Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Contabilità Analitica: Classificazione dei Costi e Centri di Costo, Appunti di Contabilità

Una panoramica completa della contabilità analitica, concentrandosi sulla classificazione dei costi e sui centri di costo. Esplora diverse tipologie di costi, come costi controllabili e non controllabili, costi effettivi e parametrici, costi diretti e indiretti. Inoltre, analizza il ruolo dei centri di costo nella determinazione del costo del prodotto e nell'ottimizzazione dell'efficienza economica delle unità organizzative.

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 26/01/2025

ALESSIA.CASI
ALESSIA.CASI 🇮🇹

2 documenti

1 / 25

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Bilancio d’esercizio secondo il codice civile
Il bilancio d’esercizio redatto secondo il codice civile. Quando costituiamo la società noi possiamo
costituirla sotto forma di : Società di capitale oppure società di persone o ditta individuale.
Questa differenza porta con se anche una differenza nella redazione del bilancio :
Le società di capitali redigono un bilancio secondo uno schema regolamentato riportato dal codice
civile, in questo caso si avrà un bilancio regolamentato
Le società di persone e le ditte individuali redigono il bilancio in forma libera, in questo caso si ha
un bilancio in forma libera l’importante che ci siano i costi e ricavi e, anche il conto economico
quindi l’utile o la perdita d’esercizio.
Il bilancio viere redatto una volta l’anno perché ho la necessità di capire se la società durate l’esercizio ha
prodotto degli utili o delle perdite e su quello poi andrò a pagare delle imposte di competenza d’esercizio
Le società di capitali : sono le società per
azioni o responsabilità limitata, hanno
questo bilancio regolamentato, questo
bilancio può essere redatto in due modi :
secondo i principi contabili internazionali (
IAS / IFRS ) oppure secondo il codice civile.
Hanno obbligo di redigere il bilancio IAS
/IFRS le società quotate in borsa, cioè le
grandi aziende perché così possono essere
omogenee all’interno della comunità
europea che sono aziende che normalmente
operano in questi mercati e quindi sono
facilmente confrontabili, per tutte le altre società per azioni vi è una facoltà ( società per azioni o società a
responsabilità limitata ) della relazione del bilancio secondo i principi contabili internazioni, quelle di
dimensioni modeste questa facoltà non ce l’hanno. Tutte le altre che non hanno optato per questa
redazione, redigono il bilancio secondo il codice civile, esso ha degli schemi previsti negli articolo
2424/2425/2425 ter, una nota integrativa e un rendiconto finanziario. Dal 2016 noi abbiamo un bilancio
redatto con i nuovi schemi del codice civile e abbiamo l’obbligo di avere oltre lo SP / CE e nota integrativa
anche il rendiconto finanziario.
( SCHEMA DELLO SP ) => Emergono le attività e le passività della banca e per differenza il patrimonio netto.
Da una parte ho le attività dell’impresa, dall’altra parte ho i debiti e la differenza mi danno il PN che è la
ricchezza della mia azienda.
Nell’attivo la distinzione principale è tra immobilizzazione e attivo circolanti, se è una destinazione durevole
va nelle immobilizzazioni, se non è durevole vanno nell’attivo circolante. I fondi ammortamento e fondi
svalutazione hanno segno meno, nel passivo la distinzione principale è il patrimonio e il debito, se è fonti
proprio va nel patrimonio netto se è fonti di terzi va tra i debiti.
( SCHEMA DEL CE ) => è suddiviso in 4 lettere
Rendiconto finanziario
È diventato un documento integrante del bilancio d’esercizio, è un documento obbligatorio.
Abbiamo l’andamento economico e uno finanziario :
Quello finanziario : in ogni azienda è espresso dagli incassi e dai pagamenti, quindi entrate e uscite
di liquidità, questi elementi mi fanno emergere se ce stato un incremento o decremento delle
liquidità
Quello economico : sono i ricavi e i costi, questa differenza mi da l’utile o la perdita d’esercizio.
Il rendiconto va proprio ad analizzare gli aspetti finanziari, perché il rendiconto scelto è un rendiconto di
liquidità perché vado a vedere se in un dato periodo quella liquidità sia incrementata o decrementata.
Il collegamento con il bilancio : ricavi costi mi danno un andamento economico e quindi un utile netto,
nell’andamento finanziario lo vedo tra le attività / passività e patrimonio netto mentre nel rendiconto io lo
vedrò attraverso il flusso di liquidità netto del periodo.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19

Anteprima parziale del testo

Scarica Contabilità Analitica: Classificazione dei Costi e Centri di Costo e più Appunti in PDF di Contabilità solo su Docsity!

Bilancio d’esercizio secondo il codice civile

Il bilancio d’esercizio redatto secondo il codice civile. Quando costituiamo la società noi possiamo costituirla sotto forma di : Società di capitale oppure società di persone o ditta individuale. Questa differenza porta con se anche una differenza nella redazione del bilancio :  Le società di capitali redigono un bilancio secondo uno schema regolamentato riportato dal codice civile, in questo caso si avrà un bilancio regolamentato  Le società di persone e le ditte individuali redigono il bilancio in forma libera, in questo caso si ha un bilancio in forma libera l’importante che ci siano i costi e ricavi e, anche il conto economico quindi l’utile o la perdita d’esercizio. Il bilancio viere redatto una volta l’anno perché ho la necessità di capire se la società durate l’esercizio ha prodotto degli utili o delle perdite e su quello poi andrò a pagare delle imposte di competenza d’esercizio Le società di capi tali : sono le società per azioni o responsabilità limitata, hanno questo bilancio regolamentato, questo bilancio può essere redatto in due modi : secondo i principi contabili internazionali ( IAS / IFRS ) oppure secondo il codice civile. Hanno obbligo di redigere il bilancio IAS /IFRS le società quotate in borsa, cioè le grandi aziende perché così possono essere omogenee all’interno della comunità europea che sono aziende che normalmente operano in questi mercati e quindi sono facilmente confrontabili, per tutte le altre società per azioni vi è una facoltà ( società per azioni o società a responsabilità limitata ) della relazione del bilancio secondo i principi contabili internazioni, quelle di dimensioni modeste questa facoltà non ce l’hanno. Tutte le altre che non hanno optato per questa redazione, redigono il bilancio secondo il codice civile, esso ha degli schemi previsti negli articolo 2424/2425/2425 ter, una nota integrativa e un rendiconto finanziario. Dal 2016 noi abbiamo un bilancio redatto con i nuovi schemi del codice civile e abbiamo l’obbligo di avere oltre lo SP / CE e nota integrativa anche il rendiconto finanziario. ( SCHEMA DELLO SP ) => Emergono le attività e le passività della banca e per differenza il patrimonio netto. Da una parte ho le attività dell’impresa, dall’altra parte ho i debiti e la differenza mi danno il PN che è la ricchezza della mia azienda. Nell’attivo la distinzione principale è tra immobilizzazione e attivo circolanti, se è una destinazione durevole va nelle immobilizzazioni, se non è durevole vanno nell’attivo circolante. I fondi ammortamento e fondi svalutazione hanno segno meno, nel passivo la distinzione principale è il patrimonio e il debito, se è fonti proprio va nel patrimonio netto se è fonti di terzi va tra i debiti. ( SCHEMA DEL CE ) => è suddiviso in 4 lettere

Rendiconto finanziario

È diventato un documento integrante del bilancio d’esercizio, è un documento obbligatorio. Abbiamo l’andamento economico e uno finanziario :  Quello finanziario : in ogni azienda è espresso dagli incassi e dai pagamenti, quindi entrate e uscite di liquidità, questi elementi mi fanno emergere se ce stato un incremento o decremento delle liquidità  Quello economico : sono i ricavi e i costi, questa differenza mi da l’utile o la perdita d’esercizio. Il rendiconto va proprio ad analizzare gli aspetti finanziari, perché il rendiconto scelto è un rendiconto di liquidità perché vado a vedere se in un dato periodo quella liquidità sia incrementata o decrementata. Il collegamento con il bilancio : ricavi – costi mi danno un andamento economico e quindi un utile netto, nell’andamento finanziario lo vedo tra le attività / passività e patrimonio netto mentre nel rendiconto io lo vedrò attraverso il flusso di liquidità netto del periodo.

Quali sono le principali movimentazioni finanziarie che emergono? Sono le entrate derivanti dai flussi dei ricavi ( incassi ), ottenimento di passività finanziarie ( incassi ) come ad esempio un mutuo, emissione di strumenti rappresentativi di capitali come ad esempio obbligazioni ( incassi ), oppure ho degli disinvestimenti come vendere gli asset della mia azienda ( alienazione di attività ) , quindi provocano un incremento delle disponibilità liquide. Mentre tutto quello che fa emergere un decremento e, quindi delle uscite di cassa ( pagamento ), sono ad esempio :uscite derivanti da flussi di costi ( fornitori ), rimborso di passività finanziarie, pagamento di dividendi oppure investimenti. E’ quindi un documento importante perché fa emergere le entrate e le uscite in quel periodo preso in considerazione e determina se vi sia un incremento o decremento delle disponibilità liquide. Il codice civile richiede il rendiconto solo per le società di capitali con bilancio in forma ordinaria, ne definisce la tipologia ( quindi definisce la tipologie e richiede un rendiconto finanziario di liquidità ) e la forma di rappresentazione ma, non ci da un dettaglio di schema rigido. L’OIC 10 ne prevede sempre la redazione del rendiconto tenendo conto della rilevanza informativa, i principi contabili internazionali obbligano la redazione del rendiconto nel bilancio e vi è uno specifico principio contabile internazionale ( IAS numero 7 ). Questi principi richiedono che tutte le imprese redigono il rendiconto finanziario, vi sia solo un rendiconto cioè quello finanziario di liquidità, vi sia solo una forma di rappresentazione e classificazione per attività ( gestione reddituale operativa, gestione di investimento e finanziamento ).

costi tipici della mia azienda e devo ovviare a questo, quindi se ogni azienda ha un reddito operativo positivo ( ricavi – costi ) vuol dire che ha buona redditività della gestione operativa, quindi vuol dire che il suo coor busines sta funzionando. Come vado a vedere se ce redditività della gestione operativa?  ROI : reddito operativo / capitale investito operativo Questo esprime la redditività del capitale investito nella gestione caratteristica. Il ROI poi si suddivide in due : ROS e indice di rotazione del capitale investito. Il ROS => reddito operativo / vendite : mi dice l’indice di redditività delle vendite, esprime la capacità dell’impresa nel vendere bene, ovvero a condizioni redditizie, vuol dire che quando vendo ho creato un margine, cioè ogni volta che vendo creo un margine, quindi riesco a vendere bene i miei prodotti. Se immaginiamo un negozio di anti cariato avrà il ROS alto perché vende pochi pezzi ma tutte le volte che vende genera un grosso margine. Indice di rotazione del capitale investito operativo => ricavi di vendita / capitale investito operativo : esprime la capacità dell’impresa nel vendere molto, ovvero nel far tornare rapidamente in forma liquida il capitale impiegato nell’area caratteristica attraverso il meccanismo delle vendite. Il supermercato avrà questo indice molto alto perché vuol dire che vende molto, quindi torna in forma liquida rapidamente il capitale impiegato attraverso la vendita. La redditività globale della gestione : va a prendere l’intero reddito netto :  ROE : reddito netto / capitale proprio Questo indica la strategia globale dell’impresa, io posso avere un ROE alto ma non vuol dire che ho una redditività operativa buona perché io posso avere aumentato la redditività nelle altre aree non dell’area operativa. Immaginiamo un azienda che non va bene nell’area operativa, quindi ha un ROI basso, la redditività operativa e bassa e per generare utile vende dei gioielli di famiglia ( immobilizzazioni ), vendo l’immobile genero una plusvalenza, quella è un ricavo straordinario, esso andrà a finire quando riclassifico il mio CE nella gestione straordinaria, questi andranno a formare un ROE buono ma, non sono ricavi tipici e quindi è vero che ho un utile d’esercizio e quindi ROE alto ma, quell’utile è prodotto da un evento eccezionale e quindi da una gestione straordinaria. Con il mio ROI io sono andato ad analizzare la mia azienda e vedo che è in perdita ma con le altre gestioni l’ho portato in utile, quindi ho un ROI basso ma un ROE alto.

La necessità di informazione

Per operare efficacemente ogni impresa deve mantenere un equilibrio economico e finanziario, se ho un equilibrio economico vuol dire che la mia azienda ha dei ricavi superiori ai costi ( ricavi tipici > costi tipici ) e se avrà un equilibrio economico vuol dire che il mio coor busines è in grado di sopravvivere e, quindi molto probabilmente avrò positivi anche gli altri equilibri. Il management deve necessariamente verificare quante risorse hanno impegnato nelle diverse attività aziendali e, se questo utilizzo è economicamente conveniente e, se non lo è prendere dei provvedimenti. Lo scopo di analisi e contabilità è far conoscere a coloro che governano la società quante risorse la società sta utilizzando e sono economicamente conveniente. Nel mondo aziendale io ho un insieme di informazioni :  Informazioni quantitative : sono esprimibili medianti numeri. all’interno di queste informazioni possiamo suddividere in informazioni :  Non monetarie  Contabili : si suddividono in informazioni operative, informazioni di bilancio e contabilità generale, di contabilità direzionale e di informazioni fiscali.  Informazioni non quantitative : sono raccolte attraverso l’osservazione visiva, attraverso la conversazione. Esempio : azienda di ristorazione e dall’altro lato vendita di pane e alimenti simili, la nostra azienda è a responsabilità limitata e ha due attività distinte : vende prodotti alimentari e ristorazione. L’attività è svolta in due luoghi differenti : nel centro storico della città e l’altra è legata all’attività di servizi. L’azienda persegue il proprio obbiettivo attraverso due attività, ha un immobile di proprietà e un immobile nel centro storico dove svolge la ristorazione e uno di locazione. Ha 20 dipendenti tra i due punti, ha un amministratore che gestisce l’attività. Tutte queste informazioni sono informazioni che alcune possono essere quantitative e altre non quantitative. Il fatto di legare due attività differenti mi permette di mitigare dei rischi ( perché potrebbe andare male una delle due attività ). Il fatto che io abbia 20 dipendenti e questi 20 hanno in media 42 anni, mi fa dire che è un informazione quantitativa, hanno un anzianità di 10 anni in media, posso trarre delle considerazioni ma non sono informazioni contabili ( non monetarie ) Informazioni operative => una grande quantità di informazioni operative sono informazioni che sono necessarie per rendere possibile lo svolgimento di un attività ordinaria di un organizzazione ( i miei 20 dipendenti devono ricevere mensilmente la busta paga, deve essere registrata, devo sapere il trattamento di fine rapporto come si è incrementato, devono sapere i dipendenti il prezzo del pane, dei piatti ecc ), alcune di queste informazioni sono necessarie per andare a formare il bilancio d’esercizio e la contabilità generale ( la società registrerà normalmente i miei corrispettivi e le fatture che ha emesso, e redigerà il proprio bilancio alla chiusura d’esercizio a fine dell’anno, questo nei 4 mesi successivi alla chiusura del bilancio, 120 gg, deve essere approvato dall’assemblea e in quel bilancio emergeranno utili o perdite ). Avrò poi delle informazioni quantitative che andranno a formare quella che è la contabilità direzionale , e le informazioni fiscali che saranno le informazioni che statuiranno e con le relative modifiche verrà determinato l’imponibile fiscale ( la società potrà una volta l’anno presentare la dichiarazione dei redditi e pagare le imposte per la tipologia di attività che ha svolto ).

Il collegamento con programmazione e controllo

il management ha bisogno di informazioni di sintesi dall’azienda e ha bisogno quindi di una contabilità direzionale che gli potrà dare la strada e lo sviluppo per il periodo successivo della propria attività, le informazioni contabili per assistere il management sono usate nell’ambito di 3 tipe funzioni del management in quanto il management deve : programmare, implementare e controllare quello che sta facendo, questo vuol dire che :  il management della mia azienda dovrà programmare il futuro della mia azienda, e quindi prevedere come l’azienda si svilupperà. La programmazione è il processo attraverso il quale si decide quale azioni porre in atto nel futuro ( alla mia società dovrò porre una serie di azioni per portarla in un certo punto, esempio : ampliare la ristorazione e quindi dovrò sviluppare il personale, ampliare la gamma di prodotti di cibo da offrire e quindi metterò in atto una serie di azioni). Come

Quindi non mi posso fermare solo al COST ACCOUNTING ma, devo fare un analisi del costo in generale quindi devo andare a proiettare al COST MANAGEMENT.  COST ACCOUNTING => è un insieme di determinazioni ( economico – quantitative ) mediante le quali si calcolano i costi di particolari oggetti, individuati all’interno del sistema azienda.  COST MANAGEMENT => è un insieme di tecniche e di metodi di pianificazione, misurazione e feedback ( controllo successivo ) che, muovendo da un sistema di base di calcolo dei costi, consente di gestirne le cause nell’intento di migliorare tutti i processi aziendali per una più efficace gestione dei prodotti/ servizi in termini di qualità / costi ( nella mia società di prima un cost management servirà non solo per determinare il costo ultimo del mio piatto ma, sarà un insieme di tecniche che consentiranno di gestire tutte le cause dell’intento di migliorare tutti i processi aziendale ) E’ un approccio non contabile ai problemi di gestione, quindi non solo avrò delle necessità di informazioni contabili ma, arò anche necessità di avere informazioni non contabili per allocare questi costi, avrò delle nuove categorie di costi, delle nuove configurazioni di costi, nuovi strumenti e un enfasi sui processi e sulle attività all’interno della mia società. gli strumenti tecnici - contabili a supporto della direzione contabili sono : contabilità generale e analisi di bilancio, sistema di budget e standard cioè dove voglio tendere, informazioni extra- contabile, contabilità analitica che mi aiuta a capire quanto mi costa erogare un servizio e fabbricare un prodotto. Tutte queste sono informazioni che vengono riassunte in REPORTING che un bravo management deve avere perché deve poter dare dei giudizi velocemente e, per poter dare questi giudizi deve avere questi strumenti.

Confronto tra contabilità generale e contabilità dei costi

la contabilità generale verrà intesa come sinonimo di rilevazione dei fatti amministrativi e si concretizza nel rapporto di scambio con economie esterne, si conclude con il bilancio d’esercizio. La contabilità generale rileva durante l’esercizio fenomeni avente una manifestazione numeraria e in particolare scambi di mercato con economie esterne ( mentre la contabilità analitica rileva l’utilizzazione di risorse nei processi produttivi d’impresa ), il grado di articolazione è basso, i costi sono riferiti all’azienda nel suo complesso ( nella contabilità analitica è elevato ). La classificazione dei costi avviene secondo la loro natura / origine cioè in base ai caratteri fisico economici dei fattori produttivi ( esempio materie prime e mod, la contabilità analitica anche secondo vari criteri come il tipo di comportamento variabile / fisso, il modo di imputarli diretti / indiretti, costi che vado a programmare l’ammontare parametrico / discrezionale ). La precisione e tempestività : rileva solo fatti amministrativi aventi manifestazioni numeraria e come tali aventi una misura oggettiva ( analitica : costi basati sul consumo di risorse nei processi di gestione non sempre misurato oggettivamente anche per le esigenze di tempestività che caratterizzano il fabbisogno informativo della direzione ). Rispetto all’impiego di informazioni ad utilizzo direzionale, la contabilità generale trova un utilizzo saltuario ( analitica continuativo nei processi decisionali e nel controllo di gestione ). La contabilità generale è obbligatoria perché è disciplinata dal codice civile e deve essere tenuta in maniera ordinata ( la contabilità analitica non è obbligatoria è un qualcosa che posso tenere io ma non sono obbligato ad avere, nessun legislatore nelle attività tipiche obbliga le aziende a tenere la contabilità dei costi). Rispetto alle metodologie di rilevazione, la contabilità generale si basa sulla partita doppia ( dare e avere ) cioè fa un vero e proprio uso dei conti ( contabilità analitica può invece svolgersi contabilmente o extra contabilmente e in questo caso è necessario avere delle informazioni per poter ripartire i costi in maniera più opportuno). NOTA BENE => Le informazioni della contabilità generale sono di carattere economico ( costi e ricavi ) e finanziario ( entrate e uscite ) mente le informazioni prodotte dalla contabilità industriale sono informazioni esclusivamente economico, cioè io vado a produrre informazioni che si ribaltano nel CE. Questo confronto non può portarci a dire che la contabilità analitica è una semplice analisi della contabilità, perché la contabilità aziendale a costi consuntivi si trova ad essere in un rapporto di questo tipo con la contabilità generale se questa viene vista a rettifiche di bilancio avvenute, tuttavia anche in queste ipotesi è bene notare che per compiere rettifiche è necessario disporre di alcune voci della contabilità industriale ( rettifica a fine anno tipica come le rimanenze di magazzino, devo definire le rimanenze al 31-12 e le devo valorizzare e devo conoscere quindi i costi di produzione sostenuta per produrre quelle rimanenze, ho necessità di avere un’analisi di contabilità dei costi e quindi una contabilità industriale che mi permette di conoscere l’importo da contabilizzare ). La contabilità analitica quindi a volte viene utilizzata dalla contabilità generale per andare a definire degli importi di contabilità generale, quindi non è obbligatoria ma quando devo definire l’importo delle rimanenze a fine anno se ho una contabilità industriale sono più avantaggiato.

400.000 che erano le ore MOD x 10.000 h di manodopera diretta di A / 40.000 totale di MOD. 600.000 quota degli ammortamenti x h macchina 5000 / 15.000 totale h Il totale della quota da ripartire di 1.000.000 sarà pari a 300.000 sul prodotto A, le due quote sono differenti da base unica e base multipla. La scelta è soggettiva, fare analisi e contabilità dei costi preveda che io conosca molto bene l’azienda e so quale metodo è più adatto altrimenti vado a fare errori molto pesanti  Costi variabili e costi fissi : si basa sul tipo di comportamento che il costo ha al variare della quantità prodotta, si assume quindi come unica variabile indipendente il volume di produzione.  Costi variabili : costi la cui entità varia in proporzione alla variazione del volume produttivo  Costi fissi : quei costi che derivano dalla predisposizione di una certa capacità produttiva o di un certo programma d’esercizio. Decidi in sede di programmazione operativa di breve periodo, cioè in sede di budget, infatti nessun costo sarà fisso per sempre, i costi nel lungo periodo non sono mai fissi, nel breve invece possono essere fissi. Le leggi di variabilità dei costi sono molteplici, secondo alcuni infatti nell’ambito dei costi variabili si hanno elementi definibili : proporzionati, progressivi, digressivi, regressivi. Supponendo per semplicità che l’andamento dei costi variabili sia proporzionale e quindi lineare, si può rappresentare graficamente la retta dei costi variabili dove sull’asse delle y abbiamo il costo totale, sulle x il volume totale e la retta che viene disegnata è il costo unitario espresso in euro. Nel caso dei costi variabili progressivi invece il costo incrementa al variare del volume di attività. Nei costi variabili degressivi dove il costo all’aumentare del volume di attività diminuisce. Nei costi semivariabili invece il costo si muove in base al volume di attività.

Costi controllabili e costi non controllabili : la classificazione si basa sul fatto che esistono precisi centri di responsabilità. Si tratta di una distinzione utile per il controllo del grado di efficienza economica della gestione e soprattutto per la responsabilizzazione dei soggetti che dispongono di leve decisionale per la gestione dei costi, a questo riguardo si può fare alcune osservazioni : 1 - la classificazione in oggetto ha un valore del tutto relativo, il problema del controllo della gestione ha un significato operativo in quanto viene collegato all’esistenza di precisi centri di responsabilità che sono unità organizzative guidate da persone responsabili dei risultati conseguiti. Con riferimento ai centri di responsabilità si può dire che esistono costi controllabili e costi non controllabili, costi che sono influenzabili dalle decisioni del capo-centro e costi la cui entità non è invece influenzabile dalle azioni di quest’ultimo 2 - mentre a livello aziendale la distinzione non ha senso in quanto tutti i costi sono controllabili, a livello di centro la classificazione assume una pienezza di significato : se io considero l’influenza esercitata dal responsabile del centro, questa influenza non è mai piena ma può essere più o meno significativa. 3 - La distinzione in esame non va confusa con quelle precedenti, quindi non sono sinonimi di costi diretti e variabili, ma sono differenti. 4 - Nei rendiconti periodici dei centri di responsabilità si dovrebbero evidenziare le sole voci di costo controllabili dal capo- centro. Tuttavia può essere opportuno includere in questi report aziendali anche dei costi non controllabili affinché il titolare di questo centro ne acquisisca consapevolezza, maturi una visione più globale della sua azienda e, quando la disamina della contabilità analitica fornisce riflessioni di tipo gestionale è arduo sostenere un appropriatezza di un metodo. E’ importante l’esistenza di questi centri ma, che essi siano responsabili e che non abbiano solo una visione di contabilità analitica ma, che associno decisioni di tipo gestionale e comportamentali questo farà si che il nostro responsabile abbia una visione globale e che non si fermi in una sua specialità.  Costi parametrici, discrezionali e vincolati : questa classificazione si basa sulle modalità secondo cui l’ammontare dei costi viene iscritto a budget ( noi abbiamo visto che è il piano nel quale va inserirsi nella programmazione ), in funzione dei programmi operativi che del budget costituiscono la vera sostanza :  costi parametrici o standard : sono quelli di cui è determinabile a priori in modo rigoroso la quantità di risorsa necessaria per ottenere una unità di prodotto (quantità x prezzo unitario standard ) esempio : materia prima e MOD. => sono la stessa cosa dei costi speciali  costi discrezionali : sono i costi il sui ammontare dipende da valutazioni più o meno discrezionali della direzione, esempi : costi pubblicità, ricerca, personale che a priori non so definire, un esperienza passata da confronto da altre aziende io riesco a definirlo  costi vincolati o di struttura : sono quelli che in sede di budget non possono essere decisi ne tecnicamente ne discrezionalmente perché dipendono da decisioni prese a monte in sede di pianificazione strategica, essa è un piano a lungo termine e quindi in sede di budget io devo adeguarmi a queste scelte, esempi : quote annuali di ammortamento che io devo inserire nel mio budget, ma l’acquisto del mio bene è stato fatto quando il manager ha fatto quella decisione. i costi fissi, definiti come indipendenti dal volume, dipendono pur sempre da qualcos’altro, quindi una parte di esse sono scelte discrezionali fatti di anno in anno mentre un'altra deriva da piani strategici.  Costi effettivi e parametrici : la classificazione si basa sull’effettività della manifestazione dei costi, si possono determinare :  Costi consuntivi : sono i costi effettivamente sostenuti.  I costi effettivi si riferiscono alle stesse risorse di cui si calcolano i costi standardCosti ipotetici : sono i costi che si sosterrebbero se certe ipotesi si gestione di manifestassero, tipico caso è quello dei costi standard che sono stati determinati in modo rigoroso in

Configurazione dei costi

Oggetto di calcolo : vado a determinare il costo di un particolare oggetto, quindi di un prodotto o un servizio, occorre stabilire se si considerano tutti i fattori produttivi ( e quindi un costo complessivo quindi tutte le voci del conto relative a questo oggetto ) oppure solo alcuni di questi ( e quindi costi parziali ). Esempio : azienda che va a determinare il costo ultimo del piatto che va a servire al tavolo che può considerare solo alcuni costi o tutti i costi relativi a quel piatto ( quindi o costo parziale o complessivo ). Non si può partire dal presupposto che tutte le risorse vadano necessariamente addebitate all’oggetto di calcolo solo perché l’azienda in fondo mobilita tutti i suoi fattori produttivi per produrre e commercializzare i beni e i servizi. Si possono identificare più configurazioni di costo, a seconda delle voci inserite nel calcolo, per cui non ha senso domandarsi quanto costa un prodotto se prima non si è chiarita la configurazione di costo prescelta, esso è legato a ragioni di logica economica, cioè addebitare certi costi del conto economico aziendale come gli oneri atipici e aziendali non ha un fondamento logico ( esempio : se io devo andare a prendere tutti i costi per ribaltarli nella mia azienda, dovrò andare a contabilizzare tutti i costi che sono compresi nel mio conto economico e quindi alcuni costi atipici o una plusvalenza o minsuvalaneza, anche quello dovrebbe essere addebitato in base ad un criterio sul nostro prodotto e quindi sul piatto ultimo ). Noi invece potremmo decidere di avere degli oggetti di calcolo intermedi. Scopi : sono quello di orientare una scelta sia di gestione strategica sia di gestione corrente, cioè io posso decidere di analizzare alcuni costi e, quindi avere costi parziali, per migliorare le scelte strategiche che l’azienda deve prendere, quindi il fatti di avere informazioni ad esempio nella mia azienda, di avere informazioni del piatto senza tener conto di alcune variabili che non mi interessano o sono stati oneri atipici, straordinari io scelgo di ribaltare solo alcuni di questi costi. Un altro scopo è quello di monitorare l’efficienza economica della gestione, perché la vita aziendale dee passare attraverso un efficienza economica poiché l’equilibrio economico è il primo equilibrio sul quale poggia tutta la vita aziendale, porterà pii con se l’equilibrio finanziario e quello patrimoniale. Ultimo scopo è quello di valorizzare elementi del patrimonio in sede di redazione del bilancio. Configurazioni di costo quindi, si suddividono in 2 parti:  Configurazione di costo parziale : si suddivide poi in altre configurazioni :  Configurazione di costo variabile : ovvero quei costi che sono separati dai costi fissi esclusi dal calcolo. È una figura del costo che presuppone la chiara separazione tra costi variabili e costi fissi  Configurazione di costo diretto o primo : tutti quei costi imputabili direttamente al prodotto senza calcolare la ripartizione dei costi indiretti.  Configurazione di costo industriale : sono la somma del costo delle materie prime a cui sono aggiunti i costi di trasformazione industriale. Quindi è un costo che va a riprendere tutti i costi che hanno trasformato le materie prime in prodotti per essere venduti. In questo caso, solo alcuni costi vengono ribaltati nel mio prodotto e, a seconda che sia un costo variabile, diretto o industriale ogni costo porterà con se una parte di quei costi del CE  Configurazione di costo pieno : in quel costo io ho ribaltato tutti i miei costi, quindi tutti i costi che sono presenti nel CE vengono ribaltati nel mio prodotto

a volte il costo industriale è inteso in senso ampio, tale da comprendere anche costi tecnici ma non di factoring come progettazione, logistica, acquisti ecc.. Rispetto al costo variabile, il costi industriale ha tenuto conto anche dei costi fissi di natura industriale, mentre non ha incluso i costi variabili non industriali ( servizi esterni ). Rispetto al costo diretto, il costo industriale include anche i costi diretti industriali ( ammortamenti ) mentre non include i costi diretti non industriali Il costo complessivo, è quella configurazione che include tutte le voci di costo dell’azienda, quindi tutti i costi del CE. Nel nostro esempio, includerà materie prime, trasformazioni, quote amministrative, generali, quote di costi extra operativi e, questo dato finale è sicuramente più alto. Le relazioni tra configurazioni di costo e risultati economici vengono così sintetizzati :  Costo variabile corrisponde al margine lordo di contribuzione  Costo diretto corrisponde al margine semi lordo di contribuzione  Costo industriale corrisponde al risultato industriale  Costo pieno corrisponde al risultato netto La classificazione dei costi può essere interpretata anche attraverso la loro variabilità , cioè tutti i costi variabili rispetto a tutti i costi fissi, oppure in base alla loro imputabilità , cioè il mio costo in base se è un costo diretto o indiretto. La scelta di configurazione di costo è comunque legata agli scopi che io voglio perseguire, in certe finalità è sufficiente ragionare in termine di costi parziali per altre è opportuno avere un costo complessivo, in linea di principio se si calcola il costo complessivo si può comunque scomporlo nelle sue parti, invece se si calcola solo il costo parziale vado a perdere delle informazioni importanti.

Contabilità full costing e direct costing

In relazione alla configurazione del costo prescelta, la prassi distingue in due grandi tipologie di contabilità analitica :  Direct costing :contabilità a costi variabili  Full costing : contabilità a costi pieni. Comporta sempre la necessità di ripartire il costo tra :  centri  prodotti  altri centri di destinazione per quanto riguarda i costi indiretti vengono ripartiti tra : costi industriali, amministrativi e commerciali e imputare oggettivamente i costi diretti. La terminologia aziendale è spesso confusa per cui non è sempre chiaro se per direct costing si intenda costo variabile o costo diretto e se per full costing si intenda costi pieni complessi o costi industriali. A rigore di logica, direct cost va inteso come sinonimo di costo direttamente proporzionale al volume, quindi al costo variabile, così come full cost equivale al costo pieno complessivo, non solo industriale ma di tutti i costi che ho contabilizzato nel mio conto economico. Nella contabilità full costing, noi abbiamo una suddivisione tra costi indiretti, che sono suddivisi tra industriali, amministrativi e industriali e, tra costi diretti che non hanno particolare difficoltà nella ripartizione perché io li devo andare ad imputare oggettivamente.  I costi diretti si attribuiscono : quantità di risorsa x prezzo unitario Io non ho nessuna particolare difficoltà, prendo la quantità e la moltiplico per il prezzo unitario e ottengo quello che devo andare ad imputare, i costi potrebbero anche essere dei costi pieni, cioè costi imputabile interamente ad un unico oggetto e quindi li vado ad aggiungere direttamente

La struttura del costo del prodotto :  I costi vengono imputati al prodotto classificandoli per natura ( ammortamento, materie prime, MOD )  I costi vengono imputati al prodotto classificandoli per destinazione e in parte per natura ( materie prime, MOD, costo del centro 1-2 )  I costi vengono imputati al prodotto classificandoli per natura e per destinazione ma per attività ( materie prime, MOD, costo attività A – B )

I centri di costo

La contabilità analitica può avvenire :  Senza centro di costo : quindi avrò nessuna difficoltà nell’imputazione dei costi diretti ( materie dirette ), ho un imputazione oggettiva e va a determinare il mio prodotto ( esempio : nella mia azienda i costi delle materie dirette che vanno a comporre il mio piatto, quelli sono costi diretti che determino facilmente come ad esempio pasta, sugo ). Vi sono poi tutti gli altri costi, che sono quei costi indiretti come il costo del persone che porta il piatto, quindi devo immaginare una maniera per ribaltare questi costi. Gli strumenti non avendo centri di costi potrebbe essere un TASSO o COEFFICIENTE orario x le ore di MOD impiegate per quella produzione.  Con centri di costo : sono quindi dei contenitori di costo che coincidono con un unità organizzativa della struttura aziendale ( amministrazione, produzione ) e, questa unità organizzativa può essere identificata come centro di costo, questo responsabilizza anche questa unità organizzativa e identifica un responsabile dell’unità organizzativa. In contabilità dei costi, normalmente abbiamo la classificazione dei costi in :  Centri produttivi o operativo: sono quelli nel quale vi è la produzione e quindi la lavorazione del mio prodotto  Centri ausiliari o di supporto : sono quelli che vanno ad aiutare e alimentare il centro produttivo, ad esempio centri di magazzino  Centri funzionali o di struttura o generali : sono centri funzionali alla struttura come ad esempio il reparto dell’amministrazione. al di la del numero di centri operativi che io posso avere all’interno della mia contabilità analitica, vengono raggruppati questi centri operativi in 3 grandi famiglie. La funzione di centro di costo è quella di rendere la determinazione più attendibile del costo di prodotto e, soprattutto mi permette il controllo dell’efficienza economica delle unità organizzative, io riesco a identificare su quel centro il costo che è stato impiegato e quindi riesco a controllare se quella unità organizzativa rispetto al passato ha avuto un incremento o decremento nell’assorbimento dei costi, riesco a creare efficienza e a programmare senza budget il suo futuro ( esempio : immaginiamo la nostra azienda senza centro di costo, ho i costi diretti sul mio piatto che fornisco ma, poi ho costi generali che vengono divisi in base al tasso orario della MOD, mentre se identifico i centri di costo come ad esempio il reparto amministrativo, io riesco ad identificare all’interno dei miei costi totali, delle scatole in cui ho la possibilità di monitorarla / rendere anche una responsabilità in quanto posso determinare un responsabile amministrativo al quale chiedere il perché si sono fatti dei cambiamenti ) Calcolo il costo del prodotto per aiutare la decisione a prendere delle decisioni corrette in quanto, se io non so quanto costa il mio prodotto io non riesco a prendere decisioni corrette ( io vedo che per servire il mio piatto con ostriche e salmone ma, se capisco che ho diverse cifre e ho un prezzo troppo alto, difficilmente continuerò a fare quel prodotto ) Ricordiamo che, ci sono molte aziende che non avendo una contabilità per centri di costo, alle volte identificano nel fatturato il loro valore ( quindi sostengono che hanno incrementato il fatturato ) ma, quel fatturato non ha creato un margine perché ho venduto sottocosto e si trovano ogni anno con continue perdite all’interno dell’azienda, quindi è fondamentale avere il costo del prodotto per dare alla mia alta direzione aziendale delle informazioni per decisioni corrette. Imputare i costi ai centri aiuta a guidare e responsabilizzare le persone che le guidano ( manager ) e dare un senso di efficienza economica anche in assenza di budget, vuol dire che io quando ho un centro di costo e identifico un responsabile,questo si impegnerà a gestirlo e raggiungerà un efficienza economica migliore. Tutto questo è fondamentale nell’avere una contabilità per centri di costo, senza questa contabilità noi avremmo meno controllo sia dei centri di costo sia di tutti i costi in generale

il costo di affitto di stabilimento può essere ribaltato al centro di fabbricazione, assemblaggio, manutenzione, mensa, questi verranno poi ribaltati sui centri produttivi e quindi centro di fabbricazione e assemblaggio in base a criteri più opportuni. Una volta che ho ottenuto i centri produttivi avrò un ribaltamento nel prodotto A B e C a secondo di alcuni criteri. Possibili alternative di ripartizione : nella fase una la misura di superficie, nella fase due la manutenzione, nella fase tre le ore mod o macchina, per ognuna di queste alternative abbiamo un infinità di combinazioni e in questo caso specifico 64. Più è rispettato e applicato il principio causale nell’imputazione dei costi agli oggetti di calcolo, più sarà attendibile il mio costo del mio prodotto finale.

Limiti della contabilità per centri di costo

Il centro di costo va applicato con il principio causale , e questo è quello che mi modificare in maniera rilevante un informazione e quindi il ribaltamento di quel costo con un principio causale rispetto ad un altro il manager prende decisioni diverse che potrebbero essere errate in virtù di avere un informazione il più preciso possibile. Uno degli scopi principale del sistema di determinazione dei costi è quello di valorizzare le rimanenze, il costo del venduto, per redigere il bilancio d’esercizio. I non addetti al lavoro potrebbero stupirsi come i principi contabili non siano andati ad indicare anche come calcolare il costo dei singoli prodotti, dal punto di vista però del bilancio però quello che importa è che le valorizzazioni delle rimanenze e del costo venuto siano corrette e attendibili. In molte imprese però il sistema di terminazione dei costi e, in genere la determinazione del costo pieno, hanno ancora caratteristiche e vengono ideati come molti anni fa. Quei casi infatti vengono targati come casi che rispecchiano la prima parte di analisi e contabilità dei costi ma, la principale risorsa sul quale viene movimentata la ripartizione dei costi, per calcolare il costo pieno del prodotto normalmente è la manodopera diretta ( infatti in molti casi i sistemi di determinazione dei costi dei prodotti si rileva attraverso la risorsa della mano d’opera diretta ). Questo è sicuramente un limite perché la principale risorsa è la MOD ma, è sbagliato perché oggi sono molte alte le risorse per poter creare il criterio di ripartizione. L’ambiente produttivo è cambiato e se l’ambiente fosse caratterizzato da un ampia varietà di processi e prodotti, da una produzione in lotti con diverse dimensioni e costi, allora potrebbe avere un senso ma, poiché oggi la manodopera diretta ha un incidenza nell’attività che oggi ci sono inferiore rispetto al passato e, questo potrebbe portare a dare una informazione forgiante al management. L’azienda ha due macchine, sulla A ha 1 addetto, sulla B tre addetti, ho due prodotti G e P, due quantità differenti, le ore macchina uguali, le ore MOD differenti e le macchine sono 2. Si hanno poi le informazioni dei costi del mio reparto. Il totale dei costi è 40. Se il prodotto G richiede 3 ore di MOD invece che un 1 perché richiede 3 addetti rispetto a 1, bisogna trovare il costo medio di prodotto :  Imputazione in base alle ore MOD  Imputazione in base alle ore macchina In base a come viene calcolato il costo, i prodotti P e G costeranno diversamente. 630 = 150 x 3 + 180 x 1 => mod : 40.000/630 = 63.49 => 63.49 x 3 =190. 330 = 150 + 180 => macchina : 40.000 / 330 = 121.21 => 121.21 x 1 = 121.