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Endocrinologist Medicina, Rezime od Endokrinologija

Il materiale introduce l’endocrinologia e il sistema endocrino, che regolano le funzioni dell’organismo tramite ormoni. Viene sottolineata l’importanza di una visione globale del paziente e il ruolo del sistema endocrino nel controllo di metabolismo, crescita, riproduzione e omeostasi. Si descrivono le principali ghiandole endocrine e i tipi di comunicazione ormonale (endocrina, paracrina, autocrina, ecc.), insieme ai concetti fondamentali di feedback e omeostasi che mantengono l’equilibrio dell’organismo

Tipologija: Rezime

2024/2025

Učitan datuma 20.06.2026.

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Xhoana Gjokaj
Endocrinologia;
-permette fare la diagnosi di patologie endocrine.
-disciplina che studia il sistema preposto alla trasmissione dei segnali chimici e consente il
trasferimento di info tra i distretti dell’organismo evocando specifici effetti biologici.
“Visione globale del pz” perché i problemi specifici si possono ripercuotere su tutto l’organismo.
Es; problema di tiroide può non manifestarsi sulla tiroide ma presentare alterazioni sistemici.
Ogni cosa del pz può lasciare un impressione sull’anamnesi (come cammina, come si siede, mani
fredde/calde/umide/secche…)
L’età del pz è molto importante (la fantasia e/o bugie dei pz bambini oppure se il parente parla al
posto del pz, l’aspetto psicologico…)
Sistema endocrino; Ipotalamo, ipofisi, paratiroidi, tiroide, surreni, pancreas, gonadi; ovaio/testicoli
-Un sistema di comunicazione tra cell e organi che controlla le funzioni essenziali per la
sopravvivenza, metabolismo, crescita e riproduzione.
-Permette comunicazione intersistemico, intercellulare. È integrato con il SNC e S. immunitario.
-L’alimentazione è molto correlato al sistema endocrino. Le vitamine ad esempio sono molto più
efficienti se assunte attraverso il cibo di quanto possano essere se prese per altre vie.
Ghiandole; (tutte le ghiandole prendono origine dal foglietto epiteliale)
1. Endocrine; secerno all’interno (nel sangue) (ormoni—hanno propri rec)
2. Esocrine; secerno all’esterno (in dotti secretori). Enzimi (molecole che non hanno rec)
Le ghiandole più coinvolte nell’organismo; Tiroide, Surrene, Gonade
Il metabolismo; studia tutte le reax biochimiche anaboliche che cataboliche dell’organismo.
Esprime la totalità dei reax di sintesi e distruzione delle molecole, che sono in equilibrio in modo da
mantenere l’omeostasi dell'organismo.
Omeostasi; mantenimento di una condizione di equilibrio nell’organismo per mezzo di meccanismi
fisiologici coordinati e/o meccanismi di feedback.
Feedback; un processo all’interno dell’organismo che si verifica quando il prodotto e/o risultato
dell’attività biologica modifica i fattori che producono il prodotto e/o il risultato dell’attività.
Allostasi; il mantenimento del “mezzo interno” al variare dell’ambiente esterno
Meccanismi di secrezione degli ormoni
-Emocrino, esocrino, Paracrino/Intercrino, Iuxtacrino, Autocrino/Intracrino, Neurocrino
Ormoni; (dal greco; stimolare l’attività)
-Sono i messaggeri chimici del S. endocrino; molecole endogene che trasferiscono l’info
all’interno dell’organismo mediante comunicazione extracellulari ed intracellulari.
-Molecola sintetizzata e secreta da un organo e trasportata per via ematica negli organi bersaglio.
-Possono essere fattori di crescita, fattori di coagulazione, sostanze vasoattive, vaso-
permeabilizzanti, citochine proinfiammatorie, molecole di adesione.
Azione ormonale;
-Autocrina; sulle cellule secernenti stesse
-paracrina; sulle cellule vicine
-Iuxtacrina; a livello della interfaccia tra cell vicine o tra cellule e matrice
-Intracrina; mediante il conversione entro la cell di un ormone debolmente attivo in un altro
ormone più attivo che trasmette il segnale
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Endocrinologia ;

  • (^) permette fare la diagnosi di patologie endocrine.
  • (^) disciplina che studia il sistema preposto alla trasmissione dei segnali chimici e consente il trasferimento di info tra i distretti dell’organismo evocando specifici effetti biologici. ✷ “Visione globale del pz” perché i problemi specifici si possono ripercuotere su tutto l’organismo. Es; problema di tiroide può non manifestarsi sulla tiroide ma presentare alterazioni sistemici.Ogni cosa del pz può lasciare un impressione sull’anamnesi (come cammina, come si siede, mani fredde/calde/umide/secche…)L’età del pz è molto importante (la fantasia e/o bugie dei pz bambini oppure se il parente parla al posto del pz, l’aspetto psicologico…) Sistema endocrino ; Ipotalamo, ipofisi, paratiroidi, tiroide, surreni, pancreas, gonadi; ovaio/testicoli
  • (^) Un sistema di comunicazione tra cell e organi che controlla le funzioni essenziali per la sopravvivenza, metabolismo, crescita e riproduzione.
  • (^) Permette comunicazione intersistemico, intercellulare. È integrato con il SNC e S. immunitario.
  • (^) L’alimentazione è molto correlato al sistema endocrino. Le vitamine ad esempio sono molto più efficienti se assunte attraverso il cibo di quanto possano essere se prese per altre vie. Ghiandole ; (tutte le ghiandole prendono origine dal foglietto epiteliale)
  1. Endocrine; secerno all’interno (nel sangue) (ormoni—hanno propri rec)
  2. Esocrine; secerno all’esterno (in dotti secretori). Enzimi (molecole che non hanno rec) Le ghiandole più coinvolte nell’organismo ; Tiroide, Surrene, Gonade Il metabolismo ; studia tutte le reax biochimiche anaboliche che cataboliche dell’organismo. Esprime la totalità dei reax di sintesi e distruzione delle molecole, che sono in equilibrio in modo da mantenere l’omeostasi dell'organismo. Omeostasi ; mantenimento di una condizione di equilibrio nell’organismo per mezzo di meccanismi fisiologici coordinati e/o meccanismi di feedback. Feedback ; un processo all’interno dell’organismo che si verifica quando il prodotto e/o risultato dell’attività biologica modifica i fattori che producono il prodotto e/o il risultato dell’attività. Allostasi ; il mantenimento del “mezzo interno” al variare dell’ambiente esterno Meccanismi di secrezione degli ormoni
  • (^) Emocrino, esocrino, Paracrino/Intercrino, Iuxtacrino, Autocrino/Intracrino, Neurocrino Ormoni ; (dal greco; stimolare l’attività)
  • (^) Sono i messaggeri chimici del S. endocrino; molecole endogene che trasferiscono l’info all’interno dell’organismo mediante comunicazione extracellulari ed intracellulari.
  • (^) Molecola sintetizzata e secreta da un organo e trasportata per via ematica negli organi bersaglio.
  • (^) Possono essere fattori di crescita, fattori di coagulazione, sostanze vasoattive, vaso- permeabilizzanti, citochine proinfiammatorie, molecole di adesione. Azione ormonale;
  • (^) Autocrina; sulle cellule secernenti stesse
  • (^) paracrina; sulle cellule vicine
  • (^) Iuxtacrina; a livello della interfaccia tra cell vicine o tra cellule e matrice
  • (^) Intracrina; mediante il conversione entro la cell di un ormone debolmente attivo in un altro ormone più attivo che trasmette il segnale

Il segnale nervoso→segnale chimico→ormoni che viaggia con le vie ematiche ed arriva agli organi bersagli dove lega i propri recettori espressi dalle cell bersaglio e manda il segnale. ✷La regolazione dei segnali endocrini è molto fine. Principalmente con feedback (-). È importante in modo che il segnale (specifico e preciso) non sia eccessivo e non induce danno oppure resistenze. Il segnale ormonale rappresenta un variabile regolata. Il segnale nervoso induce le ghiandole a produrre ormoni che;

_1. Trasferiscono l’info negli organi bersagli.

  1. Feedback (-)/(+) sulle ghiandole o sui tessuti nervosi che stimolano/inibiscono la ghiandola._ Funzioni regolati dagli ormoni;
  • (^) Attività muscolare
  • (^) Respirazione
  • (^) Digestione
    • (^) Ematopoiesi
    • (^) Pensiero, umore e comportamento
    • (^) Funzioni degli organi di senso Funzioni principali degli ormoni; - (^) crescita e sviluppo; eta ossea, chiusura dell’epifisi ossee cartilagine, sviluppo del SNC - (^) riproduzione; gametogenesi, dimorfismo sessuale, pubertà, menopausa, differenze nell’espressione degli ormoni sessuali - (^) metabolismo e mantenimento dell’ambiente interno - (^) produzione di energia utilizzo e immagazzinamento; stato anabolico dopo pasto (insulina), stato catabolico digiuno (glucagone e ormoni controregolatori), metabolismo basale L’immagazzinamento dell’energia è importante perché assicura la possibilità di FUGA, in momenti in cui manca il cibo, in momenti in cui manca l’ossigeno, in momenti di sforzo fisico… - (^) sfera psicologica. Meccanismi di contro-regolazione
  1. Negativa;
    1. Long Loop Feedback; “Lo feedback negativo sarà sia sull’ipofisi che sull’ipotalamo”
      1. CRH-ACTH-Cortisolo (il cortisolo agirà sia inibendo CRH che ACTH)
      2. TRH-TSH-T4/
      3. LHRH-LH, FSH-androgeni/estrogeni
    2. Short Loop Feedback; GHRH (+) e somatostatina (-) — GH—IGF-I/II. Lo feedback negativo sarà solo sul ipofisi.
  2. Positiva;
    1. Estradiolo-LH
    2. Parto ed allattamento — ossitocina La risposta ormonale può essere ; Dipendente o Indipendente alla concentrazione dell’ormone Recettori degli ormoni;
  • (^) Sulla membrana plasmatica; per gli ormoni peptidici. Una parte extracellulare che lega l’ormone e una intracellulare che genera il segnale.
  • (^) Sulla membrana nucleare; per gli ormoni steroidei (estrogeni, glucocorticoidi, mineralcorticoidi, androgeni), tiroidei, acido retinoico, vitamina D. Regolano l’espressione genica in modo ligando- dipendente. Struttura con 3 domini; - (^) Carbossi-terminale; interagisce con il ligando - (^) Dominio di interazione con il DNA - (^) Dominio amino-terminale; funzione variabile I rec specifici sono molto importanti poiché la concentrazione ematica di ormoni è molto bassa 10^(-15)—10^(-9). Le cell bersaglio modificano l’espressione recettoriale in base della [ormonale].

Classificazione chimica degli ormoni

  1. Derivati dagli amminoacidi;
    • (^) Triptofano; Serotonina e melatonina
    • (^) Tirosina; Dopamina, norepinefrina, epinefrina, T3, tiroxina
    • (^) Ac glutammico; ac amminobutirrico
    • (^) Istidina; istamina
  2. Peptidi o polipeptidi; TRH/TSH, insulina, GH, NGF, PTH, PRL, LH/FSH, ACTH… Sintesi; Preproormoni— proormoni—ormoni.
  3. Steroidi derivati da colesterolo
  4. Derivati dagli ac grassi; prostaglandine, prostacicline, trombossano, leucotrieni Classificazione degli ormoni in base al loro meccanismo d’azione
  5. Si legano a recettori intracellulari; androgeni, estrogeni, glucocorticoidi, mineralcorticoidi, progestinici, ac retinoico, ormoni tiroidei, calcitriolo
  6. Si legano a rec della membrana citoplasmatica; Hanno come secondo messaggero;
    1. cAMP; catecolamine a2b2-adrenergiche, ACTH, ADH, CRH, calcitonina, TSH, LH, PTH, FSH, LPH, MSH, angiotensina II
    2. cGMP; atriopeptidi, ossido nitrico
    3. Ca++ e/o u fosfoidositidi; acetilcolina, catecolamine, ADH, angiotensina II, GRH, TRH
    4. Chinasi/fosfatasi; EPO, somatomammotropina, GH, IGF1/2, NGF, ossitocina, prolactina

ASSE SNC-IPOTALAMO-IPOFISI

L’Ipotalamo ; regione mediana del SNC. Centro coordinatore delle attività del sistema endocrino.

  • (^) Anteriore; sintetizza e secerne ossitocina e vasopressina. Questi agiscono sull’ipofisi posteriore.
  • (^) Posteriore; produce fattori di rilascio e di inibizione della secrezione delle tropine ipofisarie (CRH, TRH, GHRH, somatostatina, GnRH). È connesso con l’ipofisi anteriore (adenoipofisi) L’ipotalamo traduce i segnali nervosi in segnali chimici; ormoni. Ormone ipotalamico Stimola la prod di; Inibisce la secrezione di; TRH (^) TSH e PRL- dopo il parto FSH-dopo il parto GnRH LH e FSH GHRH GH Somatostatina e GHIH GH, TSH, PRL, gastrina, gluca/ins CRH ACTH PRF Prolactina PIF, Dopamina Prolactina CLASSI ORMONALI → Gruppo I Gruppo II Tipo iodotironine, steroidei, calcitriolo polipeptidi, proteine, glicoproteine, catecolamine Solubilità Lipofilia Idrofilica Proteine di trasporto Si No Tempo di dimezzamento; stabilità Lunga Corta Recettore Intracellulare Sulla membrana plasmatica Mediatori Complesso ormone-recettore cAMP, cGMP, Ca++, DAG, chinasi

Ipotalamo e ipofisi sono collegati dal peduncolo ipofisario. Ipotalamo è una struttura nervosa mentre la ghiandola pituitaria fa parte del sistema endocrino. FEEDBACK IPOTALAMO-IPOFISI-ORGANI BERSAGLIO Ipotalamo stimola adenoipofisi che stimola gli organi bersaglio. Questi regolano sia l’adenoipofisi che l’ipotalamo direttamente. L’ipofisi regolata regola anche l’ipotalamo. Ipofisi ; ghiandola endocrina, in base del cranio (sella turcica). Ant-adenoipofisi e post-neuroipofisi Ormoni dell’adenoipofisi;

  1. ACTH : ormone adrenocorticotropo → surreni → cortisolo, steroidi surrenalici
  2. TSH : ormone tirotropo → tiroide → ormoni tiroidei
  3. GH : ormone somatotropo → IGF-1 → organi e tessuti
  4. Prolactina : ormone lattotropo → ghiandola mammaria ed altri tessuti
  5. LH : ormone luteotropo → gonadi → ormoni sessuali
  6. FSH : ormone follicolo-stimolante → gonadi → ormoni sessuali Ormoni della neuroipofisi; ADH e ossitocina Le patologie ipofisarie vengono classificate in base di;
  7. Attività secretiva; ipo/iperfunzione 2. Età di insorgenza; pre-puberale o adulta IPOPITUITARISMO ; ipofunzione dell’ipofisi
  • (^) Monotropico; carenza degli ormoni sintetizzati dall’adenoipofisi. Quindi c’e carenza di un solo ormone dell’ipofisi; GH, ACTH, TSH, LH, FSH, PRL
  • (^) Panipopituitarismi; carenza generale degli ormoni ipofisari. Se in eta evolutiva influenza troppo tutto la crescita e sviluppo dell’individuo. La clinica tiene conto di;
  • (^) Età di insorgenza/ età del pz
  • (^) Rapidità del insorgenza
  • (^) Ormoni coinvolti; quali e quanti
    • (^) Entità; deficit totali o parziali
    • (^) Natura dei processi patologici Eziologia ;
  1. Compressive; tumori
  2. Vascolari; ischemie da trombosi o lesioni dei vasi che irrorano la ghiandola. Sindrome di Sheehan (necrosi di ipofisi da shock ipovolemico post-partum)
  3. Infiltrative; infiltrazioni di Fe nell’emocromatosi
  4. Traumi cranici 5. Immunologiche 6. Isolate 7. Non definite Ipopituitarismo primitivo a. Tumori ipofisari; intrasellari, parasellari, metastatici (carcinoma mammario, melanoma) b. Necrosi ischemica dell’ipofisi; post-partum (Sheehan), diabete c. Aneurismi della carotide interna d. Apoplessia ipofisaria; infarcimento emorragico di adenomi e. Trombosi del seno cavernoso f. Infettive; TBC, sifilide, malaria, meningite g. Malattie infiltrative; emocromatosi h. Immunologici; sarcoidosi, LES i. Iatrogene j. Sindrome primitiva della sella vuota k. Alterazioni metaboliche; IRC l. Deficienze ereditarie multiple Ipopituitarismo secondario a; a. Distruzione peduncolo ipofisario; da trauma o necrosi; post-intervento, compressione da tumori o aneurismi.

Diagnosi di alterazioni dell’ipofisi

  1. Strumentali; Rx sella turcica, RNM, TC, scintigrafia
  2. Ormonali
    1. Basali;
      1. Asse surrenali; cortisolo sierico e ACTH alle ore 9am, cortisolo libero urinario nelle 24h
      2. Asse tiroideo; forme libere (che regolano l’ipotalamo, non quelli che agiscono sugli organi bersagli) di FreeT3, FT4, TSH
      3. Asse gonadico; LH, FSH, SHBG. Nell’uomo il testosterone all 9am, ripetuti 2 dosaggi. Nella donna l’estradiolo e il progesterone al 21º giorno del ciclo
      4. Prolactina; 3 prelievi se i livelli di PRL sono elevati
      5. Asse del GH;IGF-1, test di stimolo per il GH
      6. ADH; osmolarità plasmatica/osmolarità urinaria. osmolarità è determinata dalla concentrazione dei soluti in un litro di sangue. Condizioni di ipo/iper-osmolarità causano cambiamenti del volume cerebrale.
    2. Secondo livello
      1. Test al glucagone; per la valutazione della secrezione di ACTH e GH quando l’ITT è controindicato
      2. Test all’ipoglicemia insulinica ITT; gold standard per la valutazione di secrezione di ACTH e GH
      3. Test al TRH; diagnosi differenziale tra ipotiroidismo secondario e terziario. Se somministro di TRH e ho un aumento della sintesi degli ormoni tiroidei significa che il deficit è a carico dell’ipotalamo non dell’ipofisi o del tiroide. Se somministro TRH e non aumenta il TSH; il problema sta nell’ipofisi. Se aumenta il TSH ma non i T3/4 ho un problema della tiroide.
      4. Test al GhRH;/ Clomifene; per valutare la secrezione di gonadotropine
      5. Test al CRH; diagnosi differenziale nella sindrome di Cushing e diagnosi di deficienza isolata di ACTH. Se somministro CRH e aumenta l’ACTH significa che il problema sta nell’ipotalamo. Nel caso di sindrome di Cushing si ha un aumentata secrezione di ACTH (Da adenoma ipofisario o da carcinoma polmonare).
      6. Test al GHRH, test alla clonidina, test all’arginina, profilo notturno di GH, test con pridostignima; per valutare le riserve di GH.
      7. Test di deprivazione idrica (test della sete); valuta la secrezione di ADH. Per stabilire il diabete insipido.
    • Infusione di vasopressina; valuta la risposta renale all’ADH. Per stabilire se il diabete insipido è centrale o nefrogeno. IPERPITUITARISMO ; iperfunzione Eziologia ;
  3. Adenomi ipofisari
  4. Carcinomi ipofisari
  5. Secrezione ectopica di fattori rilascianti degli ormoni. {Cushing (CRH), acromegalia (GHRH)} Ipersecrezione di;
  6. GH ;
    1. Adulto; acromegalia (modificazioni facciali, macroglossia, accrescimento della mandibola, diastasi dentale), cefalea, disturbi visivi, diplopia, sudore, sete, poliuria/nicturia, intolleranza al glucosio, alterazione mestruali, infertilità, ipertensione, cardiomegalia, disturbi articolari (sindrome del tunnel carpale), gozzo tiroideo, ingrossamento delle mani e piedi.
  1. Bambino; quadro metabolico simile all’acromegalia. Gigantismo delle estremità e degli organi interni, macrocefalia, aneurismi, obesità, aspettanza di vita molto ridotta. Spesso associato a sindromi genetiche; MEN1, McCune-Albright.. Diagnosi; curva giornaliera del GH a 5 punti. Dosaggio dell’IGF1 e IGF-BP3. Soppressione del GH durante l’OGTT. Test al TRH. Rx cranio, TC/RMN, ECG, campimetria. Più esami per il sospetto di produzione ectopica di GHRH.
  2. PRL ;
  3. Donna; oligo-amenorrea, galattorrea, tensione mammaria, infertilita, calo della libido. In genere si tratta di microadenoma. Se macroadenoma; cefalea, disturbi visivi.
  4. Uomo; calo della libido, disfunzione erettile, galattorrea, infertilità. Più frequente il macroadenoma; cefalea, disturbi visivi. Diagnosi; 3 dosaggi diversi di PRL. Test per escludere la macroprolattina (immunocomplessi PRL- Ig). Escludere interferenze farmacologiche. Escludere iper-prolattinemia fisiologica (gravidanza). Considerare iper-prolattinemia da IRC/Ipotiroidismo/PCO. RMN ipofisi. 3. ACTH
  5. Cushing; obesità centripeta, pletora e peluria facciale, faccia lunare, gibbo, strie rubre, miopatia prossimale, fragilità cutanea e capillare, acne, follicoliti, facili infezioni micotiche (tinea e candida), ipertensione, nicturia, intolleranza glucidica, depressione, psicosi, disturbi della funzione sessuale e riproduttiva. Diagnosi; misurare il cortisolo libero urinario, il ritmo circadiano di ACTH e Cortisolo. Test di Liddle; soppressione al desametazone 2mg/die per 48h. Soppressione ad alte dosi di desametazone. Test di CRH. RMN ipofisi. Esami per il sospetto di secrezione ectopica di CRH/ACTH (TC torace/ addome, marker tumorali).
  6. TSH ; rara. Sintomi e segni di ipertiroidismo con TSH non soppresso. DD con la sindrome da resistenza parziale agli ormoni tiroidei.
  7. LH/FSH ; gonadotropinoma; rara. Nei bambini causa una pubertà precoce. Nella donna; disturbi mestruali, infertilità, iperstimolazione ovarica. Adenomi ipofisari ; benigni, capsulati
  • (^) Funzionanti; con eccesso di produzione ormonale; sintomi di iperpituitarismo. Solitamente iperproduzione di un solo ormone, a massimo due (adenomi doppi).
  • Effetto massa; emianopsia bitemporale (non vede la meta esterna della visione), diplopia.
  • Apoplessia pituitaria; infarto/emorragia dell'ipofisi in presenza di un adenoma pituitario. Cefalea improvvisa, nausea, vomito, vista sdoppiata.
  • (^) Inattivi (oncocitomi); ricchi in mitocondri
  • (^) Silenti; la maggior parte; adenomi gonadotropi; producono FSH, LH. Iperplasia ipofisaria ; aumento del numero del cellule dell’adenoipofisi (GH, PRL, ACTH, TSH, LH)
  1. Nodulare; aumento numerico circoscritto delle cellule, leggera espansione acinare, proliferazione non compressiva, assenza di capsula.
  2. diffusa; aumento numerico diffuso delle cellule senza alterazione dell’architettura.
  • Colpisce giovani adulti.
  • Sono macroadenomi generalmente molto aggressivi che recidivano frequentemente.

DIABETE INSIPIDO

  • (^) Dovuta ad alterazioni di ADH. Non dovuto ad alterazioni dell’insulina.
  • (^) Caratterizzata da poliuria e da diminuita capacità del rene di concentrare le urine, che si traduce in urine abbondanti (fino a 40L/24h rispetto a 5L- nel diabete mellito) e molto diluite (povere di Na—insipido=manca sale. Rispetto alle urine concentrate di proteine e glucosio nel diabete mellito). Le urine sono a temperatura corporea (nel diabete mellito le urine sono fredde perché c’e tanto glucosio, e la reax del glucosio con l’acqua è una reax endotermica).

⌑ L'aggiunta di soluzione ipertonica di NaCl o sucrosio causa un immediato effetto antidiuretico. ⌑ Un ↑ di 1ng/L dei livelli plasmatici di AVP aumentano l'osmolarità plasmatica di 200 mmol/kg. Barocettori ; mandano stimoli con i nervi vago e glossofaringeo nel nucleo del tratto solitario. Da lì l’impulso arriva nel SON e PVN per secernere ADH.

  • (^) A bassa pressione; atrio sx, cuore dx
  • (^) Di alta pressione; carotidi, arco aortico Recettori dell’ADH/AVP
  1. V1; induce la contrazione della muscolatura liscia dei vasi (vasocostrizione), stimola la glicogenolisi epatica (aumenta la glicemia—aumenta la pressione), inibisce la lipolisi e la sintesi delle prostaglandine.
  2. V2; sulle cellule dei tubuli contorto distale e collettore del rene; permette la traslazione delle acquaporine; aumentando il riassorbimento di H2O. Alterazione di questo recettore causano il diabete insipido nefrogeno perché non si ritiene acqua.
  3. V3; nell’ipofisi; ↑ la secrezione dei ACTH (induce la secrezione di aldosterone—riassorbimento di acqua—aumento pressorio). Alterazioni di questo rec causano deficit di ACTH e aldosterone. Secrezione di AVP;
  4. Stimolata da; catecolamine (ß-adrenergico), angiotensina II. La diminuzione della PaO2 sotto i 60mmHg con conseguente rialzo pressorio; causa aumento di secrezione di AVP poiché aumenta le catecolamine.
  5. Inibita da; catecolamine (a-adrenergico), ormone natriuretico atriale (perché è un ormone diuretico), peptidi oppiodi. Il riflesso orofaringeo inibisce la secrezione di AVP prima dell’assunzione di liquidi (l’effetto è maggiore se si assumono liquidi freddi, perché inibisce la sensazione di sete più rapidamente). La sete ;
  • (^) L’induzione dello stimolo di sete si ha con un incremento del 2-3% dell’osmolarità ematica (10mmol/L superiore a quella che stimola la secrezione di AVP).
  • (^) Gli organi periventricolari regolano la risposta alla sete dopo lo stimolo iperosmolare (angio II)
  • (^) In persone con soppressa secrezione di AVP, l’assunzione di liquidi previene la s. iperosmolare.
  • (^) La stimolazione dei barocettori a bassa pressione e associata alla sete in risposta all’ipovolemia. Questa risposta mediata dal vago. DIABETE INSIPIDO CENTRALE; deficit di secrezione di AVP in assenza di malattia renale.
  • (^) Caratteristiche ;
    • (^) Urine diluite in presenza di uno stimolo osmotico o non osmotico per la secrezione di AVP
    • (^) Assenza di un'intrinseca malattia renale
    • (^) Rialzo dell'osmolarità urinaria dopo la somministrazione di AVP
  • (^) Sintomi ; poliuria e nicturia, sete, sindrome ipersonica del SNC (irritabilità, coma, ottundimento mentale), segni di atassia, ipertermia e ipotensione - (^) PER MANIFESTARSI; 90% dei neuroni magnocellulari del SON e PVN devono essere distrutti.
  • (^) Cause acquisite o ereditarie (autosomiche dominanti).
    • (^) Adulti; 30% idiopatiche. 25% tumori ipofisi-ipotalamo. 16% da traumi cranici. 20% interventi.
    • (^) Bambini; 60% tumori. 25% malformazioni cerebrali. Altre; istocitosi, encefalite, meningite… Altre forme; - DIDMOAD (diabete insipido, diabete mellito, atrofia ottica, sordità).
    • (^) 1/3 dei pz con Displasia Setto Ottica. Il diabete insipido da trauma o intervento cranico può essere; transiente, permanente o trifasico.

Indagini di laboratorio

  • (^) Ipostenuria; urine con peso specifico basso (1.005) e ipo-osmolari (<200mmol/l)
  • (^) Iperosmolarità; >287mmol/l
  • (^) Ipernatriemia I test per la diagnosi differenziale tra diabete insipido centrale e nefrogeno;
  • (^) Test della sete; il pz non beve la notte precedente del test. Si misura il rapporto di AVP plasmatica ed osmolarità plasmatica/urinaria. Nei pz normali l’osmolarità urinaria aumenta 2-4x rispetto a quella plasmatica. In pz con DI centrale l’osmolarità plasmatica non cambia ma l’osmolarità urinaria aumenta. I pz con DI nefrogeno non concentrano le urine neanche dopo il test.
  • (^) Urine delle 24h >18L e osmolarità >285mmol/l indica un problema psicogeno. DD tra DI centrale e altre cause di poliuria; diuresi osmotica, diabete nefrogeno, insufficiente concentrazione delle urine. La DD si fa misurando i soluti urinari, la creatinina e gli elettroliti. Terapia ;
  1. Acuta; somministrazione di soluti che diminuisce la concentrazione di sodio. Terapia per monitorare l’equilibrio circolatorio del pz. Terapia con glucosio al 5%. Terapia con soluzioni isotoniche o ipotoniche di NaCl.
  2. Cronica; trattamento per ridurre il flusso urinario e la polidipsia. Terapia con Desmopressina, cloropropamide, diuretici tiazidici. DIABETE INSIPIDO RENALE ; Sintomi ; poliuria, normale filtrazione renale ed escrezione di soluti. Urine ipotoniche. Alte [AVP]. Cause ;
  3. Familiari; associate al cromosoma X o autosomiche recessive.
  4. Acquisita; malattia renale tubero-interstiziale (anemia falciforme, amiloidosi, uropatia ostruttiva, malattia del rene policistico), disordine degli elettroliti (ipopotassiemia, ipercalcemia), farmaci (litio, demeclociclina, vincristina), gravidanza. Clinica ; ipovolemia, ipernatriemia, ipertermia. Effetti sul SNC. Nei bambini; ritardo fisico/mentale. Funzione renale ; mancata risposta ad AVP; dotto collettore perde la capacità di concentrare le urine Concentrazione di AVP ; normale ↑ [AVP] in risposta a valori osmolarità plasmatici >280mmol/l. Patofisiologia ; ridotta escrezione di cAMP in risposta all’AVP e perdita degli effetti legati alla stimolazione dei rec V2. Mentre gli effetti del legame ai V1 sono preservati. Basi molecolari molecolari della malattia ;
  • (^) mutazioni del gene del rec V2 (X-linked). Il rec mutato può; non legare l’AVP, non esprimersi sulla membrana, non trascritto affatto.
  • (^) Mutazioni del gene di acquaporina 2 (a. recessiva); difettosa trasmissione del segnale di AVP Diagnosi ; storia familiare, clinica (polidipsia, poliuria, ipostenuria che non risponde alla somministrazione di AVP) Terapia ; Mantenimento di adeguata idratazione. FANS per ridurre il flusso urinario. Diuretici + amiloride riducono la poliuria. Altre cause di sindrome iperosmolare ; eccesso di mineralcorticoidi, gravidanza, diuresi osmotica, encefalopatia ipertonica, ipokaliemia e ipercalcemia.

Il recettore della vit. D è una proteina nucleare; dominio che lega la vit. D e uno che lega il DNA.

  • è presente in 30 tipi cellulari. Regola l’espressione genica. Geni bersaglio della vitamina D ;
  • (^) Aumenta l’espressione di; rec per la vitamina D, proteine leganti il Ca, pompe del calcio, osteocalcina, fosfatasi alcalina, 24-idrossilasi
  • (^) Abbassa l’espressione di; PTH, collagene, IFN-gamma, IL2, 1a-idrossilasi. OSTEOMALACIA ; patologia che deriva da deficit di vitamina D. Si ha una alterata mineralizzazione dell’osso ed un eccesso di matrice ossea non mineralizzata (osteoide). RACHITISMO ; se la osteomalacia si verifica prima della saldatura ossa (neonati, bambini). ⌑ Dovuta alla mancanza dei raggi solari che causa una carenza di D3. ⌑ I pz hanno dolore osseo, fratture, debolezza muscolare, deformità ossee. Rachitismo ereditario Vitamina D dipendente;
  • (^) Tipo I; autosomico recessivo. Difetto nella trasformazione di 25-idrossicolecalciferolo in 1,25- diidrossicolecalciferolo
  • (^) Tipo II; autosomico recessivo. Mutazione che inattiva il recettore. Deficit di vitamina D ;
  • (^) Carente apporto alimentare
  • (^) Deficit di sintesi
    • (^) Difettoso assorbimento
    • (^) Alterato metabolismo della vitamina D Metabolismo del Ca; il minerale più rappresentato nel corpo (1000-1200g). ⌑ 99% si trova nello scheletro e denti. 1% nei tessuti molli e fluidi ⌑ Il range di Ca nel siero è mantenuta tra 2.2-2.6 mmol/L. La regolazione ormonale è cosi stretta che non si devono avere variazioni di più del 1%. ⌑ Fonti di Ca ; latte e derivati (formaggio), pesce, ortaggi, nocciole ⌑ Funzioni del Ca
  • (^) Componente del tessuto osseo
  • (^) Normale funzionamento di alcuni enzimi
  • (^) Processi di coagulazione del sangue
  • (^) Mantenimento del normale permeabilità al Na delle cellule nervose
  • (^) Neurotrasmissione; mantenendo l’eccitabilità delle membrane.
  • (^) Processo di accoppiamento eccitazione-contrazione muscolare
  • (^) Segnale intracellulare per alcuni ormoni. Livello di Ca sierico
  • (^) Ca totale; 9-11mg/dl
  • (^) Ca ionizzato 4.7 (45%); la forma attiva. Favorita dalla diminuzione di pH.
  • (^) Ca legato a proteine (albumina) 4.8 (50%). Favorita dall’aumento di pH.
  • (^) Ca complessato con fosfato, citrato, lattato… 0.6 (5%) Assorbimento del Ca ; attivo (pompa Ca++—ATPasi, proteine di trasporto; CaBP, transcalciferina)
  • (^) Viene introdotto sotto forma di sali. Assorbito nel tenue.
  • (^) Negli adulti meno della metà del Ca dietetico viene assorbito. NOTA; l’acido citrico e il lattosio aumentano l’assorbimento del Ca.
  • (^) Un pH intestinale più acida favorisce la forma ionizzata e quindi favorisce il suo assorbimento. INDAGINI
  • (^) PTHrP 0-1.5 pmol/L. Una ipercalcemia di origine neoplastica causa una variazione di PTHrP.
  • (^) AMPc Urinario 1-11,5μmol/L; indicata nello pseudoipoparatiroidismo
  • (^) Calcitonina (<20pg/mL in donne e <28pg/mL in uomini); indica carcinoma midollare tiroidea
  • (^) Metaboliti della vitamina D;
    • (^) 25-idrossicolecalciferolo (5-55 ng/mL) si ritrova ridotta in sindromi da malassorbimento.
    • (^) 1,25-diidrossicolecalciferolo (20-75 pg/mL); alterata nel rachitismo D dipendente tipo II
  • (^) Osteocalcina (3-13 ng/mL); alterata in osteoporosi, osteomalacia, morbo di Paget, rachitismo
  • (^) Fosfatasi Alcalina (3-100U/L nella donna e 45-115 U/L nell’uomo); alterata in caso di un accelerato turnover osseo.
  • (^) Idrossiprolinuria (5-65 mg/die)
  • (^) Cross-link piridinolici; piridinolina PID e desossipiridinolina D-PID; sono marcatori del riassorbimento osseo.
  • (^) Telopeptide N- terminale del collagene TNX; porzione del collagene contenente le piridinoline 8-95 nmol/mmol di creatinina nelle donne pre-menopausa, 12-180 nmol/mmol di creatinina nelle donne post-menopausa, 85nmol/mmol di creatinina in uomini.
  • (^) Test che stimola il PTH; indicato nelle pseudoipoparatiroidismo in cui non aumenta il cAMP (come deve aumentare nel soggetto normale). ⌑ Il rimodellamento osseo dipende dai reperti di PTH e calcitonina che controllano il movimento del Ca dentro e fuori dell’osso. Anche gli estrogeni hanno un ruolo (per questo l’osteoporosi e molto più spiccata nella donna in cui gli estrogeni hanno delle cicliche fluttuazioni). Anche l’alimentazione, l’esposizione al sole sono molto importanti nella maturazione ossea. Regolazione del metabolismo osseo
  1. Fattori sistemici; PTH, calcitonina, vitamina D, estrogeni, ormoni tiroidei, GH, glucocorticoidi
  2. Fattori locali; correnti piezoelettriche, citochine (TNF, interleuchine, TGF…) Sistema OPG/RANKL; L’eq. osteoblasto/osteoclasto permette il giusto rimodellamento osseo. ✷ L’osteoblasto presenta il RANKL ( citochina della famiglia TNF-ligands) che lega il recettore RANK negli precursori degli osteoclasti permettendo la loro attivazione e la differenziazione in osteoclasti e inibendo la loro apoptosi. ✷ L’osteoprotegerina OPG; glicoproteina della famiglia dei rec per il TNF; espressa dagli osteoblasti. Ha altissima affinità per il RANKL a cui si lega impedendo la sua legame al RANK. Calcitonina ;
  3. A livello osseo inibisce l’attività osteoclasti e stimola la proliferazione osteoblasti
  4. Nel rene; induce ipercalciuria e iperfosfaturia transitorie, attiva 1a-idrossilasi
  5. GI; riduce la secrezione del pancreas esocrino ed endocrino, riduce la secrezione gastrica, riduce la secrezione di sodio, potassio e cloro nel digiuno.
  6. SNC; induce analgesia, riduce il senso di fame e sete

IPERCALCEMIE ;

1. Iperparatiroidismo 1. Primario ; una o più ghiandole paratiroidi secernono autonomamente un eccesso di PTH che porta a ipercalcemia. Incidenza 0.1% popolazione, più freq >40anni, F.

  1. Adenoma (75-80%); delezione dei geni del cromosoma 1p/6q/15q/11q. Colpisce in genere un solo ghiandola.
  2. Iperplasia (20%); crescita policlonale, coinvolge tutte le ghiandole.
  3. Forme ereditate di iperplasia; MEN-I (mutazione del oncosoppressore menin); tumori delle paratiroidi, dell’ipofisi e dell’isola pancreatica. MEN-IA (mutazione del gene RET); carcinoma midollare di tiroide, feocromocitoma e iperparatiroidismo.

IPOPARATIROIDISMO; ipocalcemia

  • (^) Insufficienza delle ghiandole paratiroidi
    • (^) Tiroidectomia, radiazioni, autoimmune, ipomagnesemia, malattie metastatiche, s. di DiGeorge
  • (^) Resistenza degli ormoni PTH; pseudoipoparatiroidismo, ipomagnesemia Sintomi ;
  • (^) Tetania (iperattività muscolare); spasmo carpo-pedale dovuta all’ipocalcemia.
  • (^) Aumentata irritabilità neuromuscolare (segno di Trousseau, segno di Chvostek).
  • (^) Alterazioni mentali; ansia, emotività, depressione, confusione
  • (^) Manifestazioni neurologiche; Parkinson
  • (^) Affezioni oculari e dentari; calcificazione del cristallino con cataratta, difetti dello smalto.
  • (^) Allungamento del tratto QT dell’ECG Terapia ; goal; riportare la calciemia a 8.5-9mg/dl.
  • (^) Somministrazione lenta di Ca gluconato per via endovenosa
  • (^) Nell’ipocalcemia cronica si usa la somministrazione orale di sali di calcio. Pseudo-ipoparatiroidismo ; PTH normale o elevato ma gli organi sono resistenti ad esso. 4º metacarpo e metatarso più corte del normale.

OSTEOPOROSI ;

  • (^) Sindrome caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea con conseguente facilità alle fratture
  • (^) Comune negli anziani, particolarmente donne (hanno massa ossea minore rispetto agli uomini e in più hanno fluttuazioni continui degli estrogeni).
  • (^) Manifestazioni; fratture vertebrali (la colonna vertebrale si incurva e si accorcia—causa problemi sugli organi interni (affaticamento nella respirazioni, stipsi, rotture diaframmatiche…)), frattura del femore (può avere un esito fatale) ⌑ DD; Osteoporosi; perde matrice osteoide. Osteomalacia; alterazione della mineralizzazione. ⌑ La massa ossea totale raggiunge il valore max nella terza decade di vita. è positivamente influenzata da esercizio fisico e giusto apporto di calcio. Dai 35 anni inizia la riduzione della massa ossea (più rapida nelle donne a causa delle gravidanze e della menopausa) Classificazione
  • (^) Primitiva; giovane idiopatica, postmenopausa, senile, localizzata (disuso, paralisi, atrofia Sudek)
  • (^) Secondaria
    • (^) Disordini endocrini; iperparatiroidismo, Cushing, ipogonadismo, ipopituitarismo, diabete
    • (^) Emopatie; mieloma multiplo, leucosi, linfomi
    • (^) Malattie GI; epatopatie croniche, Crohn, morbo celiaco
    • (^) Malattie infiammatorie croniche; sclerosi multipla, Artrite reumatoide
    • (^) Osteoporosi da malnutrizione, corticosteroidi, farmaci, fumo Clinica ;
  • (^) Fratture ricorrenti; anca, polso, vertebre
  • (^) Sintomi acuti; dolore intenso/localizzato, contrattura muscolare, ↓ motilità articolare
  • (^) Le fratture vertebrali possono essere asintomatiche. Associate solo con riduzione dell’altezza.
  • (^) Calo ponderale Diagnosi di lab. Si fanno per escludere altre cause di dolore osseo, per individuare le possibili cause, valutare la velocità di perdita della massa ossea ⌑ Emocromo, protidogramma, VES, transaminasi, TSH/T3/T4, calciemia, fosforemia, creatininemia, calciuria di 24h, cortisoluria di 24h, calcitonina, PTH, marker di turnover osseo… ⌑ Marker di turnover osseo; dosabili nel siero e urine. Sono elevati in caso di osteoporosi.
    • (^) Marker della neoformazione ossea; fosfatasi alcalina, osteocalcina
    • (^) Marker di riassorbimento osseo; idrossiprolina, piridinolina, desossipiridinolina

Diagnosi strumentale ;

  1. Radiologia; evidenzia le fratture (solo se si è già persa il 30% della massa ossea).
  2. Tecniche densitometriche; per misurare la massa ossea (evidenziare perdite). La riduzione della massa ossea si esprime con T-score; (osteopenia; T-score -1– -2.5 // osteoporosi; T.score -2.5)
  3. Biopsia ossea; per confermare l’osteoporosi ed escludere una osteomalacia Terapia osteoporosi ;
  4. Stile di vita; assunzione di Ca, vit. D, esercizio fisico, eliminare fumo…
  5. Farmaci;
    1. Bifosfonati; riducono la capacità di osteoclasti di riassorbire osso e ne accelerano l’apoptosi
    2. Calcitonina; riduce il riassorbimento osseo
    3. Estrogeni; prevenzione della perdita ossea in donne peri/post-menopausa
    4. Raloxifene; modulatore del recettore per gli estrogeni
    5. Teriparatide; stimola la neoformazione ossea MALATTIA DI PAGET
  • (^) Disordine dell’osso unificate o multifocale con osteoporosi irregolare accompagnata con neoformazione ossea. Prevalentemente negli anziani.
  • (^) Causa sconosciuta. Si osservano particelle simil-morbillose nelle ossa affette. Presenta una certa distribuzione geografia (rara in Asia, rarissima in Africa)
  • (^) Clinica ;
    • (^) Spesso asintomatica; si vedono solo modificazioni radiografiche.
    • (^) Dolore notturno, non correlato al decubito
    • (^) Anomale scheletro; cifosi/scoliosi, cranio ingrossato, tibia a sciabola, stenosi spinale
    • (^) Ossa interessate calde; iperaffluso sangue
      • (^) Osteoartrosi dalle incongruità articolare
      • (^) Fratture
      • (^) Sintomi da compressione nervosa
      • (^) Sordità; da otosclerosi
      • (^) Insufficienza cardiaca
      • (^) Sarcoma osseo nel 1% dei casi
  • (^) Diagnosi ;
    • (^) Esami di laboratorio; idrossiprolina urinaria (misura il riassorbimento osseo, tipicamente alta), fosfatasi alcalina ossea (per monitorare l’attività di malattia e valutare i risultati della terapia)
    • (^) Scintigrafia ossea; per determinare l’estensione del coinvolgimento osseo
    • (^) Radiografia;
      • (^) Lisi ossea; da ↑ attività degli osteoclasti
      • (^) Sclerosi; da ↑ attività degli osteoblasti
        • (^) Aumento del volume osseo
        • (^) Lesioni litiche a fiamma in ossa lunghe

IPERTENSIONE ; condizione di aumentato volume ematico che induce un aumentata pressione

sanguigna. Pa normale 75-80 mmHg (diastolica—dalla contrazione atriale. Non tollera variazioni pressorie poiché nell’atrio sx arriva il sangue ossigenato ed è importante che questi vasi rimangono liberi per assicurare l’ossigenazione dei tessuti)—120-140 mmHg (sistolica—dalla contrazione ventricolare). Varia tra i sessi, le diverse fasce d’età. La midollare del surrene; un ganglio del sistema nervoso simpatico che in risposta a stimolazione da acetilcolina prod e rilascia catecolamine , cromoganina, ATP, peptidi oppiodi, adrenomedullina

  • (^) 2 tipi di cellule cromaffini (feocromociti producenti adrenalina e noradrenalina+dopamina) CATECOLAMINE ; ormoni prodotti nella midollare surrene. Dopamina, adrenalina, noradrenalina
  • (^) Prodotte a partire dalla tirosina. Vengono rilasciate in risposta alla stimolazione simpatica. Le vescicole sintetiche sono immagazzinate vicino la membrana e sono Ca++ dipendenti.
  • (^) Hanno un azione immediata; emivita breve 10sec-1.5 minuti.

IPERTENSIONE DA CAUSE ENDOCRINE Pa >85 (diastole) e >140 mmHg (sistole)

  • (^) 3-4% dei casi di ipertensione. Assenza di familiarità. Compare prima dei 20 anni. Improvviso. Cause primarie - (^) Iperaldosteronismo
    • (^) Primario; adenoma, iperplasia, carcinoma Tumori secernenti estrogeni e androgeni; causano ipertensione con ipopotassiemia
      • (^) Steroidi sessuali ad alte dosi inducono iperaldosteronismo secondario; aumentano la sintesi di renina e angiotensinogeno
    • (^) Secondario ad ipertensione maligna, stenosi nefro-vascolare, tumori secernenti renina, sindromi edemigene (cirrosi, sindrome nefrosica…)
  • (^) Eccesso di mineralcorticoidi; deficit enzimatici
  • (^) Feocromocitoma e paragangliomi
  • (^) Iper-reninismo; alterazione a livello della produzione di renina.
  • (^) Iatrogene; assunzione di estrogeni/androgeni, cortisone, GH, ac gliclirrizinico Cause secondarie
  • (^) Cushing ; nel 80% dei pz con Cushing si ha ipertensione a causa di una inibizione da parte del cortisolo della vasodilatazione indotta dalle chinine-bradichinine e prostaglandine.
    • (^) Il cortisolo inoltre stimola la prod di renina e angiotensinogeno; aumenta la sensibilità del cuore e vasi alle catecolamine e inibisce il loro metabolismo. Promuove il riassorbimento Na. - (^) Tireopatie
    • (^) Ipotiroidismo; ipertensione diastolica nel 20% dei pz; aumento dell’attività alfa-adrenergica
    • (^) Ipertiroidismo; ipertensione sistolica con ↑ della differenziale per un ↑ dei rec ß-adrenergici
  • (^) Acromegalia ; nel 50% si ha ipertensione dovuta all’aumento del riassorbimento renale del Na dovuta all’insulino-resistenza e agli effetti diretti del IGF1 sui vasi.
  • (^) Iperparatiroidismo ; l’ipercalcemia causa ipertensione dovuta alla vasocostrizione indotta dal Ca
  • (^) Sindrome da resistenza al cortisolo ; rara, familiare
    • (^) Aumento di cortisolo ematico ma ritmo circadiano normale
    • (^) In forme gravi; ipertensione, ipopotassiemia, alcalosi metabolica
    • (^) Nella donna può causare iper-androgenismo
    • (^) Terapia; desametazone ad alte dosi
  • (^) Diabete mellito ed Obesità ; si ha ipertensione nei 50% dei casi dovuta alle complicanze arteriosclerotiche e microvascolari renali, dovute anche all’effetto dell’insulina resistenza nel DM2. L’iperinsulinismo aumenta il riassorbimento renale di Na e del tono adrenergico.
  • (^) Iatrogene ; Terapia estrogenica ; non viene più utilizzata. Nelle donne può causare ipertensione iatrogena (dall’aumentata sintesi epatica di angiotensinogeno) con iperaldosteronismo secondario Indagini per valutare le malattie della corticale surrenalica
  • (^) 1º livello; Na, K, aldosterone ematico/urinario, attività della renina plasmatica
  • (^) 2º livello; desossicorticosterone, test al captopril
  • (^) TC/RNM, Scintigrafia on iodo-colesterolo, Cateterismo venoso surrenale bilaterale Clinica
  • (^) Tireotossicosi; calo ponderale, tachicardia, iperidrosi, tremori
  • (^) Cushing ;obesità centripeta, strie rubre, irsutismo
  • (^) Sindrome adreno-genitale; amenorrea, virilizzazione, pseudo-ermafroditismo
  • (^) Acromegalia; aumento di volume delle parti sacrali
  • (^) Feocromocitoma; pallore, tachicardia, tremori, ipertensione, dolori addominali
  • (^) Iperparatiroidismo; ulcera peptica, nefrolitiasi
  • (^) Alcalosi da iperaldosteronismo; nicturia, parestesie, astenia, adinamia, disturbi visivi

TIROIDE

- Embriologia ; origine endodermica.

- Origina nella 4-6 settimana di vita da una invaginazione della base del lingua.

- Si forma in un diverticolo dell’endoderma lungo la linea mediana della superficie ventrale tra

la prima e seconda tasca faringea. Discende causalmente nella parte anteriore del collo.

- Nella 7-8 settimana ha la sua forma definitiva (2 lobi laterali collegati dall’istmo. Ogni lobo e

composto da lobuli contenenti 20-40 follicoli tiroidei immersi in una trama connettivale ricca di capillari ematici e linfatici.).

- Nell’adulto pesa 30-50g, addossata sulla trachea.

- Follicolo ; unità funzionale della tiroide; vi si trovano; tireoglobulina (Tg) immersa nella colloide,

tirosina, iodio, tiroxina (T4), triiodiotirosina (T3)

- Problemi durante la vita fetale causa problemi irreversibili; cretinismo, nanismo

- Produce e secerne;

- T4 (inattiva, emivita più lunga, più abbondante, si trasforma in T3) e T3 (la forma attiva);

richiesti per l’omeostasi. Influenzano differenziamento, crescita, metabolismo di tutti i tessuti

- Calcitonina; secreta dalle cellule C della midollare. Regola la calciemia insieme al PTH.

TSH ; regola la produzione, secrezione degli ormoni tiroidei e la crescita della tiroide. La sua secrezione è regolata con feedback negativo mediato dai T4/T3 ed è stimolata dal TRH.

- Stimoli +; Stress, Temp, TRH, ADH, endorfina, adrenalina, estrogeni, prostaglandine, dopamina

- Stimoli negativi; serotonina, gastrina, corticosteroidi, testosterone

Sintesi di T4/T

  1. Assorbimento di iodio con la dieta
  2. Trasporto attivo, captazione e concentrazione di iodio dalle cellule follicolari della tiroide
  3. Ossidazione dello iodio e iodinazione della Tg nei residui di tirosina per formare MIT e DIT. Reax catalizzata dalla TPO (tireoperossidasi) che lega lo ioduro e la tirosina. Questa enzima adopera la H2O2 come ossidante per lo (I-)
  4. Accoppiamento dei residui iodio-tirosina (MIT e DIT) per formare T4 (2DIT) e T3 (MIT+DIT)
  5. Proteolisi della tireoglobulina con rilascio di T4/T3 nel circolo. La Tg viene riassorbita nelle cellule follicolari in vacuoli che si fondono con i lisosomi a formare fagolisosomi dove viene idrolizzata a T4 e T3 che vengono secrete. Iodio ; si prende dall’assunzione di frutti di mare, pane, prodotti caseari, sale iodato…

- Assunzione giornaliera consigliata 150μg/die.

- Non si sintetizza dall’organismo. Quindi è necessario prenderlo dalla dieta.

- Si trova a livello ematico come anione ioduro I-

- L’accumulo di ioduro nella tiroide è un processo attivo (canali di simporto Na-I (NIS)—proteina

di membrana) stimolato dal TSH

T4 ; il principale prodotto secretorio della tiroide; 70-90μg/die. È biologicamente inattivo.

- 41% viene convertito in T3; attivo

- 38% viene convertito in reverse T3 (rT3); inattivo

- 21% è metabolizzato con altre vie (coniugazione, escrezione nella bile)

T3 ; 15-30μg/die; l’ormone attivo; deriva da due processi;

- 20% produzione diretta di T3;

- 80% deriva da deiodazione di T4. La conversione avviene nel fegato (di meno nei reni).

Concentrazioni normali circolanti; T4 (4.5-11μg/dl). T3 (60-180ng/dl).