di quel periodo storico. Dice che Dio per la sua onnipotenza, tutti valgono allo stesso modo: credenti, pagani, saraceni etc. ogni essere umano ha diritto alla salvezza. Pulci fa questo richiamo alla chiesa, la grandezza della fede e della religione è una grandezza che deve superare l’essere umano, per questo non può avere limiti. Dio se avesse limiti nel donare salvezza agli umani, non sarebbe più una figura onnipotente. Il diavolo lo paragona ad un partigiano se non dovesse donare la salvezza a tutti indipendentemente dalla religione etc.