Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


WELFARE STATE: ISTRUZIONE, Appunti di Economia

ISTRUZIONE ECONOMIA E SCIENZE DELLE FINANZE

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 27/02/2021

luana.17
luana.17 🇮🇹

4.5

(22)

26 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
ISTRUZIONE
Attività di insegnamento e di apprendimento di un insieme coordinato o sistematico di conoscenze. È un
fattore fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico e questa è la ragione per cui soprattutto nei Paesi
in via di sviluppo si investe in questo fattore.
L’istruzione può essere:
- privata: con la caratteristica dell’escludibilità
- pubblica: con la caratteristica della non rivalità nel consumo
Nei Paesi Ocse più dell’80% dell’istruzione è pubblica in quanto è la base del processo socio economico.
Circa il 6/7 % del Pil è destinato all’istruzione.
La teoria economica dell’istruzione comprende due filoni di pensiero:
- la teoria del capitale umano
- la teoria dei segnali.
TEORIA DEL CAPITALE UMANO
Il capitale umano è una forma di capitale che si affianca al capitale fisico al capitale sociale, è una
grandezza di conoscenze proprie di ciascun individuo che si alimenta attraverso gli investimenti.
L’istruzione quindi viene concepita come una forma di investimento sviluppando un’analisi del tipo costi e
benefici legati all’investimento nell’istruzione e lo sviluppo in termini di produttività (quindi maggiore
produttività legata eventualmente a maggiore istruzione e maggiori retribuzioni). Si cerca di capire se
investire in istruzione consente di aumentare la produttività del lavoro, i benefici attesi e di aumentare le
retribuzioni.
All’interno di tale teoria possiamo distinguere 2 filoni.
1.
Becker
:
l
istruzione
influisce
direttamente
sulla
economica,
perch
é
è
essa
stessa
un
input
del
processo produttivo. Si ha un legame diretto tra l’istruzione e il ruolo che tali conoscenze svolgono nella
funzione produttiva.
2.
Nelson e Philips:
legame
indiretto
tra
istruzione
e
crescita.
Quindi
l
istruzione
ha
un
impatto
sul
lavoro
che diventa più produttivo e quindi l’istruzione indirettamente ha un impatto sull’economia.
Benefici:
salari
pi
ù
elevati
,
minore
rischio
di
disoccupazione,
lavori
pi
ù
gratificanti
e
maggiore
benessere individuale,
Costi
:
- diretti: sono costi che ognuno di noi deve coprire per investire nell’istruzione (libri, alloggio, tasse
scolastiche universitarie).
- indiretti: il costo-opportunità che consiste nell’idea che qualunque scelta implica la rinuncia di
qualcos’altro.
TEORIA DEI SEGNALI
Secondo tale teoria i titoli di studio rappresentano dei segnali, relativi alle caratteristiche dei potenziali
lavoratori. Il titolo di studio è un biglietto da visita ed è un modo per ridurre le asimmetrie informative tra
lavoratore e datore di lavoro, associato a retribuzioni più elevate. Nel mercato del lavoro le imprese non
sempre riescono a distinguere tra lavoratori produttivi e meno produttivi e quindi tendono ad offrire un
salario medio che corrisponde ad una produttività media. Il titolo di studio è la soluzione a tale problema.
La teorie neoclassica dice che il salario è uguale alla produttività.
RENDIMENTO SOCIALE DELL’ISTRUZIONE
L’istruzione genera sia un rendimento privato che sociale.
-Il rendimento privato: attiene alla sfera individuale, è una grandezza a cui guarda il singolo nel momento
in cui decide se investire in istruzione oppure no. L’istruzione crea anche un livello di benessere più elevato.
Il rendimento individuale èpositivo quando il costo dell’istruzione èpiù basso del beneficio ottenuto in
diverse modalità
-Il rendimento sociale lo possiamo individuare nel fenomeno delle esternalità. L’istruzione crea dei
rendimenti, dei benefici che migliorano il livello di sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quindi se il
Paese è più istruito si sviluppa più velocemente e quindi il livello di benessere e reddito medio aumenta.
Questo è un motivo per cui il settore pubblico interviene nella fornitura dell’istruzione.
Il rendimento sociale supera il rendimento individuale, perchè nel rendimento individuale ciascun lavoratore
fa un confronto tra costi e benefici attesi.
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica WELFARE STATE: ISTRUZIONE e più Appunti in PDF di Economia solo su Docsity!

ISTRUZIONE

Attività di insegnamento e di apprendimento di un insieme coordinato o sistematico di conoscenze. È un fattore fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico e questa è la ragione per cui soprattutto nei Paesi in via di sviluppo si investe in questo fattore. L’istruzione può essere:

  • privata: con la caratteristica dell’escludibilità
  • pubblica: con la caratteristica della non rivalità nel consumo Nei Paesi Ocse più dell’80% dell’istruzione è pubblica in quanto è la base del processo socio economico. Circa il 6/7 % del Pil è destinato all’istruzione. La teoria economica dell’istruzione comprende due filoni di pensiero:
  • la teoria del capitale umano
  • la teoria dei segnali.

TEORIA DEL CAPITALE UMANO

Il capitale umano è una forma di capitale che si affianca al capitale fisico al capitale sociale, è una grandezza di conoscenze proprie di ciascun individuo che si alimenta attraverso gli investimenti. L’istruzione quindi viene concepita come una forma di investimento sviluppando un’analisi del tipo costi e benefici legati all’investimento nell’istruzione e lo sviluppo in termini di produttività (quindi maggiore produttività legata eventualmente a maggiore istruzione e maggiori retribuzioni). Si cerca di capire se investire in istruzione consente di aumentare la produttività del lavoro, i benefici attesi e di aumentare le retribuzioni. All’interno di tale teoria possiamo distinguere 2 filoni.

  1. Becker: l’istruzione influisce direttamente sulla crescita economica, perché è essa stessa un input del processo produttivo. Si ha un legame diretto tra l’istruzione e il ruolo che tali conoscenze svolgono nella funzione produttiva.
  2. Nelson e Philips: legame indiretto tra istruzione e crescita. Quindi l’istruzione ha un impatto sul lavoro che diventa più produttivo e quindi l’istruzione indirettamente ha un impatto sull’economia.  Benefici: salari più elevati, minore rischio di disoccupazione, lavori più gratificanti e maggiore benessere individuale,  Costi:
  • diretti: sono costi che ognuno di noi deve coprire per investire nell’istruzione (libri, alloggio, tasse scolastiche universitarie).
  • indiretti: il costo-opportunità che consiste nell’idea che qualunque scelta implica la rinuncia di qualcos’altro.

TEORIA DEI SEGNALI

Secondo tale teoria i titoli di studio rappresentano dei segnali, relativi alle caratteristiche dei potenziali lavoratori. Il titolo di studio è un biglietto da visita ed è un modo per ridurre le asimmetrie informative tra lavoratore e datore di lavoro, associato a retribuzioni più elevate. Nel mercato del lavoro le imprese non sempre riescono a distinguere tra lavoratori produttivi e meno produttivi e quindi tendono ad offrire un salario medio che corrisponde ad una produttività media. Il titolo di studio è la soluzione a tale problema. La teorie neoclassica dice che il salario è uguale alla produttività.

RENDIMENTO SOCIALE DELL’ISTRUZIONE

L’istruzione genera sia un rendimento privato che sociale.

  • Il rendimento privato: attiene alla sfera individuale, è una grandezza a cui guarda il singolo nel momento in cui decide se investire in istruzione oppure no. L’istruzione crea anche un livello di benessere più elevato. Il rendimento individuale è positivo quando il costo dell’istruzione è più basso del beneficio ottenuto in diverse modalità
  • Il rendimento sociale lo possiamo individuare nel fenomeno delle esternalità. L’istruzione crea dei rendimenti, dei benefici che migliorano il livello di sviluppo sociale ed economico di un Paese. Quindi se il Paese è più istruito si sviluppa più velocemente e quindi il livello di benessere e reddito medio aumenta. Questo è un motivo per cui il settore pubblico interviene nella fornitura dell’istruzione. Il rendimento sociale supera il rendimento individuale, perchè nel rendimento individuale ciascun lavoratore fa un confronto tra costi e benefici attesi.

Nella realtà si ottengono infatti posti di lavoro che richiedono una qualificazione di un titolo di studio più basso di quello che si ha: questo pone comunque un problema. In mercati di lavoro bloccati c’è un problema di disoccupazione: è possibile che il costo non sia molto inferiore al beneficio che si ottiene attraverso il posto di lavoro. È questa la ragione per cui, in media, il rendimento sociale è maggiore del rendimento individuale, perché quello sociale è riconducibile a tutti quei fattori che hanno un impatto sulla crescita economica e che garantiscono un rendimento positivo. Quindi l’istruzione ha più effetti: effetto sulla produttività quindi sulla crescita, effetto sulla capacità di innovare, effetto sulla capacità di utilizzare la tecnologia esistente. Tutti questi effetti hanno un impatto sull’economia.

RAGIONI DELL’INTERVENTO PUBBLICO

  1. Correzione delle asimmetrie informative
  2. Garantire l’equità: garantire l’accesso diffuso all’istruzione a tutti gli individui. L’istruzione obbligatoria fino ai 16 anni, obbliga tutti gli studenti ad andare a scuola.
  3. Valutazione dei docenti: che proviene dal mondo privato.
  4. La teoria del voucher o buono-scuola: lo Stato per realizzare le pari opportunità non deve necessariamente fornire in maniera diretta l’istruzione, ma può lasciare il mercato libero dando un buono-scuola (quindi erogando trasferimenti e dando ai singoli o alle famiglie risorse finanziarie che consentono di iscriversi all’università, lasciando la scelta di dove utilizzare queste risorse). Qualunque canale riesca a diffondere maggiormente l’accesso all’istruzione merita il sostegno da parte dello Stato.
  5. Correzione dei bias cognitivi e della miopia: lo Stato interviene nel bene di merito, in quanto produce dei benefici sociali, e in quanto rischierebbe di essere consumato in maniera non ottimale se si lasciasse l’iniziativa al singolo in un mercato. Lo Stato interviene in maniera paternalistica per favorire la diffusione di un bene che per sua natura produce effetti esterni positivi.
  6. Le esternalità legate all’istruzione in prima battuta sono collegate ai tre gradi di istruzione e sono estendibili anche alla ricerca (ricerca di base e di sviluppo). In Italia:
  • Investire nella ricerca per rispondere a dei bisogni contingenti: il finanziamento nella ricerca si attiva quando deve rispondere a un bisogno contingente (es. Covid-19);
  • Investire sulla manutenzione delle strutture dei grandi progetti. Negli USA, c’è un mercato del credito che finanzia le spese per l’istruzione che dovrà poi essere ripagato negli anni. Ma molto spesso non si è capaci di sanare il debito e si verifica il fenomeno delle asimmetrie informative per cui si necessita dell’intervento dello Stato. Per quanto concerne l’istruzione, generalmente si ritiene che sia preferibile la gestione diretta in quanto l’istruzione richiede dei costi fissi iniziali molto elevati, piuttosto che utilizzare una gestione privata con un finanziamento pubblico. L’intervento pubblico fa da garante della qualità delle istituzioni che finanzia. Quindi il livello di governo ottimale è secondo alcuni è il centro perché garantisce l’uniformità del servizio. Ma molti ritengono che i il governo locale sia ottimale in quanto perché consente la differenziazione sul territorio e comporta un maggiore coinvolgimento degli attori locali (istituzioni, famiglie, imprese ecc.). 2 aspetti fondamentali sono:
  • Aspetto quantitativo: tasso di dispersione scolastica, il tasso dei diplomati, il tasso dei laureati ecc.
  • Aspetto qualitativo: misurazione attraverso esami standardizzati test che consentono di valutare le competenze cognitive. Quindi l’obiettivo dei sistemi di studio dell’istruzione dei Paesi avanzati è quello di raggiungere determinati standard che sono ormai diventati standard omogenei. L’Italia ha fatto una scelta di decentramento solo per le funzioni gestionali e organizzative e non ha fatto una scelta di decentramento rispetto alle politiche di istruzione perché ha privilegiato l’obiettivo di uniformità della prestazione del servizio e quindi un sistema scolastico che fosse omogeneo nei suoi contenuti.