

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
esemplare ideale bibliografico vs filologico
Tipologia: Appunti
1 / 2
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


In Bibliografia i libri non si considerano esemplari unici, anche se vengono stampati in serie di copie, in apparenza sono identici. Sono i MANOSCRITTI ad essere unici per natura. Se si vogliono analizzare i dettagli materiali di un manoscritto lo si può fare, se invece si ha a disposizione un’edizione, non si può descriverla materialmente perché non si sa se la copia che si prende in considerazione sia identica a tutte le altre. L’INSIEME DELLE COPIE CHE FORMA UN’EDIZIONE QUINDI NON PUO’ ESSERE RAPPRESENTATO DA NESSUNO DEGLI ELEMENTI CHE LO COMPONE. Per POLLARD E GREG: gli esemplari che formano un’edizione non sono identici. 1934 GREG parla per la prima volta di un esemplare idealmente perfetto. Nel 1974 Bowers da una definizione di esemplare ideale che è quella comunemente accettata e chiarisce i principi per ricercarlo: “forma che il libro assume, e che coincide da un pdv materiale a come era stato concepito, LIBRO COMPLETO DI TUTTI I SUOI FOGLI, NELLA CONDIZIONE DI INTEGRITA’ CON CUI E’ USCITO DALLA TIPOGRAFIA, NELLO STATO DI COMPLETEZZA CHE SECONDO IL TIPOGRAFO DOVEVA AVERE. STATO DEFINITIVO E PERFETTO DEL LIBRO” --- successivamente: esemplare ideale comprende anche i fogli eliminati, sostituiti e quelli inseriti.
esistente ma un insieme di facsimili delle singole pagine. Non è un’edizione critica perché Hinman non ha apportato emendamenti editoriali al testo, egli ha esercitato il suo giudizio nel decidere quale dei testi di ciascuna pagina dell’in-folio dovesse rientrare nel suo facsimile. Ma è davvero un esemplare ideale come pensa Hinman? Definizione criticata: 1) il concetto bibliografico di esemplare ideale deve comprendere tutte le forme esistite; 2) perché si parli di esemplare ideale è necessario che si presenti in una forma licenziata dal tipografo materialmente. Il facsimile di Hinman adempie al compito di individuare, tra le varie forme in cui il libro apparve, quella che ha più senso produrre ai fini della critica del testo. Bisogna ricordare però che gli studiosi e gli editori non si possono limitare alle forme corrette devono avere completa conoscenza dei diversi stati del testo, fondamentali per una descrizione bibliografica. IN FILOLOGIA: in chiave ecdotica occorre andare oltre lo standard della descrizione bibliografica e procedere ad un’ulteriore astrazione: distinguere tra varianti anteriori e definitivi di stampa, valutare anche il contenuto testuale. Ai filologi interessa ricostruire il testo che corrisponde alle intenzioni autoriali, è necessario quindi cercare tutti gli stati definitivi della forma >> interessa sapere quali varianti di stato danno indicazioni su varianti d’autore e sulla loro cronologia. Come fare? Bisogna lavorare sulle FORME: studiare i diversi stati delle forme, riconoscere quali sono gli stati definitivi e quindi le lezioni definitive trasmesse dalle forme. Lavorare sulle forme significa capire come l’autore, se presente in tipografia, è intervenuto sulla forma e verificare se esistono varianti di stato che corrispondono a varianti autoriali. Dato un numero x di esemplari studiando i fascicoli mediante collazione si individuano le varianti di stato che corrispondono alle lezioni definitive e quindi quali sono i fascicoli che portano le lezioni definitive. L’esemplare ideale è costituito proprio dai fascicoli che portano l’ultima lezione. Nel caso di varianti adiafore: bisogna distinguere tra varianti primitive e definitive, secondo valutazioni critiche che tengono conto dell’usus scribendi dell’autore. Esemplare ideale dell’edizione più autorevole costituisce testo-base dell’edizione critica, depurato però da errori lezioni erronee ed errori tipografici che devono essere emendati.