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Vita, pensiero, tecniche e opere di Virginia Woolf
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Soffermandoci sul dibattito sul romanzo tra fine ‘800 e i primi del ‘900, diciamo che il romanzo tardo vittoriano sembra essere considerata una forma vecchia, superata. È come se il romanzo venisse visto come qualcosa di obsoleto e antico perché in realtà rifletteva su una società che non veniva vista nella sua complessità. Il romanzo sembrava di non rispondere alla modernità così come si andava configurando e questo è un dibattito che attraversa i primi anni del ‘900, per esempio Henry James, Virginia Woolf ed altri si confrontano su questo. James, Woolf e Lorenz guardano al romanzo degli altri autori che è essenzialmente un romanzo di consumo e di intrattenimento. Lo considerano non rispondente al mondo che dovrebbe essere descritto. (Questi autori, sopra citati; sono autori modernisti o che precedono il Modernismo e che si scagliano contro il romanzo tardo vittoriano e anche quello eduardiano o contemporaneo a quello modernista). Quello che gli autori modernisti contestano al romanzo precedente e a quello contemporaneo che continua a portare avanti le caratteristiche del romanzo tardo vittoriano è l’idea di poter descrivere la realtà che significa che la realtà è considerata facilmente descrivibile, invece, per i modernisti c’è l’idea di volerla esplorare per capirne tutte le sfaccettature e la complessità. Questi autori, comunque, continuano a considerare il romanzo la forma d’arte per eccellenza di questo periodo. Alcuni autori hanno riflettuto anche nelle prefazioni dei loro romanzi, per esempio Conrad nella prefazione di uno dei suoi romanzi riflette proprio sulla forma del romanzo. Lo stesso Henry James, oltre alla sua grande produzione di romanzi e di racconti, scrive anche una serie di riflessioni sulla forma del romanzo, per esempio, The Art Fiction è uno di questi testi a fine ‘800. James si interroga sul romanzo e la sua posizione è che la realtà è cambiata in modi inediti, non è una realtà di facile comprensione e di facile descrizione. Quindi, non si può scrivere un romanzo convenzionale e cioè seguendo i modi realistici della narrazione e soprattutto questa narrazione non può più avvenire da un unico punto di vista e cioè quello del narratore onnisciente unico a cui il pubblico era abituato. Di fatto, lui discute proprio questo modo di fare narrativa e lo mette in pratica nei suoi romanzi in cui la rappresentazione è davvero difficile da cogliere. Il reale è complesso e il romanziere deve riuscire a rendere questa complessità e ciò avviene anche attraverso delle strategie narrative diverse. Molti autori scrivevano i romanzi andando a parlare e a descrivere la realtà politico-sociale di quei tempi mentre il ROMANZO MODERNISTA (quello di Joyce, di Woolf) è tutt’altro. Il romanzo modernista si concentra sul presente, su episodi isolati, su momenti isolati e in particolare un aspetto che influenza questo tipo di riflessione, di trasformazione del romanzo è anche la diffusione che agli inizi del ‘900 ha in Europa, ed in Inghilterra in particolare, il romanzo russo. Quando si parla di romanzo russo, si parla innanzitutto di Dostoevsky perché egli si sofferma di più sull’animo umano. Gli autori russi si diffondono in Inghilterra, infatti, Virginia Woolf scrive un saggio molto interessante, The Russian Point of View (1925), in cui riflette proprio sulle caratteristiche della letteratura russa che la rendono secondo lei molto idonea a raccontare il momento attuale. Cambia tutto e va anche codificato questo cambiamento, va affrontato da un punto di vista critico e oltre a scrivere in un altro modo, questi autori si soffermano anche a teorizzare come deve cambiare la scrittura del romanzo. Quindi, il romanzo russo è molto
importante sullo sviluppo del romanzo modernista. Virginia Woolf è la figlia di Leslie Stephen, un critico vittoriano, che ha vissuto con i suoi numerosi fratelli e sorelle in un mondo in cui la letteratura, l’arte e la cultura erano centrali. Ha ricevuto un’educazione di alto livello e la sua vita è stata abbastanza funestata da tragedie, la morte di diversi familiari, e la sua instabilità che l’ha portata poi al suicidio (ha subito anche violenze da ragazzina da parte del suo fratellastro). Era anche bisessuale e ciò è un elemento rilevante perché era parte caratteristica anche di quel gruppo di intellettuali che si sono radunati intorno a lei e ai suoi fratelli e sorelle a Bloomsbury. Alla morte dei genitori, Virginia Woolf si trasferisce con un fratello e una sorella a Bloomsbury in quell’appartamento che diventa il centro della vita culturale di questo gruppo di intellettuali (Bloomsbury Group) che raccoglie non soltanto letterati ma anche economisti, critici d’arte. Virginia sposa Leonard Woolf e insieme costituiscono la Hogarth Press, e questo è un altro dato importante, questa casa editrice che ha poi il ruolo centrale anche nella diffusione di tutto ciò che è nuovo. Quello contro cui lei si scaglia è quello che definisce il MATERIALISMO. I Materialisti sono per Virginia Woolf quegli autori che tengono a descrivere la società in maniera realistica concentrandosi su quegli aspetti materiali della vita che secondo lei sono assolutamente irrilevanti. Ciò che per lei è importante è guardare alla complessità dell’esperienza lasciando perdere tutte queste sciocchezze, cose inutili e si riferisce in particolare ad Arnold Bennet e a John Galsworthy. Analisi testo MODERN FICTION = L’autrice mette a confronto il vecchio e il nuovo. Pubblica questo saggio insieme ad una raccolta di racconti brevi che intitola Monday or Tuesday , citati all’interno dello stesso saggio. Il ruolo di Woolf in questo saggio è quello di esaltare gli altri autori/narratori moderni a scrivere secondo la propria intuizione e quindi non seguendo né i dettami dell’editoria né tantomeno della società e un po' meno quelli della tradizione. Già a partire dai primi righi di Modern Fiction, possiamo vedere che la Woolf scrive qualcosa che è simile al pensiero di Eliot. Poi parla anche della figura del critico letterario che è colui a cui è attribuito il ruolo di dare un giudizio sul fatto stesso che la letteratura sia migliorata oppure meno. Quello che Woolf mette in discussione è il contenuto di cui si occupano questi autori. Bennet, dice Woolf, che sia peggio degli altri perché è anche un bravo scrittore e quindi si potrebbe occupare di cose migliori, più interessanti. Dei personaggi di Bennet sottolinea che ciò che manca loro è la mancanza dello spirito. Che cosa sottolineano i Modernisti e in particolare Joyce e Woolf? Quello che caratterizza in maniera particolare questi due autori è il tentativo di rappresentare questi momenti sparsi, queste epifanie, l’impossibilità del singolo di trovare un senso alla storia. Ci troviamo in un momento di rottura che viene portato all’estremo proprio dalla rappresentazione di un diverso modo di narrare, concentrandosi su un evento singolo, circoscritto, esplorato nei dettagli come avviene anche nei racconti di Joyce e di Woolf (Eveline di Joyce). TRADUZIONE DELL’ANALISI DEL TESTO MODERN FICTION DI VIRGINIA WOOLF Virginia Woolf (1882-1941) una scrittrice e critica inglese che ha dato un contributo originale al romanzo inglese. La narrativa moderna è un saggio di Virginia Woolf. Questo saggio è stato scritto nel 1919 ma pubblicato nel 1921 con una serie di racconti chiamati lunedì o martedì. Il saggio è la critica degli scrittori e della letteratura della generazione precedente. Agisce anche come guida per gli scrittori di narrativa moderna per scrivere ciò che sentono, non ciò che la società o l'editore vogliono che scrivano. “Modern Fiction” di Virginia Woolf descrive in dettaglio come i moderni
osservate dal romanziere. Loda Thomas Hardy, Joseph Conradd, William Henry Hudson, James Joyce e Anton Chekhov. Come critica, la sua scrittura e la sua critica erano spesso fatte dall'intuizione e dal sentimento piuttosto che da un metodo scientifico, analitico e sistematico, Virginia Woolf dice: “La vita scappa e forse la vita non vale nient'altro. È una confessione di vaghezza che deve fare uso di una tale figura. " La vita per Virginia Woolf non è fissa, ma un processo di cambiamento. È un flusso, pioggia di atomi di "alone luminoso". La coscienza umana è un rifugio di sensazioni e impressioni. È dovere del romanziere trasmettere queste sensazioni e impressioni. Non dovrebbero esserci limitazioni o convenzioni. Pertanto, Virginia Woolf è la prima teorica del "Flusso di coscienza". Quindi, dice: "È compito del romanziere trasmettere questo spirito di vita variabile, sconosciuto e non circoscritto". Per riassumere, Virginia Woolf osserva che "Niente - nessun metodo, un esperimento, anche dei più selvaggi - è proibito, ma solo falsità e finzione". "La vera roba della finzione non esiste, tutto è la vera roba della finzione, ogni sentimento, ogni pensiero, ogni qualità del cervello e dello spirito è attinto." Sebbene i romanzi di Virginia Woolf abbiano una trama ben articolata, una struttura e una coerenza perfette a differenza della maggior parte dei moderni romanzieri psicologici appartenenti al "flusso della coscienza". Sottolinea con forza e in modo significativo che il romanzo moderno può crescere solo se un romanziere è libero dalle convenzioni per scrivere dalla propria visione della vita e mantiene in vista il mutevole concetto di vita come rivelato dalla psicologia moderna e da altre scoperte scientifiche simili. sul funzionamento della mente o della coscienza umana. Così il saggio di Woolf “Modern Fiction” si concentra su come gli scrittori dovrebbero scrivere o su cosa spera che scrivano. Non suggerisce un modo specifico di scrivere. invece vuole che gli scrittori scrivano semplicemente ciò che li interessa in qualsiasi modo scelgano di scrivere. Lei suggerisce: "Ogni metodo è giusto, ogni metodo è giusto, che esprime ciò che desideriamo esprimere, se siamo scrittori, che ci avvicina all'intenzione dei romanzieri se siamo lettori". Voleva che gli scrittori si esprimessero in modo tale da mostrare la vita. Ha deciso di ispirare gli scrittori di narrativa moderna invocando l'originalità, criticando coloro che si sono concentrati sulle cose non importanti e confrontando le differenze degli autori culturali, tutto per il bene della narrativa e della letteratura. ANALISI PROFESSION FOR WOMEN (VIRGINIA WOOLF) Virginia Woolf cerca di portare al centro dei suoi discorsi la donna. A parte A room of one’s own che è il testo cardine di V.W., importante è anche Profession for Women. Esso è il testo di una conferenza che Virginia Woolf ha tenuto ad un incontro della Women’s Service League, una associazione che si occupava del lavoro delle donne. Bisogna tenere presente che la guerra ha cambiato tante cose. In particolare, la Seconda guerra mondiale ha avuto un’influenza nell’emancipazione delle donne perché le donne avuto l’occasione di iniziare a lavorare perché, semplicemente, gli uomini non potevano perché erano impegnati ad andare e combattere al fronte. Virginia Woolf viene invitata a parlare alle donne del suo lavoro e lo dice all’inizio stesso. TRADUZIONE DELLE ANALISI DEL TESTO DI VIRGINIA WOOLF
"Profession for Women" è il titolo di una conferenza del 1942 di Virginia Woolf, in cui parla delle opportunità professionali per le donne nel XX secolo e, in particolare, della professione di scrittrice. Woolf parla infatti di "professioni" e non di "lavoro" per dare dignità alle attività delle donne. In particolare, Woolf parla della scrittura come di una professione rispettabile ed economica; per questo la letteratura è una professione in cui le donne sono riuscite prima che in altre. Inoltre, Woolf definisce la scrittura l'unico spazio in cui le donne potevano realizzarsi senza particolari problemi. Poi, Woolf dice che con la ricompensa ricevuta per il suo primo articolo (una sterlina lo scellino e sei pence) ha comprato un gatto persiano invece di spendere quella somma in beni di prima necessità (come il cibo): questo per dimostrare che la sua professione non aveva l'unico scopo di fornire mezzi di sostegno. Ma Virginia Woolf era una donna privilegiata. Il suo soggetto di scrittura non era importante quanto l'esperienza stessa della scrittura: infatti, doveva lottare contro l’"Angelo in casa", cioè il fantasma di una donna che non le permetteva di scrivere. L'Angelo in Casa era lo stereotipo della donna: simpatico, compassionevole, tenero, ingannevole, affascinante, puro. Quindi, per essere in grado di scrivere tutto ciò che pensava veramente, Woolf doveva liberarsi da questa figura: doveva uccidere quella parte femminile di sé che le era stata inculcata attraverso l'educazione. Una volta ucciso l'Angelo, Woolf era libera di essere se stessa, ma ora ha dovuto scoprire cos'è se stessa, quindi cos'è una donna. A questo punto, Woolf ha un'esperienza più perturbante di quella dell'uccisione dell'Angelo in casa: Woolf sperimenta lo stato d'animo del romanziere, sottolineando che è diverso per gli scrittori uomini e donne: infatti, gli uomini sono ripetitivi, offrono sempre gli stessi elementi per dare sicurezza al lettore e in questo modo gli scrittori uomini mancano di fantasia. Le scrittrici, al contrario, fanno affidamento sul loro inconscio, sulle loro passioni: così, l'esperienza della scrittura per le donne è come un'esplosione che espira schiuma che, come la schiuma del mare, è segno di vitalità, energia, vita e così è simbolo della creazione artistica. La società ha perpetuato gli stereotipi delle donne, alle quali viene detto di essere sottomesse agli interessi e ai desideri degli uomini, senza mai avere la possibilità di un pensiero indipendente nel corso dei secoli. Di conseguenza, le donne sono scoraggiate a intraprendere carriere e settori occupati tipicamente dagli uomini. Tuttavia, donne come la scrittrice Virginia Woolf stanno cercando di invertire questa tendenza. Nel suo discorso Professioni per le donne, sostiene che le donne che stanno entrando in professioni dominate dagli uomini dovrebbero scegliere quale lavoro perseguire senza conformarsi alle pressioni della società. Attraverso un linguaggio che illustra il conflitto, la metafora e il parallelismo, Woolf ispira un invito all'azione tra le donne a fare scelte nelle professioni che definiranno il sesso femminile, che continueranno la lotta per l'occupazione femminile. Woolf raggiunge il suo scopo attraverso un linguaggio che suggerisce una battaglia in corso tra donne e idee che scoraggiano il lavoro delle donne. Ad esempio, mentre Woolf chiede retoricamente cosa sia più facile che essere un'autrice che vive una vita lussuosa, si rende conto che "se [lei] avesse intenzione di recensire i libri [avrebbe] bisogno di combattere con un certo fantasma" (2). L'enfasi di Woolf sulla parola "battaglia" suggerisce che se le donne stanno per entrare in una professione, dovranno sfidare idee che si oppongono a una dipendente di sesso femminile. Inoltre, avverte che le donne che entrano in professioni non possono semplicemente lasciare che le idee che sopprimono l'emancipazione femminile persistano e che devono resistere attivamente a quelle idee per incoraggiare altre donne a diventare una professionista. Woolf sottolinea anche la lotta che le donne dovranno affrontare spiegando che, nonostante la mancanza di ostacoli fisici esterni, le donne hanno ancora “molti fantasmi da combattere, molti pregiudizi da superare” (5). I
trattamento rispetto ai loro omologhi maschi in termini di retribuzione e discriminazione, la lotta per le donne nelle professioni è continua processi. In effetti, le donne dovranno superare questi ostacoli in modo da poter progredire ulteriormente nell'esemplificare le capacità delle donne.