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1. Introduzione generale
- L’ombra della salute mentale é la sofferenza; la salute entra in crisi quando compare la sofferenza e l’incontro con la stessa corrisponde all’incontro con parti di noi.
- Signora con il bouquet in mano: paradigma →ogni volta che svelo qualcosa dell’altro, conosco qualcosa di me.
- Mettere distanti cose che sentiamo vicine e mettere vicino cose che sentiamo distanti.
Variabili impatto malattia – Bambola di Macheau
Tre variabili che definiscono la vulnerabilità complessiva; facendo cadere una bambola, essa si romperà più o meno a seconda:
- Materiale di cui è composta – principio patoplastico: caratteristiche personali, resistenza ai traumi, ognuno per com’è fatto subisce un’impatto diverso.
- La forza con cui è stata gettata – entità del trauma: intensità del trauma e durata dell’evento. Trauma impattante o meno. Onda lunga.
- Materia del suolo – contesto: ambiente, possibilità di accedere a un aiuto o meno, accogliente o meno.
Tre domande fondamentali
- Come stai? →divergenza tra salute fisica e il benessere; dire che si sta bene non corrisponde al sentirsi bene.
- Come ti senti? →livello di identificazione con la malattia o con la situazione vissuta, agentività (dimensione piu o meno attiva rispetto alla vita; posso combattere ed espellere la situazione o chiedere a qualcun altro di fare qualcosa. Se vi è un ruolo attivo e sentimento che la condizione vi appartiene, allora mi prendo cura di me stesso. Se il ruolo è passivo e la condizione mi appartiene, potrei desiderare di essere curata da qualcuno. →l’autonomia umenta la sensazione di benessere.
- Sei normale? →aggrava la condizione della solitudine; non essere normali fa soffrire così tanto che si può impazzore. Tutti i principi di anormalità possono portare a una condizione tale da creare disturbi.
Tre dimensioni della follia
- Identitaria: chiedersi se si è normali o mano
- Stigmatizzante: tramandata nel tempo, non cambia facilmente e non viene facilmente acettata.
- Spaziale: sei fuori →”squilibrato” →porta sempre in territori altri.
2. La storia della follia
- Fine 400: Gaetano Donizzetti →sifilide e psicosi organica; progressiva regressione sistema nervoso centrale, paralisi cerebrale, cercano di riportarlo alla dimensione loro.
- Lucia di Lammerbud →impazzita perché esposta a una pressione emotiva, uccide lo sposo.
- Follia deriva da un malfunzionamento a livello del sistema nervoso centrale o ci può essere anche un tipo di follia che scaturisce da componenti emotive, che portano alla disperazione?
- Anche quando follia inconcepibile →credere all’altro.
- Fino a gran parte 700 →due tipi di istituzioni psichiatriche
- La storia della psichiatria inizia con Ippocrate, si sviluppa con i progressi della scienza e della medicina.
- Prima metà 700 due interpretazioni dominanti: o Malattia mentale come alterazione materiale del cervello o del cranio o Malattia meentale ricondotta a un disordine funzionale del sistema nervoso
- Sguardo lancista vs squilibrio delle passioni.
- Organicista → 1917 - 1952, progresso scienze importante; guarire la malattia attraverso l’agire sul corpo. o 1917 premio Nobel: infettare con la malaria per ridurre dimensione dei disturbi. o Premio nobel schivato con la sulinoterapia o 1935: lobotomia frontale o 1938: invenzione elettroshock
- Ricerca dell’agente patogeno
- Socrate afferma che epilessia è male del cervello e non per mano di dio, inaugura i fluidisti.
Fluidisti
Corpo regolato da 4 fluidi, a seconda del loeo equilibrio dimensioni diverse
- Eccesso di sangue: sanguigno →aria
- Eccesso di bile nera: melanconico, abbassamento umore→terra
- Eccesso di flegma: flegmatico, freddino, composto, mantenimento del controllo→acqua
- Eccesso di bile gialla: collerico, perdita del controllo, basta poco per attivarlo→fuoco Intuiscono che oltre ad essere in relazione con il nostro organismo, siamo in relazione con il mondo che ci circonda. È normale oscillare a livello dell’umore, anche durante la giornata, ma gli antichi affermano che vi è un problema quando nella quotidianità non ci sono momenti di oscillazione, ma un rimanere chiusi o fermi. →i fluidi devono essere in equilibrio: problema se si bloccano. →se l’oscillazione è troppo grande, compare la dimensione clinica. →se l’oscillazione ha una frequenza troppo rapida, compare la dimensione clinica. Nel Medioevo, dopo Ippocrate: viene fondata un istituzione per cui si passa dalla dimensione scientifica a quella teologica. Nel 1437 pubblicata una guida, manuale, con la classificazione del tipo di demonio e gravità della possessione. All’origine i sistemi di classificazione avevano come scopo quello di riordinare il mondo, ma togliendo ciò che è diverso.
- 1400 navi dei folli
- Nel 1600 Luigi 13° fonda l’ospedale generale di Parigi →scopo custiodalistino, non di cura.
- 1600 rinascita delle scienze
Parole chiave per comprendere la complessità dell’approccio al malato mentale
- Segreto: sintomi che esprimono dolorosa e segreta esperienza che ha segnato la vita, occorre penetrare nel segreto.
- Diffidenza: verso tutti coloro che vogliono penetrare la loro interiorità per comprendere il segreto, non fare domande dirette sullo stato mentale.
- Ripugnanza: la follia la suscita in chi osserva, superare barriere e comprendere il segreto che svela la sofferenza, attraverso superamento della diffidenza, avvicina il curante al paziente e diminuisce la ripugnanza per le sue caratteristiche.
- Candore: atteggiamento di modi affettuosi in contrasto ad arroganza e pregiudizi. →Permettere al paziente di fare ciò che gli piace e inviolabilità dignità umana. →Ciò che causa la follia sono avvenimenti della vita sventurati che colpiscono onore e vitalità, che fanno scaturire un disgusto nei confronti della vita. →Si avvicina a una prospettiva psicoanalitica, rivendica il primato dell’affettività sull’intelletto nell’ambito della sfera morale, affermando che i disturbi intellettuali ne sono la conseguenza. Cos’ha lasciato Pinel?
- Esigenza internamento e organizzazione rigorosa e a carattere sanitario del manicomio
- Sviluppo psichiatria intesa come scienza rigorosamente empirica
- Critica organicismo ed eziologia psicologia della malattia mentale
- Trattamento morale →1817, Esquirol, allievo di Pinel, studia allucinazioni ed è il primo a fornirne una definizione valida (distinguendola da illusione), inoltre, tratta la paralisi generale (o progressiva, o demenza paralitica).
I degenerazionisti
→1800: approccio organicista →Teorie che fanno riferimento alla dimensione somatica, alla medicalizzazione della malattia mentale.
- Malattia come regressione sul piano evolutivo.
- Morel: malattia come deviazione morbosa della specie. Il folle è regresso a forme più arcaiche.
- Grande diffusione durante il positivitismo
- Sostengono che la società moderna abbia un impatto psichico negativo sui soggetti →la società può far ammalare le persone; società che predilige la standardizzazione.
- 1950: prima idea di manicomio cantonale ticinese.
- 1900: Freud interpretazione sogni, ma fine 800 intuisce delle basi per la neurologia moderna Darwin: origine della specie →psichiatria che considera la follia come colei che disfa la trama evolutiva, perché nelle malattie mentali vi è la perdita delle funzioni superiori (linguaggio, logica, …). Tutto ciò che è patologico è un tornare o non riuscire a uscire da un funzionamento arcaico.
Emil Kraepelin
- Organicista →psichiatria positivista (800-900)
- Concezione naturalistica, malattia pari a una pianta
- Ogni malattia come processo naturale causato da inflessibile casualità deterministica
- 1887: trattato di psichiatria; mostra parentela con i degenerazionisti.
- Follia si trasmette da generazione in generazione e peggiora nel tempo.
- Idea che da vita alle teorie egenetiche.
- Secondo lui i casi di guarigione sono errori. 3 elementi fondamentali nella sua visione:
- Malattie mentali perlopiu derivano da alterazioni cerebrali sconosciute
- Anche se soggettivi, i sintomi possono essere osservati, descritti e valutati con parametri quantitativi
- Tutto ciò che è soggettivo è irrilevamente per la valutazione psichiatrica Ha sistematizzato alcune malattie mentali, ha avuto modo di vedere tanti pazienti:
- Ricoverati per tanto tempo e poteva vederne il decorso
- Poteva vederli senza alcun tipo di interferenza siccome non c’erano ancora gli psicofarmaci Costruisce due delle più grandi categorizzazioni: ➔ Gruppo esogeno: la causa della malattia è esterna, dimensione destrutturante degli eventi traumatici.
- Cause somatiche: connettono direttamente con mutamenti fisici del nostro organo
- Cause psichiche: agiscono per intromissione nei processi psichici; ogni cambiamento psichico ne provoca uno fisico. ➔ Gruppo endogeno: malattie che alcuni soggetti producono; cause interne. Due gruppi morbosi:
- Gruppo morboso 1: disturbi maniaco-depressivi, prognosi favorevole, psicotraumatologia
- Gruppo morboso 2: demenza precoce, base organica, elementi fondamentali: o Prognosi: demenza precoce tendenza a evolvere precocemente verso la demenza o Sintomi tipici: compromissione attività sensoriale, sensazione di essere compenetrato, toccato, influenzato. Disturbo del potere critico. Ottundimento emotivo, perdita dell’unità interna, sproporzione fra rappresentazione ed emozione, concetto di scissione dell’interpretazione della schizofrenia. Classifica delle malattie mentali secondo 3 grandi categorie:
- Criterio anatomico: problema della possibilità di correlare somatico e psicologico
- Criterio eziologico: ciò che causa la malattia mentale.
- Criterio sintomatologico: esigenza di portare ricerca psicologica da un livello descrittivo a strutturale; distinguere cio che è necessario dai sintomi caratteristici del processo morboso, rispetto a quelli generali che non sono specifici nella patologia. Considerare anamnesi, esordio, decorso sintematologico ed esito. Continua osservazione di tutti i casi.
Eugen Bleuer
Vasta esperienza clinica nelle piu gravi patologie psichiche, prima fra tutte la dementia praecox descritta da Kraeplin. 1911, chiama la demenza precoce schizofrenia. Schizofrenia: perdita di un’unità interna, scissione tra contenuto ed espressione emotiva, autismo e ambivalenza. Gli altri sintomi sono tentativi di reagire a quelli fondamentali (che sono organici). →La sistematizza →secondo lui la demenza non fa parte dei sintomi della stessa, demenza come disturbo generalizzato, non compromette selettivamente solo alcune attività intellettuali, ma in modo indiscriminato e duraturo l’intera attività intellettuale.
3. Le empatie
È un concetto multidimensionale.
- 1909 Tickner: sentire dentro, vocabolo nato in ambito filosofico.
- Varie forme di empatia e minore o maggiore automaticità di risposta alla reazione dell’altro unita alla maggiore o minore capacità cognitiva.
- Se mi metto nei panni altrui gli tolgo il posto →mettersi al fianco di
- 2001 Jeshua Green ha ripetuto l’esperimento della locomotiva di Philippa Foot →si attivano i centri emotivi (e non solo cognitivi e razionali) se si ha una maggiore conoscenza della persona.
- 90 Silvia Bonino: manuale piorinistico dell’empatia
Norma Feshbach
Empatia ha due componenti fondamentali:
- Cognitiva: componente di codifica, capacità di assumere il ruolo, la posizione o la prospettiva altrui. →Piaget: superamento dello stadio pre-operatorio, operazioni concrete, superare egocentrismo emotivo. Capacità di comprendere la costanza dell’interlocutore, entrare in una complessità logica.
- Emotiva: dimensione indispensabile per l’empatia →sale dell’empatia 3 principali visioni
- Assumere ruolo e sguardo altrui
- Riconoscere in modo indifferenziato le emozioni altrui
- Rispondere affettivamente alle emozioni altrui ➔prime due cognitive, l’ultima emotiva.
Martin Hoffman
Critica la visione della Feshbach: afferma che abbiamo anche la dimensione evolutiva dell’empatia, dice che ci sono empatie diverse in periodi della vita differenti. Più si è piccoli e piu dominano le componenti emotive, crescendo dominano quelle cognitive. →Introduce il concetto di evoluzione dell’empatia → Introduce la componente motivazionale: attivazione innata quando raggiunti dalla sofferenza altrui. Aiutando l’altro si crea uno stato di benessere e non farlo ne crea uno di colpa. Il “buon samaritano”; se è vero che l’empatia attiva la nostra sofferenza, occuparsi di quella altrui ci fa bene. C’è anche un disattivatore dell’empatia, il tempo: la nostra capacità empatica si attiva quando abbiamo una disponibilità mentale per accorgercene.
1. Alla nascita (o anni): distress empatico globale o contagio emotivo →siamo subito sensibili ai pianti altrui, ci attiviamo di fronte agli stati emotivi altrui. Ma si tratta di un induzione. Non la vive come emozioni altrui però, la fa propria. Ci attiva in due modi a. Imitazione motoria: attraverso questa, con una mimica possiamo ingannare, indurre il proprio sistema nervoso a leggerla come stato emotivo. Mimare fa si che all’interno della corteccia prefrontale si attivano gli stessi neuroni che si attivano nel soggetto osservato. Produce connessioni neuronali, l’imitazione motoria provoca la reazione fisiologica. Sentiamo ciò che esprimiamo. Neuroni specchio. b. Reazione circolare primaria: sensibilità alla comunicazione sociale, programmazione biologica che risponde in modo congruente agli stimoli sociali. È innata ma di tipo
specifico; se sento piangere si attiva il pianto ma non ancora lo stato emotivo dello stesso. →Si possono sperimentare anche in adultità.
2. 12 mesi: distress empatico egocentrico →Gesti di consolamento non verso l’altro ma verso sé stesso, riconosce che è esterno ma ancora molto egocentrico. Attribuisce agli altri stati emotivi che ha sperimentato in situazioni simili. 3. 3 - 4 anni: sviluppo della TOM (teoria della mente) →capacità di immaginare non solo la separatezza di sé stesso e l’altro, ma sapere che l’altro ha idee, opinioni ecc. diverse dalle mie. Es. esperimento due bambine e pallina nella scatola. 4. 6 anni: operazioni concrete →Per Hoffman è la vera empatia. Rappresentare il vissuto dell’altro come dell’altro. Distress empatico ma che dovrebbe farci rispondere coerentemente con le esigenze dell’interlocutore. Intercetta quello che fa stare male l’altro e sa cosa lo consolerebbe, ma se vede l’altra persona ridere pensa che sia passato tutto. Ci vuole la capacità ipotetico-deduttiva per capire che non è per forza così. 5. Dall’adolescenza: distress empatico oltre la situazione →salto nelle capacità cognitive, pensiero ipotetico-deduttivo. Ipotesi sulla realtà, retroattive o prospettiche. Rappresentazione vissuto dell’altro come dell’altro, ma capacità di andare aldilà della situazione contingente in cui vede l’altro. Visione completa dell’interlocutore. Attorno ai 13 anni si sviluppano forme di empatia piuttosto sofisticate che vanno oltre la situazione, acquisizione del pensiero formale. L’empatia, quindi, concerne un progressivo sviluppo dello distress empatico durante i tempi della vita.
Kohler
L’empatia permette di sperimentare stati d’animi altrui, ma che rimangono altrui. Condividere la sofferenza fa provare dolore e le strategie di fronte al dolore possono essere di un’empatia matura (compassione) o tipica dei bambini. La componente motivazionale aiuta anche a prendere le distanze. Egli aggiunge un’altra dimensione. ➔ dimensione stimolo-sensazionale
Usi dell’empatia
- Nazisti
- Venditori
- Cherry Summers in coda per il trapianto (raccontano la storia della persona)
- Media
- Uso positivo: primo morto covid, figlia che scrive del padre ; Madre Teresa di Calcutta (incontri singolari) L’empatia è sensibile ad alcune variabili:
- Siamo più empatici laddove c’è somiglianza
- Familiarità: più sto con una persona e più sono motivata
- Esperienze fatte nella vita (immedesimarsi troppo o essere troppo distanti)
- Salienza dei segnali percepiti (devo saper decodificare le richieste)
- Colpa: se non considero la persona colpevole, maggiore empatia →Attenzione: alte dosi di empatia non ci rendono buoni educatori!
4. Meccanismi di difesa
La paura
Di fronte a qualcosa che mobilita la paura il soggetto si difende per essere disattivato. Le paure consentono una mobilitazione di energie per reagire alla minaccia, è all’origine di un fenomeno funzionale alla sopravvivenza. Due dimensioni:
- Contesto : realtà in cui si trova il soggetto, dev’essere rassicurante
- Presenza o meno di minacce →Il massimo dell’allarme è quando le due sono copresenti; non c’è solo una minaccia ma mi trovo anche fuori dalla mia confort zone. La paura è indispensabile, ma se non è sufficientemente attivata o se perdura per tanto tempo diventa inefficace. Un’aggravante della paura è la solitudine, che rappresenta il segnale certo dell’esposizione al pericolo. Essa si aggrava sul soggetto e aggrava la sensazione di pericolo. Ma cosa aggrava la percezione di solitudine?
- L’ignoto
- La presenza di estranei (qualcuno che non conosco e su cui posso proiettare le paure)
- Cambiamenti improvvisi
Freud e la paura
Evento stimolo (minaccia) →reazione soggettiva (paura) →valutazione cognitiva (pericolo) →reazione comportamentale (fuga o attacco se non possibile la fuga) →funzione paura (salvezza). Freud individua delle minacce universali, che rappresentano i motori della paura dell’uomo:
- Il corpo: condannato al declino, invecchia, deperisce, si ammala, porta alla morte
- Il mondo esterno: malattie, terremoti, tutto ciò che scaglia contro l’essere umano
- Le relazioni con gli altri: secondo lui rappresenta la dimensione più dolorosa Anna Freud, saggio sull’IO, 36: è l’Io a fare da mediante tra richieste pulsionali dell’Es e la realtà esterna e il Super-Io. È quindi per paura del Super-Io che l’adulto nevrotico teme gli istinti →la sua difesa trae origine dall0angoscia del Super-Io. Freud, 3 tipi di angoscia che riflettono le tre istanze: istintuale, reale e morale.
Meccanismi di difesa
Sono automatici , inconsci e attivati dall’Io sotto la pressione dell’angoscia (tutti i meccanismi di difesa operano sull’angoscia). →derivano da un conflitto fra le istanze psichiche: l’es vuole che la tensione sia subito scaricata, ma la realtà non sempre lo permette, è una tensione che ha un impedimento (anche interno) e l’Io deve trovare un equilibrio fra i due. A volte il conflitto è così forte da generare angoscia, che l’unico modo che ha l’Io di difendersi è quello di mettere in atto dei meccanismi di difesa.
→ Le difese sono la risposta automatica individuale a situazioni di stress interne o esterne → Difese generalmente automatiche e funzionano senza la consapevolezza del soggetto → Individuo tendono a specializzarsi usando le stesse difese nelle stesse situazioni → Le difese tendono a svilupparsi lungo un continuum di adattamento-disadattamento 3 vertici della valutazione dei meccanismi di difesa (secondo Anna Freud, determinare normalità o patologia):
- Age adeguataness: adeguatezza età in cui viene usato, fissazione o regressione
- Intensity: impatto quantitativo
- Balance: capacità di usare diverse difese o limitarsi in modo selettivo e restrittivo →Tutti quanti negano, falsificano, distorcono o alterano la realtà, ma, quanto più sono meccanismi di difesa primitivi, tanto più negheranno la realtà, fino ad impedire l’incontro. Secondo la teoria epigenetica dello sviluppo dell’apparato psichico definita da Gedo e Goldberg nel 73, dopo che un meccanismo di difesa è stato acquisito come capacità funzionale, esso può essere sempre richiamato in caso di bisogno. Elementi da considerare:
- Scopo: proteggere dall’angoscia (ci si può difendere evitando il conflitto anziché affrontarlo), sono adattive se favoriscono l’adattamento alla realtà, disadattive se cercano di evitare il conflitto).
- Modalità d’uso: disadattivo o adattivo, flessibile o rigido, usato in maniera appropriata
- Effetti: disadattivo quando non consente il controllo del conflitto, adattivo se permette di funzionare meglio
Anna Freud
Afferma che la rimozione fa da scissione fra meccanismi di difesa primari e secondari: infatti la scissione è un meccanismo arcaico che consente al bambino di organizzare l’esperienza in buona e cattiva, in quanto incapace di gestire l’ambivalenza. L’isolamento invece è più evoluto in quanto riesce a scindere le esperienze emotiva e tenere solo quelle cognitive (es. chirurgo) → operazione possibile, però, solo se c’è stata una scissione in età evolutiva. C’è un tempo di comparsa per ogni meccanismo e diventano sempre più complessi. Ripescare un meccanismo di difesa primitivo significa che la persona è molto angosciata; es. il ritiro primitivo può essere manifestato anche tramite il sonno, uso di droghe, morte, giochi, …
Processi difensivi secondari (o di ordine superiore)
- La rimozione: dimentica o ignorare motivato, espellere qualcosa dalla coscienza, incapacità di richiamare volontariamente un ricordo o alcuni eventi terribili, talvolta disturbato da flashback. Necessario acquisire senso di totalità e continuità del sé per fargli ricorso. Diventa problematico solo se fallisce nella funzione, elimina anche aspetti positivi della vita o afisce a esclusione di modi più efficaci. Personalità isterica. Alla base paure irrazionali preesistenti.
- La regressione: somatizzazione, ipocondria e altri tipi di regressione sono modalità relativamente deboli e infantili di affrontare la vita. Personalità infantile (?)
- Difese intellettuali o L’isolamento: isolare aspetto affettivo dell’esperienza o dell’idea dalla dimensione cognitiva, non è cancellato, ma viene tagliato il significato emotivo. È la più primitiva delle difese intellettuali, è alla base degli altri. carattere ossessivo. o Intellettualizzazione: parlare di sentimenti in modo apparentemente anaffettivo, trattare il sovraccarico emotivo nello stesso modo in cui l’isolamento tratta la sovrastimolazione traumatica. Spesso forme adulte di gioco gratificante eliminate. o La razionalizzazione: circondare le proprie decisioni con buone ragioni, quando non si ottiene qualcosa considerarlo non più desiderabile, quando accade qualcosa di spiacevole considerarlo non così grave. Quanto più una persona è intelligente e creativa, tanto più è probabile che sia abile nella razionalizzazione. o La moralizzazione: quando moralizza sostiene che sia doveroso seguire quella linea, super-io generalmente rigido e punitivo, masochismo morale. Inclinazione naturale dello sviluppo della tendenza primitiva a fare grossolane distinzioni fra bene e male. o La comportamentalizzazione: permette a due condizioni in conflitto di esistere senza creare confusione, sensi di colpa, vergogna o angoscia sul piano cosciente. Spaccatura tra dimensioni cognitive incompatibili. Messe di fronte alla realtà del comportamento, la persona eliminerà le contraddizioni con la razionalizzazione.
- L’annullamento: versione più evoluta della scissione, sviluppo naturale del controllo onnipotente. Sforzo inconscio di controbilanciare un affetto, solitamente senso di colpa o vergogna, con un atteggiamento o comportamento che lo cancelli. Il pensiero equivale all’azione. Possono fare dell’annullamento un progetto di vita. Personalità compulsiva.
- Volgersi contro il sé: spostare dall’esterno verso il è un affetto o atteggiamento negativo, tendenza a pensare che il problema sia il loro piuttosto che di qualcun altro. Personalità depressive e masochismo caratterologico.
- Lo spostamento: pulsione, emozione, preoccupazione o comportamento diretto dal suo oggetto iniziale o naturale verso un altro, perché la direzione originaria provoca ansia. Quando la persona sposta la sua angoscia da qualche area a un oggetto specifico che simbolizza il fenomeno temuto si dice abbia una fobbia, se ha tutta una serie di preoccupazioni allora carattere fobico. Ricerca del capro espiatorio, transfert e proiezione.
- La formazione reattiva: trasformare qualcosa qualcosa nel suo polo opposto per renderlo meno minaccioso, persone paranoiche.
- Il capovolgimento: la propria posizione passa da soggetto a oggetto e viceversa. Se percezione che desiderio di ricevere attenzioni vergognoso o pericoloso, è possibile soddisfare in modo vicario i propri bisogni di dipendenza occupandosi di un’altra persona e identificandosi nella sua gratificazione. Trasformazione della passività in attività. Rovesciamento psicologico dei ruoli.
- L’identificazione: difensiva o non difensiva, desiderio immediato di essere simili a una persona di cui si apprezzano le qualità o soluzione al sentirsi minacciato dal potere di un’altra
persona. Incorporazione diretta di cio che si ama e tentativo di assumere le qualità di ciò che si teme.
- Acting out: conversione della passività in attività, processo attraverso cui un certo atteggiamento può essere scaricato nell’azione con il proposito inconscio di dominare le paure che vi sono associate. Personalità impulsiva. Disposizione a fare qualsiasi cosa senta di fare al momento. o La sessualizzazione (istitualizzazione): conversione del terrore o della sofferenza in eccitazione. L’eccitazione sessuale è un mezzo efficace per sentirsi vivi. o La sublimazione: pulsioni o conflitti trasformati, creativamente, in attività utili. Non sprecare una notevole quantità di energia in cosa inutili, ma trasformarla.
o di impedire immagazzimento neurotrasmettitori nelle vescicole (meno a disposizione) o di stimolare/inibire il rilascio degli neurotrasmettitori nello spazio sinaptico da parte delle vescicole o di bloccare/favorire il passaggio dell’informazione o bloccare enzimi che producono neurotrasmettitori o inibire quelli che li eliminano →non vengono distrutti e non restano in circolazione o andare a influire sugli autorecettori (sensori che capiscono quanto neurotrasmettitore c’è in circolo modulandone la produzione) o bloccare la ricaptazione di neurotrasmettitori da parte del neurone presinaptico (recuperati dal neurone che li ha prodotti per impiegarli in seguito) →se bloccato rimane disponibili in maggiori quantità nello spazio sinaptico per modulare scambio informazioni. → Se inibizione di serotonina: ne resta di più in circolazione.
Ruolo di alcuni neurotrasmettitori e gli effetti del loro disequilibrio
Alcuni principi della psicofarmacologia
- Accumulazione: la sostanza si accumula nel corpo quando l’assunzione della stessa è maggiore della sua eliminazione.
- Crearance: efficienza con cui la sostanza viene eliminata dal corpo.
- Indice terapeutico: distanza di sicurezza fra la dose letale e quella terapeutica; dosaggio ristretto o elevato.
- Finestra terapeutica: intervallo fra concentrazione minima al di sotto della quale è inefficace e quella massima al di sopra compaiono effetti tossici →tanto più la finestra è ampia, tanto più il farmaco è sicuro e maneggevole. o MEC: minima concentrazione efficace
Antipsicotici
Conosciuti anche come neurolettici, indicati per psicosi schizofreniche o disturbi psicotici, a breve termine per calmare i pazienti, a basso dosaggio anche per disturbi non psicotici (disturbi del sonno, sindromi ansiose, agitazione per demenza, ecc). Hanno effetti secondari importanti.
Antipsicotici classici/tipici
Premessa: esiste una relazione tra un eccesso di dopamina e la schizofrenia.
- Azione : antipsicotici bloccano recettori della dopamina (D2) nella via dopaminergica mesolimbica^1 e riducono l’iperattività di questa via. Se i recettori sono bloccati, anche se troppa dopamina, non può avere effetto. →ma non è corretto dire che la schizofrenia deriva da un sistema dopaminergico troppo attivo, bloccano i recettori della dopamina per poche ore. Gli atipici sono più efficaci su altri sistemi di neurotrasmettitori di quanto lo siano sul sistema della dopamina. Il blocco di queste zone specifiche ha effetto di ridurre iperattività che può provocare sintomi positivi (psicosi).
- Effetti: sui sintomi positivi (allucinazioni, disturbi del pensiero, delirio, disturbi dell’Io, sintomi catatonici) →perdita iniziativa motoria, maggiore tonicità muscolare, completa immobilità (a volte), rallentamento estremo movimenti o un loro spezzettamento. o Siccome i neurolettici classici bloccano i recettori D2, non è possibnile bloccare solo questi nella via dopaminergica misolimbica, gli agenti sono diffusi nell’intero cervello. Si legano a questi recettori nell’inero encefalo, blocco molto elevato a livello di sintomi collaterali. o Alcuni di questi farmaci esistono nella formulazione “ritardo” ( depot ) o azione prolungata ( long-acting ) →iniezioni inframuscolari una o due volte al mese. o A volte l’uso degli antipsicotici può durare per tempi molto lunghi, ma necessario continuare ad assumerli per evitare ricomparsa sintomi.
- Effetti collaterali: spesso diretta conseguenza della loro azione, resistenza assunzione regolare. o Aumento sintomi negativi e/o cognitivi: meno evidenti, come incapacità di provare piacere, varietà e intensità emotiva limitata, apatia, deficit dell’attenzione. I cognitivi riguardano i problemi di concentrazione, memoria, difficoltà nell’azione, difficoltà a usare le informazioni per prendere decisioni →se la persona soffre già di questi sintomi la cura non è indicata, in quanto potrebbe aggravare la situazione. o Effetti extrapiramidali (effetti riscontrati a livello motorio): ▪ Discinesie precoci (movimenti anomali del viso e del corpo) e distonia acuta (posizioni innaturali per tempi prolungati). ▪ Discinesie tardive (movimenti ritmici lingua, faccia, mandibola) se usati a lungo termine o ad alte dosi. ▪ Sindromi parkinsionani (tremori) ▪ Acatisia: irrequietezza motoria ➔discinesie tardive, sindromi parkinsionani e actisia possono essere irreversibili e a volte vengono prescritti farmaci contro il parkinson per evitarli.
Confronto antipsicotici classici e atipici
Antipsicotici classici: possono anche avere effetti secondari periferici (effetto anticolinergico, ipotonia) e sedazione; agranulocitosi o leucopenie, sindrome neurolettica maligna (può essere mortale), sindrome centrale anticolinergica, aumento del peso, ecc. (^1) Si pensa che questa via controlli il comportamento e in modo particolare produca delirio ed allucinazioni quando iperattiva. È anche la via che regola il senso di gratificazione, coinvolto quindi nei fenomeni di dipendenza.
- Effetti principali: o Aumento impulsi/motivazione: effetto attivante positivo o Miglioramento del tono dell’umore (a distanza di ca. 2 settimane) o Abbassamento degli impulsi, ansiolitico: minor agitazione o ansietà, ecc. →Attenzione: se la persona aveva istinti suicidali, l’aumento degli impulsi e della motivazione entrano in gioco prima, quindi possibile spronamento a compiere un atto che prima non possedeva l’energia per compiere.
- Effetti collaterali: o Sindrome serotoninergica (SSRI): a causa di iperattività serotoninergica possibile pressione sanguigna instabile, agitazione grave, allucinazioni, disorientamento e confusione, tremore fino a ipertonia, sudorazione, febbre, rigore, coma, morte. →combinazione più antidepressivi o altre sostanze può causare un eccesso di serotonina →si risovle entro uno o due giorni dalla cessazione dell’uso del farmaco. Non combinare mai preciclici con altre sostanze che smorzano il sistema nervoso centrale (come l’alcol). o Effetti collaterali serononinergici: disturbi gastrointestinali e stati confusionali o Effetti collaterali anticolinergici (triciclici): secchezza bocca, costipazione, vertigini, sudorazione, disturbi dell’accomodazione. Mai combinarli con una sostanza che ha effetto negativo sulla cetilcolina (trasmettitore di tutti i nervi che controllano la muscolatura volontaria). o Aumento del peso
Ansiolitici e ipnotici
→ Vecchi barbaturici più pericolosi per la salute (hanno una distanza fra dose letale e terapeutica molto bassa) sostituiti per le benzodiazepine (i più comunemente usati nel trattamento dell’ansia e dell’insonnia); considerare che in caso di overdose esistono farmaci per le benzodiazepine ma non per i barbiturici →per pericolosità si trovano al terzo posto, mentre le benzodiazepine al settimo: o Danno fisico sostanza o Potenzialità sviluppo dipendenza o Danno sociale → Agiscono su uno specifico recettore ( GABAA ) potenziandone l’effetto nel sistema nervoso centrale. È un neurotrasmettitore inibitore che ha lo scopo di calmare. → L’effetto dipende dalla dose: a basso dosaggio riduce l’ansia, aumentandolo subentra l’effetto ipnotico sedattivo, poi miorilassante (tensione muscolare) e anticonvulsivo (in caso di epilessia).
ANSIOLITICO → IPNOTICO – SEDATIVO → MIORILASSANTE → ANTICONVULSIVO
- Effetti collaterali: o Effetti secondari: stanchezza, disturbi attenzione e concentrazione, disturbi mnestici, debolezza muscolare, confusione/stordimento. o Dipendenza a basso dosaggio: la prescrizione dovrebbe essere limitata a poche settimane o Possibilità di sviluppare una tolleranza o Effetti da interruzione: insonnia rebound, stati d’ansia, sintomi vegetativi di astinenta, agitazione, confusione, allucinazioni, convulsioni cerebrali →se interrotti in modo brusco i sintomi possono ricomparire peggio di prima
- Controindicazioni →sindrome da “floppy infant” o ipotonia del lattante: o Grave insufficienza respiratoria, apnea notturna o Combinazione con una sostanza che smorza a sua volta il sistema nervoso centrale o Insufficienza del fegato (non viene eliminata in modo sufficientemente adeguato) o Gravidanza (→floppy infant) →tono muscolare molto abbassato o Amnesi di dipendenza da sostanze
- Questioni aperte: o Aumento molecole disponibili, piu tollareabili, ma stessi outcome di 25 anni fa →da una cornice più psicodinamica di ricerca del senso a una cornice più biologica. o Treater x medication effect (come vs. cosa) o Effetto placebo (per l’82%) o nocebo (dipende da aspettative pessimistiche, contatto con il medico, ansia anticipatoria, diffidenza, auto-osservazione eccessiva). o Medicamenti usati per far fronte a emozioni sviluppate in modo appropriato; possibile perdita di importanti opportunità per aumentare il controllo interno o accrescere competenze personali. → gli psicofarmaci non curano le cause, ma i sintomi (il sintomo ha spesso valore comunicativo). →Nella maggior parte delle malattie psichiche, è più efficace combinare un trattamento medicamentoso con una psicoterapia, che prescrivere unicamente i medicamenti. →Il sintomo spesso non è un sintomo di malfunzionamento, ma l’unico modo per esprimere qualcosa →non eliminarne la valenza comunicativa, ma comprenderla.