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Poesia 1944 di Giorgio Caproni dalla raccolta Il passaggio di enea
Tipologia: Appunti
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Una raccolta dal titolo eloquente è il passaggio di Enea, pubblicato nel 1956, in cui il tema della guerra occupa un ruolo centrale, si fa riferimento al passaggio degli anni tedeschi, anni del 2 conflitto mondiale, che vedono lo stesso Caproni, partigiano, attraverso una resistenza etica. La raccolta vede come tema principale, oltre quello della guerra, il tema del viaggio, ovvero un attraversamento metafisico e fisico della storia, della vita quotidiana. In particolare, in riferimento ad Enea, perché Enea, fu colui che fu costretto a scappare da Troia, con il padre sulle spalle, e il figlio in braccio. Dunque colui che fugge dalle macerie della propria terra, in cui muore, facendosi carico di tutta l’esperienza del passato, rappresentata dalla figura del padre, e facendosi carico della proiezione data dal futuro, la nascita dello stesso, nella proiezione futura, rappresentata dalla figura del figlio. Molto importanti sono i luoghi, che accomunano per contrasto o analogie, le esperienze di molti e vari poeti. In Saba, per esempio, il luogo identitario, Trieste, rappresenta una condizione di stabilità, mentre In Ungaretti per esempio, i luoghi rappresentano un mezzo per alludere al nomadismo, quindi terre e paesi diversi, mai gli stessi. Nella vicenda di Enea, invece, i luoghi di Genova e Livorno, rappresentano la storia, il viaggio metaforico. 1944 Le carrette del latte ahi mentre il sole sta per pungere i cani! Cosa insacca la morte sopra i selci nel fragore di bottiglie in sobbalzo? Sulla faccia punge già il foglio del primo giornale col suo afrore di piombo – immensa un’acqua passa deserta nel sangue a chi muove a un muro, e già a una scarica una latta ha un sussulto fra i cocci. O amore, amore che disastro è nell’alba! Dai portoni dove geme una prima chiave, o amore non fuggire con l’ultimo tepore notturno – non scandire questi suoni mentre ai miei denti il tuo tremito imponi! Il volumetto del 1952 Stanze della funicolare era aperto dalla sezione Le biciclette, comprendente il sonetto 1944 ( pubblicato già ne <
AHI: Interiezione introduce una prima lacerazione nell’immagine quotidiana delle carrette del latte_._ PER PUNGERE I CANI: Il prossimo affacciarsi del sole al mattino viene ricondotto a qualcosa di pungente elacerante che esso opererà sul mondo canino. Si noti come a questo pungere corrisponda il punge. COSA INSACCA LA MORTE SOPRA I SELCI NEL FRAGORE DI BOTTIGLIE IN SOBBALZO?: Nel sobbalzare delle bottiglie del latte vuote sui selci della strada si avverte, come un’azione della morte, un suo voler insaccare qualcosa di indefinito. Il fragore é sia quello delle bottiglie sia quello della scarica dei fucili. SULLA FACCIA PUNGE... FRA I COCCI: il giornale che al mattino porta con sé le notizie tremende di quei giorni di guerra, sembra proprio pungere il volto di chi legge. A questa immagine succede quella di un immenso indefinito scorrere di acqua (connotata come deserta , un aggettivo che di solito indica abbandono o proprio assenza di acqua) che sembra attraversare il sangue di chi si dirige verso il muro : il muro evoca quello della fucilazioni. E infine si indica direttamente la scarica dei fucili, che riecheggia nella latta sussultante fra i cocci. Gli oggetti e l’ambiente sono stretti tra loro da un legame analogico in cui sempre si rivela l’eco angoscioso delle uccisioni ( dal giornale, al muro, alla latta che sussulta). DAI PORTONI DOVE GEME UNA PRIMA CHIAVE: I portoni sulle cui serrature si azionano le chiavi indicano la costrizione ad uscire nel mondo inabitabile, ad abbandonare il rifugio del tepore notturno. NON SCANDIRE QUESTI SUONI: Alla persona amata si chiede di non scandire , di non riecheggiare e misurare i rumori angosciosi che lacerano l’alba, che fanno il suo disastro : ma quei suoni hanno come un corrispettivo nel tremito che si trasmette ai denti stessi del poeta.