Scarica Analisi del protestantesimo e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity!
8.I nuovi orizzonti spirituali: Rinascimento e Riforma
1.La civiltà del Rinascimento italiano
I decenni delle invasioni sono quelli che in cui si giunge all’apice del Rinascimento italiano.
“Rinascimento” fu coniato nel XIX secolo da Jules Michelet e Jakob Burckhardt e sta a significare
il ritorno ai valori e ai modelli dell’età classica nella filosofia, nella politica, nella letteratura e
nell’arte e nell’adozione di un atteggiamento più positivo verso la natura e verso l’uomo, posto al
centro dell’universo.
La cronologia più condivisa è quella che va da Petrarca (1304-1374) a Erasmo da Rotterdam
Sotto Rinascimento troviamo anche il concetto di Umanesimo, che si applica in ambito filosofico e
letterario.
Gli umanisti, cultori delle humanae litterae, erano coloro che si dedicavano alla scoperta e allo
studio delle opere dell’antichità, prima latina poi greca soprattutto dopo l’afflusso in Italia di dotti
bizantini in seguito alla conquista di Costantinopoli. Gli umanisti insegnavano a esprimersi in un
latino colto ed elegante e si sforzavano di ristabilire la giusta lezione dei testi mediante l’esercizio
del metodo filologico.
Fu con l’uso della critica testuale che Lorenzo Valla riuscì a dimostrare nel 1440 la falsità di un
documento medievale, la donazione fatta da Costantino a papa Silvestro. Tra il 1400 e il 1500
letterati e poeti ripreso l’uso del volgare arricchito di latinismi e di voci dotte.
L’osservazione della natura inizia a basarsi sempre di più su un’analisi attenta della realtà, che trova
riscontro nella tecnica della prospettiva messa a punto da Piero della Francesca e da altri;
l’architetto diviene Filippo Brunelleschi e Leon Battista Alberti la sintesi di conoscenze
umanistiche, artistiche e tecnico-scientifiche. In questo periodo figura essenziale è Leonardo da
Vinci.
Tra Quattrocento e Cinquecento Firenze perde il ruolo di centro culturale e artistico a favore di altri
centri di elaborazione della nuova cultura e del nuovo gusto. Ebbero sempre maggiore importanza
le corti principesche. La corte papale esercita sugli ingegni un’attrazione irresistibile (Donato
Bramante e Michelangelo nella costruzione della basilica di San Pietro).
Non meno importante è la figura degli Sforza di Milano, dei Gonzaga a Mantova, degli Este a
Ferrara, dei Montefeltro ad Urbino. Venezia era il centro sia di una scuola di pittura sia di una ricca
cultura legata ad un’industria editoriale.
La rottura dell’equilibrio tra gli Stati rinascimentali italiani ad opera delle potenze straniere doveva
segnare la crisi di questo momento magico della vita culturale. Ma agirono da stimolo per la
riflessione politica e storiografica.
2.Aspettative e tensioni religiose alla fine del Medioevo: Erasmo da Rotterdam
La cultura rinascimentale era impregnata di valori laici e terreni e indifferente alle dispute dottrinali
e teologiche. L’atteggiamento della Chiesa oscillava tra il rispetto formale e un anticlericalismo
connotato più da una reazione morale, civile e politica più che da un anelito religioso.
L’attesa di una riforma della Chiesa, che la riportasse alla purezza e alla povertà delle origini, da
tempo presente alla coscienza dei fedeli, si era acuita con il grande scisma d’Oriente (1378-1415),
con le contese per il primato tra il papato e i concili di Costanza e Basilea e col prevalere degli
interessi politici e mondani della curia di Roma rispetto a quelli pastorali.
Alle origini del movimento “protestante” stava anche la volontà “umanistica”, di ristabilire
l’autenticità del messaggio cristiano attraverso lo studio diretto dei testi sacri, senza elucubrazioni
dei teologi; e vi era il bisogno di una religiosità più intensa, di una vita più conforme alle massime
evangeliche, un bisogno diffuso in tutta Europa come dimostrano i successi di movimenti come la
Devotio moderna nei Paesi Bassi.
Tra gli esponenti più significativi di questi indirizzi si può ricordare:
- L’inglese Thomas More , autore di Utopia, descrizione di una società immaginaria basata
sull’amore tra gli uomini e sulla comunione dei beni
- l’olandese Erasmo da Rotterdam , più autorevole rappresentante dell’umanesimo cristiano
(1469-1536). Educato agli ideali di vita religiosa della Devotio moderna, Erasmo entrò in un
convento agostiniano ma dopo sei anni lasciò la vita del chiostro per seguire la sua inclinazione agli
studi. Dovunque strinse relazione con i circoli colti e si acquistò il prestigio per la sua conoscenza
dei classici e per l’eleganza del suo stile latino. Tra i suoi scritti più importanti troviamo: l’Elogio
alla pazzia e i Dialoghi, opere satiriche i cui bersagli principali sono la pedanteria, l’intolleranza, il
fanatismo, l’astrusità teologiche, gli eccessi di devozione, le superstizioni, il fratismo, le ipocrisie di
una religione tutta esteriore. Nel Manuale del soldato cristiano e nell’Educazione del principe
cristiano, Erasmo delineò il quadro di una morale che conciliava le influenze del mondo classico
con l’insegnamento di Cristo, rivissuto nel suo spirito interiore e scevro delle credenze superstiziose
e dai riti fini a se stessi. Ma il suo maggiore contributo fu la sua edizione critica del testo greco e
latino del Nuovo Testamento (1516) che servirà a Lutero per la sua traduzione della Bibbia. Il
cristianesimo di Erasmo era un ideale di vita pratica piuttosto che un insieme di dogmi e per questo
egli non volle mai separarsi dalla Chiesa cattolica. Eppure le sue opere vennero messe all’Indice
dalla Chiesa di Roma: nel clima della Controriforma non ci sarà più posto per il suo cristianesimo
ragionevole, per una riforma religiosa e morale ispirata al Vangelo.
3.La Riforma luterana
Martin Lutero era figlio di un piccolo imprenditore, nato ad Eisleben nel 1483, in Turingia, zona
dominata da una religiosità ancora medievale, coi suoi toni cupi e suoi territori del diavolo e del
peccato. Lutero fu inviato a scuola prima a Mensfeld poi a Magdeburgo. Nel 1501 si iscrisse alla
facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Erfurt.
Ma nel luglio del 1505 Lutero decise di farsi monaco.
La decisione verrà da lui stesso attribuita ad un voto fatto durante un temporale, quando un fulmine
cadde a pochi passi da lui, ma in realtà dovette essere l’effetto di una più profonda crisi interiore.
Ciò che lo tormentava era la sensazione della propria inadeguatezza di fronte ai comandamenti
divini, la paura del peccato e della dannazione eterna.
Ordinato sacerdote nel 1507, Lutero cercò la risposta ai suoi dubbi negli studi teologici: conseguito
il grado di dottore, assunse dal 1513 l’insegnamento teologico a Wittenberg, in Sassonia. Nel
2. Rilassatezza della gerarchia ecclesiastica che perseguiva obiettivi economici e di potere
(critica al potere temporale della Chiesa). Al tempo le cariche ecclesiastiche potevano essere
cumulate per beneficiare di più rendite e senza che questo corrispondessero allo
svolgimento di un ministero ecclesiastico.
3. La Chiesa possedeva vasti territori e riscuoteva decime
4. A tutto questo si intrecciò il fattore politico: Il Sacro Romano Impero era un organismo
complesso, costituito dall’imperatore che doveva regnare col consenso di principi e
feudatari. La religione divenne un importante elemento di equilibrio precario col papato,
con le monarchie europee e minacciato dalla Turchia.
5. Il nepotismo. I Papi assegnavano cariche pubbliche o territori ai propri familiari
6. La simonia era nel Medioevo la compravendita di cariche ecclesiastiche. Il termine viene
utilizzato più in generale per indicare l’acquisizione di beni spirituali in cambio di denaro.
7. La corruzione del clero. Spesso i prelati si facevano sostituire da propri subalterni per
dedicarsi ad attività mondane (vita di corte e attività militari).
8. La dottrina dell’indulgenza è un aspetto della fede cristiana, affermata dalla Chiesa
cattolica, che si riferisce alla possibilità di cancellare una parte delle conseguenze di un
peccato (pena temporale), dal peccato che abbia confessato sinceramente il suo errore e sia
stato perdonato tramite il sacramento della confessione. Per indulgenza viene significata la
remissione parziale o plenaria delle pene maturate con i peccati già perdonati da Dio con la
confessione, pratica che non aveva fondamento nella Bibbia.
4.La rottura con Roma e le ripercussioni in Germania
La vicenda che indusse Lutero a venire per la prima volta allo scoperto fu quando Alberto di
Hohenzollern, fratello del margravio di Brandeburgo e già titolare di due vescovati, aspirava a
diventare anche arcivescovo di Magonza. Papa Leone X accettò di conferirgli la nomina dietro
pagamento di 10.000 ducati per la dispensa dalla norma del diritto canonico che vietava il cumulo
di cariche. Per metterlo in grado di raccogliere l’ingente somma, il pontefice gli concesse l’appalto
di una vendita di indulgenze, bandita in tutta la Germania allo scopo di finanziare la costruzione
della Basilica di San Pietro: metà del ricavato sarebbe rimasta ad Alberto, l’altra metà alla Camera
apostolica.
La teoria delle indulgenze era basata sul presupposto dell’esistenza di un tesoro di meriti
accumulati dalla Vergine e dai santi, al quale la Chiesa poteva attingere per rimettere le pene ai
peccatori pentiti e anche per abbreviare le pene del Purgatorio. Ma i predicatori ingaggiati da
Alberto giungevano a promettere il Paradiso a chiunque si fosse mostrato prodigo del proprio
denaro.
Il 31 ottobre 1517 Lutero inviò ad Alberto di Hohenzollern 95 tesi, che secondo la tradizione
afflisse anche alla porta della chiesa di Wittenberg. Vi era stigmatizzato il traffico delle indulgenze
ma vi era negata la facoltà del pontefice di rimettere le pene. Le tesi furono stampate e riscossero
grande successo in tutta la Germania.
A Roma si tardò a prendere coscienza del pericolo. Solo nel giugno 1520 fu emanata da Leone X la
bolla Exsurge Domine (Levati o Signore), che lasciava a Lutero sessanta giorni per ritrattare prima
che contro di lui fosse scagliata la scomunica.
Alla fine del 1520 Lutero bruciò pubblicamente la bolla insieme ai libri del diritto canonico.
Nella seconda metà del 1520 furono pubblicati altri suoi scritti: Alla nobiltà cristiana della nazione
tedesca perché prendesse nelle sue mani la riforma della Chiesa; La cattività babilonese, una
requisitoria contro le falsità propagate dalla Chiesa di Roma e contro la dottrina dei sacramenti; La
libertà del cristiano, un’esposizione della teoria della giustificazione per fede.
La scomunica giunse nei primi giorni del 1521. Il nuovo imperatore Carlo V aveva promesso a
Federico il Saggio, elettore di Sassonia e protettore di Lutero di giustificarsi in sua presenza.
L’incontro ebbe luogo durante la Dieta di Worms del 17-18 aprile 1521. Lutero disse “[…] la mia
coscienza è vincolata a Dio. Non posso e non voglio ritrattare nulla perché non è giusto né salutare
andare contro la coscienza […]”
Carlo V promulgò l’Editto di Worms che dichiarava Lutero al bando dell’Impero, il che significava
che chiunque avrebbe potuto ucciderlo impunemente. Venne messo in salvo dall’elettore di
Sassonia nel castello di Wartburg dove tradusse in tedesco il Nuovo Testamento.
La battaglia di Lutero ebbe un’immensa eco in tutta la Germania, con stampe, illustrazioni,
xilografie, predicazioni di ecclesiastici convertiti che dipingevano il papa come l’Anticristo, la
Chiesa di Roma come una meretrice, Lutero come il santo e il profeta inviato da Dio per suscitare
un grande cambiamento nell’umanità, per introdurre quella età dello spirito prima delle fine del
mondo.
Il messaggio di Lutero faceva appello ad un anticlericalismo diffuso in tutti i ceti e a un nascente
nazionalismo germanico; vasti consensi suscitava il richiamo al Vangelo come unica norma di vita.
Il messaggio di Lutero si colorava in modo diverso a seconda dei ceti e degli ambienti sociali. Molti
principi territoriali colsero l’occasione per mettere le mani sui beni della Chiesa e per rafforzare la
propria posizione nei confronti dell’autorità imperiale. Caso significativo fu quello di Alberto di
Brandeburgo che decise di secolarizzare i beni dell’Ordine e di assumere il titolo di duca di Prussia
sotto la sovranità nominale del re di Polonia.
I cosiddetti cavalieri, piccoli feudatari, vedevano nella Riforma luterana la leva per una rivolta
contro Roma e per affermare l’idea nazionale tedesca sui particolarismi. Nelle città, soprattutto
imperiali, l’iniziativa delle riforme liturgiche, dell’abolizione di conventi e monasteri e della
nomina di ministri del culto di fede luterana fu assunta dai consigli municipali e dalle corporazioni
artigiane e contribuì al rafforzamento di uno spirito di indipendenza di una tradizione di
autogoverno tipici di questi centri.
5.Le correnti radicali della Riforma. La guerra dei contadini
Nella campagne furono i motivi evangelici dell’uguaglianza tra gli uomini e della polemica contro
i ricchi e i grandi della terra a fare colpo e a rafforzare il movimento di resistenza contro i gravami
feudali e di difesa dell’autonomia delle comunità di villaggio. Fin dal 1520 alcuni seguaci di Lutero
cominciarono ad aizzare le follo contro il clero, le istituzioni romani e contro le ingiustizie e le
forme di oppressione: riforma religiosa e riforma sociale erano strettamente congiunte per questi
Riprendevano nel frattempo gli sforzi di Carlo V per risolvere la questione luterana.
L’imperatore convocò nel 1530 una dieta ad Augusta , fiducioso nella possibilità di appianare le
divergenze in materia di fede. Il braccio destro di Lutero, Melantone, redasse una professione di
fede, Confessio Augustana, a cui aderì la maggior parte delle città e dei principi riformatori. Ma
l’intransigenza dei teologi cattolici rese impossibile l’accordo. Carlo V intimò i protestanti a
sottomettersi ma essi stipularono un’alleanza difensiva, la Lega di Smalcalda (dicembre 1530).
Ultimo tentativo di conciliazione si ebbe a Ratisbona nel 1541, dove un compromesso tra
protestanti e cattolici parve delinearsi sul problema della giustificazione per fede. Ma i negoziati
lasciarono il posto allo scontro armato.
Neppure la schiacciante vittoria riportata da Carlo V sulla Lega di Smalcalda a Muehlberg nel
1548 riuscì a porre fine al conflitto e il nuovo re di Francia, Enrico II (1547-1559) allacciò contatti
con i protestanti tedeschi e con il sultano turco per creare difficoltà all’Asburgo. La pace e l’unità
sognate dall’imperatore sembravano allontanarsi.
Nell’autunno 1551 fu stipulato un accordo segreto in base al quale Enrico II avrebbe garantito il suo
appoggio ai principi protestanti in cambio dell’acquisto dei vescovati di Metz, Toul e Verdun. Carlo
V fu preso alla sprovvista dalla ripresa delle ostilità e nel 1552 fu costretto a fuggire da Innsbruck di
fronte all’avanzate dell’esercito protestante. La guerra non ebbe sviluppi di rilievo perché
l’interesse principale dei principi tedeschi era quello di un accordo con l’imperatore per
salvaguardare la loro autonomia politica e religiosa.
Le trattative furono condotte dal fratello di Carlo V, Ferdinando e sfociarono nella pace di Augusta
(25 settembre 1555). Venne riconosciuta l’esistenza in Germania l’esistenza di due diverse fedi
religiose, quella cattolica e quella luterana: mentre nelle città imperiali era ammessa la loro
convivenza, i principi territoriali potevano imporre il proprio credo ai sudditi, i quali in caso di
dissenso erano costretti ad emigrare.
Le secolarizzazione di beni ecclesiastici erano confermate fino al 1552, i prelati che si fossero
convertiti al luteranesimo avrebbero dovuto rinunciare ai loro possedimenti. L’applicazione di
queste regole sarebbe stata garantita dai principi stessi.
La pace di Augusta sanciva la scissione religiosa della Germania e un indebolimento dell’autorità
imperiale. I veri vincitori erano i principi sia luterani che cattolici (ben presto rafforzati, questi
ultimi dalla Controriforma), che consolidarono il proprio potere all’interno e conferirono ai propri
Stati un volto paternalistico e poliziesco. Il consolidamento delle strutture istituzionali interessò
anche gli stati ereditari asburgici che sotto Ferdinando acquisirono una forma di unità politica con
la creazione di organi comuni ai vari regni e ducati: Consiglio segreto, Cancelleria aulica, Consiglio
aulico di guerra.
La decisione di Carlo V di spartire il suo immenso impero tra il fratello Ferdinando e il figlio
Filippo II divenne effettiva tra il 1555 e il 1556 con la sua abdicazione.
Ferdinando diveniva imperatore del Sacro Romano Impero col titolo di Ferdinando I ed ereditava le
corone di Boemia e di Ungheria e i ducati austriaci
Filippo II ereditava la Spagna con tutte le sue colonie, i Paesi Bassi, la Franca Contea, in Italia il
Regno di Napoli, la Sicilia, la Sardegna e il Ducato di Milano.
Carlo si spense a Yuste il 21 settembre 1558.
7.Da Zwingli a Calvino: “il governo dei Santi”
L’esperienza di Ulrich Zwingli (1484-1531) fu parallela a quella di Lutero ma ebbe caratteri in
parte diversi, legati alla formazione umanistica e al vivace clima politico intellettuale dei cantoni
liberi della Svizzera tedesca.
Chiamato nel 1518 a ricoprire l’ufficio di cappellano presso la cattedrale di Zurigo, Zwingli si
staccò dalla fede tradizionale e tra il 1523 e il 1525 riuscì a convincere il Consiglio cittadino ad
abolire la messa, a riformare la liturgia e a imporre la Bibbia come unica fonte di autorità in campo
religioso. Anche le immagini sacre vennero distrutte come veicoli di idolatria.
La Riforma si estese da Zurigo a Basilea, Berna e Sciaffusa ma non riuscì a far breccia a Lucerna e
nei cantoni “originari”, anche perché Zwingli esigeva la cessazione del servizio militare
mercenario, che era una delle principali risorse per quelle popolazioni.
Gli zwingliani cercano l’appoggio dei luterani tedeschi, ma nell’incontro a Marburgo del 1529 (da
un lato Zwingli e il basileese Ecolampadio, dall’altro Lutero e Melantone), fu impossibile
raggiungere l’accordo sul problema teologico dell’eucarestia: Zwingli la interpretava come una
semplice cerimonia commemorativa dell’Ultima Cena, mentre Lutero credeva nella presenza reale
di Cristo nel pane e nel vino offerti ai fedeli.
Nel 1531 un esercito cattolico mosse contro Zurigo: a Kappel i protestanti ebbero la peggio e lo
stesso Zwingli morì in battaglia.
L’eredità di Zwingli e del movimento di riforma delle città svizzere e altro tedesche (carattere
militante e compenetrazione tra potere religioso e potere civile) fu raccolta dal calvinismo.
Nato a Noyon, Francia del Nord, da un agiato funzionario della locale curia vescovile, Giovanni
Calvino compì studi umanistici e giuridici a Orléans, Bourges e Parigi. La sua conversione alle idee
riformate dovette essere anteriore al 1534, quell’anno, di fronte ad un’ondata di persecuzione degli
eretici scatenata da Francesco I, fuggì all’estero poi a Basilea dove fu pubblicata nel 1536
l’Institutio christianae religionis, si presenta come una guida alla lettura e alla comprensione della
Bibbia.
I carattere come l’autorità esclusiva della Sacra Scrittura e la giustificazione per fede sono in
comune con la dottrina luterana. Ma il Dio di Calvino è più il Dio del Vecchio che del Nuovo
Testamento: un Dio maestoso, inaccessibile, che fin dal principio ha predestinato ogni singolo
uomo alla salvezza o alla dannazione eterna, secondo criteri di giustizia per noi incomprensibili. La
predestinazione non elimina la responsabilità del peccatore. Dovere primario del cristiano è la
glorificazione di Dio che si compie eseguendo al meglio le funzioni alle quali ci ha destinato.
Il concetto di “vocazione” (già in Lutero) applicato a qualunque professione e mestiere e non, come
alle carriere ecclesiastiche, viene sottolineato da Calvino, il quale non crede all’imminente fine del
mondo e attribuisce molta importanza alla graduale attuazione dei disegni della Provvidenza.
Il re di Inghilterra Enrico VIII Tudor (1509-1547), alleato della Francia nella Lega di Cognac contro
l’imperatore Carlo V, chiese al pontefice l’annullamento del suo matrimonio con Caterina
d’Aragona, zia di Carlo V, che non gli aveva dato l’erede maschio.
Clemente VII rifiutò e allora Enrico, infatuato per una dama di corte, Anna Bolena, decise di fare da
sé.
Nel 1529 convocò un Parlamento da cui ottenne l’annullamento del matrimonio, la rottura di tutti i
vincoli di dipendenza da Roma e l’approvazione nel 1534 dell’Atto di supremazia, che lo
dichiarava “capo supremo” della Chiesa di Inghilterra. La dottrina e la struttura gerarchica della
Chiesa non furono per il momento toccate, ma gli ordini regolari furono sciolti dal 1536 e i loro
ingenti beni fondiari incamerati dalla corona, che li mise in vendita favorendo la formazione di una
classe di medi e grandi proprietari terrieri (gentry).
Artefice dello “scisma anglicano” era stato il primo segretario di Enrico VIII, Thomas Cromwell, a
cui si dovettero anche il riordinamento del Consiglio privato della corona e il rafforzamento
dell’apparato amministrativo. Caduto in disgrazia, Cromwell fu accusato di tradimento e giustiziato
nel 1540 (stessa sorte di Anna Bolena). Negli ultimi anni del suo regno Enrico VIII tornò a
sperperare enormi somme nelle avventure militari sul continente europeo, compromettendo così lo
sforzo di costruzione di un assolutismo Tudor di cui lo scisma anglicano era stata la manifestazione
principale.
La vera riforma in Inghilterra si effe con Edoardo VI (1547-1553), nato dalla terza moglie di Enrico
VIII. La dottrina calvinista si diffuse in Inghilterra e ispirò la redazione di un Libro delle preghiere
comuni e la formulazione dei Quarantadue articoli di fede.
Maria Tudor (1553-1558), che sposò il re di Spagna Filippo II, si sforzò di riportare l’Inghilterra al
cattolicesimo con numerose condanne a morte (Maria la Sanguinaria). Dopo la sua morte assumerà
forma definitiva la Chiesa anglicana, separata da Roma e dipendente dal sovrano.
Nei Paesi scandinavi il luteranesimo divenne la religione di Stato. Dal 1397 le corone di
Danimarca, Svezia e Norvegia erano collegate nell’Unione di Kalmar, sotto la supremazia dei re
danesi. Nel 1521 la nobiltà svedese elesse a proprio capo Gustavo Vasa, che nel 1523 si fece
proclamare re, staccandosi dall’Unione. Negli anni successivi procedette a riformare in senso
luterano la lingua e il culto, secolarizzando le ricchezze della Chiesa; nel 1544 la Svezia divenne un
Paese luterano e la corona venne dichiarata ereditaria nella dinastia dei Vasa. Queste deliberazioni
si applicarono anche alla Finlandia, sottoposta alla sovranità svedese. In Danimarca la
trasformazione degli ordinamenti ecclesiastici fu opera del re Federico di Holstein e di suo figlio
Lega di Cognac. Quando? Guerre di Italia tra il 1526 e il 1530 tra Carlo V e Francesco I. Gli stati italiani,
nel timore di un'eccessiva egemonia asburgica in seguito alla sconfitta dei francesi, si avvicinano a
Francesco I che, ottenuta la libertà dopo la cattività di Madrid, dichiarò nulla la pace stipulata con Carlo V.
Nel 1526 il papa Clemente VII della famiglia de Medici, anch'egli allarmato per la grande ascesa della potenza di
Carlo V, si fa dunque promotore della Lega di Cognac, assieme a Francesco I di Francia, la Repubblica di Venezia, la Repubblica di Firenze e altri stati italiani minori. Per la presenza del papa tra gli accordati fu chiamata anche Seconda Lega Santa (la prima era la Lega di Cambrai) (chiamata più semplicemente Lega antiasburgica). La lega venne stipulata il 22 maggio 1526 e fu completata l'anno successivo da Enrico VIII d'Inghilterra, che si impegnò alla neutralità.
Cristiano III che nel 1536 proclamò il luteranesimo unica religione di Stato. La riforma fu
introdotta anche in Norvegia e in Islanda, suddite della corona danese.
Protestantesimo
La ragione per la quale Lutero decide di distaccarsi dalla Chiesa di Roma è che, a causa della pratica della vendita delle indulgenze, il denaro tedesco andava ad arricchire la corte di Roma. La chiesa era caduta talmente in basso che riformatori non sono riusciti a migliorarla e hanno deciso di distaccarsi. In realtà, questa idea del declino della Chiesa fine Medioevo è falsa, perché il cristianesimo tra 300 e 400 era stato molto vitale, dando vita a nuove forme religiose come il laicato (uomini e donne).
Le turbolenze erano presenti al vertice a Roma. Il primo importante colpo sferrato al papato è stato il trasferimento della sede papale da Avignone. Il papato durante buona parte del 300 era stato influenzato dalla Francia, paese più potente d'Europa. Dal 1377 e il 1378, una parte di cristiani, con punto di riferimento Caterina da Siena, decide che era il momento per far tornare il Papa a Roma e riesce a convincere Papa Gregorio XI a fare un viaggio in Italia. Capita che Gregorio XI muoia proprio a Roma nel 1378 e, secondo le legge del conclave, quest'ultimo è riunito proprio a Roma. I cardinali francesi non sono d'accordo e eleggono a loro volta un altro papa.
Dal 1378 al 1417, la Chiesa cattolica ha due pontefici dando origine al grande scisma d'Occidente. Negli ultimi anni 1409-1417 ci saranno addirittura tre papi. I cardinali, tra il 1414 1417, nella città di Costanza, fanno un concilio (che riunisce anche rappresentanti degli Stati europei) che si traduce nell'obbligo di dimissioni di tutti e tre i papi e nell'elezione di papa Martino V come unico papa.
La conseguenza di questa decisione è che il Concilio, avendo fatto di mettere i papi, in sostanza ha più potere del Pontefice stesso. Quindi si crea una contrapposizione tra l'autorità del papà e dei concili ecumenici. Deve essere papà a guidare la Chiesa o invece l'assemblea di tutti i vescovi, quindi una gestione collegiale? Per parecchi decenni prevale la visione conciliarista. Pio II Piccolomini, nel 1460, con la bolla execrabilis stabilisce la supremazia del papa sul Concilio.
In parte anche il reazione a questi comportamenti da parte della gerarchia, cominciano a sorgere dei movimenti, che derivano dal basso, e che operano per un rinnovamento della religiosità, cioè del modo in cui il fedele instaura un rapporto con la divinità, anche senza la mediazione del prete. Quindi con un rapporto diretto con i testi sacri. Si diffondono i libri d'ore scritti sia in latino, ma soprattutto in volgare, che vengono letti
di finanziarsi anche stando lontana da Roma e non potendo più basarsi sui proventi dello stato Pontificio. Questi meccanismi verranno poi "copiati" dagli altri stati europei per strutturare l'apparato burocratico-amministrativo ad Avignone. Quindi i papi insistono sulla riorganizzazione del settore delle finanze : ✳ ANNATA - imposizione che prevede che tutte le entrate del primo anno del mandato di vescovo in una diocesi invece di rimanere all'interno della diocesi devono essere devolute alla curia papale. Inoltre si fa sì che i vescovi vengano spostati più frequentemente da una diocesi ad un altra ✳ RISERVA PONTIFICIA - tutte le entrate del cosiddetto "periodo di vacanza" (periodo che intercorre tra la morte del vescovo e l'arrivo del suo successore) vengano dirottate verso la curia papale. Si aumenta quindi il periodo di vagatio. ✳ TRIBUTI - gli ecclesiastici per far si che ricevessero dei benefici ecclesiastici o che si insediassero in una determinata diocesi/monastero/parrocchia particolarmente ricca pagavano dei tributi, pratica non inventata ma potenziata. ✳ INDULGENZE - pratica presente anche nel periodo delle Crociate dove si aveva l'"indulgenza plenaria" per cui tutti i peccati venivano annullati e abbonati. Successivamente le indulgenze vengono concesse non solo per andare a combattere nella guerra santa ma anche per costruzione di ospedali ecc. Il denaro raccolto non va solo a rimpinguare le tasche dei cardinali ma va anche al servizio della comunità. Alla base di questa pratica sta la teoria che i santi che stanno in Paradiso insieme a Cristo hanno accumulato dei meriti in eccedenza rispetto ai normali peccatori, tanto da formare una sorta di tesoretto che può essere utilizzato per utilizzare i peccatori : tutto ciò a fronte di un pagamento per poter acceere a questi meriti. Si costruiscono tre differenti teorie sulla pratica delle indulgenze : ✳ Il papa può condonare solo le penitenze da lui stesso imposte sulla terra ai peccatori. ✳ Il campo di giurisdizione del papa si allarga non solo ai vivi ma anche alle anime che stazionano nel purgatorio. ✳ Il papa può perdonare i peccati "in nomine patri et spiriti santi" (questa è la giurisdizione pervasiva del pontefice).
MARTIN LUTERO E IL LUTERANESIMO
Martin Lutero 1483 (Eisleben-Turingia).Prima forma di protestantesimo (Luteranesimo). Spinto dalla famiglia a studi giuridici. 1505: si trova a Erfurt viene colpito da un fulmine e cade da cavallo, capisce che deve entrare in un ordine religioso cioè i frati agostiniani. Rientrano negli ordini mendicanti (francescani e domenicani) sceglie di non entrare nei benedettini (che stanno nei monasteri a studiare). Dal XIII secolo i mendicanti formano dei conventi nelle città. Vivendo di elemosine e rapporto diretto con la gente. 1511: viaggio a Roma come frate Agostiniano. E' un momento di crisi interiore per lui ma lui cerca di percorrere inizialmente una strada di purificazione rimanendo all'interno del cattolicesimo. Persegue quindi tutte le strade canoniche. Esempio : meritato accesso alla confessione e alla penitenza grazie a forme di ascesi personale (contenersi nei cibi, autopunizione..).Lutero esce insoddisfatto da queste pratiche e si rivolge ad un confessore al quale espone tutti i suoi dubbi che come penitenza gli impone di riflettere sulle sacre scritture impiegandosi come docente universitario a Wittemberg dove Lutero tra il 1513 e il 1515 inizia a tenere un corso di Sacre Scritture.
Riflettendo e commentando in particolare sul libro del Salmi, Lutero trova un versetto che è la chiave per uscire dalla crisi : SALMO 22 : " Dio mio, perchè mi hai abbandonato. " (momento di debolezza umana di Cristo che si trova sulla croce). Lutero capisce che l'unico punto di riferimento per un cristiano deve essere nella reincarnazione,nella passione nella morte e nella risurrezione di Cristo come nucleo fondamentale del Cristianesimo. E' la croce l'anello di congiunzione tra umano e divino (teologia crucis) : è proprio per il fatto che Dio ha consentito a suo figlio di morire sulla croce e condividere le sofferenze proprie di ogni vita che Dio dimostra amore per l'umanità. SVALUTAZIONE DELLA RAGIONE UMANA : nella dialettica ragione-fede è la fede il punto di riferimento principale per Lutero e non la ragione che è il punto di riferimento della Chiesa. Mentre la Chiesa crede che si possa avere connubio tra fede e ragione , capendo ciò che si crede (a parte i dogmi); Lutero ritiene che solo la fede e la misericordia sono punto punti di riferimento. C'è comunque una tradizione che risale a molto prima di Lutero, la dialettica ha origini antiche. TRADIZIONE DI SANT'AGOSTINO (Agostinismo) Vs TRADIZIONE DI SAN TOMMASO D'AQUINO (tomismo). ✳ SANT'AGOSTINO sostiene che il destino dell'uomo è già deciso in senso favorevole o averso dalla divinità senza che lui lo sappia. Quindi nel corso della sua vita l'uomo può fare ben poco per cambiare questa decisione. La ragione e le buone opere sono svalutate poichè non incidono sul destino ✳ (^) TOMMASO D'AQUINO sosteneva invece che "Dio è legge a se stesso" quindi come conseguenza si ha un cristiano che può far cambiare idea a Dio (fede e buone opere).
31 ottobre 1517 - Lutero apprende alla porta della cattedrale di Wittemberg uno scritto in cui compaiono 95 articoli,manifesto della rivolta alla chiesa di Roma - 95 tesi :
- appello ai tedeschi a non far uscire più soldi delle indulgenze dalla Germania verso Roma. Si appella quindi a un sentimento nazionale.
- contestazione della giurisdizione del Papa sulle anime nel Purgatorio. Il papa può solo rimettere le penitenze da lui stesso imposte in terra.
- il peccatore cristiano non può sfuggire al castigo divino. L'unica via di salvezza percorribile è credere nella parola di Cristo ricevuta per fede. Per Lutero: MATRIMONIO non è un sacramento, valido universalmente quindi è un'istituzione civile = contratto civile gestito dallo stato. CRESIMA ESTREMA UNZIONE sono riti che possono essere anche sospetti di sconfinare nella superstizione. PENITENZA E CONFESSIONI considerate non così necessarie. Lutero inventa due modalità che sostituiscono la penitenza : sostituita dal libero esame di coscienza (preti non esistono più), l'ordine non esiste , tutti sono preti,sacerdoti per Lutero, tutti i cristiani sono santi. Teorizza il sacerdozio universale : il pastore prende il posto del prete.Compito di leggere le sacre scritture e commentarle insieme,colui che organizza la comunità dei fedeli. Punto di riferimento : Sacre scritture + Antico testamento. Lettura non indice della fede perchè c'è bisogno dell'azione dello Spirito Santo. Solo nelle Scritture c'è la parola di Dio. Giustificazione (possibilità di salvezza del singolo con la sola fede).
Nonostante quella di Zwingli sia una riforma più radicale rispetto a quella di Lutero, perché con l'abolizione della Messa significa che gli zwingliani non credono più nella presenza reale di Cristo durante la Messa. Secondo gli zwingliani, Dio può essere adorato sono in spirito, quindi la messa è solo un ricordo, commemorazione dell'ultima cena. La Messa non è liturgia, ma soltanto esposizione della Parola di Dio. Non ci sono più i sacramenti che altro non sono pazzo lingue dei segni di appartenenza alla fede cristiana. Gli svizzeri paragonati all'antico Israele, il popolo eletto. Svizzeri come popolo che Dio ha scelto per rinnovare il cristianesimo. L’esito dello zwinglianesimo è una teocrazia a capo della società ci stanno i pastori, le guide spirituali. Lutero ritiene invece che la Chiesa debba avere un suo spazio ma all'interno del cappello rappresentato dalle autorità pubbliche: lo Stato che deve intervenire per premiare i buoni e punire i cattivi, non la Chiesa. Zwingli cerca di diffondere all'interno della Confederazione, avendo avuto successo nei cantoni del Nord e molto meno in quelli del Sud. Questa nuova forma di cristianesimo per non essere sopraffatta dai nemici cattolici doveva trovarsi delle alleanze vantaggiose fuori dalla Svizzera. I cattolici svizzeri trovano la protezione degli Asburgo e protestanti nei principi tedeschi convertiti al luteranesimo. Lo scontro tra zwingliani e cattolici svizzeri ha il suo primo episodio nel 1529 nella prima battaglia di Kappel che si conclude con una tregua. Nei due anni successivi, il capo degli zwingliani tenta di avere rapporti con i luterani e insieme si riuniscono nella città di Marburgo(1529, in Assia) per fare fronte comune contro Roma. Il risultato è un fallimento perché due non si mettono d'accordo sull'interpretazione del sacramento dell'Eucaristia. Lutero propende per il sì invece Zwingli la nega. Inoltre, Lutero ritiene che il cristiano non possa impugnare le armi per difendere il proprio credo religioso, cosa che spetta agli Stati. Zwingli è per un cristianesimo militante. In più, Lutero non è ancora così convinto che prima o poi non si riesca a fare pace con la Chiesa di Roma. Ciò porta alla seconda battaglia di Kappel 1531 dove Zwingli rimane ucciso. La Confederazione si divide in Cantoni misti e Cantoni protestanti. L’esito: gli svizzeri si accordano che le minoranze cattoliche potranno continuare a vivere e professare il loro credo nei Cantoni protestanti (esempio: Valtellina cattolica che fa parte del Cantone dei Grigioni, protestante), nei cantoni a maggioranza cattolica non potranno esistere minoranze protestanti. Citiamo la conclusione dello scontro tra cattolici e luterani, cioè la pace di Augusta 1555 dove si afferma che la confessione religiosa dello Stato e di pertinenza del sovrano.
Calvinismo
Jean Calvin nasce nel 1509 a Noyon e muore nel 1564. È laico e fa l'avvocato. Viva e opera Parigi. È costretto a fuggire dalla Francia nel 1534 a causa dell'affaire des placards. Re Francesco I trova nella sua reggia degli opuscoli contro la celebrazione eucaristica. Scoperti i responsabili, vengono quasi tutti i giustiziati. Calvino riesce a rifugiarsi a Basilea, in Svizzera, dove pubblicherà il 1536 il testo più importante del protestantesimo europeo : institutio christianae religionis nel quale riassume la sua idea di cristianesimo. Calvino ha una visione pessimistica dell'uomo e della sua natura. L'uomo è un essere rivolto più verso il male che verso il bene. All'interno della società cristiana esistono alcune persone, gli eletti, che sono migliori dei loro confratelli e quindi devono essere
presi a modello dalla società. Gli eletti hanno il compito di affermare il regno di Dio sulla terra. Si riconoscono dalla professione di fede, della dirittura di vita, dalla partecipazione ai sacramenti (battesimo e eucarestia). Calvino ha un'idea differente su cosa sono il battesimo e l'Eucaristia. Per Calvino, i sacramenti sono veicolo di comunione con Dio e solidarietà tra i fratelli. Calvino non crede più nella presenza reale di Cristo durante la messa, pane e il vino sono soltanto segno di comunione con la divinità. Comunione spirituale con Dio. I calvinisti non ingeriscono l'ostia consacrata quindi. Calvino giustifica il mantenimento del battesimo attraverso una frase biblica lasciate che i bambini vengano a me , ma anche per l'educazione dei bambini, dovere del cristiano adulto. I calvinisti sono il popolo degli eletti scelti da Dio prima della loro nascita. Teoria della predestinazione. La predestinazione non è il fulcro della visione calviniana del cristianesimo. Possiamo dire che è diventata il fulcro della visione calvinista (non di Calvino ma dai suoi seguaci). All'inizio del XX secolo Max Weber, nel 1904, pubblica l'etica protestante e lo spirito del capitalismo. Andando ad realizzare la storia economica dei paesi che sono diventati i protestanti, come l'Inghilterra, Weber ha notato che in questi paesi il capitalismo è nato prima rispetto ai paesi cattolici. In particolare nei paesi in cui il calvinismo avuto un peso maggiore. C'è un forte legame fra la nascita del capitalismo e l'etica protestante, soprattutto calvinista. Se noi siamo destinati al Paradiso o all'Inferno indipendentemente dalla nostra volontà, non si può fare nulla, ma siccome non lo sappiamo, per vivere una vita tranquilla e non angosciosa noi possiamo avere degli indizi per capire se Dio ci ha destinato a paradiso o no. Uno di questi indizi è il successo negli affari. La città in cui Calvino instaura il proprio credo è Ginevra. All'inizio degli anni 30, Calvino si trasferisce a Ginevra istituisce La Repubblica dei santi, teocrazia come quella di Zwingli a Zurigo. Una teocrazia tanto tollerante quanto lo fu la Chiesa cattolica con l’inquisizione. Nel 1553 Calvino brucia il rogo Michele Servet che negava la Trinità.
Enrico VIII l'anglicanesimo
Ci sono due modalità di risoluzione di questo momento di terremoto all'interno della storia europea:
- la sistemazione territoriale, la verità teologica prevale su unità politica. Esempio gli Stati tedeschi, pace di Augusta.
- La sistemazione sincretistica, l'unità del Paese prevale contro la chiarezza delle opzioni religiose. Esempio è l'Inghilterra. Infatti l'anglicanesimo è la forma protestante più vicina al cattolicesimo.
Nel 1485 finisce la guerra delle due rose tra York e i Lancaster con la vittoria dei Lancaster. Salirà al trono Enrico VII della dinastia Tudor, legata ai Lancaster, che sposa Elisabetta di York e ricompone l'unità del Paese. Enrico VIII Tudor ha due figli: Arturo e Enrico. Al primogenito viene data in sposa, nel 1501, Caterina d'Aragona, figlia di figlia di Ferdinando e Isabella. Arturo muore poco dopo tempo quando la dote era stata corrisposta solo per metà. Caterina dovrebbe tornare in Spagna ma ciò significa che Enrico VII doveva restituire quella metà di Dote alla Spagna. Si rivolgono a papa Giulio II che autorizza Caterina a sposare il fratello del suo marito.
Enrico VIII manda al patibolo il cardinale Fisher e Thomas More, morti per non aver abiurato il cattolicesimo in nome della libertà di coscienza. Thomas More è stato santificato dalla Chiesa di Roma. Enrico VIII vuole uno scisma senza eresia, cioè una separazione, ma non vuole che l'impianto dottrinale del cristianesimo anglicano si discosti troppo dal cattolicesimo. Nel 1539, Enrico VIII emana i sei articoli per porre le basi alla nuova religione:
- (^) punizione con la morte per coloro che non credono nella presenza reale di Cristo durante la Messa.
- È proibito il matrimonio dei pastori anglicani (anche se oggi possono sposarsi).
Con Elisabetta I che non ha avuto figli, si estingue la dinastia Tudor, che la salita al trono dopo la guerra delle due rose nel 1485. Durante il regno di Edoardo VI, i tutori sono il duca di Somerset e in seguito il duca di Northmberland. Entrambi hanno influito sulle due edizioni del libro più importante dell'anglicanesimo il book of Common Prayer, il Messale che si usava durante le celebrazioni eucaristiche delle chiese anglicane. La prima edizione è del 1549, sotto l'influsso del Duca di Somerset e la seconda edizione è del 1552 influenzata dal duca di Northmberland. Nell'arco di questi pochi anni, l'Inghilterra attraversa tutti i tipi di protestantesimo. L'anglicanesimo è un agglomerato di tante riforme protestanti. Agli inglesi non interessa che tutti la pensino allo stesso modo, l'importante è non farsi la guerra a vicenda perché sennò si mette in pericolo l'unità inglese. Quindi le tolleranza nella dottrina e uniformità nella pratica liturgica. La prima edizione del book of Common Prayer segna il passaggio al luteranesimo: transustanziazione preghiere per i defunti e vivi, elevazione. Nella seconda edizione si passa alle idee calviniste: no transustanziazione, non si crede al Purgatorio, nelle chiese vengono tolte le immagini sacre e al posto dell'altare si installa un semplice tavolo di legno. Inoltre, si impone l'edizione del Nuovo Testamento di Erasmo da Rotterdam e anche i suoi commenti ai Vangeli. Quando, nel 1553, sale al trono Maria, in Inghilterra cambia tutto perché la regina, come lo era la madre, è molto cattolica. Ritorna al cattolicesimo. Lo ottiene attraverso una persecuzione al contrario, venendo soprannominata Bloody Mary. Le sue sono esecuzioni mirate per dare l'esempio. Maria I Tudor sposa Filippo II, re di Spagna, figlio di Carlo V. Cinque anni di regno non sono però sufficienti, infatti con Elisabetta prima si ritorna l'anglicanesimo. La nuova regina riprende le due edizioni del book of Common Prayer e li rimette insieme, rappresentando al meglio la natura dell'anglicanesimo: un miscuglio di idee cattoliche, luterana e calvinista. L'obiettivo di Elisabetta è quello di mantenere unito il Regno. Ricordiamo i puritani che sono anglicani che propendono per il calvinismo. In Scozia dal 1560 con John Knox si crea una chiesa calvinista è in Irlanda c’è il cattolicesimo. Nel 1570, Pio V scomunica Elisabetta rendendosi conto che ormai l'Inghilterra è persa. Elisabetta regina eretica. Maria Stuarda, cugina di Elisabetta, regina di Scozia, ha un rapporto conflittuale con la regina. È stata per due anni regina di Francia (1559 1560) e quasi regina d'Inghilterra. Maria Stuarda è cattolica ma è regina di uno Stato, la Scozia, che è passato al calvinismo. Non riesce a diventare regina di Inghilterra perché Elisabetta le fa tagliare la testa nel 1587 con la scusa di un complotto per invadere con Filippo II di Spagna
l’Inghilterra e ucciderla. Quando Elisabetta muore nel 1603, l'unico erede prossimo è il figlio di Maria Stuarda, già re di Scozia, Giacomo VI. Nel 1603 diventa re d’Inghilterra con il nome di Giacomo I. Inizio stirpe degli Stuart.
RIFORME PROTESTANTI
Wittenberg-Lutero Londra-Enrico VIII
Zurigo-Zwingli Ginevra-Calvino
È solo nella seconda metà del 600 che i problemi religiosi inizieranno a stemperarsi.
La corruzione è uno dei motivi scatenanti che porta alle riforme protestanti.
-Le riforme protestanti furono dei momenti di risveglio religioso. La spiritualità dei protagonisti delle riforma era molto forte
-Bisogna guardare le riforme non dalla parte della Chiesa ma da quella degli stati che vi aderiranno. Coloro che guadagnano anche più della Chiesa dal complesso di modalità per racimolare il denaro, di cui le indulgenze rappresentano solo una parte, sono soprattutto gli Stati nazionali che dal tardo Medioevo hanno cominciato ad entrare in rivalità con la Chiesa di Roma per i soldi.
Quando Lutero predica, i principi capiscono che questo scisma può essere vantaggioso politicamente ed economicamente.
C’è chi sostiene che le riforme protestanti siano l’ultima fioritura della religiosità medievale (in ambito cattolico). In ambito protestante si tende invece a sottolineare la novità e la rottura con il Medioevo.
Riforme disgregatrici del cristianesimo medievale. Le altre interpretazioni vedono le riforme come rinnovatrici del Cristianesimo. Tutti questi riformatori furono si dei ribelli nei confronti di Roma, ma non sovvertitori della dottrina cristiana. La lotta di questi riformatori si indirizzò in particolare contro le modalità con le quali il papa di Roma aveva strutturato il Cristianesimo organizzato a partire dalle riforme di Papa Gregorio VII (metà XI secolo).
Dall’XI secolo la Chiesa crea organismi che poi faranno da modello agli Stati nazionali per affrontare nemici esterni ed interni. Quello che Lutero contesta è la teocrazia papale (preminenza del papa sulle altre autorità europee)-> la Chiesa infatti rafforzò l’apparato sacramentale e concentrò il monopolio di questo apparato nella mani della gerarchia ecclesiastica. I sacramenti accompagnano la vita di un individuo e nel Medioevo ed età moderna erano un metodo di controllo delle persone.
Nel 1215 Papa Innocenzo III al Concilio Luteranense IV stabilisce come dogma della Chiesa cattolica la TRANSUSTANZIAZIONE: la “sostanza” del pane e del vino nella sostanza del corpo e del sangue di Cristo.
Il sacramento che diventa il momento più duro di scontro tra cattolici e protestanti è il momento dell’EUCARESTIA.
MOMENTO DI DECADENZA DELLA CHIESA RAPPRESENTATA DALLA: Decisione di trasferire la sede del papato da Roma ad Avignone nel 1309 da Clemente V; dal 1309 al 1378 la Chiesa di Roma ad Avignone-> periodo della cattività avignonese (richiamando quella cattività babilonese che aveva dovuto sopportare il popolo degli Ebrei nell’Antico Testamento).