sindromi affettive e ansiose, Study notes of Cognitive Psychology

sofferenze psichiche e salute mentale

Typology: Study notes

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SINDROMI AFFETTIVE E SINDROMI ANSIOSE
L’EMOZIONE è una reazione aeva intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno
smolo ambientale.
UMORE: viene denito come un’emozione pervasiva e duratura che colora la percezione che il soggeo ha
del mondo.
Quando parliamo di emozioni dierenziamo tra emozioni primarie e secondarie.
EMOZIONI PRIMARIE: gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura e la sorpresa. Sono delle emozioni che
possiamo ritrovare a livello universale anche se espresse in modo dierente (come viene espressa
l’emozione può variare da cultura a cultura, in alcune culture mostrare l’emozione può essere vergognoso).
IL FIORE DI ROBERT PLUTCHIK
questo è uno dei modelli di classicazione delle emozioni (classicare è molto dicile perché c’è una
componente soggeva molto importante nella dimensione emova).
Nel secondo cerchio troviamo le emozioni di base.
Lui arriva ad 8 emozioni primarie in tuo.
Inoltre, egli tramite l’ulizzo del colore ci descrive l’intensità dell’emozione (più è forte il colore, più è
intensa l’emozione). Ogni emozione di base ha il suo opposto (tristezza/gioia).
Tra un ore e l’altro possiamo trovare la combinazione tra le diverse emozioni, infa egli combinando tra
loro delle emozioni primarie è giunto alla conclusione che oene delle emozioni secondarie (gioia+ ducia=
amore).
Non possiamo denire un’emozione se ci viene chiesto cosa sia, ma ciascuno le pensa in modo diverso e gli
aribuisce un signicato dierente anche in funzione della propria esperienza, per questo si fa faca a
classicarle.
Le emozioni sono normali e funzionali, però potrebbero divenire disfunzionali alla nostra esistenza (paura,
ansia eccessiva).
TRISTEZZA
È un’emozione normale, di cui abbiamo bisogno. La tristezza ha differenti funzioni, tra cui:
Mi permette di riflettere sui propri limiti
Mi permette di capire l’importanza della relazione con sé e con l’altro
Mi permette di capire gli sbagli
Permette il contatto con il dolore
È un’emozione che spesso viene definita negativa, però non è così è semplicemente spiacevole. la
tristezza potrebbe divenire disfunzionale alla nostra esistenza, diventando un disturbo dell’umore.
Tristezza e depressione non sono la stessa cosa.
LA DEPRESSIONE:
Le depressioni rappresentano uno stato psicopatologico che inibisce le risposte emotive limitando
l’adattabilità della persona all’ambiente.
Si possono trovare depressioni manifeste o depressioni latenti (carattere depressivo).
Il carattere depressivo si caratterizza per la fragilità che porta la persona a dipendere da altri. In lui è inoltre
presente rabbia che tuttavia la persona reprime per angoscia di poter perdere l’oggetto del suo amore-odio.
Per gestire questa angoscia la persona attua dei meccanismi di controllo.
I DISTURBI DELL’UMORE (emozioni che diventano negave e portano a disturbi)
Le depressioni (pluralità, esistono diverse forme di depressione molte dieren le une dalle altre). Abbiamo
all’interno delle depressioni un nucleo semiologico che le accomuna tue:
Umore depresso: riduzione quantava del tono dell’umore. Si manifesta con stanchezza, tono della voce
basso, perdita di interesse per le altre persone e disinvesmento generale nella vita quodiana.
Sindrome di rallentamento psico-motorio: lentezza nella gestualità e nell’andatura, diminuzione delle
mobilità, monotonia dell’espressione e del discorso, rallentamento psichico, problemi di memoria (breve
termine, si focalizza meno su quello che sta facendo e non ingloba nuovi element0i) e concentrazione.
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SINDROMI AFFETTIVE E SINDROMI ANSIOSE

L’EMOZIONE è una reazione affe�va intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno s�molo ambientale. UMORE : viene definito come un’emozione pervasiva e duratura che colora la percezione che il sogge�o ha del mondo. Quando parliamo di emozioni differenziamo tra emozioni primarie e secondarie. EMOZIONI PRIMARIE : gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura e la sorpresa. Sono delle emozioni che possiamo ritrovare a livello universale anche se espresse in modo differente (come viene espressa l’emozione può variare da cultura a cultura, in alcune culture mostrare l’emozione può essere vergognoso).

IL FIORE DI ROBERT PLUTCHIK

questo è uno dei modelli di classificazione delle emozioni (classificare è molto difficile perché c’è una componente sogge�va molto importante nella dimensione emo�va).

Nel secondo cerchio troviamo le emozioni di base. Lui arriva ad 8 emozioni primarie in tu�o. Inoltre, egli tramite l’u�lizzo del colore ci descrive l’intensità dell’emozione (più è forte il colore, più è intensa l’emozione). Ogni emozione di base ha il suo opposto (tristezza/gioia). Tra un fiore e l’altro possiamo trovare la combinazione tra le diverse emozioni, infa� egli combinando tra loro delle emozioni primarie è giunto alla conclusione che o�ene delle emozioni secondarie (gioia+ fiducia= amore). Non possiamo definire un’emozione se ci viene chiesto cosa sia, ma ciascuno le pensa in modo diverso e gli a�ribuisce un significato differente anche in funzione della propria esperienza, per questo si fa fa�ca a classificarle. Le emozioni sono normali e funzionali, però potrebbero divenire disfunzionali alla nostra esistenza (paura, ansia eccessiva).

TRISTEZZA

È un’emozione normale, di cui abbiamo bisogno. La tristezza ha differenti funzioni, tra cui:

  • Mi permette di riflettere sui propri limiti
  • Mi permette di capire l’importanza della relazione con sé e con l’altro
  • Mi permette di capire gli sbagli
  • Permette il contatto con il dolore È un’emozione che spesso viene definita negativa, però non è così è semplicemente spiacevole. la tristezza potrebbe divenire disfunzionale alla nostra esistenza, diventando un disturbo dell’umore. Tristezza e depressione non sono la stessa cosa.

LA DEPRESSIONE: Le depressioni rappresentano uno stato psicopatologico che inibisce le risposte emotive limitando l’adattabilità della persona all’ambiente. Si possono trovare depressioni manifeste o depressioni latenti (carattere depressivo). Il carattere depressivo si caratterizza per la fragilità che porta la persona a dipendere da altri. In lui è inoltre presente rabbia che tuttavia la persona reprime per angoscia di poter perdere l’oggetto del suo amore-odio. Per gestire questa angoscia la persona attua dei meccanismi di controllo.

I DISTURBI DELL’UMORE (emozioni che diventano nega�ve e portano a disturbi) Le depressioni (pluralità, esistono diverse forme di depressione molte differen� le une dalle altre). Abbiamo all’interno delle depressioni un nucleo semiologico che le accomuna tu�e: Umore depresso : riduzione quan�ta�va del tono dell’umore. Si manifesta con stanchezza, tono della voce basso, perdita di interesse per le altre persone e disinves�mento generale nella vita quo�diana. Sindrome di rallentamento psico-motorio: lentezza nella gestualità e nell’andatura, diminuzione delle mobilità, monotonia dell’espressione e del discorso, rallentamento psichico, problemi di memoria (breve termine, si focalizza meno su quello che sta facendo e non ingloba nuovi element0i) e concentrazione.

Anedonia depressiva : perdita delle capacità di provare piacere, di gioire in situazioni abitualmente piacevoli (termine introdo�o da Robot). Esempio dice: so che è divertente ma non riesco a diver�rmi). L’anestesia affe�va, ossia l’incapacità di provare sen�men� amorosi per i propri cari, è spesso patita ed espressa con grandi sensi di colpa (melanconia).

DUE GRANDI FAMIGLIE DI DEPRESSIONI (NICOLA LALLI)

DEPRESSIONI PRIMARIE : hanno origine da un carattere depressivo (aspetto psicologico). Queste persone per la storia di vita, sono molto insicure, hanno poca autostima e quindi cercano un oggetto o qualcuno che possa dargli dell’autostima, questo le porta a creare una sorte di dipendenza nei confronti dell’altro (rapporto ambivalente perché c’è amore e odio perché vorrei distaccarmi e perché posso arrabbiato per quello che lui rappresenta per me, ma nonostante ciò non riesco ad allontanarmi).

Da questa condizione base si sviluppano queste patologie:

  • la depressione reattiva,
  • depressione nevrotica,
  • depressione maggiore,
  • depressione mascherata
  • depressione esistenziale,

che si può legare al settimo stadio di Erikson, secondo quale la persona di mezza età può uscire in

modo disfunzionale con la stagnazione o con la generativista (modo funzionale).

DEPRESSIONI SECONDARIE : hanno tutte origine da qualcosa di biologico. Vi possiamo trovare:

  • depressine da adattamento a malattie organiche,
  • depressione secondaria a disturbi neurologici ed endocrini,
  • depressione secondaria a farmaci,
  • depressione in psicosi maniaco-depressiva,
  • depressione involutiva fino a qualche anno fa si pensava fosse tipica dell’età avanzata, ovvero all’ultimo stadio di Erikson, in realtà oggi molti dicono che non è solamente legata all’età, bensì ai disturbi organici che sopraggiungono all’età avanzata della persona.

SINTOMI

PSICOPATOLOGICI :

Sofferenza psichica, Vissuto di indegnità

Riduzione dell’autostima, Pessimismo Sensi di colpa-delirio (di colpa, di rovina, ipocondriaco),

Vissuto di inutilità

Disturbo del vissuto temporale, Abulia, apatia. SOMATICI :

Rallentamento psicomotorio Astenia,

Anoressia, dimagrimento, Stipsi Insonnia Cefalea

  • inibizione e rallentamento psico-motorio gravi,
  • perdita di reattività all’ambiente,
  • relazione con l’Altro compromessa,
  • sentimento di inutilità, comportamento suicida, disturbi somatici,
  • farmacoterapia sortisce spesso effetti spettacolari, mentre la depressione nevrotica reagisce poco e male a questo tipo di trattamenti.

Qui troviamo:

Disturbo depressivo maggiore : umore depresso o perdita di interesse o piacere in quasi tutte

le attività per almeno due settimane, più ulteriori quattro sintomi.

Disturbo depressivo persistente (distimia):

Nel DSM-5 questo disturbo rappresenta l’unione del Disturbo depressivo maggiore ricorrente e del disturbo Distimico del DSM-IV. Caratteristica essenziale : umore depresso presente per la maggior parte , quasi tutti i giorni, per almeno 2 anni (1 anno per bambini e adolescenti) momenti di stabilità di umore sono brevi (non supera i due mesi) e l’oscillazione dell’umore è più frequente anche se meno importante.

La depressione mascherata :

termine molto usato anni 70, oggi si preferisce parlare di disturbi somatoformi. In questa forma di depressione persona mostra il suo disagio attraverso disturbi somatici (che non hanno origine organica) e questo maschera la depressione. Si parla infatti di depressione mascherata quando l’umore deflesso della persona viene mascherato dalla gravità dei sintomi somatici che ella descrive.

3.DEPRESSIONI SOMATICHE (conseguenti a sindromi organiche): Possono insorgere da alcune malattie ad esempio: tumori, malattia cardio-vascolari, autoimmuni, neurologiche, assunzione di farmaci o sostanze psicoattive, … È importante e necessario un accurato esame clinico ascoltando il paziente per stabilire se i disturbi di cui si lamenta il soggetto sono di origine organica o la manifestazione di uno stato depressivo. Molto spesso nelle depressioni si riscontra una sintomatologia di tipo organico. Tuttavia, vi sono situazioni in cui i sintomi fisici nascondono la problematica affettiva.

LA PSICOSI MANIACO-DEPRESSIVA O PSICOSI PERIODICA (siamo nell’ambito della

psicosi): Considerata patologia secondaria alla psicosi. Tutti noi abbiamo dei momenti dove siamo più o meno su di giri, questa oscillazione dell’umore (pendolo chimico) diviene patologica quando oscilla in modo ampio , oppure se l’oscillazione è molto rapida , oppure se il nostro pendolo si ferma su uno dei due poli (depressivo o maniacale). A dei pazienti che soffrono di questa tipologia di depressione vengono dati degli stabilizzatori dell’umore.

SINTOMI IN QUESTA DEPRESSIONE :

1.ACCESSO MELANCONICO :

rallentamento psico-motorio, intensa depressione, inibizione delle funzioni psicologiche (rallentamento dell’ideazione, le associazioni sono difficili, lo sforzo mentale è difficile,..), perdita di

interessi, perdita di appetito. Il melanconico parla poco o niente, si lamenta, oppure piange.

Il desiderio di morte e la ricerca della morte. Possiamo affermare che la possibilità del suicidio è sempre presente nei casi di melanconia, è costante. il malato manifesta con chiarezza il desiderio di lasciarsi morire. Il tentato suicidio è spesso preparato con cura e meticolosità. Ma può anche trattarsi di un impulso brusco di un raptus suicida, oppure di un suicidio collettivo.

Principi terapeutici Il ricovero in ospedale è solitamente necessario. Il rischio di suicidio impone una sorveglianza. Questo rischio può anche legittimare il ricorso a una serie di elettroshock. In molti casi la cura con

antidepressivi è subito efficace.

2.L’ACCESSO MANIACALE

  • È uno stato di sovreccitazione di tu�e le funzioni psichiche, con esaltazione dell’umore, che diventa euforico.
  • L’inizio può essere progressivo, ma il più delle volte è improvviso.
  • Il malato percepisce una brusca trasformazione, si sente invaso da un sen�mento d’euforia, di benessere, di facilità, tu�o è possibile, tu�o è meraviglioso.
  • Prova un bisogno incessante, irresis�bile di a�vità e di movimento, dorme solo qualche h per no�e e spesso soffre di insonnia totale.
  • I discorsi sono sempre più ricchi e veloci, i proge� sono grandiosi, i comportamen� sempre più chiassosi, Scandali nei luoghi pubblici, chiassoso di no�e.,,,
  • Il maniaco prova un urgente bisogno di a�vità. E in effe� la sua a�vità è incessante, disordinata: ges�cola, ride, canta, balla

Disturbi del sonno sono massivi e cara�eris�ci : il bisogno di sonno scompare quasi del tu�o, senza provocare una par�colare stanchezzala resistenza fisica del maniaco sembra aumentare.

La fame e la sete sono eccessive, ma il dimagrimento è abituale : Tu�e le secrezioni sono in aumento: sudore abbondante, ipersecrezione di saliva.--> tachicardia.

Principi terapeu�ci: Il ricovero, nella maggior parte dei casi necessario, è talvolta una misura urgente. I neurolo�ci devono essere prescri� in dosi elevate. È stata provata l’efficacia dei sali di li�o nella prevenzione di possibili ricadute. L’esempio del piccolo Jonas Un bambino viene allontanato dalla madre e messo in istituto (la nonna dice davanti al bambino che è colpa della madre se lui sta così). Manifesta dei sintomi ansiosi della depressione psicogena. Nei suoi disegni i colori vivi scompaiono e compare il colore nero. C’è un progressivo aumento del nero fino ad arrivare a 10 giorni dal ricovero ad un nero totale, ma poi c’è una ripresa del colore. Non si sa quello che il bambino disegnasse, ma c’è una corrispondenza a quello che il bambino sente a livello psicologico, è un tentativo di rielaborazione dei fatti.

I DISTURBI BIPOLARI Caratteristica principale dei disturbi bipolari è il passaggio repentino da un umore profondamente deflesso all’estremo opposto. Ciò che li distingue è dunque il mutamento repentino e il passaggio da un estremo patologico all’altro (tra depressione e mania). Un terzo elemento riguarda la polarizzazione dell’umore in uno dei due estremi (depressione omania).

Vengono distinte due tipologie di disturbo bipolare

  1. Disturbo bipolare I (DSM-5): il nostro pendolo oscilla tra le due estremità (polo maniacale e polo depressivo) in modo ampio. Sta tra le psicosi e i disturbi affettivi.
  2. (^) Disturbo bipolare II : il pendolo oscilla sempre tra i due poli, ma in fase maniacale e molto più contenuta (ipomaniacalità).

Disturbo ciclotimico : è una forma più lieve di disturbo bipolare. Vi è una fase depressiva, maniacali e ipomaniacali. Non c’è oscillazione abbastanza ampia e i criteri necessari per definirla una depressione, ma le oscillazioni sono comunque veloci.

L’ accesso depressivo nella psicosi maniaco-depressiva è caratterizzato anche da indicatori che possono rimandare alla mania. Nel disturbo bipolare I l’accesso maniacale si alterna con l’accesso melanconico

La mania può essere conseguenza di:

Esordio in età infantile, timore dovuta all’ansia che possa succedere qualcosa ai suoi cari che possa separarli da loro.

Mutismo selettivo (verso i 5 anni): c’è un trauma o qualcosa che spaventa particolarmente il bambino, facendolo smettere di parlare, quindi lì dove ci si aspetta che il bambino parli, egli non parla (es: parla con i bambini ma non con i genitori).

Fobia specifica (10 anni): ansia legata a degli oggetto o delle situazioni specifiche (es: fobia del cane). Paura, ansia o evitamento indotti dalla situazione. Di solito c’è un legame simbolico tra l’oggetto fobico e il reale soggetto che crea disagio.

Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale) : ansia marcata per situazioni in cui la persona potrebbe sentirsi valutata (timore di una valutazione negativa). L’ansia anticipatoria potrebbe manifestarsi molto prima della situazione futura temuta. Spesso le possibili conseguenze negative sono sovrastimate.

Dismorfobia : persone che hanno una fobia riguardo una parte specifica del proprio corpo, il problema con il contatto con gli altri sta nel fatto che le persone vedano i loro difetti (es: paziente che cambia sempre il taglio di capelli perché ha timore che gli altri pensano siano brutti. È finita con l’isolarsi).

Disturbi di panico : caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico inaspettati. Paura intesa che raggiunge il picco massimo (con sintomi fisici e cognitivi) in pochi minuti.

Agorafobia : ansia in almeno due dei seguenti contesti (mezzi pubblici, spazi aperti, spazi ristretti, fare la fila o essere nella folla, essere fuori casa da soli). Ad accomunarli è la paura di non poter fuggire o non poter ricevere soccorso, li porta all’evitamento.

Disturbo d’ansia generalizzato : persona prova ansia o preoccupazione in diversi ambiti. Le preoccupazioni sono eccessive in rapporto alla probabilità che si verifichi l’evento temuto o alle possibilità conseguenze dello stesso. Presenta almeno tre dei seguenti sintomi aggiuntivi: irrequietezza, tensione, nervi a fior di pelle, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni muscolari.