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Il mondo incantato: il valore simbolico delle fiabe per l'infanzia - Prof. Zizioli, Schemi e mappe concettuali di Pedagogia

Il ruolo delle fiabe popolari nella vita di un bambino, dalla loro capacità di affrontare problemi esistenziali alla loro funzione di trasmettere significati profondi. Anche della differenza tra miti e fiabe, e delle trasformazioni simboliche che avvengono nelle fiabe. Vengono analizzate alcune fiabe come cappuccetto rosso, biancaneve e bella addormentata nel bosco.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 29/01/2024

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IL MONDO INCANTATO, BETTELHEILM
I PARTE
INTRO= La faticosa ricerca del significato
Oggi il compito più difficile di cresce un bambino è quello di aiutarlo a trovare
1 SIGNIFICATO ALLA VITA. Per trovarlo bisogna credere di sentirsi UTILI e credere di
poter dare un contributo alla vita, se non ora, almeno in futuro.
Per avviare questo processo ci sono le FIABE POPOLARI, che parlano dei PROBLEMI
INTERIORI ESISTENZIALI dei bambini, e hanno le giuste soluzioni alle loro difficoltà.
Ad oggi le nuove storie per l’infanzia evitano i problemi esistenziali, poiché molti adulti
credono erroneamente che il bambino per crescere abbia bisogno solo di IMMAGINI
FELICI, fingendo che nella vita vada sempre tutto bene. Vogliamo far credere ai nostri
bambini che l’uomo sia sempre buono, ma, i bambini sanno che loro stessi non sono
COMPLETAMENTE BUONI.
La FIABA semplifica tutte le situazioni in modo chiaro e conciso. Questo permette al
bambino di afferrare il problema nella sua forma più pura infatti una trama più complessa lo
confonderebbe. I personaggi sono sempre o buoni o cattivi (solo in seguito riusciranno a
cogliere le sfumature). E c’è quasi sempre una morale.
Il bambino così riesce a dare un SIGNIFICATO DIVERSO alla fiaba a seconda dei suoi
bisogni ed interessi del momento.
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FIABA E MITI =
Miti e fiabe derivano entrambi da RITI DI INIZIAZIONE e sono portatori di un significato
profondo, trasmesso con linguaggio simbolico e fanno entrambi appello sia alla nostra
mente conscia che inconscia (significati nascosti che percepisci dentro di te), è per questo
che sono così efficaci.
Una differenza sostanziale tra miti e fiabe è il FINALE: nei miti è solitamente drammatico,
mentre nelle fiabe è un lieto fine. Il mito è pessimistico mentre la fiaba ottimistica.
Per capire il pessimismo pensiamo ad esempio al mito della tragedia di Edipo. (uccide
padre)
Il COMPLESSO DI EDIPO è il problema cruciale dell’infanzia, ed è una realtà che si
sviluppa tra: i 3 e i 5 anni. Il bambino entra in conflitto con il padre perché gli toglie le
attenzioni materne e poi cerca di liberarsi da questi conflitti, in parte risolvendoli creando
legami con altre persone oltre ai suoi genitori, in parte nascondendolo.
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IL MONDO INCANTATO, BETTELHEILM

I PARTE

INTRO= La faticosa ricerca del significato Oggi il compito più difficile di cresce un bambino è quello di aiutarlo a trovare 1 SIGNIFICATO ALLA VITA. Per trovarlo bisogna credere di sentirsi UTILI e credere di poter dare un contributo alla vita, se non ora, almeno in futuro. Per avviare questo processo ci sono le FIABE POPOLARI, che parlano dei PROBLEMI INTERIORI ESISTENZIALI dei bambini, e hanno le giuste soluzioni alle loro difficoltà. Ad oggi le nuove storie per l’infanzia evitano i problemi esistenziali, poiché molti adulti credono erroneamente che il bambino per crescere abbia bisogno solo di IMMAGINI FELICI, fingendo che nella vita vada sempre tutto bene. Vogliamo far credere ai nostri bambini che l’uomo sia sempre buono, ma, i bambini sanno che loro stessi non sono COMPLETAMENTE BUONI. La FIABA semplifica tutte le situazioni in modo chiaro e conciso. Questo permette al bambino di afferrare il problema nella sua forma più pura infatti una trama più complessa lo confonderebbe. I personaggi sono sempre o buoni o cattivi (solo in seguito riusciranno a cogliere le sfumature). E c’è quasi sempre una morale. Il bambino così riesce a dare un SIGNIFICATO DIVERSO alla fiaba a seconda dei suoi bisogni ed interessi del momento.


FIABA E MITI = Miti e fiabe derivano entrambi da RITI DI INIZIAZIONE e sono portatori di un significato profondo, trasmesso con linguaggio simbolico e fanno entrambi appello sia alla nostra mente conscia che inconscia (significati nascosti che percepisci dentro di te), è per questo che sono così efficaci. Una differenza sostanziale tra miti e fiabe è il FINALE: nei miti è solitamente drammatico, mentre nelle fiabe è un lieto fine. Il mito è pessimistico mentre la fiaba ottimistica. Per capire il pessimismo pensiamo ad esempio al mito della tragedia di Edipo. (uccide padre) Il COMPLESSO DI EDIPO è il problema cruciale dell’infanzia, ed è una realtà che si sviluppa tra i 3 e i 5 anni. Il bambino entra in conflitto con il padre perché gli toglie le attenzioni materne e poi cerca di liberarsi da questi conflitti, in parte risolvendoli creando legami con altre persone oltre ai suoi genitori, in parte nascondendolo.

E quindi leggere di questo mito pessimistico porterebbe solo ad aumentare le ansie del bambino. La soluzione è narrare fiabe che affrontano questo tema in maniera più positiva, perché il bambino ha bisogno di immagini simboliche che lo tranquillizzino e che soprattutto lo aiutino ad estendere i suoi interessi oltre la cerchia familiare. ⬇ Nelle fiabe: non è il padre che impedisce al figlio di avere la madre tutta per se ma NEMICI ESTERNI alla sua famiglia, come draghi ecc. -Per le bambine lo schema è diverso: ciò che impedisce di avere tutte le attenzioni del padre è una donna malintenzionata, cioè la MATRIGNA. Il bambino si fida di quanto detto dalla fiaba poiché la visione del mondo fantastico della fiaba concorda con la sua. La razionalità non è in linea con la mentalità del bambino. Per questo il bambino ha bisogno di credere che qualche POTENZA SUPERIORE vegli su di lui, almeno finché non è sicuro che il suo ambiente umano possa proteggerlo.


LE TRASFORMAZIONI = Nelle fiabe spesso avviene uno SDOPPIAMENTO delle figure genitoriali, che in psicanalisi è noto come il “romanzo familiare del bambino prepubere". Si incentra sull’idea che i propri genitori non siano veramente i propri genitori, e si aspetta allora che un giorno il vero genitore ricompaia per dargli una vita migliore. Queste fantasie sono utili al bambino per imparare a controllare i suoi SENTIMENTI CONTRADDITTORI (Odia il genitore in quel momento ma contemporaneamente gli vuole bene), poiché il fatto di essere arrabbiato, comporterebbe un intollerabile senso di colpa.


PAURA DELLA FANATSIA = Secondo alcuni le fiabe non sono “quadri veritieri” della vita, e quindi non sono sane. Certi genitori hanno addirittura paura che raccontare fiabe sia come mentire, ma anzi è l’esatto contrario perché dalle fiabe prendono i giusti strumenti per leggere la REALTA’. Sarebbe un errore privare i bambini delle fiabe popolari, perché non possono inventare da soli storie che li aiutino ad affrontare i problemi della vita.

L’INNOCENZA infantile di Cappuccetto Rosso svanisce quando il lupo si rivela cattivo e la mangia e quando il lupo le chiede di entrare nel letto con lui. Nella versione dei fratelli Grimm quando essa viene estratta dal ventre squarciato del lupo rinasce non più come bambina ma come una signorinella. Infatti l'estrazione ricorda un cesareo e dunque evoca l’idea del parto ed inconsciamente l’atto sessuale.


BIANCANEVE = È una delle fiabe più note. Rappresenta i problemi nel rapporto tra genitori e figli, in particolare dei CONFLITTI EDIPICI con la matrigna. -Nella versione dei Grimm la regina si punge col telaio e le 3 gocce di sangue sulla neve, le danno l’ispirazione per il nome della piccola Biancaneve.

  • E’ presente l’elemento del NARCISISMO della matrigna, la quale chiede allo specchio chi sia la più bella del reame. (Parlare col proprio riflesso rimanda al mito di narciso)
  • Il CACCIATORE = può essere visto come una figura paterna che da protezione, poiché nell’immaginazione del bambino è sempre perseguitato dalle belve feroci. -I NANI = sono buoni, e protettivi, il lavoro è l’essenza delle loro vite. Sono maschi che non hanno avuto uno sviluppo completo.

BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO = Le versioni più note sono quella dei Grimm e quella di Basile a cui Perrault aggiunge la fata che lancia la maledizione e che spiega perché la protagonista piomba in un simile sonno mentre nella versione originale questo non viene spiegato. -Il periodo in cui Aurora dorme simboleggia quello dell'ADOLESCENZA, Cioè il periodo più delicato della vita, periodo in cui si sviluppa infatti (Aurora che si punge = rimanda alle mestruazioni). -Il suo sonno simboleggia anche la fase di APATIA che nell’adolescenza si alterna a periodi più attivi. -Il LIETO FINE poi assicura al bambino che non rimarrà per sempre bloccato in una condizione così passiva.

-Il RISVEGLIO DAL SONNO insieme al principe assume significati diversi a seconda dell' età del bambino che lo legge: Il bambino più piccolo lo vedrà come un risveglio personale, e risoluzione dei suoi conflitti interiori. Poi nell'adolescenza verrà associato anche all’innamoramento.


CUPIDO E PSICHE = È un mito che contiene alcuni elementi fiabeschi. È la storia di una fanciulla Psiche, così bella da scatenare la gelosia di Afrodite. La dea allora ordina al figlio Eros di farla innamorare di un serpente, ma Eros se ne innamora e la nasconde nel suo palazzo, mettendola incinta. Il tutto a patto che la ragazza non lo guardi mai in volto. Psiche allora credendo alle cattive sorelle, pensa che il marito sia un serpente e decide di tagliargli la testa, ma solo a quel punto scoprirà che si tratta di un bellissimo ragazzo. Dopo varie peripezie e il suo pentimento, i due vivranno felici, col figlio Piacere. -La facilità con cui Psiche si lascia convincere a uccidere Eros, indica i sentimenti negativi che una ragazza adolescente può provare contro chi le ha strappato la verginità.

  • Amore edipico di una madre (Afrodite) per suo figlio. -Per la prima volta una donna non si accontenta di essere tenuta semplicemente come OGGETTO SESSUALE che vive tra agi e ignoranza. Per un equilibrio della relazione, devono avere una vita fatta di uguaglianza.