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Giovanni Maria Bertin, filosofo italiano, si è trasferito a Palermo da adolescente e ha iniziato la sua carriera letteraria. Ha scritto 12 novelle pubblicate su 'l'ora' e ha sviluppato un pensiero influenzato dal filosofo razionalista Banfi. Bertin ha affrontato temi sociali e politici, confrontandosi con l'apertura intellettuale verso la contestazione studentesca. Il suo pensiero è stato caratterizzato da tensioni e inquietudini, che lo hanno portato ad affrontare gli aspetti imprevedibili dell'esistenza. Bertin sostiene che l'Io e il mondo debbano essere considerati come figure o simboli dell'esperienza universale, sospesi dal giudizio. La relazione tra Io e mondo è una struttura unitaria, che converge in una relazione problematica. L'esperienza è sempre problematica, con una sintesi parziale tra il prevalere dell'Io o del mondo. L'integrazione razionale è necessaria secondo il principio regolativo della problematicità.
Typology: Study notes
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Bertin si trasferì negli anni dell'adolescenza a Palermo, dov'è dieta bio i suoi esordi letterari virgole di orientamento e razionalistico. Scrisse 12 novelle pubblicate sul quotidiano "l'ora": scritti popolati da personaggi che rifuggono nella realtà e cercano la soluzione improbabile dei loro problemi nell'immaginazione e nel sogno. Il suo pensiero fu influenzato dall'incontro con il filosofo razionalista Banfi. La sua conversione al razionalismo critico emerse in due scritti: "La Caratterologia" e "Esistenzialismo, mazismo, problematicismo". Il suo interesse per la dimensione sociale e politica lo portò ad avere un atteggiamento di grande apertura intellettuale nei confronti della contestazione studentesca, che era una straordinaria occasione di dialogo con gli allievi è una sfida pedagogica. L'avvicinamento al pensiero del filosofo tedesco Nietzsche caricò la sua riflessione di tensioni e inquietudini, che lo portarono a confrontarsi con gli aspetti irregolari e imprevedibili dell'esistenza, a cui continuò però a opporre la fede nella razionalità creatrice. I FONDAMENTI TEORETICI La struttura dell'esperienza Per superare le difficoltà poste dall'assolutizzazione del soggetto, cioè dell'io, operata dall'idealismo e dalla assolutizzazione dell'oggetto, cioè del mondo, operata dal positivismo, Bertin ritiene che si debba sospendere il giudizio su che cosa siano l'Io e il mondo (spirito, natura ecc) e quindi di considerarli come figure o simboli dell'esperienza colta nella sua universalità. La relazione originaria di Io e mondo Quando si sospende il giudizio sui dati di realtà delle esperienze concrete quel che resta dell'esperienza è il suo modello formale, la sua struttura, il fatto che l'esperienza è relazione di un soggetto rispetto a un oggetto. -fondamentale è il carattere razionale dell'esperienza. -laver individuato che l'esperienza si istituisce nella relazione di io e mondo comporta, s Pertini, che io e mondo non sono riconducibili a unità e quindi fanno valere esigenze che si escludono a vicenda, per esempio: il gioco si oppone al lavoro ecc.. al carattere strutturale della relazione si legga così lantin omicida ha degli elementi che è costitutiva dell'esperienza.
Problematicità dell'esperienza istanza di razionalità Secondo bertin dopo aver rilevato che io e mondo sono poli antinomici di una relazione si deve anche riconoscere che pur se portatori di esigenze divergenti, sono chiamati a convergere in quanto sono all'interno di una struttura relazionale unitaria. Ne consegue che l'esperienza è sempre problematica nel senso che realizza sintesi parziali, sbilanciate tra il prevalere del io o del mondo. La necessità di una integrazione razionale si configura nei termini del principio regolativo della sua problematicità. Tutti questi sono per Bertin, criteri metodologici di fondazione e di analisi dell'esperienza educativa. L'esperienza educativa tra problematicità e razionalità Gli elementi costitutivi dell'esperienza sono gli stessi che caratterizzano l'esperienza pedagogica. Questa si dispone pertanto su due piani:
La metodologia della pedagogia problematicista Per quanto riguarda l'educazione e la didattica, Bertin e insiste sull'orientamento da assumere rispetto al processo di formazione della personalità degli alunni. La personalità istituisce nel rapporto di io e mondo. Il momento dell'Io Esso include tutti quegli elementi inerenti all'individualità del soggetto: -pulsioni, interessi, tendenze, attitudini, spontaneità e creatività. Bertin, che si muove sul piano della filosofia dell'educazione non si interroga sulla natura delle componenti che caratterizzano l'individualità del soggetto, ma gli basta aver chiarito, esaminando la struttura dell'esperienza, che i motivi soggettivi e quelli ambientali sono fortemente intrecciati e allo stesso tempo distinti; e anche prendere atto dell'originalità del soggetto. Il momento del mondo Include tutti quei fattori che siamo soliti considerare esterni rispetto al soggetto. Anche per il momento di oggettività, ciò che interessa Bertin è chiarire che esso ha una propria distintività e irriducibilità. L'interazione soggetto-oggetto nella vita personale Secondo Bertin, l'interazione soggetto-oggetto, suggerisce sul piano metodologico una doppia esclusione:
farsi carico delle possibilità che gli sono aperte da un orizzonte di razionalità in cui può accedere con il proprio impegno in direzione di ragione. Educazione alla ragione L'educazione della ragione è un'esperienza caratterizzata da alcuni tratti specifici. L'educazione alla ragione aspira a potenziare il soggetto in ciò che ha di originale, come la cultura ambientale, interessi, valori, attitudini, grado di sviluppo ecc.., e contemporaneamente, a mettere in discussione l'intero mondo dell'io, per ampliarne l'orizzonte culturale e di vita; allo stesso tempo aspira a valorizzare l'universo dei dati culturali, dei valori, della realtà sociale, mettendoli però in discussione con spirito critico della personalità in formazione.