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Umanesimo e Rinascimento., Appunti di Italiano

Riassunto su Umanesimo e Rinascimento, liceo linguistico.

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 26/11/2025

alefabi05
alefabi05 🇮🇹

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Umanesimo e Rinascimento
L’Umanesimo e il Rinascimento sono due correnti letterarie e culturali del '400 e del
'500. In particolare, la civiltà umanistica inizia nel 1400 e si conclude con la morte di
Lorenzo de Medici nel 1492.
Il centro della civiltà umanistica - rinascimentale è l’Italia, principalmente Firenze.
L’Umanesimo è definito come la cultura della civiltà rinascimentale e per questo tra
concetti di Umanesimo e Rinascimento vi è una stretta affinità. Ciò nonostante, con
l’Umanesimo si elaborano le nuove teorie e si tracciano le nuove culture che saranno
tradotte in pratica nel Rinascimento.
Con l’Umanesimo si adotta una visione laica della cultura in quanto vi è una
riscoperta degli autori classici e del mondo umano. Proprio per questo, si
differenziano le humanae litterae dalle divinae litterae ovvero le opere dedicate al
mondo umano - naturale da quelle del mondo religioso e si rivaluta la centralità
dell’uomo sulla terra. L’uomo, infatti, è considerato un "piccolo Dio sulla Terra" ed è
chiamato proprio per questo microcosmo. L’uomo non rifiuta il rapporto con Dio, ma
questo rapporto viene vissuto in maniera libera, non conflittuale e soprattutto
individuale.
Il razionalismo è un’altra novità introdotta dalla cultura umanista. Grazie a questo
nuovo atteggiamento, l’uomo è considerato l’unico artefice della propria vita poiché
egli domina il tempo, lo spazio e la natura in cui vive. Il tempo è sfruttato dall’uomo
che lo utilizza in modo cosciente e come meglio crede. Proprio per questo, si parla di
tempo economico. Lo spazio, invece, grazie anche alla scoperta della prospettiva,
viene reso quasi tangibile all’uomo il quale lo analizza, lo controlla e lo geometrizza.
Per quanto concerne il concetto di natura, l’uomo è colui che porta sulla terra
l’armonia universale rappresentata dal macrocosmo (Dio). Per questo, egli domina la
natura e si serve, non solo di arti scientifiche ma anche di magia, astrologia ed
alchimia, per capire al meglio il mondo.
Con il razionalismo, nascono e si rivalutano nuove discipline come la filologia,
l’astronomia e l’ermetismo. Quest’ultima nasce come una setta magico - religiosa che
si rifà all’antica Grecia. La filologia, invece, è uno strumento che serve per avvicinarsi
alle opere dell’età classica che in realtà si occupa di verificare l’autenticità di alcune
opere e a confrontare, i vari testi di una stessa opera per risalire a quella originale.
Nel corso del '400, nasce la questione della lingua poiché si ricercava una lingua
universale che riuscisse a riunificare tutta l’Italia. Pietro Bembo, umanista italiano,
afferma che i modelli volgari da seguire per opere in versi e in prosa sono
rispettivamente Petrarca e Boccaccio, mentre Cicerone e Virgilio sono i massimi
esempi latini da seguire per opere in prosa (Cicerone) e in versi (Virgilio).
Un’altra lingua utilizzata dagli autori umanisti è il greco. Si ha, infatti, una riscoperta
della lingua greca e in particolare di Platone e Aristotele, autori della cultura greca.
I principali centri di cultura e organizzazione, diffusi nel '400, sono i cenacoli e le
accademie. I cenacoli nascono come associazioni di studenti umanisti nelle quali è
possibile confrontarsi, dialogare ed effettuare scambi culturali. Con il passare del
tempo, i cenacoli tendono ad organizzarsi, diventando vere e proprie accademie.
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Umanesimo e Rinascimento

L’Umanesimo e il Rinascimento sono due correnti letterarie e culturali del '400 e del '500. In particolare, la civiltà umanistica inizia nel 1400 e si conclude con la morte di Lorenzo de Medici nel 1492. Il centro della civiltà umanistica - rinascimentale è l’Italia, principalmente Firenze. L’Umanesimo è definito come la cultura della civiltà rinascimentale e per questo tra concetti di Umanesimo e Rinascimento vi è una stretta affinità. Ciò nonostante, con l’Umanesimo si elaborano le nuove teorie e si tracciano le nuove culture che saranno tradotte in pratica nel Rinascimento. Con l’Umanesimo si adotta una visione laica della cultura in quanto vi è una riscoperta degli autori classici e del mondo umano. Proprio per questo, si differenziano le humanae litterae dalle divinae litterae ovvero le opere dedicate al mondo umano - naturale da quelle del mondo religioso e si rivaluta la centralità dell’uomo sulla terra. L’uomo, infatti, è considerato un "piccolo Dio sulla Terra" ed è chiamato proprio per questo microcosmo. L’uomo non rifiuta il rapporto con Dio, ma questo rapporto viene vissuto in maniera libera, non conflittuale e soprattutto individuale. Il razionalismo è un’altra novità introdotta dalla cultura umanista. Grazie a questo nuovo atteggiamento, l’uomo è considerato l’unico artefice della propria vita poiché egli domina il tempo, lo spazio e la natura in cui vive. Il tempo è sfruttato dall’uomo che lo utilizza in modo cosciente e come meglio crede. Proprio per questo, si parla di tempo economico. Lo spazio, invece, grazie anche alla scoperta della prospettiva, viene reso quasi tangibile all’uomo il quale lo analizza, lo controlla e lo geometrizza. Per quanto concerne il concetto di natura, l’uomo è colui che porta sulla terra l’armonia universale rappresentata dal macrocosmo (Dio). Per questo, egli domina la natura e si serve, non solo di arti scientifiche ma anche di magia, astrologia ed alchimia, per capire al meglio il mondo. Con il razionalismo, nascono e si rivalutano nuove discipline come la filologia, l’astronomia e l’ermetismo. Quest’ultima nasce come una setta magico - religiosa che si rifà all’antica Grecia. La filologia, invece, è uno strumento che serve per avvicinarsi alle opere dell’età classica che in realtà si occupa di verificare l’autenticità di alcune opere e a confrontare, i vari testi di una stessa opera per risalire a quella originale. Nel corso del '400, nasce la questione della lingua poiché si ricercava una lingua universale che riuscisse a riunificare tutta l’Italia. Pietro Bembo, umanista italiano, afferma che i modelli volgari da seguire per opere in versi e in prosa sono rispettivamente Petrarca e Boccaccio, mentre Cicerone e Virgilio sono i massimi esempi latini da seguire per opere in prosa (Cicerone) e in versi (Virgilio). Un’altra lingua utilizzata dagli autori umanisti è il greco. Si ha, infatti, una riscoperta della lingua greca e in particolare di Platone e Aristotele, autori della cultura greca. I principali centri di cultura e organizzazione, diffusi nel '400, sono i cenacoli e le accademie. I cenacoli nascono come associazioni di studenti umanisti nelle quali è possibile confrontarsi, dialogare ed effettuare scambi culturali. Con il passare del tempo, i cenacoli tendono ad organizzarsi, diventando vere e proprie accademie.

Oltre ai cenacoli e alle accademie, vi sono le corti signorili, le biblioteche e le stamperie. Quest’ultime nascono proprio nel 1455, a seguito dell’invenzione della stampa, grazie alla quale vi è una maggiore possibilità di acculturamento. Nell’Umanesimo e nel Rinascimento, la poesia, a differenza di quella medievale, è uno strumento per l’elevazione spirituale, per l’educazione personale e per un perfezionamento interiore. L’ideale di perfezione si raggiunge a seguito dell’imitazione degli autori classici; come afferma Petrarca, ciascun poeta deve essere un imitatore originale ovvero le opere umanistiche e quelle classiche devono essere, nello stesso tempo, diverse e paragonabili. Petrarca, inoltre, paragona il rapporto dell’autore classico e dell’autore umanista con l’azione che svolgono le api dicendo che le api, dopo aver raccolto il polline dai fiori, riescono a produrre autonomamente il miele. In conclusione, possiamo affermare che con la civiltà umanistica - rinascimentale si ha un recupero dei valori terreni poiché si cerca di conciliare gli aspetti spirituali con i piaceri terreni.