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Il ruolo pedagogico e psicologico delle fiabe, analizzando come esse aiutano i bambini a dare forma alle proprie emozioni e a sviluppare il pensiero razionale. Si esaminano le caratteristiche delle fiabe di charles perrault, il loro simbolismo e il loro impatto sullo sviluppo del bambino, con esempi come cappuccetto rosso, bella addormentata e cenerentola. Il documento evidenzia l'importanza del linguaggio fantastico delle fiabe per l'inconscio del bambino e il suo passaggio dal principio di piacere al principio di realtà.
Tipologia: Dispense
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La fiaba è un testo narrativo in cui viene raccontata una storia, con personaggi, ambientazione e fatti che potrebbero accadere o essere accaduti. In francese, la fiaba è chiamata "conte de fées", ovvero "racconto delle fate", essendo le fate il personaggio che ha accesso al mondo magico e può compiere azioni straordinarie.
La caratteristica più importante delle fiabe è la dimensione del meraviglioso e del magico. La magia rappresenta la possibilità di agire sul mondo e sugli altri attraverso modalità che vanno oltre le comuni capacità umane. Ad esempio, la fata può trasformare una zucca in una carrozza, lanciare una maledizione o trasformarla in sonno. Questa dimensione magica serve a calmare le difficoltà dell'esistenza e l'ansia di non poter controllare il mondo.
Nelle società arcaiche, il pensiero magico era predominante, mentre in seguito si è sviluppato il pensiero logico, caratterizzato dalla separazione tra soggetto (l'uomo con le sue paure) e oggetto (il mondo esterno), dal principio di causalità e dal principio di non-contraddizione. Tuttavia, la dimensione magica e fantastica rimane presente nell'essere umano, come dimostrano il sogno, l'arte e la malattia psichica.
Le fiabe hanno un'origine antichissima, radicata nella tradizione orale di tutte le comunità umane. In contesti culturali in cui la logica razionale non si era ancora affermata, le "storie" permettevano di dare forma e rappresentazione alle situazioni, positive e negative, che si potevano incontrare nell'esistenza, condividendole all'interno della comunità.
La fiaba è simile al mito, in quanto il bene e il male sono entrambi "potenti" e trascendono le possibilità umane, ma la narrazione fiabesca suggerisce comportamenti utili per affrontare queste forze. Ecco perché le fiabe appartengono al "folklore", ovvero sono storie tramandate di generazione in generazione, simili e riconoscibili.
L'elemento magico serve a dominare mentalmente il bene e il male dell'esistenza, le situazioni difficili, e a trovare un lieto fine rassicurante dopo molte peripezie. Le fiabe provengono dal folklore di tutte le culture,
attraverso la tradizione orale, e si caratterizzano per l'indeterminatezza spaziale e temporale e la semplicità dei personaggi, ricchi di significato simbolico.
La dimensione del magico, in un'età in cui non si sono ancora sviluppate tutte le capacità logico-razionali dell'adulto, aiuta a rappresentarsi e a dominare le difficoltà dell'esistenza. Tuttavia, anche una volta acquisite queste capacità, la forza del fantastico e delle immagini simboliche rimane importante, in quanto espressione della dimensione a-logica e contraddittoria dell'essere umano.
Il mondo interiore del bambino è estremamente delicato e complesso, caratterizzato da paure e angosce simili a quelle dell'adulto, ma più dolorose perché il bambino non ha gli strumenti per esprimerle. La fiaba, con il suo linguaggio simbolico, aiuta a dare forma a queste contraddizioni, parlando direttamente all'inconscio del bambino e permettendogli di adattarle alla propria situazione particolare.
Charles Perrault
Charles Perrault era un personaggio dell'epoca classica della letteratura francese, l'età dell'oro dell'età del Re Sole Luigi XIV. Perrault non era uno scrittore per l'infanzia, ma un avvocato che partecipò attivamente alla vita della Corte di Luigi XIV.
In quel periodo, la Francia stava attraversando un processo di unificazione in stato-nazione, molto prima dell'Italia. Questo processo, iniziato nel Medioevo, raggiunse il suo apice tra il 1650 e il 1715, l'età del Re Sole, in cui Luigi XIV riuscì a centralizzare lo stato francese, legando a sé i nobili e sostituendoli con la borghesia, una classe sociale attiva e non più parassitaria.
Charles Perrault e la morale delle fiabe
Luigi XIV affida il potere reale (tasse, organizzazione dello stato, infrastrutture, giustizia, ecc.) a una classe di alti borghesi, di cui fanno parte Charles Perrault e suo fratello Claude. Allo stesso tempo, il re indebolisce gradualmente i nobili, legandoli a sé attraverso il lusso e la vita di corte a Versailles. Questa strategia permette a Luigi XIV di rafforzare lo stato centralizzato ("Lo stato sono io") e di irradiare il suo potere ovunque.
Charles Perrault, insieme a suo fratello Claude, fa parte di questa classe di alti borghesi valorizzati dal re. Oltre a testi seri, come "Le siècle de Louis le
Per comprendere appieno un testo, non basta guardare solo al testo stesso, ma bisogna tenere conto di chi lo pronuncia e di chi lo ascolta, in quanto c'è sempre un processo di comunicazione tra narratore e pubblico. Perrault riprende fiabe antiche e le rielabora per il contesto della Corte di Luigi XIV, aggiungendo morali che si rivolgono a quel pubblico specifico. Le morali di Perrault propongono una visione diversa per uomini e donne, adeguata all'epoca in cui scrive, come il ruolo della curiosità femminile o l'importanza dell'apparenza e delle capacità individuali. Attraverso le morali, Perrault cerca di cogliere la complessità dei rapporti sociali e i cambiamenti nelle relazioni tra i sessi.
Cappuccetto Rosso: mette in guardia le giovani donne dalla seduzione di uomini furbi e pericolosi. Bella Addormentata: suggerisce che le donne non devono aspettare passivamente il matrimonio, ma possono avere una vita attiva. Barbablù: critica l'eccessiva curiosità femminile, ma riconosce anche i cambiamenti nei rapporti di potere tra i coniugi. Gatto con gli Stivali: valorizza l'industria e l'accortezza dei giovani, più che l'eredità. Pollicino: evidenzia l'importanza di saper affrontare le difficoltà e andare oltre le apparenze.
La funzione della fiaba nell'ambito psicologico
Le fiabe sono linguaggi fantastici che permettono all'inconscio di esprimersi e all'individuo di dare forma alle proprie pulsioni. Attraverso le immagini e la narrazione fantastica, le fiabe fungono da ponte tra la dimensione inconscia, predominante nel bambino, e la razionalità emergente. Le fiabe mostrano la possibilità di vivere in armonia con la dimensione inconscia nella realtà, guidando il bambino dal principio di piacere al principio di realtà. L'educazione del bambino non deve imporre una razionalità prematura, ma utilizzare il linguaggio fantastico delle fiabe per permettergli di sviluppare il principio di realtà partendo dai suoi desideri e sogni. Le fiabe mostrano al bambino i percorsi attraverso i quali egli inizia a gestire i propri sogni, senza negarli, ma permettendogli di connettersi con la realtà.
Le fiabe sono un importante strumento pedagogico per dare forma all'informe, senza razionalizzarlo, ma attraverso le immagini e la narrazione fantastica.
I simboli presenti nelle fiabe hanno il potere di formare le pulsioni del bambino, dando loro una prima forma. Attraverso le fiabe, il bambino può entrare dal mondo dominato dal principio di piacere a quello dominato dal principio di realtà, senza che i suoi desideri vengano uccisi. L'educazione del bambino deve partire dai suoi sogni e desideri per permettergli di emergere nella realtà, senza imporre una razionalità prematura.
La fiaba e il suo ruolo nella formazione del
bambino
La fiaba ha il potere di far crescere il bambino perché parla il linguaggio dell'inconscio e della fantasia, un linguaggio che viene compreso in maniera immediata, senza l'utilizzo di precetti morali e logici. Il bambino prova dei sentimenti di impotenza ai quali non sa dare un nome, paure che non sono state razionalizzate. Proprio per questo, la paura nel bambino esiste senza confini, è smisurata, poiché non c'è una realtà che possa arginare questi sentimenti, essendo il bambino invaso da emozioni che non sa misurare.
La fiaba cerca di dare una forma a queste angosce: la paura della morte può essere rappresentata da una strega o un orco. Quando un bambino dice di avere paura di una strega e il genitore afferma che la strega non esiste, la paura non si annulla; negare il mondo della fantasia del bambino significa negare la realtà presente in lui, che non può essere negata. La fiaba non nega l'esistenza dei mostri, anzi è il mondo incantato dove essi trovano piena espressione, poiché il bambino ha bisogno di vedere personificato ciò che prova, di scontrarsi con le sue pulsioni.
La fiaba si incarica di risolvere i sentimenti di odio nei confronti di un genitore, derivanti dal complesso di Edipo. Nelle fiabe "rivolte alle bambine", come Biancaneve, Cenerentola e La Bella Addormentata, la bambina inizia con il papà e una matrigna che prende il posto della mamma morta. Queste fiabe operano uno sdoppiamento simbolico della figura materna: la mamma come oggetto d'amore è morta, quindi il bambino può nutrire sentimenti di rivalità verso la matrigna, che è il simbolo di ciò che di negativo esiste nella mamma reale. La fiaba divide la stessa persona in due opposti: l'assolutamente negativo e la mamma infinitamente buona come oggetto di tutte le pulsioni d'amore; la fiaba mostra come la rivalità con la matrigna possa essere superata e con ciò possa essere elaborato l'odio nei confronti della figura materna.
Un simile sdoppiamento avviene nelle favole che mirano a risolvere il complesso di Edipo nei maschi: la rivalità con il padre viene risolta attraverso figure alternative a quella del padre, quali giganti o draghi. Il superamento del complesso di Edipo si ha quando il bambino sconfigge il
"querelle des Anciens et des Modernes" sulla possibilità di superare i modelli del passato classico.
Tra la fine del XVII secolo e la seconda metà del XIX secolo, il mondo europeo subisce profonde trasformazioni a livello economico, politico, tecnologico, geopolitico e culturale. Il processo di industrializzazione e l'ascesa della borghesia mettono in discussione il sistema di organizzazione sociale e politica ereditato dal Medioevo, portando infine alla Rivoluzione francese del 1789. Queste trasformazioni accelerano ulteriormente nella prima metà del XIX secolo, con lo sviluppo delle città industriali e il crescente potere della borghesia.
Trasformazioni dell'epoca di Jules Verne
L'invenzione della macchina a vapore e l'utilizzazione su scala industriale dell'elettricità sono le più grandi invenzioni tecnologiche di quell'epoca. Nascono nuovi sistemi di trasporto e telecomunicazioni, come il telegrafo senza fili brevettato da Guglielmo Marconi nel 1896.
Le materie prime vengono prese da tutte le parti del mondo, i prodotti vengono smerciati in tutte le parti del mondo, nascono i mercati internazionali globalizzati con grandi rotte marittime oceaniche. Vengono costruite gallerie e canali tra mari e oceani, come il canale di Suez nel 1869 e il canale di Panama nel 1881.
Si sviluppano grandi viaggi di tipo scientifico che consentono progressi in tutte le scienze (geologia, chimica, paleontologia, conoscenza del mondo animale, vegetale, minerale, studio dei fossili, creazione di musei di scienze naturali, reti internazionali e competizione tra scienziati di tutto il mondo). Louis Pasteur cambia il modo di concepire la medicina, scoprendo i microorganismi e inventando vaccini e sieri. Charles Darwin, famoso per il suo viaggio di esplorazione alle isole Galapagos, sviluppa la teoria dell'evoluzione.
Il romanzo di Jules Verne, pubblicato nel 1870, si inserisce nella collana "Voyages extraordinaires" e attiva l'immaginazione del lettore. All'epoca di Verne, le trasformazioni economiche, tecnologiche, geopolitiche e scientifiche sono considerate "ordinarie", mentre il
romanzo rappresenta l'"extraordinaire", ovvero ciò che va oltre l'ordine delle cose. Il protagonista, lo scienziato francese Adonax, è un biologo paleontologo che cerca di catalogare tutte le specie viventi e indagare sul mostro marino.
L'ordinaire rappresenta ciò che è considerato accettabile dal grande pubblico, come il concetto di globalizzazione. L'extraordinaire va oltre l'ordinario, ma ha un collegamento con ciò che è considerato accettabile, rappresentando possibilità accessibili solo a una élite di scienziati. L'imaginaire è la proiezione di Verne, basata sulla sua enorme conoscenza delle scienze contemporanee, che va oltre ciò che è comunemente accettato.
Il cambio di paradigma scientifico, dalla visione del mondo dell'epoca di Verne a quella odierna, riguarda anche la nostra visione dell'uomo e delle scienze dell'educazione. Ciò che era extraordinaire per Verne è diventato ordinaire per l'uomo comune di oggi, ma l'educatore deve saper aiutare a ripensare i propri paradigmi. Il paradigma odierno della scienza invita a elaborare un modello capace di mettere al centro la "complessità", come sostenuto da Edgar Morin.
Il testo letterario, anche per bambini, sollecita l'accrescimento delle conoscenze sul mondo e delle reazioni umane, nonché della conoscenza di sé attraverso l'immaginario poetico. L'integrazione tra immagine e testo è caratteristica delle edizioni per bambini, e in questo caso l'autore prevede i disegni nel suo testo. La dedica del libro a Leon Werth, amico perseguitato durante la Seconda guerra mondiale, rivela l'attenzione di Saint-Exupéry per le vicende del suo tempo.
Il libro è incentrato sul rapporto tra una storia che si racconta e delle immagini che vengono commentate all'interno della storia, in un gioco di rimandi tra testo e immagine. Il primo capitolo si rivolge a chi si ricorda di essere stato bambino, mentre il protagonista conserva il desiderio di incontrare qualcuno che possa capire il senso del suo disegno. Il riferimento a una fiaba di Charles Perrault crea un'immagine di intertestualità, e l'invito a non leggere il libro "alla leggera" sottolinea l'identità tra narratore e scrittore.
Tomi Ungerer, autore, pittore e disegnatore, utilizza le immagini in modo molto importante in questo libro. Il testo è in prima persona (Otto) e i disegni accompagnano il racconto, fornendo informazioni aggiuntive.
Otto, un orsacchiotto fabbricato in Germania, viene regalato a un bambino ebreo di nome David. Quando David e la sua famiglia vengono portati via, Otto "passa" al suo amico Oskar, come simbolo del legame che li unisce. Otto vive diverse vicissitudini durante la Seconda Guerra Mondiale, fino a quando viene acquistato da Oskar e restituito a David.
Tomi Ungerer è noto per i suoi lavori in tre campi: la letteratura per l'infanzia, le campagne di presa di posizione civile e le rappresentazioni erotiche. L'orsacchiotto è un giocattolo, ma crea un legame reale con le persone, riflettendo l'importanza del gioco nella vita di un bambino.
Il gioco e la letteratura hanno delle affinità: entrambi creano una realtà circoscritta rispetto alla complessità del reale. Il giocattolo può essere visto come un "oggetto transizionale" che mette in contatto due realtà, rappresentando la specificità umana di oscillare tra istintività e cultura.
Azouz Begag, figlio di immigrati algerini analfabeti, è riuscito a diventare scrittore e successivamente ministro delle pari opportunità in Francia, grazie ai valori trasmessi dalla cultura e dall'istruzione.
Principi razionali e metodo sperimentale
Secondo Galileo Galilei, è necessario formulare teorie condivise che vengano sperimentate in diverse situazioni, in modo da poter prevedere gli eventi che si svolgeranno secondo tali principi. Tuttavia, quando si presentano nuovi eventi, queste teorie possono essere soggette a cambiamenti.
L'immaginario poetico passa attraverso gli occhi, suscitando meraviglia e stupore. Un esempio è l'immagine della nave che prende due pagine del libro, perché occupa tanto spazio nell'immaginario del padre.
Madre e spazio di vita
La madre assume nuove connotazioni, diventando uno spazio che unisce e separa due luoghi di vita: il paese di origine in cui si sogna di tornare e il paese dove si deve emigrare per ragioni economiche.
Sorriso e affetto
Il sorriso è legato al concetto di empatia. Nonostante alcune divergenze, c'è un punto su cui padre e figlio si incontrano permanentemente: l'affetto e i sorrisi. Il figlio preferito è quello che fa ridere il padre, il quale esprime questo affetto condividendo con lui ciò che è più prezioso, ovvero il rapporto religioso con la fede musulmana e Dio.
Terra e universo
La Terra è una sfera nell'universo che ruota su se stessa e compie una rivoluzione intorno al Sole. Il padre non comprende come le persone rimangano "incollate" sulla Terra.
Linguaggio e immaginario
La storia si conclude con la stessa immagine presente sulla copertina: padre e figlio sono "separati" da conoscenze che comportano un linguaggio e un immaginario che non riescono più a condividere. Il figlio cerca di comunicare al padre i suoi concetti sulle "forze difficili da vedere, ma che la scienza dimostra", attraverso immagini poetiche.
Esiste una profonda vicinanza tra l'immaginario poetico e quello scientifico:
Cultura, letteratura e comportamenti
Il gioco è importante nella formazione del bambino, ma quasi antropologicamente nell'uomo (homo ludens). Cultura e letteratura rendono possibili comportamenti che vanno oltre la pura ripetizione di ciò che ci propone l'ambiente/la cultura in cui siamo immersi, ampliando le possibilità di riflessione, di porsi domande e di formulare teorie o interpretazioni più profonde.
Immagine di copertina
L'immagine di copertina presenta diversi elementi simbolici: - Il bambino grande simboleggia il presente, mentre il bambino piccolo simboleggia il