Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Una chiesa per vivere, Sintesi del corso di Teologia II

Riassunto del testo "Una chiesa per vivere"

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 26/11/2021

Gaia_Picca
Gaia_Picca 🇮🇹

4.4

(5)

7 documenti

1 / 47

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
P a g . | 1
UNA CHIESA PER VIVERE
1.COSA DICE LA GENTE PAG. 7
Coloro che si sentono fuori dalla Chiesa, i giornali,
l’opinione pubblica laica hanno una idea ben
determinata della Chiesa nella quale, tra l’altro, i
credenti non si trovano avendo questi ultimi una
esperienza della Chiesa più varia e viva.
Questo perché per capire la Chiesa occorre viverci
dentro, è poi anche vero che a volte la Chiesa stessa
si presenta in maniera sbagliata.
IL VATICANO: spesso la Chiesa appare agli esterni
come uno stato fra gli altri, del resto esiste lo stato
di Città del Vaticano e spesso vediamo il Papa in
aereo e in arrivo in altri stati trattato come capo di
stato. Se il Papa è capo di uno Stato allor la Chiesa
svolge un ruolo politico e su questo ruolo deve
essere giudicata e questo per molti è già occasione
di diffidenza, si sa per definizione che la politica è
cosa “sporca”.
Ma questa politica della Chiesa com’è? Giova
all’uomo, alla pace alla giustizia? Fino ad alcuni anni
fa qui in Italia circolava l’opinione che questa politica
del Vaticano era dannosa ai poveri e alleata coi
poteri “forti” del mondo. Era un’opinione che veniva
da lontano, pensiamo che la Chiesa si era opposta
alla rivoluzione francese, ma anche alla rivoluzione
russa cosa che aveva attirato l’odio dei comunisti di
ogni categoria, operai compresi.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f

Anteprima parziale del testo

Scarica Una chiesa per vivere e più Sintesi del corso in PDF di Teologia II solo su Docsity!

UNA CHIESA PER VIVERE

1.COSA DICE LA GENTE PAG. 7

Coloro che si sentono fuori dalla Chiesa, i giornali, l’opinione pubblica laica hanno una idea ben determinata della Chiesa nella quale, tra l’altro, i credenti non si trovano avendo questi ultimi una esperienza della Chiesa più varia e viva. Questo perché per capire la Chiesa occorre viverci dentro, è poi anche vero che a volte la Chiesa stessa si presenta in maniera sbagliata. IL VATICANO: spesso la Chiesa appare agli esterni come uno stato fra gli altri, del resto esiste lo stato di Città del Vaticano e spesso vediamo il Papa in aereo e in arrivo in altri stati trattato come capo di stato. Se il Papa è capo di uno Stato allor la Chiesa svolge un ruolo politico e su questo ruolo deve essere giudicata e questo per molti è già occasione di diffidenza, si sa per definizione che la politica è cosa “sporca”. Ma questa politica della Chiesa com’è? Giova all’uomo, alla pace alla giustizia? Fino ad alcuni anni fa qui in Italia circolava l’opinione che questa politica del Vaticano era dannosa ai poveri e alleata coi poteri “forti” del mondo. Era un’opinione che veniva da lontano, pensiamo che la Chiesa si era opposta alla rivoluzione francese, ma anche alla rivoluzione russa cosa che aveva attirato l’odio dei comunisti di ogni categoria, operai compresi.

Oggi le cose sono cambiate, i sogni del comunismo sono infranti e la Chiesa prende posizione a favore del Terzo Mondo, dei poveri e degli oppressi ma ciò nonostante sembra insuperabile la sensazione dell’esistenza di una vera contraddizione tra il Vangelo e la vita vissuta dalla Chiesa, tra la storia di Gesù e la figura del Papa e dei Vescovi. CHI HA PAURA DELLA CHIESA 8 Oggi la società presenta un grave problema: lo sfruttamento dei poveri, che in passato scuoteva menti e coscienze, oggi è circondata da indifferenza. Il problema però non è risolto si è solo “spostato” in Asia, America Latina, Africa. L’opinione pubblica e i mezzi di comunicazione sembrano fare di tutto per dimenticarsi della responsabilità che i nostri governi hanno di fronte a queste problematiche. I problemi invece che coinvolgono la Chiesa e si fanno “sentire” sono quelli che riguardano la medicina e la biologia, le nuove conquiste della biotecnologia… tutti gli ambiti che sembrano non solo migliorare le condizioni di vita ma espandere all’infinito le libertà individuali. Le frequenti posizioni della Chiesa in questi ambiti da molti sono percepite come espressioni di antico retaggio e di nemico della scienza e del progresso. Senza parlare dell’accusa di interferire violando la laicità dello Stato. Su un certo settore dell’opinione pubblica fa molta impressione ancora la vecchia storia della Chiesa

Il fatto che la Chiesa abbia uno Stato e la Santa Sede goda di personalità giuridica è un aspetto che potrebbe espandersi in futuro oppure anche sparire senza che la Chiesa cambi la sua natura. Per capire la Chiesa NON bisogna partire dal Vaticano, la Chiesa è un aggregato di persone, esperienze, tradizioni fra le quali c’è anche il Vaticano, ma uno su mille… L’OCCHIO PUNTATO SUI PRETI 11 La chiesa vista da chi è esterno sembra un apparato di preti e vescovi, sacrestie e conventi. Questa casta clericale con cui si identifica la Chiesa è spesso oggetto di diffidenza e sospetti. In Italia va a messa il 25% delle persone eppure tutti in vari modo si sentono legati alla Chiesa. Questo legame non è dovuto al fatto che la massa percepisca il valore per la sua vita spirituale o devota obbedienza a quanto dice il Vescovo, ma il legame è dovuto al fatto che nei grandi eventi della vita non rinunciano alla dimensione sacra e alle celebrazioni religiose (matrimoni, battesimi, funerali). Senza contare che è diffusa l’idea che le parrocchie e le altre strutture ecclesiastiche siano più o meno la stessa cosa degli uffici del comune dove si va si chiede un servizio e lo si deve ottenere poi si esce. Si dimentica che la chiesa si basa sulla fede comune, senza il senso di appartenenza perde il suo senso.

Una volta se volevi sposarti ti chiedevano solo documenti ma era perché si riteneva “tutti” fossero credenti. E’ anche vero che oggi vi sono alcuni preti che si comportano come ufficiali del registro, altri che sono troppo esigenti e non vorrebbero accogliere coloro che non condividono la fede e la morale della chiesa. Né l’uno né l’altro mostrano l’autentico volto della Chiesa che in nome di Gesù dovrebbe accogliere tutti. Non si può ignorare poi l’esistenza di forze ideologiche e politiche ostili che alimentano nell’opinione pubblica ostilità e diffidenza attraverso i mezzi di comunicazione. Non è che non vi siano occasioni reali nella Chiesa come i preti pedofili, per es. ma non è possibile generalizzare. … SU QUELLI CHE VANNO IN CHIESA 12 Sono soprattutto i preti che col loro atteggiamento determinano il giudizio della gente sulla Chiesa nella vita quotidiana. Invece a livello pubblico sono il papa e il vertice dell’episcopato. Anche la gente che frequenta la chiesa, le parrocchie e le associazioni cattoliche ossia la vive e la ama fa anch’essa la sua parte nella diffusione dei giudizi. E anche tale gente è sotto l’occhio del mirino. I cattolici fedeli alla vita della chiesa, del resto, sono un panorama variegato:

  • Vi sono quelli che vanno a messa anche durante la settimana, vanno a pellegrinaggi: sono i

rivale per salvare la modernità e il carattere libero dello stato moderno. Dal pdv della testimonianza è vero che i cristiani praticanti spesso presentano lacune e contraddizioni. A volte sembra vi siano gruppi di cattolici che sono a posto solo con la messa domenicale, o gente che ostenta l’appartenenza alla chiesa solo per trarne quale vantaggio personale. Ovviamente ciò non viene accettato da coloro che aspirerebbero a un vero spirito religioso e a una partecipazione più concreta alla comunità. FRA TORTI E RAGIONI 14 Anche chi è dentro la chiesa si rende conto di queste incongruenze e sa che spesso le critiche si basano su fatti reali. Il problema è che se anche la Chiesa fosse perfetta (e non lo è) incontrerebbe lo stesso contraddizioni nel mondo; non da parte di coloro che appartengono ad altre religioni ma anche da parte di coloro che ne fanno parte. Se l’ateismo vero e proprio è ancora abbastanza raro, per molti l’idea di un Dio che si è rivelato, abbia espresso la sua volontà, abbia mandato suo Figlio, ecc. appare assurda e irrazionale. Va bene che il credente possa credere a queste assurdità in un mondo pieno di incredibili bizzarrie ma intollerabile che egli cerchi di derivare da queste credenze regole di vita. Lo può fare in privato, nella sua vita ma

come cittadino, operatore economico, scolastico, sociale ecc. deve agire come non fosse credente. Del resto molti modi di pensare e di agire di oggi sembrano profondamente in contrasto con la predicazione della chiesa e di fronte a questa realtà la Chiesa non può certo adeguarsi a questi modi di pensare. Quello che senz’altro la Ch deve superare è una riduzione del suo messaggio in senso “individualistico” molto comune nella predicazione in passato quando sembrava che il cristiano non dovesse fare molto per il bene della società era sufficiente pregare e la fede in Gesù fosse un problema solo personale. Agire nel sociale non è certo facile per la Chiesa: parecchi cristiani sono morti in America Latina lottando contro lo sfruttamento dei poveri; in India parecchie rivolte sono nate dal tentativo dei cristiani di difendere i “fuori casta”; in occidente la Chiesa è criticata se si impegna a favore degli immigrati e anche se difende la vita “dal concepimento alla morte”. Certo le critiche non possono non considerare che la Chiesa deve opporre al costume dominante i valori evangelici, non potrebbe essere diversamente. 2.VISTA DAL DI DENTRO 17 Vediamo cosa pensano coloro che grazie alla fede di cristiani sono “dentro la chiesa”.

stessa a ritenersi l’unica espressione legittima di religiosità e onestà di un popolo ed è impensabile che nel giro di 2-3 generazioni si possa passare subito da chiesa “sociologica” a chiesa “motivata”. Oggi più che mai essere cristiani è una scelta perché ci troviamo davanti uomini di religioni diverse, atei professi, agnostici, indifferenti… eppure questa potrebbe essere una nuova opportunità e segnare un passo avanti di qualità per la Chiesa. Già il Vaticano II aveva riconosciuto che una società capace di rispetto della coscienza dei cittadini e aperta e accogliente nei confronti di tutte le religioni fosse una società buona perché rispettosa della dignità di ogni persona. CRISTIANI NOMADI 19 25-30% di battezzati frequenta la messa la domenica. Alcuni lo fanno senza dare molto né chiedere molto alla Chiesa ma sono coscienti che alla Ch devono rivolgersi per i sacramenti nei quali vi è un dono che viene dall’alto, indispensabile. Cristo li ha voluti e ha creato il sacerdozio affinchè vengano amministrati. La chiesa è indispensabile perché in essa si trova il mistero dei sacramenti, mistero che la sovrasta ma che lei amministra. In questo senso la messa vale per se stessa e non importa avere un rapporto col prete che celebra o con gli altri fedeli, si sceglie l’orario più comodo vagando da una chiesa all’altra oppure la messa più cantata o quella con omelia più breve ecc. Spesso si sentono anche critiche perché il sacerdote ha

toccato argomenti di attualità evidenziando come non-evangelici alcuni comportamenti o atteggiamenti nei quali ci si sente coinvolti. Molti dunque non accettano affatto che tra la propria coscienza e Dio sia inserita la Chiesa. E’ vero che la Chiesa amministra i sacramenti, è vero che i sacramenti non si danno senza Chiesa e senza ministri ma la domanda che ci sorge è “perché Cristo che tanto ha esaltato l’intimità della coscienza ha legato la salvezza a una chiesa che ha il solo scopo di fare un rito? In realtà Cristo non ha voluto la chiesa perché i discepoli avessero un “organismo rituale” ma al contrario perché vivessero nella condivisione di fede in una comunità fraterna che avesse il punto più alto in un momento rituale che la alimentasse e sostenesse. La chiesa mi chiama non prima di tutto per darmi i sacramenti ma per condividere una esperienza di vita (una chiesa per vivere) nella fede comune e quindi per celebrare i sacramenti da cui viene la grazia che la alimenta. UNA CHIESA PER VIVERE 21 Nessun uomo è un’isola, si vive con gli altri, si lavora insieme, si cercano amici con cui divertirsi, ci si associa per difendere le proprie idee, ecc. Per chi crede in Gesù oltre tutte queste cose c’è anche una esperienza di fede da vivere insieme. Tutto comincia quando qualcuno comincia a credere seriamente in Gesù e sente bisogno di conoscerlo, di

innnamorarsi è la novità, la spontaneità, l’entusiasmo di ogni giorno mentre sposarsi è anche legarsi e costringersi, impegnarsi a una vita insieme. Così la fede in Gesù è come innamorarsi, è muoversi in uno spazio senza limiti. Andare nella Chiesa è come richiudersi in uno spazio limitato, come farsi schiavi di un apparato sociale, avere a che fare con preti e vescovi, confessarsi, andare a messa ecc.

  1. Inoltre c’è un altro problema: la fede in Dio è la realtà più importante della vita tanto è vero che vi sono alcuni che riescono a chiudersi in un monastero e passare la vita pregando. Però la fede è proposta di salvezza per il mondo, per cui come conciliare le due strade? La chiesa, i fiori, l’incenso, i paramenti ci portano come fuori dal mondo. Del resto se uno invece vuole impegnarsi nel mondo, nel sindacato, nella politica, nel lavoro si chiederà perché mettere la fede o la chiesa nel suo ideale: non è sufficiente lavorare e impegnarsi per una buona causa?
  2. Il Vangelo è molto esigente ed è impossibile stare sempre all’altezza del suo ideale. Ogni cristiano che dice di realizzarlo è presuntuoso, eppure la chiesa lo predica in tutto il mondo con la pretesa che gli uomini rinuncino ai propri interessi, vivano nella solidarietà, amino i nemici ecc. Ma nella vita pratica cosa succede? Il cristiano- medio si accontenta di ideali meno alti, hanno

meno la pretesa di cambiare il mondo. Si staccano da questo “popolo eletto” e fanno quello che si può.

  1. Un nodo intricato del discorso sulla chiesa è anche quello politico; c’è chi si butta in un certo partito, chi si impegna in gruppi e associazioni e pensa così di rendere un servizio alla società, chi invece sta per conto proprio. Comunque sia è molto diffusa l’idea che la chiesa debba conservarsi estranea a tutto questo, che il rapporto con Dio debba giocarsi nell’intimo di ognuno di noi e che la religione debba sopravvivere in un mondo spirituale non turbato dai drammi della vita comune. Eppure questo modo di pensare è smentito da tutta la Bibbia, l’uomo è chiamato con tutta l’esperienza umana. Il problema è invece quello che la fede include principi e valori che hanno anche una dimensione politica per cui la Chiesa non può fare a meno di promuoverli. Su questo terreno comunque le comunità sono divise con idee diverse di come questo possa essere fatto. CONCLUSIONE: la chiesa non è un’oasi di pace ma appartenervi è un’avventura con imprevisti, soddisfazioni e anche delusioni. Come il resto della vita. Solo gli stolti non hanno mai dubbi e l’unica certezza che ha la Chiesa è che Gesù è risorto e solo lui ci salva. Con questa certezza è possibile camminare a tentoni, provare, vivere nell’incerto, tastare il terreno qua e là.

La Chiesa cattolica non riconosce i sacramenti celebrati in queste chiese prima di tutto perché hanno mutato il rito di ordinazione dei pastori perché convinti che preti e vescovi svolgano un “servizio” per la comunità che li delega a questo ossia non riconoscono che hanno la “grazia di un sacramento”. Comunque abbiamo in comune la sacra scrittura e la convinzione che Gesù è Figlio di Dio e ha natura divina e salva il mondo con la sua morte e resurrezione. Comune è anche l’impegno a testimoniare la fede nel mondo, la solidarietà con gli altri, la promozione della pace e della giustizia. Negli ultimi decenni specie negli USA sono sorte molte chiese che si chiamano “evangelicali” che accusano la chiesa cattolica di aver abbandonato la fedeltà alla scrittura per averla interpretata con metodi scientifici. Da qui sono nati movimenti che agiscono politicamente come quello che pretende dai governi la proibizione di insegnare l’evoluzionismo a scuola. In Africa invece sono sorti diversi movimenti cristiani di tipo “estatico entusiasta” dalla tendenza apocalittica e miracolistica. Vi aderiscono masse di poveri trovando una esperienza semplice di fede, con scarso peso dottrinale ma in grado di dare speranza di vita in Gesù. Ma dove è la Chiesa che Gesù ha voluto? È un problema che da sempre tormenta il cristiano, oggi meno di ieri visto che nel Vaticano II papa e vescovi hanno detto che “tutti i battezzati che credono in

cristo sono in una comunione, anche se imperfetta, con la chiesa cattolica”. Non si rinuncia al proprio credo ma si confida che con la grazia sia possibile un giorno costruire una chiesa unita e unica. CAPITOLO QUARTO UN FATTO: NASCE LA CHIESA 29 La chiesa c’è da 2000 anni, sembra impossibile possa scomparire. Anche i poteri forti hanno sempre cercato di averla al proprio servizio piuttosto che tentare l’impresa di distruggerla. In questo senso Stato e Chiesa si trovano in posizioni diverse. Nessuno mette in dubbio di poter avere una convivenza civile senza lo stato; una forma di stato può crollare ma un’altra interviene al suo posto. Lo stato ha di per sé una stabilità che è molto superiore a quella della Chiesa. La chiesa vive sospesa al filo della fede dei credenti. Uno non può decidere di distruggere la sua appartenenza allo stato ma nei confronti della chiesa lo può fare in ogni momento. Essa esiste solo finchè ci sono persone che decidono di appartenervi.Se tutti in ipotesi desidessero di smettere di credere, la chiesa cesserebbe di esistere. La chiesa si auto-sviluppa crescendo col battesimo dei figli dei battezzati, anche in Africa o Asia dove tanti adulti ricevono il battesimo ed entrano nella chiesa parrocchie e diocesi sono lì da tanti anni.

tutto il resto. Certo posso credere che lui è risorto solo se scorgo in lui una storia unica che supera la dimensione umana “normale” e nella quale posso intuire la rivelazione proprio del Dio che io cerco, che risponde al mio bisogno più profondo, un Dio d’amore. Così Gesù diventa il valore più grande. OLTRE LA CHIESA CHE SI VEDE 32 Quindi arriva la notizia di Gesù perché un credente ha partecipato la sua fede e questa si è propagata. La propagazione della fede crea un rapporto tra persone che è profondo perché basato sulla condivisione di un sentimento profondo che è la fede. Non è solo una unione, noi credenti parliamo di “comunione” perché al centro di questa comunità vi è Gesù. Questa comunione che sembra opera di uomini, in realtà è opera di Dio; negli Atti degli Apostoli Luca ci racconta di Paolo che arriva a Corinto ed è titubante a diffondere la fede in questa metropoli, allora il Signore gli appare in sogno e gli dice “Non avere paura, continua a parlare perché ho molte persone in questa comunità….”. Chi costruisce la chiesa è Dio, anche in questa città corrotta ha molti che già sono in comunione con lui; la grazia di Dio agisce nel cuore degli uomini. Comunicare la fede è fare venire a galla una dimensione già esistente, anche se

nascosta, lo Spirito Santo, diceva Gesù, soffia dove vuole. La parrocchia avrà anche i suoi registri ma nessuno sa fare il censimento di coloro che pur essendo fuori stanno vivendo la comunione con Dio che Dio ha operato in loro. Per questo il cristiano pensa che tra cristiani e non cristiani vi sia un confine che è permeabile, non un muro invalicabile. Dio opera ovunque e non guarda il mondo, è consapevole dei suoi drammi e delle sue malvagità ma il cristiano non si stanca di cercare i segni dello Spirito: persone buone, appassionate della giustizia, impegnate nella solidarietà sono tutti segni di quel “popolo di Dio” che il Signore costruisce. PER CHI E’ DENTRO: IL REGNO DI DIO 33 Lo stupore della chiesa è enorme anche dal di dentro, se stupisce chi è fuori non stupisce meno chi da dentro vede quanto accade. Paolo scriveva ai cristiani di Corinto “quando uno è unito a Cristo è una creatura nuova”. I cristiani sanno che l’esperienza nuova che stanno vivendo non è merito loro, la forza per accoglierla viene da Dio e Paolo ce lo dice chiaramente “nessuno può dire Gesù Signore se non per la forza dello Spirito Santo”. Il rapporto tra la Chiesa e Gesù è del tutto particolare, non è solo un riferimento a un personaggio della storia che ha portato idee e