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1944 Giorgio Caproni, Appunti di Letteratura Italiana

Poesia 1944 di Giorgio Caproni dalla raccolta Il passaggio di enea

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 05/08/2019

federica-11501
federica-11501 🇮🇹

4.8

(4)

4 documenti

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-IL PASSAGGIO DI ENEA 1956!
Una raccolta dal titolo eloquente è il passaggio di Enea, pubblicato nel 1956, in cui il tema della guerra
occupa un ruolo centrale, si fa riferimento al passaggio degli anni tedeschi, anni del 2 conflitto mondiale, che
vedono lo stesso Caproni, partigiano, attraverso una resistenza etica. !
La raccolta vede come tema principale, oltre quello della guerra, il tema del viaggio, ovvero un
attraversamento metafisico e fisico della storia, della vita quotidiana.!
In particolare, in riferimento ad Enea, perché Enea, fu colui che fu costretto a scappare da Troia, con il padre
sulle spalle, e il figlio in braccio. Dunque colui che fugge dalle macerie della propria terra, in cui muore,
facendosi carico di tutta l’esperienza del passato, rappresentata dalla figura del padre, e facendosi carico
della proiezione data dal futuro, la nascita dello stesso, nella proiezione futura, rappresentata dalla figura del
figlio.!
Molto importanti sono i luoghi, che accomunano per contrasto o analogie, le esperienze di molti e vari poeti.!
In Saba, per esempio, il luogo identitario, Trieste, rappresenta una condizione di stabilità, mentre In Ungaretti
per esempio, i luoghi rappresentano un mezzo per alludere al nomadismo, quindi terre e paesi diversi, mai gli
stessi. !
Nella vicenda di Enea, invece, i luoghi di Genova e Livorno, rappresentano la storia, il viaggio metaforico.!
1944!
Le carrette del latte ahi mentre il sole!
sta per pungere i cani! Cosa insacca
la morte sopra i selci nel fragore
di bottiglie in sobbalzo? Sulla faccia
punge già il foglio del primo giornale
col suo afrore di piombo – immensa un’acqua
passa deserta nel sangue a chi muove
a un muro, e già a una scarica una latta
ha un sussulto fra i cocci. O amore, amore
che disastro è nell’alba! Dai portoni
dove geme una prima chiave, o amore
non fuggire con l’ultimo tepore
notturno – non scandire questi suoni
mentre ai miei denti il tuo tremito imponi!
Il volumetto del 1952 Stanze della funicolare era aperto dalla sezione Le biciclette, comprendente il sonetto
1944 ( pubblicato già ne <<La Fiera letteraria >>. Nella riorganizzazione che la materia delle Stanze subì nel
1956 ne Il passaggio di Enea, le due poesie de Le biciclette costituirono una sottosezione, la seconda della
Gli anni tedeschi. Il titolo di questo sonetto e la sua definitiva collocazione nella sezione Gli anni tedeschi
mostrano chiaramente come esso sia riferito alla situazione terribile dell’occupazione nazista: uno sguardo
alla vita quotidiana scandita dagli orrori, dalle minacce, dalla soerenza di quell’anno. Da una scena della vita
più normale e dimessa (l’arrivo mattutino delle carrette del latte) sprigionano subito segni angosciosi di
lacerazione e di morte, qualcosa che punge in profondità, rumori e sobbalzi minacciosi, che si riverberano
sulla natura stessa dell’alba, in cui l’esclamazione: “O amore, amore che disastro é nell’alba !” vede un
disastro. L’invocazione alla persona amata (indicata con la parola amore ) si risolve nell’angoscia di un
distacco, del venir meno del calore di una notte riparata nell’intimo della casa ( “non fuggire con l’ultimo
tepore notturno”) e nel trasmettersi di un tremito, di un brivido pauroso che accomuna la donna e il poeta,
che lei sembra addirittura imporre ai denti di lui. É nella concretezza dei rumori e degli oggetti, che la poesia
fa avvertire questo brivido, la cappa di violenza e di morte di quell’anno di guerra: e come Caproni stesso
ebbe a precisare in un’intervista radiofonica, la morte e la scarica costituiscono un preciso riferimento!
“a queste fucilazioni che udivamo la mattina alzandoci: si sentiva una scarica, l’unico eco era una latta che
vibrava. Poi il latte si portava su carrette, e quando le bottiglie erano vuote sobbalzavano>>.
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-IL PASSAGGIO DI ENEA 1956

Una raccolta dal titolo eloquente è il passaggio di Enea, pubblicato nel 1956, in cui il tema della guerra occupa un ruolo centrale, si fa riferimento al passaggio degli anni tedeschi, anni del 2 conflitto mondiale, che vedono lo stesso Caproni, partigiano, attraverso una resistenza etica. La raccolta vede come tema principale, oltre quello della guerra, il tema del viaggio, ovvero un attraversamento metafisico e fisico della storia, della vita quotidiana. In particolare, in riferimento ad Enea, perché Enea, fu colui che fu costretto a scappare da Troia, con il padre sulle spalle, e il figlio in braccio. Dunque colui che fugge dalle macerie della propria terra, in cui muore, facendosi carico di tutta l’esperienza del passato, rappresentata dalla figura del padre, e facendosi carico della proiezione data dal futuro, la nascita dello stesso, nella proiezione futura, rappresentata dalla figura del figlio. Molto importanti sono i luoghi, che accomunano per contrasto o analogie, le esperienze di molti e vari poeti. In Saba, per esempio, il luogo identitario, Trieste, rappresenta una condizione di stabilità, mentre In Ungaretti per esempio, i luoghi rappresentano un mezzo per alludere al nomadismo, quindi terre e paesi diversi, mai gli stessi. Nella vicenda di Enea, invece, i luoghi di Genova e Livorno, rappresentano la storia, il viaggio metaforico. 1944 Le carrette del latte ahi mentre il sole sta per pungere i cani! Cosa insacca la morte sopra i selci nel fragore di bottiglie in sobbalzo? Sulla faccia punge già il foglio del primo giornale col suo afrore di piombo – immensa un’acqua passa deserta nel sangue a chi muove a un muro, e già a una scarica una latta ha un sussulto fra i cocci. O amore, amore che disastro è nell’alba! Dai portoni dove geme una prima chiave, o amore non fuggire con l’ultimo tepore notturno – non scandire questi suoni mentre ai miei denti il tuo tremito imponi! Il volumetto del 1952 Stanze della funicolare era aperto dalla sezione Le biciclette, comprendente il sonetto 1944 ( pubblicato già ne <>. Nella riorganizzazione che la materia delle Stanze subì nel 1956 ne Il passaggio di Enea, le due poesie de Le biciclette costituirono una sottosezione, la seconda della Gli anni tedeschi. Il titolo di questo sonetto e la sua definitiva collocazione nella sezione Gli anni tedeschi mostrano chiaramente come esso sia riferito alla situazione terribile dell’occupazione nazista: uno sguardo alla vita quotidiana scandita dagli orrori, dalle minacce, dalla sofferenza di quell’anno. Da una scena della vita più normale e dimessa (l’arrivo mattutino delle carrette del latte) sprigionano subito segni angosciosi di lacerazione e di morte, qualcosa che punge in profondità, rumori e sobbalzi minacciosi, che si riverberano sulla natura stessa dell’ alba, in cui l’esclamazione: “O amore, amore che disastro é nell’alba !” vede un disastro. L’invocazione alla persona amata (indicata con la parola amore ) si risolve nell’angoscia di un distacco, del venir meno del calore di una notte riparata nell’intimo della casa ( “non fuggire con l’ultimo tepore notturno”) e nel trasmettersi di un tremito, di un brivido pauroso che accomuna la donna e il poeta, che lei sembra addirittura imporre ai denti di lui. É nella concretezza dei rumori e degli oggetti, che la poesia fa avvertire questo brivido, la cappa di violenza e di morte di quell’anno di guerra: e come Caproni stesso ebbe a precisare in un’intervista radiofonica, la morte e la scarica c ostituiscono un preciso riferimento “a queste fucilazioni che udivamo la mattina alzandoci: si sentiva una scarica, l’unico eco era una latta che vibrava. Poi il latte si portava su carrette, e quando le bottiglie erano vuote sobbalzavano >>.

AHI: Interiezione introduce una prima lacerazione nell’immagine quotidiana delle carrette del latte_._ PER PUNGERE I CANI: Il prossimo affacciarsi del sole al mattino viene ricondotto a qualcosa di pungente elacerante che esso opererà sul mondo canino. Si noti come a questo pungere corrisponda il punge. COSA INSACCA LA MORTE SOPRA I SELCI NEL FRAGORE DI BOTTIGLIE IN SOBBALZO?: Nel sobbalzare delle bottiglie del latte vuote sui selci della strada si avverte, come un’azione della morte, un suo voler insaccare qualcosa di indefinito. Il fragore é sia quello delle bottiglie sia quello della scarica dei fucili. SULLA FACCIA PUNGE... FRA I COCCI: il giornale che al mattino porta con sé le notizie tremende di quei giorni di guerra, sembra proprio pungere il volto di chi legge. A questa immagine succede quella di un immenso indefinito scorrere di acqua (connotata come deserta , un aggettivo che di solito indica abbandono o proprio assenza di acqua) che sembra attraversare il sangue di chi si dirige verso il muro : il muro evoca quello della fucilazioni. E infine si indica direttamente la scarica dei fucili, che riecheggia nella latta sussultante fra i cocci. Gli oggetti e l’ambiente sono stretti tra loro da un legame analogico in cui sempre si rivela l’eco angoscioso delle uccisioni ( dal giornale, al muro, alla latta che sussulta). DAI PORTONI DOVE GEME UNA PRIMA CHIAVE: I portoni sulle cui serrature si azionano le chiavi indicano la costrizione ad uscire nel mondo inabitabile, ad abbandonare il rifugio del tepore notturno. NON SCANDIRE QUESTI SUONI: Alla persona amata si chiede di non scandire , di non riecheggiare e misurare i rumori angosciosi che lacerano l’alba, che fanno il suo disastro : ma quei suoni hanno come un corrispettivo nel tremito che si trasmette ai denti stessi del poeta.