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8 storia il nazismo, Appunti di Storia

nazismo hitler

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 09/06/2016

joyce_saibel
joyce_saibel 🇮🇹

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LA NASCITA DALLA REPUBBLICA
Verso la fine della prima guerra mondiale le condizioni economiche e sociale della Germania
erano drammatiche. Il più forte partito tedesco, il Partito Socialdemocratico (SPD), chiedeva la
pace e la fine dell’assolutismo monarchico.
La situazione precipitò alla fine di ottobre del 1918. La rivolta esplose molte città tedesche e
l’imperatore Guglielmo II fuggì in Olanda: il 9 novembre 1918 fu proclamata la repubblica.
Secondo i comunisti della Lega di Spartaco, la proclamazione della repubblica però non era
sufficiente. Essi volevano una rivoluzione come quella russa. Nel gennaio 1919 tentarono
effettivamente di guidare un’insurrezione, che fu repressa dall’esercito. I capi della Lega, Rosa
Luxemburg (1870/71-1919) e Karl Liebknecht (1871-1919), vennero assassinati.
La repubblica tedesca intanto traferì la sua capitale a Weimar, una piccola cittadina più
tranquilla di Berlino. Nacque così la Repubblica di Weimar che si diede una nuova
Costituzione democratica.
La Germania divenne una repubblica parlamentare e federale. Fu divisa i 17 Länder (regioni)
parzialmente autonomi.
I socialdemocratici vinsero le elezioni del 1919 e un loro rappresentante, Friederich Ebert,
divenne presidente della nuova repubblica.
LA CRISI ECONOMICA
La Germania fu considerata nei trattati di pace come unica responsabile di guerra. Fu sottoposta
perciò a condizioni punitive e costretta a pagare ai vincitori un enorme risarcimento.
Le dure condizioni di pace e i debiti provocati dalla guerra gettarono la Germania nel baratro
di una crisi economica gravissima. La moneta tedesca, il marco, perse valore. Linflazione fece
salire alle stelle i prezzi dei beni più comuni: per un pezzo di pane no bastavano due rivivere le
stesse privazioni degli anni di guerra.
In questo clima di crisi molti Tedeschi, anche moderati, aderirono ai partiti della destra
nazionalista, che fecero crescere la voglia di una rivincita, soprattutto nei confronti della
Francia. Secondo nazionalisti e conservatori la sconfitta non era dipesa dalla forza militare delle
potenze dell’Intesa, ma dal tradimento dei comunisti e pacifisti. In particolare i comunisti
venivano accusati di esseri venduti all’URSS.
Approfittando del clima di tensione, la destra nazionalista tentò, sia nel 1920 sia nel 1923
(Putsch della birreria) di prendere il potere. In entrambi i casi la giovane repubblica riuscì a
sopravvivere. Il consenso ai partiti dell’estrema destra, però, continuava a crescere. Nel 1925,
dopo la morte di Ebert, fu eletto presidente della repubblica il vecchio marescialle Paul von
Hindenburg (1847-1934), sostenitore della monarchia e appoggiato da chi volevano una
soluzione autoritaria.
VERSO LA FINE DELLA REPUBBLICA
A partire dal 1924 la Germania ottenne prestiti dagli Stati Uniti. L’economia tedesca si riprese
velocemente e in breve la produzione superò il livello degli anni precedenti la guerra.
La Germania iniziò anche a pagare le riparazioni di guerra. Ciò favorì una distensione nelle
relazioni internazionali e nel 1926 la Germania entrò nella Società delle Nazioni. Ma il grande
crollo del 1929 colpì duramente la Repubblica di Weimar. I prestiti americani cessarono. La
produzione nel periodo 1929-32 diminuì del 50% e la disoccupazione crebbe enormemente.
Estrema sinistra ed estrema destra si rafforzarono; entrambe volevano la fine della repubblica: la
sinistra per realizzare la rivoluzione socialista; la destra per imporre uno Stato dittatoriale che
garantisce l’ordine e risollevasse la Germania.
Nelle elezioni del 1930 i partiti democratici persero consensi, mentre si rafforzarono i comunisti
e soprattutto e nazisti di Hitler, che passarono dal 2,5 al 18,3% dei voti.
CHI ERANO I NAZISTI?
8. IL NAZISMO
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LA NASCITA DALLA REPUBBLICA

Verso la fine della prima guerra mondiale le condizioni economiche e sociale della Germania erano drammatiche. Il più forte partito tedesco, il Partito Socialdemocratico ( SPD ), chiedeva la pace e la fine dell’assolutismo monarchico. La situazione precipitò alla fine di ottobre del 1918. La rivolta esplose molte città tedesche e l’imperatore Guglielmo II fuggì in Olanda: il 9 novembre 1918 fu proclamata la repubblica. Secondo i comunisti della Lega di Spartaco , la proclamazione della repubblica però non era sufficiente. Essi volevano una rivoluzione come quella russa. Nel gennaio 1919 tentarono effettivamente di guidare un’insurrezione, che fu repressa dall’esercito. I capi della Lega, Rosa Luxemburg (1870/71-1919) e Karl Liebknecht (1871-1919), vennero assassinati. La repubblica tedesca intanto traferì la sua capitale a Weimar , una piccola cittadina più tranquilla di Berlino. Nacque così la Repubblica di Weimar che si diede una nuova Costituzione democratica. La Germania divenne una repubblica parlamentare e federale. Fu divisa i 17 Länder (regioni) parzialmente autonomi. I socialdemocratici vinsero le elezioni del 1919 e un loro rappresentante, Friederich Ebert , divenne presidente della nuova repubblica.

LA CRISI ECONOMICA La Germania fu considerata nei trattati di pace come unica responsabile di guerra. Fu sottoposta perciò a condizioni punitive e costretta a pagare ai vincitori un enorme risarcimento. Le dure condizioni di pace e i debiti provocati dalla guerra gettarono la Germania nel baratro di una crisi economica gravissima. La moneta tedesca, il marco, perse valore. L’ inflazione fece salire alle stelle i prezzi dei beni più comuni: per un pezzo di pane no bastavano due rivivere le stesse privazioni degli anni di guerra. In questo clima di crisi molti Tedeschi, anche moderati, aderirono ai partiti della destra nazionalista , che fecero crescere la voglia di una rivincita, soprattutto nei confronti della Francia. Secondo nazionalisti e conservatori la sconfitta non era dipesa dalla forza militare delle potenze dell’Intesa, ma dal tradimento dei comunisti e pacifisti. In particolare i comunisti venivano accusati di esseri venduti all’URSS. Approfittando del clima di tensione, la destra nazionalista tentò, sia nel 1920 sia nel 1923 ( Putsch della birreria ) di prendere il potere. In entrambi i casi la giovane repubblica riuscì a sopravvivere. Il consenso ai partiti dell’estrema destra, però, continuava a crescere. Nel 1925, dopo la morte di Ebert, fu eletto presidente della repubblica il vecchio marescialle Paul von Hindenburg (1847-1934), sostenitore della monarchia e appoggiato da chi volevano una soluzione autoritaria.

VERSO LA FINE DELLA REPUBBLICA A partire dal 1924 la Germania ottenne prestiti dagli Stati Uniti. L’economia tedesca si riprese velocemente e in breve la produzione superò il livello degli anni precedenti la guerra. La Germania iniziò anche a pagare le riparazioni di guerra. Ciò favorì una distensione nelle relazioni internazionali e nel 1926 la Germania entrò nella Società delle Nazioni. Ma il grande crollo del 1929 colpì duramente la Repubblica di Weimar. I prestiti americani cessarono. La produzione nel periodo 1929-32 diminuì del 50% e la disoccupazione crebbe enormemente. Estrema sinistra ed estrema destra si rafforzarono; entrambe volevano la fine della repubblica: la sinistra per realizzare la rivoluzione socialista; la destra per imporre uno Stato dittatoriale che garantisce l’ordine e risollevasse la Germania. Nelle elezioni del 1930 i partiti democratici persero consensi, mentre si rafforzarono i comunisti e soprattutto e nazisti di Hitler, che passarono dal 2,5 al 18,3% dei voti.

CHI ERANO I NAZISTI?

Hitler pensava che nulla dovesse rompere l’unità del popolo, che si realizzava nello Stato e nella persona del Führer (capo supremo in tedesco). Per questo motivo disprezzava la democrazia e il metodo parlamentare: secondo Hitler non era importante il rispetto delle libertà individuali, ma l’interesse della nazione, che comprendeva quello degli individui. Ancora più dura era la condanna del comunismo: secondo Hitler la lotta di classe corrompeva il popolo e spezzava l’unità della nazione. Ma il punto centrale dell’ideologia nazista era l’idea che la razza ariana fosse superiore a tutte le altre. Il compito della razza ariana e dei Tedeschi in particolare era di sottomettere le razze “inferiori” formate da “sottouomini”: le popolazioni slave dovevano essere ridotte in schiavitù, gli ebrei eliminati. La difesa della purezza della razza andava esercitata anche contro zingari, portatori di handicap, omosessuali, malati di mente, tutti colpevoli di “contaminare” il popolo tedesco. Gli ebrei erano considerati dal nazismo i veri nemici della Germania perché: ■ avevano indebolito la resistenza del popolo tedesco durante la guerra (molti dirigenti comunisti e lo stesso Marx erano ebrei); ■ erano accusati di controllare la finanza e di sfruttare economicamente la Germania. Il trattato di Versailles, che aveva umiliato la Germania, era da rivedere e una politica di riarmo e di espansione territoriale avrebbe dovuto poi portare la Germania a dominare l’Europa. Per realizzare questo programma doveva nascere un uovo Reich , cioè un nuovo impero: uno Stato guidato da un solo uomo, che educasse le masse alla disciplina e alla lotta.

HITLER AL POTERE La crisi della Repubblica di Weimar si accelerò nel 1932 con il Paese sull’orlo di una guerra civile perché le squadre d’azione naziste si scontravano in continuazione con i comunisti. Il parlamento non riusciva a esprimere un Governo in grado di guidare la Germania. Nell’arco di pochi mesi (marzo, luglio, novembre 1932) si svolsero ben tre elezioni. Durante questo terribile anno gli industriali, gli agrari e l’esercito decisero di appoggiare i nazisti, pensando che Hitler fosse l’unico in grado di salvare il Paese. A novembre i nazisti ottennero il 37,4% dei voti e divennero il partito più forte. Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg affidò a Hitler l’incarico di formare il nuovo Governo e gli diede la carica di Cancelliere (primo ministro).nel 1934 Hindenburg morì e Hitler divenne anche capo dello Stato: era ora il Führer , il padrone di un Paese su cui poteva esercitare poteri illimitati. La Repubblica di Weimar era finita.

LE FORZE ARMATE DI HITLER Hitler conquistò il potere legalmente. Tuttavia, uno degli elementi che favorirono l’ascesa di Hitler fu il ricorso ad azioni di forza contro i suoi avversari. Per fare ciò Hitler si servì prima delle SA ( Sturm Abteilungen , squadre d’assalto) e poi delle SS ( Schutzstaffeln , staffette di difesa), forze addestrate e armate come un vero e proprio esercito: ■ le SA, guidate da Ernst Röhm , avevano lo scopo di colpire soprattutto le organizzazioni socialcomuniste; ■ le SS, una milizia al servizio del Führer, erano guidate da Heinrich Himmler e si occuparono di eliminare qualsiasi tipo di opposizione al nazismo, anche quella interna alla stesso partito. Il caso più clamoroso è costituito dal massacro delle SA e dato che Röhm mostrò sempre più il suo disaccordo nei confronti delle scelte di Hitler, il Führer organizzò quella che passò alla storia come la notte dei lunghi coltelli : nella notte del 30 giugno 1934 Ernst Röhm e centinaia di altri capi delle SA vennero assassinati dalle SS.

LO STATO TOTALITARIO: REPRESSIONE E PERSECUZIONI Ottenuta la nomina a cancelliere, Hitler aggredì tutte le forze di opposizione. Il 27 febbraio 1933 un incendio distrusse il Parlamento di Berlino, il Reichstag. Ancora oggi on si sa se la

I governi di Francia e Gran Bretagna , deboli (soprattutto quello francese) per le divisioni interne, preferivano tollerare le prepotenze dei nazisti piuttosto che rischiare una nuova guerra. Nessuno dei due governi voleva coinvolgere i rispettivi Paesi in un conflitto che aveva lo scopo di difendere interessi che non li riguardavano direttamente. Inoltre, più che l’aggressiva politica di Hitler, i due Paesi, temendo una diffusione del comunismo al di fuori dell’Unione Sovietica, considerarono Hitler una valida barriera nei confronti di Stalin. Il Führer, consapevole di questo, decise di approfittare del momento favorevole.

IL PROGRAMMA ESPANSIONISTICO DI HITLER Il 12 marzo 1938 le truppe naziste occuparono l’ Austria e il mese seguente un plebiscito ne ratificò l’ annessione. La Germania era di nuovo una grande potenza, ma la volontà espansionistica di Hitler non era ancora soddisfatta. I nazisti, infatti, pretendevano il controllo dei Sudeti , una regione della Cecoslovacchia dove vivevano circa tre milioni di Tedeschi (ma anche un milione di Cechi). La Cecoslovacchia non intendeva cedere. Per evitare il rischio di una guerra Francia e Gran Bretagna chiesero a Mussolini di fare da mediatore. Mussolini organizzò la conferenza di Monaco (29-30 settembre 1938) cui parteciparono i primi ministri inglese (Chamberlain) e francese (Daladier). La Cecoslovacchia non fu neppure coinvolta nelle decisioni: i suoi rappresentanti aspettarono in anticamera, in attesa che si stabilisse qualcosa. Così anche i Sudeti entrarono a far parte del Terzo Reich. Al ritorno in patria Chamberlain e Daladier furono festeggiati come salvatori della pace. Solo Winston Churchill (1874-1965), un conservatore inglese che da anni sosteneva la necessità di un atteggiamento più fermo si rese conto del pericolo di fare concessioni a Hitler e commentò così la conferenza di Monaco: “Potevano scegliere tra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra”. L’avanzata nazista verso est continuò. Nel marzo del 1939 Hitler occupò la Boemia e la Moravia , due regioni della Cecoslovacchia. E questa volta si trattava di un’aggressione vera e propria. Contemporaneamente Hitler rivendicava Danzica e il corridoio polacco che avrebbe unito la Prussia orientale al resto della Germania.

ALLEANZE VERSO LA GUERRA Finalmente Francia e Gran Bretagna si resero conto che la loro arrendevolezza favoriva la pretese smisurate di Hitler. Strinsero così un’alleanza con la Polonia , che appariva la futura vittima dell’espansionismo nazista. Francia e Gran Bretagna resero noto che se la Polonia fosse stata invasa sarebbero scese in guerra contro la Germania. Nel frattempo anche l’ Italia fascista aveva seguito l’esempio dei nazisti occupando l’ Albania (aprile 1939). Fu proprio in questo periodo che Italia e Germania rafforzarono la loro alleanza firmando il Patto d’acciaio (22 maggio 1939). Ma l’accordo più inaspettato fu firmato il 23 agosto 1939 tra il ministro degli Esteri sovietico Molotov e quello tedesco von Ribbentrop ( patto Molotov-Ribbentrop ): nessuno poteva immaginare che Hitler e Stalin si sarebbero alleati! In una parte segreta del trattato i due dittatori si accordavano per la spartizione della Polonia. Con l’appoggio dell’Unione Sovietica, Hitler era andato a invadere la Polonia, convinto che anche questa volta Francia e Inghilterra non avrebbero avuto il coraggio di affrontare una guerra. Ma questa volta si sbagliava.

Come nacque la Repubblica di Weimar? Nel novembre del 1918, in seguito a un’insurrezione popolare, venne proclamata la Repubblica detta di Weimar (perché nel 1919 in questa cittadina fu trasferita la capitale). La Germania divenne una repubblica parlamentare e federale (divisa in 17 regioni parzialmente autonome).

Quali problemi dovette affrontare la neonata Repubblica? Dopo la vittoria dei socialdemocratici alle elezioni, il nuovo governo dovette affrontare una gravissima crisi economica, dovuta al pagamento di un enorme risarcimento ai vincitori e ai pesantissimi debiti provocati dalla guerra. Si diffuse una forte inflazione che rese molto difficile la vita dei Tedeschi.

Perché i partiti democratici persero progressivamente consensi? Dopo una parziale ripresa dell’economia, nel 1929 il Paese precipitò nuovamente in una drammatica crisi finanziaria. In molti, anche tra i moderati, si avvicinarono alle proposte antidemocratiche di Hitler, che sembrava avrebbero potuto garantire l’ordine e risollevare la Germania.

Come si giunse alla fine della Repubblica di Weimar? Nel 1924, dopo che la Germania ottenne prestiti dagli Stati Uniti, la sua economia ebbe una grande ripresa che le permise anche di pagare le riparazioni di guerra. Ma il grande crollo fu quando i prestiti statunitensi cessarono e nel 1929 la Repubblica di Weimar ricadde una forte crisi che causò la diminuzione della produzione del 50% e l’aumento della disoccupazione. Nelle elezioni del 1930 i partiti democratici persero i consensi e si rafforzarono i nazisti di Hitler.

Che cosa sosteneva l’ideologia nazista? Hitler pensava che nulla dovesse rompere l’unità del popolo. Questa unità si realizzava nello Stato e nella persona del Führer (in tedesco “capo supremo”). Hitler disprezzava la democrazia e il metodo parlamentare: l’interesse della nazione incarnava anche quelli dei singoli individui. Condannava il comunismo, perché la lotta di classe corrompeva il popolo e spezzava l’unità della nazione. Il punto centrale dell’ideologia nazista era l’idea che la razza ariana (cioè la “pura” razza bianca) fosse superiore a tutte le altre. In particolare, le popolazioni slave andavano ridotte in schiavitù e gli ebrei dovevano essere eliminati. La persecuzione degli ebrei si articolò in tre fasi:

  • dal 1933 al 1935 venne scatenata una violenta propaganda per diffondere l’ostilità dei Tedeschi verso di loro;
  • nel 1935 la persecuzione fu legalizzata: con le Leggi di Norimberga si escludevano gli ebrei dalla «Comunità nazionale»; e tra il 9 e il 10 novembre 1938 (notte dei cristalli) vennero infrante le vetrine dei negozi degli ebrei, distrutte le sinagoghe, incendiate le abitazioni, arrestati, feriti e uccisi ebrei in tutta la Germania;
  • nel 1941 venne presa la decisione di procedere allo sterminio nel corso del 1942 si avviò la deportazione nei lager: era l’attuazione della cosiddetta «soluzione finale» che provocò la morte di circa 6 milioni di ebrei.

In che modo Hitler salì al potere? Il 1932 in Germania fu un anno terribile per l’instabilità politica ed economica: gli industriali, gli agrari e l’esercito decisero definitivamente di appoggiare i nazisti, che nelle elezioni di novembre divennero il più forte partito tedesco. Il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg affidò a Hitler l’incarico di formare un nuovo Governo. Nel 1934 Hindenburg morì e Hitler divenne anche il capo dello Stato.