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Algebra lineare e geometria, Sintesi del corso di Discipline geometriche

riassunti di geometria e algebra lineare

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 26/06/2026

luca-evangelista-3
luca-evangelista-3 🇮🇹

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ALGEBRA LINEARE E
GEOMETRIA ANALITICA
Compendio Teorico Completo delle Lezioni (13–17)
Tratto dalle lezioni del Prof. Ferdinando Zullo
Corso di Laurea in Ingegneria
Anno Accademico 2025/2026
Ricostruzione rigorosa di definizioni, teoremi e dimostrazioni
Algebra Lineare e Geometria Analitica (ALGA) 1
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ALGEBRA LINEARE E

GEOMETRIA ANALITICA

Compendio Teorico Completo delle Lezioni (13–17)

Tratto dalle lezioni del Prof. Ferdinando Zullo

Corso di Laurea in Ingegneria

Anno Accademico 2025/

Ricostruzione rigorosa di definizioni, teoremi e dimostrazioni

CAPITOLO 1: COMPLEMENTI SUGLI SPAZI

VETTORIALI ED EUCLIDEI

Sia R

m lo spazio vettoriale euclideo standard dotato del prodotto scalare canonico standard ·, · . Siano u, v

R

m , la loro ortogonalità viene definita dall'annullamento del loro prodotto scalare.

Definizione 1.1 (Complemento Ortogonale)

Sia U un sottospazio vettoriale di R

m

. Si definisce complemento ortogonale di U, e si indica con U

l'insieme di tutti i vettori di R

m che sono ortogonali a ogni vettore di U:

U

= { v R

m : v, u = 0, u U }

1.1 Proprietà Fondamentali del Complemento Ortogonale

Proposizione 1.

Sia U un sottospazio vettoriale di R

m

. Allora valgono le seguenti proprietà fondamentali:

U

è un sottospazio vettoriale di R

m .

L'intersezione tra il sottospazio e il suo complemento ortogonale è banale: U ∩ U

Dimostrazione.

  1. Per dimostrare che U

è un sottospazio vettoriale, verifichiamo la chiusura rispetto alle combinazioni lineari.

Siano u 1

, u 2

∈ U

e siano α, β R genericamente scelti. Per definizione di appartenenza al complemento

ortogonale, si ha che u 1

, u = 0 e u 2

, u = 0 per ogni elemento u U.

Consideriamo adesso la combinazione lineare vettoriale αu 1

  • βu 2

e calcoliamone il prodotto scalare

rispetto al generico vettore u U. Sfruttando la proprietà di bilinearità del prodotto scalare canonico si ottiene:

αu 1

  • βu 2

, u = α u 1

, u + β u 2

, u = α·0 + β·0 = 0

Poiché il risultato è nullo per qualsiasi u U, si deduce stabilmente che (αu 1

  • βu 2

) ∈ U

. Il sottoinsieme è

quindi un sottospazio vettoriale.

  1. Sia adesso un generico vettore v U ∩ U

. Dal momento che v U

, esso deve essere ortogonale a ogni

elemento del sottospazio U. Contemporaneamente, poiché v U, esso deve essere ortogonale a se stesso:

v, v = 0 v 1

  • v 2
  • &dots; + v m

= 0 v = 0

1.2 Il Prodotto Vettoriale in R

Definizione 1.

Siano u = (u 1

, u 2

, u 3

) e v = (v 1

, v 2

, v 3

) due vettori nello spazio tridimensionale R

. Si definisce

prodotto vettoriale (indicato con u v) il vettore le cui coordinate sono i determinanti minori della

matrice formale associata:

u v = \left(

u 2

u 3

v 2

v 3

u 1

u 3

v 1

v 3

u 1

u 2

v 1

v 2

ight)

Il prodotto vettoriale soddisfa le proprietà per cui u v = 0 se e solo se i vettori sono linearmente dipendenti

(proporzionali). Se sono indipendenti, u v genera un vettore ortogonale a entrambi, tale che la terna {u, v, u

v} formi una base di R

CAPITOLO 2: FONDAMENTI DI GEOMETRIA ANALITICA

NEL PIANO

Il piano della geometria elementare viene indicato con E

. L'insieme dei suoi punti viene indicato con P e

quello delle sue rette con L. Associato al piano vi è lo spazio dei vettori liberi del piano , denotato con L 2

avente dimensione pari a 2.

Definizione 2.1 (Base Ortonormale e Riferimento Cartesiano)

Una base ordinata B = (i, j) di L 2

si dice ortonormale se i vettori sono a due a due ortogonali e hanno

modulo unitario (versori):

i, i = 1, \quad j, j = 1, \quad i, j = 0

Un riferimento cartesiano nel piano è una coppia R = (O, B), dove O E

è un punto fisso detto

origine e B = (i, j) è una base ortonormale. Ogni punto P viene identificato univocamente dalle

coordinate del vettore posizione OP = x i + y j, denotato con P ≡ (x, y).

Proposizione 2.2 (Componenti del Vettore tra due Punti)

Siano dati due punti fissati nel piano cartesiano, P ≡ (x P

, y P

) e Q ≡ (x Q

, y Q

). Le componenti del vettore

libero PQ rispetto alla base B sono date da:

C

B

(PQ) = (x Q

  • x P

, y Q

  • y P

Dimostrazione.

Per la legge del triangolo sui vettori applicati (relazione di Chasles), sussiste la scomposizione vettoriale per cui

OQ = OP + PQ. Isolando il vettore incognito, si ottiene la relazione algebrica differenziale PQ = OQ - OP.

Esplicitando la combinazione rispetto alla base ortonormale ordinata B, si ha:

PQ = (x Q

i + y Q

j) - (x P

i + y P

j) = (x Q

  • x P

)i + (y Q

  • y P

)j

Le componenti risultano per l'appunto essere (x Q

  • x P

, y Q

  • y P

Sviluppando l'espressione per bilinearità e simmetria del prodotto scalare reale, si ottiene:

= ⟨ CB, CB ⟩ - 2 ⟨ CA, CB ⟩ + ⟨ CA, CA ⟩ = |CB|

+ |CA|

- 2 ⟨ CA, CB ⟩

Sostituendo la definizione geometrica del prodotto scalare tra due vettori, ovvero CA, CB = |CA| · |CB| ·

cos(θ), e convertendo i moduli dei vettori nelle rispettive distanze lineari tra i punti vertice, perveniamo a:

d(A,B)

= d(B,C)

  • d(A,C)
  • 2 d(A,C) d(B,C) cos(θ)

La tesi è pienamente verificata.

Corollario 2.4 (Teorema di Pitagora)

Nel caso particolare in cui l'angolo θ sia un angolo retto (θ = 90°), poiché il coseno si annulla (cos(90°)

= 0), la formula di Carnot si riduce alla nota relazione di Pitagora:

d(A, B)

= d(A, C)

  • d(B, C)

CAPITOLO 3: GEOMETRIA ANALITICA NELLO SPAZIO

Lo spazio euclideo tridimensionale viene indicato con E

, e lo spazio dei relativi vettori liberi è L 3

, con

dim(L 3

) = 3. Un riferimento cartesiano ortonormale nello spazio è identificato da una quaterna ordinata R = (O,

i, j, k).

3.1 Rappresentazione del Piano nello Spazio

Un piano Π passante per un punto P 0

(x 0

, y 0

, z 0

) e avente come giacitura il sottospazio bidimensionale generato

dai vettori linearmente indipendenti u e v, con componenti rispettive C B

(u) = (α, β, γ) e C B

(v) = (α', β', γ'),

ammette le seguenti formulazioni:

Equazioni Parametriche: Espresse per mezzo di due parametri reali indipendenti t, s R:

{ x = x 0

  • tα + sα'

{ y = y 0

  • tβ + sβ'

{ z = z 0

  • tγ + sγ'

Equazione Cartesiana Ordinaria: Ottenuta imponendo la complanarità tra il vettore generico

spostamento P 0

P = (x - x 0

, y - y 0

, z - z 0

) e i vettori di giacitura, traducibile nell'annullamento del

determinante misto:

x - x 0

y - y 0

z - z 0

α β γ

α' β' γ'

= 0 ax + by + cz + d = 0

I coefficienti (a, b, c) rappresentano geometricamente le componenti del vettore normale n

perpendicolare al piano, ricavabile direttamente tramite il prodotto vettoriale u v.

3.2 Intersezione Lineare di due Piani

Proposizione 3.

Siano dati due piani distinti nello spazio Π 1

: ax + by + cz + d = 0 e Π 2

: a'x + b'y + c'z + d' = 0. Essi

possono esclusivamente risultare paralleli (intersezione vuota) oppure intersecarsi lungo una retta nello

spazio.

Dimostrazione.

CAPITOLO 4: TEORIA DELLA DIAGONALIZZAZIONE E

DEGLI OPERATORI LINEARI

Sia A K

m,m una matrice quadrata di ordine m definita su un campo numerico K (generalmente identificato

con il campo dei numeri reali R o complessi C).

Definizione 4.1 (Matrice Diagonalizzabile)

La matrice quadrata A si dice diagonalizzabile se esiste una matrice invertibile P K

m,m e una

matrice diagonale D K

m,m tali da verificare la relazione di similitudine:

D = P

A P

Definizione 4.2 (Autovalore e Autovettore)

Un vettore non nullo v K

m \ {0} si definisce autovettore della matrice A se esiste uno scalare λ K

tale da soddisfare l'uguaglianza algebrica:

A v

T

= λ v

T

Lo scalare λ prende il nome di autovalore di A associato all'autovettore v.

Definizione 4.3 (Autospazio)

Sia λ un autovalore della matrice A. L'insieme costituito da tutti gli autovettori legati a λ,

congiuntamente al vettore nullo 0 , prende il nome di autospazio relativo a λ, indicato con Q A

(λ):

Q

A

(λ) = { v K

m : A v

T

= λ v

T

4.1 Struttura Geometrica degli Autospazi

Proposizione 4.

L'autospazio Q A

(λ) associato all'autovalore λ costituisce un sottospazio vettoriale dello spazio K

m .

Dimostrazione.

Verifichiamo i criteri necessari per la definizione di sottospazio vettoriale:

  1. Il vettore nullo 0 vi appartiene strutturalmente, in quanto è linearmente verificata l'equazione A 0

T = 0

T = λ

T .

  1. Siano ora scelti due autovettori v 1

, v 2

∈ Q

A

(λ) e due scalari α, β K. Valutiamo l'azione della matrice A

sulla loro combinazione lineare sfruttando le proprietà distributive del prodotto matrice-vettore:

A (α v 1

  • β v 2

T

= A (α v 1

T

  • β v 2

T

) = α (A v 1

T

) + β (A v 2

T

Sostituendo le relazioni d'autovalore note A v 1

T = λ v 1

T e A v 2

T = λ v 2

T si ha:

= α (λ v 1

T

) + β (λ v 2

T

) = λ (α v 1

T

  • β v 2

T

) = λ (α v 1

  • β v 2

T

Ciò prova che la combinazione lineare (α v 1

  • β v 2

) appartiene ad ogni effetto a Q A

(λ), certificando la natura di

sottospazio vettoriale.

Proposizione 4.

L'autospazio Q A

(λ) coincide esattamente con il nucleo o spazio delle soluzioni del sistema lineare

omogeneo espresso dalla matrice kernel:

(A - λ I m

) v

T

T

Dimostrazione.

Un elemento vettoriale v Q A

(λ) se e solo se soddisfa l'uguaglianza A v

T = λ v

T

. Sottraendo il membro destro

e portandolo a sinistra otteniamo: A v

T

  • λ v

T = 0

T .

Raccogliendo a fattor comune il vettore colonna tramite l'introduzione della matrice identità I m

di ordine m, si

perviene immediatamente a:

(A - λ I m

) v

T

T

L'equazione esprime la definizione esatta del nucleo dell'operatore associato.

Si definisce molteplicità geometrica dell'autovalore, e si indica con m g

(λ), la dimensione del rispettivo

autospazio: m g

(λ) = dim(Q A

(λ)) = m - rk(A - λ I m