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Sintesi Giorgio Caproni, Appunti di Italiano

Documento contenente un riassunto della vita e delle opere di Giorgio Caproni

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 05/06/2022

valerio-foglia-taverna
valerio-foglia-taverna 🇮🇹

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Giorgio Caproni
vita:
Nato a Livorno nel 1912, a dieci anni si trasferì con i genitori a Genova dove frequentò le scuole,
studiò musica e imparò a suonare il violino. La musica fu una caratteristica fondamentale della sua
poetica. Il padre si chiamava Attilio ed era un ragioniere e la madre, Anna Picchi, era una sarta.
Terminate le scuole medie, s'iscrive all'Istituto musicale "G.%Verdi", luogo in cui studiò violino.
A diciotto anni decise di dedicarsi alla lettura dei poeti in cui ritrovava il fascino della parola e
della musica insieme, iniziando lui stesso a scrivere poesie.
Nel 1931 decide di inviare alcuni suoi componimenti poetici alla rivista genovese "Circolo", ma il
direttore della testata, Adriano Grande, li rifiuta.
A seguito del diploma magistrale cominciò ad insegnare alle scuole elementari.
In questo periodo và incontro alla morte della fidanzata poco prima delle nozze, questo gli provoca
una profonda tristezza i suoi componimenti furono: "Sonetti dell'anniversario" e "Il gelo della
mattina"
Nel 1938 si trasferì a Roma, intanto aveva conosciuto Rina, la "nuova speranza", che presto divenne
sua moglie.
Finita la Seconda guerra mondiale si decise ad insegnare definitivamente, presso una scuola di
Roma, continuando nel frattempo a scrivere e a collaborare a riviste letterarie.
Frequentemente faceva ritorno a Genova per stare con la moglie, viaggiando in treno di notte.
In quegli anni aderisce al Partito Socialista e nel 1948 partecipa a Varsavia al primo "Congresso
mondiale degli intellettuali per la pace".
Dopo anni di scrittura continua, Giorgio Caproni, si è spento il 22 Gennaio del 1990 nella sua casa
romana.
Opere
Come un'allegoria, 1936
Ballo a Fontanigorda, 1938
Finzioni, 1941
Cronistoria, 1943
Il passaggio d'Enea, 1956
Il seme del piangere, 1959
Congedo del viaggiatore cerimonioso, 1965
Il muro della terra, 1975
Poesie (1932-1991), 1995
"L'ultimo borgo" (Poesie 1932-1978), a cura di Giovanni Raboni, Milano, Rizzoli, 1980
"Il franco cacciatore", Milano, Garzanti, 1982.
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Giorgio Caproni

vita:

Nato a Livorno nel 1912, a dieci anni si trasferì con i genitori a Genova dove frequentò le scuole, studiò musica e imparò a suonare il violino. La musica fu una caratteristica fondamentale della sua poetica. Il padre si chiamava Attilio ed era un ragioniere e la madre, Anna Picchi, era una sarta. Terminate le scuole medie, s'iscrive all'Istituto musicale "G. Verdi", luogo in cui studiò violino. A diciotto anni decise di dedicarsi alla lettura dei poeti in cui ritrovava il fascino della parola e della musica insieme, iniziando lui stesso a scrivere poesie. Nel 1931 decide di inviare alcuni suoi componimenti poetici alla rivista genovese "Circolo", ma il direttore della testata, Adriano Grande, li rifiuta. A seguito del diploma magistrale cominciò ad insegnare alle scuole elementari. In questo periodo và incontro alla morte della fidanzata poco prima delle nozze, questo gli provoca una profonda tristezza i suoi componimenti furono: "Sonetti dell'anniversario" e "Il gelo della mattina" Nel 1938 si trasferì a Roma, intanto aveva conosciuto Rina, la "nuova speranza", che presto divenne sua moglie. Finita la Seconda guerra mondiale si decise ad insegnare definitivamente , presso una scuola di Roma, continuando nel frattempo a scrivere e a collaborare a riviste letterarie. Frequentemente faceva ritorno a Genova per stare con la moglie, viaggiando in treno di notte. In quegli anni aderisce al Partito Socialista e nel 1948 partecipa a Varsavia al primo "Congresso mondiale degli intellettuali per la pace". Dopo anni di scrittura continua, Giorgio Caproni , si è spento il 22 Gennaio del 1990 nella sua casa romana. Opere

  • Come un'allegoria, 1936
  • Ballo a Fontanigorda, 1938
  • Finzioni, 1941
  • Cronistoria, 1943
  • Il passaggio d'Enea, 1956
  • Il seme del piangere, 1959
  • Congedo del viaggiatore cerimonioso, 1965
  • Il muro della terra, 1975
  • Poesie (1932-1991), 1995
  • "L'ultimo borgo" (Poesie 1932-1978), a cura di Giovanni Raboni, Milano, Rizzoli, 1980
  • "Il franco cacciatore", Milano, Garzanti, 1982.
  • "Il conte di Kevenhuller", Milano, Garzanti, 1986. (Il delfino)
  • "Poesie" (1932-1986), Milano, Garzanti, 1986 (raccoglie tutte le opere poetiche tranne Res Amissa)
  • "Res amissa", a cura di Giorgio Agamben, Milano, Garzanti, 1991. Curiosità sull'autore: Nella sua personale biblioteca si potevano trovare:
  • Divina Commedia tutte piene di appunti in quanto grande appassionato di Dante
  • i Canti di Giacomo Leopardi
  • le Odi barbare di Giosuè Carducci.
  • Classici francesi da Charles Baudelaire a Paul Verlaine
  • capolavori del nostro Novecento come L'allegria di Giuseppe Ungaretti;
  • Canzoniere di Umberto Saba;
  • Ossi di seppia , Le occasioni , La bufera e altro di Eugenio Montale; In ambito filosofico due erano i testi per lui fondamentali: le Confessioni di Sant'Agostino e Il concetto dell'angoscia di ( Kierkegaard.) Carattristiche generali delle poesie: Continua fedeltà alla sua poesia, ambiente genovese; Adesione ad ambienti di vita; Etica sulla situazione umana di quel tempo (dolore, madre scomparsa, morti, civiltà di massa). Caratteristiche generali poesia “il delfino”: Venne composta in occasione della pubblicazione del libro Whales, il suo scopo era quello di difendere i delfini, le balene e il loro habitat; Curata da Greg Gatemby; Parte della raccolta “Il Conte di Kevenhuller”. “Il Conte di Kevenhuller” Scritto tra il 1979-86 e uscito nel 1986, raccolta di poesie scritte da Caproni. L'idea iniziale parte da un Avviso del 1972 a Milano, in cui c'era scritto che Conte di Kevenhuller prometteva una taglia di 50 zecchini a chi sarebbe riuscito a catturare ed eliminare una Bestia ( color cenericcio, grandezza di un cane), responsabile della morte di due bambini. La raccolta è composta da brevi liriche composte da versi liberi che compongono un libretto musicale. La Bestia tanto cercata corrisponde probabilmente a Dio, solo che nessuno riesce a trovarla. Il fine di questa ricerca mira all'esplorazione della condizione umana che si conclude con un vero e proprio muro, insormontabile dall'uomo.

14 si diverte (ci esorta) --->consonanza 15 a fondere la negazione 16 (un tuffo subacqueo – un volo 17 elegante e improvviso 18 in un biancore di spume) 19 col grido dell’affermazione. Analisi: Il rapporto con il divino: Nella poesia si può facilmente intuire la presenza di un Dio nascosto, a cui Caproni dà la caccia. Dio viene definito una misteriosa Presenza che non è sempre presente, esattamente come il delfino che passa gran parte della sua vita in acqua, ma che ogni tanto esce allo scoperto, attraverso il salto. Il poeta, come tanti intellettuali, artisti e persone comuni, svolge il ruolo di “cercatore” del divino. Come abbiamo visto dalla sua vita, però, Caproni non ha un legame particolare con Dio, da questo ne deriva che la sua incessante ricerca è segnata da continui dubbi sull'esistenza del divino (utilizzo termini affermazione e negazione ). Significato: La ricerca del divino non tenderà mai ad un fine e non sarà mai definitiva.