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Abuso e Maltrattamento Infantile: Definizioni, Tipologie e Fattori di Rischio, Appunti di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

tratta delle varie forme di maltrattamento

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 26/02/2019

ErikaN
ErikaN 🇮🇹

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PSICOLOGIA GIURIDICA E DELLA DEVIANZA
ANNO ACCADEMICO 2011-2012
Prof.ssa Patrizia Patrizi
Collaborano al corso:
Dott.ssa Vera Cuzzocrea
Dott. Gian Luigi Lepri
Dott.ssa Irene Petruccelli
Dott.ssa Francesca Vitale
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Scarica Abuso e Maltrattamento Infantile: Definizioni, Tipologie e Fattori di Rischio e più Appunti in PDF di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale solo su Docsity!

PSICOLOGIA GIURIDICA E DELLA DEVIANZA

ANNO ACCADEMICO 2011-

Prof.ssa Patrizia Patrizi

Collaborano al corso: Dott.ssa Vera CuzzocreaDott. Gian Luigi LepriDott.ssa Irene PetruccelliDott.ssa Francesca Vitale

Abuso e maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza

lezione del 14.02.

Dott.ssa Vera Cuzzocrea

PhD, psicologa giuridica, psicoterapeuta

Spazio Neutro Servizio di Psicologia Giuridica Clinica e Sociale Coop. Ceas Mentana (RM)

CHILD ABUSE: alcune premesse - 1 L’abuso e il maltrattamento all’infanzia sono temi da sempre presenti

nelle pagine di storia, 

tuttavia soltanto da pochi anni, si è progressivamente assunta unamaggiore consapevolezza della

complessità

di questi fenomeni e

dell’esigenza

di

affrontarli

attraverso

un

sistema

dell’esigenza

di

affrontarli

attraverso

un

sistema

multidimensionale di analisi e intervento

che comprende diversi

livelli di azione: livello psicosociale, clinico, giudiziario e legislativo. 

come si è arrivati a considerare l’abuso all’infanzia un

problema

serio di salute pubblica a livello internazionale

di fronte al quale

si

interrogano

quotidianamente

clinici,

giuristi,

operatori

territoriali e ricercatori; 

manca però una definizione

di abuso all’infanzia (soprattutto

sessuale) sulla quale tecnici e ricercatori prestino consenso.

Le evidenze sul

child abuse

(o

child maltreatment)

ci

permettono oggi di affermare che: a) si

tratta

di

un

problema

che

coinvolge

molti

bambini

e

bambine

di

paesi

industrializzati

CHILD ABUSE: alcune premesse - 2

bambine

di

paesi

industrializzati

b) include un’ampia varietà di condotte omissive e commissive in

ambito intrafamiliare ed extrafamilare; c) può avere degli esiti molto gravi sullo sviluppo evolutivo delle

persone in età evolutiva offese; d) non esistono modelli lineari che ci permettono di definire un

profilo

tipo

di

bambino/a-adolescente

abusato/a,

di

“abusante” e/o “famiglia abusante”.

Anni ‘60 -

Battered child syndrome



Il^

primo

studio

documentato

si

deve

al

medico

legale

francesce Tardieau che descrive il maltrattamento infantile attraversol’autopsia di giovani vittime. 

1946-1955. Caffey, Wolley e Evans descrivono la sintomatologia clinica

specifica

dei

bambini

maltrattati

clinica

specifica

dei

bambini

maltrattati

1962. Il pediatra americano Kempe definisce la c.d.

Battered child

syndrome

descrivendola come la forma più estrema di un ampio

spettro di lesioni non accidentali e deprivazioni sul bambino

The battered child syndrome must be thought of first two years of life are due to thebattered child as only the extreme form of a whole spectrum of non-accidental injuryand deprivation of children. At one end of the spectrum is the child who is franklybattered and may have repeated serious injuries

(Kempe, 1971, p. 28).

The battered child syndrome must be thought of first two years of life are due to thebattered child as only the extreme form of a whole spectrum of non-accidental injuryand deprivation of children. At one end of the spectrum is the child who is franklybattered and may have repeated serious injuries

(Kempe, 1971, p. 28).

Anni ‘70 –

Abuso sessuale

Alla fine degli anni ‘70 l’abuso sessuale viene definito come il coinvolgimento dibambini e adolescenti in attività sessualiche

essi

non

comprendono

ancora

pienamente

e

che

sono

tali

da

violare

i

pienamente

e

che

sono

tali

da

violare

i

tabù vigenti nella società circa i ruolifamiliari (Kempe, 1978). 

Si distingue in abuso

intrafamiliare

connesso

al

problema

dell’incesto

ed

extrafamiliare

, legato al fenomeno della

pedofilia.

Alla fine degli anni ’70 si arriva a considerare l’abuso come:^ Qualsiasi

comportamento,

volontario

o

involontario,

da

parte

di

adulti

(parenti,

II. DEFINIZIONI DI CHILD ABUSE - 1^ tutori, conoscenti o estranei) che danneggi in modo grave lo sviluppo psicofisicoe/o psicosessuale del bambino.

Abuso è tutto ciò che impedisce la crescita

armonica del minore

,^ non rispettando i suoi bisogni e non proteggendolo sul

piano fisico e psichico

. Vi rientrano, dunque, non soltanto comportamenti di tipo

commissivo, entro i quali vanno annoverati maltrattamenti di ordine fisico,sessuale o psicologico, ma anche di tipo omissivo, legati cioè all’incapacità più omeno accentuata, da parte dei genitori, di fornire cure adeguate a livellomateriale ed emotivo al proprio figlio

(Fergusson, Mullen, 1999).

Consiglio

d’Europa

(Strasburgo

,^

-^

Definizione

del

IV

II. DEFINIZIONI DI CHILD ABUSE - 2Seminario Criminologico:^ Il maltrattamento si concretizza negli

atti e nelle carenze che

turbano gravemente i bambini e le bambine, attentano alla loro integrità corporea, al loro sviluppo fisico, affettivo, intellettivo

e^

morale

,^

le

cui

manifestazioni

sono

la

trascuratezza e/o lesioni di ordine

fisico e/o psichico e/o

sessuale

da parte di un

familiare o di un terzo

III. VALUTAZIONE DELL’ABUSO (1) 

L’abuso non corrisponde ad una diagnosi clinica e il suo accertamento si deve basare su una valutazione multisistemica

che integra primo livello di

analisi di

tipo clinico

(riferito alla possibile presenza di un quadro sintomatologico, seppur

non

connotato

di

un

significato

patognomonico)

con

un

livello

di

analisi

di

tipo

non

connotato

di

un

significato

patognomonico)

con

un

livello

di

analisi

di

tipo

psicologico-giuridico

(ad esempio in riferimento alla testimonianza resa dal

ambino/adolescente presunta vittima e/o testimone dell’abuso) e

psico-sociale

(riferita, ad esempio, alla necessità di effettuare un’attenta valutazione anche delcontesto familiare e ambientale del/la bambino/a). 

E’

opportuno

considerare

la

complessità

del

fenomeno,

rinunciare

ad

un’interpretazione

sistematica

e^

privilegiare

un

approccio

multifattoriale

e

chiaramente ancorato ad un criterio casistico tale da

non trascurare la specificità

di ogni situazione.

III. VALUTAZIONE DELL’ABUSO (2) 

Nessun “indicatore” può inequivocabilmente ricondurre ad una vittimizzazione

(sessuale)

:^

le

attuali

conoscenze

in

materia

non

consentono infatti di individuare nessi di compatibilità/incompatibilità tra sintomi

di

disagio

e

supposti

eventi

traumatici

.

sintomi

di

disagio

e

supposti

eventi

traumatici

.



L’abuso all’infanzia va interpretato sulla base di

approfondimenti

contestuali

e di un’analisi accurata centrata sulla ricerca di “evidenze”

clinicamente fondate. 

I^

fattori di rischio rappresentano il supporto per formulare una valutazione

psicosociale

presuntiva

di

sospetto

abuso

o

trascuratezza

, intesa come ipotesi che deve essere verificata con l’aiuto

di una équipe multidisciplinare (Fergusson, Mullen, 1999; SINPIA, 2007).

Resiliency 

Una significativa percentuale di vittime non riporta alcun esito psicopatologico: riescono ad assorbire, metabolizzare e normalizzarel’esperienza traumatica subita. 

Si

parla

in

questi

casi

di

resilience

(o

resiliency

o^

resilienza

Si

parla

in

questi

casi

di

resilience

(o

resiliency

o^

resilienza

intendendo con questo termine la capacità individuale di resistere efronteggiare adeguatamente gli effetti negativi del trauma (Rutter,1990; De Leo, Scali, Caso, 2005). 

Si tratta di un’abilità individuale che esprime “

la capacità del

soggetto di attuare un’ampia gamma di risposte a seconda dellanatura delle circostanze avverse intervenute”

(Dèttore, Fuligni, 2008,

p. 161) e trae origine da influenze protettive sia interne alla personasia esterne, dell’ambiente, che operano insieme nel produrre ledifferenze personali di reazione allo stress o al trauma.

Utilizzo dei fattori di rischio:

Non esclusivo 

Non

rigido

(occorre

valutarli

in

base

alla

Non

rigido

(occorre

valutarli

in

base

alla

fase evolutiva, alla durata, persistenza eimmutabilità). 

Integrato

con

una

osservazione

generale

del bambino e della famiglia.

Integrato

con

l’osservazione

e^

la

valutazione di altri professionisti (assistentisociali, etc.).

a)

Neglect

:^

fornire cure adeguate e protettive. Può riguardare la mancata o

inadeguata alimentazione del bambino, la mancanza di cure o assistenzamedica, l’incapacità di proteggere il bambino dai rischi per la sua incolumità. b)

Physical abuse:

inflizione di un danno al bambino da parte di persone

deputate

alla

sua

custodia

e

può

comprendere

azioni

come

il

dare

percosse,

American Academy of Child and Adolescent Psychiatry (1997):^ pugni, calci, morsi, etc. e può arrecare ferite e lesioni come fratture, emorragieinterne, contusioni, ustioni e intossicazioni;

c)

Sexual Abuse:

comprende diverse tipologie di condotte sessuali (toccamenti di

glutei o genitali, esibizionismo, fellatio, cunnilingus, penetrazione anale ovaginale tra un bambino e un adulto o tra due bambini, quando uno di loro èsignificativamente più grande o utilizza la coercizione per costringere l’altroall’atto sessuale. In questa categoria rientra anche la pornografia minorile; d)

Psychological abuse:

quando una persona trasmette al bambino un messaggio

di svalutazione e fa sentire al bambino di non essere amato attraverso azioni dirifiuto (emotivo), terrorizzandolo, rimproverandolo, isolandolo.

  1. maltrattamento fisico e psicologico2. patologie delle cure3. violenza assistita 4.

abuso sessuale

Dèttore e Fuligni (2008): 4.

abuso sessuale

  1. pedofilia6. prostituzione minorile7. pornografia minorile8. turismo sessuale