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Una descrizione dettagliata del processo di fecondazione, analizzando le fasi cruciali che coinvolgono gli spermatozoi e la cellula uovo. Vengono approfonditi i meccanismi di capacitazione, reazione acrosomiale e reazione corticale, evidenziando le interazioni molecolari e cellulari che portano alla formazione dello zigote. Utile per comprendere i fondamenti della riproduzione umana e i processi biologici che regolano la vita.
Tipologia: Appunti
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La fecondazione è l’interazione tra i due gameti, maschile e femminile, ossia spermatozoo e cellula uovo. Si parla di interazione perché molto spesso non è l’intero spermatozoo che entra in contatto con la cellula uovo ma solo una sua parte. La cellula uovo viene captata dalle fimbrie della tuba. Il lume delle fimbrie è molto ristretto e la cellula uovo deve entrare nella tuba insieme ad un’altra struttura. Questa struttura, che accompagna la cellula uovo fino all’esterno dell’ovaio insieme alla zona pellucida, è lo spazio o zona perivitellina (uno spazio che si torva tra l’ovolemma e la zona pellucida). Questo viene accompagnato anche dalle cellule del cumulo ooforo che, una volta fuoriuscite dall’ovaio, cambiano nome in cellule della corona radiata. Nello spazio perivitellino troviamo il primo globulo polare. Nella porzione sinistra della cellula si può inoltre notare una zona più scura che è la piastra meiotica (ci fa capire che la cellula sta per completare la seconda divisione meiotica). Questa piastra si forma immediatamente a ridosso della fecondazione. Altro attore della fecondazione sono gli spermatozoi o nemaspermi. Tra la parte anteriore e posteriore della testa dello spermatozoo, è presente una linea di demarcazione, dato che persiste ancora l’acrosoma. Uno spermatozoo è costituito da:
Si possono notare anche molecole accettori di colesterolo, che lo portano via. Troviamo inoltre enzimi che tagliano la parte più esterna delle glicoproteine, ovvero le catene glucidiche, facendo rimanere soltanto una piccola porzione della catena che svolgerà la funzione di recettore. La tuba non si limita a contenere cellula uovo e spermatozoi, ma gioca un ruolo attivo con questi ultimi. Quando gli spermatozoi entrano in contatto con le cellule ciliate, questi si capacitizzano, perdendo una parte di glicoproteine. In questo modo vengono smascherati determinati recettori. Gli spermatozoi capacitati, perdono i contatti con le ciglia e vengono rilasciati. Parliamo di circa qualche milione di spermatozoi.
Lo spermatozoo e la cellula uovo daranno vita ad un nuovo individuo, ossia lo zigote. La testa dello spermatozoo si è appoggiata all’ ovocita e la cellula uovo ha fuso la sua membrana con la membrana della testa dello spermatozoo, quindi il suo contenuto è entrato nella cellula uovo. La testa contiene il nucleo, il citoplasma ed il centriolo prossimale (quello che era più vicino al nucleo). Il nucleo dello spermatozoo subisce una decondensazione per formare il pro-nucleo maschile. Appena la testa tocca l’ovolemma, innesca la reazione corticale ed il completamento della seconda meiosi, quindi si viene a formare il pro-nucleo femminile. I due pro-nuclei non si fondono mai (questo processo si chiama anfimissi e non accade nei mammiferi). All’interno dei pro-nuclei troviamo gli inner bodies, ossia i corpi interni che possono essere assimilabili a dei nucleoli. L’ovocita maturo ha una durata vitale brevissima, anzi si potrebbe dire virtuale, in quanto è il lasso di tempo che si ha tra il completamento della seconda meiosi e l’ingresso del pro-nucleo maschile. Una volta che i due pro-nuclei sono all’interno dello zigote, il centriolo o centrosoma paterno emette delle fibre astrali (che vanno dal centrosoma fino alla membrana plasmatica). Queste fibre hanno la funzione di tirare dalla periferia il pro- nucleo femminile che, avendo completato da poco la seconda divisione meiotica, si trova in posizione periferica e, contemporaneamente spingono il pro-nucleo maschile verso il centro dello zigote. Possiamo notare come i due pro- nuclei abbiano dimensioni simili. A questo punto inizia la sintesi del DNA e si completa in 12 ore. La sintesi è necessaria proprio perché lo zigote deve andare incontro a divisione. Lo zigote è una cellula diploide monocromatidica binucleata (prima della sintesi del DNA). Successivamente alla sintesi, inizia la prima divisione. Pur essendo una cellula somatica, non è una divisione mitotica, ma è la prima divisone segmentale. Dopo questa prima divisione si formeranno due cellule. Nella classificazione dello zigote, in base alla disposizione dei due pro-nuclei (obliquo verso destra, obliquo verso sinistra, verticale ed orizzontale), abbiamo i quattro tipi di zigote (PN1, PN2, PN3 e PN4). Le prime due cellule prendono il nome di blastomeri. Segmentazione Subito dopo la fecondazione, avviene la segmentazione. La segmentazione consiste in una serie di successive divisioni cellulari. Per la legge italiana l’embrione è l’organismo bicellulare, ossia i due blastomeri. Dopo 1 o 2 giorni dalla fecondazione si viene a formare questo nuovo individuo per divisone segmentale. Successivamente abbiamo un arco temporale per cui entrerà in cavità uterina e poi si avrà il resto. La segmentazione umana ha delle caratteristiche:
La morula è formata da blastomeri, che sono cellule sferiche e tendono a sviluppare dei complessi di giunzione formati da caderine. Nelle cellule sferiche questi complessi si trovano soltanto nei punti di contatto tra le cellule e a loro volta sono molto esili e poco estesi. Le cellule alla fine della crescita, dal momento che all’esterno è presente la zona pellucida, sono costrette in uno spazio delimitato ed iniziano a compattarsi diventando da sferiche a poligonali. I blastomeri più esterni, ossia quelli alla periferia, in contatto con la zona pellucida, formano tra di loro le tight junctions (giunzioni serrate). Sono anche definiti come blastomeri chiari. Tra i blastomeri interni si formeranno invece delle gap junctions e vengono chiamati rispettivamente blastomeri scuri. Si deve creare una cavità. I blastomeri esterni servono a delimitare l’ambiente mentre quelli interni secernono un liquido. Se non ci fossero i blastomeri esterni, tale liquido fuoriuscirebbe in quello che era lo spazio perivitellino. Man mano che i blastomeri interni formano liquido, questo si raccoglie nelle cavità. Questa cavità va progressivamente ad ampliarsi, formando una struttura che prende il nome di blastocisti. La blastocisti è formata da una zona pellucida, trofoblasti (che erano i blastomeri esterni), le cellule del nodo embrionale (che erano i blastomeri interni) e da un liquido che prende il nome di liquido blastocelico o blastocele.