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Virologia Generale, Appunti di Microbiologia

I virus come parassiti endocellulari obbligati che si replicano all'interno delle cellule ospiti. Vengono descritte le loro dimensioni, la loro classificazione in base alla morfologia e al contenuto del materiale genetico, la struttura del capside e dell'envelope, e il processo di replicazione. Viene anche descritto il ruolo dei peplomeri nella fase di aggancio del virus alla cellula ospite.

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 24/03/2022

angelica-conte-3
angelica-conte-3 🇮🇹

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bg1
VIROLOoGIA
GENERALE
virus
sono
parassiti
endocellulari
obbligati
ovvero
hanno
la
capacità
di
parassitare
cellule
umane
(ma
anche
piante,
poiché
i virus
sono
specie
specifici
ed
esistono virus
animali,
vegetali
e dei batteri) usando
per
la
loro
replicazione
dipendonedalapparato
biosintetico della cellula ospite
perciò
non
si replicano al
di
fuori della cellula
parassitata;
inoltre
non
producono
energia
e
sintetizzano
proteine.
I virus detti
anche
virioni
hanno
dimensioni
comprese
tra
poche
decine e
poche
centinaia
di
nanometri.
La
loro
osservazione
(strutturae
morfologia)
è
possibile
al
microscopio
elettronico e
non
ottico
poiché
ha
un
limite
di
risoluzione
di
200
nm.
Possono
essere
classificati in
base
alla loro
morfologia
ma
anche
in
base
al
contenuto
del
materiale
genetico. I
virioni
sono
costituiti
da
un
genoma
che
può
essere
rappresentato
da
molecole di DNA
o
RNA
raramente
circolare
perciò
si
parla
di Deossiribovirus
(costituiti
da
una
sola
molecola di
DNA
che
è
generalmente lineare e bicatenaria
dsDNA
dove
ds
significa
a doppia catena) e
Ribovirus
(costituiti
da
una
sola
molecola lineare di
RNA
bicatenario)
in
genere
hanno
una
sola copia
quindi
sono
aploidi.
ll
materiale
genetico presenta anche
delle
molecole
di
natura proteica
che
determinano
la
stabilità dell'acido
nucleico
e
formano
insieme
il
CORE.
Esso è racchiuso
in
un involucro proteico
denominato
CAPSIDE
(=è un
rivestimento
rigido
proteico
che
racchiude l'acido nucleico o
il
core,
in
grado
di
sopportare
condizioni
ambientali
sfavorevoli;
è
costituito
da
poche
tipologie
di proteine
le
quali
sono
ripetute e disposte
generalmente con due tipi
di
simmetria: lcosaedrica (generalmente per
virus
a
DNA,
presenta
una
forma
quasi sferica con 20 facce ed è costituito
da
protomeri o capsomeri
owero
unità
di
tipo proteiche ripetute e
legate
tra
di loro
tramite
legami
di
natura
elettrostatica
o legami deboli ma non legami covalenti) e
elicoidale
(generalmente
per
i virus a
RNA,
presentano
una forma a bacchetta,
la
struttura
è quella
di
un'elica
costituita
da
protomeri
connessi
tra loro a
formare
una serie
di
dischi sovrapposti).
La
dimensione
del
capside
è
determinata
dalla lunghezza del filamento dell'acido nucleico. L'insieme dell'acido
nucleicoe
del
capside
prende
il
nome
di NUcLEOCAPSIDE.
Talvolta
ci
può
essere
un
ulteriore
involucro
(presente
sempre
nei
virus
animali
elicoidali)
chiamato
PERICAPSIDE o ENVELOPE
(=è
un
involucro
lipoglicoproteico
esterno
o
meglio
è
un
doppio
strato
fosfolipido
che
derivaeo
da
frammenti
della
membrana
cellulare
della
cellula
infettata
che
il
virus
ha
trascinato
con
fuoriuscendo
dalla cellula
parassitata;
quindi
i lipidi
sono
derivati
dala
cellula
mentre
le
proteine
che
vi
si
trovano
sono
di
origine
virale). Con
questo
involucro
i virus
non
sono
più
proteti
anzi
sono
più deboli
poiché
è
disattivato
dai solventi e disinfettanti,
inattivando
gli
antirecettori
presenti
su
di
esso
necessari
alla
fase
di aggancio del virus ai
recettori
della cellula (acido
sialico)
disattivando
di
conseguenza
il
virus.
L'envelope
presenta
i PEPLOMERI
overo
complessi
di
carboidrati e proteine (glicoproteine monomeriche dette spicole attraverso
le
quali
i
virus
si
attaccano alle
cellule)
che
si
trovano
in
virus
con
envelope
di
origine
cellulare.
I
peplomeri
quindi
hanno
un
ruolo
di
aggancio,
fanno
si
che
il
virus
si
agganci
alla
superficie
della
cellula
che
va a
parassitare.
Infatti
sulla
superficie
del
pericapside
ci
sono
due
strutture
proteiche:
EMOAGGLUTININE
(=sono
strutture
proteiche
con
la
forma
di
un
bastoncino
e
hanno
attività
emoagglutinante
quando
il
virus
si
avvicina alla cellula
legandosi
alle
catene
di
polisaccaride
situate
sulla
superficie
cellulare
e
permettendo
lingresso
del
DNA
virale nella cellula) e le
NEUROAMINIDASI
(=hanno attività enzimatica,
entrano
in
gioco quando
il
virus
abbandona
la
cellula
infettata
assicurando
che
il
virus
non
resti
legato
ai
polisaccaridi
della
superficie
tagliando
le
loro
catene)
(La
classificazione dei vari tipi di virus influenzali è
basata
sulla diversità di
queste
proteine
che
possono
cambiare
superando
il
sistema
immunitario.
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VIROLOoGIA GENERALE

virus sono parassiti endocellulari obbligati ovvero hanno la

capacità di^ parassitare cellule umane (ma

anche piante, poiché i virus sono specie specifici ed esistono virus

la loro animali,^ vegetali^ e^ dei^ batteri)^ usando^ per

replicazione (^) dipendonedalapparato biosintetico (^) della cellula (^) ospite (^) perciò non si (^) replicano al di

fuori della cellula parassitata; inoltre non producono

energia e^ né^ sintetizzano proteine. I virus detti anche

virioni hanno dimensioni comprese tra poche decine e poche centinaia di nanometri. La loro

osservazione

(strutturae morfologia) è possibile al microscopio elettronico e non ottico poiché ha un limite di risoluzione

di 200 nm. Possono essere classificati in base alla loro

morfologia ma^ anche^ in^ base^ al^ contenuto^ del

materiale genetico. I virioni sono costituiti da un genoma che può essere

o RNA rappresentato^ da^ molecole^ di^ DNA

raramente circolare perciò si parla di Deossiribovirus (costituiti da una sola molecola di DNA che è

generalmente lineare e bicatenaria dsDNA dove ds significa a doppia catena) e Ribovirus (costituiti da una

sola molecola lineare di RNA bicatenario) in genere hanno una sola

copia quindi sono^ aploidi. ll^ materiale

genetico presenta anche delle molecole di natura proteica che determinano la stabilità dell'acido nucleico e

formano insieme il CORE. Esso è racchiuso in un involucro proteico denominato CAPSIDE (=è un rivestimento rigido proteico che racchiude l'acido nucleico o il core, in grado di sopportare condizioni

ambientali sfavorevoli; è costituito da poche tipologie di proteine le quali sono ripetute e disposte

generalmente con due tipi di simmetria: lcosaedrica (generalmente per virus a DNA, presenta una forma
quasi sferica con 20 facce ed è costituito da protomeri o capsomeri owero unità di tipo proteiche ripetute e

legate tra di loro tramite legami di natura elettrostatica o legami deboli ma non legami covalenti) e elicoidale (generalmente per i virus a RNA, presentano una forma a bacchetta, la struttura è quella di un'elica costituita da protomeri connessi tra loro a formare una serie di dischi sovrapposti). La dimensione del capside è determinata dalla lunghezza del filamento dell'acido nucleico. L'insieme dell'acido nucleicoe del capside prende il nome di NUcLEOCAPSIDE. Talvolta ci può essere un ulteriore involucro (presente sempre nei virus animali elicoidali) chiamato PERICAPSIDE o ENVELOPE (=è un involucro lipoglicoproteico esterno o meglio è un doppio strato fosfolipido che derivaeo da frammenti della membrana cellulare della cellula infettata che il virus ha trascinato con sé fuoriuscendo dalla cellula parassitata; quindi i lipidi sono derivati dala cellula mentre le proteine che vi si trovano sono di origine virale). Con questo involucro i virus non sono più proteti anzi sono più deboli poiché è disattivato dai solventi e disinfettanti, inattivando gli antirecettori presenti su di esso necessari alla fase di aggancio del virus ai recettori della cellula (acido sialico) disattivando di conseguenza il virus. L'envelope presenta i PEPLOMERI overo complessi di

carboidrati e proteine (glicoproteine monomeriche dette spicole attraverso le quali i virus si attaccano alle

cellule) che si trovano in virus con envelope di origine cellulare. I peplomeri quindi hanno un ruolo di aggancio, fanno si che il virus si agganci alla superficie della cellula che va a parassitare. Infatti sulla superficie del pericapside ci sono due strutture proteiche: EMOAGGLUTININE (=sono strutture proteiche con la forma di un bastoncino e hanno attività emoagglutinante quando il virus si avvicina alla cellula legandosi alle catene di polisaccaride situate sulla superficie cellulare e permettendo lingresso del DNA

virale nella cellula) e le NEUROAMINIDASI (=hanno attività enzimatica, entrano in gioco quando il virus

abbandona la cellula infettata assicurando che il virus non resti legato ai polisaccaridi della superficie tagliando le loro catene) (La classificazione dei vari tipi di virus influenzali è basata sulla diversità di queste proteine che possono cambiare superando il sistema immunitario.

Pericapside

Materiale genetico

Capside

Nucleocapside

HATORIA3GoNETILO

PAot

Simmetria icosaedrica Simmetria elicoidale

(nei capsidi isometrici^ di^ maggiori^ dimensioni^ ogni^ capsomero^ che^ occupa

un vertice dell'icosaedro è formato da 5 monomeri perciòè definito pentone; i capsidi disposti sulle facce dell'icosaedro sono formati da sei catene definiti esoni)

avo yom Paptioma Adeo Hpadna Hepes

126 45-55 150-200 170-200x Polimerasi virale: 2120-120 130375 utilizzata per^ la

replicazione

Virus a DNNA

necessari (^) devono (^) essere presenti (^) all'interno (^) della (^) struttura deossiribovirus (^) vengono virale.^ Le^ proteine (^) prodotte da (^) alcuni distinte in (^) PRECOcI (^) (=non sono strutturali ma (^) sono (^) proteine (^) regolatrici e catalasi) (^) a

e in TARDIVE

(=sono (^) strutturali (^) e (^) sono (^) trascritte da (^) mRNA nuova (^) sintesi). Vi è (^) inoltre (^) la trascritto da acido (^) nucleico virale di replicazione ed (^) esistono (^) diversi (^) modelli di catena, a^ doppia (^) catena, a (^) RNA) i replicazione^ dei virus^ (a^ singola Virus quali^ sono^ suggeriti^ dal^ tipo^ di^ acido^ nucleico^ RNAo^ DNA,^ per^ questo si (^) possono (^) distinguere in (^) sette (^) classi

per replicative^ con^ morfologie^ diverse^ di^ RNA^ e^ DNA^ (è^ un^ metodo

classificare i virus basato sugli acidi nucleici che

1) Classe l: DNA a possono^ presentare^ i^ virus):

doppia elica^ (filamento) (^) questi virus (^) possono essere suddivisi in (^) REPLICAZIiONE

ESCLUSIVAMENTE NUCLEARE (=il DNA viene trascritto nel nucleo con replicazione semiconservativa dando

vita a più mRNA i quali verranno poi tradotti in

proteine virali^ nei^ ribosomi, quindi sono^ mRNA(+)) mentre

REPLICAZIONE NEL CITOPLASMA (=la loro replicazione aviene principalmente nel citoplasma aviando la

trascrizione iniziale con produzione di proteine precoci)

2) Classe lI: DNA a singola elica (filamento), sono virus costituiti da una singola elica di DNA monocatenario,

la loro replicazione avviene in maniera autonoma nel nucleo (interviene la sintesi del filamento mancante e la trascrizione del filamento (-) in un mRNA che verrà eliminato)

  1. Classe l1: RNA a doppia elica (filamento), a essere trascritto è quello (-), vi è la sintesi del mRNA (+) quello che può essere letto

  2. Classe IV: RNA a singola elica a polarità positiva (+), non è altro che un filamento di mRNA leggibile subito dal ribosoma

  3. lasse V: RNA a singola elica a polarità (-), i virus che appartengono a questo gruppo possiedono un genoma che non può funzionare direttamente da messaggero e pertanto deve essere prima trascritto in una molecola ad RNA (+)ad opera di RNA polimerasi RNA-dipendente associata al virione

  4. Jasse Vi: RNA a singola elica a polarità (+) con intermedio a DNA, interviene una trascrittasi inversa che su uno stampo di RNA sintetizza DNA a doppio filamento poiché 'RNA non funziona direttamente da messaggero

  5. Classe VII: DNA a doppia elica con intermedio a RNA, prevede una retrotrascrizione seguita da una trascrizione e una retrotrascrizione

Una molecola di mRNA eucariota può essere a doppio filamento con i due filamenti che sono complementari. Solo uno dei due contiene però la sequenza che può essere tradotta nella proteina corrispondente (+), 'altro è complementare che non contiene una sequenza da codificare. I virus a catena singola di RNA possono avere genoma con uno solo dei due filamenti. Per convenzione un filamento di

mRNAè detto essere nella configurazione (+) quando è quello che porta l'informazione per la proteina e

quindi puo essere tradotto. I complementare nella configurazione (-) e 'RNA (-) deve essere trascritto in RNA (+) da una RNA polimerasi RNA dipendente

-Maturazione e assemblaggio: aggregazione spontanea delle proteine neosintetizzate dall'apparato ribosomiale della cellula attorno al materiale genetico neosintetizzato. (il virus può perdere la sua unità

morfologica e i suoi componenti spesso (DNA e proteine) possono essere prodotti anche in compartimenti

cellulari diversi e quindi assemblati= ad esempio l' mRNA può venire fuori dalla lettura del DNA che raggiunge poi i ribosomi dove verrà tradotto in proteine virali)

-Rlascio e liberazlone: è la fuoriuscita dalla cellula della nuova progenie virale che può avvenire in maniera

diretta per rottura di essa. I virus acquisiscono l'envelope durante questa fase poiché trascinano con sé

doppio strato fosfolipidico della cellula stessa.

NGURA 197. Cuna dl rrplka

hone virele ad una lase di ua (^) deilacido nucleico eEspovrone Mahuraziona virale repicarione wae

Adorbimento

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dpko irnus eplkantesl all'l termo di relhule di mammlferu lo colura iert utte * celue

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Dstsatirus ahuntwa celule alle lur osii np (^) Vrus Porodoecis nreari nukexz la lase d trisu inia ron t 'uclins ral indettanti u atasembla

eeceeVes

Ore dopo faggunta deta sospensione virale

I (^) processo di^ replicazione avviene^ in^ maniera^ diversa^ se^ si^ tratta^ di^ virus^ nudi:

1) Interazione:^ i^ virus^ nudi^ interagiscono^ attraverso^ i^ loro^ antirecettori^ virali^ coni^

recettori (^) presenti sulla membrana cellulare delle cellule eucariotiche

2)Penetrazlone: la^ penetrazione^ all'interno^ della^ cellula^ può^ avvenire^ nella^ maggior^ parte^

dei virus nudi attraverso endocitosi^ owero^ la^ cellula^ forma^ delle^ vescicole^ chiamate^ endosomi,^ aggirando^ il^ virus^ e internalizandolo (questo processo è stato osservato attraverso microscopio elettronico)

Citoplasn

Endosoma (^) Uncoating

Mentre (^) per i^ virus^ con^ l'envelope^ la^ penetrazione può^ avvenire^ tramite^ due meccanismi mediati^ dalla presenza di^ glicoproteine^ cellulari: -Penetrazione (^) per fusione^ con^ la^ membrana^ cellulare^ esterna^ e^ questo^ processo^ richiede^ la^ presenza^ di

proteine fusogene^ sul^ pericapside^ con^ pH-indipendente

Citoplasma Vacoaug

-Penetrazione (^) per endocitosi^ mediante^ endosoma^ e^ spogliazione^ per^ fusione^ della^ membrana^ endosomale con (^) quella del^ pericapside e^ riversamento^ del^ materiale^ genetico^ (anche^ questo^ processo^

richiede la

ll virus può alterare i meccanismi di (^) Trastormazione

replicazione di^ una^ cellula,^ entrare^ in

essa e dare origine ad una cellula Trasfomaionein colula Dvsone dta celiula fumraet

tumorale tumorale LI CetluAa Morte Atacco e doaceia penetatne (^) del vns Infezione Wotiplicazoe persisternte Lento raso morte Celulare

InfezioneLatonte

vanus e Dresente ma non Causa Uann as CANAA S (po arivare amomento una ntezione^ Gando tica^ iuog

COLTIVAZIONE DEI^ VIRUS:^ Dato^ che^ i virus^ sono^ parassiti^ obbligati^ essi^ possono^ replicarsi^ solo in cellule

viventi e quindi per la^ loro^ replicazione^ vengono^ utilizzati:^ colture^ cellulari,^ uova^
embrionali di pollo o

animali da laboratorio.

-cOLTURE CELLULARI:^ rappresentano^ il^ mezzo^ più^ importante^ per^ l'isolamento^ e^

l'identificazione dei virus

animali, hanno^ consentito^ di^ condurre^ indagini^ sul^ ciclo^ replicativo^ e^ sulle^
caratteristiche geniche. Esse sono

ottenute da sospensioni cellulari allestite disgregando meccanicamente o chimicamente i tessuti (le più

usate sono quelle derivate^ da^ rene^ di^ scimmia^ o^ rene^ e^ polmone^ embrionale^ umano),^ dopo^ la^ crescita^ tali

cellule assumono un aspetto fibroblastico e non presentano tracce della primitiva organizzazione. Attualmente i virus vengono coltivati su monostrati cellulari associati con antibiotici che ne evitano la contaminazione. Nelle colture su monostrato cellulare compaiono aree di lisi definite PLACCHE (=aree di necrosi cellulare) che possono essere anche colorate con cristalvioletto per la conta virale. A volte non si ottengono regioni di lisi ma zone dove compaiono EFFETTI CITOPATICI (=alterazioni della morfologia cellulare). Ci sono varie tipologie di colture cellulari: LINEE DIPLOIDI (=sono costituite da fibroblasti e possono essere coltivate per alcune decine di passaggi dopodiché la loro capacità replicativa si arresta); LINEE CONTINUE (=derivano da colture diploidi trasformate in vitro, hanno un corredo cromosomico

aneuploide o poliploide ed una capacità di riprodursilimitatamente in vitrocon minore sensibilità

all'infezione)

-UOVA EMBRIONATE DI POLLO: >'uso delle uova embrionate di pollo ha rappresentato un metodo adottato grandemente in passato per lo studio dei virus; sono usate per alcuni virus come quello influenzale, sia a scopo diagnostico che per la produzione di vaccini.

ANIMALI DA LABORATORIO: uno dei principali è il topino neonato in cui il virus può essere inoculato e la moltiplicazione virale si evidenzia con la comparsa di segni patologici o con la morte dell'animale stesso.

TITOLAZIONE DEI VIRUS: Con esso si intende il conteggio del numero di particelle virali di un dato virus o

meglio la concentrazione di particell virali per unità di volume. La titolazione si può eseguire con metodi

diretti o (^) indiretti: (^) (titolazione (^) infettante)

TTOLAZIONE DIRETTA: Si contano le placche di lisi causate dal virus su un monostrato cellulare.

TITOLAZIONE INDIRETTA: non vengono contate le particelle virali infettanti sulla base del numero di

placche ma si valuta il titolo virale in base al concetto del tutto o niente

TITOLO EMOAGGLUTINANTE: si sfrutta la capacità dei virus di agglutinare i globuli rossi, i globuli rossi agglutinati sedimentano sul fondo dei pozzetti irregolari ricoprendone tutto il fondo, mentre i globuli rossi

non agglutinati sedimentano regolarmente in un disco compatto, nel centro del pozzetto.I ttolo
emoagglutinante viene calcolato mescolando concentrazioni decrescenti di virus con una quantità
standardizzata di globuli rossi e la più alta diluizione del virus in grado di provocare emoagglutinazione

viene definita "unità di emoagglutinante" TITOLAZIONE FISICA: i virus possono essere contati al microscopio elettronico mescolandoli con una concentrazione nota di particelle di lattice per avere un parametro di riferimento per il calcolo del numero di particelle virali per unità di volume.

ANTIVIRALU: Sono^ (Reumae Che (^) JlCno i (^) Rntoui oi uptiw'Ore (^) uwnote o helio Hoeteuo^ A'inha a tl (^) u Mille (^) allube speýA: