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sofferenze psichiche e salute mentale
Typology: Study notes
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L’EMOZIONE è una reazione affe�va intensa con insorgenza acuta e di breve durata determinata da uno s�molo ambientale. UMORE : viene definito come un’emozione pervasiva e duratura che colora la percezione che il sogge�o ha del mondo. Quando parliamo di emozioni differenziamo tra emozioni primarie e secondarie. EMOZIONI PRIMARIE : gioia, tristezza, rabbia, disgusto, paura e la sorpresa. Sono delle emozioni che possiamo ritrovare a livello universale anche se espresse in modo differente (come viene espressa l’emozione può variare da cultura a cultura, in alcune culture mostrare l’emozione può essere vergognoso).
questo è uno dei modelli di classificazione delle emozioni (classificare è molto difficile perché c’è una componente sogge�va molto importante nella dimensione emo�va).
Nel secondo cerchio troviamo le emozioni di base. Lui arriva ad 8 emozioni primarie in tu�o. Inoltre, egli tramite l’u�lizzo del colore ci descrive l’intensità dell’emozione (più è forte il colore, più è intensa l’emozione). Ogni emozione di base ha il suo opposto (tristezza/gioia). Tra un fiore e l’altro possiamo trovare la combinazione tra le diverse emozioni, infa� egli combinando tra loro delle emozioni primarie è giunto alla conclusione che o�ene delle emozioni secondarie (gioia+ fiducia= amore). Non possiamo definire un’emozione se ci viene chiesto cosa sia, ma ciascuno le pensa in modo diverso e gli a�ribuisce un significato differente anche in funzione della propria esperienza, per questo si fa fa�ca a classificarle. Le emozioni sono normali e funzionali, però potrebbero divenire disfunzionali alla nostra esistenza (paura, ansia eccessiva).
È un’emozione normale, di cui abbiamo bisogno. La tristezza ha differenti funzioni, tra cui:
LA DEPRESSIONE: Le depressioni rappresentano uno stato psicopatologico che inibisce le risposte emotive limitando l’adattabilità della persona all’ambiente. Si possono trovare depressioni manifeste o depressioni latenti (carattere depressivo). Il carattere depressivo si caratterizza per la fragilità che porta la persona a dipendere da altri. In lui è inoltre presente rabbia che tuttavia la persona reprime per angoscia di poter perdere l’oggetto del suo amore-odio. Per gestire questa angoscia la persona attua dei meccanismi di controllo.
I DISTURBI DELL’UMORE (emozioni che diventano nega�ve e portano a disturbi) Le depressioni (pluralità, esistono diverse forme di depressione molte differen� le une dalle altre). Abbiamo all’interno delle depressioni un nucleo semiologico che le accomuna tu�e: Umore depresso : riduzione quan�ta�va del tono dell’umore. Si manifesta con stanchezza, tono della voce basso, perdita di interesse per le altre persone e disinves�mento generale nella vita quo�diana. Sindrome di rallentamento psico-motorio: lentezza nella gestualità e nell’andatura, diminuzione delle mobilità, monotonia dell’espressione e del discorso, rallentamento psichico, problemi di memoria (breve termine, si focalizza meno su quello che sta facendo e non ingloba nuovi element0i) e concentrazione.
Anedonia depressiva : perdita delle capacità di provare piacere, di gioire in situazioni abitualmente piacevoli (termine introdo�o da Robot). Esempio dice: so che è divertente ma non riesco a diver�rmi). L’anestesia affe�va, ossia l’incapacità di provare sen�men� amorosi per i propri cari, è spesso patita ed espressa con grandi sensi di colpa (melanconia).
DUE GRANDI FAMIGLIE DI DEPRESSIONI (NICOLA LALLI)
DEPRESSIONI PRIMARIE : hanno origine da un carattere depressivo (aspetto psicologico). Queste persone per la storia di vita, sono molto insicure, hanno poca autostima e quindi cercano un oggetto o qualcuno che possa dargli dell’autostima, questo le porta a creare una sorte di dipendenza nei confronti dell’altro (rapporto ambivalente perché c’è amore e odio perché vorrei distaccarmi e perché posso arrabbiato per quello che lui rappresenta per me, ma nonostante ciò non riesco ad allontanarmi).
Da questa condizione base si sviluppano queste patologie:
che si può legare al settimo stadio di Erikson, secondo quale la persona di mezza età può uscire in
modo disfunzionale con la stagnazione o con la generativista (modo funzionale).
DEPRESSIONI SECONDARIE : hanno tutte origine da qualcosa di biologico. Vi possiamo trovare:
Sofferenza psichica, Vissuto di indegnità
Riduzione dell’autostima, Pessimismo Sensi di colpa-delirio (di colpa, di rovina, ipocondriaco),
Vissuto di inutilità
Disturbo del vissuto temporale, Abulia, apatia. SOMATICI :
Rallentamento psicomotorio Astenia,
Anoressia, dimagrimento, Stipsi Insonnia Cefalea
Qui troviamo:
le attività per almeno due settimane, più ulteriori quattro sintomi.
Nel DSM-5 questo disturbo rappresenta l’unione del Disturbo depressivo maggiore ricorrente e del disturbo Distimico del DSM-IV. Caratteristica essenziale : umore depresso presente per la maggior parte , quasi tutti i giorni, per almeno 2 anni (1 anno per bambini e adolescenti) momenti di stabilità di umore sono brevi (non supera i due mesi) e l’oscillazione dell’umore è più frequente anche se meno importante.
termine molto usato anni 70, oggi si preferisce parlare di disturbi somatoformi. In questa forma di depressione persona mostra il suo disagio attraverso disturbi somatici (che non hanno origine organica) e questo maschera la depressione. Si parla infatti di depressione mascherata quando l’umore deflesso della persona viene mascherato dalla gravità dei sintomi somatici che ella descrive.
3.DEPRESSIONI SOMATICHE (conseguenti a sindromi organiche): Possono insorgere da alcune malattie ad esempio: tumori, malattia cardio-vascolari, autoimmuni, neurologiche, assunzione di farmaci o sostanze psicoattive, … È importante e necessario un accurato esame clinico ascoltando il paziente per stabilire se i disturbi di cui si lamenta il soggetto sono di origine organica o la manifestazione di uno stato depressivo. Molto spesso nelle depressioni si riscontra una sintomatologia di tipo organico. Tuttavia, vi sono situazioni in cui i sintomi fisici nascondono la problematica affettiva.
psicosi): Considerata patologia secondaria alla psicosi. Tutti noi abbiamo dei momenti dove siamo più o meno su di giri, questa oscillazione dell’umore (pendolo chimico) diviene patologica quando oscilla in modo ampio , oppure se l’oscillazione è molto rapida , oppure se il nostro pendolo si ferma su uno dei due poli (depressivo o maniacale). A dei pazienti che soffrono di questa tipologia di depressione vengono dati degli stabilizzatori dell’umore.
rallentamento psico-motorio, intensa depressione, inibizione delle funzioni psicologiche (rallentamento dell’ideazione, le associazioni sono difficili, lo sforzo mentale è difficile,..), perdita di
interessi, perdita di appetito. Il melanconico parla poco o niente, si lamenta, oppure piange.
Il desiderio di morte e la ricerca della morte. Possiamo affermare che la possibilità del suicidio è sempre presente nei casi di melanconia, è costante. il malato manifesta con chiarezza il desiderio di lasciarsi morire. Il tentato suicidio è spesso preparato con cura e meticolosità. Ma può anche trattarsi di un impulso brusco di un raptus suicida, oppure di un suicidio collettivo.
Principi terapeutici Il ricovero in ospedale è solitamente necessario. Il rischio di suicidio impone una sorveglianza. Questo rischio può anche legittimare il ricorso a una serie di elettroshock. In molti casi la cura con
antidepressivi è subito efficace.
2.L’ACCESSO MANIACALE
Disturbi del sonno sono massivi e cara�eris�ci : il bisogno di sonno scompare quasi del tu�o, senza provocare una par�colare stanchezzala resistenza fisica del maniaco sembra aumentare.
La fame e la sete sono eccessive, ma il dimagrimento è abituale : Tu�e le secrezioni sono in aumento: sudore abbondante, ipersecrezione di saliva.--> tachicardia.
Principi terapeu�ci: Il ricovero, nella maggior parte dei casi necessario, è talvolta una misura urgente. I neurolo�ci devono essere prescri� in dosi elevate. È stata provata l’efficacia dei sali di li�o nella prevenzione di possibili ricadute. L’esempio del piccolo Jonas Un bambino viene allontanato dalla madre e messo in istituto (la nonna dice davanti al bambino che è colpa della madre se lui sta così). Manifesta dei sintomi ansiosi della depressione psicogena. Nei suoi disegni i colori vivi scompaiono e compare il colore nero. C’è un progressivo aumento del nero fino ad arrivare a 10 giorni dal ricovero ad un nero totale, ma poi c’è una ripresa del colore. Non si sa quello che il bambino disegnasse, ma c’è una corrispondenza a quello che il bambino sente a livello psicologico, è un tentativo di rielaborazione dei fatti.
I DISTURBI BIPOLARI Caratteristica principale dei disturbi bipolari è il passaggio repentino da un umore profondamente deflesso all’estremo opposto. Ciò che li distingue è dunque il mutamento repentino e il passaggio da un estremo patologico all’altro (tra depressione e mania). Un terzo elemento riguarda la polarizzazione dell’umore in uno dei due estremi (depressione omania).
Vengono distinte due tipologie di disturbo bipolare
Disturbo ciclotimico : è una forma più lieve di disturbo bipolare. Vi è una fase depressiva, maniacali e ipomaniacali. Non c’è oscillazione abbastanza ampia e i criteri necessari per definirla una depressione, ma le oscillazioni sono comunque veloci.
L’ accesso depressivo nella psicosi maniaco-depressiva è caratterizzato anche da indicatori che possono rimandare alla mania. Nel disturbo bipolare I l’accesso maniacale si alterna con l’accesso melanconico
La mania può essere conseguenza di:
Esordio in età infantile, timore dovuta all’ansia che possa succedere qualcosa ai suoi cari che possa separarli da loro.
Mutismo selettivo (verso i 5 anni): c’è un trauma o qualcosa che spaventa particolarmente il bambino, facendolo smettere di parlare, quindi lì dove ci si aspetta che il bambino parli, egli non parla (es: parla con i bambini ma non con i genitori).
Fobia specifica (10 anni): ansia legata a degli oggetto o delle situazioni specifiche (es: fobia del cane). Paura, ansia o evitamento indotti dalla situazione. Di solito c’è un legame simbolico tra l’oggetto fobico e il reale soggetto che crea disagio.
Disturbo d’ansia sociale (fobia sociale) : ansia marcata per situazioni in cui la persona potrebbe sentirsi valutata (timore di una valutazione negativa). L’ansia anticipatoria potrebbe manifestarsi molto prima della situazione futura temuta. Spesso le possibili conseguenze negative sono sovrastimate.
Dismorfobia : persone che hanno una fobia riguardo una parte specifica del proprio corpo, il problema con il contatto con gli altri sta nel fatto che le persone vedano i loro difetti (es: paziente che cambia sempre il taglio di capelli perché ha timore che gli altri pensano siano brutti. È finita con l’isolarsi).
Disturbi di panico : caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico inaspettati. Paura intesa che raggiunge il picco massimo (con sintomi fisici e cognitivi) in pochi minuti.
Agorafobia : ansia in almeno due dei seguenti contesti (mezzi pubblici, spazi aperti, spazi ristretti, fare la fila o essere nella folla, essere fuori casa da soli). Ad accomunarli è la paura di non poter fuggire o non poter ricevere soccorso, li porta all’evitamento.
Disturbo d’ansia generalizzato : persona prova ansia o preoccupazione in diversi ambiti. Le preoccupazioni sono eccessive in rapporto alla probabilità che si verifichi l’evento temuto o alle possibilità conseguenze dello stesso. Presenta almeno tre dei seguenti sintomi aggiuntivi: irrequietezza, tensione, nervi a fior di pelle, facile affaticamento, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, alterazioni muscolari.