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virus e batteri, .
Tipologia: Appunti
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I virus sono agenti infettivi con le seguenti caratteristiche distintive:
Evoluzione retrograda I virus sarebbero forme degenerate di parassiti intracellulari: i loro genomi si sarebbero progressivamente ridotti in quanto la maggior parte delle funzioni vengono fornite dalla cellula ospite. Questa ipotesi potrebbe spiegare l’origine di virus complessi quali i Poxvirus
Di forma cilindrica, costituiti da un unico tipo di capsomero avvolto a spirale attorno all’asse centrale contenente l’acido nucleico I capsidi possono essere rigidi (virus del mosaico del tabacco e il batteriofago M13) o flessibili (virus influenzali) Esempio: virus del mosaico del tabacco (TMV) Capside cilindrico rigido di 15-18 nm di diametro e circa 300 nm di lunghezza. L’unica proteina del capsomero è di 158 aa (amminoacidi) Acido nucleico: RNA a singolo filamento di 6000 nucleotidi Cristallizzato da Stanley nel 1935 Spesso la ripetizione di una sola proteina rappresenta l’unica possibilità di rivestire un acido nucleico di piccole dimensioni
Icosaedro: solido regolare a 20 facce triangolari e 12 vertici I capsomeri sono formati da 5 o 6 protomeri che possono essere anche tutti identici I pentoni o pentameri possiedono 5 subunità e sono disposti ai vertici dell’icosaedro; gli esoni o esameri hanno 6 subunità e costituiscono le facce Esempi: i batteriofagi ΦX174, MS2, QβX174, MS2, Qβ parvovirus (12 capsomeri), poliovirus (32 capsomeri), papilloma virus (72 capsomeri), adenovirus (252)
Presentano il nucleocapside rivestito da strutture membranarie complesse (involucro pericapsidico) I virus con involucro sono comuni nel mondo animale, ma si conoscono anche virus batterici L’involucro pericapsidico è generalmente costituito da un doppio strato lipidico in cui sono inserite glicoproteine (spicole) La membrana deriva dalla cellula infettata in seguito al processo di liberazione dei virioni; le glicoproteine sono di origine virale 1 A = 0,1 nm
Anche la struttura del genoma è varia nei diversi virus. Il materiale genetico può essere organizzato in:
La capacità codificante va dalle 3-4 proteine dei virus più piccoli (MS2 e Qb) alle oltre 100 proteine dei batteriofagi della serie T-pari e dei Poxvirus Nella maggior parte dei virus a DNA il genoma è costituito da un doppio filamento (ds DNA) che può essere lineare oppure circolare
Affinché possano essere sintetizzate le nuove proteine virali, è prima necessario che siano sintetizzati nuovi mRNA (messaggeri) virali Virus a DNA
Per la maggior parte dei virus a RNA il materiale genetico è rappresentato da un singolo filamento di RNA (ss RNA) Se la sequenza corrisponde a quella dell’mRNA virale il filamento è definito positivo o + Esempi: il virus polio, il virus del mosaico del tabacco, e il virus del sarcoma di Rous sono virus con genoma a ssRNA positivo Se la sequenza è complementare a quella dell’mRNA virale il filamento è definito negativo o - Esempi: il virus della rabbia, il virus del morbillo, e il virus dell’influenza sono virus con genoma a ssRNA negativo Esistono virus a RNA che possiedono un doppio filamento di RNA.
I virus animali vengono coltivati inoculando animali sensibili o uova embrionate di pollo (uova fecondate e incubate per 6-8 giorni) Di recente i virus vengono coltivati su monostrati di cellule animali; questa tecnica mette in evidenza aree localizzate di lisi cellulare chiamate placche, o foci proliferativi (virus oncogeni) I virus vegetali possono essere coltivati impiegando colture di tessuti vegetali, oppure piante intere. Le foglie si inoculano meccanicamente spalmandole con una miscela di virus e una sostanza abrasiva. Nelle aree infette si sviluppa una lesione necrotica localizzata
I batteriofagi sono i virus più facilmente coltivabili. L’infezione di una coltura di batteri sensibili porta nel giro di circa un’ora alla lisi dei batteri con produzione di una notevole quantità di virus (lisato)
I batteriofagi non aderiscono a un punto qualunque della superficie batterica ma riconoscono recettori specifici I recettori sono normali componenti della superficie dell’ospite quali proteine della parete, polisaccaridi, lipopolisaccaridi, acidi teicoici, flagelli e pili In assenza di siti recettoriali il virus non può adsorbirsi Se un recettore è alterato, l’ospite diventa resistente alla infezione da parte del virus che usa quel recettore. Tuttavia, anche i virus possono mutare per la struttura che riconosce il recettore tornando, così, capaci di infettare un ospite resistente Fago PBSI di B. subtilis
Nella gran maggioranza dei batteriofagi è solo l’acido nucleico virale a entrare nel batterio. I meccanismi di penetrazione differiscono notevolmente tra i diversi fagi finora studiati e sono in gran parte ancora oscuri. E. coli infettato da T
Il cromosoma di λ si integra nel cromosoma batterico. Una volta integrato un solo gene di λ è responsabile del mantenimento dello stato lisogenico: il gene cI
Possono essere nudi o rivestiti da envelope, gli ospiti sono le cellule eucariotiche degli animali Per la classificazione vengono prese in considerazione le caratteristiche morfologiche e la composizione in acido nucleico
Anche i virus animali seguono fasi simili al ciclo litico dei batteriofagi.
L’ adsorbimento avviene mediante l’incontro casuale tra il virus e la cellula ospite. Generalmente una glicoproteina sulla membrana plasmatica della cellula ospite costituisce il recettore La capacità di un virus di infettare un determinato tipo di cellula o di tessuto risiede in gran parte nella distribuzione dei recettori Il sito di legame sulla superficie del virus può essere rappresentato semplicemente da una proteina strutturale del capside come ad esempio le fibre che si estendono dai vertici degli icosaedri negli adenovirus, o le spicole dei virus dotati di envelope
La penetrazione consiste nel passaggio del virus attraverso la membrana plasmatica. La spoliazione è l’allontanamento del capside e la liberazione dell’acido nucleico virale. A differenza dei batteriofagi, molti virus animali nudi e rivestiti entrano nella cellula ospite per endocitosi; successivamente il capside viene allontanato.
Sono virus a singolo filamento di RNA + ma si differenziano da tutti gli altri perché sintetizzano i propri mRNA e replicano il proprio genoma passando attraverso un intermedio a DNA Sono caratteristici anche per il fatto di essere “diploidi”. Infatti, nel loro capside sono presenti sempre due filamenti di RNA. Associati al genoma sono anche la Trascrittasi inversa (DNA polimerasi RNA dipendente) e tRNA di origine virale che svolge la funzione di primer per la sintesi del DNA virale
I geni tardivi dirigono la sintesi delle proteine capsidiche, che si assemblano spontaneamente come avviene per la morfogenesi dei batteriofagi. L’assemblaggio di virus con envelope è generalmente simile a quello dei virus nudi.
I meccanismi di liberazine di virus nudi differiscono da quelli dei virus dotati di envelope. I virus nudi in genere vengono liberati mediante lisi della cellula ospite. Nei virus con envelope la formazione dell’envelope è contemporanea alla liberazione e la cellula ospite può continuare a riversare virus all’esterno per un certo periodo di tempo Inizialmente le proteine codificate dal virus vengono incorporate nella membrana citoplasmatica, poi per gemmazione del nucleocapside si forma l’envelope. Infezioni acute: sono caratterizzate da una comparsa abbastanza
rapida e da una durata ridotta; le cellule infettate generalmente vanno incontro a morte (effetto citopatico) e vengono liberati numerosi virioni. Le infezioni acute sono tipiche dei picornavirus , herpesvirus e adenovirus. Effetti citopatici