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Futurismo e Romanzi Antiromaneschi: L'Esperienza di Palazzeschi e 'Il Codice di Perelà', Appunti di Letteratura Italiana

Come il movimento letterario futurista si sviluppò intorno a due riviste, L’Italia Futurista e Lacerba, e come Palazzeschi contribuì con il suo romanzo 'Il Codice di Perelà'. il paradossale tentativo di scrivere un romanzo sintetico, la pubblicazione di Mafarka il Futurista di Marinetti e il ruolo di Palazzeschi nel movimento. Viene inoltre discusso il significato di 'Il Codice di Perelà' come antiromanzo e come espressione di umorismo futurista.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 18/01/2020

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LE AVANGUARDIE STORICHE
Durante il primo 900 si trovano principalmente i futuristi contro i vociani.
Nel 1909 viene pubblicato il Manifesto Tecnico sul Figarò, di stampo futurista.
Esprime le linee guida del Futurismo, movimento letterario e i valori di velocità, rapidità, progresso.
Il termine avanguardia (termine militare) viene usato per la rottura con la tradizione e vengono presi di mira scrittori
come Manzoni e Leopardi.
Nel 1939 viene pubblicato il Manifesto Futurista del Romanzo sintetico: velocità e progresso sono i valori del
futurismo, le opere devono essere scritte, le opere teatrali rappresentate e le opere d’arte mostrate.
Il progresso viene inteso come evoluzione sociale possibile attraverso la progressione sociale ed economica,
attraverso la tecnologia, la modernità.
Il futurismo come movimento letterario si aggancia a due riviste: l’Italia del primo 900 si appoggia alle riviste per
promuovere dibattiti letterari, come L’Italia Futurista e Lacerba.
A Milano con gli scrittori seguaci di Marinetti fedeli L’Italia Futurista .
Firenze con esponente Palazzeschi con Lacerba .
Le differenze tra futurismo milanese e fiorentino maturano grazie ai fatti storici accaduti negli anni, in cui quello
fiorentino si vede più umorista, mentre quello milanese diventerà più fascista.
L’emblema stilistico formale è il paro liberismo (si esprime sulle tavole, non sulla pagina tradizionale): la scrittura al
passo con i tempi moderni deve rompere completamente con i canoni tradizionali, tramite l’abolizione della sintassi,
con testi che puntano a una percezione grafica e visuale degli scritti.
Non importa solo il testo in maniera ordinata e coesa, ma è anche importante come esso venga posto nella pagina.
Il testo deve veicolare il contenuto anche a livello visivo.
Altro concetto importante è quello della sintesi, i romanzi devono essere scritti con le sole parole necessarie.
Scrivere un Romanzo che sia anche sintetico è di per sé paradossale, ecco perché ci vogliono 20 anni per
testuarizzarli manifesto sul romanzo futurista.
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LE AVANGUARDIE STORICHE

Durante il primo 900 si trovano principalmente i futuristi contro i vociani. Nel 1909 viene pubblicato il Manifesto Tecnico sul Figarò, di stampo futurista. Esprime le linee guida del Futurismo, movimento letterario e i valori di velocità, rapidità, progresso. Il termine avanguardia (termine militare) viene usato per la rottura con la tradizione e vengono presi di mira scrittori come Manzoni e Leopardi. Nel 1939 viene pubblicato il Manifesto Futurista del Romanzo sintetico: velocità e progresso sono i valori del futurismo, le opere devono essere scritte, le opere teatrali rappresentate e le opere d’arte mostrate. Il progresso viene inteso come evoluzione sociale possibile attraverso la progressione sociale ed economica, attraverso la tecnologia, la modernità. Il futurismo come movimento letterario si aggancia a due riviste: l’Italia del primo 900 si appoggia alle riviste per promuovere dibattiti letterari, come L’Italia Futurista e Lacerba. A Milano con gli scrittori seguaci di Marinetti fedeli L’Italia Futurista. Firenze con esponente Palazzeschi con Lacerba. Le differenze tra futurismo milanese e fiorentino maturano grazie ai fatti storici accaduti negli anni, in cui quello fiorentino si vede più umorista, mentre quello milanese diventerà più fascista. L’emblema stilistico formale è il paro liberismo (si esprime sulle tavole , non sulla pagina tradizionale): la scrittura al passo con i tempi moderni deve rompere completamente con i canoni tradizionali, tramite l’abolizione della sintassi, con testi che puntano a una percezione grafica e visuale degli scritti. Non importa solo il testo in maniera ordinata e coesa, ma è anche importante come esso venga posto nella pagina. Il testo deve veicolare il contenuto anche a livello visivo. Altro concetto importante è quello della sintesi, i romanzi devono essere scritti con le sole parole necessarie. Scrivere un Romanzo che sia anche sintetico è di per sé paradossale, ecco perché ci vogliono 20 anni per testuarizzarli manifesto sul romanzo futurista.

Nel 1909 viene pubblicato (prima in francese) Mafarka il Futurista di Marinetti, il cui proposito era distruggere l’io analitico (visto in Tozzi, Svevo e Pirandello) per riaffermare la centralità dell’io vitalistico ed eroico, con i valori del colonialismo dell’epoca giolittiana. Lui è a favore dell’imperialismo e del colonialismo. Vengono esaltati i valori della macchina e dell’uomo- macchina. Il testo, ambientato in un'Africa immaginaria, narra le epiche avventure di Mafarka, che dopo aver trionfato sui suoi nemici in battaglia, in luogo di proclamarsi re degli africani decide di ritirarsi e dedicarsi alla 'creazione' di suo figlio, Gazurmah, automa e semidio alato. Il Romanzo verrà inoltre condannato e censurato a causa dell’elevato sessismo presente nel libro, con all’interno scene di stupro molto violente. Altro romanzo futurista di cui è importante conoscere le linee generali è “Il codice di Perelà” di Palazzeschi, che è invece il capofila del gruppo fiorentino. Ed è colui che poi più si distaccherà dal fondatore Marinetti ed orienterà il suo progetto di avanguardia futurista verso una direzione più umoristica, infatti sarà proprio Palazzeschi a redare un nuovo manifesto futurista che però intitolerà “ Il controdolore ”. Quando abbiamo davanti pagine o paragrafi riguardanti il futurismo, bisogna focalizzare l’attenzione:  sul manifesto tecnico ;  sul manifesto del romanzo ;  sul fatto che, ad esempio, tra il futurismo ed il modernismo in generale c’è una linea di continuità. Nonostante siano differenti, entrambe le strade si muovono sul concetto di antiromanzo. Tutti gli scrittori del primo Novecento abbracciano questa strada dell’antiromanzo, ovvero un romanzo che rifiuta i canoni del romanzo ottocentesco e tardo ottocentesco tradizionali così come si è già visto. “ Il codice di Perelà ” viene edito per la prima volta nel 1911, per le edizioni futuriste (il futurismo, in quanto movimento letterario aveva organi pubblicistici cioè delle riviste, quindi aveva un programma che tutti gli scrittori che aderivano al manifesto seguivano quel codice. Ovviamente avevano una casa editrice che pubblicava le migliori opere che testimoniavano il progetto futurista). Successivamente, il romanzo verrà pubblicato svariate volte sotto altre case editrici poiché il pensiero di Palazzeschi muta e si distacca da quella che era la visione futurista di Marinetti, fino ad arrivare ad una pubblicazione degli anni 50 che presenta anche un titolo differente (“ L’uomo di fumo ”). Il romanzo ha, in effetti, come protagonista un “uomo di fumo”, è sicuramente un antiromanzo poiché non rispecchia i canoni spazio-temporali tradizionali. Il personaggio

 da una parte c’è il carattere rivoluzionario di questo uomo di fumo, che nella sua diversità vuole provare ad entrare nella società facendosi così accettare, cercare di essere libero e di non adeguarsi a quello che è il suo contesto;  dall’altra, vi è la scelta del punto di vista di chi, quando si vede respinto, non combatte e si ritira. Quindi vanifica tutto il potenziale rivoluzione che promettevano le sue azioni iniziali. C’è poi una riflessione che è possibile fare rispetto alla sua essenza fisica, cioè la leggerezza : egli non ha peso, non ha consistenza corporea e questo da una parte è stato letto come una caratteristica da correlare al desiderio di elevazione della sua anima rispetto alla mediocrità terrena ; dall’altra parte è anche un’accezione che può essere letta in termini di deresponsabilizzazione : cioè di una leggerezza anche di intelletto rispetto a ciò che accade, quindi il non assumersi le proprie responsabilità e cercare di proseguire nella propria vita senza combattere. Abbiamo sempre una doppia lettura e mai una delle due esclude l’altra, né tantomeno Palazzeschi si è esposto per indirizzare il lettore in una direzione piuttosto che in un’altra. Come è stato già detto, l’opera è un antiromanzo e contravviene al principio di verosimiglianza ed anche al principio di casualità : ovvero quel principio di causa-effetto, quello che si chiama determinismo , che invece era stato tanto importante per la tradizione del romanzo ottocentesco. “IL CONTRODOLORE” Il manifesto di Palazzeschi fu pubblicato qualche anno dopo col titolo “ Il Controdolore ”. Già da questo titolo possiamo comprendere in che direzione si sta muovendo l’orientamento futurista dell’autore. Più che assomigliare alle premesse del romanzo futurista (questo ci fa comprendere come, nonostante la poca distanza dalla fondazione del movimento futurista, Palazzeschi se ne stesse già distanziando), assomiglia più a qualcosa di Pirandelliano: cioè il controdolore, tutto ciò che è contro il dolore e che quindi raccogliamo sotto l’area semantica del riso. L’andamento del manifesto, così come vuole il regolamento del manifesto stesso, segue una scaletta, va per punti (testo regolativo). Quindi ha anche una sua categoricità nell’elencare i punti da seguire, però il contenuto risulta essere molto diverso da quello espresso nel 1909 (manifesto di Marinetti). Cit.: “ Uomini, non siete creati, no, per soffrire; nulla fu fatto nell’ora di tristezza e per la tristezza; tutto fu fatto per il gaudio eterno. Il dolore è transitorio (voi soli ne eternate l’esistenza con la vostra paura); la gioia è eterna. Ecco il vero peccato originale, ecco il solo fonte battesimale. Vili! Paurosi! Poltroni! Incerti! Ritardatari! Passate la macchia! (…) Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità.”  Mentre il manifesto tecnico futurista, il primo del 1909, si apriva con una celebrazione della modernità e della rapidità quindi tutto ciò che era nuovo; il manifesto del controdolore si apre già centrando il tema principale della nuova poetica di Palazzeschi, ossia la risata , la gioia. Cit.: “La serietà in tal caso ci viene dalla ammirazione, dall’invidia, dalla vanità. Quello che si dice il dolore umano non è che il corpo caldo ed intenso della gioia ricoperto di una gelatina di fredde lagrime grigiastre.”  Quindi, secondo Palazzeschi, la gioia è il nocciolo di ogni entità umana che poi, per circostanze storiche individuali o collettive, viene ricoperto da paure e altre emozioni riconducibili al dolore. Cit.: “Scortecciate e troverete la felicità. (…) Noi futuristi vogliamo guarire le razze latine, e specialmente la nostra, dal dolore cosciente, lue passatista aggravata dal romanticismo cronico, dall’affettività mostruosa e dal sentimentalismo pietoso che deprimono ogni italiano. Vogliamo perciò sistematicamente...”  In queste parole ritroviamo una tempra tipicamente futurista che riguarda la razza latina, quindi non la razza umana a cui siamo abituati; ritroviamo quel senso di disprezzo verso il romanticismo ed il sentimentalismo (già presente nel “Uccidiamo Il Chiaro Di Luna”) e poi presenta l’elenco dei punti fondamentali.

Cit.: “Distruggere il fantasma romantico ossessionante e doloroso delle cose dette gravi, estraendone e sviluppandone il ridicolo, col sussidio delle scienze, delle arti, della scuola.”  La prima cosa è sostituire il sentimentalismo con il ridicolo, ovvero sostituirlo con qualcosa che è oggetto di risata. Attraverso gli studi di Bergson – incontrato già per la questione del tempo – che si occupa anche della risata, sappiamo che il riso è un modo per mettere in evidenza le regole di comportamento sociale. Cioè il riso ha un potere conservatore perché, quando noi ridiamo, stiamo sottolineando, per antitesi, come la cosa dovrebbe essere veramente. (Esempio: se io vedo una persona cadere per le scale, posso ridere ma ridendo, noi sottolineiamo che quel comportamento, seppur involontario, è anomalo. La correttezza sarebbe stata appunto quella di scendere le scale lentamente senza cadere. La caduta è un qualcosa che diventa visibile perché considerato “non normale”). Questo è quello che aveva centrato Bergson e che ritroviamo anche qui: quindi, il sentimentalismo non è quello che vogliamo, bensì ci prefissiamo di mettere in ridicolo tutte quelle caratteristiche esagerate di relazioni amorose, familiari, passionali che possono essere rimarcate attraverso la risata. In modo tale da dare al lettore una regola di comportamento sociale. Cit.: “Combattere il dolore fisico e morale con la loro stessa parodia. Insegnare ai bambini la massima varietà di sberleffi, di boccacce, di gemiti, lagni, strilli, per preservarli dagli abituali pianti.”  Anche l’arma della parodia è ovviamente un’alleata della risata. Cit.: “Svalutare tutti i dolori possibili, penetrandoli, guardandoli da ogni lato, anatomizzandoli freddamente. Cit.: “Invece di fermarsi nel buio del dolore, attraversarlo con slancio, per entrare nella luce della risata.”  Questo slancio, questa luce appartengono propriamente al lessico futurista (non a caso, i poeti futuristi sono detti poeti incendiari), però sono usate sotto un’altra chiave e sono messe a servizio di questa poetica della risata. Cit.: “Trasformare gli ospedali in ritrovi divertenti, mediante five o’ clock thea esilarantissimi, café-chantants, clowns. Imporre agli ammalati delle fogge comiche, truccarli come attori, per suscitare fra loro una continua gaiezza. I visitatori non potranno entrare nei palchetti delle corsie se non dopo esser passati per un apposito istituto di laidezza e di schifo, nel quale si orneranno di enormi nasi foruncolosi, di finte bende, ecc. ecc.”  Rappresenta un’eredità dalle serate futuriste un poco estrema, ma utile per comprendere. Cit.: “Non ridere nel vedere uno che ride (plagio inutile), ma saper ridere nel vedere uno che piange.” Cit.: “Trasformare i manicomi in scuole di perfezionamento per le nuove generazioni.”  Questi manicomi, durante il Novecento andarono molto di moda. Il “controdolore” rappresenta il rovesciamento dell’umorismo Pirandelliano. Entrambi propongono una ipotesi di risata, ma mentre in Pirandello abbiamo due momenti: l’avvertimento del contrario che è generato dalla risata, e subito dopo quel sentimento di pietà che genera senso del tragico che è appunto chiamato sentimento del contrario ; qui abbiamo un Palazzeschi che dice che dalla dimensione tragica dobbiamo tirar fuori il ridicolo. Quindi, diciamo che con Palazzeschi ci moviamo nella dimensione che Pirandello chiamerebbe come “avvertimento del comico”, ma qui tutto ciò che è tradizionalmente tragico viene trasformato in occasione di allegria (rappresenta quindi un paradosso estremo). Queste sono due interpretazioni del riso completamente rovesciate, però all’interno della lettura novecentesca è interessante perché una delle strade per rinnovare il romanzo è proprio quella del comico: sta a noi comprendere come questo comico viene declinato a seconda delle personalità, però il comico come strategia narrativa è un qualcosa che si oppone alla normalità, che si oppone alla mediocrità borghese. E così la

CONFRONTO TRA VOCIANI E FUTURISTI

 Per i vociani, l’ io non deve interpretare il mondo (l’io non è sovrano) ma deve analizzare le cose e trasformarle in parola quando c’è l’illuminazione creativa. Quindi l’io che subisce.  Per i vociani, quello che conta è la dimensione interiore (si parla di autobiografia infatti); mentre per i futuristi conta molto la realtà.  Per quanto riguarda l’approccio stilistico: i futuristi aboliscono completamente la sintassi, combinandole in una maniera completamente comunicativa; per i vociani vi è la frammentazione della sintassi, quindi è possibile comprendere la frase e avere un percorso coerente.