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Un giocatore esemplare, Appunti di Italiano

vita e fortuna di Crujff nel calcio

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 28/10/2019

sara-di-masi-2
sara-di-masi-2 🇮🇹

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JOHAN CRUJFF
Nato nel quartiere Betondorp della periferia di Amsterdam,[9] Johan era figlio di
Manus Cruijff e Nel Draaijer i quali si erano trasferiti in via Tuinbouwstraat, dove
avevano acquistato una abitazione popolare con un negozio di frutta e verdura,
[9] attività lavorativa della famiglia da alcune generazioni. Economicamente non
benestanti, Johan e il fratello maggiore di due anni Heini passarono la maggior
parte dell'infanzia giocando partite di calcio con i bambini del quartiere; il piccolo
Johan ebbe modo di evidenziare doti sorprendenti già a cinque anni di età.[16]
Dodicenne perse il padre per un attacco cardiaco; subito dopo la madre dovette
cedere la casa e il negozio di prodotti ortofrutticoli. Johan ottenne per lei, dal
vicepresidente dell'Ajax, un posto come donna delle pulizie allo stadio[8] e come
commessa al banco del bar della società. Le conseguenti difficoltà economiche
furono notevoli, e Johan lasciò gli studi per diventare calciatore.[9]
Entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajaxnel giorno del suo decimo
compleanno,[9][3]insieme al fratello Hendrik detto "Heini": il fratello stopper,
lui mezzala. Vic Buckingham, allenatore della prima squadra biancorossa, si prese
cura della preparazione atletica del ragazzino,[3] impostando per lui uno specifico
programma di rafforzamento[3] consistente nell'allenarsi con sacchetti di zavorra di
quattro chili, ciascuno infilato nella giubba della tuta.[17][24] Nonostante i problemi
familiari, il giovane Cruijff segnò 74 reti nel suo primo campionato ufficiale a livello
giovanile.[12]
Quattordicenne, Johan vinse il suo primo campionato, nella categoria Allievi.[3] Due
anni dopo firmò il primo cartellino con il club ajacide.[9] Vic Buckingham lo fece
esordire a 17 anni:[8] debuttò in prima squadra il 15 novembre 1964 in Groningen-
Ajax (1-3); la settimana successiva realizzò poi il suo primo gol, nel 5-0 interno
contro il PSV.[9]
Nel 1973 venne quindi ceduto al Barcellona[8]per la cifra di tre milioni di fiorini
olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca: lo stesso anno i Lloyd's di
Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo. A Barcellona
vestì la maglia n. 9 (invece del suo14) e ritrovò come allenatore Rinus Michels. A
causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero
miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster[33]), Cruijff riuscì a debuttare
con i nuovi colori solo il 28 ottobre 1973, quando la squadra blaugrana era
penultima in classifica (con 3 sconfitte sulle 7 gare disputate) ed era già stata
eliminata al primo turno della Coppa UEFA: Johan debuttò nella Liga al Camp Nou,
segnando due reti che aiutarono il Barcellona a superare 4-0 il Granada.
Nel 1970 iniziò a indossare la famosa maglia n. 14. Gerrie Mühren, suo compagno
di squadra, raccontò infatti che Cruijff di solito indossava il 9, ma un giorno, prima di
una gara di campionato, non si riusciva a trovare la maglia di Muhren; allora questi
gli cedette il suo 9 e si prese il 14: l'Ajax vinse con facilità e da quel momento
Johan indossò la maglia contrassegnata dal n. 14.[30] Lo stesso Cruijff offrì tuttavia
un'altra versione dell'episodio: sostenne che i lancieri in quella stagione avevano
deciso di adottare una numerazione personalizzata, sicché i giocatori avrebbero
mantenuto lo stesso numero appunto per tutta la stagione; essendo Johan
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JOHAN CRUJFF

Nato nel quartiere Betondorp della periferia di Amsterdam,[9] Johan era figlio di Manus Cruijff e Nel Draaijer i quali si erano trasferiti in via Tuinbouwstraat, dove avevano acquistato una abitazione popolare con un negozio di frutta e verdura, [9] attività lavorativa della famiglia da alcune generazioni. Economicamente non benestanti, Johan e il fratello maggiore di due anni Heini passarono la maggior parte dell'infanzia giocando partite di calcio con i bambini del quartiere; il piccolo Johan ebbe modo di evidenziare doti sorprendenti già a cinque anni di età.[16] Dodicenne perse il padre per un attacco cardiaco; subito dopo la madre dovette cedere la casa e il negozio di prodotti ortofrutticoli. Johan ottenne per lei, dal vicepresidente dell'Ajax, un posto come donna delle pulizie allo stadio[8] e come commessa al banco del bar della società. Le conseguenti difficoltà economiche furono notevoli, e Johan lasciò gli studi per diventare calciatore.[9] Entrò a far parte del settore giovanile dell'Ajaxnel giorno del suo decimo compleanno,[9][3]insieme al fratello Hendrik detto "Heini": il fratello stopper, lui mezzala. Vic Buckingham, allenatore della prima squadra biancorossa, si prese cura della preparazione atletica del ragazzino,[3] impostando per lui uno specifico programma di rafforzamento[3] consistente nell'allenarsi con sacchetti di zavorra di quattro chili, ciascuno infilato nella giubba della tuta.[17][24] Nonostante i problemi familiari, il giovane Cruijff segnò 74 reti nel suo primo campionato ufficiale a livello giovanile.[12] Quattordicenne, Johan vinse il suo primo campionato, nella categoria Allievi.[3] Due anni dopo firmò il primo cartellino con il club ajacide.[9] Vic Buckingham lo fece esordire a 17 anni:[8] debuttò in prima squadra il 15 novembre 1964 in Groningen- Ajax (1-3); la settimana successiva realizzò poi il suo primo gol, nel 5-0 interno contro il PSV.[9] Nel 1973 venne quindi ceduto al Barcellona[8]per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca: lo stesso anno i Lloyd's di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo. A Barcellona vestì la maglia n. 9 (invece del suo14) e ritrovò come allenatore Rinus Michels. A causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster[33]), Cruijff riuscì a debuttare con i nuovi colori solo il 28 ottobre 1973, quando la squadra blaugrana era penultima in classifica (con 3 sconfitte sulle 7 gare disputate) ed era già stata eliminata al primo turno della Coppa UEFA: Johan debuttò nella Liga al Camp Nou, segnando due reti che aiutarono il Barcellona a superare 4-0 il Granada. Nel 1970 iniziò a indossare la famosa maglia n. 14. Gerrie Mühren, suo compagno di squadra, raccontò infatti che Cruijff di solito indossava il 9, ma un giorno, prima di una gara di campionato, non si riusciva a trovare la maglia di Muhren; allora questi gli cedette il suo 9 e si prese il 14: l'Ajax vinse con facilità e da quel momento Johan indossò la maglia contrassegnata dal n. 14.[30] Lo stesso Cruijff offrì tuttavia un'altra versione dell'episodio: sostenne che i lancieri in quella stagione avevano deciso di adottare una numerazione personalizzata, sicché i giocatori avrebbero mantenuto lo stesso numero appunto per tutta la stagione; essendo Johan

infortunato, quando tornò in campo era disponibile solo il n. 14 che, da quel momento, divenne il suo portafortuna. Nel 1971 la società olandese ottenne la prima vittoria della sua storia in Coppa dei Campioni, battendo in finale per 2-0 il Panathīnaïkos allenato da Ferenc Puskás, in cui Cruijff fornì l'assist per il gol di Arie Haan.[31] Alla fine dell'anno solare, il n. 14 venne premiato con il suo primo Pallone d'oro. Nella stagione 1971-1972 la squadra raggiunse il cosiddetto treble, ovvero la vittoria in campo nazionale, europeo e mondiale. In particolare, gli ajacidi arrivarono nuovamente in finale di Coppa dei Campioni, stavolta contro l'Inter di Sandro Mazzola: a Rotterdam, in casa dei rivali del Feyenoord, Cruijff fu il protagonista del match e, nonostante la stretta marcatura a uomo di Gabriele Oriali, fu artefice di una rimarchevole prestazione realizzando la doppietta che sanzionò la netta vittoria dell'Ajax.[9] La coppa nazionale fu invece vinta a spese dell'ADO Den Haag per 3-

Anche la stagione successiva fu ricca di prestigiosi successi: per la prima volta da quando gioca in prima squadra, Cruijff fu nominato capitano dai suoi stessi compagni di squadra all'inizio della stagione.[8] I Lancierivinsero ancora il campionato e, per la terza volta consecutiva, la Coppa dei Campioni,[8]battendo in questo ultimo caso, nella finale di Belgrado, la Juventus con una rete di Johnny Rep in avvio. Alla vigilia dell'annata seguente, lasciò la squadra:[8] nell'estate 1973, durante il ritiro dell'Ajax che anticipò l'inizio della stagione,[9] la squadra decise di non confermare Cruijff come capitano.[8] Ne nacque uno strappo incolmabile che portò Cruijff a lasciare Amsterdam.[8] Tra il 1965 e il 1973 la squadra olandese fece suoi complessivamente sei campionati, tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e la neonata Supercoppa UEFA. Il passaggio al Barcellona Nell'estate 1973 la Spagna riaprì le frontiere ai calciatori stranieri; Real Madrid e Ajax si accordarono segretamente per il trasferimento di Cruijff, ma Johan era restio ad accettare il passaggio alle merengues:[32]voleva infatti accasarsi al Barcellona per mantenere la promessa fatta tre anni prima al presidente azulgrana Agustí Montal. L'olandese si dichiarò pronto a lasciare il calcio nel caso non fosse andato a buon fine il suo passaggio ai catalani, e così venne effettuato un primo contatto fra le due società durante un torneo estivo a La Coruña. Jaap van Praag, presidente dei Lancieri, cercò di rilanciare il più possibile, mentre Cruijff iniziò la stagione giocando nei Paesi Bassi; la firma del contratto arrivò il 13 agosto 1973 (il 22 agosto per altri), ponendo così fine a una lunga trattativa.[33] Nel 1973 venne quindi ceduto al Barcellona[8]per la cifra di tre milioni di fiorini olandesi, poco più di un miliardo di lire dell'epoca: lo stesso anno i Lloyd's di Londra assicurarono le gambe di Cruijff per due miliardi e mezzo. A Barcellona vestì la maglia n. 9 (invece del suo14) e ritrovò come allenatore Rinus Michels. A causa di problemi legati alla definizione del contratto (curata dal suocero miliardario, il commerciante di diamanti Cor Coster[33]), Cruijff riuscì a debuttare

Il 6 dicembre dello stesso anno tornò a vestire la maglia dell'Ajax che, al De Meer, batté 4-1 l'Haarlem; nella stessa partita realizzò un gol. Assieme ai giovani Frank Rijkaard e Marco van Basten disputò altre due stagioni in biancorosso, vincendo due campionati e una coppa. In totale, nelle sue due esperienze con i lancieri mise a referto 275 partite di campionato con 205 reti, prima di passare nell'estate seguente ai rivali del Feyenoord:[3]la stagione 1983-1984, che lo vide giocare a fianco della matricola Ruud Gullit nonché impiegato in un inedito ruolo di libero, sfociò in un double formato dalla vittoria del campionato,[3] il nono, e della Coppa d'Olanda, la sesta della sua carriera giunta nell'occasione al termine.