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Verifica prima guerra mondiale, Esercizi di Storia

Esempio di verifica sulla prima guerra mondiale

Tipologia: Esercizi

2021/2022

In vendita dal 29/03/2022

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Matteo Tedde Classe 5F 08/11/2021
Verifica di storia
DOMANDA 2
I rapporti tra l’impero Ottomano e la Germania peggiorarono ulteriormente le relazioni
diplomatiche con la Gran Bretagna. Quest’ultima, infatti, si stava ritrovando sempre più in
accordo con la Francia, con la quale venne firmata l’Intesa Cortese: essa riconosceva alla Gran
Bretagna gli interessi sull’Egitto, mentre alla Francia gli interessi sul Marocco. La Germania,
per ostacolare gli interessi francesi, decise di autoproclamare il suo protettorato sul territorio
marocchino. Durante la conferenza internazionale di Algeciras, tuttavia, mentre la Francia
ottenne l’appoggio di Gran Bretagna, Russia, Italia e Spagna, la Germania ottenne
esclusivamente l’appoggio dell’Impero Austroungarico. I tedeschi, perciò, iniziarono a sentirsi
sempre più accerchiati dall’alleanza tra inglesi e russi. Quest’ultimi firmarono infatti un patto
in cui venivano regolati i rapporti d’interesse sulla Persia, sul Tibet e sull’Afghanistan. La
Duplice Intesa Francia-Gran Bretagna, perciò, divenne una Triplice Intesa (Francia, Gran
Bretagna e Impero Russo) che si ritroverà in opposizione con la Triplice Alleanza (Germania,
Austria-Ungheria e Italia).
Successivamente la Francia andrà oltre gli accordi e occuperà diverse città marocchine. Ciò
scatenò la reazione della Germania che inviò una cannoniera in segno di minaccia. Il primo
ministro inglese Llyod Geroge reagì affermando che se la Germania avesse voluto provocare
una guerra, l’Intesa sarebbe stata pronta a combatterla. L’impero tedesco, perciò, dovette
retrocedere e mentre alla Francia venne concesso il protettorato, al Kaiser venne concessa
solamente una striscia di territorio confinante.
DOMANDA 3
La penisola balcanica rappresentava sicuramente uno degli stati più eterogenei dal punto di
vista culturale, etnico e religioso. Già l’Impero Austroungarico aveva approfittato della
debolezza della Turchia (che aveva parte del dominio sulla penisola) per annettere il territorio
della Bosnia-Erzegovina, scatenando l’ostilità della Serbia, nella quale si diffusero movimenti
irredentisti. Nonostante ciò, anche la Serbia stessa, alleata con la Bulgaria, la Grecia e il
Montenegro approfittò della debolezza degli ottomani per dar vita ad un’alleanza Antiturca,
che, con la prima guerra balcanica, porterà ad un’amputazione dei territori turchi. La divisione
dei territori conquistati, tuttavia, scatenò una seconda guerra balcanica, nella quale la Bulgaria
dichiarò guerra alla Serbia, alleata della Grecia. La Turchia, allo stesso tempo, approfitto del
conflitto per recuperare i territori persi. La guerra terminerà con la vittoria della Serbia, che ne
uscì ancora più rafforzata.
La penisola balcanica, perciò, era una vera e propria polveriera pronta ad esplodere. Da una
parte la Serbia voleva annettere il territorio della Bosnia-Erzegovina (abitata da Serbi), mentre
dall’altra l’impero asburgico intendeva eliminare una volta per tutte il pericolo della nazione
serba. Si aggiungevano inoltre la Russia, che proclamava il suo protettorato sulle popolazioni
slave e la Turchia, che mirava a riconquistare i territori persi. Ognuno di questi stati era a sua
volta alleato con altre nazioni (triplice Intesa e Triplice Alleanza) e questo complesso sistema
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Matteo Tedde Classe 5 F 08/11/

Verifica di storia

DOMANDA 2

I rapporti tra l’impero Ottomano e la Germania peggiorarono ulteriormente le relazioni diplomatiche con la Gran Bretagna. Quest’ultima, infatti, si stava ritrovando sempre più in accordo con la Francia, con la quale venne firmata l’Intesa Cortese: essa riconosceva alla Gran Bretagna gli interessi sull’Egitto, mentre alla Francia gli interessi sul Marocco. La Germania, per ostacolare gli interessi francesi, decise di autoproclamare il suo protettorato sul territorio marocchino. Durante la conferenza internazionale di Algeciras, tuttavia, mentre la Francia ottenne l’appoggio di Gran Bretagna, Russia, Italia e Spagna, la Germania ottenne esclusivamente l’appoggio dell’Impero Austroungarico. I tedeschi, perciò, iniziarono a sentirsi sempre più accerchiati dall’alleanza tra inglesi e russi. Quest’ultimi firmarono infatti un patto in cui venivano regolati i rapporti d’interesse sulla Persia, sul Tibet e sull’Afghanistan. La Duplice Intesa Francia-Gran Bretagna, perciò, divenne una Triplice Intesa (Francia, Gran Bretagna e Impero Russo) che si ritroverà in opposizione con la Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria e Italia). Successivamente la Francia andrà oltre gli accordi e occuperà diverse città marocchine. Ciò scatenò la reazione della Germania che inviò una cannoniera in segno di minaccia. Il primo ministro inglese Llyod Geroge reagì affermando che se la Germania avesse voluto provocare una guerra, l’Intesa sarebbe stata pronta a combatterla. L’impero tedesco, perciò, dovette retrocedere e mentre alla Francia venne concesso il protettorato, al Kaiser venne concessa solamente una striscia di territorio confinante.

DOMANDA 3

La penisola balcanica rappresentava sicuramente uno degli stati più eterogenei dal punto di vista culturale, etnico e religioso. Già l’Impero Austroungarico aveva approfittato della debolezza della Turchia (che aveva parte del dominio sulla penisola) per annettere il territorio della Bosnia-Erzegovina, scatenando l’ostilità della Serbia, nella quale si diffusero movimenti irredentisti. Nonostante ciò, anche la Serbia stessa, alleata con la Bulgaria, la Grecia e il Montenegro approfittò della debolezza degli ottomani per dar vita ad un’alleanza Antiturca, che, con la prima guerra balcanica, porterà ad un’amputazione dei territori turchi. La divisione dei territori conquistati, tuttavia, scatenò una seconda guerra balcanica, nella quale la Bulgaria dichiarò guerra alla Serbia, alleata della Grecia. La Turchia, allo stesso tempo, approfitto del conflitto per recuperare i territori persi. La guerra terminerà con la vittoria della Serbia, che ne uscì ancora più rafforzata. La penisola balcanica, perciò, era una vera e propria polveriera pronta ad esplodere. Da una parte la Serbia voleva annettere il territorio della Bosnia-Erzegovina (abitata da Serbi), mentre dall’altra l’impero asburgico intendeva eliminare una volta per tutte il pericolo della nazione serba. Si aggiungevano inoltre la Russia, che proclamava il suo protettorato sulle popolazioni slave e la Turchia, che mirava a riconquistare i territori persi. Ognuno di questi stati era a sua volta alleato con altre nazioni (triplice Intesa e Triplice Alleanza) e questo complesso sistema

di accordi scatterà in occasione dell’Attentato di Sarajevo, portando alla Prima Guerra Mondiale.

DOMANDA 4

Verso la fine del secolo l’Italia fu interessata da un periodo di grave crisi politica. Il presidente del consiglio Antonio di Rudinì, infatti, aveva intrapreso una politica conservatrice, mirata alla creazione di un governo dei migliori che escludeva dal parlamento la “massa popolare”. Egli, inoltre, intendeva ritornare totalmente allo Statuto Albertino, il quale prevedeva che il governo dovesse ricevere solamente l’appoggio del sovrano, e non del Parlamento. In aggiunta, sempre negli stessi anni, a causa dell’aumento del prezzo del pane, erano avvenute una serie di proteste popolari, il seguito alle quali il governo (guidato nel 1896 da Luigi Pelloux) aveva soppresso la libertà di stampa, di sciopero e associazione. La situazione degenerò totalmente nel 1900, quando il rivoluzionario Gaetano Bresci uccise il re Umberto I, vendicando i morti della strage di Milano causata da Bava Beccaris. Con la salita al trono di Vittorio Emanuele III, il governo italiano intraprese un nuovo orientamento che prevedeva l’integrazione delle masse popolari: prima con Zanardelli e successivamente con Giolitti, vennero riconosciuti il diritto di stampa, di sciopero e di associazione, apportando importanti riforme dal punto di vista lavorativo (tutela del lavoro femminile e minorile) e amministrativo (municipalizzazione dei servizi pubblici). Lo stesso Giolitti, chiederà a Filippo Turati, presidente del Partito Socialisti Italiano di entrare a far parte del suo governo. Turati declinerà l’invito, ma la corrente riformista del partito sarà sempre fedele alla politica Giolittiana. Uno degli effetti più importanti del suo governo fu lo sviluppo dell’industria, consentito dall’adottamento del protezionismo, il quale tutelava le imprese del paese rendendole indipendenti dall’estero. Sempre Giolitti consentì l’approvazione di riforme sull’istruzione, in modo da aumentare lo stipendio degli insegnanti e migliorare l’edilizia pubblica e riforme sul sistema elettorale, che divenne a suffragio universale maschile.

DOMANDA 5

Agli inizi del ventesimo secolo (1910) Giolitti dovette far fronte con un nuovo movimento politico, quello dei nazionalisti, i quali definivano l’Italia Giolittiana un’italietta sottoposta alla supremazia delle altre nazioni europee. In occasione della riforma sul suffragio universale maschile il presidente del consiglio, per accontentare l’ondata nazionalista, decise di approfittare di un accordo del 1902 con la Francia, nel quale quest’ultima riconosceva all’Italia la libertà d’azione in Libia. Si aprì perciò una divisione interna tra coloro che erano a favore della guerra (determinante per il rafforzamento dell’Italia) e coloro che erano contro (perché credevano la Libia un territorio inutile dal punto di vista sia economico che strategico). Con al fine della questione libica il Regno Italiano nel 191 1 dichiarò guerra alla Turchia e nell’anno successivo, con la pace di Losanna, l’Italia acquisì il dominio su Tripolitania e Cirenaica. In realtà la conquista della Libia richiese più sforzi di quelli previsti, a causa dell’opposizione da parte delle popolazioni locali e molti esponenti politici, come Salvemini, continuarono a definire la Libia uno “scatolone di sabbia”.

DOMANDA 8

Il 1917, inizialmente, fu caratterizzato da un’avanzata sempre maggiore delle forze della Triplice Alleanza. I tedeschi, penetrando sempre di più in Russia, portarono l’impero zarista in condizioni sempre più disastrose. La popolazione era in ginocchio, mentre l’esercito risultava esausto: ciò comportò uno sciopero generale e in seguito all’abdicazione dello Zar e alla formazione della repubblica del Soviet, Lenin chiese una pace senza annessioni e senza indennità. In realtà la Russia dovette pagare un prezzo molto alto per l’uscita dalla guerra, tra cui la perdita di molti territori. Nel mentre l’esercito italiano subì proprio nel 1917 una delle sconfitte peggiori: la disfatta di Caporetto. Nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 1917 l’esercito austriaco lanciò un’offensiva con l’intento di sfondare la linea nemica stabilita lungo il fiume Isonzo. Il mattino successivo fu il turno della fanteria, la quale non attaccò in massa gli italiani, bensì si divise in gruppetti, rompendo la linea difensiva in vari punti. L’esercito cadde nel caos e i soldati italiani iniziarono a fuggire in modo sregolato: alcuni, pensando che la guerra fosse finita, iniziarono ad incamminarsi verso casa. La disfatta di Caporetto mise in luce il fallimento delle tattiche di Cadorna, il quale tentò anche di incolpare i socialisti. Egli verrà sostituito dal generale Armando Diaz, che adottò una nuova strategia volta ad un maggior interesse nei confronti dell’esercito, attraverso risorse alimentari più adeguate e ore di riposo. Nel 1917 le sorti del conflitto sembravano ormai volgere a favore della Triplice Alleanza, soprattutto in seguito all’uscita dalla Guerra della Russia. Gli eserciti della Germania e dell’Austria-Ungheria, tuttavia, apparivano ormai esausti e le risorse iniziavano a scarseggiare. Per questo motivo, gli Imperi Centrali decisero di sferrare gli ultimi 5 attacchi alla Francia. L’ultimo di questi, tuttavia, venne respinto con forza dallo stato francese, il quale, con 330 carri armati, riuscì a spingere i tedeschi oltre le posizioni iniziali. L’arrivo degli statunitensi, entrati in guerra il 2 aprile 1917, ribaltarono totalmente le sorti del conflitto: nella battaglia di Amiens i tedeschi vennero annientati e dovettero abbandonare i territori precedentemente occupati in Francia. Anche l’Italia, nel 1917, riuscì a risollevarsi: dopo la disfatta di Caporetto, non esistevano più correnti “pronte” ad opporsi al conflitto e attraverso un’opera di propaganda e la riorganizzazione dell’esercito da parte di Armando Diaz il regno riuscì a rientrare con forza nel conflitto. Determinante fu la Leva del ’99, la quale respinse gli austriaci oltre il Piave. Con la battaglia definitiva di Vittorio Veneto (il 24 ottobre 191 8 ) l’Austria fu definitivamente sconfitta e accettò di firmare l’armistizio presso Padova.