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I laboratori di abilità sociali, cucina, ludico-comunicativo, psicomotricità e andiamo a cavallo, iniziati come iniziative per bambini con bisogni educativi speciali ma ora aperti a tutti. I laboratori offrono esperienze piacevoli e utili per rafforzare l'identità e le capacità di ogni partecipante, creando un legame tra il fare e la didattica. Ogni anno, oltre 70 bambini e ragazzi partecipano, con i loro compagni di classe, a queste attività svolte all'interno delle scuole o in sedi dedicate.
Tipologia: Appunti
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Assessorato Servizi Educativi, Istruzione, Formazione e Università
a cura di Licia Martini
Assessorato Servizi Educativi, Istruzione, Formazione e Università
A cura di Licia Martini Comune di Imola – Settore Scuole Servizio Diritto allo Studio
UNA SCUOLA PER TUTTI
l’idea e gli organizzatori
Il progetto Integrazione alunni disabili (in breve ID) prende avvio nel 1998 grazie al Dipartimento di Neuropsichiatria dell’Età evolutiva dell’Azienda Sanitaria Locale. Collaborano all’iniziativa il Comune di Imola, il Distretto scolastico n. 33, gli Istituti Scolastici e le Cooperative Sociali Grilloparlante e Seacoop. Il progetto nasce come proposta di integrazione per gli alunni con biso- gni educativi speciali, in situazione di disabilità, ma nel tempo si con- ferma occasione per tutti coloro che vi partecipano di fare esperienze ed attività piacevoli ed utili a rafforzare in modo positivo la propria identità, a scoprire le risorse e le capacità di ognuno, a ricevere un aiuto nel proprio percorso di crescita.
i laboratori del progetto
Il progetto si articola, oggi, in cinque laboratori: > abilità sociali > cucina > ludico-comunicativo > psicomotricità > andiamo a cavallo.
I laboratori sono situazioni in cui ogni bambino può esplorare le pro- prie risorse, maturare, acquisire competenze attraverso linguaggi diversi (il movimento, la rappresentazione con materiali, la narrazione, il se- gno grafico), il contatto con la natura e gli animali, la realizzazione di esperienze pratiche. Il progetto dei laboratori propone spazi ed attività che rispecchiano le differenze dei partecipanti, ma nel contempo crea-
PRESENTAZIONE (^) <
no delle aree di esperienza condivise in cui ognuno può contribuire alla realizzazione di un obiettivo comune: per tutti è possibile partecipare con motivazione, con interesse e senza eccessive angosce, sentendo ac- colti i propri bisogni.
il metodo di lavoro
L’attenzione al fare , che dà una forte impronta ai laboratori, consente a chi partecipa di sperimentare e scoprire in sé e nei propri compagni capacità che a volte rimangono in ombra nell’esperienza scolastica e in tal modo permette di rafforzare le capacità individuali e di gruppo: cosa so fare ed esprimere, che contributo posso dare al lavoro comu- ne. Il collegamento dei laboratori con la programmazione dell’attività scolastica crea poi un utile legame tra il fare e la didattica, rafforzando ulteriormente il percorso di inclusione. La classe o il piccolo gruppo acquistano forza e fiducia nelle proprie risorse relazionali e conoscenza delle differenze individuali che vengono esplorate, valorizzate ed utiliz- zate in un contesto di reciprocità: i compagni diventano così la prima risorsa per l’integrazione e per stare bene nel gruppo.
l’impegno del Comune
Il Comune di Imola, condividendo la finalità e la proposta operativa dei laboratori di Integrazione alunni disabili -ID, attraverso il Servizio Dirit- to allo Studio, ha deciso di finanziare in modo continuativo queste atti- vità. Da iniziativa sperimentale il progetto è entrato nella normalità del fare scuola, è diventato parte rilevante di quelle risorse aggiuntive che servono per rispondere ai bisogni educativi di tutti, anche dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze con maggiori difficoltà.
come sono gestiti i laboratori
Attualmente, i cinque laboratori, coordinati dal Servizio Diritto allo Studio, sono condotti da operatori specializzati provenienti dalle coo- perative Grilloparlante e Seacoop e dal C.I.S.I.- Centro Ippico Sportivo
I bambini disabili protagonisti di una parte di vita scolastica program- mata per loro, i compagni presenti, ma ospiti, invitati a turno a colla- borare coi bambini disabili e ad assistere alle loro realizzazioni: questo lo scenario che immaginammo, come Servizio di Neuropsichiatria In- fantile nel 1998, scenario ardito, quasi una fantasia. E’ stato merito delle Scuole e del Comune di Imola, realizzare questa fantasia. Dalla collaborazione di operatori scolastici, delle cooperative sociali, dell’AU- SL e dell’Amministrazione Comunale sono nati i laboratori ID, labo- ratori per l’integrazione scolastica degli alunni disabili. Gli attori dei laboratori ID sono in gran parte cambiati, ma i laboratori continuano ad esistere per intrinseca vitalità, perché trovano una profonda ragione nell’esistenza della scuola e nell’obiettivo dell’integrazione. Il principio alla base dei laboratori fu prendere come punto di riferi- mento le esperienze concrete: > il movimento del corpo per apprenderne il significato simbolico e comunicativo e il suo uso per realizzazioni fantastiche nel laboratorio di psicomotricità; > l’uso degli ingredienti e della loro miscelazione per apprendere le trasfor- mazioni, i rapporti di causalità, le misure, nel laboratorio di cucina; > la drammatizzazione delle situazioni di un testo, per poterle poi di- segnare, realizzare con i pupazzi, cogliere, alla fine, il significato delle parole che lo esprimono, nel laboratorio ludico-comunicativo. Un secondo principio è stato quello del piccolo gruppo come sede possi- bile di una socializzazione reale, perchè solo nel piccolo gruppo il bam- bino può sentirsi celebrato come individuo e gli altri sono percepiti come sostegno e non minaccia all’identità. IL terzo elemento caratterizzante mirava alla ripetizione delle attività , per consolidare e verificare le acquisizioni raggiunte, così che i tempi della proposta educativa fossero commisurati al progresso degli allievi. L’ ultimo significativo elemento era l’enfasi sull’ osservazione e l’ado-
^ PREMESSA
zione di sistemi specifici di valutazione per i diversi laboratori, al fine di monitorare i progressi conseguiti.
C’è stata una formazione iniziale per gli educatori e gli insegnanti coin- volti sui contenuti dei laboratori e sulla disabilità in generale da parte del servizio di neuropsichiatria dell’età evolutiva; ci sono stati incontri di programmazione e verifica in itinere del funzionamento dei labora- tori. Molte le difficoltà incontrate e superate. Altri laboratori si sono aggiunti nel corso del tempo (quello di fattoria, con l’esperienza diretta dell’accudimento degli animali; quello delle abilità sociali, con l’inse- gnamento esplicito delle modalità dell’interazione sociale).
Il Servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva col tempo si è ritirato : la scuola ha gestito senza più intermediazioni le attività dei laboratori, programmando con gli stessi conduttori dei laboratori le attività; le co- operative sociali che mettono a disposizione i conduttori dei laboratori hanno fatto proprio il significato dell’esperienza, garantendo continu- ità agli interventi.
I bambini con disabilità hanno così trovato degli ambienti dove im- parare è piacevole e il rapporto coi normodotati più facile; i bambini normodotati da parte loro desiderano partecipare alle attività dei labo- ratori, perchè tutti i bambini hanno in fondo bisogno di essere creativi col corpo ed apprendere dall’esperienza vissuta, tutti i bambini vivono l’emozione e la facilitazione di un racconto agito, piuttosto che soltan- to ascoltato, tutti i bambini imparano quando giocano a fare i cuochi sul serio.
Come servizio che si occupa di infanzia, di tutta l’infanzia e non solo dell’handicap, vorremmo che quelli che organizzano e fanno, o bene- ficiano, direttamente o indirettamente, dei laboratori ID fossero con- sapevoli del piccolo tesoro che questa comunità ha saputo costruire e mantenere, di quanto sia originale, fecondo e utile a tutti.
Donata Chiarini Servizio di Neuropsichiatria dell’età evolutiva dell’AUSL di Imola
Il laboratorio di abilità sociali è un insieme di esperienze ed attività che fa- voriscono nei partecipanti l’acquisizione delle abilità necessarie per adattar- si al mondo, per intraprendere e sostenere in modo significativo interazioni sociali con i coetanei e con gli adulti. Le abilità sociali sono fondamentali per lo sviluppo della personalità e della capacità di instaurare relazioni interpersonali soddisfacenti e significative. Sono il “saper essere” che consente di lavorare in gruppo, comunicare, ascol- tare, interagire nelle differenze, saper gestire i conflitti. Uno dei principi fondamentali del laboratorio è che le competenze sociali e le abilità di base possano essere insegnate attraverso interventi specifici ed adeguati, anche ai bambini che spontaneamente non presentano tali com- petenze.
laboratorio di ABILITÀ SOCIALI (^) <
Cooperativa Seacoop
come
L’attività viene svolta in un’aula all’interno della scuola, alla presenza di un operatore esperto che si occupa dell’accoglienza del bambino e dei compagni, della predisposizione dei materiali e della conduzione e supervisione dell’attività stessa. L’attività è rivolta a tutti i bambini della classe in cui sia presente un compagno in situazione di disabilità. Gli alunni sono divisi in gruppi composti ciascuno da 4-5 bambini, i quali si alternano a seconda del- la programmazione prevista e concordata con gli insegnanti di clas- se. Il bambino in situazione di disabilità è presente per tutta la durata dell’attività ed ha la possibilità di condividere l’esperienza con i propri compagni. L’operatore seleziona le situazioni che realmente e concretamente ap- partengono alla vita quotidiana, al fine di favorire nel bambino l’uti- lizzo delle competenze apprese in modo spontaneo ed autonomo, in risposta alle richieste del suo ambiente. Lo strumento didattico utilizzato è il gioco di gruppo, durante il qua- le i partecipanti mettono in pratica, apprendono ed utilizzano diverse abilità sociali, quali partecipare correttamente, condividere, rispettare i turni, comunicare con modalità appropriate. L’esperienza del labora- torio consente di riconoscere le emozioni in sé e negli altri, diventare consapevoli di come le emozioni influenzano il comportamento e riu- scire a gestirle in modo appropriato.
Le esperienze di cucina fanno parte della quotidianità e da sempre la cucina è uno spazio ricco di implicazioni emotivo/affettive radicate nel vissuto di cia- scun bambino e di relazioni interpersonali che innescano dinamiche psichiche importanti.
Per fare in modo che queste attività diventino esperienze didatticamente e culturalmente utili, nella realizzazione del laboratorio l’attenzione è posta in particolare alla cooperazione e collaborazione tra i tutti i bambini, anche in situazione di difficoltà e disabilità, allo scambio continuo di aiuto finalizzato a realizzare un prodotto frutto del lavoro di ciascuno e di tutti insieme.
Attraverso il laboratorio di cucina si cerca di rafforzare il senso di responsabili- tà e di condivisione, le abilità diverse e specifiche di ognuno, il rispetto di tempi, di regole e delle consegne date.
laboratorio di CUCINA (^) <
Cooperativa Grilloparlante
obiettivi
Tra gli obiettivi specifici e formativi del laboratorio si ricordano: > stimolare la relazione, attivare l’interazione e favorire l’integrazione > esprimersi e comunicare attraverso linguaggi non verbali > ascoltare, leggere e comprendere le fasi del procedimento > rispettare i tempi e le modalità di lavoro degli altri > interagire e cooperare con i compagni > percepire le diverse parti del corpo e usarle nel modo corretto > sviluppare abilità motorie, di motricità fine, di coordinazione oculo- manuale > accrescere le capacità di attenzione e concentrazione > favorire la socializzazione > avvicinare alla conoscenza di testi diversi come i testi regolativi delle ricette > comprendere l’uso degli strumenti e gestirli.
per chi
Il laboratorio è rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di 1° grado. All’attività partecipano i bambini in situazione di disabilità con i propri compagni di classe, realizzando in questo modo un’esperienza di lavoro comune, di partecipazione e reale integrazione.
come
Il laboratorio è un progetto che coinvolge gli insegnanti di classe, di so- stegno e il dipartimento di neuropsichiatria dell’età evolutiva, che con- cordano con il conduttore: chi partecipa, i tempi e i contenuti. L’attività si svolge all’interno delle scuole del comune di Imola, in un’ aula-laboratorio attrezzata con: supporti visivi e uditivi, materiale per disegnare e realizzare i costumi di scena e per allestire l’ambiente per la rappresentazione finale dell’attività. Come filo conduttore del laboratorio sono utilizzate fiabe e racconti che vengono illustrati dall’operatore e dai bambini. Il ricorso alle favole consente di spaziare in “luoghi” carichi di emozioni e di empatia; la fiaba, infatti, è presente in tutte le culture, rappresenta un momen- to “magico” della comunicazione adulto-bambino ed è uno strumento linguistico-cognitvo e psicologo molto efficace, che consente di coin- volgere il bambino sia dal punto di vista emotivo che didattico. La fiaba permette di inventare storie e drammatizzazioni utili a suscitare e favo- rire lo sviluppo dell’immaginazione, della fantasia e delle emozioni.
obiettivi
Il laboratorio ludico-comunicativo è una risorsa che, integrandosi con le attività didattiche realizzate dagli insegnanti, aiuta i partecipanti a sviluppare capacità relative alla scrittura, la lettura, il disegno, l’osser- vazione e la memorizzazione. Permette, attraverso il “gioco”, di esprimere/esprimersi utilizzando le proprie modalità, i propri tempi e le proprie capacità; sviluppa, in chi partecipa, fiducia in se stesso e quindi una maggiore autostima. Il percorso serve a stimolare la comunicazione verbale, la collaborazio- ne, l’accettazione e la socializzazione.
per chi
Il laboratorio è rivolto agli alunni che frequentano la scuola primaria e secondaria di 1° grado, agli alunni affetti da disturbi generalizzati dello sviluppo e, più in generale, a tutti gli studenti che, organizzati in piccoli gruppi o con l’intera classe, con questa esperienza migliorano le proprie capacità di espressione, integrazione, accettazione, collaborazione e la propria autostima.