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Vita e pensiero di Giorgio Caproni - Tesina di maturità
Tipologia: Tesine di Maturità
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Genova di grigie mura. Distretto. La paura. Genova dell’entroterra, sassi rossi, la guerra.
Ahi i nomi per l’eterno abbandonati sui sassi. Quale voce, quale cuore è negli empiti lunghi – nei velati soprassalti dei cani? Dalle gole deserte, sugli spalti* dilavati dagli anni, un soffio tronca le parole morte – sono nel sangue gli ululati miti che cercano invano un amore fra le pietre dei monti. E questo è il lutto dei figli? E chi si salverà dal vento muto sui morti – da tanto distrutto pianto, mentre nel petto lo sgomento della vita insorge?... Unico frutto, oh i nomi senza palpito – oh il lamento. *Spalti di Troia
Genova che si riscatta. Tettoia. Azzurro. Latta. Genova sempre umana, presente, partigiana.
Genova di lamenti. Enea. Bombardamenti. Genova disperata, invano da me implorata.
Fu in una casa rossa: la Casa Cantoniera. Mi ci trovai una sera di tenebra, e pareva scossa la mente da un transitare continuo, come il mare. Sentivo foglie secche, nel buio, scricchiolare. Attraversando le stecche delle persiane, del mare avevano la luminescenza scheletri di luci rare. Erano lampi erranti d’ammotorati viandanti. Frusciavano in me l’idea che fosse il passaggio di Enea.